Giorno: 10 Dicembre 2021

  • Carburante: 1.296 euro la spesa media di un automobilista italiano

    Negli scorsi mesi gli automobilisti italiani hanno dovuto fare i conti con il caro-carburante tanto che, come emerso dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, il 72% dei rispondenti ha dichiarato di aver cercato di ridurre gli spostamenti in auto proprio a causa dell’aumento dei prezzi.

    D’altro canto, si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, la spesa cui gli automobilisti devono far fronte è importante: per rifornirsi alla pompa, in media, gli italiani pagano 1.296 euro l’anno; per fortuna, questo va detto, nelle ultime settimane i costi di diesel e benzina hanno, sia pur leggermente, cominciato a diminuire.

    Chi spende di più

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che il conto più salato è quello cui devono far fronte gli automobilisti residenti nel Centro Italia (1.356 euro), quello più leggero, invece, è al Nord Est (1.152 euro).

    Guardando i risultati dell’indagine emergono altri dati chiaramente legati all’uso dell’auto; gli uomini, che percorrono in media 12.441 chilometri l’anno a fronte dei 10.973 km del campione femminile, mettono a budget circa 1.404 euro l’anno, vale a dire il 18% in più rispetto alle donne (1.188 euro).

    Dal punto di vista anagrafico, invece, sono gli automobilisti con età compresa tra i 35 e i 44 anni a spendere di più (1.428 euro l’anno); gli over 65 quelli che spendono meno (1.056 euro).

    Chi cerca di usare meno l’auto                                             

    Quali effetti sta avendo la decisione di usare meno l’auto per via dei costi carburante? In base all’indagine, tra i 25 milioni di italiani che hanno preso questa decisione, il 43,1% ha dichiarato di aver eliminato gli spostamenti superflui, il 28,4% ha scelto di muoversi a piedi anziché sulle quattro ruote e il 13,5%, semplicemente, ha optato per i mezzi pubblici.

    I più attenti al budget – e quindi coloro che stanno cercando di ridurre maggiormente l’uso dell’auto – sono risultati essere i giovani con età compresa tra i 25 e i 34 anni (76,6%) e gli automobilisti residenti al Sud e nelle Isole (76,1%).

    Non solo carburante

    Se il 2021 è stato un anno negativo dal punto di vista dei costi di rifornimento, la buona notizia è che l’altra voce di spesa che grava sul budget degli automobilisti, l’assicurazione, è rimasta su livelli estremamente bassi per tutto l’anno.

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it**, realizzato su un campione di oltre 9 milioni di preventivi, a novembre 2021 per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 436,03 euro, vale a dire l’8,17% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

     

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

    ** L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 9.306.792 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 novembre 2020 e il 30 novembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Arredo per parrucchieri, come migliora il tuo lavoro

    Quando si parla di arredo per parrucchieri è chiara la conclusione che il normale tipo di arredamento non è il massimo quando si parla di un lavoro ben fatto.
    L’occupazione del parrucchiere può essere vista da alcuni come il semplice tagliare i capelli. In realtà è anche questo, ma molto altro ancora. Stiamo parlando di un artigiano, un artista che svolge un compito importante, ma anche delicato. Il taglio dei capelli, modificarne lo stile, aggiustare ogni piccolo dettaglio con colore, gel o cera, diversi strumenti dalle semplici forbici al rasoio non è sempre semplice. Per questo è necessario che il tuo arredo per parrucchieri ti aiuti al meglio nella tua mansione, rendendola più semplice, piacevole, ma soprattutto più attraente per i clienti.

    arredo per parrucchieri

    Vantaggi dell’arredo per parrucchieri

    Quali sono quindi i principali vantaggi dell’arredo per parrucchieri? Viene certamente da chiedersi perché dovremmo affidarci a questo tipo specifico di strumenti e quanto e come possono migliorare il nostro lavoro. In particolare tutto questo va visto nell’ottica di migliorare la permanenza dei clienti, che questo avvenga tramite gli arredi stessi o tramite i comfort e le possibilità che portano alle nostre abilità. Vediamone un paio:

    • Comfort, un aspetto da non sottovalutare mai. Questo può avere effetto sul cliente, ma anche su noi stessi. Il cliente si troverà molto meglio ed a suo agio con un po’ di comodità in più, se noi stiamo comodi ovviamente il nostro lavoro migliorerà esponenzialmente. Il benessere del cliente è anche legato a questo, dato che gli permetterà di avere meno fastidi, rilassarsi e muoversi di meno
    • Efficacia, per questo motivo i tagli effettuati nell’ambiente adatto con arredo per parrucchieri saranno più semplici, più veloci e verranno meglio. In una sola parola, efficacia è ciò che caratterizzerà il lavoro di un parrucchiere utilizzando i giusti strumenti, il che porterà ancora maggiore efficacia a sua volta dandogli più tempo per prepararsi, riposare o seguire più clienti in un ciclo virtuoso molto gradito
    • Design, una persona la cui principale occupazione è essere un artista capirà certamente che l’occhio vuole sempre la sua parte. Il design dell’arredo per parrucchieri però va oltre ed unisce in un connubio indissolubile la bellezza con la funzionalità. Piccole accortezze permetteranno ad esempio di poggiare i piedi alla giusta angolazione, far cadere più facilmente i capelli tagliati, non ostruire la nostra visuale o movimento e così via
    • Atmosfera, ed a proposito dell’occhio che vuole la sua parte, l’anima la richiede pure. Lo stato d’animo è direttamente collegato a come percepiremo un servizio. Se l’atmosfera del luogo rispecchia ciò che ci aspettiamo, sarà chiaramente più semplice entrare nella giusta mentalità. L’arredo per parrucchieri è perfetto per chi vuole un classico barber shop che faccia avvicinare i clienti e li faccia rimanere per l’atmosfera che emana

    Consigli per cominciare

    Se è la prima volta che hai a che fare con arredo per parrucchieri, non fiondarti senza pensarci, ma contatta direttamente gli esperti o leggi le descrizioni dei prodotti. Potrai scoprire da te tranquillamente cosa ti serve prima e di più, ma soprattutto perché, rendendo il tuo lavoro più semplice e piacevole.

  • Bennati sulla battaglia tra pandoro e panettone

    Quando arrivano le feste ed è il momento del dessert a tavola, spesso ci si divide in due squadre: chi preferisce il panettone e chi il pandoro. Ma quali sono le caratteristiche di questi due dolci natalizi? Ce lo racconta Bennati.

    Milano, dicembre 2021 – Quando arriva il Natale, inizia anche tutta una serie di pranzi, cene, tavolate allegre che terminano immancabilmente con un buon dolce tradizionale, ossia un pandoro o un panettone. Entrambi sono due dolci tradizionali delle festività natalizie, ma gli italiani (che ne vanno di certo fieri) spesso prediligono l’uno o l’altro.

    Quali sono, allora, le differenze tra il panettone e il pandoro? Bennati, da 37 anni leader nella vendita di cesti natalizi, ci racconta un po’ di più su questi due grandi protagonisti del Natale in tavola.

    Prima di tutto, il panettone è lombardo, mentre il pandoro è veneto. Le differenze tra questi due dolci, però, non riguardano solo le loro origini: infatti, il panettone ha una crosta fragrante che sormonta la sua forma rotondeggiante e un ripieno di uvetta e frutta candita, mentre il pandoro ha una forma a stella e in genere è privo di ripieno, perché è guarnito solo con una leggera spolverata di zucchero a velo. Uno è più ricco e l’altro più semplice, si potrebbe dire.

    Ma quale tra i due dolci preferiscono gli italiani? Secondo i dati del 2019 di Coldiretti, ad averla vinta in questa eterna sfida è il panettone: scelto, infatti, dal 79% degli italiani. Inoltre, un italiano su quattro preferisce le ricette della tradizione, piuttosto che le varianti con ripieni particolari e creme.

    Una curiosità: secondo un’analisi della psicologa Emanuela Scanu, chi preferisce il panettone è amante della tradizione e dei grandi classici, poco incline ai cambiamenti, ma molto gioviale ed estroverso. Chi, invece, fa parte del team pandoro ha una personalità più creativa, ma anche un po’ più riflessiva e introversa.

  • Knauf Italia lancia Fugenfüller Advanced il nuovo standard di qualità nell’arte della stuccatura

    Eccellenti performance meccaniche, estetica senza paragoni e massima sostenibilità sono i punti di forza del nuovo stucco, pilastro della linea Knauf Advanced

    Castellina Marittima, 2 dicembre 2021. Knauf Italia, leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia, annuncia il lancio sul mercato di Fugenfüller Advanced, il nuovo rivoluzionario stucco che affianca l’innovativa lastra GKB Advanced inserendosi così in una vera e propria linea Advanced con cui Knauf identifica le sue soluzioni più avanzate e capaci di offrire a professionisti dell’edilizia e utenti finali prestazioni superiori, ambienti più confortevoli e impatti ambientali sempre più ridotti.Knauf Fugenfuller AdvancedCapace di elevatissime resistenze meccaniche, caratterizzato da una impareggiabile qualità estetica ed evoluto in termini di sostenibilità, Fugenfüller Advanced è uno stucco in polvere con leganti a base di gessi naturali, pronto all’impasto, che garantisce una stuccatura perfetta in ogni condizione ed una finitura senza paragoni.I campi di utilizzo di Knauf Fugenfüller Advanced sono molteplici: oltre alla già citata stuccatura di giunti di lastre in gesso rivestito con nastro in carta microforata o in rete, è particolarmente adatto per la stuccatura a tutta superficie fino al livello Q4.Advanced in #performance – La composizione di Knauf Fugenfüller Advanced è studiata in modo da garantire una eccellente stabilità dimensionale che annulla il rischio di fessurazione nei giunti nonché perdite di volume e rischio di ritiro. Fugenfüller Advanced offre elevatissime prestazioni meccaniche per una eccellente resistenza alla compressione e alla scalfittura nonché una perfetta adesione al cartone. Inoltre, Fugenfüller Advanced ottimizza i tempi di lavorazione a vantaggio di chi lo applica perché riduce le mani di stuccatura necessarie e allo stesso tempo aumenta la velocità di esecuzione della stuccatura al livello Q4 per una eccellente qualità di superficie. Advanced in #estetica – Fugenfüller Advanced permette di effettuare stuccature di alta precisione e garantire una resa estetica impeccabile su ogni superficie. Totalmente privo di pigmenti grigi, offre uno spiccato punto di bianco che favorisce l’esecuzione di lavori di altissima qualità grazie all’uniformità del colore. Inoltre, consente di applicare ogni genere di finitura ottenendo superfici perfettamente bianche e lisce, apprezzabili anche con luce radente. Advanced in #sostenibilità – La crescente attenzione alla qualità dell’aria che respiriamo nei luoghi di vita e di lavoro ha acceso i riflettori sulle emissioni di composti organici volatili (VOC) rilasciati dalle attività umane ma anche dagli arredi e dai materiali da costruzione. Knauf, che fa della sostenibilità uno dei punti cardine della propria attività, ha testato e certificato che Fugenfüller Advanced ha una emissione di VOC ridottissima. Le emissioni sono state testate in camera di prova secondo la norma UNI EN ISO 16000-9:2006 e, superando brillantemente i test, Fugenfüller Advanced ha conquistato a pieni voti la “Eurofins Indoor Air Comfort Gold”, certificazione che attesta la sua appartenenza al livello più virtuoso della categoria in termini di emissioni di VOC. Allo stesso tempo, Fugenfüller Advanced garantisce la conformità ai requisiti per le certificazioni di edifici sostenibili (LEED, BREEAM, ecc.).Il rispetto per l’ambiente abbraccia l’intero processo produttivo di Fugenfüller Advanced, a partire dalla gestione sostenibile della cava. Lo stucco viene prodotto infatti con gesso naturale proveniente da cave situate nelle immediate vicinanze degli stabilimenti produttivi. Le ridotte emissioni di CO2 lungo l’intera filiera produttiva e il sacco in carta FSC sono ulteriori garanzie di una gestione rispettosa delle risorse naturali. Damiano Spagnuolo, Knauf“La nostra costante propensione all’innovazione ci ha spinto a investire in ricerca e sviluppo per innalzare gli standard dei nostri sistemi costruttivi e ampliare la grande famiglia di soluzioni Knauf con la linea Advanced, di cui il nuovo Fugenfüller oggi entra a far parte. È una linea che riunisce le nostre migliori proposte, evolute e innovate fin dalla loro struttura più profonda, per assicurare maggiori vantaggi in termini di prestazioni, di facilità di applicazione e di sostenibilità, per offrire sempre il massimo ai professionisti dell’edilizia e agli utenti finali” sottolinea Damiano Spagnuolo, Marketing & Product Manager di Knauf Italia.

  • LE CENE DI CLAUDINE” portano l’amore per la cucina nel cuore di Bergamo

    L’amore per la cucina, la passione per il cibo, lo spirito di squadra e la ricerca di piatti sani e gustosi sono gli elementi che caratterizzano il nuovo laboratorio “Le Cene di Claudine”, in via San Lazzaro, 26 a Bergamo. Il progetto gastronomico nato dalla passione di Claudine Giampiccoli e le sue sorelle ha da oggi uno spazio dove creare e raccontare i propri piatti. Nato grazie al contributo e alla passione condivisa per la cucina anche dal marito di Claudine, Sebastiano, il laboratorio prêt à manger è un ambiente ricco di calore, in un’atmosfera familiare, dove gustare o ritirare il proprio menu d’asporto. Un format che si completa con chef a domicilio per eventi privati e richieste personalizzate.

    Il segreto? Un’alchimia tutta al femminile resa ancora più solida grazie al clima familiare e all’approccio attento a un’alimentazione sostenibile, che trasforma i piatti più golosi in ricette capaci di unire gusto e benessere. Ogni piatto diventa così un elisir di lunga vita, una coccola buona e sana, da provare e condividere.

    Nel laboratorio, attrezzato con una cucina professionale, è possibile fermarsi a mangiare un piatto nella pausa pranzo, oppure ritirare pasti da asporto, un luogo accogliente in cui ritrovarsi per trascorrere un momento in compagnia gustando i piatti originali rivistati da Claudine. Uno spazio che non lascia segreti: a dividere la cucina dal bancone e dai posti a sedere, solo una parete a vetri che rende visibile l’area delle preparazioni. E a rendere ancora più confortevole l’esperienza, un angolo libreria.

    Claudine, di mamma belga ma da sempre a Bergamo, ha anche coronato la sua passione per il cibo con un master in Cucina Evolution tenuto dalla dottoressa Chiara Manzi. Il suo è un approccio orientato non solo alla tradizione e alla cucina classica ma anche alla naturalità dei piatti e alla loro leggerezza prevedendo anche proposte macrobiotiche, vegane e vegetariane, per piatti già bilanciati tra proteine vegetali e non. Un esempio? La cacio e pepe evolution, saporita come quella tradizionale, ma più leggera.

    Ogni settimana una nuova proposta, ogni giorno un menu speciale pensato per esaudire i desideri dei palati più esigenti. A partire dalla migliore materia prima, lavorata a mano in maniera autentica, per un gusto che rimanda alla tradizione. Una vera e propria e scoperta nel cuore cittadino, pronta ad accogliere e soddisfare ogni palato!

  • Nello stabilimento Riva Acciaio di Lesegno entro fine 2021 torna il ciclo continuo

    Il Presidente del CdA di Riva Acciaio Valerio Bisio e il Direttore dello stabilimento di Lesegno Giangiacomo Olimpo parlano dei progetti futuri dell’operatore siderurgico e della ripresa dopo la pandemia.

    Riva Acciaio

    Cosa c’è nel futuro di Riva Acciaio?

    A oltre un anno di distanza dallo stop produttivo a causa della pandemia, i vertici del gruppo siderurgico fanno sapere che tutte le loro attenzioni sono sulla ripresa dell’industria e sul futuro. Sebbene anche per Riva Acciaio la ripresa sia “stata lenta e difficile fino alla primavera di quest’anno”, a partire dai “primi mesi del 2021 gli ordinativi sono aumentati notevolmente”. Nel prossimo futuro, l’azienda conta di “riportare, entro la fine dell’anno, l’acciaieria a funzionare con il ciclo continuo, quindi lavorando con quattro turni producendo 152 ore alla settimana”. Quest’anno sono state effettuate inoltre circa 60 nuove assunzioni e si prevede di continuare ad ampliare l’organico. Uno dei principali obiettivi aziendali è quello di continuare a migliorarsi, come dimostra il fatto che lo stabilimento di Lesegno è l’unico in Italia ad avere un simulatore termomeccanico, il Gleebe 3800, che permette di simulare tutto il ciclo produttivo con solo qualche chilo di acciaio.

    Riva Acciaio: lo stabilimento di Lesegno costituisce il 50% della produzione

    Dei cinque siti che il gruppo siderurgico possiede in Italia, lo stabilimento di Lesegno è senz’altro la punta di diamante di Riva Acciaio. Il 50% del totale prodotto dal gruppo deriva proprio da Lesegno, dove vengono realizzate tutte le tipologie di acciai di qualità, in seguito laminati e trattati per poter essere poi inviati ai clienti. Nella fabbrica in provincia di Cuneo un enorme forno fusorio ad arco elettrico, alimentato a corrente alternata trifase, produce una colata in meno di 60 minuti, portando la produzione annua a superare le 500.000 tonnellate. Lo stabilimento, dotato di diverse certificazioni, produce acciai destinati a tutti i settori della meccanica, in particolare a quello dell’automotive grazie alla certificazione IATF e delle macchine movimento terra.

  • Auto: in Veneto solo il 2 % è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Veneto erano 64.264, vale a dire appena il 2,01% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il quarto posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 60.098 autovetture ibride e 4.166 elettriche.

    Seppur ancora relativamente contenuto, il numero delle vetture green in Veneto è più che raddoppiato (+123%) negli ultimi due anni (erano 28.823 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia veneta con la maggior penetrazione di vetture green è Vicenza, area dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 2,42% del parco auto circolante, seguita da Padova (2,16%) e Verona (1,97%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Treviso (1,95%), Venezia (1,84%), e Belluno (1,50%); ultima posizione per la provincia di Rovigo (1,24%).

    In valori assoluti, la graduatoria veneta vede al primo posto ancora una volta la provincia di Vicenza con 14.188 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Padova (13.282) e di Verona (12.276)

    Al quarto posto si posiziona la provincia di Treviso (11.686), seguita da quelle di Venezia (8.775) e Belluno (2.059); anche in questo caso l’ultimo posto è occupato da Rovigo (1.998).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Veneto nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 100.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Sicilia solo lo 0,49% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Sicilia erano 16.518, vale a dire appena lo 0,49% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il terzultimo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 15.461 autovetture ibride e 1.057 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Sicilia è quasi triplicato (+188,5%) negli ultimi due anni (erano 5.726 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia siciliana con la maggior penetrazione di vetture green è Ragusa, dove le auto elettriche/ibride rappresentano lo 0,75% del parco auto circolante, seguita da Siracusa (0,65%) e Palermo (0,61%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Catania (0,44%) e, parimerito, Messina (0,42%) e Trapani (0,42%). Chiudono la graduatoria le province di Agrigento (0,29%) e Caltanissetta (0,29%) e, all’ultimo posto, quella di Enna, dove solo lo 0,24% delle vetture è elettrico o ibrido; la percentuale fa guadagnare alla provincia anche l’ultimo posto nella classifica nazionale.

    In valori assoluti, la graduatoria siciliana vede al primo posto questa volta la provincia di Palermo con 4.724 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Catania (3.680), Messina (1.800) e Siracusa (1.762).

    Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia di Ragusa, dove le auto green sono 1.705, seguita da quella di Trapani (1.238) e di Agrigento (869). Ultime in classifica sono Caltanissetta (484) e Enna (256).

    Numeri piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Sicilia nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 35.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • What’s next?: le interviste di Aiways

    Con “What’s next?”, Aiways prosegue la sua serie di interviste ad esperti dell’industria, del commercio e della politica. La nostra conversazione con Stefan Müller, managing director di B&M Marketing GmbH

    Con “What’s next?”, Aiways continua il suo ciclo di interviste a personaggi del mondo delle imprese, del commercio e della politica. Il terzo appuntamento è con Stefan Müller, managing director e fondatore di B&M Marketing GmbH con sede a Schwabach. Insieme ad Alexander Klose, Executive Vice President of Overseas Operations di Aiways ha parlato del cambiamento dei valori e dei paradigmi nel settore automotive, esaminando nello specifico le opportunità di cui dispone un nuovo marchio per rispondere al meglio alle mutevoli esigenze dei clienti. Riprendendo le sue stesse parole: “Occorre far sperimentare in prima persona la mobilità elettrica. Se, dopo un quarto d’ora, si chiede ai clienti di cosa sentono la mancanza, la maggior parte di loro risponderà che non gli manca proprio niente!”.

    Come si costruisce un marchio quando è ancora sconosciuto?

    Stefan Müller: “Prima di tutto occorre definirlo. Un marchio ha bisogno di regole chiare da rispettare. In caso contrario, non riuscirà ad affermarsi. Solo in questo modo un’azienda potrà strutturarsi e distinguersi dalle altre. Questa base, che rientra nel concetto di “darsi un obiettivo”, costituisce un buon inizio per avviare la costruzione di un marchio”.

    Perché sottolinea in particolare il termine “obiettivo”?

    Stefan Müller: “In realtà non mi piace ricorrere troppo a questo termine, che perde il suo significato molto rapidamente. Dietro molti marchi spesso c’è poco o nulla. Solo se “l’obiettivo” ha un senso, il marchio potrà progredire. Solo conferendo a questo vocabolo un’effettiva profondità, esso porterà dei risultati. Purtroppo, spesso rimane solo una parola detta e niente più”.

    Alexander Klose: “Come Aiways, il nostro scopo è senza dubbio quello di rendere la mobilità elettrica alla portata di tutti. Abbiamo creato un marchio che permette alle persone di approcciarsi ad un nuovo modo di guidare.”

    C’è bisogno di un nuovo marchio per questo?

    Alexander Klose: “In passato molti marchi sono scomparsi, soprattutto nel settore automotive. Tutto è ulteriormente cambiato con il passaggio alla mobilità elettrica. Per noi si tratta di una grande opportunità per affermarci sul mercato, considerato soprattutto che disponiamo di un argomento di vendita unico. Costruire un’auto è incredibilmente complesso, occorrono molti componenti diversi che vanno coordinati tra loro in modo perfetto. Noi di Aiways possediamo questo know how ed essendo una start-up siamo ancora abbastanza snelli per reagire in modo rapido alle nuove situazioni e ai nuovi sviluppi”.

    Stefan Müller: “In questo caso, secondo me, c’è un altro importante vantaggio. Aiways dispone già di un profilo ben definito e di un prodotto di spessore. A differenza di altre realtà che sono ricorse a strategie risultate poi fallimentari come quelle di utilizzare nomi di vecchi marchi o creare nuove imprese con prodotti generalisti, queste sono condizioni di partenza decisamente migliori”.

    Come sfruttare al meglio queste buone condizioni di partenza?

    Stefan Müller: “Con un buon prodotto che sia convincente. Anche se all’inizio non attiri le grandi masse, ispirerai comunque i tuoi clienti. Il feedback positivo si moltiplicherà e rimarrà impresso nella memoria”.

    Alexander Klose: “È proprio questa esperienza positiva che risulta importante per noi. Una specie di effetto sorpresa, perché facciamo a meno di molte sovrastrutture che caratterizzano i marchi tradizionali. Questo ci consente non solo di risparmiare sui costi e di offrire la vettura ad un prezzo senza pari, ma anche di continuare a fornire ai nostri clienti il miglior servizio possibile. Per farlo ci affidiamo a partner che dispongono della più efficace rete di vendita e delle migliori competenze, sia nelle vendite sia nell’assistenza”.

    Ci sono problemi anche quando un marchio inizia da zero?

    Stefan Müller: “Iniziare da zero ha i suoi aspetti positivi e negativi. Da un lato, la notorietà dell’azienda è favorita dall’essere presenti sul mercato da lungo tempo. Dall’altro lato ci si può trovare in difficoltà con i propri clienti ed essere sempre soggetti al confronto con altri tradizionali modelli proposti dell’azienda stessa. Come nuovo produttore invece si può agire con molta più libertà e una nuova realtà è di solito in grado di adattarsi con maggiore facilità ai cambiamenti strutturali, come nel caso dell’impatto relativo all’attuale pandemia. Ci sono molte nuove opportunità offerte dai clienti giovani e aperti al futuro, in merito ad esempio ai canali di comunicazione”.

    Alexander Klose: “Il tema dei canali di comunicazione per noi è davvero stimolante, perché oggi abbiamo l’opportunità di far conoscere i vantaggi della mobilità elettrica con modalità nuove. Da questo punto di vista, disponiamo di strumenti completamente diversi rispetto a quelli che sarebbe stato possibile utilizzare dieci anni fa”.

    Cosa intende con questo?

    Alexander Klose: “Essere caratterizzati da un approccio puro e snello è uno dei punti chiave del nostro marchio. Canali come YouTube, in cui sono rappresentati utenti di ogni fascia d’età, ci offrono oggi opportunità di divulgazione e di interazione che riusciamo a controllare completamente”.

    Stefan Müller: “Sicuramente questo è uno dei maggiori vantaggi di questo approccio. La mobilità elettrica continua a suscitare numerosi interrogativi anche oggi. I clienti hanno bisogno di ricevere spiegazioni, ma in modalità e livelli molto diversi tra loro. C’è chi già possiede un’auto elettrica di prima generazione e desidera solo avere aggiornamenti sui dettagli e chi invece ha ancora bisogno di conoscere le informazioni di base. È comunque emozionante vedere quanto le persone siano davvero interessate all’argomento. Un dato che si evince ogni giorno dall’utilizzo della nostra app “ricarica intelligente”, il cui numero di utenti è superiore a quello delle auto elettriche immatricolate. Si percepisce chiaramente che sempre più persone stanno prendendo in considerazione i veicoli elettrici”.

    Che dimensioni avrà il mercato in futuro, secondo voi?

    Alexander Klose: “Non è una questione di numeri assoluti. Il nostro obiettivo primario è gettare le basi per tutto quello che verrà. Con Aiways U5 abbiamo creato un SUV molto spazioso, in grado di tenere facilmente testa ai concorrenti grazie al comfort offerto, alle prestazioni convincenti e a un prezzo decisamente contenuto. Per noi è molto più importante realizzare nuovi prodotti. Dal 2022 in poi lanceremo un nuovo modello ogni 12 mesi e ci rivolgeremo a gruppi sempre più ampi di clienti. Perché la concorrenza stimola il business”.

    Stefan Müller: “Proprio così, io ricordo sempre con piacere le discussioni tra le case automobilistiche tedesche quando si è trattato di lanciare il concorrente della fortunata Mazda MX5. All’epoca, il mercato delle roadster era considerato di nicchia, riservato solo agli appassionati. Dopo il lancio di SLK e Z3, il volume delle vendite è aumentato di oltre dieci volte. Alla fine, tutte e tre le vetture sono diventate successi commerciali. Qualcosa di simile accadrà anche alle vetture elettriche. Con cicli di prodotto sempre più veloci ed esigenze dei clienti in continuo cambiamento, sperimenteremo dinamiche di mercato mai viste prima.”

    Che cosa consiglierebbe ai clienti in un mercato così dinamico?

    Stefan Müller: “Al cliente consiglierei un giro di prova. Molti continuano a ragionare in termini di numero di pistoni, cilindrata e accelerazione, ma nella vita di tutti i giorni le esigenze da soddisfare sono ben altre. È inoltre importante tener presente che solo pochissime persone sono effettivamente in grado di descrivere quello che conta per loro in una vettura, perché spesso sono i processi del subconscio ad influenzare la decisione d’acquisto”.

  • FME Education: la vittoria di Procida come Capitale italiana della cultura

    FME Education è una delle Case Editrici italiane che più ha a cuore la divulgazione delle ricchezze culturali del Belpaese?

    FME Education

    La celebrazione della cultura in FME Education

    La Casa Editrice FME Education, nata nel 2013, è impegnata soprattutto nei settori dell’editoria, dell’innovazione digitale e della cultura. La sua più grande mission è quella di divulgare e mettere in risalto le ricchezze culturali dell’Italia, valorizzando quel patrimonio storico-culturale che rende il nostro Paese unico al mondo. Quest’obiettivo è condiviso dal progetto che dal 2015 prevede l’assegnazione annuale da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo del premio “Capitale Italiana della cultura”, con il quale la città vincitrice può mettere in mostra il proprio patrimonio culturale attraverso una serie di eventi, progetti e iniziative che prendono luogo nell’anno della designazione del titolo.

    Procida: FME Education parla della vincitrice del premio “Capitale italiana della cultura”

    Per l’anno 2022 le città finaliste erano dieci: Bari, Ancona, L’Aquila, Taranto, Cerveteri, Pieve di Soligo, Trapani, Volterra, Verbania e Procida. Alla fine a spuntarla è stata proprio la piccolissima e pittoresca isola campana con le sue casette dai colori pastello. La vittoria di Procida, come espresso dalla giuria, è dovuta al fatto che “il contesto dei sostegni locali e regionali, pubblici e privati, è ben strutturato; la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria; la dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è importante per tutte le isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee”. Il messaggio e la visione della cultura trasmessa nel progetto procidano coincidono perfettamente con il punto di vista di FME Education, sempre pronta a celebrare iniziative come queste che promuovono la cultura italiana.

  • CONCERTO DI NATALE della Corale Polifonica Nazariana diretta dal Maestro Lucio Nardi

    Domenica 12 dicembre 2021 alle ore 20:45, presso la Basilica di Sant’Alessandro in Colonna a Bergamo, la Corale Polifonica Nazariana – nata nel 1988 per volere dell’attuale direttore Lucio Nardi, di professione Magistrato – si esibirà in un tradizionale Concerto di Natale sulle note della composizione “Messa di Natale” di Roberto Hazon (1930 – 2006).

    La “Messa di Natale” di Hazon – compositore di grande successo scomparso nel 2006 – è stata definita come un piccolo gioiello dal linguaggio comprensibile e fascinoso, dalla grazia insieme romantica e pastorale, più volte acclamata dalla critica ed eseguita, negli anni, anche all’Auditorium di Milano, al Teatro Dal Verme e alla Basilica di Sant’Ambrogio per l’apertura dell’Anno Giudiziario. Ad eseguirla sarà l’Orchestra da Camera Vittorio Bachelet, accompagnata dalla voce del soprano Cristiana Faricelli e dalle sinfonie dell’organista Luigi Palombi.

     

    L’ingresso alla serata, organizzata con il supporto dello Studio BNC di Bergamo – sarà libero previa prenotazione obbligatoria al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/217414060307.

     

    Durante la serata sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina e l’esibizione del super green pass all’ingresso, così da garantirne lo svolgimento nel pieno rispetto delle norme in vigore.

  • GIUSEPPE DAGOSTINO “Fuori Orario” è il singolo d’esordio del giovane artista pugliese

    Un brano leggero che nasconde la malinconia di un amore finito

    Un brano all’apparenza leggero, spensierato, allegro e romantico che nasconde però un significato più profondo. In questo primo singolo Giuseppe cerca di riavvicinarsi alla persona che ha amato ricordando i bei momenti trascorsi insieme, le risate e gli abbracci.  Un tentativo vano, che lascia un vuoto enorme, ma come racconta il giovane artista «non bisogna arrendersi mai in amore, dobbiamo cercare sempre di metterci in gioco quando cʼè in ballo una seconda persona, ma bisogna essere pronti anche a lasciarla andare». 

    La produzione del brano è stata realizzata presso VS Advice Music Recording Studio Milano da Savino Valerio e Alberto Boi.

    https://www.youtube.com/watch?v=7Wms7FJL0JY&ab_channel=GiuseppeDagostino

    Etichetta: Advice Music

    Radio date singolo: 29 ottobre 2021

     

    CONTATTI SOCIAL

     

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    BIO

    Giuseppe, classe 2002, nasce a Trani. Affascinato dalla musica fin da piccolo, è durante l’adolescenza che scopre la sua grande passione per il canto. Accompagnato dalla sua chitarra inizia un percorso cantando in diverse band locali e successivamente perfezionando e studiando con alcuni vocal coach. Partecipa con la band a diversi contest, dove viene apprezzato  per il modo sempre genuino nelle interpretazioni dei brani cover, dando una chiave interpretativa originale,  emozionando l’ascoltatore. Giuseppe ama esibirsi live in acustico, dove si sente libero di esprimersi al meglio. Dopo diverse esperienze inizia un percorso con l’etichetta discografica Advice Music che lo prepara al debutto ufficiale nel mondo artistico/discografico con il primo singolo dal titolo “Fuori orario” in uscita il prossimo 29 ottobre e scritto da due compositori ed autori Fabio Biko Vaccaro e Mattia Fodera.