Giorno: 31 Ottobre 2020

  • È online la mostra “Arte di percezione” di Marinella Saccuta

    La pittrice Marinella Saccuta è ufficialmente stata selezionata per esporre in mostra online dal titolo “Arte di percezione” all’interno della piattaforma curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. Sono state accuratamente selezionate 20 opere, che fanno da filo conduttore portante particolarmente rappresentativo per mettere in risalto al meglio il fervido moto creativo della Saccuta. La Dott.ssa Gollini ha spiegato le componenti peculiari della formula pittorica affermando: “La percezione è senza dubbio molto stimolata e fortemente alimentata nell’osservazione attenta e partecipe delle creazioni di Marinella. E la percezione sensoriale è associabile al concetto di tempo, che è uno dei principali elementi protagonisti della produzione. Il tempo lungo della memoria, il balenare improvviso del pensiero, l’istante precipuo della creazione, racchiudono e conservano custodendo un tripudio di percezioni che si sprigiona e avvolge anche il fruitore. Tempo e percezione vengono associati all’alchimia armoniosa degli stati interiori che la composizione accoglie in sé, diventando così testimonianza viva e vitale di un itinerario sfaccettato, che è al contempo e insieme artistico ed esistenziale e che si sviluppa e si evolve contestualmente di pari passo. La scelta espressiva compiuta da Marinella si incarna nell’opera coordinando colore, materia, figurazione, tracciati segnici, stesure e partiture cromatiche intrecciate in perfetta fusione. Quello di Marinella è un procedere per sequenze predisposte nel dettaglio, che non si sommano e non si accorpano con banale e semplice superficialità, ma si fondono e si legano saldamente fino a formare un’unità inscindibile e inseparabile, un corpo strutturale unico e coeso, un’unica anima. Marinella affronta il processo creativo con grande coerenza, attraversando attimo dopo attimo il tempo di esecuzione dell’opera, che diventa il riflesso intenso immediato e non soltanto un tramite di un tempo intimamente vissuto. Mentre dipinge Marinella dialoga con sé stessa, interroga i ricordi, sente affiorare ed emergere dal profondo ego suggestioni generate e alimentate dall’esperienza e trasfigurate dall’emozione. La pittura per Marinella è sempre un’altra storia rispetto al proprio vissuto, un racconto parafrasato diverso dal consueto e dall’ordinario. È un itinerario ogni volta nuovo, sempre avvincente e stupefacente, dove ogni istante non è mai uguale all’altro, ma riesce a sorprendere sempre e segna un tassello prezioso tra ciò che è andato perduto e ciò che invece è rimasto impresso ed è stato recuperato nella memoria, decretando degli itinerari attraverso e oltre il tempo”. “Quando gli orologi della notte elargiranno un tempo generoso, andrò più lontano dei rematori di Ulisse, nella regione del sogno inaccessibile alla memoria umana” (Jorge Luis Borges).

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-di-percezione-marinella-saccuta/

  • Investigatore Privato Roma: cos’è la concorrenza sleale

    Molte aziende, se negli ultimi periodi sempre più spesso, si rivolgono all’Investigatore Privato Roma per tutelarsi dalle situazioni di concorrenza sleale. Nel mercato libero non ci sono limiti di accesso e la forza di un’azienda è sia nei proprio diritti di proprietà industriale sia nei segni distintivi su cui l’imprenditore esercita un uso esclusivo. Prendiamo come esempio il logo aziendale che permette l’identificazione agli occhi dei clienti e ne facilita la scelta. In questo modo viene a crearsi un regime di libera concorrenza in cui vengono premiati i migliori e scartati i mediocri. La concorrenza può e deve ritenersi leale fino a quando l’uso esclusivo dei segni distintivi dell’azienda e dei diritti di proprietà industriale dell’imprenditore non sono sottratti da un altro imprenditore. In caso diverso si tratta di concorrenza sleale e a questa fattispecie appartengono tutti gli atti confusori e mendaci su cui agisce il legislatore.

    Reato di concorrenza sleale e ruolo dell’investigatore privato
    L’Investigatore Privato a Roma ha il compito di raccogliere prove e documenti che dimostrano in sede di giudizio l’avvenuta concorrenza sleale e altri atti illeciti commessi nei confronti dell’imprenditore.

  • Andrea Mascetti: la carriera nel settore legale

    Lo Studio Legale guidato da Andrea Mascetti avvia le proprie attività nel 2004: da allora, la legal firm specializzata nel settore amministrativo, penale e societario ha raggiunto una posizione di rilievo nel panorama italiano.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: percorso professionale e incarichi attuali

    Fondatore e titolare dello Studio Legale omonimo, Andrea Mascetti è un professionista del settore legale. Consulente esperto in diritto commerciale e amministrativo, svolge inoltre attività all’interno di collegi arbitrali e organismi di vigilanza. Nato nel 1971 a Varese, dopo l’ottenimento del diploma di maturità classica, consegue la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Terminato il praticantato, si abilita allo svolgimento della professione presso la Corte di Appello di Milano ed entra nell’Ordine degli Avvocati di Varese. Dal 2014 è iscritto all’Ordine di Milano. Il suo percorso nel settore legale si avvia con un’esperienza professionale maturata nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove esercita la professione fino al 2003. In seguito a tale esperienza, nel 2004 avvia una propria attività fondando lo Studio Legale omonimo a Varese e Milano. Parallelamente a questo, Andrea Mascetti esercita nell’ambito del diritto civile e amministrativo e nelle applicazioni del decreto legislativo 231/01. Opera inoltre come consulente e processualista, oltre a ricoprire incarichi come Presidente e Membro di Organismi di Vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia italiane che estere. Tra i suoi incarichi attuali è Consigliere Indipendente nel Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A., presso cui presiede il Comitato Nomine e Remunerazioni. Dal 2019 è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

    Attività e traguardi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    Le competenze specialistiche sviluppate in materia di diritto societario e amministrativo hanno consentito ad Andrea Mascetti di fondare una propria attività nel 2004. Supportato da un team di professionisti specializzati in diversi rami del settore giuridico, lo Studio Legale Mascetti fornisce servizi legali in ambito civile, penale e amministrativo, includendo inoltre anche i campi relativi alla web reputation, al decreto legislativo 231/01 e al diritto dell’arte. I risultati conseguiti e la qualità dei servizi hanno consentito allo Studio Legale di ricevere diversi riconoscimenti durante gli anni: tra questi, l’inclusione nella classifica stilata dalla rivista Capital che ha premiato lo Studio Legale tra le migliori 500 legal firm d’Italia. Il riconoscimento ha tenuto in considerazione fattori come qualità dei servizi, competenza e specializzazione, insieme alla capacità di entrare in relazione con gli attori presenti sul territorio. Le competenze multidisciplinari e la lunga esperienza in ambito giuridico, infatti, consentono al team guidato da Andrea Mascetti di svolgere attività finalizzate a supportare diversi tipi di clienti, tra cui aziende, privati ed enti pubblici.

  • Serenissima Ristorazione si impegna per contrastare il Covid-19

    Serenissima Ristorazione offre un servizio di sanificazione portata avanti da un team di esperti, in ottemperanza alle
    linee impartite dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    Serenissima Ristorazione

    Gli interventi di sanificazione offerti da Serenissima Ristorazione

    All’interno delle circolari e DPCM emanati dal Governo negli ultimi sei mesi, è stata spesso evidenziata la centralità di sanificazione e disinfezione delle aree per arginare l’emergenza sanitaria da Coronavirus. In tale direzione si inserisce il Decreto "Cura Italia" del 17 marzo di quest’anno, con cui il Governo ha aperto alla possibilità di fare domanda per un credito d’imposta del 50% entro i 20.000 euro di spese operate per la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro. Serenissima Ristorazione, a questo proposito, contempla anche il servizio di sanificazione condotta da una squadra di professionisti e in compliance con le indicazioni scientifiche di Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre che del piano HACCP e delle certificazioni ISO 9001, 14001 e BS OHSAS 18001. La società guidata da Mario Putin ha inoltre creato un Emergency Team Direzionale, con il compito di decidere le regole da seguire a seconda delle differenti realtà operative e impegnarsi a risolvere rapidamente possibili problematiche. Inoltre, gli operatori di Serenissima Ristorazione hanno frequentato corsi appositi per garantire la buona riuscita delle operazioni riducendo al minimo le possibilità di contagio. Sono state consegnate informative, circolari e istruzioni pratiche con gli ultimi aggiornamenti in tema di igiene personale, DPI e comportamenti da tenere per la sicurezza di tutti, come il distanziamento sociale, oppure quelli da attuare in caso di sintomatologia in ufficio oppure a casa, a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie.

    La storia di Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione nasce a Vicenza a metà degli anni ’80 ed è attualmente una realtà di primo piano nel comparto della ristorazione collettiva, capace di garantire ogni giorno 200.000 pasti. Fondata dall’attuale Presidente Mario Putin, è capofila nei servizi di ristorazione sociosanitari e sostiene importanti progetti di project financing. L’azienda è attiva con ottimi risultati nel settore della ristorazione aziendale e offre un ampio ventaglio di servizi e prodotti italiani di qualità, senza dimenticare una proposta economica di interesse. Tra i casi di successo in questo ambito vale la pena menzionare l’EFSA, agenzia UE per il controllo della sicurezza alimentare, ITC-ILO di Torino, Centro Internazionale di Formazione dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e l’Università Bocconi di Milano. Serenissima Ristorazione è inoltre operativa nella gestione di progetti sulle tematiche del risparmio e del riutilizzo delle eccedenze alimentari, in sinergia con associazioni ed enti a livello nazionale. Grazie agli accordi siglati con l’Associazione Ozanam Onlus Di Vicenza, Consorzio di Cooperative L’Arcolaio e Associazione Diakonia Onlus, ha donato derrate alimentari perfettamente integre e piatti cucinati ma non consumati a persone bisognose. La realtà ha anche supportato una iniziativa di sensibilizzazione e informazione sui medesimi argomenti con la personalizzazione delle tovagliette di carta dispensate nelle aree self-service e nei ristoranti italiani.

  • Gruppo Riva nel 2019: fatturato da 3,2 miliardi di euro e +9,5% negli investimenti

    Con 21 siti produttivi dislocati tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, Gruppo Riva è il primo operatore siderurgico in Italia e tra i principali su scala internazionale. Nel 2019 ha incrementato gli investimenti (+9,5%) e si è confermato leader nei "prodotti lunghi" (10% del mercato continentale).

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: i traguardi raggiunti nel 2019

    Realtà leader in Italia nel settore siderurgico, Gruppo Riva rafforza il proprio ruolo di primo piano anche in campo internazionale. Con una produzione che nel 2019 ha raggiunto i 6,3 milioni di tonnellate, il Gruppo attualmente guidato da Claudio Riva ha chiuso il 2019 con ricavi pari a 3,2 miliardi di euro, confermandosi leader nei "prodotti lunghi" grazie a una quota di mercato del 10% in Europa. Il 2019 ha inoltre segnato un aumento degli investimenti per il colosso siderurgico: +9,5% rispetto all’anno precedente, con un volume totale che ha raggiunto i 150 milioni di euro. Risultati ancora più significativi se si considera che lo scorso anno è stato caratterizzato da una decisa contrazione del mercato dell’acciaio, sia a livello nazionale che continentale. A questo si è aggiunto uno stop generalizzato delle attività provocato dalla pandemia da Covid-19, a cui Gruppo Riva ha potuto far fronte grazie all’attenzione costante verso sicurezza, qualità e innovazione, che da sempre ne caratterizzano le attività. Fondamentale, inoltre, si è rivelato il supporto fornito dal laboratorio di Lesegno (CN) negli ambiti della Ricerca e dello Sviluppo: vero e proprio centro nevralgico per l’innovazione, nel corso degli anni il Centro ha consentito all’azienda di mantenersi all’avanguardia e di rispettare avanzati standard di qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale.

    La storia di Gruppo Riva: fondazione, sviluppo e apertura ai mercati europei

    Gruppo Riva nasce nel 1954 grazie all’intuizione di Emilio Riva che, supportato dal fratello Adriano, intuisce l’elevato potenziale del settore siderurgico nel dopoguerra in Italia. A due anni dalla nascita viene introdotta la produzione diretta dell’acciaio e, l’anno seguente, il Gruppo avvia il primo impianto a Caronno Pertusella, in Lombardia. Da allora, un susseguirsi di attività e di innovazioni. Nel 1957 l’avvio di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate, rivoluzionario per lo scenario siderurgico del tempo. Nel 1964 la prima introduzione della tecnica della colata continua in Italia, che costituisce un importante successo per l’azienda. Nel 1966 la rilevazione delle Acciaierie e Ferriere di Lesegno (CN), affiancata, negli stessi anni, dall’espansione verso i mercati internazionali. Pioniere nella produzione siderurgica in Europa, il Gruppo raggiunge un ulteriore primato nel 1978 con l’avvio di un fitto rapporto commerciale con la Cina. Con 21 siti produttivi tra Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna e Canada, oggi Gruppo Riva conta circa 5.400 dipendenti e basa il proprio successo su fattori quali innovazione, sostenibilità, sicurezza e formazione del personale.

  • La Nostra Famiglia: più di 9 famiglie su 10 soddisfatte dei servizi

    Sono 4.538 i bambini e i ragazzi ricoverati e 24.469 le persone in carico nei centri di riabilitazione: La Nostra Famiglia pubblica sul proprio sito il Bilancio di Missione 2019, con un occhio alla ricerca scientifica e alla generosità dei donatori.

    Sono importanti i risultati raggiunti nel 2019 dalla Nostra Famiglia, esposti nel Bilancio di Missione reso pubblico sul sito dell’Associazione. I dati, che illustrano l’attività di cura, riabilitazione, ricerca e formazione in favore delle persone con disabilità, confermano l’impegno “dalla parte dei bambini”, anche in un contesto di fatica del Sistema Sanitario Nazional e Regionale come quello che ha caratterizzato questi ultimi anni.

    “Questo tempo ci interpella a costruire insieme, a progettare insieme, ad assumere ciascuno la propria responsabilità attraverso atteggiamenti costruttivi e propositivi perché il bene comune della missione dell’Associazione possa continuare”, osserva la Presidente dell’Associazione Luisa Minoli: “si tratta di guardare al futuro con speranza e fiducia, certi che l’invito del Fondatore Beato Luigi Monza a “fare bene il bene” possa concretizzarsi ancora e sempre, divenendo per ciascuno un “fare bene il bene comune”.

    In un anno accolti 25.000 giovani e bambini con disabilità

    Per quanto riguarda l’attività riabilitativa, nelle 28 sedi dell’Associazione sono state accolte quasi 25.000 persone, soprattutto bambini e ragazzi con disabilità congenite o acquisite, mentre sono stati 4.538 i piccoli e i giovani ricoverati presso i reparti ospedalieri per malattie neurologiche e neuromotorie, per disturbi cognitivi o neuropsicologici, per disturbi emozionali o psicosi infantili, oppure perché hanno perso funzioni e competenze in seguito a traumi cerebrali o a patologie del sistema nervoso centrale.

    “Possiamo garantire ai nostri piccoli pazienti una presa in carico globale, che va dalla diagnosi alla cura, dall’educazione al benessere psicologico, anche delle famiglie”, evidenzia Luisa Minoli, che pone l’accento sul grado di soddisfazione delle persone: “dal questionario di customer satisfaction è emerso che il 96% degli utenti è soddisfatto del servizio di riabilitazione erogato nei nostri centri”.

    Ricerca scientifica e innovazione tecnologica
    La ricerca, affidata all’Istituto Scientifico Eugenio Medea, nel 2019 ha visto realizzati 113 progetti, i cui risultati sono stati oggetto di 109 pubblicazioni su riviste indicizzate, con una partecipazione dell’Istituto alle maggiori reti internazionali: “il nostro impegno è finalizzato alla diagnosi eziologica e funzionale di patologie rare e complesse, allo studio e sperimentazione di nuovi protocolli di intervento e all’innovazione tecnologica in campo bioingegneristico”, spiega Maria Teresa Bassi, direttore scientifico dell’Istituto: “nel 2019 abbiamo potenziato i nostri laboratori di riabilitazione robotica e, presso il Polo di Bosisio Parini (Lc), abbiamo inaugurato Astrolab, 475 metri quadri di tecnologie all’avanguardia per la riabilitazione e la ricerca hi-tech”. Nello stesso anno, la Lega Italiana contro l’Epilessia ha accreditato il Polo di Conegliano (Tv) quale centro con “assetto avanzato”, che corrisponde al livello di massima operatività, mentre prosegue lo studio in vivo di correlazioni tra aree cerebrali e funzioni cognitive presso il Polo di San Vito al Tagliamento (Pn), in collaborazione con la Neurochirurgia di Udine. Sempre nel 2019 il Medea ha festeggiato 15 anni di attività in Puglia: il Polo di Brindisi è oggi l’unico ospedale pediatrico di neuroriabilitazione in tutto il meridione.

    La gestione: conciliare la qualità del servizio con la sostenibilità
    Per quanto riguarda la gestione, l’Associazione è chiamata ad affrontare la sfida di contemperare scientificità, appropriatezza e prossimità, secondo il modello della presa in carico globale e della continuità assistenziale, con la sostenibilità.Abbiamo registrato entrate per oltre 100 milioni di euro, a fronte di circa 104 milioni di costi sostenuti”, spiega il Direttore Generale dell’Associazione Marcello Belotti: “risentiamo certamente della crisi che interessa, più in generale, il Servizio Sanitario Nazionale: l’aumento delle risorse disponibili è insufficiente a compensare l’aumento della domanda di prestazioni e di servizi, così come non è adeguato a supportare l’incalzante richiesta di adeguamenti tecnologici, strutturali e di personale. Per questo si sta percorrendo, con sempre maggiore attenzione e determinazione, la strada della sostenibilità, che significa perseguire il massimo livello di efficienza dei servizi al fine di garantire che ogni singolo euro di spesa sia impiegato al meglio, in coerenza con la Mission originaria dell’Associazione”.
    Si conferma l’attenzione dei donatori (Enti pubblici e privati, aziende, persone fisiche) nei confronti delle attività e dei progetti dell’Associazione. Ne sono una testimonianza gli oltre 3 milioni e 400 mila euro raccolti nel 2019.

    Scarica il BILANCIO DI MISSIONE 2019
    Video UN ANNO DI EVENTI
    Video OGNI GIORNO DALLA PARTE DEI BAMBINI

  • L’attrezzatura necessaria per il Muay Thai

    Gli sport da combattimento sono numerosi e ognuno ha le proprie caratteristiche. Sono sport che hanno un’origine orientale e che hanno avuto larga diffusione anche in occidente.

    Uno dei più importanti e conosciuti è sicuramente il Muay Thai, le cui origini affondano nella tradizione antica thailandese. In questo sport da combattimento si combatte in piedi e si indossano dei guantoni.

    Il nome ha un significato profondo, infatti la parola Muay significa “lotta” e deriva dalla parola sanscrita “Mavya” che ha un significato positivo, ossia “unire insieme”. “Thai” invece è di origine thailandese e significa “Popolo libero”. In sostanza Muay Thai può essere genericamente trodotto in italiano con “Combattimento thailandese”. In inglese la traduzione è “Thai boxe”, termine che ha provocato confusione perché veniva utilizzato da coloro che praticavano una kick boxing più orientata al Muay Thai. In realtà il loro era un combattimento da Kick boxing e per nulla paragonabile alla Muay Thai, che si caratterizza per le regole e lo scoring tipicamente utilizzati a Bangkok. Anche le protezioni e l’abbigliamento da thai boxe è unico e pensato appositamente per favorire agilità dei movimenti e una corretta protezione durante lo scontro.

    Per gli amanti di questo sport recarsi in Thailandia e assistere ad un evento di questo genere è un’esperienza unica e indimenticabile, soprattutto se il combattimento è organizzato nel Lumpine Stadium.

     

    Allenamento di Muay Thai

    Un autentico allenamento di Muay Thai lo si trova in Thailandia. Qui i combattenti scelgono da piccoli la palestra in cui allenarsi in base alla vicinanza alla propria casa e poi, crescendo, si spostano, entrando in un mercato che può essere paragonato a quello del calcio.

    Molti in Thailandia considerano questo sport come un vero e proprio lavoro ed è la loro unica fonte di sostentamento.

    Tuttavia, il Muay Thai praticato in occidente spesso si discosta dalla versione originale orientale. Le fasi principali che si susseguono in un allenamento di Muay Thai non depurato dalla sua essenza autentica sono il riscaldamento, lo shadow boxing, il lavoro tecnico al sacco, l’allenamento ai colpitori, lo sparring, il clinch, il potenziamento al sacco, il body workout e il defaticamento. È difficile eseguire tutte le fasi in ogni sessione di allenamento, ma è importante che ognuna di essa venga eseguita almeno due volte a settimana e che non vengano tralasciati il riscaldamento e il defaticamento.

    Se è previsto un combattimento imminente gli allenamenti vanno intensificati fino ad un massimo di 5/6 sessioni a settimana.

     

    L’abbigliamento adeguato

    Il Muay thai è uno sport da combattimento che va praticato a piedi scalzi. Essendo una disciplina completa, richiede l’utilizzo di un’attrezzatura diversa rispetto alle altre discipline della boxe.

    Dal momento che si possono effettuare vari colpi sia con le mani che con i piedi, è necessario indossare una protezione adeguata. Non possono mancare i guantoni da boxe thailandese, le fasce da boxe o i sottoguanti che irrigidiscono il polso e asciugano il sudore, i paradenti, i parastinchi e i parapiedi che evitano un contatto diretto.

    Per quanto riguarda l’abbigliamento, è consigliabile indossare una canotta e dei pantaloncini da boxe ampi per garantire una maggiore comodità. Molte volte i combattenti utilizzano anche delle cavigliere per dare un maggiore sostegno alla caviglia e ai tendini.

  • CORTE DELLA PELLE, BOOM DI RICHIESTE PER LE SCARPE DA UOMO PERSONALIZZATE

    In periodo di Covid aumentano le richieste per le calzature su misura. La “Franco Ballin” è l’unico calzaturificio a proporsi con un flagship di fama internazionale sulla Riviera del Brenta. Il titolare lancia le nuove linee per il 2021: “Tradizione decennale nelle scarpe da donna, l’eccellenza sartoriale è in quelle maschili”

     

    La storia della “Franco Ballin” inizia nel 1972 sulla Riviera del Brenta, il distretto della calzatura del Veneziano. Franco Ballin, che al tempo lavorava per il calzaturificio del cognato, decise di fondare una società famigliare per la produzione di scarpe da donna: la lavorazione a sacchetto è l’idea vincente che in quegli anni lanciò l’attività. Nei primi anni Ottanta la crescita industriale, grazie all’acquisizione del calzaturificio Garden, di Stra, sempre nel Veneziano. Negli anni Novanta la specializzazione nel terzismo di lusso.

    Dieci anni fa, la decisione di far nascere un marchio di proprietà, che oggi viene proposto a Fiesso d’Artico, giusto di fronte allo stabilimento produttivo. Oggi il flagship è modello per il proprio respiro internazionale: le produzioni vengono vendute anche a Londra e Tokyo.

    Mezzo secolo dopo l’avvio dell’attività, oggi le redini sono in mano ai fratelli Roberto e Stefano, ma la presenza attiva di Franco in azienda è fondamentale: è lui il “mastro calzaturiere” e nel mentre segue in prima persona le attività del Politecnico Calzaturiero, la prima scuola italiana per calzolai.

    Ballin oggi esporta i suoi prodotti in tutto il mondo, occupa una trentina di persone, il fatturato si aggira attorno ai due milioni di euro. La realizzazione di prodotti e la distribuzione commerciale per le grandi griffe internazionali (grazie a contratti di licenza) è il core business aziendale.

    Ma quello che caratterizza l’azienda è l’anima artigianale. Franco Ballin propone per il 2021 due linee da uomo e altrettante da donna, una formale e una sportiva. “Molte delle lavorazioni sono fatte ancora a mano, le pelli sono custodite in una stanza protetta, una sorta di caveau dell’eccellenza”, spiega Ballin. “L’azienda fa un vanto di utilizzare ancora oggi, accanto ai macchinari più innovativi, anche una Duer, macchina da cucire degli anni Ottanta che ha bisogno della costante presenza di un tecnico. Ma molti altri sono gli strumenti artigianali, figli di un’epoca antica, quando si curava a mano ogni dettaglio della calzatura. Il nostro obiettivo è di valorizzare la tradizione, produrre calzature di eccellente livello qualitativo, sia per uomo che per donna. Siamo capaci di assemblare, cucire in diversi modi e rifinire ancora a mano le suole, come si faceva un tempo”.

    Grazie a questa conoscenza ancestrale e all’esperienza pluridecennale dei dipendenti (molti sono in azienda dalla fondazione, anche se non mancano i giovani artigiani della calzatura), oggi uno dei segmenti dell’attività che più sta avendo successo è quello delle calzature personalizzate. Alcuni clienti le chiedono per problemi fisici, ma per lo più sono persone che amano il lusso e la raffinatezza e che vogliono scarpe perfettamente su misura e del colore prescelto, un colore che magari si sposi ad un abito di gala.

    “C’è anche chi ci chiede modelli completamente personalizzati, pensati non solo per il comfort dei piedi ma soprattutto per l’eleganza e l’unicità che sappiamo donare”, conclude Ballin. “Abbiamo notato una crescita di questa attività, in particolare col Covid le persone stanno cercando il meglio, vogliono star bene nelle proprie scarpe. Ne siamo felici, sebbene la produzione artigianale rappresenti una piccola fetta del nostro business, è quella che forse meglio rappresenta il nostro amore per la calzatura e la nostra storia di artigiani della pelle”.

  • Con i consigli di Mondoflex puoi arredare al meglio il tuo angolo relax in salotto

    Uno spazio relax nel salotto dove chiacchierare in compagnia o leggere un buon libro? Realizzarlo è semplice, basta seguire alcuni accorgimenti per sfruttare al meglio il proprio arredo. Mondoflex ha alcuni preziosi consigli da darti per far sì che il vostro angolo relax sia unico, speciale e confortevole

    Il salotto, si sa, è il luogo della casa deputato al relax per antonomasia: eppure, spesso si tende ad arredare con cura la parete attrezzata con lo spazio per il televisore e non ci si rende conto che con qualche accortezza e un po’ di stile è possibile quasi sempre ricavare un angolo relax, dandogli un tocco decisamente personale.

    Che tu sia amante della lettura o voglia semplicemente schiacciare un pisolino oppure ancora sorseggiare un calice di buon vino dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, infatti, avere uno spazio tutto tuo è sicuramente un toccasana per rigenerare corpo e mente. I danesi uniscono l’angolo relax in salotto al concetto di hygge, una filosofia che è in pratica un vero e proprio vademecum della felicità, raggiungibile con un’estetica e un arredo minimal ma assolutamente accogliente. 

    Mondoflex, azienda leader nella vendita di materassi, reti, guanciali, divani e poltrone, sa bene cosa significhi e quanto sia importante sentirsi al sicuro e rilassati all’interno della propria abitazione. 

    Ecco 5 consigli per arredare alla perfezione il tuo personale angolo relax in casa!

    1. Crea la giusta atmosfera: non si tratta solo delle luci, che comunque fanno ampiamente la loro parte, ma anche della scelta dei colori. Punta sulla cromoterapia!
    2. Sfrutta una base d’appoggio: angolo studio o rifugio per la lettura di un libro? Scegli tra una scrivania in stile scandinavo, dalle linee semplici, o un tavolino poco ingombrante. 
    3. Datti al decluttering: fai ordine nel tuo spazio relax per avere lo stesso effetto sul caos mentale. Parola d’ordine: pulizia, con pochi suppellettili!
    4. Arreda secondo le tue passioni: hai il pollice verde? Niente di meglio che ornare il tuo angolo relax con una bella pianta, magari scelta tra quelle in grado di depurare l’aria.
    5. La seduta perfetta: fondamentale per rilassarsi e sentirsi comodi. Scegli una chaise lounge su cui distendere le gambe o una poltrona relax regolabile con telecomando… Amerai la sensazione di comfort!

     

  • Superbonus 110%: più di 9 milioni di famiglie pensano di utilizzarlo

    Il Superbonus introdotto dal Decreto Rilancio è un’agevolazione che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese per alcuni specifici interventi di efficientamento energetico degli immobili o adeguamento sismico effettuati tra 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Visto il vantaggio garantito, sono molti gli italiani che usufruiranno o pensano di usufruirne; questo quanto emerge dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat* che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale, hanno evidenziato come quasi 1 individuo su 2 (48,6%), pari a più di 21 milioni di italiani, abbia intenzione di utilizzare l’agevolazione; il che vuol dire che sono oltre 9 milioni i nuclei familiari interessati dal provvedimento.

    Per quale tipo di immobile si usufruirà del Superbonus

    Continuando ad analizzare i dati dell’indagine emerge come più di 11,7 milioni di italiani (55%), tra coloro che hanno dichiarato di voler usufruire del bonus, lo faranno per il condominio in cui risiedono, mentre il 29,3%, pari a più di 6.250.000 individui, lo utilizzerà per la casa unifamiliare di residenza.

    Questa percentuale aumenta fino a raggiungere il 32,1% per gli abitanti del Sud e delle isole, probabilmente perché in questa zona d’Italia le abitazioni unifamiliari sono più diffuse e molti immobili, a causa del loro stato di conservazione, necessitano di interventi importanti.

    Piu di 2 milioni, invece, i rispondenti che hanno intenzione di usufruire dell’agevolazione per le seconde case, siano esse un immobile unifamiliare o parte di un condominio.

    Come si usufruirà del Superbonus

    Guardando al modo in cui si sfrutterà il Superbonus, tra coloro che hanno dichiarato di volerne usufruire per un condominio, la maggior parte (46%) cederà il credito di imposta, mentre il 42,9% detrarrà quanto possibile nella dichiarazione dei redditi e solo il 21,6% userà lo sconto in fattura; guardando invece a coloro interessati al Superbonus per una casa unifamiliare, anche in questo caso la maggior parte (45,3%) ha dichiarato di voler cedere il credito di imposta alla banca o altri soggetti.

    A seguire quelli che pensano di detrarre quanto possibile nella dichiarazione dei redditi (43,8%) e, in ultimo, chi usufruirà dello sconto in fattura (18,6%).

    Interventi trainanti e trainati

    Il Superbonus spetta per tre tipologie di interventi definiti “trainanti”: i lavori di isolamento termico delle superfici, quelli di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti e quelli antisismici e di riduzione del rischio sismico.

    I primi due tipi di interventi “trainanti”, destinati cioè alla riqualificazione energetica, danno la possibilità ai singoli proprietari di estendere il bonus 110% anche ad alcuni interventi minori “trainati”, come ad esempio la sostituzione degli infissi, l’installazione di impianti solari fotovoltaici e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

    Esistono, tuttavia, delle condizioni: prima di tutto la somma dei lavori trinati e trainanti devono tradursi in un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio (o il raggiungimento della migliore classe possibile). Gli interventi antisismici, invece, trainano solo l’installazione dei pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo.

    Secondo l’indagine di Facile.it, tra coloro che hanno intenzione di usufruire del Superbonus, più di 1 italiano su 2 (58,2%), pari a quasi 12,4 milioni di individui, pensa di ricorrere al bonus al 110% per l’intervento di isolamento termico (cappotto termico), percentuale che sale fino al 63,4% tra i residenti del Sud e delle isole.

    Sempre tra chi pensa di utilizzare l’agevolazione, più di 7.300.000 (34,7%) italiani hanno intenzione di sostituire l’impianto di climatizzazione invernale esistente con impianti centralizzati per il riscaldamento, raffreddamento o fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, mentre il 7,1%, vale a dire più di 1,5 milioni di individui, si dedicherà all’implementazione di misure antisismiche. Sono soprattutto gli abitanti del Centro Italia (10%) a voler ricorrere a questo tipo di intervento.

    Perché si rinuncia al Superbonus

    Se fra gli intervistati quasi la metà ha dichiarato di voler utilizzare il Superbonus, c’è anche chi pensava di usufruirne ma alla fine ha scelto di non farlo a causa della quantità di documenti necessaria; secondo l’indagine sono più di 3 milioni di italiani. Ad aver desistito per questo motivo sono principalmente i residenti del Nord Est.

    Più di 6 milioni (14,4%), invece, i nostri connazionali che hanno ammesso di non aver capito bene come funziona l’agevolazione, percentuale che raggiunge il 17,3% tra coloro che abitano nel Sud Italia.

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età compresa fra 18 e 74 anni) sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 18 ed il 20 settembre 2020.

  • Roberta Inverardi: mostra online dal titolo simbolico “La libertà delle emozioni”

    Artista di particolare sensibilità emotiva ed emozionale Roberta Inverardi sta portando avanti la sua vivace ricerca creativa con grande entusiasmo ed energia, che riesce perfettamente a trasmettere e ad imprimere all’interno delle visioni pittoriche realizzate. La Inverardi è stata ufficialmente selezionata nel circuito delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con una serie di quadri di intensa pregnanza. L’esposizione si intitola “La libertà delle emozioni” proprio, perché la Inverardi si propone di far sprigionare una prorompente e vibrante carica emozionale dalle immagini e di trasferirla allo spettatore, che a sua volta può liberamente recepire e percepire a suo modo quanto da lui maggiormente colto e può esprimere una soggettiva chiave di lettura personale. Inoltre, il titolo sottende anche il grande bisogno di libertà, che in questa fase sociale così difficile e delicata è ancora più forte. E l’arte è capace di riempire e compensare questa profonda esigenza sociale e collettiva. Dunque, la Inverardi si rende convinta portavoce anche di un messaggio legato e connesso al gravoso momento che stiamo vivendo e affrontando con fatica. La Dott.ssa Gollini nell’esprimere i suoi apprezzamenti verso la pittura della Inverardi ha dichiarato: “Ritengo che l’esperienza artistica di Roberta possa essere concepita come un metaforico viaggio fantastico tra memoria e contemporaneità, tra vissuto e presente, tra certezze e attese, tra speranze, aspirazioni e sogni e storia personale. Il tutto intrecciato e amalgamato con le relazioni sociali del suo mondo circostante e del suo vivere quotidiano. Le emozioni vengono trasportate sulle ali di pensieri e sentimenti autentici e si traducono in cromatismi accesi e marcati, nella rappresentazione evocativa e nel racconto rievocativo da cui affiorano e trapelano i suoi desideri esistenziali più intimi e reconditi, che trovano il medium e lo strumento comunicativo più efficace tramite la pittura. Le partiture cromatiche possiedono vita propria, esprimono la sua fervida passione e danno slancio e risalto ai contenuti sostanziali che traduco i valori e i pilastri cardine del suo vivere attuale e della sua dimensione di donna-artista contemporanea. Roberta manifesta l’espressione informale di una pittura segnica contraddistinta da un equilibrio bilanciato del campo pittorico, che garantisce soluzioni sempre convincenti. Se per essere davvero artisti bisogna esprimersi con l’animo e il cuore aperto, tutto il suo lavoro pittorico è senza dubbio la testimonianza diretta e spontanea di un viaggio nella propria introspezione. Ecco perché per Roberta l’arte è un eterno viaggio ideale, un modo ideale di relazionare e di relazionarsi e come le passioni rappresenta un viaggio nel tempo futuro e futuribile”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/la-liberta-delle-emozioni-roberta-inverardi/