L’Albania sta diventando negli ultimi anni una delle mete turistiche di nicchia grazie al suo patrimonio storico, artistico e paesaggistico: Saranda, le Alpi albanesi, Argirocastro e Butrinto sono le località più famose del Paese. Eppure anche l’insospettabile Durazzo, affacciata sul mar Adriatico, può stupire i turisti grazie alle sue spiagge, al suo lungomare e ai suoi siti archeologici. Il modo più facile per raggiungere Durazzo è il traghetto, partendo dal porto di Brindisi o Bari: visitando il sitowww.traghettianconadurazzo.it è possibile acquistare online i biglietti e controllare eventuali offerte in corso.
Memorie dell’antica Durazzo
La tradizione narra che Durazzo sia stata fondata nel 626 a.C. dai coloni greci per poi passare dalle mani dei romani, dei bizantini e ostrogoti fino al dominio ottomano durato ben quattro secoli. Nonostante appaia come una città decadente, il porto di Durazzo rappresenta il periodo di sviluppo e di crescita che sta attraversando il paese. Suddivide in due la città e si inserisce all’interno di un grazioso lungomare punteggiato da giostre, bancarelle, moderni alberghi e ristoranti caratteristici: non c’è luogo migliore per gustare il byrek, una sfoglia ripiena di carne tritata, verdure, formaggio e cipolle.
La spiaggia antistante il lungomare non è l’unica dove godersi rilassanti giornate al mare a Durazzo: meritano una visita la spiaggia di Bardhori, selvaggia e incontaminata e quella di Gjenerali, perfetta anche per un pic-nic.
Nel cuore di Durazzo, a due passi dal teatro Aleksandër Moisiu, ci sono le rovine del foro bizantino risalente al VI d.C: si può vedere ancora il pavimento in marmo cinto da eleganti colonne corinzie. Poco oltre vi sono le vestigia delle terme romane del I d.C, con tanto di tepidarium, frigidarium, calidarium e piscina mosaicata a scacchiera.
Un’altra memoria lasciata dagli antichi romani è l’anfiteatrocostruito tra il I e il II d.C, durante il regno di Traiano: nonostante sia visibile solo una parte, l’anfiteatro dell’antica Dyrrachium poteva contenere fino a ventimila persone e sono ancora oggi visibili le gallerie, le scale e una cappella paleocristiana decorata con mosaici nell’XI d.C.
I musei di Durazzo e le sue moschee
Non lontano dall’anfiteatro romano, si trova il Museo Etnografico, sito all’interno della casa dell’attore Aleksandër Moisiu: oltre ad oggetti di scena, foto e poster cinematografici, in questa casa tipica della Durazzo del XIX sono conservati anche oggetti di artigianato locali e costumi tradizionali.
Un’altro spazio museale meritevole di visita a Durazzo è il Museo Archeologico dove sono custoditi reperti che vanno dalla preistoria al dominio ottomano: vi sono sarcofagi in pietra, stele funerarie di epoca romana, busti di Venere e il bellissimo mosaico “La bellezza di Durazzo”.
Uno dei simboli storici di Durazzo è il suo castello di cui resta solo la Rotunda, una torre cilindrica veneziana costruita nel XV con tanto di tetto merlato. La torre faceva parte di una cinta muraria voluta da Anastasio I per arginare le avanzate barbare: si pensa che le mura fossero alte 12 metri intervallate da decine di torri di guardia.
Il passato ottomano della città vive ancora oggi nelle due moschee, una è la Great Mosque che con la sua facciata aranciata si affaccia su Piazza Sheshi Liria, l’altra è la Fatih Mosque, costruita nel 500′ da Maometto II il Conquistatore.
Il periodo monarchico trova invece espressione nella Villa Reale di Durazzo eretta nella prima metà del novecento su una collina con splendida vista sulla baia: è a forma di aquila ed oggi è purtroppo inaccessibile avendo funzioni militari.