Tag: sicurezza arredamento

  • Certificazione legno-arredo: bilancio positivo per il Catas

    Nonostante la ripresa economica sia ancora molto lenta, è molto positivo il bilancio 2010 del Catas Spa, uno dei maggiori istituti in Italia nel campo della ricerca, prove e certificazione nel legno-arredo, con sede a San Giovanni al Natisone. Ne parliamo con il presidente dell’Istituto, Roberto Snaidero.
    Come valuta il bilancio attuale del Catas e come sta rispondendo questa struttura a fronte della crisi che attraversa l’economia e il settore legno arredo?

In un momento congiunturale di particolare difficoltà i risultati del Catas si confermano estremamente positivi.
    Fondamentale è stato per noi allargare la sfera d’azione, implementare i servizi, ampliare il programma formativo e proporre nuovi progetti, sempre allo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico delle imprese nel settore. Attualmente in Catas sono impiegati una quarantina di dipendenti tra i quali ricercatori di alto livello, laureati in chimica, ingegneria e matematica, a testimonianza dell’elemento fortemente innovativo che sta alla base del successo dell’azienda. L’istituto nel 2010 ha sottoposto a controllo oltre 29 mila campioni, l’8% in più rispetto allo scorso anno. Un chiaro segnale di come le aziende puntino sempre più verso una qualificazione del prodotto.
    Il conferimento, da parte della Camera di Commercio di Udine (socio principale di Catas) di un ramo della società condotto dall’Azienda Speciale Ambiente, ha permesso di introdurre importanti innovazioni. “Come raggruppare i servizi offerti nel settore legno-arredo a quelli dell’agro-alimentare e nella consulenza in materia di legislazione ambientale – spiega Snaidero -, creando interessanti sinergie e dando vita ad un polo di eccellenza per la ricerca e analisi anche nel settore agro-alimentare, industriale e ambientale. Nella logica di accrescere i servizi in questo settore – annuncia – stiamo avviando una partnership anche con il Parco Alimentare di San Daniele del Friuli”.

    Che ruolo ha la sensibilità green per lo sviluppo del settore?
    La sostenibilità ambientale e la qualità dei prodotti sono sempre più elementi di competitività per la filiera del legno-arredo. Oggi più che mai sono sempre più le aziende che si orientano verso una tendenza di economia verde che consente di rispondere ad un mercato in rapida evoluzione e che riconosce un valore aggiunto ai prodotti di qualità concepiti secondo criteri di sviluppo sostenibile. Le aziende possono pertanto svilupparsi e imporsi sui mercati che guardano proprio alla sostenibilità come requisito fondamentale.
    Il nostro istituto lavora in prima linea verso la sostenibilità dell’edilizia. E’ infatti associato al Green Building Council, ente no profit titolare del sistema di rating Leed per la sostenibilità degli edifici. Catas è, inoltre, il primo Istituto in Italia ad essere stato riconosciuto quale ente autorizzato alla certificazione dell’emissione di formaldeide dai pannelli a base legno (CARB).
    Tutte le prove sono condotte in conformità alle norme europee (EN) e internazionali (ISO), e nazionali (UNI, DIN, BS, NF, ASTM, ANSI, etc.). A queste si aggiungono quelle effettuate secondo capitolati specifici richiesti dal cliente.

    Quali sono le principali innovazioni e novità in programma al Catas? Progetti inediti? Ampliamenti e nuove partnership?
    Con il lavoro di certificazione il nostro Istituto si propone come strumento di innovazione tecnologica e per completare l’offerta alle imprese stiamo lavorando sull’integrazioni con altri laboratori di province limitrofe. Diversi sono inoltre i laboratori che chiedono di poter collaborare con noi. Stiamo avviando collaborazioni anche con altri paesi depositari di materie prime per un controllo direttamente alla fonte e per certificare i prodotti che arrivano nel nostro paese.

    Il conferimento da parte della Camera di Commercio – il principale socio di Catas- di un ramo della società condotto dall’Azienda Speciale Ambiente, ha permesso di raggruppare i servizi offerti nel settore certificazione legno-arredo a quelli dell’agro-alimentare e nella consulenza in materia di legislazione ambientale, creando interessanti sinergie e dando vita ad un polo di eccellenza per la ricerca e analisi anche nel settore agro-alimentare, industriale e ambientale. Nella logica accrescere i servizi in questo settore stiamo avviando una partnership anche con Il Parco Alimentare di San Daniele del Friuli.
    Com’è il rapporto tra Catas e tessuto produttivo?
    Direi ottimo. Il Catas è costantemente a fianco del tessuto produttivo sia a livello locale, che a livello nazionale ed internazionale. La nostra filosofia è di crescere assieme alle aziende e di trasferire il più possibile il know how necessario per favorire lo sviluppo. In questo senso è molto importante la collaborazione che abbiamo in corso con la Federlegno-Arredo che con il suo supporto ci ha permesso di ampliare la presenza nei mercati oltreconfine.
    Grazie alla presenza ai tavoli internazionali attorno ai quali si definiscono le metodologie di prova, Catas può fornire direttamente tutte le attrezzature per testare la sicurezza, la durata e la resistenza dei mobili. Non una semplice fornitura, ma una vera e propria garanzia di una corretta esecuzione secondo gli standard internazionali. Catas ha fornito la sua expertise per la realizzazione del L.A.V.A. (Laboratorio Applicazione Vernici e Adesivi) del Polo Tecnologico di Pordenone e ha avviato un progetto per creare una scuola professionale e un centro prove specializzato per il controllo della filiera in Camerun.
    Diverse attività dal laboratorio agroalimentare alla formazione? Quante aziende si avvalgono della vostra struttura e per quali specifiche esigenze? 
Abbiamo 1656 clienti di cui 1156 abbonati.
    Le attività che Catas svolge si riferiscono principalmente alle prove su materiali e prodotti: prove fisico-meccaniche ed analisi chimiche, analisi delle emissioni di sostanze nocive da prodotti, prove di resistenza, durata e sicurezza su mobili e componenti, prove di resistenza di geotessili, prove di resistenza, durata e sicurezza di ausili tecnici per disabili, prove sull’efficacia dei trattamenti biocidi sul legno, prove di reazione al fuoco, controlli analitici su alimenti e bevande, certificazione di prodotto e ancora attività normativa e formazione completa con consulenze per l’ottenimento di certificazioni ambientali (LCA, EPD) e l’assistenza sulla legislazione in materia di adempimenti ambientali (MUD).

    La formazione rappresenta una componente importante soprattutto perché consente di trasferire un know how direttamente alle azienda che possono in questo modo adempiere autonomamente agli adempimenti previsti per legge.
    Catas organizza da anni corsi di formazione, convegni e seminari tecnici per diffondere una vera cultura nella certificazione nel legno-arredo.
    Significative anche le collaborazioni che Catas ha instaurato con le scuole che formano i tecnici per l’industria del legno e del mobile (un esempio tra tutti è l’IPSIA che ha la propria sede proprio accanto a Catas) e con le facoltà scientifiche ed economiche soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei laboratori e la realizzazione di tesi di laurea a carattere tecnologico-scientifico.

    Quali sono gli investimenti in programma per il futuro prossimo?
Catas mantiene la sua forte propensione agli investimenti. Entro maggio termineranno, infatti, i lavori per il nuovo stabilimento situato accanto agli attuali laboratori e uffici dell’istituto di San Giovanni al Natisone.
    L’opera ha previsto un investimento complessivo di circa 3 milioni di Euro, con una superficie utile disposta su due piani di circa 3000 metri quadrati che ospiteranno, oltre al reparto chimico del Catas, i tecnici e le attrezzature che attualmente si trovano nel distaccamento di Pradamano.
    Un progetto che consentirà al Catas di rafforzare ulteriormente la posizione di leadership dell’ Istituto. Con il completamento di questa nuova struttura e il conseguente potenziamento del nostro reparto chimico, il Catas sarà sempre più un punto di riferimento per le aziende e per i consumatori.

  • Dalla certificazione legno arredo allo studio di analisi del benessere nei luoghi di lavoro

    Il Catas, il più grande istituto di prove, ricerca e certificazione legno arredo, con il nuovo reparto Ambiente ha messo a punto un servizio dedicato alla valutazione della qualità dell’aria e dei parametri climatici negli ambienti di lavoro. La valutazione degli indici di esposizione degli agenti chimici e biologici negli ambienti di lavoro risponde alle richieste che negli ultimi tempi dimostrano un’accresciuta sensibilità da parte delle aziende verso il tema del benessere negli ambienti lavorativi. Se fino a qualche anni fa le valutazioni erano infatti effettuate esclusivamente in ambiti lavorativi in cui erano presenti sostanze potenzialmente pericolose per il personale direttamente coinvolto, oggi l’interesse si è ampliato includendo anche uffici, banche, scuole e qualsiasi altro ambito lavorativo che prevede la presenza di persone in luoghi chiusi.

    Su questo fronte i laboratori Catas, specializzati nella certificazione legno arredo, con il nuovo reparto Ambiente sono è in grado di garantire il campionamento e l’analisi della maggior parte degli agenti chimici e biologici, valutando strumentalmente e analiticamente le possibili fonti di esposizione alle persone, in riferimento alla normativa vigente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (D.l.gs.81/2008). Il servizio prevede sia il monitoraggio dei parametri climatici, sia il controllo puntuale della presenza e delle concentrazioni di inquinanti climatici e biologici. Questa attività costituisce un supporto ai Servizi di Prevenzione e Protezione ai fini dell’integrazione del documento di Valutazione dei Rischi.

    Catas ha instaurato delle collaborazioni significative anche con alcune scuole; un esempio tra tutti è l’IPSIA, l’Istituto che forma i tecnici per l’industria del legno e del mobile che ha sede proprio accanto a Catas ma anche con l’Isis Malignani di Cervignano, con il quale l’Istituto ha avviato il progetto “Area pulita a Cervignano”. Le indagini di questo progetto si propongono di monitorare la qualità dell’aria che si respira negli ambienti scolastici i cui risultati rappresenteranno un modello utile anche per altri settori della pubblica amministrazione.

    La nuova attività di laboratorio di Catas consente pertanto un monitoraggio a 360° che va dalla certificazione nel legno arredo, alle prove, ricerca e consulenza in ambito ambientale, industriale e agroalimentare.

  • Catas, primo in Italia e in Europa per la certificazione del legno-arredo

    San Giovanni al Natisone, 17 gen – Il Catas, il primo Istituto in Italia e in Europa per la certificazione del legno arredo nei giorni scorsi ha incontrato l’assessore regionale alle Attività produttive Federica Seganti e l’assessore alle Politiche agricole Claudio Violino. Accolti dal presidente dell’azienda, Roberto Snaidero, dall’ad Angelo Speranza e dal sindaco di San Giovanni al Natisone Franco Costantini, i due assessori hanno visitato i laboratori di collaudo dell’Istituto assieme al consigliere regionale Ugo De Mattia, verificando così di persona l’efficacia di un’attività di controllo nell’ambito del legno-arredo, che tocca anche l’ambito ambientale ed agroalimentare.
    “Le imprese dei settori del legno e dell’arredo del Friuli Venezia Giulia sono tecnologicamente avanzate, con prodotti competitivi, in termini di qualità e design, a livello mondiale” ha affermato Federica Seganti, e sottolineando che “il prodotto c’è, gli imprenditori bravi anche, ora si tratta di aggredire il mercato”, l’assessore ha indicato nel Catas “una realtà che attesta la qualità della produzione regionale nel comparto del legno-arredo. Ora però – ha continuato – occorre aiutare questo sistema a migliorare la promocommercializzazione dei suoi manufatti all’estero con l’obiettivo di recuperare così mercati già noti o conquistarne altri, in modo da agganciarsi alla ripresa derivante dall’incremento della domanda estera”.
    Un quadro condiviso dal collega Violino, il quale ha esteso il concetto dicendo che con il suo lavoro di certificazione nel legno arredo, l’azienda si propone anche come strumento di innovazione tecnologica, un processo utile in tutti i settori ma ancor di più in un comparto in crisi come quello di Manzano. “Il Catas è oggi uno dei gioielli che abbiamo in questo settore – ha aggiunto Violino – ed assieme alla sua scuola di specializzazione costituisce un unicum che può rappresentare un esempio, un indicatore operativo per il Triangolo della Sedia, un’area che, dopo aver dato da vivere a tanti, è oggi alla ricerca di una nuova mission, una nuova identità industriale”.
    All’attività di controllo sui mobili, che tra l’altro il Catas svolge da vent’anni per IKEA e, per quanto riguarda le emissioni di formaldeide e piombo, per la California ed in generale per gli USA, si associa quella nel settore agroalimentare, “dove le prospettive sono buone – ha proseguito Violino – e dove stiamo investendo e cercando di arrivare ad un marchio unico di qualità regionale attraverso il coordinamento di tutti i laboratori coinvolti, dall’Università, all’Ersa, al Catas stesso”.
    Con l’obiettivo di razionalizzare i diversi interventi (l’azienda, che ha 42 dipendenti, ha sottoposto a controllo nel 2010 quasi 21 mila campioni, di cui oltre 8 mila nei settori dell’ambiente e dell’agroalimentare) si è deciso di provvedere alla costruzione di un nuovo edificio di quasi 3 mila metri quadrati che ospiterà i laboratori e gli operatori che oggi si trovano a Pradamano (un altro laboratorio ha sede a Lissone in Lombardia, ma il Catas ha contribuito a dar vita ad analoghe esperienze anche in Cile ed in Egitto).
    “La crisi si percepisce ma, per quanto ci riguarda, stiamo continuando a crescere – ha detto Roberto Snaidero – anche perchè cresce la richiesta di certificazione nel legno-arredo per una maggior qualità per le esportazioni e per questo sono in costante aumento le aziende italiane ed estere che si rivolgono a noi”.

  • Sicurezza arredamento: dal direttore generale dell’Istituto di ricerca Catas alcuni consigli per riconoscere i mobili migliori

    Nel grande mare del mercato dell’arredamento non è sempre semplice individuare la rotta giusta nei propri acquisti. Scegliere un mobile, infatti, rappresenta un investimento che deve tenere conto non soltanto delle qualità estetiche, ma anche di quelle legate ai materiali e alla sua progettazione.

    – Qual è lo scenario “qualitativo” del mercato dell’arredo oggi?
    “Lo scenario è decisamente variopinto. Negli ultimi dieci o forse venti anni lo scenario si è modificato, passando da una asserzione di qualità “neonata” e non misurata ad una definizione con connotati precisi e verificabili. Si può trovare pertanto chi fa della qualità misurata un assunto imprescindibile, chi lo dimostra con accenti diversi, chi se la mette come una maglietta, chi ha le idee confuse, chi non ne parla nemmeno. Quello che possiamo dire invece è che il trend e la corrente delle aziende del mobile sta andando a passo deciso verso un verifica della “qualità” reale e consistente con le aspettative dei consumatori, che oggi sono più informati rispetto al passato e quindi rappresentano un interlocutore sempre più attento ed esigente. Sul fronte della sicurezza sull’arredamento l’orizzonte è positivo anche se la strada da percorrere è ancora tanta”.

    – Quali sono i principali dettagli qualitativi che un consumatore può riconoscere?
    “Questo è un campo molto difficile e delicato. Diverse sono le caratteristiche “fondamentali” che costituiscono l’ossatura della qualità delle varie tipologie di arredi che ci portiamo in casa o nell’ufficio. Queste caratteristiche riguardano le finiture (la parte che vediamo e tocchiamo del mobile) a quelle che riguardano la resistenza meccanica (capacità di sopportare le forze che la persona applica ogni giorno), al suo potenziale contenuto/emissione di sostanze indesiderate e non ultimo ciò che ne sarà del mobile al termine della sua “vita lavorativa”. Per affrontare meglio questi aspetti esistono degli strumenti quali le norme tecniche volontarie che affrontano questi aspetti in modo scientifico. Queste norme rappresentano, inoltre, uno strumento per ottemperare alla legislazione quale il Codice Del Consumo che richiede un mercato fatto di prodotti sicuri. In alcuni Paesi organizzazioni governative e non governative hanno emesso per alcune tipologie di mobili, (arredo infanzia per lo più) delle guide all’acquisto di prodotti sicuri. Nel nostro paese stiamo muovendo ora i primi passi verso questa direzione”.
    – L’origine o la marca sono sempre indicatori di affidabilità?
    “L’esperienza insegna che né l’origine né la marca sono una garanzia assoluta di prestazione sicura. Tutto dipende dall’atteggiamento di cui parlavamo prima. Quello che è certo è che la “cara e vecchia Europa” è stata ed è tuttora in prima linea sul fronte della qualità e sicurezza arredamento e mobili. Proprio per questo la responsabilità di fronte a questi aspetti è, nel nostro caso, maggiore”.
    – Quali consigli possiamo dare ai lettore che si apprestano a comprare mobili e oggetti d’arredamento?
    “Ogni tipologia di mobile ha la sua particolarità in relazione alla funzione che deve svolgere. Dai dati che si raccolgono in Europa relativamente agli incidenti domestici, sappiamo che esistono arredi a cui si dovrebbe prestare una maggiore attenzione proprio per gli aspetti legati alla sicurezza sull’arredamento e sui mobili, come per esempio i lettini per bambini, seggioloni, mobili porta tv, sedie. Da non dimenticare, inoltre, il comportamento alle varie sollecitazioni fisico chimiche di un mobile, per esempio un piano di lavoro di una cucina. Per questo, come accennato prima, esistono le norme tecniche che consentono di verificare le prestazioni e definire inoltre come comunicare le necessarie informazioni per l’uso. Per i prodotti al consumo, tutto questo è inoltre disciplinato e legiferato dal già citato Codice del Consumo che richiede la presenza della scheda prodotto che riporti tutto quanto è stato verificato e necessario per una corretto uso e valutazione dell’acquisto. Richiedere la scheda prodotto è un nostro diritto come consumatori. Se poi oltre a questa, esiste l’evidenza che un ente di parte terza come un laboratorio ufficialmente accreditato, ha verificato tali prestazioni, allora l’affidabilità dell’acquisto cresce notevolmente”.

  • Catas riconosciuto dagli Stati Uniti per la certificazione dell’emissione di formaldeide dai pannelli a base legno

    Il Catas, il più importante istituto italiano di prove e analisi nel settore legno-arredo è stato ufficialmente riconosciuto dal governo della California quale ente autorizzato al controllo e alla certificazione dei livelli di formaldeide emessa dai pannelli a base legno.
    L’emissione di formaldeide è un problema che sta influenzando da vari anni tutto il mercato mondiale sia di pannelli sia dei prodotti con essi realizzati: mobili, pavimenti, elementi d’arredo. La formaldeide è considerata, infatti, una sostanza pericolosa per la salute dell’uomo, per i suoi possibili effetti a breve e a lungo termine a carico dell’apparato respiratorio.
    Lo stato della California ha introdotto nel 2009 una specifica legge, denominata ATCM (Airbone Toxics Control Measure), che limita l’emissione di formaldeide dai pannelli a base legno (compensati, pannelli di particelle e pannelli di fibra). Il regolamento stabilisce che le produzioni di pannelli destinate alla California, direttamente oppure indirettamente, ad esempio come mobili, devono essere obbligatoriamente sorvegliate e certificate da un istituto esterno riconosciuto dal CARB, ovvero dall’ente governativo californiano che si occupa della qualità dell’aria (California Air Resources Board).
    Il Catas è stato quindi ufficialmente riconosciuto dal CARB quale ente terzo per la certificazione dell’emissione di formaldeide dai pannelli a base legno sulla base di stringenti requisiti riguardanti l’imparzialità, l’accreditamento di tutte le analisi di laboratorio nonché lo svolgimento delle attività di controllo e sorveglianza presso i siti produttivi.
    A queste qualità si aggiungono le competenze sul tema formaldeide dimostrate da pubblicazioni, da corsi a livello universitario, da seminari a livello internazionale e da partecipazioni alle attività di normazione sia a livello nazionale (UNI) che internazionale (CEN e ISO).

  • Dal Catas uno studio preliminare sulla qualità dei prosciutti cotti

    Catas è considerato oggi il più grande istituto italiano di ricerca e prove nel settore legno-arredo e un polo d’eccellenza per la ricerca e l’analisi nel settore agro-alimentare, industriale e ambientale. Controlli analitici su alimenti e bevande, analisi prove pannelli legno , sedie e mobili, certificazione di prodotto, formazione, sono solo alcuni dei servizi offerti dal Catas. L’Istituto, autorizzato dal Ministro della Salute per le analisi nel settore dell’autocontrollo delle aziende alimentari ha recentemente condotto uno studio preliminare per verificare la qualità di alcune marche e tipologie di prosciutto cotto distribuite in diversi punti vendita del territorio. Lo studio è stato effettuato sulla base di uno strumento operativo fornito con decreto legge emanato il 21/09/2005 dal Ministero delle Politiche Agricole per disciplinare le diverse tipologie qualitative di prodotti in commercio secondo le denominazioni di vendita: prosciutto cotto; prosciutto cotto scelto; prosciutto cotto di alta qualità; prosciutto crudo stagionato; salame.

    L’analisi è stata effettuata su un campione di 14 prosciutti cotti di marchi diversi, di cui 3 dichiarati “scelto” e 6 dichiarati “alta qualità”, reperiti nella piccola e grande distribuzione. Lo studio ha messo in evidenza come tutti i campioni denominati “prosciutto cotto” appartengano alla categoria appropriata; alcuni di essi potrebbero addirittura essere classificati nella categoria superiore “prosciutto cotto scelto”. In prima analisi, si tratta di un riscontro positivo, che dimostra come i prodotti di base siano di buona qualità, frutto della scelta attenta delle materie prime e di processi di trasformazione corretti. Diversa è la situazione se si valutano i dati delle denominazioni di categoria superiore. In alcuni di questi casi, infatti, i risultati analitici evidenziano come le denominazioni di vendita non corrispondano alla reale classificazione dei prodotti. In particolare, dei 6 campioni di “alta qualità” soltanto 1 dimostra di rispettare ampiamente la categoria (con UPSD – umidità su prodotto sgrassato e deadditivato – pari a 72%, quindi ben al di sotto del limite massimo previsto di 75.5%).

    Il parametro sperimentale di riferimento per la classificazione di questi prodotti è l’UPSD – tasso di Umidità su Prodotto Sgrassato e Deadditivato -. Questo dato viene espresso in percentuale e deriva dalla combinazione di alcune prove analitiche che il laboratorio del Catas esegue di routine. Con valori di UPSD superiori a 81% si identificano generici prodotti cotti a base di carne, mentre un valore inferiore a 81% costituisce il requisito primario per poter utilizzare la denominazione “prosciutto cotto”. Per il “prosciutto cotto scelto”, invece, l’UPSD% non deve superare il 78,5%.

    Infine, il top di gamma che può fregiarsi della denominazione “prosciutto di alta qualità”, oltre ad avere alcune limitazioni rispetto agli ingredienti ed al processo lavorativo del prodotto, dovrà evidenziare valori di UPSD inferiori a 75,5%.

    “Da questi dati – afferma il direttore Andrea Giavon – si evince come le aziende alimentari regionali che producono prosciutti cotti, pur operando bene nei prodotti di base, non abbiano ancora completamente standardizzato le variabili dei processi produttivi dei prodotti di fascia elevata, in modo tale da ottenere con certezza prodotti finiti con le caratteristiche qualitative desiderate.

    Sarebbe comunque opportuno valutare anche la riproducibilità del processo lavorativo, poiché all’interno di uno stesso lotto si possono ottenere prodotti finiti con caratteristiche sensibilmente differenti. Questa prima ricerca – prosegue Giavon – ha fornito degli interessanti spunti che ci inducono a proporre una prosecuzione del progetto attivando una collaborazione dell’Istituto con i produttori, in particolare quelli regionali. In questo modo sarebbe possibile effettuare delle analisi su una base più ampia applicando le complesse procedure di campionamento previste dalla norma e, effettuati gli opportuni interventi, avviare insieme a loro una eventuale certificazione di prodotto che attesti, da parte terza, la qualità certificata dello stesso al fine di tutelare sia i produttori più attenti e rispettosi delle normative vigenti, sia i consumatori finali”.

    Attualmente in Catas sono impiegati una quarantina di dipendenti tra i quali ricercatori di alto livello: chimici, ingegneri e matematici. Oltre ai controlli su alimenti e bevande, certificazioni ambientali, analisi prove ai pannelli legno, sedie e mobili, l’azienda ha ampliato il programma formativo e proposto nuovi progetti, sempre allo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico delle imprese nei settori di riferimento.

  • Catas con il marchio CQA-Forlmaldehyde E1 risponde all’esigenza dei produttori che vogliono attestare i limiti di emissione di formaldeide

    L’emissione di formaldeide è un problema che sta influenzando da vari anni tutto il mercato mondiale sia di pannelli sia dei prodotti con essi realizzati: mobili, pavimenti, elementi d’arredo. La formaldeide è considerata, infatti, una sostanza pericolosa per la salute dell’uomo, per i suoi possibili effetti a breve e a lungo termine a carico dell’apparato respiratorio. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 10 dicembre 2008 le disposizioni per regolamentare la fabbricazione, l’importazione e l’immissione in commercio di pannelli a base di legno e manufatti, sia semilavorati sia prodotti finiti, contenenti formaldeide.

    Il decreto stabilisce che i pannelli a base di legno e i manufatti con essi realizzati, sia semilavorati sia prodotti finiti, non possono essere immessi in commercio se la emissione di formaldeide supera il valore di 0,1 ppm (0,124 mg/m3).

    I pannelli a base di legno e i manufatti con essi realizzati immessi sul mercato devono essere accompagnati da una dichiarazione di conformità ai valori limite, predisposta dai componenti della filiera commerciale ad ogni cambiamento del manufatto che comporti potenziale aggiunta di formaldeide. In particolare, le disposizioni prevedono sanzioni per coloro che importano pannelli e manufatti non rispondenti alla valutazione di conformità, un provvedimento che, oltre a difendere la salute del consumatore, tutela le aziende italiane dalla concorrenza sleale.

    Il Catas, il più grande istituto italiano di prove e ricerca nel settore legno-arredo, rilascia il marchio CQA-Formaldehyde E1 che contraddistingue le produzioni di pannelli a bassa emissione di formaldeide rispondenti ai requisiti imposti dalle normative internazionali in materia.

    Esso si basa sul monitoraggio continuo della produzione e su prelievi periodici eseguiti dal Catas in qualità di organo esterno di sorveglianza.

    Il successo di questo sistema di certificazione è dato soprattutto dal fatto che l’osservanza delle procedure previste consente alle aziende certificate di conoscere costantemente i parametri di emissione di formaldeide relativi alla propria produzione.

    Il protocollo di controllo di prodotto Catas prevede 2 visite ispettive esterne annuali e 3 controlli interni settimanali. Oltre a questo, due volte l’anno Catas emette una relazione sull’attività di prova svolta i doppia lingua, per essere di facile lettura anche per i clienti stranieri.

    Il nuovo marchio CQA-Formaldehyde di Catas risponde all’esigenza dei produttori che vogliono attestare un’emissione di formaldeide ancora più ridotta ai limiti E1; specialmente per tranquillizzare le persone sui danni che questa emissione può provocare sull’uomo.

  • Catas, seminario gratuito in materia ambientale.

    Il Catas, il più grande istituto di prove, ricerca e certificazione nel legno arredo ha programmato per mercoledì 27 ottobre, dalle 16 alle 18, nella sede del Lava di Pordenone, un seminario gratuito incentrato sulle problematiche delle emissioni atmosferiche per le aziende, e nello specifico sulle novità introdotte dal terzo correttivo del Testo Unico del decreto legge 152/06.

    Durante il seminario sarà dunque possibile avere un aggiornamento sulle recenti novità legislative nazionali e individuare i fattori critici nell’applicazione dei diversi testi legislativi con specifiche esemplificazioni di problematiche del settore legno- arredo.

    Il seminario è rivolto ai responsabili di gestione e controlli ambientali di aziende del settore legno-arredo, ai funzionari di aziende certificate Emas e Iso 14001, e a consulenti di sistemi di gestione ambientale.

    Le iscrizioni sono aperte. Per maggiori informazioni contattare lo 0432.747241 oppure scrivere a [email protected].

    In questi anni contraddistinti da una forte competitività e da una rapida evoluzione risulta particolarmente importante essere costantemente aggiornati e informati. La formazione risulta, quindi, un elemento decisivo per migliorare e accrescere la propria professionalità e conoscenza. In quest’ottica Catas, specializzato in ricerca, prove e certificazione nel legno arredo, organizza da anni con successo dei corsi di formazione, convegni e seminari tecnici per diffondere una vera cultura della filiera legno-arredo. Catas offre un programma formativo completo che risponde con competenza ai fabbisogni del comparto legno-arredo formulando anche delle proposte “su misura” realizzate in base alle effettive esigenze di ognuno.

    Catas ha instaurato delle collaborazioni significative anche con le scuole che formano i tecnici per l’industria del legno e del mobile (un esempio tra tutti è l’IPSIA che ha la propria sede proprio accanto a Catas) e con le facoltà universitarie scientifiche ed economiche soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei laboratori, per eseguire prove sui materiali, controlli, analisi e certificazione nel legno arredo, nonché per la realizzazione di tesi di laurea a carattere tecnologico-scientifico.

  • Catas, on line il nuovo sito web

    On line il nuovo sito internet di Catas. L’istituto friulano specializzato in analisi prove pannelli legno e nel settore agroalimentare ha completamente rinnovato il suo sito internet utilizzando una nuova piattaforma comunicativa. Innovativo, agile e facilmente fruibile www.catas.it è un sito in linea con le tendenze del web più attuale, realizzato secondo le logiche del 2.0 con strumenti interattivi che caratterizzano il nuovo modo di comunicare attraverso la rete. Ideato dalla web agency Vodu di Udine, il nuovo sito, oltre ad essere caratterizzato da un’alta valenza estetica, presenta anche una particolare e piacevole novità: l’inserimento di un’assistente virtuale che al caricamento della home page introduce il Catas, i suoi servizi, i laboratori, i materiali testati e accompagna l’utente durante la navigazione. Una vera e propria guida che oltre ad umanizzare la comunicazione rendendola più gradevole, aiuta e potenzia il livello di accessibilità ai contenuti del sito attraverso un processo informativo che soddisfa al meglio le esigenze dei navigatori. Privilegiata, infatti, è proprio la facilità di fruizione dei contenuti con un’agile architettura di navigazione che permette di accedere alle diverse sezioni tematiche ricche di numerose informazioni e dettagli. Per presentare in modo più diretto ed efficace le diverse attività dei laboratori analisi prove pannelli legno sono stati realizzati anche dei filmati video commentati suddivisi per tematica, passando dall’area che si occupa di consulenza e formazione, alla caratterizzazione fisica meccanica dei materiali, alle prove meccaniche sui prodotti e ancora, alle analisi chimiche e biologiche sul legno, arredo e prodotti alimentari, per finire con la descrizione dei servizi offerti della sede in Brianza. Disponibile nella versione italiano e inglese, le pagine interne sono tutte in linguaggio html, rendendo più veloce lo scaricamento dei contenuti e quindi la velocità stessa di lettura del sito. La realizzazione di un’area riservata, inoltre, consente agli utenti abbonati alla rivista Catas News di accedere e consultare il magazine direttamente on-line mediante un sistema evoluto di consultazione interattiva che permette di sfogliare le pagine. Infine, per permettere al Catas di migliorare la propria visibilità on-line, sono stati adottati degli strumenti di web marketing che favoriscono il naturale posizionamento sui motori di ricerca e sono stati elaborati i testi in modalità web writing per facilitare l’indicizzazione dei contenuti presenti sul sito. Catas è il primo istituto di ricerca e analisi prove pannelli legno nazionale che comunica contenuti tecnici sul web in modo così dinamico e innovativo. “Per il Catas – afferma il direttore Andrea Giavon – possiamo considerarlo un forte cambiamento del sistema di comunicazione e dialogo con gli utenti, in un settore che si sta ora timidamente affacciando al mondo virtuale”.

  • Catas, formazione sulla verniciatura del legno

    Catas il più grande istituto italiano di ricerca e prove nel settore legno-arredo e un polo d’eccellenza per la ricerca e l’analisi prove pannelli legno, in collaborazione con il Laboratorio del Legno del Polo Tecnologico di Pordenone ha programmato un corso di formazione teorico-pratico dedicato alla verniciatura del legno. Il corso si terrà presso la sede del Laboratorio di Pordenone da lunedì 27 settembre a venerdì 1 ottobre, dalle 9 alle 13 e dal 14 alle 18 e sabato 2 ottobre, dalle 9 alle 13. Il seminario formativo è contraddistinto da una fase teorica e una pratica. Le prime giornate del corso saranno dedicate all’illustrazione delle caratteristiche del legno e dei pannelli, alla conoscenza dei rivestimenti delle superfici e dei prodotti vernicianti impiegati nel settore legno-mobile, nonché all’approfondimento dei sistemi di applicazione ed essiccazione. Da mercoledì, invece, inizierà una fase più pratica che metterà i partecipanti a contatto diretto con gli impianti industriali presenti all’interno del Laboratorio, con la possibilità di mettere in pratica quanto appreso durante la sessione teorica, come l’analisi e prove ai pannelli legno . Sabato 2 ottobre, infine, dalle 9 alle 13, avrà corso l’esame finale con la prova scritta individuale volta ad accertare le conoscenze acquisite dai partecipanti e la prova orale di approfondimento sui temi studiati.

    Questa tipologia di corso è rivolta al personale tecnico delle aziende ed in particolare a chi necessita di una formazione di base generale sulla verniciatura del legno.

    A termine del corso verranno rilasciate delle dispense in formato elettronico e, a fronte di una frequentazione di almeno l’80% delle ore previste e il superamento dell’esame conclusivo, sarà rilasciato al partecipante un attestato finale di “Verniciatore Qualificato”.

    Per maggiori informazioni relativamente al programma e alle modalità di iscrizione contattare lo 0432.747241 oppure scrivere a [email protected].