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  • Dal laboratorio controlli qualità mobili Catas, prove su materiali e vernici per verificare le proprietà antibatteriche delle superfici

    E’ ormai appurato che l’igiene rappresenta un elemento di particolare importanza per tutti. In questo senso cresce sempre di più la sensibilità da parte dei consumatori nei confronti della protezione delle superfici dalla contaminazione microbica negli ambienti di vita, soprattutto per la prolungata permanenza delle persone negli ambienti interni, siano essi domestici, piuttosto che uffici pubblici e privati, strutture comunitarie (ospedali, scuole, caserme, alberghi, banche, etc.), locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive, etc.), mezzi di trasporto pubblici e/o privati (auto, treno, aereo, nave, etc.),
    Il laboratorio controllo qualità mobili dell’Istituto Catas di San Giovanni al Natisone è particolarmente impegnato nella valutazione degli indici di contaminazione microbiologica negli ambienti di lavoro e anche in campionamenti e analisi di prova su materiali, vernici e superfici rispondendo così a una necessità sempre più diffusa tra i produttori di materiali nei diversi settori.
    La possibilità di conoscere l’idoneità di un certo materiale a determinate lavorazioni o la compatibilità di determinate materie prime, sono importanti informazioni che possono essere ottenute con accurate analisi fisico-chimiche e meccaniche. Le analisi sui materiali e il patrimonio di conoscenze del Catas possono dunque aiutare le aziende ad operare le scelte migliori, in particolare nell’ambito delle emissioni di composti organici volatili e sulla verifica della qualità delle superfici antibatteriche, settori in cui l’istituto offre alle aziende abbonate un servizio completo di verifica sui prodotti e di informazione sul panorama legislativo italiano ed estero. Nel 2008 la US Environmental Protection Agency ha registrato cinque prodotti in lega di rame con la rivendicazione che il rame “uccide il 99,9% dei batteri in due ore”. Tale rivendicazione era supportata dalla scoperta che gli oggetti realizzati in leghe di rame (corrimano, maniglie, pulsanti di chiamata, rubinetti), esposti ad un ambiente con un notevole carico microbiologico, erano soggetti a una contaminazione microbica molto più bassa rispetto ad altri materiali.
    L’idea di superfici attive capaci di eliminare i germi dopo un breve periodo di contatto è molto attraente, anche per la vasta gamma di applicazioni possibili come pavimenti, pareti, superfici di mobili e oggetti destinati ad essere manipolati da molti utenti. Di qui la ricerca di composti e molecole che incorporati in materiali diversi (tipo l’argento, il triclosan, il biossido di titanio), impediscano la proliferazione di microrganismi nocivi.
    L’argento è noto da secoli per le sue proprietà antisettiche. L’azione antibatterica dell’argento si basa sulla capacità degli ioni argento, biologicamente attivi, di interagire con i siti di legame nelle membrane cellulari di un ampio spettro di batteri e di danneggiarne irreversibilmente i principali sistemi enzimatici, impedendone così la proliferazione. Gli antimicrobici a base di argento utilizzano un meccanismo di scambio ionico a rilascio graduale che garantisce un effetto di lunga durata.

    Il triclosan inibisce la crescita di microorganismi come alghe e batteri mediante un meccanismo elettrochimico di penetrazione e distruzione delle pareti cellulari. Il danno alle pareti cellulari comporta la fuoriuscita di metaboliti e la disattivazione di altre funzioni cellulari, con conseguente inibizione della riproduzione cellulare.

    Gli antimicrobici a base di isotiazolinone hanno un ampio spettro di attività su diversi microorganismi, interagendo e ossidando le funzioni tioliche accessibili delle cellule.

    Gli antimicrobici a base di zinco piritione inibiscono la crescita di funghi, lieviti, muffe e batteri. Il meccanismo d’azione consiste nella depolarizzazione della membrana con conseguente inibizione dei processi di trasporto del substrato. È utilizzato come antivegetativo in vernici e sigillanti.

    Il biossido di titanio può uccidere i batteri dopo attivazione con luce UV. Incorporato in formulati per pitture, riduce la contaminazione superficiale da batteri e altre sostanze organiche mediante reazioni di fotocatalisi, cioè ossidazioni attivate dalla luce.

    Gli agenti antimicrobici sono stati utilizzati tradizionalmente per proteggere i prodotti dal biodeterioramento e per prolungare la loro durata in servizio, e il loro utilizzo come mezzo per contrastare attivamente la deposizione e la proliferazione di germi sulle superfici è relativamente recente. In effetti, il primo standard internazionale finalizzato a valutare l’efficacia antibatterica delle superfici (ISO 22196) è stato pubblicato solo nel 2007 ed allora aveva come campo di applicazione le sole materie plastiche. La seconda edizione del 2011, invece, (Misura dell’attività antibatterica sulle superfici plastiche e su altre superfici non porose) ha esteso lo scopo anche a superfici non porose generiche, permettendo quindi di coprire anche altri prodotti come elettrodomestici, oggetti per la cura della persona, per uso medicale, accessori per gli animali domestici, accessori per gli interni degli aerei e molto altro ancora.
    La norma internazionale eredita la metodologia di prova già sviluppata in Giappone nel 2000 con lo Japanese Industrial Standard JIS Z 2801: 2000 Prodotti antimicrobici. Test per l’attività antimicrobica ed efficacia. La pubblicazione anteriore dello standard JIS rispetto all’ISO è un segno della cura per l’igiene radicata nello stile di vita giapponese e dell’attenzione di questa popolazione per le nuove tecnologie disponibili per migliorare le condizioni igieniche.

    Il laboratorio controllo qualità mobili di Catas, che concorre al miglioramento della qualità e dell’affidabilità dei prodotti, a vantaggio degli utilizzatori e dell’ambiente, applica questi metodi di prova a vernici e superfici, rispondendo così ad una necessità sempre più diffusa tra i produttori di materiali per il rivestimento dell’arredo, anche per uso domestico. E per i produttori che vogliono certificare i loro prodotti antibatterici, l’Istituto raccomanda un attento uso dei rapporti di prova emessi dai laboratori di certificazione.
    Questi rapporti devono infatti contenere alcune informazioni essenziali: il riferimento al metodo di prova utilizzato, l’unità di misura con cui sono espressi i risultati e la descrizione dettagliata del materiale di prova. Senza queste informazioni è impossibile per l’utente confrontare le prestazioni di diversi prodotti e scegliere quello più adatto per l’impiego desiderato. E’ inoltre importante ricordare che i risultati ottenuti con un certo metodo di prova si riferiscono alle condizioni sperimentali specificate nel metodo e non riflettono l’attività antibatterica in altre situazioni dove una varietà di fattori quali temperatura, umidità, presenza di diverse specie batteriche e nutrienti devono essere presi in considerazione.

  • Catas, primo Forum tecnico-scientifico dedicato all’innovazione del mobile

    San Giovanni al Natisone (Ud), ottobre 2011 – “Il mobile – tecnoscenari in evoluzione” sarà questo il tema centrale del primo Forum tecnico-scientifico dedicato all’innovazione del mobile in scena a San Giovanni al Natisone, in provincia di Udine, il prossimo 10 febbraio 2012. Questo primo appuntamento vuole essere un’occasione speciale di approfondimento, discussione e dialogo sugli sviluppi e le tendenze del mobile in atto sia a livello italiano che internazionale.

    Un invito dunque ai principali costruttori di macchinari, fornitori di tecnologie e produttori di materiali per le aziende dell’arredo a presentare le loro più recenti innovazioni e avere così la possibilità di esporle e argomentarle in qualità di relatori ad un vasto pubblico di possibili fruitori.
    Il Comitato Scientifico, composto da personalità autorevoli dell’Università di Udine, Trieste e Torino e dalla direzione del Catas, selezionerà le relazioni valutandone i contenuti tecnici e il grado di innovazione. Il termine per la raccolta delle relazioni è fissato per il 31 ottobre 2011.

    Da sempre il Catas, il maggiore istituto per la ricerca, prove e certificazione prodotto d’arredamento, è luogo di incontro tra fornitori di tecnologie e produttori: i primi per qualificare il loro prodotto, i secondi per migliorarne le prestazioni. Per questo il Catas rappresenta la cornice ideale per questo tipo di evento, che oltre ad essere caratterizzato da una forte connotazione tecnica vuole essere anche occasione di scambio di informazioni e conoscenze tra operatori del settore.

    Maggiori informazioni sulle modalità di presentazione dei progetti e l’iscrizione. Consultare il sito www.catas.it nell’apposita sezione dedicata al Forum. I relatori avranno diritto all’iscrizione gratuita. La Segreteria Organizzativa è operativa dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00 dal lunedì al giovedì, il venerdì dalle 8.00 alle 12.00.

    Il Forum si svilupperà su una giornata di lavoro, suddivisa in due sessioni dedicate ad altrettanti argomenti di forte attualità:
    1° sessione: “Lotto 1, lotto 100, lotto 1000. Dal prodotto personalizzato alla produzione in serie. Quali tecnologie e materiali per ottimizzare la competitività”.

    L’innalzamento del livello qualitativo della produzione italiana nel comparto dell’arredamento, a discapito della produzione di grandi lotti a basso costo, sempre più demandata a Paesi emergenti, ha determinato la diffusione della produzione di lotti di ridotte dimensioni. Le strategie di abbattimento dei costi hanno inoltre imposto di ridisegnare il lay-out del reparto produttivo sempre più indirizzato verso il “just in time”. La continua riduzione dei tempi di consegna ha reso preponderante la necessità di attrezzature versatili e multifunzione, programmabili facilmente e rapidamente e in grado di eseguire molteplici lavorazioni. Un’ulteriore frontiera dell’ottimizzazione della produzione è rappresentata dai sistemi automatizzati per l’individuazione dei difetti di lavorazione in linea di produzione, che consentono il risparmio delle risorse che un tempo venivano dedicate al controllo qualità a fine linea fissando inoltre dei criteri oggettivi, anche condivisi con i clienti, per la definizione degli standard qualitativi.

    2° sessione: “Pannelli e rivestimenti con specifiche prestazioni per rispondere alle esigenze del mobile del futuro”.

    L’industria dei pannelli a base legno, con una capacità produttiva che ormai, nel solo settore dei truciolari, in Europa supera i 5 Mm3/anno, è in grado di rispondere alle più disparate esigenze realizzative grazie alla disponibilità di innumerevoli soluzioni progettuali. Basti citare l’esempio del tamburato, che viene utilizzato sempre più diffusamente anche in soluzioni orizzontali che richiedono proprietà di resistenza meccanica, in virtù del continuo miglioramento delle sue prestazioni. Le tecnologie per il rivestimento dei pannelli sono poi un settore in forte sviluppo, sia per quanto riguarda il rivestimento superficiale che la bordatura.

  • Il laboratorio controlli del Catas ha testato la resistenza e l’ergonomia dei seggiolini del nuovo Juventus Stadium:

    Il laboratorio controlli del Catas ha testato la resistenza e l’ergonomia dei seggiolini del nuovo Juventus Stadium. Bello, moderno e avveniristico, il nuovo stadio della squadra bianconera, inaugurato da Andrea Agnelli l’8 settembre scorso davanti ad oltre 40 mila tifosi bianconeri è un impianto sportivo senza precedenti. Oltre a rispondere ai criteri architettonici più moderni e alle esigenze calcistiche più sentite, il nuovo stadio risponde anche ai più importanti criteri di eco-sostenibilità e sicurezza. E particolare attenzione è stata riservata anche agli aspetti di sicurezza degli spalti e l’ergonomia dei seggiolini. Per questo la Mondo spa, l’azienda incaricata nella fornitura ed installazione dei seggiolini dello stadio, nella fase di supervisione, progettazione e collaudo del prodotto, si è avvalsa del supporto del laboratorio controlli, prove e ricerca del Catas.
    Un prodotto di design le cui prestazioni dei materiali utilizzati e le caratteristiche ergonomiche di resistenza e durabilità sono state verificate secondo i requisiti delle più severe norme di riferimento europee in materia.

    Ogni elemento di questo stadio, sia delle aree interne che di quelle esterne, è ispirato all’eccellenza del design industriale e i qui i tifosi possono trovare un luogo sicuro dove portare la famiglia per passare un momento di svago stando vicini alla loro squadra del cuore.
    il Catas copre un vasto campo di prove e ricerche sia sui materiali sia sui prodotti finiti: prove fisico-meccaniche, analisi chimiche, prove di resistenza, durata e sicurezza su mobili, componenti ed ausili tecnici per disabili, prove di reazione al fuoco e ancora, controlli analitici su alimenti e bevande (analisi settore vitivinicolo, prodotti alcolici da distillazione e liquori, e analisi per la caratterizzazione chimico-merceologica di granaglie, prosciutti, ecc.). E poi formazione, certificazione di prodotto, consulenze per l’ottenimento di certificazioni ambientali (LCA, EPD) e assistenza sulla legislazione in materia di adempimenti ambientali (MUD). Con il suo laboratorio controlli il Catas effettua un lavoro di certificazione rimanendo costantemente a fianco del tessuto produttivo sia a livello locale, sia a livello nazionale ed internazionale.

  • Sicurezza arredamento: Catas in prima linea nella definizione delle norme tecniche internazionali

    Da anni il Catas è al centro dei tavoli di lavoro internazionali attorno ai quali si definiscono tutte le metodologie di prova per la sicurezza arredamento. E proprio nei giorni scorsi, nella sede dell’istituto friulano, si è svolto l’incontro periodico del gruppo di lavoro 9 del Comitato di normazione TC 207, responsabile della stesura delle norme tecniche sui mobili in ambito europeo.

    Sotto la guida della presidenza e segreteria italiana, il comitato 207 è impegnato in un’opera di generale riorganizzazione e razionalizzazione delle norme di settore, volta a ridurne il numero, accorpando e armonizzando le norme simili, riducendo così la necessità per i produttori di sottoporre a prova più volte e con modalità diverse uno stesso prodotto destinato a più utilizzi (domestico, contract, ecc.).

    Lo scorso giugno era stata effettuata la revisione della EN 1728 riguardante i metodi di prova delle sedute e in questi giorni il Comitato, composto da rappresentati di oltre dieci paesi europei, ha terminato anche la revisione della EN 1730 riguardante i metodi di prova per i tavoli.
    “La messa a punto di questi due documenti – afferma il direttore generale del Catas, Andrea Giavon – fa sì che le due norme raggruppino ora tutti i metodi di prova, sia per quanto riguarda le sedute che per i tavoli, nelle diverse tipologie e nei diversi utilizzi finali. Metodi finora già esistenti ma che erano suddivisi in norme diverse (es. EN 581-2 e 3, EN 1335-3, EN 15373). Ciò significa agevolare e accelerare le operazioni di controllo”.

    I documenti sono ora in mano al CEN – Comitato Tecnico di Normazione – per l’avvio della procedura di voto formale che porterà alla successiva pubblicazione prevista verso i primi mesi del 2012.

    “Da oltre vent’anni – aggiunge Giavon – siamo attivamente impegnati nella definizione delle norme di sicurezza per l’arredamento a livello internazionale, svolgendo un importante ruolo di interpretazione e applicazione degli orientamenti legislativi in materia. Il nostro obiettivo è di innalzare il livello di qualità minimo richiesto semplificando le procedure.”
    Il nostro istituto – prosegue Giavon – vuole essere costantemente a fianco del tessuto produttivo sia a livello locale, sia a livello nazionale che internazionale. La nostra filosofia è infatti crescere insieme con le aziende e trasferire il più possibile il know how necessario per favorire lo sviluppo”.

    L’Istituto friulano, riconosciuto in tutto il mondo per la sua efficace attività di ricerca, controllo e certificazione, può essere considerato uno strumento di innovazione tecnologica e una garanzia di controllo e sicurezza in arredamento per aziende e consumatori.

  • Emissione di formaldeide: conoscere il legno per realizzare mobili d’arredo a regola d’arte.

    Da alcuni anni il mercato mondiale di mobili e pannelli in legno si deve confrontare con il delicato tema dell’emissione di formaldeide e delle sostanze organiche volatili, c’è pertanto l’esigenza di approfondire le conoscenze relative alle fonti di inquinamento indoor.
    Per i produttori di materie prime e prodotti finiti, coniugare il livello estetico delle finiture dei mobili e degli arredamenti per interni con l’attenzione alla salute dell’utilizzatore finale, è diventato pertanto un obiettivo fondamentale da perseguire. L’accresciuta sensibilità verso queste problematiche e le conseguenti prese di posizione anche da parte dei diversi Governi nazionali, richiama spontanea l’attenzione sull’importante ruolo che ha in questo contesto il Catas di San Giovanni al Natisone, riconosciuto in tutto il mondo per l’efficacia di un’attività di ricerca e controllo nella sicurezza del mobile a 360°, partendo dalle materie prime, per passare alla loro lavorazione, fino al prodotto finito in uso, nonchè alle indagini ambientali.

    Inquinamento indoor
    La valutazione della qualità dell’aria e dei parametri climatici e biologici negli ambienti domestici, civili e di lavoro (uffici, banche, scuole, ecc.) è uno dei servizi più recenti messi a punto dal nuovo reparto Ambiente del Catas.
    L’emissione di formaldeide è certamente l’esempio più noto di un composto che si può sprigionare dai mobili presenti nelle abitazioni, negli uffici, nelle scuole ed in altri locali di soggiorno. E per questa sostanza sono già stati individuati dei metodi di prova e dei limiti che consentono la verifica dell’idoneità di un prodotto per il mercato. Il caso della formaldeide è specifico sia per la sua pericolosità (classificata cancerogena dallo IARC), sia per il fatto che le quantità che i mobili liberano all’interno degli ambienti di vita possono effettivamente superare i limiti di legge stabiliti in molti Stati europei ed extraeuropei.
    La formaldeide non è tuttavia l’unica sostanza emessa dai mobili in quanto i materiali con cui sono realizzati possono contenere diversi composti volatili che nel tempo si liberano gradualmente nell’ambiente in cui gli stessi sono collocati.
    Le vernici in particolare, che siano esse a base solvente, all’acqua o di tipo fotoreticolabile, contengono sempre come ingredienti nelle loro formulazioni delle sostanze volatili.

    Attività di controllo sui mobili
    I test sui mobili d’arredamento vengono realizzati tanto per verificare la rispondenza con i criteri qualitativi del produttore quanto per soddisfare le normative vigenti e le certificazioni di qualità a livello nazionale, europeo ed internazionale.
    Il Catas impiega fra gli altri dei particolari robot (bracci antropomorfi) che stanno gradualmente sostituendo le macchine elettro-meccaniche. L’utilizzo di questo tipo di robot risulta oggi indispensabile soprattutto per il controllo degli attuali sistemi di apertura e chiusura di ante e cassetti (come il push to open o soft closing), meccanismi molto particolari che prevedono una serie di movimenti continui da parte dell’utilizzatore e che il braccio antropomorfo può tranquillamente simulare con una semplice programmazione.

    Certificazione di prodotto
    La certificazione di prodotto verifica la conformità di un prodotto ai documenti normativi e alle specifiche tecniche. L’istituto friulano rilascia una certificazione con il proprio marchio: il Catas Quality Award (CQA) che viene applicato alle materie prime (pannelli grezzi a base di legno e cicli di verniciatura), ai semilavorati (pannelli nobilitati, profili lamellari per finestre), ai componenti (superfici di mobili domestici, ante da cucina) e ai mobili (letti e materassi, sedie per ufficio).

    “Una conoscenza più approfondita delle effettive emissioni di formaldeide e delle sostanze organiche volatili da parte dei mobili prodotti in Italia – afferma il direttore generale del Catas, Andrea Giavon – potrebbe essere un primo obiettivo da raggiungere per tutto il settore del legno-arredo. Da queste indagini i produttori di mobili italiani potrebbero far nascere eventuali strategie commerciali comuni per valorizzare le specificità dei prodotti nazionali proprio in termini ambientali o di sicurezza del prodotto”.

  • Analisi alimentare: dal Catas uno studio sulla qualita` microbiologica delle insalate confezionate

    San Giovanni al Natisone (UD), luglio 2011 – Il laboratorio Ambiente e Alimenti del Catas di San Giovanni al Natisone, Istituto autorizzato dal Ministero della Salute per le analisi nel settore dell’autocontrollo delle aziende alimentari, ha recentemente condotto un’analisi alimentare sulla qualità microbiologica delle insalate quarta gamma, ossia delle insalate confezionate già pronte al consumo. Lo studio si è posto l’obiettivo di determinare il conteggio totale dei microrganismi aerobi mesofili ed alcuni microrganismi patogeni o potenzialmente tali, quali l’escherichia coli, la salmonella e la listeria monocytogenes.
    L’analisi è stata effettuata su un numero significativo di campioni reperiti presso alcuni punti vendita della grande distribuzione locale, tutti campioni acquistati lo stesso giorno e con la medesima data di scadenza. Prese in esame due confezioni per ciascun lotto: una confezione è stata sottoposta subito ad analisi microbiologica, l’altra, invece, dopo essere stata conservata a temperatura di refrigerazione (intorno a 2°C) sino alla data di scadenza (dopo sei giorni).

    I risultati hanno evidenziato che nelle insalate in busta appena acquistate il valore di carica mesofila, che è relativo alla presenza di tutti i possibili batteri, si attestava tra 7.105 e 2.107 microrganismi per grammo di insalata, mentre risultavano totalmente assenti i microrganismi patogeni oggetto di analisi.
    Le analisi microbiologiche ripetute alla data di scadenza hanno messo in evidenza un aumento piuttosto contenuto (inferiore ad un ordine di grandezza) dei valori di carica batterica ed hanno confermato l’assenza dei microrganismi patogeni ricercati.

    “I risultati emersi nel corso dell’analisi alimentare sulla qualita` microbiologica sono dunque da considerarsi assolutamente confortanti – afferma l’amministratore delegato di Catas Angelo Speranza; possiamo, infatti, escludere la presenza dei patogeni oggetto di indagine fino alla data di scadenza, nonostante la presenza di una carica batterica piuttosto elevata al momento dell’acquisto.
    Le insalate in busta analizzate non presentano pertanto particolari problemi dal punto di vista dell’igiene e della salubrità, ma considerata la sempre maggiore presenza sul mercato di questa tipologia di prodotti – sottolinea Speranza – i risultati dello studio vanno comunque letti alla luce dei limiti che lo caratterizzano, data la parziale rappresentatività dei campioni analizzati e dal limitato numero di microrganismi oggetto di indagine. E` quindi auspicabile un’estensione dell’analisi alimentare ad un panorama più vasto di tipologie e “marche” di prodotti”.

  • Cambio ai vertici del Catas
, l’istituto di prove, ricerca e certificazione prodotto d’arredamento

    Approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2010 e rinnovati i vertici del Catas, l’istituto di prove, ricerca e certificazione prodotto d’arredamento, di San Giovanni al Natisone. Roberto Snaidero, nominato alla presidenza della Federlegno-arredo passa il testimone a Michele Bressan, un giovane imprenditore di San Giovanni al Natisone.

    Classe 1970, Michele Bressan è presente nell’azienda di famiglia che opera nell’ambito dei trasporti ferroviari. Presidente dal 2005 del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Associazione piccole imprese di Udine, componente del cda del Consorzio Friuli Formazione e del Comitato imprenditoria giovanile della Camera di Commercio di Udine, in questi anni ha maturato l’esperienza necessaria per cogliere il testimone di un ruolo al quale intende imprimere impulso e propositività. “Nel congratularmi con Roberto Snaidero per la prestigiosa carica alla presidenza nazionale della Federlegno arredo, afferma Bressan, desidero ringraziare l’assemblea per la fiducia accordatami. Essere alla presidenza del Catas – aggiunge – rappresenta per me una grande sfida per proseguire nel processo di sviluppo del maggiore istituto per la ricerca e la certificazione di prodotto nell’arredamento, il quale punta a diventare sempre più punto di riferimento per le aziende anche nel settore agroalimentare e ambientale”.

    Il neo presidente sarà affiancato dai consiglieri Franco Buttazzoni e Matteo Tonon (nuovi vicepresidenti), Elsa Bigai, Luciano Di Bernardo, Franco Di Fonzo, Mauro Manassero, Luciano Snidar, Angelo Speranza (amministratore delegato) e Fabiano Zuiani.

    Nonostante la ripresa economica sia ancora molto lenta, il bilancio 2010 del Catas è positivo: il valore del fatturato è di oltre 4,5 milioni di euro. “In un momento congiunturale di particolare difficoltà, i risultati del Catas si confermano estremamente positivi – commenta l’amministratore delegato Angelo Speranza. Nel corso di questo esercizio abbiamo proseguito la politica di potenziamento e rinnovamento della struttura produttiva al fine di migliorare l’efficacia e efficienza dei servizi offerti alla clientela. Fondamentale è stato per noi allargare la sfera d’azione, implementare i servizi e ampliare il programma formativo, sempre allo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico delle imprese nel settore.”

    Il 2010 è stato il primo esercizio durante il quale Catas ha operato sia nel settore istituzionale del legno-arredo che in quello dell’agroalimentare e dell’ambiente, dopo il conferimento dell’azienda speciale ambiente della Camera di Commercio di Udine (socio principale di Catas). “Questo inserimento ha permesso di introdurre importanti innovazioni – spiega Speranza – come raggruppare i servizi offerti nel settore legno-arredo a quelli dell’agro-alimentare e nella consulenza in materia di legislazione ambientale creando interessanti sinergie e dando vita ad un polo di eccellenza per la ricerca e analisi anche nel settore agro-alimentare, industriale e ambientale”.

    Il core business di Catas si conferma essere comunque sempre quello delle prove, che nel corso dell’anno sono state più di 29.500 con un incremento rispetto all’esercizio precedente del 9,1%. “Un chiaro segnale – sottolinea il direttore generale Andrea Giavon – di come le aziende puntino sempre più verso una qualificazione del prodotto”. Ma buono risulta anche l’incremento registrato dal dipartimento dell’agroalimentare, che con 8.050 campioni analizzati registra un + 8%. Questo settore tratta in particolare campioni riguardanti acqua, alimenti, cereali, distillati, emissioni in atmosfera, monitoraggi ambientali indoor, rifiuti e vini. Le analisi sul vino rappresentano quasi il 42% di tutti i campioni trattati dal laboratorio, le emissioni circa il 16% e la microbiologia l’11,9% seguiti da acqua e alimenti con circa il 9% ciascuno. Interessante anche l’incremento del comparto chimico, soprattutto per l’apporto delle prove sulla formaldeide. A tal proposito è particolarmente importante il riconoscimento californiano per la certificazione dei prodotti destinati a quel Paese.

    La certificazione di prodotto d’arredamento rimane uno degli obiettivi fondamentali dell’istituto il quale si propone alle aziende come strumento di innovazione tecnologica, rimanendo sempre a fianco del tessuto produttivo sia a livello locale, che nazionale ed internazionale. La filosofia di Catas è crescere insieme con le aziende e trasferire il più possibile il know how necessario per favorire lo sviluppo. Il Catas conta oggi 1656 clienti di cui 1148 abbonati, distribuiti per il 70% del fatturato tra Veneto, Friuli e Lombardia e per il 23% all’estero.

  • Anche il Catas a sostegno dell’Italian Workshop Desig

    26 maggio 2011 – Mancano pochi giorni all’avvio della prima edizione dell’italian Workshop Design, l’iniziativa che dal 5 al 10 giugno prossimi vedrà come protagonisti 8 giovani designer internazionali provenienti da altrettante nazioni diverse che sotto la guida di 3 maestri italiani del disegno – Carlo Colombo, Matteo Ragni e Studio Blumer – parteciperanno al Workshop “Design Woodmaking: Chairs and More” per confrontarsi con 24 aziende italiane del Distretto della Sedia e sviluppare altrettanti nuovi progetti in legno.

    Diverse le aziende del territorio che aderiscono al progetto, tra cui il Catas, il più grande istituto di prove e certificazione legno arredo con sede a San Giovanni al Natisone, che metterà a disposizione di questi giovani designer tutto il know how tecnico, l’esperienza e la competenza nel settore.

    La vera forza dell’iniziativa, organizzata dall’Agenzia per lo Sviluppo del Distretto Industriale della Sedia (ASDI SEDIA società consortile) e dall’Istituto Nazionale del Commercio Estero (ICE) in collaborazione con il magazine INTERNI, sta negli obiettivi: sviluppare nuovi concetti per stimolare le aziende del territorio a interpretare la materia legno, sia per la tradizionale produzione di sedute, sia per concepire nuovi prodotti ed entrare così in segmenti di mercato oggi inediti.
    I talenti del disegno internazionale selezionati per il Workshop sono Demet Bilici (Turchia), David Ericsson (Svezia), Krystain Kowalski (Polonia), Susan Verheijen (Olanda), Behnam Farahpour (Libano), Sebastian Herkner (Germania), Jaroslav Jurica (Repubblica Ceca) e Emanuele Magini (Italia).
    Il programma dell’evento sarà arricchito dai “focus sui mercati esteri” a cura dei responsabili degli uffici ICE dei paesi coinvolti, che interverranno, sia in occasione della giornata di inaugurazione prevista il 5 giugno a Buttrio, sia nel corso del workshop il lunedì mattina, per approfondire le potenzialità e le caratteristiche dei mercati, fornendo elementi utili alle aziende del distretto per una strategia di marketing efficace.
    Ma non sarà una settimana esclusivamente per addetti ai lavori: dal 5 al 10 giugno eventi, presentazioni e degustazioni coinvolgeranno tutto il territorio del Distretto.
    Si comincia domenica 5 giugno con ESPOSIZIONE 24X8, quando designers e aziende si presenteranno al pubblico, lunedì 6 sarà la volta del primo incontro IWD &, serate di dialogo sul design con Carlo Colombo, Matteo Ragni e Studio Blumer. LUX, esplorerà il rapporto tra luce, legno e plastica nella suggestiva ambientazione della Rocca Bernarda, mentre mercoledì in DISTRICT 7 i sette distretti industriali del Friuli Venezia Giulia esporranno le loro eccellenze, dai coltelli alle tecnologie digitali, passando per i prodotti dell’agroalimentare. Giovedì 9 maggio sarà la volta in cui il design incontrerà il vino in WINE & DESIGN, nella splendida cornice di Villa Cabassi di Corno di Rosazzo, gli architetti Vudafieri e Severino approfondiranno i legami esistenti tra progettazione, design e il mondo dell’enologia.
    Durante la settimana sarà possibile inoltre visitare gli showroom delle aziende del Distretto della Sedia che hanno aderito agli “Aperitivi Show it” (Billiani, Tonon, Interior Beltramini) e scoprire l’eccellenza del design regionale con l’esposizione dell’ADI FVG presso l’Ipsia Mattioni Tecnologie e Architetture del Legno.
    Tutti gli eventi sono aperti al pubblico e sarà pertanto una preziosa opportunità sia per gli operatori nazionali del settore, sia per quanti siano affascinati dal mondo del design e dell’arredo.
    Aggiornamenti e news sull’evento saranno consultabili sul sito web istituzionale della manifestazione (www.italian-workshop-design.it) e sulla Fan Page Facebook (www.facebook.com/italian.workshop.design).
    L’evento è realizzato con la collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Turismo FVG, con la partecipazione di Api, Confartigianato Udine, Confindustria Udine, Confcommercio Udine, CNA, l’Istituto di certificazione legno arredo CATAS , l’IPSIA, l’ADI FVG, con il patrocinio della Provincia di Udine e della Camera di Commercio di Udine, con il sostegno della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, della Banca di Cividale e della Banca di Manzano.

  • “Emissione di formaldeide. Istruzione per l’uso”, convegno Catas

    Programmato per giovedì 12 maggio dalle ore 14 alle 18.30 nella sede dell’Istituto di prove e ricerca Catas di Lissone, in via Braille, 5 – Monza Brianza, un corso di formazione dedicato al tema della formaldeide.
    L’emissione di formaldeide è un problema che sta influenzando da vari anni tutto il mercato europeo e mondiale sia dei pannelli in legno che dei mobili. La formaldeide è infatti una sostanza pericolosa, considerata una delle fonti responsabili dell’inquinamento indoor, dannosa per la salute dell’uomo per i suoi possibili effetti a breve ed a lungo termine a carico dell’apparato respiratorio.
    L’accresciuta sensibilità verso questi temi ha portato una presa di posizione da parte di diversi Governi nazionali, con l’emanazione di specifiche leggi. Anche il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali italiano, attraverso apposito Decreto, ha regolamentato la fabbricazione, l’importazione e l’immissione in commercio di pannelli a base di legno e manufatti, sia semilavorati che prodotti finiti, contenenti formaldeide.

    Per fare chiarezza su questa complessa situazione che si sta determinando a livello globale, durante il seminario verranno dunque illustrate tutte le principali novità sul tema dell’emissione di formaldeide, sulle ultime disposizioni previste sia dal Decreto Italiano che dalla Legislazione USA, richiamando inoltre l’attenzione sul ruolo del Catas relativamente a questi provvedimenti che, oltre a difendere la salute del consumatore, tutelano le aziende italiane dalla concorrenza sleale.

    I relatori saranno i dott. Andrea Giavon e Franco Bulian responsabili Catas.
    Per maggiori informazioni relativamente al programma e alle modalità di iscrizione contattare lo 0432.747241 oppure scrivere a [email protected].
    Programma dei lavori:
    ore 14.00 Benvenuto e inizio lavori
    ore 14.15 Le tappe della lotta alle emissioni indoor: dalla Germania alla California, passando per l’Italia
    ore 14.45 Il D.Lgs. Italiano rende obbligatorio l’E1
    ore 16.15 La certificazione CARB – California Air Resources Board
    ore 17.00 Dibattito

  • Controllo sicurezza arredamento: dal Catas uno scanner per valutare la stagionatura del prosciutto friulano

    San Giovanni al Natisone (Udine), aprile 2011 – Ideato un nuovo sistema per valutare il livello di stagionatura del celebre prosciutto di San Daniele Dop. Si tratta di uno scanner, messo a punto nell’ambito di un progetto della locale ASDI Parco Agroalimentare, coordinato da Pierpaolo Rovere del Catas, istituto di ricerca e controllo alla sicurezza alimentare, che attraverso un raggio di luce consente di conoscere con certezza le caratteristiche qualitative del prodotto senza intaccarne l’integrità.

    Lo strumento, ideato appositamente per il prosciutto crudo ma applicabile anche ad altri prodotti, si chiama NTT e il prototipo, grande poco meno di una cabina telefonica, è in grado di “fotografare” un prosciutto al secondo attraverso un raggio di luce passante che attraversando il prodotto raccoglie una grossa mole di informazioni senza lasciare però segni. E’ un metodo unico nel suo genere: attraverso la spettrometria si possono misurare alcuni parametri chimici e fisici lasciando integro il prodotto. Si possono avere molte più informazioni che con la “puntatura” (ossia all’inserimento nella coscia di un osso affilato di cavallo per “catturare” i profumi) si potrà così valutare la situazione della carne e l’andamento della stagionatura senza dipendere più dall’interpretazione personale di un operatore. E’ logico prevedere che in futuro si possa giungere a definire, attraverso un sistema di analisi multivariata della risposta dell’interazione tra la luce e la struttura del prosciutto, quale sia l’impronta digitale caratteristica del prodotto.

    “L’analisi classica (secondo la disciplinare Dop) – ci spiega il tecnologo alimentare del Catas Pierpaolo Rovere – utilizza metodi chimici distruttivi e si svolge a campione (1 ogni 1000 prosciutti), prendendo in esame pochi grammi di prosciutto alla fine del ciclo produttivo.
    Ecco dunque l’idea del progetto e cioè quella di provare ad utilizzare le nuove tecnologie disponibili nei nostri laboratori di controllo sicurezza alimentare, come i sensori Mos, i sistemi di misura della conducibilità, fino ad arrivare al sistema NIR, ossia Near Infra Red (infrarosso vicino) che si è dimostrato il più efficace offrendo un compromesso apprezzabile tra velocità di risposta, accuratezza d’analisi ed industrializzazione del metodo. Così abbiamo messo a punto questa sorta di scanner per prosciutti, con la collaborazione con il costruttore di sistemi Nir, la Sacmi di Imola”.

    Da tempo alcune aziende del Distretto agroalimentare di San Daniele del Friuli cercavano un sistema innovativo per valutare la qualità del prosciutto senza ricorrere alla puntatura e questo strumento, dal prossimo mese di maggio, sarà pertanto messo in prova da cinque prosciuttifici della zona che aderiscono alla sperimentazione. Sarà affiancato dalle analisi ufficiali e porterà un gran numero di nuove informazioni aggiuntive su umidità, grassi, sali e proteine. Dopo le prove che si concluderanno entro l’estate, il prototipo NTT sarà impegnato a seguire un intero lotto di produzione lungo tutta la filiera.