Tag: psicologia

  • Transgender Analysis


    Nuovo Libro
    L’inconsapevole… e Silente Potere delle Donne

    il libro, “scevro da misoginia e misandria
    è un’analisi semiologica, esclusivamente contemporanea, vissuta e redatta da una Transgender di Torino,
    la quale estrinseca, interpreta e dipana la complessità delle controverse convenzioni sociali con esempi e sillogismi che, a poco a poco, appalesano una realtà difforme da quella usualmente percepita…

    sito dell’autrice Lucretia Serthra :
    http://ilpoteredelledonne.ilcannocchiale.it

    introduzione e 1° capitolo sul sito dell’editore www.lulu.com

  • First Psychology International Forum

    Il First Psychology International Forum si propone come un evento fondamentale per le scienze psicologiche. Il Forum sarà luogo di incontro e di scambio per la comunità scientifica internazionale grazie alla partecipazione di figure di spicco nel panorama della psicologia mondiale.

    I tre giorni di lavoro saranno scanditi da Conferenze , Workshop, Convegni e Laboratori in cui relazioni e contributi orali si alterneranno ad attività sperimentali.

    Di particolare valore formativo saranno attività quali supervisioni e gruppi di lavoro tenuti da specialisti di chiara fama che garantiranno un elevato livello di pragmaticità e un approfondimento degli aspetti applicativi della psicologia.

    I Contributi saranno estremamente variegati nell’intento di fornire un ventaglio di proposte esauriente e onnicomprensivo dei diversi approcci psicologici attualmente presenti sulla scena internazionale.

    Anche gli ambiti di provenienza degli espositori è altamente differenziato: Università, Scuole di Specializzazione in psicoterapia, Editori, Associazioni di psicologia.

    La differenziazione dei contributi, gli approcci diversificati e la partecipazione a carattere internazionale sono a garanzia della vivacità dell’evento.

    Il Forum non vuole essere solamente un’occasione per individuare lo stato dell’arte della psicologia ma piuttosto si propone come un nuovo punto di partenza. Sviluppo e divenire sono le parole chiave che guideranno i lavori. Obiettivo ultimo del Forum è quello di fornire una lettura in prospettiva della psicologia e dei suoi ambiti applicativi con l’intento di creare nuove possibilità di intervento e di stimolare un costante sviluppo della materia all’interno di una cornice di elevata scientificità.

    Gli espositori e relatori possono aderire al Forum presentando la propria candidatura che verrà attentamente valutata dal Comitato Scientifico.

  • Psicologi Roma

    La vita nelle grandi città è molto affascinante soprattutto per chi non ama la routine, ma ogni luogo ha i suoi pro ed i suoi contro.

    I contro che dobbiamo affrontare in una città come Roma sono sicuramente quelli che ci portano un notevole carico di stress quotidiano: il traffico, la folla, le enormi distanze tra un posto e l’altro della città, la vita frenetica, e le continue corse per riuscire ad “incastrare” tutto quello che abbiamo da fare in una giornata sola.

    Qualcuno potrebbe dire che quest’ultimo problema è comune a chiunque indipendentemente dalla città in cui si vive, ma la risposta potrebbe essere che se noi impiegassimo meno tempo nel traffico, nell’attesa dei mezzi pubblici etc. avremmo più tempo per noi e quindi potremmo evitare di stressarci in corse inutili.

    Alcune persone ad un certo punto non ce la fanno più e crollano.
    E allora che fanno? Parlano con i familiari, con le amiche, si prendono una vacanza, dopodiché tornano punto e da capo.
    Ma non è solo lo stress quotidiano che porta al crollo, è quello più i problemi che ognuno di noi ha nella propria vita.
    A volte parlare con qualcuno che non ci conosce, che non può giudicarci ma che può davvero aiutarci è il primo passo per la risoluzione dei nostri problemi.

    E chi meglio di uno psicologo può aiutarci in questo?
    Lo psicologo non è altro che colui che può aiutarci a capire da dove provengono i nostri problemi e ci aiuta a risolverli ed a trovare un equilibrio interiore che non sempre da soli riusciamo a raggiungere.
    Se sei alla ricerca di un elenco di psicologi a Roma consulta il nostro sito www.psicologi-italiani.it

  • L’altro lato della Luna. Piccolo manuale di ricerca interiore


    ISBN: 9788896096338
    Autore: Daniele Canini
    Collana: Narrativa
    Pagine: 76
    Prezzo: 10,00 €

    Descrizione: Se possiamo sentire la nostra positività, la nostra fragilità e la nostra tenerezza, il mondo ci apparirà tenero. Se sentiamo la nostra durezza e la nostra rigidità, saremo sempre in lotta con il mondo.

    L’ altro lato della luna è una metafora di un cammino psicoterapeutico. All’ interno del testo, un racconto facile e comprensibile da tutti, vengono citati aforismi e riferimenti a diversi concetti che hanno fatto la storia della psicoterapia. È un viaggio trasversale. Si passa da epistemologie occidentali appartenenti alla scuola di Palo Alto in California, fino a toccare temi squisitamente orientali, propri della cultura buddista. Dai concetti della psicoterapia sistemica, fino ad arrivare alla meditazione Vipassana.

    Note sull’Autore: Dott. Daniele Canini, psicologo e psicoterapeuta, vive e lavora a Rimini. Conferenziere presso congressi di livello nazionale ed internazionale, ama unire l’arte della psicoterapia alle filosofie orientali. Altri dettagli sul sito www.canini.com

  • Il Vangelo secondo una Psicologa


    ISBN: 9788896096376
    Autore: Valentina Sciubba
    Collana: Saggistica
    Pagine: 108
    Prezzo: 10,00 €
    Descrizione: Tra i tanti Vangeli apocrifi, questo Vangelo secondo una psicologa rappresenta sicuramente un affascinante viaggio di conoscenza. Tale scritto, una sorta di “metavangelo”, ci guida nella comprensione del linguaggio utilizzato dagli evangelisti per raccontare la vita di Cristo, e prova a svelarcene i significati inconsci e più reconditi. L’interpretazione e l’analisi psicologica si fa bisturi e cerca di farci entrare nella psiche del linguaggio. Il risultato è la scoperta di un sentiero interpretativo, certamente quantistico ma frutto dello studio psicodiagnostico, dei vangeli stessi. L’autrice si è soffermata su alcuni brani particolarmente rilevanti dal punto di vista dell’analisi psicologica e, utilizzando un linguaggio semplice ed accessibile per qualsiasi neofita della materia, ci conduce per mano in questa indagine psicologica che apre inequivocabilmente un’originale prospettiva sul legame tra psiche umana e ispirazione divina.
    Per i suoi contenuti e la metodologia usata dall’autrice il testo si rivela anche ricco di spunti atti a stimolare il dialogo tra diverse fedi e religioni.

    Valentina Sciubba si è laureata in Psicologia presso l’Università La Sapienza di Roma. Nella stessa città ha perfezionato la propria formazione presso la sede affiliata del Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo e la Federazione Italiana Gestalt. Ha svolto attività di ricerca sulle ripercussioni dello stress e della sofferenza psicologica a livello somatico, con riguardo a varie patologie. Ha maturato anche una significativa esperienza nel campo delle tossicodipendenze. Svolge la propria attività di psicologa-psicoterapeuta a Roma.
    È autrice, assieme ad altri, degli articoli: La reattività allo stress nei pazienti affetti da psoriasi, Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia, 2005; Silvia lo sai…, Note di Pastorale Giovanile, Ed. LDC 1999.
    Ha inoltre pubblicato vari articoli su temi di psicoterapia e politica professionale su diversi siti internet che si occupano di psicologia. Ulteriori informazioni sull’autrice sono rinvenibili sul sito: www.valentinasciubba.it

    http://www.andmybook.it/2009/07/24/il-vangelo-secondo-una-psicologa/

  • APD: i primi risultati


    I primi mesi di sperimentazione del servizio di Assistenza Psicologia telefonica ai dipendenti di 5 aziende lombarde hanno fatto emergere importanti feedback rispetto all’iniziativa e alla sua efficacia.
    In primis è emerso un forte interessamento all’iniziativa da parte dei dipendenti che si sono rivolti in maniera massiccia agli esperti del Centro. Sicuramente la curiosità per la proposta ha giocato un ruolo fondamentale nello spingere i dipendenti a trasformarsi in utenti del servizio – spiega la Dott.ssa Valentina Penati del Centro FerrariSinibaldi. Un altro elemento che sembra correlato positivamente con il successo dell’iniziativa corrisponde alla garanzia di privacy. Spesso, infatti, e non è solo un luogo comune, non ci si rivolge alla figura dello psicologo per vergogna o per il timore di essere considerati “pazzi” da che ci circonda. Questo è tanto più vero se prendiamo come contesto di riferimento l’ambito aziendale dove risulta molto facile essere esposti alle osservazioni, alle critiche o ai giudizi altrui.
    Dalle prime rilevazioni, emerge un’utenza che per lo più si rivolge al servizio per problematiche inerenti la sfera personale. Una spiegazione di tale fenomeno può essere rintracciata nel fatto che il tempo e le energie che vengono destinate al lavoro sono particolarmente consistenti nella vita di ciascuno di noi. Pertanto, molti problemi relazionali, familiari e, più in generale, personali vengono a trovarsi in secondo piano o vengono imputati proprio al lavoro che sottrae serenità alla vita privata.
    Inoltre, tutto ciò che riguarda la dimensione personale è molto coinvolgente sul piano emotivo e in funzione di questo causa disagi e sofferenze più profonde per le quali cercare un supporto. La disponibilità di una figura professionale a cui rivolgersi per cercare un confronto su questi aspetti viene colta come importante occasione per dedicare uno spazio al proprio benessere.
    Non va poi dimenticato che il servizio viene offerto dall’azienda, per questo in un certo senso l’utente si sente legittimato ad usufruirne perché consentito dall’azienda. E’ questo un importante cambio di prospettiva che porta il dipendente a non vedere più il proprio malessere come un ostacolo al lavoro o come qualcosa di non gradito all’azienda (in particolar modo in questa epoca storica orientata alle performance e alla produttività), quanto piuttosto come una parte normale della persona che l’azienda riconosce, legittima e per la quale cerca di fornire una prima soluzione.

  • Il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuali. Perché?


    La cronaca riporta un numero sempre crescente di incidenti sul lavoro spesso mortali altre volte con conseguenze meno gravi ma pur sempre traumatiche sia sul piano fisico che psichico.
    La ragione di questi incidenti viene spesso imputata (e frequentemente è così) ad inadeguatezza degli ambienti di lavoro che non garantiscono i parametri minimi di sicurezza per i propri dipendenti. In altre occasioni, invece, gli incidenti sono il frutto del mancato rispetto di norme di sicurezza e dell’utilizzo dei cosiddetti DPI – dispositivi di protezione individuali. Ma perché se esistono e sono disponibili degli strumenti per proteggersi e per evitare di incorrere in inutili rischi, i lavoratori non ne fanno uso?
    Posto che la percezione del rischio è un fenomeno del tutto individuale, per cui ciascuno di noi percepisce il medesimo evento con sfumature di pericolosità diverse, è frequente incontrare lavoratori che decidono di non utilizzare i DPI in quanto considerati fastidiosi, inutili o esagerati per la tipologia di lavoro svolta.
    E’ probabile che sia fastidioso indossare un caschetto di plastica o una tuta ignifuga, ma il disagio non sembra poter essere l’unico fattore che porta a scegliere di rischiare e di non proteggersi a fronte di un pericolo.
    Il tema del controllo, spiega la dott.ssa Penati psicologa del Centro FerrariSinibaldi, può aiutarci a dare una risposta a questo interrogativo. Essere coinvolti in prima persona in un’attività (a maggior ragione se questa è di tipo manuale e prevede un contatto fisico e diretto con gli strumenti di lavoro) porta l’individuo a credere di avere su di essa piena padronanza, un totale controllo degli effetti e delle conseguenze delle proprie azioni. 
    Questo meccanismo è dimostrato dal fatto che ci si preoccupa di più per l’integrità altrui che non per la propria. Un esempio tratto dalla quotidianità può essere quello dell’ansia che accompagna l’attesa di una persona che sta affrontando un lungo viaggio in automobile. Un minimo ritardo può portare a pensare che la persona abbia avuto qualche problema, generando in colui che attende tensione emotiva e agitazione.
    Di contro, quando la persona è nei panni di colui che è in ritardo tende a minimizzare l’evento e a non comprendere perché gli altri si preoccupino per lui proprio perché è consapevole di quanto sta avvenendo e ne ha il pieno controllo. Sugli altri, sul lavoro e sulle azioni altrui non è possibile esercitare un controllo diretto con la conseguente percezione di impotenza e minaccia di pericolo. La percezione del controllo elimina quindi quella del rischio e pertanto le campagne di sensibilizzazione e di formazione tradizionalmente basate sull’informazione al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione non sono sufficienti, nemmeno quando gli incidenti e le tragedie ne testimoniano l’utilità.
    Il Centro FerrariSinibaldi sta sperimentando un protocollo pratico di formazione che, come sostiene la dott.ssa Penati, permette di rendere tangibile e concreta la percezione del rischio e di aumentare l’adesione alle norme di sicurezza.

  • Stress lavorativo, sesso e cibo


    Affaticamento e calo del desiderio sessuale sono i primi e più diffusi sintomi che si manifestano sul nascere di una patologia legata allo stress lavorativo. Ricorrono molto spesso anche i cosiddetti comportamenti compensatori, la tendenza cioè a gratificarsi più del necessario con cibi grassi o con assunzione di alcool abbondante e di scarsa qualità.
    Questi i risultati della ricerca del Centro Specialistico FerrariSinibaldi sui nuovi bisogni delle persone che si rivolgono al loro Centro Clinico per un consulto e su un ampio campione di dipendenti di piccole e grandi aziende.
    Dalla ricerca emerge chiaramente come lo stress lavoro correlato ad alti livelli e prolungato
    nel tempo favorisca un generale abbassamento delle energie fisiche e una marcata difficoltà nei tempi di recupero fisiologici. Di conseguenza si spiega il senso generale di affaticamento e i calo di desiderio sessuale, sostenuto anche dalla perdita di motivazione e senso del piacere. Talvolta si assiste a comportamenti sessuali inusuali, rari nella frequenza ma caratterizzati dalla ricerca di situazioni nuove e fortemente emotive, dimostrando il bisogno di riappropriarsi di maggior controllo e di sensazioni appaganti al di fuori della quotidianità.
    Per comprendere bene il fenomeno è necessario considerare lo stress lavorativo non come lo stress derivante dal normale adattamento alle richieste quotidiane di performance lavorative, ma focalizzando la proprio attenzione sui quegli ambienti ricchi di fattori di rischio stress in cui non vengono attuate modalità di prevenzione adeguate e concessi tempi di recupero fisiologici per il nostro organismo e la nostra mente.

  • Gli Psicologi diventano architetti contro lo Stress


    L’interesse per lo stress e per le sue manifestazioni nei luoghi di lavoro è andato gradualmente crescendo nel corso degli ultimi trent’anni, lo stress nei luoghi di lavoro ha delle conseguenze indesiderate per la salute e la sicurezza degli individui, nonché per la salute delle organizzazioni. Questa convinzione si riflette anche nell’interesse dimostrato dalla recente normativa sulla sicurezza (Testo Unico dlgs 81 2008) che impone ai datori di lavoro di monitorare, ridurre e prevenire il rischio stress legato alla vita professionale dei lavoratori.
    La riduzione di questo rischio passa anche attraverso la progettazione di ambienti di lavoro ispirati ai principi della psicologia cognitiva e della psicoanalisi, come afferma la dott.ssa Valentina Penati del Centro FerrariSinibaldi al Convegno Opl presso l’Università Cattolica di Milano.
    Accanto allo studio dei colori e dei materiali si è oggi in grado di stabilire che uno specifico posizionamento degli arredi e degli strumenti di lavoro previene e riduce lo stress. Esiste dunque la possibilità di migliorare il benessere e la salute dei lavoratori agendo sull’architettura dei luoghi di lavoro.
    Le osservazioni condotte dagli psicologi del Centro FerrariSinibaldi rivelano come, ad esempio, le inclinazioni dei piani di lavoro, l’uso di superfici riflettenti e la riduzione del numero di oggetti presenti su scrivanie e piani di lavoro riduce la dispersione dell’attività cognitiva con conseguenti benefici sui livelli di stress percepito. La presenza di spazi chiusi ove riporre raccoglitori e strumenti, e l’utilizzo di armadi e contenitori che si integrano nell’ambiente circostante quasi mimetizzandosi (ad es. armadi a muro oppure dello stesso colore delle pareti), riduce il dispendio delle risorse cognitive ed emotive. Le evidenze sperimentali, sostiene la dott.ssa Penati, ci portano ad affermare che un ambiente “pulito”, privo di ruvidità e di interruzioni incide positivamente sulla riduzione dello stress.
    Gli psicologi del Centro FerrariSinibaldi hanno sperimentato la collaborazione con gli architetti per definire ambienti fisici le cui caratteristiche aiutino ad eliminare lo stress negli ambienti di lavoro al fine di dimostrare che una corretta progettazione degli spazi aumenta il benessere dei lavoratori. I primi risultati sperimentali evidenziano una significativa riduzione dei disturbi psicosomatici che costituiscono il principale segnale d’allarme per lo stress.

    Contatti
    Centro Specialistico Integrato – FerrariSinibaldi
    Via Bellotti 15 – 20129 Milano
    Tel. 02 29524018
    http://www.ferrarisinibaldi.it