Tag: Salvo Nugnes

  • Milano Art Gallery: il manager Salvo Nugnes si complimenta con Giorgio Forattini per la sua carriera

    Il manager Salvo Nugnes agente di illustri esponenti del panorama artistico culturale, è un grande estimatore delle mitiche vignette del re della satira Giorgio Forattini e di recente lo ha affiancato come relatore, durante la presentazione del nuovo libro di successo “Guai Ai Vincitori” (Mondadori) tenutasi presso la storica “Milano Art Gallery – Spazio Culturale”.

    Nell’occasione Nugnes ha dichiarato “Le vignette del maestro Forattini sono davvero uniche ed inconfondibili. Il suo stile si è mantenuto sempre attuale nei tanti anni di onorata carriera. Con i suoi disegni satirici riesce a cogliere ed evidenziare al meglio, con arguta sagacia, gli aspetti più distintivi dei personaggi rappresentati e li rende speciali, con le loro peculiari caratteristiche identificative. Le sue satire conquistano un target di fruitori molto vario ed eterogeneo e oltre a scatenare sonore risate e coinvolgente ironia, stimolano anche interessanti riflessioni divulgando importanti messaggi sociali”.

  • Milano Art Gallery: l’Avv. Marco Carra partecipa alla conferenza di Forattini organizzata da Salvo Nugnes

    L’Avv. Marco Carra, consigliere regionale in Lombardia, Lunedì 23 Dicembre 2013, è stato ospite del prestigioso Spazio Culturale “Milano Art Gallery” in occasione dello straordinario incontro con il genio della vignetta Giorgio Forattini. L’evento ha fatto parte del ricco calendario di iniziative del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” organizzato dal manager Salvo Nugnes, allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti, con la partecipazione di grandi personaggi intellettuali del panorama attuale italiano. Carra, avvocato specializzato in Diritto del Lavoro e molto attivo nel sociale afferma “La cultura è una risorsa strategica che in quest’ultimo periodo è stata governata con -poche idee- e abbastanza confuse” e continua “Il disinteresse verso la cultura e il turismo si è tradotto in una costante riduzione delle risorse. Cultura e formazione rendono la persona libera e autonoma. Sono fondamento di civiltà, di progresso e di futuro”.

  • Milano Art Gallery affollatissima per il vernissage della mostra dedicata a Pasolini

    È stato un evento indimenticabile quello tenutosi Lunedì 23 Dicembre 2013 presso la Milano Art Gallery – Spazio Culturale, che ha dedicato una stupenda mostra fotografica al grande mito Pier Paolo Pasolini. L’esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes nella storica galleria milanese di via G. Alessi 11, presenta fino all’11 Gennaio 2014, numerosi scatti inediti del maestro fotografo Roberto Villa, realizzati in Yemen durante le riprese del film di successo “Il fiore delle mille e una notte” del 1974.

    Salvo Nugnes, agente di rinomate personalità della cultura, ha portato con entusiasmo a Milano questa mostra itinerante di grande spessore, che ha toccato le maggiori città del Mondo, come Buenos Aires, Los Angeles e Tallin, che rivela la pura essenza di uno straordinario e talentuoso poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paroliere e scrittore, considerato uno tra i più noti intellettuali del XX secolo.

    “Pasolini è stato il primo al mondo a fare saggi di linguistica e anche cinema” afferma Villa e continua “Mentre tutti gli altri facevano solo letteratura e saggistica o decidevano di dedicarsi solo al cinema lui ha fatto l’uno e l’altro, portandoci a suo modo, all’interno del suo lavoro, le conoscenze linguistiche che aveva maturato studiando e elaborando nuove possibili visioni”.

  • Milano Art Gallery: Marco Carra all’inaugurazione della mostra dedicata a Pasolini organizzata da Salvo Nugnes

    Il Consigliere regionale della Lombardia, Avv. Marco Carra, è stato ospite di uno straordinario evento culturale: l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata al grande regista Pier Paolo Pasolini, tenutasi Lunedì 23 Dicembre 2013, presso la “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. Avvocato mantovano specializzato in diritto del lavoro, Carra, a proposito del binomio cultura/lavoro afferma ” Cultura e formazione rendono la persona libera e autonoma. Sono fondamento di civiltà, di progresso e di futuro” e continua “Con risorse investite in maniera mirata su progetti di valore e condivisi, la cultura diventerà una risorsa strategica, in grado di generare occupazione e futuro.”

  • L’arte di Roberto Villa in mostra alla Milano Art Gallery

    La storica e prestigiosa “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” annuncia una nuova imperdibile mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini: il 23 Dicembre 2013 inaugurerà una straordinaria esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes, degli scatti fotografici che il Maestro fotografo Roberto Villa ha realizzato sul set de “Il fiore delle mille e una notte”, del rinomato regista Pasolini.

    Una documentazione cinematografica unica, come racconta l’autore Roberto Villa nell’intervista che segue.

    D- COME NASCE LA MOSTRA DEDICATA A PIER PAOLO PASOLINI DAL TITOLO “IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE”?

    R- Conosco da circa tre anni il manager Salvo Nugnes, mi ha detto che un giorno avremmo fatto questa mostra e infatti ci è riuscito. La mostra riguarda un lavoro sul film “Il fiore delle mille e una notte” perché sono stato invitato da Pasolini ad essere presente sul set del film nel 1972. Ho incontrato Pasolini a un dibattito sui temi nascenti della trasmissione di film in televisione e dell’interruzione dei film per inserire la pubblicità; tra i presenti c’era anche Pasolini. Ho chiesto se fosse interessato ad una conversazione sul tema del linguaggio cinematografico e lui ha risposto di si, aggiungendo che di lì a poco sarebbe partito per l’Oriente per la realizzazione del film; se avessi voluto avrebbe informato la produzione che ci sarebbe stato un fotografo sul set. Sono rimasto lì per oltre tre mesi, cento giorni circa. È stato un lavoro di documentazione sull’attività di Pier Paolo Pasolini, durante la quale ho discusso con lui dei problemi linguistici che mi interessavano e tutt’ora mi interessano; sono infatti più un critico linguistico prestato alla fotografia che un fotografo vero e proprio. Allora ho abbandonato il lavoro che facevo qui, avevo uno studio fotografico anche di successo, ho lasciato tutto e sono partito. Il linguaggio cinematografico riguarda in sostanza i meccanismi interni ai film, cosa poco nota al pubblico, che solitamente li subisce piuttosto che leggerli, non li conosce e non ne fruisce i contenuti.

    D- DURANTE IL VERNISSAGE DELLA MOSTRA ALLA MILANO ART GALLERY RACCONTERA’ DEL SUO VIAGGIO CON IL POETA-REGISTA AI PRESENTI?

    R- Certamente, suppongo che ci sarà qualcuno che avrà delle curiosità su quanto sta vedendo. Le immagini sono una quarantina su 8 mila scatti; quello che di solito viene esposto è un nucleo di 100 immagini. Per quello che concerne il lavoro è stato realizzato seguendo la modalità rappresentativa dei maestri della pittura e dell’arte dei secoli passati, cioè le composizioni non sono casuali e le immagini sono stampate pari pari alle diapositive che le hanno prodotte; in quel periodo l’immagine era analogica quindi andava su pellicola, e la pellicola che si usava per il colore era la diapositiva. Solamente per uso familiare si usava il negativo da cui si ricavavano le “stampine”, mentre per uso professionale si usava la diapositiva, la quale se non è fatta bene subito è sbagliata, non c’è via di mezzo. Le inquadrature che si vedono seguono i canoni delle sezioni auree, delle prospettive centrali, dei rapporti armonici, quindi tutto quello che chi fa pittura dovrebbe sapere…anche se spesso non è così.

    D- HA INVITATO QUALCHE PERSONAGGIO ILLUSTRE ALL’INAUGURAZIONE?

    R- Preferisco invitare dei competenti, che sono Docenti di tematiche letterarie o cinematografiche. Forse ci saranno, come mi preannunciava Salvo Nugnes, dei personaggi illustri con cui ho parlato nei mesi scorsi che avranno piacere di vedere la mostra, ma il mio punto di riferimento sono gli studiosi, che possono apprezzare il mio lavoro a due livelli: uno sulla specificità del lavoro SU Pasolini, e del lavoro DI Pasolini, e l’altro per la realizzazione fotografica, e qui intervengono più quelli che amano la fotografia, che riescono ad apprezzare le difficoltà con cui si lavorava in quelle condizioni per tirare fuori delle immagini compite e compiute. Il pubblico generale può essere molto incuriosito, chiedermi come era Pasolini, come si comportava, come spesso mi accade, ma alla fine devo dire che nella mia vita ho conosciuto dei geni, ma se lei parla con un genio non ha mai un comportamento diverso da una persona normale, non sta sospeso a mezz’aria, non dice cose incredibili; i geni sono delle persone normali che nella loro attività fanno delle operazioni che hanno una qualità insuperabile.

    D- LA MOSTRA E’ ITINERANTE. IN QUALI PAESI E’ STATA ALLESTITA FINORA?

    R- La mostra su Pasolini si è tenuta in Spagna a La Coruña, città all’estremo Nord Ovest del confine spagnolo, a San Paolo in Brasile, a Buenos Aires, a Los Angeles, a Tallin in Estonia; in Italia è stata presentata per sei mesi alla Cineteca di Bologna, presso la quale è stato aperto un fondo a mio nome, e ancora tre mesi nel 2012 a Casarsa della Delizia, praticamente casa di Pasolini. L’anno prossimo ci sono prenotazioni a Santiago del Cile, Toronto, Genova e altre tappe da confermare. Le mostre vengono solitamente organizzate da Ambasciate e Consolati o dagli Istituti di cultura, quasi mai da Gallerie private; a volte si appoggiano a quest’ultime, come è successo per esempio a Tallin, in cui la mostra è stata inizialmente esposta in una famosa Galleria della città ma poi è stata spostata addirittura al Palazzo del Parlamento.

    D- COME RICORDA LA SUA COLLABORAZIONE CON PASOLINI?

    R- Sul set ho avuto da Pasolini la disponibilità totale, mi muovevo liberamente come fossi stato trasparente; il mio primo intento infatti era quello di non disturbare i lavori in corso. Il nostro rapporto era come quello tra un grande Maestro e uno come me che aveva chiare visioni delle problematiche della comunicazione audiovisiva, ricordando tra l’altro che “audiovisivo” è un termine coniato proprio da Pasolini, con il quale ho parlato molto delle tematiche concernenti il linguaggio cinematografico. Pasolini infatti è stato il primo al mondo a fare saggi di linguistica e anche cinema; mentre tutti gli altri facevano solo letteratura e saggistica o decidevano di dedicarsi solo al cinema lui ha fatto l’uno e l’altro, portandoci a suo modo, all’interno del suo lavoro, le conoscenze linguistiche che aveva maturato studiando e elaborando nuove possibili visioni.

    D- QUALI SONO I SUOI PROGETTI FUTURI?

    R- Penso che questo documento sia importante perché è unico nella storia del cinema; infatti quando si fa qualcosa si riesce a capirla quando la si fa vedere quarant’anni dopo e non è più una foto ma un documento, sono due cose diverse. Se io fotografo oggi una cosa che è sotto gli occhi di tutti ma nessuno fotografa e che se sono l’unico a fotografarla fra qualche tempo quella foto ne sarà l’unico documento disponibile. Non sarà una foto del genio ma un documento disponibile, che potrebbe essere fatto girare presso altre sedi, come io faccio sempre. Inoltre tengo dei seminari sia sul cinema di Pasolini sia nell’ambito della fotografia e dei processi linguistici che sottostanno alla realizzazione di un lavoro fotografico.

  • Milano Art Gallery: Il rinomato manager Salvo Nugnes dedica un grande evento a Pier Paolo Pasolini

    L’esclusivo contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” accoglierà una corposa esposizione di fotografie dedicate a Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes agente di illustri personalità del mondo della cultura. La mostra resterà a disposizione dei visitatori durante le imminenti festività natalizie dal 23 Dicembre fino all’11 Gennaio 2014, con inaugurazione in data Lunedì 23 Dicembre alle ore 18.00. I preziosi scatti sono forniti dall’affermato maestro Roberto Villa.

    Le opere di Pasolini si collocano tra i classici del secondo Novecento. Come D’Annunzio e Pirandello sperimenta tutti i generi della creazione del ventesimo secolo: romanzo, novella, teatro e cinema, critica letteraria e saggistica politica, poesia. Si evince un particolare accostamento dei tre nell’uso della retorica, intesa come strumento dell’argomentare, del persuadere, dell’insegnare, stimolo di passione e ideologia, che viene esibita senza freni e inibizioni in modo palese ed esplicito.

    Si può affermare, che Pasolini ha rappresentato per l’ultimo Novecento il rovesciamento speculare di quanto perpetrato da D’Annunzio a inizio secolo, che dava voce alle parole intese chiamate a colmare le lacune del tempo, le parole intese come gloria e innalzamento del proprio ego. Invece, Pasolini ha dato voce alle parole del rifiuto, della negazione, dell’abiezione. Tra le tante citazioni celebri Pasolini ha dichiarato “Io sono un uomo, che preferisce perdere piuttosto, che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è, che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù“.

  • Milano Art Gallery: Il noto manager Salvo Nugnes presenta la mostra in onore di Pier Paolo Pasolini

    L’esclusivo contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” accoglierà una corposa esposizione di fotografie dedicate a Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes agente di illustri personalità del mondo della cultura. La mostra resterà a disposizione dei visitatori durante le imminenti festività natalizie dal 23 Dicembre fino all’11 Gennaio 2014, con inaugurazione in data Lunedì 23 Dicembre alle ore 18.00. I preziosi scatti sono forniti dall’affermato maestro Roberto Villa.

    Le opere di Pasolini si collocano tra i classici del secondo Novecento. Come D’Annunzio e Pirandello sperimenta tutti i generi della creazione del ventesimo secolo: romanzo, novella, teatro e cinema, critica letteraria e saggistica politica, poesia. Si evince un particolare accostamento dei tre nell’uso della retorica, intesa come strumento dell’argomentare, del persuadere, dell’insegnare, stimolo di passione e ideologia, che viene esibita senza freni e inibizioni in modo palese ed esplicito.

    Si può affermare, che Pasolini ha rappresentato per l’ultimo Novecento il rovesciamento speculare di quanto perpetrato da D’Annunzio a inizio secolo, che dava voce alle parole intese chiamate a colmare le lacune del tempo, le parole intese come gloria e innalzamento del proprio ego. Invece, Pasolini ha dato voce alle parole del rifiuto, della negazione, dell’abiezione. Tra le tante citazioni celebri Pasolini ha dichiarato “Io sono un uomo, che preferisce perdere piuttosto, che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è, che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù“.

  • Agenzia Promoter: il manager Salvo Nugnes organizza la mostra dedicata a Pasolini nella storica “Milano Art Gallery”

    L’esclusivo contesto della galleria milanese “Milano Art Gallery” accoglierà una corposa esposizione di fotografie dedicate a Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes agente di illustri personalità del mondo della cultura. La mostra resterà a disposizione dei visitatori durante le imminenti festività natalizie dal 23 Dicembre fino all’11 Gennaio 2014, con inaugurazione in data Lunedì 23 Dicembre alle ore 18.00. I preziosi scatti sono forniti dall’affermato maestro Roberto Villa.

    Le opere di Pasolini si collocano tra i classici del secondo Novecento. Come D’Annunzio e Pirandello sperimenta tutti i generi della creazione del ventesimo secolo: romanzo, novella, teatro e cinema, critica letteraria e saggistica politica, poesia. Si evince un particolare accostamento dei tre nell’uso della retorica, intesa come strumento dell’argomentare, del persuadere, dell’insegnare, stimolo di passione e ideologia, che viene esibita senza freni e inibizioni in modo palese ed esplicito.

    Si può affermare, che Pasolini ha rappresentato per l’ultimo Novecento il rovesciamento speculare di quanto perpetrato da D’Annunzio a inizio secolo, che dava voce alle parole intese chiamate a colmare le lacune del tempo, le parole intese come gloria e innalzamento del proprio ego. Invece, Pasolini ha dato voce alle parole del rifiuto, della negazione, dell’abiezione. Tra le tante citazioni celebri Pasolini ha dichiarato “Io sono un uomo, che preferisce perdere piuttosto, che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è, che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù“.

  • Scatti fotografici dedicati a Pasolini in mostra alla Milano Art Gallery

    Un appuntamento imperdibile e di forte risonanza pubblica, si terrà Lunedì 23 Dicembre alle ore 18.00 nella storica “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11 a Milano, con il vernissage inaugurale della speciale mostra fotografica su Pier Paolo Pasolini, organizzata dal manager Salvo Nugnes agente di noti personaggi e artisti. L’esposizione di scatti inediti e sorprendenti resterà in loco fino all’11 Gennaio 2014 ed è visitabile ad ingresso libero. Nell’occasione il maestro Roberto Villa racconterà l’esperienza vissuta durante le riprese del celeberrimo film “Il fiore delle mille e una notte” di Pasolini, sul set del quale è rimasto per 100 giorni e di cui conserva un intenso ricordo indelebile.

    I primi contatti di Pasolini con il mondo del cinema risalgono al 1950, quando scrive sceneggiature per Mauro Bolognini e Mario Soldati. Il primo film da regista, dal titolo “Accattone” lo realizza nel 1961. In questa fase iniziale il suo cinema appare come la trascrizione in immagini dei suoi primi romanzi, con particolare attenzione ai suoi principali riferimenti figurativi e culturali, da Masaccio a Piero Della Francesca, piuttosto che seguire una precisa tradizione cinematografica.

    Il periodo della contestazione giovanile determina una pausa nella produzione, che gli serve per elaborare una nuova teoria del linguaggio cinematografico, individuando il superamento dello schema naturalistico a vantaggio di una scrittura filmica, che evidenziasse la presenza della macchina da presa, rendendo visibile la procedura tecnica, che genera l’immagine. In tale fase tutto per lui significa sconfitta e incapacità di comprendere il presente con le sue novità. I film diventano dunque espressione della crisi di una personalità, che accantonato lo spirito rivoluzionario cerca di fuggire dalla realtà indotto da un sentimento tragico della vita.

    Sull’onda di questo percorso esistenziale, Pasolini viene ispirato nel creare la cosiddetta “trilogia della vita” a cui appartengono in ordine cronologico le 3 opere capolavoro “Decameron” (1971), “I racconti di Canterbury” (1972), e “Il fiore delle mille e una notte” (1974). Combatte le sue ultime battaglie sui tabù sessuali armato unicamente delle leggi della natura, che nella sua visione raggiungono la purezza soltanto se liberate dai vincoli educativi e religiosi e dopo aver dato sfogo ai piaceri carnali.

    Nell’ultimo film “Salò e le 120 giornate di Sodoma” (1975) emerge una dimensione di battaglia persa, una prospettiva senza futuro e venata da violenza e sangue. Da molti viene concepito come un vero e proprio testamento simbolico. Uscirà nelle sale dopo la sua morte avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975.

  • Evento imperdibile: Giorgio Forattini in conferenza per il Festival “Cultura Milano” organizzato da Salvo Nugnes

    “Cultura Milano” accoglie come graditissimo ospite il re della satira italiana Giorgio Forattini, che presenta il nuovo libro “Guai ai Vincitori” (Mondadori) in data Lunedì 23 Dicembre alle ore 18.00 nel contesto prestigioso della galleria milanese “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11. “Cultura Milano” e’ il Festival Artistico Letterario ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti con incontri ad ingresso libero, che annoverano esponenti di spicco tra cui Bruno Vespa, Roberto Gervaso, Mario Luzzatto Fegiz, l’indimenticabile Margherita Hack, Paolo Limiti, Silvana Giacobini, Francesco Alberoni.

    Il testo di Forattini è l’annuale appuntamento natalizio in forma di simbolico diario di bordo a vignette di un anno tragicamente comico, illustrato con graffiante arguzia condita da esilarante ironia, che va dalla caduta del governo Monti alla nascita del barcollante governo Letta.

    Vignettista di fama internazionale, è stato lanciato da Paese Sera e ha collaborato con Panorama, Il Giornale, la Repubblica, L’Espresso, La Stampa. Ha pubblicato tantissimi libri di successo e venduto ben 3 milioni di copie. Di lui racconta “Ho cominciato a quarant’anni, prima facevo il rappresentante di commercio nel sud Italia. Bisogna pensare, che se non si vende non si mangia, così ho imparato a raccontare le barzellette. Amavo disegnare, ma non potevo vivere dei miei disegni. Mio padre non voleva che facessi l’artista, ma preferiva una carriera solida. Però io cominciai a studiare teatro all’Accademia, dove c’erano anche Sofia Scicolone e Lina Wertmuller, che studiava regia. Nel 1969 ho partecipato a un concorso per un nuovo personaggio a fumetti per Paese Sera e vinsi, iniziando a lavorare come grafico. La prima vignetta satirica politica fu su Panorama nel 1973, mi scoprì Gianluigi Melega. Poi Paese Sera si accorse, che il suo grafico era anche il Forattini, che faceva le vignette e così mi proposero di farle sul giornale”.

    Forattini dice di non sapere con precisione come nasce una vignetta e spiega “So solo, che nasce sempre e comunque. Nasce in mezz’ora ed è disegnata al massimo in un’ora”. Dichiara, che i suoi maestri di riferimento sono stati Guareschi per il suo coraggio e Jacovitti per il segno. Ritiene che “La vignetta muta è il massimo, ma il -calembour- è una fonte inesauribile di comicità”.