«Goffi tentativi di nascondere, a livello locale, il totale fallimento del piano di accoglienza degli immigrati messo in atto dal Governo». Lo dichiara il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, in merito ad alcuni articoli apparsi sui quotidiani in cui si critica la posizione dell’Amministrazione Comunale di fronte all’emergenza umanitaria. «La Commissione Europea ha bocciato senza mezzi termini le misure adottate dal Governo per far fronte al problema. – prosegue – L’Italia è completamente isolata. Il modello di concentrare migliaia di persone in pochi punti, invece di distribuirli sull’intero territorio nazionale, si è rivelato disastroso». Il primo cittadino ribadisce tale concetto anche per quanto è stato fatto nel Lazio: «Civitavecchia ha voluto e dovuto accettare questa linea ospitando centinaia di persone nella caserma “De Carolis”. Una scelta che non condivido. La Regione avrebbe infatti potuto coinvolgere le realtà locali, Provincie e Comuni, affinché ogni paese accogliesse piccoli gruppi di immigrati, ospitandoli magari in strutture gestite dalle associazioni di volontariato. Ciò non è stato fatto, commettendo un grave errore e non rispettando la dignità umana degli immigrati». Nessuna preclusione quindi all’arrivo dei cittadini stranieri ma soltanto la ferma volontà di rifiutare il modello delle tendopoli: «Tarquinia è una città solidale. Essa vuole però una solidarietà dove gli esseri umani non siano trattati come “bestie”. – conclude il sindaco Mazzola – Non è stato così e questa è una colpa che il Governo e la Regione non possono cancellare».
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Tarquinia, no al nucleare e no alla discarica in località Farnesiana.
Il capogruppo della lista “Mazzola Sindaco” Sabina Angelucci presenterà nel prossimo consiglio comunale due mozioni per dire no al nucleare e alla discarica in località Farnesiana. «È indispensabile esprimere la piena contrarietà a due provvedimenti scellerati e imposti dall’alto: il piano nucleare del Governo e il polo di smaltimento di rifiuti ad Allumiere. – spiega il consigliere Angelucci – In merito alla mozione riguardante il nucleare, è necessario evidenziare che, nonostante i fatti drammatici avvenuti in Giappone, ancora in Italia c’è qualcuno che considera l’energia atomica una scelta possibile. E questo proprio dove era presente una centrale nucleare (smantellata in seguito al referendum di venticinque anni fa), a Montalto di Castro, che, secondo una mappa dei potenziali siti nucleari d’Italia, sarebbe in cima alla lista del Governo. La Regione Lazio, con una mozione approvata dal consiglio regionale, nella seduta del 24 novembre 2010, si è dichiarata indisponibile ad accogliere impianti nucleari di qualsiasi tipo, così come per gli impianti di stoccaggio di materiali radioattivi. Anche la Provincia di Viterbo, con delibera consiliare del 15 luglio 2010, ha dichiarato il territorio della Tuscia, in particolare quello di Montalto di Castro, non idoneo all’installazione di impianti a energia nucleare. Un no che, dopo aver creato tensioni nella maggioranza “nuclearista”, ha trovato sostegno in un pronunciamento della Corte Costituzionale. Pronunciamento nel quale emerge la dichiarazione sull’illegittimità dell’articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, riguardante la localizzazione delle centrali nucleari e dei depositi di stoccaggio delle scorie, ribadendo in maniera ineccepibile l’obbligo del parere preventivo delle Regioni. La seconda mozione riguarda invece la nascita del polo di smaltimento, trattamento e recupero dei rifiuti nel territorio di Allumiere, in base all’intesa del 9 marzo 2011 siglata tra Ministero della Difesa e Comune di Roma, alla quale ha fatto seguito l’approvazione e l’emendamento della mozione del consiglio regionale del Lazio, che esprime la contrarietà alla sua realizzazione. Il terreno individuato per la creazione della discarica è ubicato al confine tra Tarquinia e Allumiere. Una zona sottoposta a vincoli ambientali (ZPS) e riconosciuta dalla legislazione europea di enorme valore paesaggistico e che, paradossalmente, il ministero per le Politiche Agricole, lo scorso 3 marzo, ha inserito nel catalogo dei circa 120 “Paesaggi Rurali Storici” da tutelare. Il consiglio comunale esprimerà quindi ancora la piena contrarietà al ritorno del nucleare, attivando i procedimenti per dichiarare Tarquinia “Città Denuclearizzata”, e alla realizzazione di una nuova Malagrotta».
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A Tarquinia la “XIII Settimana della Cultura”.
Una settimana dedicata interamente alla riscoperta del patrimonio artistico di Tarquinia. Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale aderisce alla “XIII Settimana della Cultura”, la manifestazione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che si svolgerà dal 9 al 17 aprile. Tante le iniziative proposte dall’assessorato alla Cultura per far conoscere o riscoprire le bellezze della città. Appuntamenti da non perdere il 10 e il 17 aprile con l’apertura straordinaria delle tombe etrusche delle Pantere, del Barone, dei Tori, degli Àuguri, della Necropoli Scataglini e della Via dei Principi, e le visite alle chiese del Salvatore, con gli affreschi recentemente restaurati, di Santa Maria in Castello e di San Giacomo, nonché al torrione detto di “Matilde di Canossa”. Dal 9 al 17 aprile sarà inoltre possibile visitare la Necropoli del Calvario e il Museo Nazionale Tarquiniense, che ha visto nel mese di febbraio la riapertura al pubblico della cappella e dello studiolo del cardinale Giovanni Vitelleschi. La Sala Grande della biblioteca comunale “Dante Alighieri” ospiterà dal 9 al 22 aprile (ore 16 – 19) la mostra Charles Trenet le fous chantant organizzata dal Museo Parigino a Roma in collaborazione con Le Hall de la Chanson di Parigi (La Villette), a cura di Cesare Nissirio, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia e del Comune di Grenoble. Attraverso manifesti, programmi di sala, spartiti, dischi, stampe, riviste e libri, fotografie, documenti e persino un inedito l’esposizione svelerà i segreti del poeta della canzone francese scomparso nel 2001. «La Settimana della Cultura costituisce un’opportunità unica per i cittadini di riappropriarsi dei tesori artistici di Tarquinia. – sottolinea l’assessore Angelo Centini – Per questo motivo le visite ai siti archeologici etruschi e ai principali monumenti della città sono gratuite». Per ogni informazione, comunque, si potrà contattare l’Ufficio Informazioni Turistiche al numero di telefono 0766/849282.
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Tarquinia non ospiterà nessun gruppo di immigrati.
«A Tarquinia non sarà trasferito nessun gruppo di immigrati giunti oggi al porto di Civitavecchia con la nave Clodia». Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola, a seguito delle comunicazioni ricevute dalle autorità che hanno supervisionato le operazioni di sbarco. «In nome dell’Amministrazione esprimo soddisfazione per l’importante risultato ottenuto. – afferma il primo cittadino – Dei 1040 tunisini a bordo, infatti, 680 saranno ospitati nella caserma “De Carolis”, 200 proseguiranno il viaggio per nave probabilmente fino al porto di Livorno e altri 160 saranno trasportati con dei pullman a Campobasso. Allo stato attuale nel territorio della città non è previsto alcun tipo d’insediamento. Rinnovo la disponibilità del Comune a cooperare con tutte le Istituzioni per un serio progetto di accoglienza che eviti la concentrazione di grandi gruppi in una sola zona. Il Comune manterrà comunque alta l’attenzione. Invito anche la popolazione a farlo».
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Tarquinia, abbattuti i pini malati nel giardino di piazzale Europa.
«Erano piante malate che costituivano un pericolo per l’incolumità pubblica e nel tempo avevano gravemente danneggiato la pavimentazione del parco». Lo spiega l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Tarquinia Anselmo Ranucci, in merito all’abbattimento di due pini secolari nel giardino pubblico di piazzale Europa. «Il taglio era un intervento quanto mai necessario, così come segnalato chiaramente dalla relazione effettuata dall’agronomo incaricato dall’Amministrazione. Agronomo che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto. – prosegue – I due esemplari erano malandati e potevano cadere, mettendo in pericolo la vita delle tante persone che frequentano quotidianamente l’area verde». I due alberi presentavano la carie del legno, patologia vegetale che causa la graduale e progressiva degradazione dei tessuti compromettendone le caratteristiche morfologiche, fisiologiche e meccaniche. Particolarmente colpito dalla malattia il pino attiguo all’area giochi per i bambini. «L’abbattimento segue a quello delle piante in viale Luigi Dasti, le quali presentavano un’affezione analoga con uno stato di conservazione tale da non garantire la loro stabilità e la sicurezza dei cittadini. – conclude l’assessore Ranucci – I pini saranno sostituiti con dei tigli. In contemporanea verrà effettuata la riqualificazione delle aiuole e della pavimentazione».
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Assemblea pubblica sull’emergenza immigrazione, il sindaco Mazzola: «Tarquinia vuole certezze».
Occorrono quelle certezze che fino a oggi il Governo e la Regione Lazio non hanno mai dato. Questo il messaggio lanciato nel corso dell’assemblea pubblica indetta per il 5 aprile dal sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, per informare la cittadinanza sull’evolversi dell’emergenza immigrazione. All’evento hanno partecipato il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, il presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli, gli assessori e i consiglieri del Comune e dell’Università Agraria e centinaia di cittadini tarquiniesi. «La città vuole chiarezza. – ha affermato il primo cittadino – Sono giorni che si rincorrono le notizie senza che le autorità preposte forniscano informazioni. Il Governo di fronte a una crisi umanitaria annunciata si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi non può scaricare il peso di questa responsabilità sui piccoli comuni. Piccoli comuni che come Tarquinia non hanno le infrastrutture adeguate per ospitare centinaia di immigrati. Questo non vuol dire essere razzisti ma significa essere realisti e capire che di fronte a tali problemi è necessaria la collaborazione di tutti. L’Amministrazione manterrà alta la guardia, continuando a garantire un presidio costante del territorio, ed è pronta a intraprendere azioni forti per far ascoltare la voce di un territorio da troppo tempo offeso». Parole analoghe quelle del presidente Antonelli: «Ringrazio il sindaco Mazzola per il suo impegno e per il suo essere vigile. In nome dell’Università Agraria esprimo il più assoluto dissenso all’ipotesi della tendopoli e confermo l’impegno nel sostenere il Comune nella lotta a quello definisco un’imposizione calata dall’alto, senza l’indispensabile confronto con le realtà locali». Per il consigliere regionale Parroncini «è inammissibile rimanere in questo stato di confusione. Allo stato attuale non esiste nessun serio piano di accoglienza umanitaria e il Governo brancola nel buio. Esprimo quindi forte preoccupazione per quanto sta accadendo ed è fondamentale non ripetere il grave errore commesso realizzando la tendopoli di Manduria, in Puglia». -
Comune e Università Agraria approvano all’unanimità la mozione contro l’ipotesi della tendopoli.
Comune di Tarquinia e Università Agraria uniti nel dire no all’ipotesi di una tendopoli all’aeroporto “Amerigo Sostegni”. I due Enti, nel corso del consiglio straordinario che si è tenuto il 1° aprile, hanno approvato all’unanimità la mozione (presentata dal consigliere Sabina Angelucci), in cui “si condanna il modo di far fronte a un’emergenza umanitaria prevedibile e attesa, con la ricerca illogica ed affrettata di siti idonei senza il minimo confronto con le comunità locali. Si conferma la volontà della Città di Tarquinia di resistere con ogni forma e modo legalmente consentito per impedire un simile ingiusto progetto. Si dà ampia delega al sindaco del Comune e al presidente dell’Università Agraria affinché venga avviata ogni utile iniziativa per acquisire tutte le necessarie informazioni atte ad impedire l’imposizione di tale scelta”. Parole dure sono state usate nei loro interventi dal sindaco Mauro Mazzola e del presidente Alessandro Antonelli. «Tarquinia è assolutamente contraria alla realizzazione di una tendopoli che ospiti centinaia o migliaia di persone, in condizioni disumane, e che creerebbe inevitabili tensioni sociali. – ha affermato il primo cittadino – È inoltre inaccettabile che decisioni di simile rilevanza vengano prese senza confrontarsi con gli Enti Locali. Il Governo di fronte a una crisi annunciata da mesi, in quanto le rivolte che hanno sconvolto i Paesi del nord Africa sono scoppiate alcuni mesi fa, si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi è all’affannosa ricerca di una soluzione che non c’è. La città resisterà con ogni forma e modo legalmente consentito per far rispettare i propri diritti». «L’Università Agraria è al fianco del Comune di Tarquinia, per un problema che riguarda l’intera collettività. – ha dichiarato il presidente Antonelli – È inammissibile che un sindaco non venga reso partecipe di scelte che avranno pesanti ripercussioni sulla vita della comunità. Occorre un nuovo modello di solidarietà che non può essere quello di concentrare migliaia di esseri umani nelle tendopoli, veri e propri lager. La città non lo tollererà ed è pronta a far ascoltare la voce di un territorio da troppo tempo sfruttato e calpestato che ha il diritto di autodeterminarsi e scegliere il proprio futuro».
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Lettera del sindaco di Tarquinia Mazzola al presidente Napolitano per ribadire la ferma contrarierà alla tendopoli.
Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola si rivolge al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ribadire la più assoluta contrarietà alla realizzazione di una tendopoli e la necessità che si attui un serio progetto di ospitalità, con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni. «A nome personale e del consiglio comunale, manifestando anche la volontà dell’Università Agraria, per rappresentare la ferma opposizione a quella che potrei definire una “dittatura” da parte del Governo nell’assumere decisioni, senza consultare e coinvolgere le comunità locali e soprattutto coloro che le rappresentano. – scrive il primo cittadino – Infatti, negli ultimi giorni, dirigenti della Prefettura, della Questura e dei Vigili del Fuoco, ufficiali dei Carabinieri e rappresentanti dell’Aereonautica Militare hanno effettuato una serie di sopralluoghi in varie parti del territorio comunale. Da ultimo presso l’ex aeroporto militare “Amerigo Sostegni”, una distesa pianeggiante priva di qualsiasi infrastruttura, ubicato sulla provinciale Litoranea, a circa cinque chilometri dalla città. Scopo di tali ispezioni è quello di trovare un sito idoneo all’installazione di una tendopoli per accogliere gli immigrati nordafricani. Di fronte a tali comportamenti l’Amministrazione Comunale si è da subito mobilitata, convocando, in contemporanea con l’Università Agraria, un consiglio straordinario e urgente per approvare un documento che afferma l’impossibilità di concentrare migliaia di persone in un’area priva di qualsiasi tipo di servizio primario. Con il medesimo atto si dichiara la disponibilità a realizzare, con la collaborazione di tutte le Istituzioni, un progetto di accoglienza, che tuteli la dignità degli immigrati e non crei gravi tensioni sociali, con ripercussioni negative anche sull’economia locale. Il modo di agire del Governo può essere definito un vero e proprio “abuso di potere” una “imposizione assolutamente inaccettabile”, che sembra essere la prova di una colpevole impreparazione di fronte ad una crisi annunciata da mesi. Il peso di questa responsabilità non può e non deve essere scaricato sui Comuni. Le richiedo quindi un incisivo controllo sull’evolversi della questione, nell’ottica di garantire che, di fronte a emergenze come quella che si sta vivendo in questo periodo, le scelte possano essere sempre concordate e condivise con il territorio».
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Il Comune di Tarquinia ha incaricato l’architetto Pier Luigi Cervellati per redigere il nuovo piano urbanistico generale.
«Sarà colmato un vuoto pluridecennale. Raggiunto un traguardo significativo». Questo il commento del sindaco Mauro Mazzola all’affidamento dell’incarico per la redazione del nuovo piano urbanistico generale di Tarquinia all’architetto di chiara fama, Pier Luigi Cervellati. Professore ordinario di Pianificazione territoriale e Urbanistica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e autore del PEEP (Piano per l’Edilizia Economico Popolare) del centro storico di Bologna, nonché collaboratore alla stesura di diversi importanti piani regolatori, tra cui quello di Palermo, Cervellati coordinerà un gruppo di lavoro di altissimo profilo comprendente architetti, geologi, ingeneri, psicologi e avvocati esperti in urbanistica. «Sarà uno strumento che favorirà la crescita economica, urbanistica e sociale, affidata per troppo tempo a interventi estemporanei. – prosegue il primo cittadino – Il Comune ha quindi intenzione di avviare un processo di condivisione con la cittadinanza delle scelte che saranno prese nella realizzazione di questo importantissimo progetto. Progetto che dovrà tutelare gli interessi dell’intera collettività e non di pochi». Alla gara pubblica indetta dall’Amministrazione hanno partecipato numerose equipe di esperti di assoluto valore, pronti a mettere a disposizione conoscenze e competenze professionali per elaborare un piano moderno e funzionale alle esigenze della città, che in questi anni ha vissuto cambiamenti rilevanti. «Il piano sarà un punto di arrivo e, allo stesso tempo, una base di partenza su cui progettare un futuro migliore. – conclude il sindaco Mazzola – Tarquinia ha necessità di uno sviluppo organico degli interventi di trasformazione, di modernizzazione urbana e di definizione di regole, di procedure e di meccanismi attuativi per la valorizzazione delle aree già edificate e per la tutela del territorio».
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Immigrazione, possibile tendopoli a Tarquinia: il sindaco Mazzola scrive al governatore Polverini.
Il sindaco Mauro Mazzola scrive al governatore Renata Polverini per esprimere fermo dissenso all’ipotesi che il territorio di Tarquinia ospiti una tendopoli con centinaia di emigranti nordafricani. «Dalla giornata di oggi (31 marzo) si rincorrono voci di sopralluoghi “segreti” in alcuni siti, senza che il sindaco sia stato informato. – afferma il primo cittadino – Considero inammissibile che simili scelte siano prese senza coinvolgere gli Enti Locali. Sia chiaro, da parte della comunità tarquiniese non c’è nessuna forma di razzismo ma soltanto la volontà di vedere rispettate le proprie istanze. La città è disponibile, con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni, a realizzare un serio progetto di ospitalità che tuteli la dignità degli emigranti, per evitare tensioni sociali e ripercussioni negative sull’economia. Ribadisco però la ferma opposizione a quella che è una politica “dell’imposizione” assolutamente inaccettabile. Il Governo di fronte a una crisi annunciata da mesi, in quanto le rivolte che hanno sconvolto i Paesi del nord Africa sono scoppiate all’inizio dell’anno, si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi non può scaricare il peso di questa responsabilità sui piccoli comuni. E non valgano le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che parla di “un fenomeno di straordinarie proporzioni, un’emergenza umanitaria sia per la quantità degli arrivi che per l’intensità con cui si sono susseguiti”, perché tutto ciò era ampiamente previsto. L’Amministrazione Comunale, se l’ipotesi di una tendopoli trovasse conferma, attuerà forme di dissenso forti, contro ciò che definisco un vero e proprio abuso di potere».