Tag: lame industriali

  • Una ruggine speciale per salvare i fondali oceanici

    Parlare dei metalli non è sempre, purtroppo, un argomento positivo. I preziosi realizzati in oro e argento, le lamiere che costituiscono buona parte della nostra auto, le lame industriali, le guide di scorrimento e le guide per macchine utensili che ogni giorno vengono utilizzate senza per questo godere del dovuto apprezzamento relativo la straordinaria utilità/funzionalità, questi sono solo alcuni degli aspetti positivi, certamente i più comuni e (apparentemente) banali a cui i metalli industriali sono destinati. Esiste però anche un aspetto pericoloso ed oscuro dei metalli, riguarda ovviamente quelli tossici derivanti dagli scarti di produzione industriale e che vanno ad inquinare in maniera devastante l’habitat in cui quotidianamente ci muoviamo. Trattasi di scorie, metalli radioattivi e tossici la cui presenza è particolarmente elevata nei fondali oceanici che, guarda caso, detengono una straordinaria varietà di ecosistemi unici, delicatissimi, tesori viventi che una volta perduti risultano irrecuperabili, per sempre. Pare oggi che l’opera di salvataggio di queste aree del profondo contaminate o a rischio contaminazione, sia destinata ad un minerale, si tratta di una ruggine verde, particolarmente rara, essenziale per la costituzione dell’atmosfera terrestre, che risulta essere in grado di “fagocitare” questi residui metallici e quindi liberare acque e fondali dalla presenza delle tossine.

  • Diamantatura delle lame per il taglio di minerali e pietre dure

    Il processo di diamantatura viene utilizzato prevalentemente in fase industriale per il taglio di materiali particolarmente duri. Le lame industriali vengono trattate per rendere il filo della lama, oltre che più tagliente, molto più resistente all’usura derivata dall’attrito causato dal contatto del materiale. La diamantatura delle lame consiste nella fusione di polvere di diamante costituita da microparticelle dello stesso nel filo della lama. Ad esempio nei telai per il taglio del marmo il minerale viene fissato sulla macchina utensile in apposite guide di scorrimento che consentono il tragitto ideale per il taglio. Le guide per macchine utensili industriali sono fondamentali per garantire un avanzamento costante dell’utensile di taglio mantenendo uno scarto di errore molto ridotto. Le lame diamantate vengono utilizzate spesso in telai per il taglio in blocco nella produzione in serie del materiale. Solitamente il taglio in mono lama viene usato invece per la definizione degli spessori e per la squadratura dei blocchi del materiale in lavorazione. E’ fondamentale un corretto montaggio della lama sul telaio che garantisca la giusta prestazione dell’utensile. Ci sono comunque differenze nella procedura di diamantatura a seconda del materiale specifico da trattare. Le lame diamantate sono impiegati anche per il taglio dei materiali compositi, ad esclusione del granito che richiede tecniche di taglio differenti.

  • Assomet: qualche nube all’orizzonte per i metalli non ferrosi

    Quanto si viene ad apprendere alla conclusione dell’ultima assemblea Assomet svela un panorama non troppo facile per il settore dei metalli non ferrosi, qualche nuvola incomincia a prendere corpo all’orizzonte anche se, per il momento, la posizione e l’operatività del nostro paese non tende certo a sfigurare. Volendo fare una rapida ma funzionale analisi è infatti possibile affermare che la condizione italiana è assai più positiva di quella relativa a tanti altri paesi. Le recenti modifiche relative l’intero quadro dei cambiamenti a livello di macroeconomia interessano in modo particolare un vasto spettro di realtà lavorative, che vedono in questi materiali una parte basilare relativa la loro possibilità d’opera, tra le quali è possibile trovare ai primi posti l’industria relativa il mercato delle vetture, tutto il comparto relativo all’hi-tech e quelle aziende, alcune ormai storiche, che si occupano della produzione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili. I cambiamenti della macroeconomia, che sembrano ormai in procinto di prendere maggior forma, sono in grado di influire in modo assai pesante su queste realtà economiche molto importanti per l’intero paese. Nell’attesa di osservare i prossimi sviluppi vi è comunque da tenere conto che alcuni segnali di allarme sono già giunti, su tutti abbiamo ovviamente la drastica riduzione di aziende del settore metalli non-ferrosi che conta oggi poco più di 1.100 imprese.

  • Metalli: dalla Cina una nuova politica commerciale per l’Europa

    Che la Cina fosse in procinto di avviare una nuova politica commerciale per quel che concerne la fornitura di metalli industriali all’occidente era cosa già ben chiara da diverso tempo. Le motivazione che hanno indotto il colosso asiatico a ridurre la produzione di una certa tipologia di materie prime deriva senza dubbio da problematiche relative alla gestione interna del paese che deve oggi fare i conti con un netto rallentamento di quello che il suo mercato e della flessione economica derivante da un numero di investimenti del recente passato davvero esagerati e che inducono oggi la repubblica a fare qualche passo indietro per scoprire nuovamente un ritmo di crescita più “umano” e sostenibile. Tutto questo però, d’altro canto, non crea che problematiche alle industrie dell’occidente che contava ormai su una disponibilità di materie prime davvero interessante e che consentiva fino ad oggi a tutte le aziende ed industrie interessate di ottenere il materiale di prima lavorazione senza particolari problematiche. L’avvio di un commercio più leggero e snella tra Cina ed Unione Europea risulta oggi un fattore davvero preoccupante per le aziende che si occupano della produzione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili, esattamente come per l’industria automobilistica. Un cambiamento del mercato che induce un cambiamento nella politica di gestione delle risorse che diviene oggi ancor più propositiva e che rinnova un impegno maggiore nello studio di soluzioni votate al riciclaggio ed al recupero.

  • Oriente e occidente sul fronte dei metalli

    Qualcosa non ha funzionato nel modo giusto sul territorio cinese; forse è ancora troppo presto per fare delle affermazioni ma pare che forse il colosso asiatico abbia investito eccessivamente in immobili ed opere pubbliche. Certo, detta così pare esser cosa che ci riguardi ben poco eppure è importante anche per noi occidentali che sia avviato un cambio di rotta poiché, come molti esperti affermano, ci troviamo all’inizio di quello che è il punto di flessione economica per un paese enorme che si è lanciato in modo rapido e in diversi casi, con poca attenzione, in un progetto evolutivo che di “progetto” aveva ben poco. L’influenza di questa crescita rapida e spropositata ha avuto molteplici effetti su buona parte degli aspetti economico/politici/ambientali di questi ultimi anni. Allo stesso modo si vanno così alterando i relativi mercati per i quali, in base alle continue e differenti necessità, risulta necessario avviare opere di soluzione e bilanciamento per tenere in piedi una economia globale già di per se precaria. Tuttavia le problematiche vengono spesso per spronare all’apertura di nuove strade e per quel che riguarda il mercato dei metalli e delle terre rare, pare proprio essere questo il caso. Per molte aziende occidentali, da quelle che si utilizzano macchinari per la realizzazione di veicoli così come per creare lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili; risulta oggi di fondamentale importanza l’importazione di metalli nobili e terre rare dalla Cina, per lo più utilizzate appunto nell’hi-tech. Con la drastica riduzione di produzione dei suddetti dal fronte asiatico, diventa necessario avviare un’operazione di recupero interna ai paesi occidentali che permetta allo stesso tempo di dipendere in maniera minore dalla Cina e sostenere un processo economico/aziendale che punti ad una economia green.

  • Usa e Europa su ripresa e materie prime

    Anche oltre oceano il mercato del lavoro si conferma l’anello debole per dare una spinta sufficientemente forte allo stimolo della crescita che comunque, per lo meno, trova in quest’ultimo periodo una delicata fase di moderata crescita. Una crescita timida e delicata dovuta alle note positive relative al mercato delle materie prime, come i metalli di largo utilizzo industriale, e alla ripresa dell’agricoltura. Purtroppo la condizione non è la medesima nella zona Euro dove anche le materie prime stanno subendo un alternarsi di alti e bassi che non convincono per nulla mercati ed investitori, senza dubbio una conseguenza dell’assenza di una politica di settore funzionante oltre ai tenti dubbi di carattere economico che interessano i paesi europei. Ed è così che anche le condizioni di mercato relative stagno, rame, acciaio, nickel utilizzati in svariati comparti industriali/aziendali (da quello che si occupa della realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili, passando per il settore degli autoveicoli fino all’hi-tech) sta oggi subendo un costante peggioramento di quello che è il sentimento dei mercati globali relativo a suddetti asset. I rischi del ribasso sono davvero molti e per ora la BCE ha deciso, come manovra non convenzionale dettata dalla situazione imperante, di mantenere fino a metà gennaio 2013 la piena allocazione delle richieste.

  • Mercato dei Metalli: una flessione dettata dalle condizioni di crescita

    Sui diversi listini azionari si sta ultimamente registrando un imperante tendenza alla volatilità, cosa che ovviamente non si legge solo su suddetto fronte ma che si riflette in modo analogo nel comparto inerente le materie prime. I mercati soffrono oggi di questo forte sentimento certamente non positivo, sentimento che rende il settore delle materie prime esposto per quel che riguarda la congiuntura, essenzialmente negativa, di tutta l’area occidentale. Gli ultimi 10/15 giorni sono stati poi fortemente influenzati in modo negativo dai ritmi della produzione cinese, dai dati raccolti si evidenzia infatti un forte rallentamento nelle importazioni e questo dipende dal fatto che si registra un forte rallentamento anche per quel che concerne la crescita interna la paese. Tra i maggiormente colpiti da questa debolezza troviamo in primo piano i tanti metalli utilizzati nell’ambito delle produzioni industriali come alluminio (particolarmente utilizzato per la realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili), così come nickel, rame, stagno e zinco, oltre ovviamente il greggio. Tanto per riportare qualche esempio lampante si è registrata un forte discesa che sfiora il 7% per quel che riguarda il metallo rosso, il tutto nel corso di una singola mensilità. Medesima situazione per lo zinco che che scende di oltre i 5.5% mentre il nickel tenta di frenare la sua caduta con un più contenuto -2%.

  • Situazione asiatica sui mercati dei metalli

    La situazione della Borsa indica tutt’oggi una situazione del tutto positiva riguardo la situazione asiatica nei confronti dei metalli e con le relative futures sui paesi della zona Euro e degli Stati uniti d’America. Le fluttuazioni relative ai metalli sono senza dubbio quelle che creano maggiore suspance per i mercati di quest’ultimo periodo. Si tratta di un vero e proprio monopolio effettivo che la Cina detiene ormai da diverso tempo e che interessa in particolar modo le terre rare. L’estrazione di metalli preziosi trova infatti nella repubblica cinese il 95% della propria opera e di conseguenza questo dato va obbligatoriamente ad intaccare una serie di settori, come quello dell’hi-tech, che fanno abbondante uso di questi materiali. Ma non solo: le importanti fluttuazioni di valore di questi ultimi tempi arrivano ad attaccare anche altri metalli come il nickel, lo zinco e l’alluminio, una delle leghe maggiormente utilizzate anche nel nostro paese, in particolar modo da aziende che si occupano della realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili. Attualmente gli investitori sembrano tendere in modo positivo a sostenere l’ipotesi che a breve, nella zona Euro potrebbe avere la meglio una politica in grado di stimolare la crescita in modo diretto; senza dubbio un atteggiamento sostenuto dalle pressioni del presidente degli Stati Uniti, del neo presidente di Francia, Holland e dal Monti, presidente del consiglio italiano.

  • La Cina diventa il primo mercato per i costruttori italiani di macchine

    La Cina è il primo mercato mondiale dei produttori di macchinari industriali. Inclusi quelli italiani e agevolando così la ripresa del mercato delle lame industriali e delle guide per macchine utensili. Ma negli ultimi anni il paese è diventato anche il primo produttore. Oltre a essere la fabbrica del mondo, è diventato anche la fabbrica delle fabbriche del mondo.

    Il comparto della meccanica strumentale è da sempre il motore trainante delle esportazioni italiane in particolare nella produzione di guide di scorrimento e guide per macchine utensili. Insieme alla filiera dell’abbigliamento è l’unico che chiude i conti con l’estero con un saldo ancora positivo (circa 17 miliardi nel 2010).

    Per guardare meglio al fenomeno si può partire dai dati di Federmacchine, l’associazione di Confindustria che riunisce i maggiori comparti della meccanica strumentale: lame industriali e macchine utensili (lavorazione metalli) e per fonderia, per la lavorazione del legno, del cuoio, della carta, della plastica, delle pelli, del vetro, dell’imballaggio, del marmo e delle pietre oltre a macchine agricole e robot.

    Il fatturato aggregato del settore, nel 2010, nonostante un parziale recupero sul 2009, era più basso di quasi 10 miliardi rispetto al picco raggiunto nel 2008 (42,4 miliardi). E anche le esportazioni (22,9 ) sono state inferiori a quelle del 2008. Per l’insieme di tutti questi settori la Cina, è ormai il primo mercato, davanti alla Germania.

  • Calo generale delle materie prime? Non mancano segnali positivi

    Riguardo le materie prime si sta ad oggi evidenziando un calo generalizzato, la situazione si presenta in effetti drastica e ciò è prevalentemente causa delle operazioni messe in atto dagli speculatori, al di la di ciò anche le difficoltà che riguardano le politiche nel panorama del centro-Europa tendono a rendere tutta la situazione più complessa da gestire e lanciano un’ombra minacciosa su diverse fasce di mercato. Il calo pare però sottintendere un andamento futuro del tutto differente in cui le materie prime tornerebbero prepotentemente in auge, specie per quel che concerne l’argento. Orizzonte di grande interesse anche per quel che concerne l’alluminio, uno dei materiali il cui utilizzo ha subito poco tempo fa una flessione di pari entità, ovviamente in relazione al proprio valore, di quella che oggi viene subita dai metalli preziosi, e che oggi si rivela in costante ascesa attraverso molteplici forme di mercato. Quel che rende l’alluminio così interessante è funzionale è senza dubbio alcuno la naturale propensione al recupero, nel mondo dell’edilizia il suo utilizzo è costante e massivo. Con gli interventi di ultima generazione riguardo la realizzazione di abitativo il recupero di questa materie da quegli edifici che sono entrati in fase di demolizione si è elevato in modo straordinario arrivando a toccare la eccezionale soglia del 95%. L’alluminio riciclato trova nel panorama attuale diversi sbocchi che interessano il comparto stesso della nuova edilizia dedicata al green-building così come quel settore in forte crescita che si occupa della realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili.