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  • Campi rom, De Pierro risponde a Santori


    Roma – Le attività di controllo recentemente effettuate dall’VIII Gruppo della Polizia Municipale all’interno del Casilino 900 hanno condotto al rinvenimento di mezzi e materiali di provenienza furtiva e alla denuncia a piede libero di una donna abitante nel campo per ricettazione.
    Fabrizio Santori, presidente della commissione sicurezza del Comune di Roma, commenta con termini entusiastici l’operazione, facendo riferimento anche ad altri interventi realizzati in questi mesi.
    Dura la risposta del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro: “Fabrizio Santori è molto abile nel far redigere comunicati su temi di grande impatto e, purtroppo, spesso si sofferma su notizie già datate, spacciandole come attuali. Non è un mistero che i campi nomadi pullulino di attività illegali, ma – specifica De Pierro – i controlli delle forze dell’ordine non sono certo iniziati dopo l’insediamento della giunta Alemanno. Carabinieri e polizia, spesso con l’ausilio dei vigili urbani hanno fatto fin troppo il loro dovere in passato, pur con molte difficoltà per la scarsità di strumenti operativi e leggi spesso inadeguate, che favoriscono l’impunità. Quegli interventi sbandierati da Santori e da tutta la giunta Alemanno negli ultimi mesi sono solo ventate propagandistiche intrise di demagogia ma sterili nel contenuto”.
    A proposito dell’approccio al problema scelto dall’attuale amministrazione il presidente dell’Italia dei Diritti afferma : “Si parla sempre e si interviene sui campi nomadi regolari, ma nulla si è fatto contro i numerosi insediamenti abusivi dei rom in numerose zone capitoline. Il campo abusivo di Dragona, in cui viveva Bruno Radosavljevic, che travolse tredici persone alla fermata dell’autobus non è mai stato preso in considerazione e vergognosamente si trova ancora al suo posto. Gli insediamenti di immigrati della pineta di Ostia sono ancora lì, nonostante sia Gianni Alemanno che Giacomo Vizzani, presidente del XIII Municipio, ne abbiano previsto lo sgombero entro la fine dell’ottobre scorso. C’è voluto l’incendio con due morti, una tragedia annunciata, per far dichiarare al sindaco di Roma che il problema sarà risolto entro la prossima estate, facendo trapelare manifestamente le prove del fallimento. Queste sono parole che mi fanno venire i brividi perché per provvedere a uno sgombero efficace basterebbero due o tre giorni al massimo. L’ho detto e lo ripeto, la campagna elettorale è finita da un pezzo, ora servono i fatti concreti”.
    Le parole conclusive di De Pierro risuonano perentorie: “Se Alemanno e i suoi ‘compagni’ non sono in grado di gestire il problema sicurezza a Roma – suggerisce – si dimettano e lascino il posto a chi ha il polso giusto per affrontare problematiche di questo tipo”.

  • Valle Giulia, studenti segnalano curiosa uscita di sicurezza


    Roma – Originale traccia postmoderna o ingegnosa opera architettonica?
    Alla Facoltà di Architettura Valle Giulia viene da chiedersi questo, guardando quei due buchi nel muro, piccoli e quadrati, scavati proprio sotto una finestra all’ingresso dell’Ar_Cos – Dipartimento di Architettura e Costruzione. Guardando oltre le inferriate, si scopre che l’apertura si trova proprio ad altezza terrazzo. I due incavi, inoltre, sono stati realizzati in una posizione particolare, sfalsati e asimmetrici, come a voler fare della parete un muro su cui potersi arrampicare. Guardando i due buchi in questione, ci si interroga sul loro scopo. I ragazzi di Valle Giulia forniscono la risposta: si tratterebbe di un’impropria uscita di sicurezza.
    La segnalazione, che gli studenti hanno inoltrato presso la sede dell’Italia dei Diritti, lascia sconcertati. Secondo quanto riferito, il Dipartimento Ar_Cos avrebbe un’uscita di emergenza costituita da una finestra coperta da inferriate, che in caso di necessità potrebbe essere scavalcata utilizzando due buchi nel muro, appositamente realizzati, per poi trovarsi sul terrazzo antistante. Anche chi non è esperto può capire che se ciò fosse vero sarebbero stati violati tutti gli standard sulla sicurezza. Paradossalmente per un dipartimento universitario dedicato alla ricerca scientifica nell’ambito dell’architettura e della costruzione, si sarebbe trovata una soluzione sommaria, per non dire ridicola, al problema della salvaguardia della vita nei luoghi di lavoro. Il tutto sarebbe stato realizzato nel giro di pochi giorni, compiendo anche uno spreco di denaro pubblico.
    L’Italia dei Diritti, dopo aver svolto un sopralluogo, accoglie la segnalazione ricevuta dagli studenti di Valle Giulia relativa ai misteriosi buchi del Dipartimento Ar_Cos e dichiara di voler andare a fondo sulla loro natura. Antonello De Pierro, presidente del movimento, afferma di voler chiedere un incontro al Rettore Frati con l’obiettivo, nel caso in cui quanto comunicato trovasse conferma, di accertare eventuali responsabilità e porre rimedio a un’imperdonabile carenza in termini di sicurezza.

  • Rogo baracca a Ostia, sfogo al vetriolo di De Pierro


    Roma – “Sono indignato, o meglio perdonatemi l’esasperazione verbale, ‘incazzato’ “.
    E’ stata questa la prima reazione del leader dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia del rogo scoppiato nella Pineta di Castelfusano, in cui hanno perso la vita una donna romena con il suo figlioletto. Infatti il presidente dell’attivo movimento aveva da tempo denunciato le condizioni di degrado dell’area verde del litorale, stritolata dalla prostituzione e dalle sue conseguenze ambientali e criminose, ma anche dallo scempio delle discariche abusive e dalle baracche di emarginati, per lo più stranieri, che sono sorte tra gli alberi, fra l’altro in zone poco accessibili e individuabili dall’esterno. E’ stato proprio questo il motivo della difficoltà dei soccorsi e che è stata fatale per la povera donna e per il suo bambino, giunti in Italia solo da qualche giorno.
    A tal proposito De Pierro aveva incontrato qualche mese fa il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani ed era rimasto soddisfatto per l’incontro, nel quale il minisindaco di Ostia aveva previsto una soluzione radicale e definitiva per il ripristino della normalità in pineta entro la fine di ottobre, ma purtroppo, come già denunciato in precedenza, le promesse sono state disattese. La prostituzione è più prospera di prima, le discariche sono ancora presenti e le baraccopoli abusive sembrano addirittura aumentate.
    “Non mi aspettavo che Vizzani non avrebbe mantenuto le promesse fatte ai cittadini per il nostro tramite – ha poi argomentato l’esponente dell’Italia dei Diritti dopo aver verificato sul posto la situazione – in quanto è una persona che personalmente stimo, pur avendo delle divergenze politiche, e per di più mi sembrava sincero e convinto mentre parlava. Chiederò presto un altro incontro per conoscere i motivi che hanno portato ad una mancata realizzazione dei progetti tanto importanti e necessari per la pineta di Ostia. Se quanto assicurato nella nostra riunione fosse stato realizzato ora non saremmo qui a documentare un’aggiunta numerica alla lugubre contabilità delle vittime del degrado”.
    Poi De Pierro si è rivolto al sindaco di Roma:”Gianni Alemanno avrebbe fatto meglio a starsene a casa piuttosto che recarsi sul luogo di un disastro che è appesantito da una sua responsabilità morale e politica, in quanto, dopo aver sbandierato in campagna elettorale e non solo, la risoluzione di problemi legati alla sicurezza, quali la prostituzione e la criminalità, il suo fallimento in questa direzione è stato pressoché totale. Il tempo della demagogia è finito, i cittadini vogliono delle risposte concrete. Il sindaco prenda i provvedimenti giusti o se non ne è capace si dimetta e lasci il posto a chi ha il polso del problema sicurezza. La pittoresca e di grande effetto mediatico farsa dell’esercito per strada ha terminato la sua luna di miele ed ora è tempo di fare i conti con la realtà che restituisce resoconti disastrosi. Mi auguro che finalmente la destra inizi ad amministrare realmente la capitale e smetta di fare campagna elettorale perpetua. Spero che si comincino ad utilizzare le forze dell’ordine dislocate sul territorio in maniera costruttiva, piuttosto che relegarle a compiti in gran parte improduttivi, che sviliscono l’entusiasmo degli operatori stessi e lasciano irrisolti i problemi, Ben venga l’armare i vigili urbani, ma che siano però utilizzati in ausilio alla prevenzione contro il crimine, insieme all’impiego della folta schiera di poliziotti parcheggiati in uffici burocratici e inutilmente addestrati dallo stato, pagati però alla stregua di quelli che rischiano la vita per strada”.

  • Prostituzione a Roma, De Pierro spiega il fallimento dell’ordinanza Alemanno


    Roma – Continua la battaglia dell’Italia dei Diritti alla prostituzione nelle strade di Roma. Il movimento, da sempre attento al preoccupante fenomeno, si è recentemente schierato in prima linea, attraverso il blog http://targheclienti.wordpress.com, creato per rendere pubbliche le targhe dei clienti.
    L’iniziativa, volta a dare origine a un deterrente efficace, si sta sviluppando, sotto la spinta del presidente Antonello De Pierro, che a questo proposito dichiara: “Cominciamo a raccogliere i primi risultati. La collaborazione di numerosi volontari ci permette di essere attivi in molte zone di Roma colpite dalla prostituzione, tra le quali Porta Ardeatina, Piramide, Largo Loria, Piazza dei Navigatori e la Pineta di Ostia. Presso la nostra sede – specifica – sono già arrivate molte telefonate da parte di clienti disperati per essere stati sorpresi, e ci aspettiamo che tale effetto si intensificherà nei prossimi mesi, proporzionalmente al nostro impegno sul territorio”.

    Antonello De Pierro prende atto, a seguito del monitoraggio effettuato sulle strade, del fallimento della giunta Alemanno, promotrice nei mesi scorsi di un’ordinanza basata sul sistema delle multe, da far pagare a clienti e prostitute sorprese a esercitare in strada. Specificando che l’Italia dei Diritti si non si muove contro la prostituzione in sé, ma contro sfruttamento e fenomeni criminosi ad essa legati, spiega: “Le conseguenze della legge comunale sono già sotto gli occhi di tutti. Il fenomeno continua a dilagare, anche se oramai sembra circoscritto ai trans. Le ragazze, in realtà, hanno solo cambiato abbigliamento. Si sono allontanate dalla città o sono tornate in centro, distribuendo bigliettini da visita ai propri potenziali clienti”.
    A proposito delle conseguenze indirette dell’ordinanza voluta da Alemanno, De Pierro spiega che il sistema dei biglietti da visita non fa che mettere chi si prostituisce nella condizione di compiere un reato, favorendo l’adescamento. “Il sistema delle multe si è dimostrato fallace. Chi esercita questo mestiere ha già trovato un escamotage”, spiega il presidente dell’Italia dei Diritti. “A chi sostiene, tra l’altro giustamente, che la sinistra non si sia interessata abbastanza del problema – aggiunge – rispondo dicendo che la destra ha solo fatto finta di prendere provvedimenti”.
    De Pierro prosegue proponendo un maggiore coinvolgimento delle forze dell’ordine, in particolare di personale abitualmente delegato a ruoli d’ufficio, per non sottrarre preziosi collaboratori a questioni di maggior rilievo e impegno, come la lotta alla criminalità. Prostitute, trans e clienti dovrebbero essere condotti in commissariato se colti sul fatto, trattenuti in accertamento e rilasciati solo nei termini previsti dalla legge: “Solo così – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – si farebbe realmente uno sforzo per risolvere il problema”.

  • Infernetto, alla GS il pandoro Melegatti costa il doppio rispetto alla Conad


    Roma – A Roma, nel quartiere Infernetto, presso un supermercato Conad una confezione natalizia Melegatti contenente un pandoro e una bottiglia costa 4,50 euro, mentre una stessa confezione presso un esercizio GS costa ai clienti 9,25 euro, vale a dire più del doppio.
    Gli unici elementi che differenziano i due prodotti sono il nome (quello per i meno abbienti è denominato “Festa di Luci”, mentre quello destinato a clienti che non “badano” ai prezzi “Dolce Natale”) e la bottiglia contenuto nel “pacco”. Da una verifica però è risultato che la differenza di prezzo tra le due bottiglie è di circa un euro, quindi il divario sembrerebbe assolutamente ingiustificato.
    La denuncia giunge da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che si dichiara fortemente turbato dall’accaduto: “Nonostante le numerose segnalazioni pervenuteci e le verifiche effettuate dai nostri responsabili di zona, non volevo credere ad un fatto del genere. Ho deciso di recarmi personalmente sul posto e purtroppo ho dovuto constatare con i miei occhi increduli che era tutto vero. Non capisco come si possa giustificare un siffatto episodio, in un periodo tra l’altro di grave crisi internazionale. Per fugare un improbabile dubbio che si potesse trattare di un errore, ho acquistato una confezione presso la GS, ma anche l’ultimo barlume di speranza si è infranto contro la triste sonorità del prezzo, tra l’altro sbandierato come in offerta, scandito inesorabilmente dalla precisione del codice a barre”.
    Dopo numerose proteste giunte presso la sede dell’Italia dei Diritti da parte di cittadini fortemente irritati, che avevano acquistato ad un prezzo maggiore il prodotto e che si erano poi accorti che in un esercizio distante poche centinaia di metri invece il prezzo era dimezzato, sono scattati i controlli del caso da parte dei responsabili di zona del movimento, finché il presidente De Pierro non ha deciso di verificare personalmente, recandosi prima presso la Conad di via Castrucci e successivamente presso il supermercato GS di viale di Castel Porziano, registrando in quest’ultimo l’amara sorpresa della veridicità delle segnalazioni.
    “Abitando in zona ho avuto spesso occasione di fare acquisti presso quest’esercizio, ma penso che da oggi in poi sarà molto difficile che io possa continuare a farlo – ha poi aggiunto il leader del movimento – e spero che i cittadini di buon senso facciano altrettanto. Questo episodio ci impone nel futuro di monitorare con ancora più attenzione la giungla dei prezzi, in particolar modo nelle prossime settimane in cui avranno inizio i saldi di fine stagione. A tal proposito attiverò i vari responsabili territoriali, che faranno riferimento al prezioso contributo del nostro responsabile nazionale per la Tutela dei Consumatori Vittorio Marinelli”.

  • Incidente per alcol a Cesano Maderno, la rabbia di De Pierro


    Roma – Ennesimo incidente mortale causato dall’alcol.
    A Cesano Maderno, in provincia di Milano, un ragazzo, con un tasso alcolico di poco superiore al limite consentito, ha travolto una comitiva che stava salendo su un pullman, uccidendo un uomo e ferendo 26 persone: tra queste tre gravi tra cui una bambina di sette anni. Il responsabile è stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo aggravato dal fatto di guidare in stato di ebbrezza. Sull’ episodio è intervenuto Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che ha ribadito la proposta, sostenuta da tempo, che prevede l’arresto obbligatorio e la revoca definitiva della patente per chi guida in stato di ebbrezza nonché l’affidamento dei responsabili ai servizi sociali con attività da svolgere presso un obitorio o una struttura di pronto soccorso. De Pierro rincara la dose: “Provo sempre più rabbia nel commentare incidenti di questo tipo, anche se questa volta c’è scappato il morto, non bisogna però dimenticare – prosegue – i feriti: dopo l’incidente spesso la vita di molte persone cambia radicalmente sia sotto il profilo psicologico, sia fisicamente in seguito alle lesioni riportate che in molti casi causano invalidità permanente. Il mio risentimento deriva dalla mancanza di misure concrete, presto inseriremo nelle nostre battaglie iniziative mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni su questo grave problema.” A tal proposito De Pierro menziona un episodio personale: “Ogni volta che succede una cosa del genere la memoria mi riporta dolorosamente, con grande coinvolgimento nelle mie corde emotive, all’estate del 2007 quando fui vittima d’un tentato investimento. Ancora oggi mi chiedo come fu possibile che il conducente in questione, in evidente stato di ebbrezza, non fu sottoposto al test dell’etilometro né ad esami ematici in ospedale, nonostante le mie pressanti richieste, da due ispettrici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostia Lido. Tra l’altro – conclude il presidente – scrissi una lettera riservata personale di diciotto pagine all’allora dirigente del commissariato stesso, il dottor Rosario Vitarelli, e a distanza di più un anno sto ancora attendendo una risposta”.

  • Stop a buste spesa a pagamento, Italia dei Diritti al fianco dei consumatori


    Roma – “E’ giunto il momento di occuparsi attivamente di questa problema”.
    Con questa frase il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha lanciato un’iniziativa a tutela dei consumatori che prevede la pubblicazione sul sito del movimento e sul portale d’informazione Italymedia.it, da lui diretto, di una lista dei supermercati romani disponibili a non far pagare le buste della spesa ai propri clienti. “E’ veramente assurdo – ha aggiunto De Pierro – che la grande distribuzione costringa i cittadini a questo ulteriore esborso di denaro. Tradotto in cifre significa far confluire nelle casse di questi punti vendita una cifra annuale che si attesta intorno ai sessantamila euro. Di cinque centesimi in cinque centesimi, in dodici mesi un nucleo familiare di tre persone spende venti euro. In tempi di crisi economica e finanziaria anche una somma così apparentemente irrisoria può fare la differenza. Tanto più che si tratta, in effetti, di contenitori in plastica altamente inquinanti che hanno stampato il logo della catena a cui il supermercato appartiene. Un sistema oltraggioso per i cittadini che sono così costretti a pagare la loro pubblicità. Anche per questa battaglia, come per altre, Italia dei Diritti è pronta a scendere in piazza, chiedendo interventi legislativi che, oltre a non consentire questo utilizzo improprio, mirino a favorire l’adozione di buste ecocompatibili. Abbiamo già messo a punto un piano strategico che da una parte darà visibilità alle realtà commerciali che aderiranno alla nostra iniziativa, dall’altra incentiverà i cittadini a boicottare quanti invece continueranno ad imporre questa assurda gabella”.

  • Ancora degrado in pineta, De Pierro chiederà un nuovo incontro a Vizzani


    Roma – “Ancora non ci siamo”. In queste poche ma esaurienti parole si riassume la posizione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in merito alla situazione di raccapricciante degrado in cui versa tuttora, e da molto tempo, la pineta di Ostia.
    Come più volte denunciato dal movimento, in modo duro e incessante, la splendida immagine dell’area verde di Castelfusano è ormai uno sbiadito ricordo. Quel che resta è una discarica abusiva a cielo aperto, spesso sede di campi nomadi illegali, focolaio di roghi come quelli divampati nei mesi estivi, zona di smaltimento clandestino e pericolosamente inquinante di rifiuti tossici, teatro indegno di prostituzione per transessuali e ragazzi di vita. Nei mesi scorsi l’Italia dei Diritti si è aspramente battuta con appelli e denuncie per ottenere dalle istituzioni maggiori controlli e sicurezza. In luglio, dopo diverse richieste, c’è stato anche un incontro ufficiale tra De Pierro e Giacomo Vizzani, presidente del XIII municipio, in cui quest’ultimo si impegnava personalmente a garantire la tutela e il risanamento del parco entro la fine di ottobre. Assicurazioni soddisfacenti. Eppure, arrivato dicembre, il problema non è stato ancora definitivamente risolto e tali assicurazioni sono state ineluttabilmente disattese.
    “Ad oggi la situazione è migliorata leggermente – dichiara piuttosto deluso Antonello De Pierro – poiché in base alle nostre verifiche sul territorio c’è stata una sensibile riduzione degli accampamenti irregolari, così come apparentemente migliorato e limitato sembra essere il problema delle discariche, sulle quali comunque continueremo imperterriti a vigilare. Tuttavia – prosegue stizzito – permane purtroppo la piaga della prostituzione, contro la quale nulla ha potuto nemmeno la recente ordinanza di Alemanno. A tal proposito è già partita una nostra iniziativa, estesa a tutto il territorio di Roma, che prevede la pubblicazione delle targhe dei clienti sull’apposito blog http://targheclienti.wordpress.com”.
    Da tempo l’Italia dei Diritti propone un ampio dispiegamento di forze dell’ordine esigendo l’uso a tempo pieno dei vigili urbani anche per debellare questo fenomeno della prostituzione maschile. “Invece – incalza De Pierro – ancora oggi si vedono trans in abiti succinti oppure seminudi, che sfidano il freddo presumibilmente imbottiti di alcool e stupefacenti, e che esercitano liberamente la loro promiscua professione senza alcuna forma di controllo delle autorità competenti. A questo punto – conclude – la nostra battaglia va avanti senza soste. Pertanto chiederemo al presidente Vizzani un altro incontro per avere valide spiegazioni su queste promesse disattese. L’oasi naturale della pineta va salvaguardata a tutti i costi al fine di evitare una catastrofe ambientale ampiamente annunciata”.

  • Isola pedonale a Ostia Antica, De Pierro con i cittadini


    Roma – Il piano del XIII Municipio che prevede la chiusura al traffico di via dei Romagnoli e la realizzazione di un’isola pedonale nell’area di piazza Gregoriopoli, non incontra il favore del Comitato di quartiere Ostia Antica-Saline che ritiene più urgente l’asfaltatura delle strade interne agli abitati, in stato di grave dissesto.
    A tal proposito Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, dichiara: “sono solidale con il Comitato di Ostia Antica-Saline, questa è una delle tante idee nel campo infrastrutturale che lasciano seriamente perplessi. Una cosa del genere farebbe perdere molto tempo agli automobilisti che transitano per via dei Romagnoli facendoli riversare automaticamente sulla via del Mare, già abbondantemente trafficata, che non ha bisogno d’ulteriori ‘interventi d’infoltimento automobilistico’ ”. In riferimento allo stato delle strade interne, conclude De Pierro: “Giustissimo quanto affermato dal Comitato stesso che i soldi andrebbero spesi meglio affrontando situazioni urbanistiche prioritarie come il rifacimento delle strade interne e le costruzioni di marciapiedi. Ostia antica, come gran parte dell’area del XIII Municipio, presenta un dissesto stradale che non ha eguali in tutta la città di Roma”.

  • Sospeso a Ostia il processo contro Marco De Prosperis e Mario Vincis


    Roma – Era ancora al banco dei testi e stava terminando di esporre la sua versione dei fatti, il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, quando è emerso che alcune delle lesioni oggetto del procedimento sarebbero da attribuire ad un imputato invece che all’altro, a cui erroneamente erano state ascritte. Il giudice ha così sospeso alla terza udienza il processo che si stava celebrando ad Ostia e che vede imputati Marco De Prosperis e Mario Vincis, che secondo l’accusa avrebbero aggredito con ingiurie e minacce, procurandogli anche delle lesioni fisiche, il noto giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti.
    Il reporter stava fotografando, il 12 ottobre 2005, un cartello che, secondo la denuncia presentata dallo stesso De Pierro, indicava l’inizio dei lavori in un cantiere allestito nella proprietà della madre di De Prosperis, istallazione alla quale aveva appena provveduto Vincis, di professione muratore, che sembrava essere a capo dei vari operai che operavano nel cantiere. In base a quanto esposto dal denunciante erano in corso da circa sei mesi lavori edili di una certa entità e solo da tre mesi ed esattamente il 7 luglio era stata presentata una D.I.A. relativa a tali opere, e quindi secondo il Testo Unico sull’Edilizia legge 380/01, i lavori non avrebbero potuto aver luogo prima di un mese dalla presentazione, pur illegittima della denuncia di inizio attività. Purtroppo però, né i vigili urbani, interessati da più segnalazioni orali e scritte, né i dipendenti dell’Ufficio Tecnico del XIII Municipio avrebbero verificato tali condizioni, né tantomeno l’esposizione del cartello, dando il via ad una lunga e complessa storia fatta di omissioni e illeciti, su cui De Pierro, noto soprattutto per le sue numerose battaglie civili, contro le distorsioni sociali in tema di violazione dei diritti dei cittadini, tra l’altro avrebbe deciso di scrivere addirittura un libro.

    Dalla denuncia presentata si evince che il giornalista, tra l’altro direttore del noto portale di informazione Italymedia.it e voce storica di Radio Roma, sarebbe stato immediatamente aggredito verbalmente da Vincis con varie frasi ingiuriose e minacciose. La situazione sarebbe poi degenerata quando De Pierro, vista la presenza di un operaio straniero poco distante, manifestava le sue intenzioni di far intervenire una pattuglia delle forze dell’ordine, per verificare la regolarità della sua posizione. A quel punto l’operaio si sarebbe dileguato all’interno del cantiere, da cui sarebbe uscito De Prosperis, che, dopo aver apostrofato il presidente dell’Italia dei Diritti con numerose frasi ingiuriose, l’avrebbe colpito violentemente al viso. Subito dopo sarebbe uscito l’operaio di prima, e Vincis, per favorire la fuga di quest’ultimo, dopo essersi messo alla guida di un furgone bianco, avrebbe rischiato più volte di investire il giornalista, che per evitare l’impatto si sarebbe procurato delle lesioni, per le quali era costretto a ricorrere alle cure dei sanitari.

    La prima udienza del processo si era conclusa con un rinvio di più mesi per esperire un improbabile tentativo di riconciliazione, voluto fortemente dagli avvocati della difesa, nonostante il legale di parte civile, avvocato Fabio Mastrorosa, avesse sostenuto con decisione la mancanza di qualsiasi presupposto per tale esperimento. Infatti nessun segnale in tal senso sarebbe provenuto da parte degli imputati nel lasso di tempo trascorso fino alla seconda udienza.

    Nell’ultimo appuntamento, con gli imputati non presenti, che prevedeva l’escussione di De Pierro come teste, si era proceduto ad un ulteriore rinvio. Ora si ricomincia tutto di nuovo, dopo che la procura avrà formulato i nuovi capi d’imputazione e le relative notifiche saranno giunte ai destinatari.