Oggi stampare online un prodotto adesso è facilissimo, ma con il vantaggio dei tempi ridotti e dei costi bassi, si è perso il contatto diretto con il tipografo e con la sua esperienza. L’interfaccia per decidere la stampa sul portale è di ottima qualità, ma si limita alle questioni tecniche come grammatura, finiture e risoluzione. Dall’altro lato, quello del cliente, serve una preparazione di base per poter avere il prodotto perfetto.
Biglietti da visita, cartoline, calendari, riviste che catturano l’attenzione, partono dal presupposto che il grafico conosca bene il suo mestiere. Grazie ai programmi accessibili a tutti, però, spesso il grafico è un dilettante, magari molto bravo, ma a cui manca l’esperienza nel campo della stampa, e a volte si commettono degli errori. Vediamo quindi qualche punto importante da tener presente.
Sul computer
Quando si imposta un lavoro di grafica, spesso lo si fa su uno schermo ad alta o altissima definizione, brillate con colori profondi e possibilità di dettaglio incredibili. La stampa fisica, invece ha altri parametri. I dpi dell’immagine, che per un A4 dovrebbero essere 300 o più, definiscono la sua granularità. Al crescere del valore, a parità di dimensione di stampa, si ha un miglioramento fino ad una certa definizione, ma già a 720 dpi il limite è stato superato. Se la stampa deve essere grande conviene salire in dpi, altrimenti è uno sforzo non troppo produttivo. Questo vale per l’immagine esportata. In produzione si può usare una definizione alta a piacimento.
Si deve prestare attenzione ai colori, che non intasino il campo visivo, perché un eccessivo dettaglio su carta si perde. Un cielo notturno stellato ad alta definizione, stampato su una brochure di cartoncino rischia di diventare un fondo nero con qualche macchia! Le scritte se possibile vanno fatte in nero, perché è ben leggibile, non è una regola, ma un consiglio, perché tinte come il blu e il rosso, per caratteri piccoli, appaiono sfumate e difficili da leggere.
In stampa
Per la stampa servono alcuni accorgimenti importanti: scegliere la grammatura, le finiture.
Il peso della carta per un prodotto che finisce in mano alla gente è importante. Per un libro fotografico dovrebbe attestarsi sui 170-180 gr/m2, per un volantino ad una facciata con sole scritte un 100-130 gr/mq va benissimo. in generale i valori intermedi sono quelli migliori e la regola è che maggiore è la densità del colore, maggiore deve essere la grammatura. Sopra i 180 gr/m2 si hanno i cartoncini, robusti ed adatti per le brochure, per esempio.
Si può scegliere stampa semplice, che è simile come resa a quella di una stampante da ufficio, patinata, come nei rotocalchi oppure plastificata e nobilitata, cioè con applicazione di una pellicola plastica protettiva ed effetti serigrafici gradevoli al tatto e alla vista. Un menò, ad esempio deve essere plastificato, mentre per un volantino non conviene assolutamente. La quantità di dettaglio dovrebbe salire con la qualità del prodotto, quindi per le pubblicità con grandi numeri di stampa conviene andare a risparmio, mentre per l’editoria si può investire un po’ di più, anche perché il ritorno di immagine previsto è molto importante.