Tag: terna

  • Flavio Cattaneo: ok degli analisti sui conti di Terna

    Flavio Cattaneo e la gestione di Terna: risultati superiori al consensus e una nuova politica dei dividendi favorevole agli azionisti. Sono questi i principali aspetti che il mercato ha apprezzato in occasione della presentazione dei risultati dei primi 9 mesi del 2009 presentati da Terna. In particolare, gli analisti hanno accolto positivamente la crescita a doppia cifra di tutti i principali indici economici, grazie a maggiori ricavi, un taglio dei costi e a minori oneri finanziari nel terzo trimestre 2009. Tra i principali analisti che hanno rivisto al rialzo la propria valutazione su Terna in seguito alla presentazione della trimestrale, Santander che ha confermato la valutazione BUY e alzato il TP da €2.93 euro a €3.13, CAI Chevreux che ha mantenuto la raccomandazione invariata a 1/Selected List e alzato il target price da €3.10 a €3.15, Equita che ha mantenuto la raccomandazione invariata a Buy alzato il target price €2.94 a €3.03 e Kepler che ha alzato il target price da €3.05 a €3.10.

    Giudizio positivo anche per la nuova politica dei dividendi annunciata. Le principali banche d’affari hanno approvato soprattutto la maggiore visibilità dei dividendi per gli anni 2012 e 2013, derivante da una distribuzione dei 150 milioni aggiuntivi guadagnati con la vendita di Terna Participações. Anche l’acconto sul dividendo di 7 centesimi di euro per azione, che verrà posto in pagamento il 26 novembre, è risultato maggiore del consensus che si attendeva circa 6.2 centesimi di euro per azione con una crescita del 4% rispetto l’interim dividend 2008.

  • Flavio Cattaneo riorganizza Terna Participações: da eredità del passato a società creatrice di valore

    In pochi mesi dall’arrivo di Flavio Cattaneo Terna ha riorganizzato le proprie attività sudamericane sotto la holding Terna Participações. Nel 2005 Terna Participações rappresentava una “diversificazione aziendale” ereditata dal passato, poco valorizzata dai mercati finanziari. Una piccola società con 2.355 km di linee e 12 stazioni di trasformazione della rete di trasmissione brasiliana.

    In pochi mesi dall’arrivo di Flavio Cattaneo Terna ha riorganizzato le proprie attività sudamericane sotto la holding Terna Participacoes e, esattamente 12 mesi dopo (27 ottobre 2006), Terna Part è approdata alla borsa di San Paolo. La quotazione serviva a far emergere il vero valore delle attività brasiliane ma soprattutto a finanziare la crescita nel Paese, senza però togliere risorse all’Italia.

    E la crescita è arrivata come annunciato per il Gruppo di Cattaneo: da novembre 2007 a maggio 2008 Terna Part ha infatti acquistato 4 aziende (GTESA, PATESA, ETAU ed ETEO), che hanno permesso di raggiungere i 3.330 km di linee (+ 36%) e 23 stazioni di trasformazione (+56%) . L’Amministratore delegato di Terna annuncia a febbraio 2009 di essere disposto a vendere la società brasiliana “al prezzo giusto”, cioè al doppio del corso del titolo in quei giorni (19 reais per unit) e Cemig offre effettivamente il famoso “prezzo giusto”, di fatto il doppio dei 19 reais di febbraio.

    Oggi Terna cede a Cemig il 66% del capitale di un’azienda, il cui valore in borsa è aumentato, in soli tre anni, del 75% (l’IBOV, l’indice della borsa di San Paolo, ha guadagnato nello stesso periodo solo il 55%) mentre gli azionisti hanno avuto un rendimento del 123,54% (si pensi che il FTSEMib ha avuto un rendimento negativo del 36%). Un bell’affare anche per Cemig che, con questa acquisizione, diventa il primo concorrente per il numero uno in Brasile, Eletrobras, e raddoppia la propria quota di mercato.

    Un’operazione apportatrice di valore per Terna che, a fronte di un valore complessivo dell’operazione di 797 milioni di euro, genera una plusvalenza di oltre 400 milioni, che verranno in parte reinvestiti per lo sviluppo della Rete Elettrica Nazionale e in parte ad integrazione della politica dei dividendi. L’accordo perfezionato oggi si conferma, dunque, un’operazione cosiddetta ‘win-win’, in cui Terna – che ha venduto a premio, dopo che solo 7 mesi fa aveva acquisito a sconto (perché al di sotto della RAB ) le linee ad alta Tensione dell’Enel (TELAT) – e Cemig raggiungono il punto massimo di soddisfazione per sé stesse, per gli azionisti e per i rispettivi sistemi paese.

    Non a caso già lo scorso aprile, all’annuncio dell’accordo, i principali analisti avevano dimostrato apprezzamento per l’operazione: da Unicredit a Mediobanca, da Santander a Chevreux, tutti d’accordo sul valore strategico del deal.

  • Più rete, meno costi: Flavio Cattaneo spinge l’acceleratore sugli investimenti di Terna

    Dallo sviluppo della rete elettrica 1 miliardo in meno sulla bolletta degli italiani. Più investimenti, più sviluppo, più sostenibilità, meno costi. È l’ambizione del piano di sviluppo della rete elettrica di Terna. L’azienda guidata da Flavio Cattaneo, che gestisce circa 60.000 km di linee ad alta tensione in Italia, ha messo il piede sull’acceleratore degli investimenti.

    Ammodernare le linee elettriche del Paese alleggerendo i costi di sistema e creando nuovo sviluppo, in una fase di congiuntura economica sfavorevole: è questa la sfida. Il tutto in un’ottica di sostenibilità ambientale. I numeri confermano lo sforzo straordinario che Terna sta compiendo. 6 miliardi di euro in 10 anni per cambiare il volto della rete che trasmette l’energia in Italia, risolvendo le congestioni del mercato elettrico, connettendo le nuove fonti rinnovabili e abbattendo le perdite di energia. Grazie ad una rete più efficiente e moderna, le bollette di imprese e famiglie saranno alleggerite di 1 miliardo di euro l’anno di oneri di sistema, una volta realizzato l’ intero piano.

    Anche l’ambiente ne beneficerà, con 5 milioni di tonnellate di CO2 in meno l’’anno e 1.200 km di vecchie linee smantellate a fronte della realizzazione di 450 km di nuovi elettrodotti, con l’implementazione dei 10 progetti per lo sviluppo sostenibile. In attesa dei risultati di medio/lungo termine, la corsa per la rete del futuro è già iniziata.

    E i risultati sono tangibili. Terna, infatti, negli ultimi 4 anni ha triplicato gli investimenti, dai 278 milioni di euro del 2004 ai 776 del 2008. Questo ha reso possibile la realizzazione, dal 2005 ad oggi, di 1.000 km di nuove linee con 10 nuovi elettrodotti ad alta tensione e 11 nuove stazioni elettriche. 1,5 miliardi è il valore degli interventi oggi in costruzione e 2 sono i miliardi di euro pronti ad essere “cantierati” appena ricevute le autorizzazioni necessarie.

    Tra questi vi sono 6 progetti prioritari, dal valore di 1,6 miliardi, in attesa di rapida autorizzazione da 2/3 anni. Il loro “via libera” metterebbe in moto il lavoro di circa 1.000 imprese fornitrici ed esecutrici, che a loro volta alimentano un significativo indotto.

    6 grandi direttrici ad altissima tensione che riguardano il nord come il sud del Paese: nuovo collegamento Lodi – Pavia (Elettrodotto a 380 kV Chignolo Po (PV) – Maleo (LO)), nuovo collegamento fra Padova e Venezia (Elettrodotto a 380 kV Camin (PD) – Dolo (VE) – Fusina (VE)), nuovo collegamento fra Puglia e Campania (Elettrodotto a 380 kV Foggia-Benevento), nuovo collegamento fra le Province di Udine e Gorizia (Elettrodotto a 380 kV Udine Ovest-Redipuglia (GO)), nuovo collegamento fra Piemonte e Lombardia (Elettrodotto a 380 kV Trino (VC) – Lacchiarella (MI)), nuovo collegamento fra Sicilia e Calabria (elettrodotto a 380 kV Sorgente (ME) – Rizziconi (RC)).

    I nulla osta che attende Terna contribuirebbero a ridare slancio al cantiere Italia e permetterebbero di migliorare l’impatto ambientale della rete. La loro realizzazione garantirebbe da subito una riduzione di 1 milione di tonnellate/anno di CO2 (1/5 del totale previsto dall’intero piano), lo smantellamento di 800 km di linee e l’interramento di 230 km, a fronte della realizzazione di 500 km di nuove linee aree.

    Più investimenti, più sviluppo, più sostenibilità, meno costi. È l’ambizione del piano di sviluppo della rete elettrica di Terna. L’azienda guidata da Flavio Cattaneo, che gestisce circa 60.000 km di linee ad alta tensione in Italia, ha messo il piede sull’acceleratore degli investimenti. Ammodernare le linee elettriche del Paese alleggerendo i costi di sistema e creando nuovo sviluppo, in una fase di congiuntura economica sfavorevole: è questa la sfida. Il tutto in un’ottica di sostenibilità ambientale. I numeri confermano lo sforzo straordinario che Terna sta compiendo. 6 miliardi di euro in 10 anni per cambiare il volto della rete che trasmette l’energia in Italia, risolvendo le congestioni del mercato elettrico, connettendo le nuove fonti rinnovabili e abbattendo le perdite di energia. Grazie ad una rete più efficiente e moderna, le bollette di imprese e famiglie saranno alleggerite di 1 miliardo di euro l’anno di oneri di sistema, una volta realizzato l’ intero piano. Anche l’ambiente ne beneficerà, con 5 milioni di tonnellate di CO2 in meno l’’anno e 1.200 km di vecchie linee smantellate a fronte della realizzazione di 450 km di nuovi elettrodotti, con l’implementazione dei 10 progetti per lo sviluppo sostenibile. In attesa dei risultati di medio/lungo termine, la corsa per la rete del futuro è già iniziata. E i risultati sono tangibili. Terna, infatti, negli ultimi 4 anni ha triplicato gli investimenti, dai 278 milioni di euro del 2004 ai 776 del 2008. Questo ha reso possibile la realizzazione, dal 2005 ad oggi, di 1.000 km di nuove linee con 10 nuovi elettrodotti ad alta tensione e 11 nuove stazioni elettriche.

  • Flavio Cattaneo: dallo sviluppo della rete un miliardo di Euro in meno in bolletta

    10 anni di liberalizzazione: risparmi per il sistema energetico di 10 miliardi l’anno. “Buon compleanno liberalizzazione. Il mercato della concorrenza compie dieci anni” esordisce così Jacopo Giliberto in un ampio articolo dal Sole 24 Ore di oggi dedicato, per l’appunto, all’importante “ricorrenza”.

    Ma come ogni rivoluzione – scrive il giornalista nel riportare le conclusioni del convegno sul tema presso l’Università Bocconi – quella dell’energia è costellata di difficoltà. Soprattutto è mancata una politica energetica che abbia dato le direttive di fondo, gli obiettivi condivisi da raggiungere. Così, senza alcun programma che delineasse agli investitori gli obiettivi da traguardare, Terna ha ricevuto richieste di connessione per nuove centrali alimentate da fonti rinnovabili “per centomila megawatt”, osserva Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna.

    Centomila megawatt: più dell’intera quantità di centrali mai realizzate in Italia in tutta la sua storia elettrica fin da quando nel 1883 fu realizzata a Milano la centrale di Via Santa Radegonda, la prima in Europa. Secondo Flavio Cattaneo le congestioni sulle linee di alta tensione ci costano in bolletta 1,5 miliardi in più. Se Terna riuscisse a sbloccare gli elettrodotti, noi consumatori risparmieremmo un miliardo, “al netto dei 450 milioni di costi necessari per costruire le linee. Il problema è che molte delle nuove centrali sono state costruite in luoghi inadatti, là dove lo permettevano i sindaci più avveduti, e aumentando la congestione sulla rete”.

    Uno dei problemi – scrive Giliberto – è il fatto che per costruire una minicentrale solare “si seguono le stesse normative che vanno bene per pitturare un garage”, osserva Simone Mori dell’Enel. Per dirla con Antonio Costato, vicepresidente della Confindustria, “la liberalizzazione ha creato grandi aspettative che sono state soddisfatte sul piano delle produzione di energia, ma non ha funzionato sull’allocazione dei capitali e degli investimenti”.

    Conferma Tullio Fanelli, commissario dell’Autorità dell’energia: “In particolare nel settore del gas non siamo messi bene né in termini di sicurezza degli approvvigionamenti né in termini di concorrenza”.

  • Coniglietti che affogano e nubi mostro: genitori inglesi contro lo spot tv sul clima che spaventa i loro piccoli

    Sensibilizzare i più piccini a uno stile di vita attento al risparmio energetico, è di fatto un obiettivo nobile, ma ha senso farlo spaventandoli così tanto da far venire loro terribili incubi? La domanda è arrivata anche nel Parlamento inglese. Sono migliaia i genitori dei piccoli cittadini britannici che stanno protestando contro uno spot, commissionato da un’agenzia governativa e trasmesso dalle tv nazionali da una decina di giorni.

    La notizia piuttosto particolare viene riportata da “Notizie tra le linee”, il web magazine di Terna. Il video incriminato – “Act on Co2 bedtime stories tv”, visibile anche su Youtube e sul sito www.decc.gov.uk – mostra un premuroso papà dedito a leggere una fiaba alla sua tenerissima bimbetta di un paio di anni nel classico momento di preparazione alla nanna. Il sottofondo musicale è dolce, da sogni tranquilli. Il papà inizia a leggere e a sfogliare il libro delle favole con disegni cartonati. La bimba, occhioni azzurri e capelli biondi, ascolta e guarda con attenzione. Ma la sua espressione ben presto si trasforma: da sognante diventa angosciosa.

    Il papà le sta mostrando coniglietti che piangono e affogano a causa dell’innalzamento dei mari, cieli con enormi nubi neri a forma di mostri che si mangiano le case. La bimba con la fiducia incommensurabile che caratterizza tutti i piccoli, chiede al papà: “Ci sarà il lieto fine?” A rispondere, mentre le telecamere “escono” dalla cameretta, non è il papà, ma un voce femminile fuori campo che dice più o meno così: “Dipende dalle nostre azioni”.

    Per i genitori e gli psicologi inglesi è troppo: scaricare su bimbi così piccini un tale peso è dannoso per la loro crescita equilibrata. Al governo, che ha inserito lo spot in una campagna da sei milioni di sterline lanciata dal Ministero dell’Energia e del Cambiamento Climatico, è sempre più pressante la richiesta: ritirare subito dalle televisioni la campagna shock.

  • Corriere Economia: i “campioni” in corsa a Piazza Affari, Terna tra i favoriti

    “Alla corsa di Piazza Affari è il momento dei grandi maratoneti, di chi sarà capace di sfruttare al meglio una ripresa economica che si annuncia lenta e misurata”. Parte così l’articolo del supplemento del Corriere della Sera, di Marco Sabella che prende in esame uno studio di Unicredit che prova ad individuare le blue chip e le taglie medie più adatte a sfidare la ripresa.

    Roberto Odierna, responsabile della ricerca azionaria per l’Italia di Unicredit, crede nel potenziale dei settori più veloci dell’economia, come i consumi, l’industria, i media e l’high tech.I loro atleti, Fiat, Luxottica, L’Espresso o STM, sono in grado di intercettare meglio la decisa crescita degli utili attesa per il prossimo biennio.

    “Ma anche i comparti più lenti delle utilities – dice l’articolo del supplemento economico del Corsera – dei finanziari e del risparmio gestito, in cui la ripresa dei profitti si annuncia meno esplicita rispetto al resto dell’economia, hanno una loro pattuglia di campioni”.

    Come Ubi e Intesa nel settore creditizio, Azimut tra i gestori del risparmio, oppure Terna tra le utilities regolamentate. Sono questi, in sintesi, i risultati della ricerca Unicredit sulle grandi e medie capitalizzazioni di Piazza Affari, che devono essere osservate “con lenti differenti”, come suggerisce il titolo dello studio. “L’idea che il mercato sia sopravvalutato dopo un rialzo di quasi il 90% dai minimi di marzo scorso non regge all’analisi dei numeri”, commenta Odierna.

  • Sostenibilità: doppia promozione per TERNA con l’ingresso negli indici Aspi ed Ethibel

    Dopo l’ingresso nell’indice Dow Jones Sustainability World, la società guidata da Flavio Cattaneo entra a far parte anche degli indici ASPI, Advanced Sustainable Performance Indices e Ethibel. “Questi ulteriori segnali di apprezzamento dell’attenzione di Terna all’ambiente e a tutti gli atri temi della sostenibilità- ha commentato il numero uno dell’azienda Flavio Cattaneo nell’apprendere della nuova “promozione” – ci spronano a migliorare ancora”.

    L’ASPI Eurozone seleziona le migliori 120 imprese europee quanto a risultati di sostenibilità e l’Ethibel Excellence Europe comprende 200 imprese eccellenti che hanno passato il vaglio del Forum Ethibel, un panel di personalità indipendenti esperte nei diversi aspetti della sostenibilità. Sono solo 10 le società italiane incluse nell’indice ASPI e 8 quelle dell’Ethibel Excellence Europe. L’inclusione negli indici di sostenibilità premia la strategia di crescita di Terna, sensibile ai temi della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile.

    “In questi ultimi quattro anni – ha detto con soddisfazione l’AD di Terna – abbiamo puntato all’eccellenza nella gestione, e la considerazione dei nostri impatti sugli stakeholder ne è un elemento fondamentale.” Il senso di responsabilità per le ricadute sociali e ambientali dell’operato dell’azienda influenzano gli aspetti gestionali e si traducono in programmi e azioni concrete volte a generare e mantenere un clima di fiducia con gli stakeholder, contribuendo a creare valore per gli azionisti.

    “Valutiamo positivamente – ha commentato il manager – che una quota crescente di investitori europei mostri interesse per questi aspetti, anzi auspichiamo che anche in Italia si sviluppi un’analoga attenzione”.

  • Terna con Flavio Cattaneo entra in altri due indici di sostenibilità

    Dopo l’ingresso nell’indice Dow Jones Sustainability World, la società guidata da Flavio Cattaneo entra a far parte anche degli indici ASPI – Advanced Sustainable Performance Indices – e Ethibel.

    Terna è stata inclusa nell’indice ASPI Eurozone, che seleziona le migliori 120 imprese europee quanto a risultati di sostenibilità e nell’indice Ethibel Excellence Europe, che comprende 200 imprese eccellenti che hanno passato il vaglio del Forum Ethibel, un panel di personalità indipendenti esperte nei diversi aspetti della sostenibilità.

    L’inclusione negli indici di sostenibilità premia la strategia di crescita di Terna, sensibile ai temi della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile. Il senso di responsabilità per le ricadute sociali e ambientali del suo operato influenzano gli aspetti gestionali e si traducono in programmi e azioni concrete volte a generare e mantenere un clima di fiducia con gli stakeholder, contribuendo a creare valore per gli azionisti. Sono solo 10 le società italiane incluse nell’indice ASPI, e 8 quelle dell’Ethibel Excellence Europe.

    “Questi ulteriori segnali di apprezzamento dell’attenzione di Terna all’ambiente e a tutti gli atri temi della sostenibilità ci spronano a migliorare ancora.” ha dichiarato l’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo. “In questi ultimi quattro anni abbiamo puntato all’eccellenza nella gestione, e la considerazione dei nostri impatti sugli stakeholder ne è un elemento fondamentale. Valutiamo positivamente che una quota crescente di investitori europei mostri interesse per questi aspetti, anzi auspichiamo che anche in Italia si sviluppi un’analoga attenzione”.

    Gli indici ASPI ed Ethibel, che si avvalgono nella selezione delle imprese delle analisi dell’agenzia francese Vigeo, hanno particolare influenza sugli investitori sensibili alle istanze di sostenibilità dell’area centro-europea. Una caratteristica di rilievo se si considera che, secondo le ultime ricerche della stessa Vigeo, sono oggi Francia e Belgio i mercati più dinamici per i Socially Responsible Investments

    .

  • Corriere Economia: 12 titoli ad alto rendimento, spicca Terna

    Per capire su quali titoli puntare Corriere Economia ha chiesto agli specialisti di Centrobanca, la corporate e investment bank del gruppo Ubi, di elaborare un portafoglio-tipo composto di società con un profilo di rendimento stabile nel tempo. Ma dotato, appunto, di quel potenziale di guadagno in conto capitale che potrebbe fare la differenza nel caso in cui i mercati, dopo l’ampio recupero già realizzato dai minimi dello scorso marzo, ricominciassero a salire.

    “Ne è risultato un paniere composto da una dozzina di titoli, tra cui spiccano le grandi utilities di rete, come Terna – scrive il supplemento del Corsera – e poi Snam, Enel e A2A. Ma che non rinuncia, proprio per mantenere accesa la possibilità di un capital gain per l’intero portafoglio, ad attribuire pesi diversi alle società in base alle prospettive di performance di ogni singolo titolo”. “Terna e Snam, società cui attribuiamo un peso del 10% ciascuna, a nostro parere sono dei buy con prezzo obiettivo a 3,2 e a 3,87 euro”, spiega Marco Cristofori, responsabile della ricerca azionaria in Centro Banca.

    Un giudizio condiviso anche dagli analisti di UBS e di Deutsche Bank, che per i due titoli intravedono un potenziale di rialzo a 12 mesi compreso fra il 15 e il 20%. E intanto Terna e Snam pagheranno nel prossimo biennio un dividendo del 7% e del 5,5%.

  • Sito Terna: in home page una nuova sezione dedicata alle consultazioni per gli operatori

    Il sito di Terna presenta da oggi una nuova sezione dedicata agli operatori del sistema elettrico: “Consultazioni Operatori”. Questa sezione del sito, raggiungibile direttamente dalla home page su www.terna.it, fornisce un accesso diretto e ancora più fruibile alla documentazione che Terna, sulla base della procedura di aggiornamento del codice di rete, mette in a disposizione come consultazione per raccogliere le osservazioni degli operatori interessati. I documenti raccolti vengono trasmessi all’Autorità per l’energia elettrica e il gas e al Ministero dello Sviluppo Economico per le rispettive valutazioni.

    La nuova sezione, pubblicata nell’area “Sistema Elettrico”, va ad aggiungersi alle circa 1.800 pagine del sito, in linea con i più alti standard qualitativi dei Gestori di Rete europei. Il Gruppo Terna, guidato da Flavio Cattaneo, è un attore primario della scena energetica italiana e la nuova sezione del sito risponde in modo mirato alle esigenze di un settore in continua evoluzione come quello dell’energia, proponendosi come guida indispensabile ad operatori, analisti e tutti coloro che desiderano rimanere informati su questo mondo. Un’altra novità proposta dal sito di Terna riguarda il web magazine “Notizie tra le linee”, un giornale on line costantemente aggiornato con news, approfondimenti e interviste.