Tag: innovazione

  • Al Global Marketing Mascitelli e Liguori, in diretta streaming, parlano di tecnocreatività


    Il Global Marketing, la mostra-convegno di Global Corporate in cui la domanda e l’offerta si incontrano e si confrontano su idee, progetti, budget e soluzioni in grado di aumentare l’efficienza e l’efficacia della comunicazione, si è arricchita in occasione del The European Year of Creativity and Innovation 2009 di nuovi momenti e di grandi personalità.
    Il 24 giugno, alla conferenza di apertura della manifestazione dal titolo ‘La creatività in un’ottica di opportunità’, al Centro Congressi Zanhotel di Bologna hanno partecipato, in diretta streaming dagli studios Alboran di Cologno Monzese, tre personalità di spicco del mondo della comunicazione, dell’azienda e dell’informazione.
    Giuseppe Mascitelli, AD Alboran (divisione di Mediolanum Comunicazione), Luca Roda, AD Roda srl e Paolo Liguori, direttore TGCOM, sono intervenuti dopo l’introduzione di Fabrizio Bellavista, esperto di comunicazione digitale, che ha introdotto The European Year of Creativity and Innovation 2009.
    Nel collegamento da Cologno Monzese i tre esperti del mondo della comunicazione, dell’azienda e dell’informazione hanno approfondito il concetto di creatività, le sue sfaccettature e il suo ruolo nel panorama economico-sociale odierno. Giuseppe Mascitelli, Luca Roda e Paolo Liguori hanno in particolare discusso sull’apertura della creatività ai settori della produttività, sui pericoli e le opportunità che può offrire e sulla creatività in tempo di crisi, riflettendo sulle caratteristiche che dovrebbe possedere per costituire il driver per uscire dalla recessione.

    Grande è stato l’apporto di Paolo Liguori nel tessere la trama dell’incontro e nell’evidenziare come l’apporto creativo sia necessariamente multilevel: i contenuti (secondo la sua esperienza di direttore di rete televisiva) partono dalla medesima redazione e trovano visibilità, con diverse personalizzazioni, su piattaforme TV, portali di video streaming, radio e altri mezzi. “Nel nostro settore” ha dichiarato “l’innovazione ha avuto un’accelerazione incredibile ma questo non deve farci dimenticare la qualità del contenuto veicolato: Facebook, esploso in tutto il mondo, rappresenta una grande occasione di riconoscibilità ma necessita di contenuti di valore; in ottica futura la sola relazione non basterà. Nel processo di cambiamento è importante mantenere l’identità: il futurismo, grande movimento innovativo, seppe mantenere una grande riconoscibilità e creare una propria identità nel tempo. Questo oggi è indispensabile; va bene l’innovazione ma sono necessari anche segni creativi ben riconoscibili”.
    Giuseppe Mascitelli è intervenuto ricordando che “negli anni ‘90, proprio in questo studio da cui stiamo trasmettendo, è stato lanciato il primo video portale in Italia e in Europa. A soli tre lustri da quel momento siamo ora collegati con un’alta qualità audio e video via web con voi: questa è innovazione”.

    Luca Roda ha esaminato il tema della creatività in rapporto al business affermando “la moda è cambiata. La creatività è presente in tutta la filiera della produzione e proprio nelle tecniche di produzione e di vendita, in questi momenti di crisi, il valore aggiunto apportato dalla visione creativa fa la differenza. Quando ho iniziato, molti mi sconsigliavano di entrare in un mercato, quello della moda e cravatte, ormai ‘maturo’. Sono invece riuscito ad avere successo con il mio brand, perché la creatività permette di ridare vita a ciò che solo in apparenza sembra obsoleto e spento”.

    Mascitelli ha concluso il collegamento da Cologno Monzese puntualizzando che “l’humus sociologico incide e orienta il mercato; non lo fanno, o soltanto in piccola misura, le aziende. La cultura della società moderna è densa di contaminazioni, porta ‘segni’ e caratteristiche di popoli che troppo banalmente abbiamo liquidato come arretrati. Dal contatto di contesti diversi spesso nasce la scintilla di una nuova idea.
    In questo senso è giusto servirsi di una visione ‘antropologica’ del cambiamento: nulla è in assoluto nuovo ma sempre frutto di contaminazioni tra passato e presente, tra culture differenti, tra il pensiero dell’azienda e quello dell’utente. In questo caso è arrivato a supportarci il web 2.0 che dà voce ai singoli all’interno di comunità collegate.
    Il concetto di creatività è cambiato: serve un’anima tecnica e tecnologica insieme, condensata in una stessa persona, con una parte creativa e umanistica. Il creativo di oggi deve dare del tu alla tecnologia, in sintesi deve essere tecnocreativo”.

    http://www.global-marketing.it

    Global Corporate
    Global Corporate è una società specializzata in azioni di promozione e comunicazione diretta per aziende che ha l’obiettivo di mettere in contatto la domanda con l’offerta, sulla base di interessi comuni, attraverso summit, ideazione e gestione di eventi personalizzati, attività mirate e qualificate di marketing one-to-one.

  • Primo e-book in rete sulla politica condivisa


    Nell’era del web 2.0 anche la politica diventa condivisa: è uscito il primo e-book che raccoglie le testimonianze raccolte in rete su “Come colmare il divario tra la politica e le persone” e “Torino viene vissuta come una città estremamente creativa, ma nel contempo anche poco capace di sviluppare e trattenere sul proprio territorio le stesse idee da essa prodotte”. L’e-book, scaricabile dal ning http://cambiareinsieme.com, raccoglie le segnalazioni, i pareri, la rabbia e la passione verso una nuova forma di politica condivisa e dimostra come il web sia uno strumento che permette a chiunque il proprio parere, senza filtri e in totale libertà; i contributi riportati nell’e-book non hanno infatti subito alcuna forma di censura.
    Le due inchieste sono state promosse da Claudia Porchietto, candidata alla presidenza della provincia di Torino (al ballottaggio il 21 e 22 giugno), attraverso Facebook nell’aprile del 2009 e allargate poi su altri social media.

    Dalle risposte alla prima inchiesta emerge una delusione nei confronti dei politici, ma anche una forte voglia di riacquistare fiducia nella politica: “vogliamo aria nuova nella politica” dice Mario mentre Sergio pretenderebbe dai politici “credibilità, onestà, correttezza” perchè, pensa Claudia, “la politica non dovrebbe essere né di destra né di sinistra, è semplicemente di tutti”. Ci sono anche persone che, come Donato, sono completamente sfiduciate: “la politica fa male alla pelle”.
    Chi ha risposto a quest’inchiesta ritiene in genere che il divario politica-persone sia colmabile; se Angelo sostiene “vedo arduo colmare il divario” e Fabiana “il divario mai si sanerà”, molti altri si sono dimostrati più possibilisti. “Si può colmare” (Giampiero), “certamente si può e si deve colmare” (Agnese), “si deve colmare” (Virginia), “difficile forse, ma pur sempre possibile!” (Lorena). Qualcuno è invece decisamente ottimista: “tale divario effettivamente si colmerà” afferma Gianmaria.

    Per uscire dall’impasse della distanza della politica nei confronti della gente, chi ha risposto alla prima inchiesta dà qualche consiglio; primo tra tutti, quello di restare vicino ai cittadini e ai propri elettori: “politica con la gente, per la gente, tra la gente” suggerisce Franco, “amici dei cittadini” secondo Franco, “filo diretto tra la politica e il cittadino” afferma Stefania e “una politica al servizio del cittadino” consiglia Alessandro.
    Dice Emanuele A. G. ‘Credo che per avvicinare e colmare il divario, il metodo sia quello sportivo, ovvero il coinvolgimento. Rendendo partecipi le persone ai progetti e alle idee di chi ci governa, si creerebbe la condivisione o le critiche propositive che permettono di avere un avvicinamento ed un interessamento da parte della gente’.
    Le persone richiedono inoltre ai politici una maggiore vicinanza agli elettori e una maggiore normalità da parte dei politici perchè troppo spesso vengono visti come casta inavvicinabile e soprattutto coerenza con ciò che i politici dicono prima di essere eletti. “Non essere ‘casta’ tra ‘poveri mortali’” (Armando), agire “per il bene comune e non per se stessi prima e dopo le elezioni” (Paola), “alle parole seguano i fatti” (Bruno). Alex, come molti altri, consiglia di “coinvolgere i giovani”, elettori importanti e oggi troppo spesso scollati dalla politica.
    Questo divario deve quindi essere colmato; in fondo, come sostiene Carlo, “politica e persone non sono altro che due facce della stessa medaglia”.

    La seconda inchiesta, in appendice nell’e-book, riguarda la creatività di Torino e l’incapacità della città di sviluppare e trattenere sul proprio territorio le stesse idee che ha prodotto.
    Una causa di questa situazione è dovuta, secondo i piemontesi che hanno risposto, ad un atteggiamento diffuso di immobilismo tipico della città sabauda: Torino, dice Filippo, “‘bogia nen’, letteralmente non si muove”, mentre Paolo la definisce “ermetica, austera e discreta”. Ciò su cui concordano molti è il fatto che Torino sia poco valorizzata e poco comunicata: è “incentrata sul fare e non sull’apparire” (Marco), non lavora “sull’immagine della stessa” (Giancarlo), “non pubblicizza il risultato” (Barbara); i torinesi sono “molto bravi a fare e poco a vendere” (Angelo) e “non sfruttano a dovere le potenzialità” (Giacomo).
    Dice Federico B. ‘Eccessivo understatement e ridotta apertura al mondo esterno hanno provocato quest’incapacità a valorizzare le notevoli risorse di cui dispone. Un ruolo fondamentale in questo senso l’ha giocato, per troppo tempo, la presenza ingombrante di un soggetto monopolista che, come tale, non ha mai avuto interesse ad un reale sviluppo’.

    “Torino è stata la capitale di tutto ciò che è creatività”, afferma Luca, ma, sostiene Carlo, “le buone idee poi si sviluppano altrove e tornano all’origine soltanto negli ormai numerosi musei di cui è piena la città”. Questo perché “manca una classe dirigente che sia portatrice di innovazione” (Carlo) e perché Torino ha avuto “una dirigenza e un’imprenditoria spesso fuori dal mondo”. E’ su queste incapacità che bisogna lavorare, sostiene la maggioranza di chi ha risposto a questa seconda inchiesta, oltre che, come dichiara Rino, dare “massima fiducia ai giovani”, per far tornare Torino alle glorie del passato.

    http://cambiareinsieme.ning.com/profiles/blogs/al-ballottaggio-in-provincia

  • Essere leader vuol dire essere libero


    Esiste un leader in ogni essere umano. E’ questo l’assunto da cui gli specialisti del Centro  Clinico FerrariSinibaldi sono partiti per l’elaborazione del Modello della Disclosure Leadership. Non uno ma infiniti modi di essere leader, tanti quanti sono le persone che stanno costruendo una propria attitudine alla leadership. Una leadership che tutti possediamo, ma che necessita di dischiudersi e di trovare la modalità per potersi realizzare concretamente.
    In quest’ottica la Disclosure Leadership si propone come un processo attivo che permette di far emergere ed esprimere il potenziale che ciascuno possiede. Partendo dalla scoperta delle proprie risorse fino alla loro elaborazione in chiave funzionale e spendibile in contesti professionali e relazionali, è possibile costruire un efficace e del tutto personale stile di guida e conduzione. Capire sè per gestirsi e gestire attivamente, liberi da abitudini o modalità che eseguiamo ormai in automatico senza ricordare bene perchè. 
    Il Modello prevede 4 fasi ciascuna con specifici obiettivi. La costruzione di una Leadership Situazionale per lo sviluppo del proprio stile di leadership attraverso l’analisi del proprio contesto di riferimento. La Leadership Consapevole per raggiungere elevati livelli di consapevolezza del proprio atteggiamento e della propria responsabilità. Il Coaching Base e Coaching Advanced per l’apprendimento dei principi di influezamento di relazione e di sviluppo. 
    Attraverso la messa in discussione del quotidiano, l’attività corporea, le tecniche espressive e le più tradizionali lezioni frontali il Modello insegna e stimola l’osservazione di sè e degli altri in maniera più consapevole.
    In questo modello di leadership non si parla di obiettivi, di mete da raggiungere o di situazioni sfidanti da affrontare. La Disclosure Leadership è il disvelamento dei nostri atteggiamenti e delle nostre dinamiche relazionali più profonde, rese intelleggibili e indirizzabili verso attività costruttive. 
    Fare esperienza di Leadership significa poter raggiungere una buona consapevolezza di sè, del proprio modo di essere con gli altri e di come veniamo percepiti dall’esterno. Solamente l’acquisizione di queste competenze può garantire alla persona di giocare la propria leadership in modo libero, spontaneo e creativo.

    Per ulteriori informazioni:
    http://www.ferrarisinibaldi.it/lab/disclead.htm

  • Elezioni Provinciali: Claudia Porchietto vuole portare innovazione e progresso


    Durante la formalizzazione da parte di Enzo Ghigo, coordinatore regionale Pdl e di Roberto Cota, segretario nazionale Lega Nord Piemonte, dell’intesa che vedrà l’alleanza di centrodestra presentarsi compatta, con candidati unitari, per le elezioni amministrative del 6-7 giugno, Claudia Porchietto è intervenuta con due brevi dichiarazioni: “Riguardo ai sondaggi apparsi recentemente sulla stampa quotidiana che mi darebbero in vantaggio di 10 punti sul mio competitor, ebbene, pur provandone ovvia soddisfazione, vorrei sottolineare con forza che il percorso è ancora tutto da fare e che in questo momento chiamo a raccolta tutti i cittadini perché mi supportino con i loro consigli e la loro vicinanza!”. E continua: “In sintonia con Gianna Gancia della Lega Nord Piemonte in corsa per la Provincia di Cuneo, sottolineo come la nostra rilevante presenza femminile a queste elezioni non abbia per noi alcuna valenza da ‘quote rosa’; non crediamo a questa visione limitante bensì al riconoscimento del merito e delle capacità insite nella nostra proposta e nella nostra determinazione a voler portare innovazione nella Provincia. Vogliamo reagire a questo clima caratterizzato da una sorta di ‘cappa’ che non permette lo sviluppo aperto del nostro territorio, l’emergere dei talenti e l’affermarsi di un pensiero innovativo”.

    Ecco come contattare Claudia Porchietto:
    Sito: http://www.claudiaporchietto.it/
    Ning ‘Cambiare insieme’: http://cambiareinsieme.ning.com/
    Blog ‘Provincia e lavoro’: http://provinciaelavoro.blogspot.com/
    Fan page in Facebook ‘Claudia Porchietto Presidente’: http://www.facebook.com/pages/CLAUDIA-PORCHIETTO-PRESIDENTE/50394234891?v=wall&viewas=1372954338

  • Clienti e Utilities, al centro del convegno di Data Management e Postecom


    Oggi, le aziende erogatrici di servizi di pubblica utilità si devono misurare su temi strategici, che riguardano sia l’ottimizzazione dei processi interni all’azienda, sia il rapporto con l’ambiente esterno. Occorrono strumenti tecnologici capaci di rendere queste aziende efficienti, diminuendone i costi di gestione e facendole entrare veramente in relazione con il cliente. E’ proprio questo il tema del convegno organizzato da Data Management e Postecom, che chiamano a raccolta gli esperti della normativa e i manager del settore. Il focus sarà su come l’innovazione tecnologica sia il fattore chiave per gestire le tante informazioni provenienti dai cittadini e dalle istituzioni, trasformandole in operatività. Per i Clienti, niente più attese sfiancanti al telefono per una semplice voltura, ma la possibilità di inserire direttamente le proprie richieste on-line e vederne anche lo stato d’avanzamento. Per le Utilities, la possibilità di controllare i pagamenti delle bollette e scegliere gestionali adatti a farle dialogare con i clienti per diventare davvero competitive.
    Data Management: la passione per i servizi pubblici.

  • Data Management rilascia il nuovo modulo @kropolis per la Polizia Locale


    La Soluzione svolge un ‘ampio numero di compiti che riguardano: la prevenzione e repressione delle violazioni alle norme di leggi, regolamenti, provvedimenti statali, regionali e locali; l’informazione, la notifica e l’accertamento di atti; il soccorso alla popolazione; la vigilanza sul patrimonio pubblico; le funzioni della polizia stradale, giudiziaria e di pubblica sicurezza, come previsto dalla legge.
    Un altro aiuto concreto sulla strada di servizi efficienti per i cittadini, con un risparmio di tempo e denaro per tutti.

  • Francesco Morace: l’esperienza visiva e tattile delle Sense Girls e dei DeLuxe Men


    FutureConceptLab ha condotto una ricerca sulle attuali tendenze abitative sia dal punto di vista del mercato che delle nuove generazioni. I risultati hanno evidenziato l’esistenza di tre scenari del vissuto della domesticità: Storytelling, Hyperceptive ed Extra-Domestic.
    Francesco Morace, Presidente di Future Concept Lab, ha illustrato questa ricerca durante la conferenza stampa “All’insegna della virtuosità italiana: l’innovazione delle porte d’ingresso e delle finestre multiprestazionali che trasformano la casa”, in cui FBS (azienda specializzata in prodotti antieffrazione) ha presentato la finestra blindata KomFort.

    Ecco come Morace spiega la Tendenza Hyperceptive e quali sono i suoi target di riferimento.

    La Tendenza Hyperceptive, tipica del nuovo lusso e dei Paesi emergenti, richiede paesaggi visivi e tattili all’interno dell’ambiente domestico e la centralità dell’esperienza corporea, per ottenere una percezione più intensa dello spazio circostante. E’ uno scenario che dà importanza al tatto, alla vista e all’estetica (ad esempio nell’illuminazione), per il quale la tecnologia ha un effetto magico. Anche se viviamo in un mondo digitale, questo modello di living tende al coinvolgimento dei sensi, all’esclusività, al lusso e alla conservazione dei valori attraverso il gusto ed il gioco con la materia. I risultati dell’innovazione tecnologica e l’utilizzo di nuovi materiali portano a soluzioni funzionali e a nuovi modi di vivere l’ambiente-casa, caratterizzati da una maggior intensità e coinvolgimento sensoriale.

    In questa tendenza il consumatore ricerca con gli oggetti d’arredo un’interazione e un forte potenziale seduttivo e di stimolazione del tatto.
    Le Sense Girls e i DeLuxe Men costituiscono il target primario della Tendenza Hyperceptive, caratterizzato dall’amore per l’artigianalità e la bellezza, capace di produrre una nuova estetica e per questo veicolo di apertura verso i mercati dell’Est e orientale. Le Sense Girls tengono in grande considerazione l’estetica e desiderano ritagliarsi un proprio paradiso parziale all’interno dell’ambiente domestico mentre i DeLuxe Men, simbolo del nuovo lusso, ambiscono a prodotti che si distinguono per l’elevata artigianalità, lo stile esclusivo e i dettagli preziosi.

    www.futureconceptlab.com
    www.fbsblindate.com

  • Data Management si aggiudica l’appalto INPS di reingegnerizzazione dei servizi software.


    Data Management Spa si è recentemente aggiudicata il contratto per la reingegnerizzazione delle applicazioni software dell’INPS, relative a tutte le sedi dell’Istituto, per un importo complessivo di oltre 18 milioni di euro, in RTI con Accenture e GFI Italia.
    Le attività, appena iniziate, termineranno il 31 dicembre 2010 e riguarderanno tutte le aree prioritarie d’intervento dell’Istituto come pensioni, contributi, prestazioni non pensionistiche, etc. Gli obiettivi del progetto sono molteplici: dal potenziare i servizi agli utenti diminuendo i costi di gestione, alla condivisione delle informazioni con gli altri uffici della P.A. per rilevare frodi e lavoro sommerso.
    Grande è l’attenzione posta anche alla questione della sicurezza dei cittadini nelle transazioni internet e all’osservanza delle normative sulla privacy. Maggiore informatizzazione sì, ma sempre con un occhio alla tutela dei dati informativi.

  • La tecnologia del prossimo futuro è quella che piace al cervello


    Le interfacce dotate di touch screen funzionano con il semplice tatto e hanno un’architettura studiata per le abitudini dell’uomo. Con un dito si possono navigare cartine stradali, ingrandirle o rimpicciolirle. Diversamente da tasti e pulsanti, i touch screen permettono di realizzare un’interfaccia fra uomo e macchina, o fra tecnologia e umanità, con una logica completamente differente.
    Al convegno dell’Ordine degli Psicologi tenutosi il 22 gennaio scorso all’Università Cattolica di Milano, la dott.ssa Arianna Girard del Cognitive and Behavioural Lab. del Centro FerrariSinibaldi espone i risultati di uno studio sulle somiglianze tra funzioni cognitive umane e modalità di attivazione delle stesse nell’impiego della tecnologia touch screen. La dott.ssa Girard spiega come questa forma di accesso intelligente sia lo stato dell’arte in tema interfaccia uomo-tecnologia. La tecnologia touch screen afferma, “è esattamente il modo in cui le persone vogliono interagire con la tecnologia. È la forma di contatto fra uomo e macchina che sarà richiesta in futuro. Il successo ottenuto dall’iphone dell’apple dimostra come gli utenti abbiano già scelto questa tecnologia”.
    Il Laboratorio del Centro FerrariSinibaldi mette in evidenza come la piacevolezza legata all’uso di queste tecnologie derivi dal fatto che la componente emotiva dell’immagine e del suono, che sono caratteristici dei touch screen, precedono la decodifica cognitiva del messaggio, garantendo un imprinting positivo all’attribuzione di significato dello strumento. Anche l’apprendimento è reso più immediato grazie all’utilizzo di pattern motori arcaici e universali (ad esempio, il gesto di sfogliare con un dito per visionare una play list). La dott.ssa Girard aggiunge che la chiarezza percettiva delle icone e la semplicità dei percorsi per raggiungere la funzione desiderata completano l’accessibilità degli strumenti dotati di queste interfacce.

    Contatti
    Cognitive and Behavioural Lab. – FerrariSinibaldi
    Via Bellotti 15 – 20129 Milano
    Tel. 02 29524018
    http://www.ferrarisinibaldi.it/lab/index.htm

  • I viaggi incentive e il marketing interno: una proposta di TWT


    Definiamo il viaggio incentive come un viaggio speciale che unisca ai significati romantici e quasi innati del viaggio, contenuti opportunistici aziendali di premiazione e gratificazione.
    L’incentive si offre ai dipendenti, in una operazione di marketing interno oppure ai clienti più importanti e non è prerogativa solo della grandi imprese.
    In Italia, purtroppo, il potere decisionale circa le opportunità dei viaggi incentive si è spostato dai massimi vertici strategici agli uffici acquisti, dove, senza togliere nulla alla professionalità dei purchasers, si tengono giustamente in considerazione soprattutto costi e sicurezza.
    L’incentive, si fonda su un messaggio di tipo strategico e pertanto è legato a scelte tecniche non solo di alto valore qualitativo, ma anche di grande contenuto emozionale fatte per vendere di più e meglio.
    A volte nell’incentive sono previste brevi riunioni in cui si presentano obiettivi aziendali oppure si tirano le somme su quanto è stato fatto. Ma le sale riunioni sono oggi troppo piccole per ospitare “l’ego” di coloro che hanno meritato tale gratificazione da parte dell’azienda.
    Dall’esperienza dei Paesi anglosassoni, si tende a portare il percorso d’incentivazione fuori dalle convenzioni della comunicazione aziendale, in una dimensione ludica o di simulazione attraverso la quale si creino nuovi stimoli legati all’emozione e all’esperienza. Per esempio, ci è capitato di organizzare in Sud Africa un safari a piedi in una riserva privata con una prova di orienteering. In una attività dai toni avventurosi, come questa, si esalta il valore della metafora e si creano occasioni insolite per stimolare la creatività e lo spirito di adattamento dei partecipanti.
    È pacifico che Incentivano la produttività quelle aziende che hanno una forte propensione commerciale ed un ampio portafoglio clienti.
    A queste aziende che scelgono l’incentive come raffinato strumento di marketing, si chiede di esercitare l’arte della comunicazione con il “cuore” attraverso l’ascolto attivo dei desideri dei premiati.
    Così non è importante dove si scelga di volare, ma cosa andremo a fare laggiù, cosa impareremo, cosa potremo essere per qualche giorno.
    In Italia, secondo i dati disponibili dalle maggiori incentive house, si crede che l’incentive sia un gadget costoso, che l’azienda regala con gratitudine.
    In realtà incentivare è un’occasione unica per comunicare e trasformare i propri clienti in partner affezionati ed i propri collaboratori in appartenenti orgogliosi al “sistema sociale ridotto” azienda.
    Anche la necessità d’impiegare grosse risorse economiche non è aderente alla realtà dell’incentive, che, secondo i canoni della comunicazione emozionale, può essere realizzato anche dalle PMI con investimenti limitati.
    Ci auguriamo che la voglia di sperimentare e le capacità d’innovazione delle imprese Italiane, non si spengano del tutto offuscate all’ombra del GOLEM della crisi economica che è sicuramente crisi di mercato, ma non è crisi delle idee che creano valore.

    LEONARDO FRONTANI
    www.twt-team.it

    [email protected]