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  • Immobiliare.it: un italiano su quatro in lite col vicino di casa

    Ama il tuo vicino, ma non togliere la siepe. Visti i risultati dell’indagine condotta da Immobiliare.it (www.immobiliare.it) su un campione di oltre 3.000 condomini, il vecchio adagio sembra sempre valido ancora oggi, e i litigi tra vicini sembrano non conoscere crisi. I risultati mostrano un’Italia ancora avvezza a incomprensioni tra chi condivide lo stesso pianerottolo: il 26% degli Italiani, ha litigato con il proprio vicino di casa. I motivi? Presto detto. “Parcheggia sempre dove non deve” (19%) e “sembra sposti i mobili durante la notte” (15%): sono queste le giustificazioni più comuni. Non mancano gli animali domestici invadenti (14%), i danni a seguito di infiltrazioni (11%) e, a seguire, il disordine sul pianerottolo (9%). Tra uomini e donne le differenze sono meno nette di quanto si possa pensare: le donne si mostrano più litigiose degli uomini, ma non più di tanto. Le signore ammettono di aver litigato con un vicino di casa per il 27% del campione, gli uomini si fermano al 25%. Sui motivi, invece, che spingono alla discussione, qualche differenza c’è: alle donne i rumori notturni danno più fastidio che agli uomini, tanto da essere la prima motivazione per il litigio (18%); l’automobile resta in cima ai pensieri dei maschi e più di un uomo su cinque litiga perché il proprio vicino parcheggia sempre dove non deve (21%). Poco importa, per entrambi, se il vicino è in perenne ritardo con i pagamenti condominiali, motivazione fanalino di coda per tutti e due i generi. Per quanto riguarda le differenze regionali, va ai Siciliani la palma di “più riottosi d’Italia”, con il 34% del campione che almeno una volta ha litigato con i vicini. Seguono, a breve distanza, Lucani, Valdostani e Abruzzesi con il 31%. I meno litigiosi sembrano essere gli Umbri (solo il 18%) e i Calabresi (19%): forse più attenti a preservare quel microcosmo che è la vita nei condomini. Se gli Italiani si confermano un popolo propenso al litigio, non amano ammettere di essere invidiosi. La percentuale di chi confessa di aver, almeno qualche volta, invidiato il proprio condomino si ferma all’8%, senza distinzione tra uomini e donne. Il motivo in assoluto più ricorrente sta, neanche a dirlo, nelle differenze tra i rispettivi immobili: il 24% di chi ha dichiarato di aver invidiato il vicino l’ha fatto perché geloso del suo terrazzo o del suo giardino. A seguire, l’idea che la casa dell’odiato sia più bella (20%) o più grande (18%) della propria. Il torneo nazionale degli invidiosi è vinto dai Marchigiani, che si definiscono gelosi del vicino nel 18% del campione analizzato. Seguono i Piemontesi e i Lucani, con il 14%, e i cittadini dell’Emilia-Romagna con il 13%. Ancora una volta… la bile del vicino è sempre più verde.

  • Prezzi, quotazioni e locazioni: analisi del mercato immobiliare a Verona

    È davvero molto ampio il divario dei prezzi per comprare casa nelle diverse zone di Verona, secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it, che oggi ha reso noti i propri dati. Se la media è di oltre 2.500 euro al metro quadro, la zona in assoluto più cara è quella del Centro Storico e di via Filippini, dove la media del costo è di 4800 euro al metro quadrato; guardando solo tra gli appartamenti signorili, nuovi o ristrutturati, il costo sale ulteriormente, fino a 5.500€. In dettaglio, partendo dall’analisi degli oltre 1.200 annunci di vendita relativi alla città di Verona presenti su Immobiliare.it, vediamo come Via Golosine e Ca’ di David risultino le zone in assoluto più economiche, per l’acquisto di immobili, dove il costo medio supera di poco i 1800 euro; in generale Borgo Roma risulta essere il quartiere più a buon mercato. Salgono poco sopra i 2.000 euro i costi medi a Borgo Venezia, se prendiamo in considerazione un immobile di pregio i costi arrivano intorno ai 2.500€ al metro quadro; si arriva a 2.210€ nel quartiere intorno allo stadio, dove la parte più cara sembra essere quella di Ponte Catena, dove per un appartamento signorile ristrutturato la cifra richiesta supera i 2.800 euro. Questo per quel che concerne il mondo delle compravendite; sul fronte degli affitti, analizzando i 500 annunci presenti su Immobiliare.it vediamo come l’affitto medio per un bilocale sia di 420 euro al mese, mentre per un trilocale vengano chiesti 100 euro in più. Salgono di molto i costi degli affitti nel Centro storico, dove per un trilocale la richiesta di canone può essere anche di 750 euro al mese, mentre la media dell’affitto di un bilocale è di 660€; Borgo Venezia è invece il quartiere di Verona dove le locazioni sono più economiche: in media la richiesta per un appartamento di tre locali è di 550 euro al mese, che scende a 450 se invece si è interessati ad un bilocale. Il costo medio per l’affitto di un bilocale in zona Musicisti e a Montorio, fra le zone più economiche di tutta la città, è di 440 euro mensili; poco più cari gli affitti, sempre per la stessa metratura, a Quinzano e Borgo Venezia, rispettivamente 460€ e 450€.

  • Per Fido è difficile andare in vacanza: animali ammessi solo nel 9% delle strutture per le vacanze.

    Sono otto milioni e mezzo le famiglie italiane che convivono con un animale domestico, ma se portano in vacanza anche l’amico a quattro zampe, trovare una struttura che li accolga è ancora un problema. Grazie ai dati del suo sito CaseVacanza.it (www.casevacanza.it), l’Ufficio Studi di Immobiliare.it ha messo in luce come la disponibilità ad accogliere i migliori amici dell’uomo sia dichiarata solo nell’9% degli annunci di immobili dati in affitto per le vacanze.

    Dall’analisi di Immobiliare.it appare ancora più singolare e particolare la situazione se si scende nel dettaglio: sul totale dei privati che mettono in affitto case vacanze il 47% accetta animali, guardando invece agli immobili offerti dalle agenzie solo l’8% accoglie cani e gatti.

    L’accoglienza per Fido è molto diversificata a livello regionale: secondo i dati diffusi da Immobiliare.it, le regioni con la maggior percentuale di annunci di case con disponibilità ad accogliere animali sono la Valle d’Aosta, con il 19%, seguita dall’Abruzzo con il 15% e dall’Emilia Romagna con il 12%; mentre le regioni meno virtuose sono la Lombardia (solo il 3% delle case vacanza dichiara la sua disponibilità ad ospitare animali), le Marche e la Sardegna, (in entrambe la percentuale è pari al 4%).

    Anche se accolti, gli animali non sono comunque compresi nel prezzo, ma pagano a parte. In media portare in vacanza un cane o un gatto costa dai 30€ ai 50€ a settimana, ma se è di taglia grande potreste avere ulteriori brutte sorprese. Molte strutture, che pure dichiarano di accettare gli animali, accolgono solo quelli di piccola taglia e altre, se li accettano, applicano un’ulteriore maggiorazione sul prezzo.

    Quando si dice…che vita da cani!

  • A Taranto le case costano in media 1.440 euro al metro quadro.

    Comprare casa a Taranto può costare anche molto caro. Secondo i dati dell’indagine dell’ Ufficio Studi di Immobiliare.it, sito leader del settore, se il costo medio di un appartamento in città è di circa 1.440€, in alcune zone, sempre considerando i valori medi fra nuovo e usato, si arrivano a sfiorare anche i 2.000€. Nello specifico, secondo l’analisi degli oltre 500 annunci di vendita pubblicati su Immobiliare.it e relativi alla sola città di Taranto, il quartiere più caro è il Centro Storico dove per comprare casa servono 1.975€ al metro quadro è se la scelta riguarda i soli immobili di pregio (siano essi nuovi oppure ristrutturati) si sale ancora, fino a 2.400€ al metro quadro. Nella classifica dei quartieri più cari di Taranto, la medaglia d’argento va alla zona sud occidentale del capoluogo, Virgilio. Qui il prezzo medio di un appartamento è di 1.905€ al metro quadro. Terzo è il Rione Italia in cui, come a Montegranaro, i prezzi medi arrivano a 1.885€ per ogni metro quadro. Le aree più economiche sono risultate essere invece il quartiere Paolo VI (903 €/mq), Tamburi e Croce (1.100€/mq) e il rione Trecarrare (1.483 €/mq). Per chi è impegnato nella ricerca di una casa da affittare i costi sono oggettivamente piuttosto alti se paragonati a quelli di altre città simili. Per prendere in affitto un bilocale la richiesta media a Taranto è di 420€ al mese che diventano 470€ nei rioni San Vito, Lama e Carelli e 450€ a Salinella. Diventano molto bassi invece in alcune aree della città; nel già citato quartiere Paolo VI si spendono 280€ al mese, a Solìto 370€. Anche per i trilocali si spende. In media il costo mensile del canone di locazione di un immobile di questo tipo a Taranto è pari a 520€. Questa volta la palma della zona più cara è assegnata ai quartieri Talsàno e San Donato (620€) seguiti a brevissima distanza da Salinella. Qui per affittare due camere, cucina, salotto e bagno servono 610€ al mese.

  • Immobiliare.it: nell’ultimo anno gli affitti sono aumentati in media dell’1,5%

    Per gli oltre 4 milioni di famiglie italiane che vivono in affitto, nell’ultimo anno i canoni di locazione hanno subito un incremento medio dell’1,5%. Questo è il primo dato che emerge dall’analisi condotta da Immobiliare.it, sito leader degli annunci immobiliari online, che ha voluto tracciare un quadro preciso degli affitti in Italia. Secondo quanto rilevato, la crescita dei costi da sostenere per chi vive in affitto è comune e diffusa in tutta il Paese, ma raggiunge picchi importanti a Roma (+8,6%), Firenze, Milano (entrambe le città hanno registrato un incremento del 6,4%) e Vicenza (+6,2%). Fanalini di coda Napoli (+0,2%), Viterbo (+0,4%) e Reggio Emilia (+0,2%). Le uniche eccezioni a questa raffica di aumenti sono rappresentate da alcune città meridionali: Bari e Caserta registrano un meno otto per cento e Palermo meno cinque punti percentuali nel confronto con il 2010. Le cinque città con gli affitti più cari in valore assoluto sono Roma, Milano, Firenze, Napoli e Venezia; un trilocale a Roma mediamente costa oltre 1300 euro, a Milano quasi 1200 mentre a Venezia si superano di poco i 900 euro; nella Capitale l’affitto di un bilocale supera mediamente i 900 euro (910 euro), costa circa 800 euro a Milano e poco meno a Firenze (760 euro). I contratti e la provincia Senza alcuna differenza geografica la tipologia di contratto maggiormente utilizzata, secondo l’analisi effettuata dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it, è quello standard, che prevede quattro anni di affitto rinnovabili per altri quattro; a Roma rientrano in questa tipologia quasi il 50% dei contratti. Abbastanza diffuso, a Napoli ad esempio rappresenta il 36% dei casi, è anche il contratto di affitto transitorio (la cui durata non può essere inferiore ad un mese e superiore a diciotto). Scarsissima è la diffusione dei contratti per gli studenti fuori sede, a Roma il dato massimo che è il 12%, il che non fa altro che confermare come molto spesso in questo ambito siano assolutamente diffusi i contratti in nero. Uno scenario differente sembra offrirlo la provincia dove, secondo quanto afferma Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, “affittare una casa costa molto meno che nel capoluogo. Le motivazioni sono abbastanza ovvie, ma oggi si delinea uno scenario per cui, ad esempio, uscendo dalla città di Napoli si può risparmiare fino al 40 per cento.” È curioso notare come in alcune province questo dato venga ribaltato, ma si tratta di zone dove, fuori dal capoluogo, esistono importanti centri turistici, come nelle province di Bolzano e di La Spezia, qui affittare casa fuori dalla città può costare anche il 9 per cento in più. Chi vive in affitto oggi Continuando a scorrere i dati dell’analisi di Immobiliare.it, si può scoprire come se a cercare casa in affitto siano soprattutto le famiglie senza figli (25% del totale), a Milano sono poi le donne single a costituire la percentuale maggiore (22%) mentre a Napoli rappresentano solo il 13%. Il dato sugli uomini ribalta le percentuali fra le due città: nel capoluogo partenopeo uno su quattro di chi cerca casa in affitto è un uomo single. Se a livello nazionale sono soprattutto i giovani al di sotto dei 34 anni a volere una casa in affitto, è interessante notare come a Milano siano pochissimi i residenti sotto i 24 anni che cercano affitti: la presenza di molte università in città non obbliga i giovani milanesi ad uscire di casa per motivi di studio. L’indagine di Immobiliare.it evidenzia anche una differenza molto interessante tra le metrature delle case proposte in affitto nelle diverse città italiane: sia a Milano che a Roma oltre la metà delle case da affittare ha una superficie inferiore ai 70 mq, a Napoli invece una casa in affitto su quattro è di oltre 100 metri quadri.

  • Comprare casa ad Aosta. I prezzi diffusi da Immobiliare.it

    Comprare casa ad Aosta costa, e non poco. Secondo i dati resi noti oggi dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it, il sito leader delle vendite immobiliari italiane, il costo medio al metro quadro di un appartamento nella città è di oltre 2.800€. A guidare la classifica delle zone più care è il Centro Storico dove il prezzo medio al metro quadro arriva a superare i 3.100€ e se si guarda ai soli immobili signorili (nuovi o ristrutturati) si sale ancora, quasi fino a 3.900€ al metro quadro ( 3.880€/mq). Dopo il Centro Storico, le case più care di Aosta sono quelle di Piazza della Repubblica, dove servono quasi 270.000€ per comprare un immobile di 100 metri quadrati. Prezzi molto simili a quelli di Piazza della Repubblica sono quelli della zona dell’ospedale (2.525€/mq). I quartieri più economici sono invece St.Christophe (2110 €/mq), periferia Ovest (2.115€/mq) e la zona di Gressan (2.247 €/mq). Non va tanto meglio a chi cerca casa in affitto. Per un bilocale la richiesta media ad Aosta è pari a 430€ al mese, si arriva addirittura a 580€ al mese per un trilocale. Anche per quel che riguarda l’affitto, sia per bilocali che per trilocali, le aree più care sono le stesse: ad esempio nel Centro Storico le richieste sono di 630 euro per un trilocale e di 490 per un bilocale; mentre gli affitti più economici sono ad esempio nella zona della Periferia Ovest dove la richiesta per un bilocale è di 380 euro al mese.

  • Immobiliare.it: comprare casa a Trieste costa in media 2.200 euro al metro quadro.

    Comprare casa a Trieste non è spesa da poco. Secondo i dati resi noti oggi dall’ Ufficio Studi di Immobiliare.it, il sito leader delle vendite immobiliari italiane, il costo medio al metro quadro di un appartamento nella città è di 2.200€.

    A guidare la classifica delle zone più care è Gretta dove il prezzo medio al metro quadro arriva a superare i 2.700€ e se si guarda ai soli immobili signorili (nuovi o ristrutturati) si sale ancora, fino a 3.100€ per ciascun metro quadro. Dopo Gretta, le case più care di Trieste sono quelle di Borgo Teresiano, dove servono quasi 260.000€ per comprare un immobile di 100 metri quadrati.

    Prezzi molto simili a quelli di Borgo Teresiano sono quelli del centro città (2.495€/mq). I quartieri più economici sono invece San Giacomo (1.918 €/mq), San Giovanni (1.945 €/mq) e la zona di Piazza libertà (1.965 €/mq). Non va tanto meglio a chi cerca casa in affitto.

    Per un bilocale la richiesta media a Trieste è pari a 470€ al mese, si arriva addirittura a 640€ al mese per un trilocale. Curiosamente, però, per l’affitto cambiano le zone in cui le richieste economiche sono maggiori.

    Se guardiamo solo ai bilocali è Borgo Teresiano il quartiere in cui si spende di più (510€/mese), per i trilocali, invece, il costo maggiore è a Barcola (690€/mese).

  • Immobiliare.it: la cucina dei sogni è sempre più grande e quasi il 20% degli italiani la vuole ad isola.

    Chi cerca casa online è molto deciso e preciso. Sa quello che vuole e arriva addirittura a specificare la marca degli arredi. Ma soprattutto, rivuole la cucina. È questo uno dei dati emersi dallo studio reso noto da Immobiliare.it, il più importante sito italiano di compravendite immobiliari , che ha analizzato le richieste dei 6 milioni di italiani che ogni mese cercano casa sul web scoprendo che la cucina, negli scorsi anni sempre meno apprezzata come ambiente separato, oggi torna di moda e il 16% di chi intende comprare casa la pretende molto grande e ad isola. Se si guarda solo alla fascia di mercato medio alta questa percentuale arriva a sfiorare il 40% (38% il dato preciso) e il 14% di questi arriva a specificare anche la marca. Gli italiani, a quanto sembra, se parlano di cucine non hanno vie di mezzo. O è piccolissima, a vista e integrata nel salotto (ma mai dire la parola cucinotto, in questo caso il 98% di chi cerca casa si rifiuta di vedere l’immobile), oppure, appunto, diventa la protagonista di casa, se ne affida il disegno a grandi designer e diventa il luogo dove ricevere gli amici. Già perché cambia anche la funzione. In una società che sempre più spesso corre e si confronta con ritmi frenetici, la cucina non è solo il luogo in cui si ritrova la famiglia, ma molto più spesso quello in cui si fa “rappresentanza” e si ricevono gli amici. Solo al Sud e nelle cittadine di provincia, dove i ritmi sono ancora più rilassati e, cosa non trascurabile, sono meno le donne lavoratrici, la cucina resiste nella sua forma e funzione classica di ambiente casalingo riservato al nucleo familiare e ai suoi momenti di condivisione (qui, spesso, in cucina trova spazio anche la tv). In cima alle richieste degli italiani anche la tecnologia e se è un dato di fatto che oltre il 50% delle case del Bel Paese vanti almeno un elemento di domotica (l’automazione delle tapparelle, o dei riscaldamenti o, ancora, degli impianti di illuminazione quelli più diffusi), il wi fi diventa sempre più importante e, per molte persone alle prese con la scelta della casa, un benefit irrinunciabile. Nel corso degli ultimi 50 anni, però, sono tanti i casi di stanze o ambienti che in poco tempo sono passati dall’essere considerati irrinunciabili all’essere evitati come se fossero il peggior errore possibile nel progettare una casa. Solo per fare alcuni esempi si potrebbero citare i corridoi, le stanze di ingresso, lo studio, i balconi, i doppi saloni e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Quale sarà la prossima moda immobiliare?

  • Tra un anno sarà obbligatoria la classificazione dell’isolamento acustico, Immobiliare.it analizza la situazione in Italia

    Il prossimo anno entrerà in vigore la direttiva dell’Unione Europea che prevede la classificazione dell’isolamento acustico secondo il numero di decibel che ogni locale è in grado di assorbire. In risposta a questi test verrà determinata una classifica simile a quella attualmente in uso per la classificazione energetica degli immobili e i parametri di qualità nella realizzazione di un edificio residenziale si arricchiranno di un elemento chiave per il benessere abitativo.

    Secondo un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it attraverso i dati raccolti dal suo sito NuoveCostruzioni.it, il 10% dei cantieri in Lombardia viene realizzato con criteri che permetterebbero una collocazione in classe B o superiore; in Emilia Romagna il 9% rispetta gli stessi criteri e se queste sono le regioni italiane meno in ritardo nel recepire la norma, dall’altra parte in Calabria solo il 2% dei cantieri sembra essere pronto a costruire nel rispetto delle nuove regole.
    Il clacson delle auto imbottigliate nel traffico che ti sveglia all’improvviso, i tacchi della vicina del piano di sopra che non ti permettono di addormentarti, il corso di violino del figlio dei dirimpettai che disturba il sonno; spiacevoli esperienze che chi abita in città ed in un condomino ha vissuto. Chiunque abbia condiviso queste esperienze è cosciente della brutta sensazione, del profondo fastidio che ne derivi, di come ci si senta quasi aggrediti nella propria casa, con conseguente perdita della tranquillità soprattutto quando certi episodi sono frequenti e ripetuti.

    Carlo Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it, afferma: “Questi problemi rientrano nella sfera del cosiddetto comfort abitativo, che riguarda quasi tutte le case costruite in Italia prima del 1995, anno in cui venne promulgata la Legge Quadro sull’Inquinamento Acustico, con cui, per la prima volta, venivano fissati i principi dei requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti per realizzare abitazioni più vivibili e confortevoli.”

    Ma quanto costa la realizzazione di un appartamento che garantisca un buon isolamento acustico? In fase di costruzione i prezzi sono abbastanza contenuti.

    Secondo gli studi effettuati da NuoveCostruzioni.it, per un bilocale di 60mq in un condominio il costo si aggira sui 1000€, mentre per un trilocale di 90mq la cifra è di circa 1200€, ovviamente questi costi sono indicativi e possono variare fortemente in funzione del numero di finestre, delle prese d’aria, della presenza o meno di fonti di rumore (come ad es. impianti di condizionamento, deumidificazione, caldaie, ascensori, ecc).

    Sensibilmente più elevati sono i costi di interventi su una casa già esistente, senza considerare i grossi disagi che lavori di questo tipo comportano, anche solo per sostituire i serramenti e le prese d’aria il costo si aggira sui 1000€ ad infisso.
    Nonostante i costi per isolare acusticamente gli immobili nuovi siano tutt’altro che esorbitanti, l’Italia è ancora molto indietro nel processo di messa a norma e in Lombardia, come detto regione in testa alla classifica delle nuove costruzioni “silenziose”, solo il 6% dei costruttori si dichiarano pronti e già attrezzati per soddisfare appieno i criteri per realizzare immobili che possano ottenere la classe A.
    Con queste premesse è piuttosto facile capire il motivo per cui l’implementazione della norma, varata dalla UE nel 2008 con un limite massimo di 2 anni per la ratifica da parte dei singoli Paesi membri, sia stata posticipata sia nel 2010 che nel 2011.
    E se tanto ci dà tanto, anche nel 2012 dovremmo continuare a sopportare gli zoccoli del vicino.

  • Immobiliare.it lancia la versione 2.0 dell’applicazione iPhone e supera i 100.000 download

    Dopo aver lanciato l’applicazione per iPad e Nokia, Immobiliare.it, sito leader del settore immobiliare, ha annunciato oggi il varo della versione 2.0 della sua applicazione per iPhone. “La nostra applicazione per iPhone sta riscuotendo un successo enorme, sia in termini di download sia di commenti da parte di utenti e professionisti del settore. Abbiamo superato i 100.000 download, e il tempo che ogni utente dedica alla navigazione di Immobiliare.it per iPhone è veramente notevole; in media oltre 30 minuti al giorno.” dichiara Carlo Giordano, AD del Gruppo. La versione 2.0 di Immobiliare.it per iPhone non è una rivisitazione dell’applicazione già presentata, ma un prodotto totalmente nuovo; per assicurare una navigazione ancora più fluida, una visualizzazione degli annunci su mappa più completa e soprattutto la possibilità di sincronizzare le ricerche preferite con il portale Immobiliare.it, il codice è stato riscritto e con Immobiliare.it per iPhone, oltre a salvare le ricerche effettuate, ora è possibile ricevere via email o con notifiche push (cioè con un piccolo messaggio che ci avverte anche se non si sta utilizzando l’applicazione in quel momento) i nuovi annunci pubblicati e corrispondenti alle nostre ricerche. “La prima versione dell’applicazione per iPhone” continua Giordano “è stata pubblicata nel Novembre 2009 e in questo anno e mezzo abbiamo imparato molto sull’utilizzo che ne fa chi cerca immobili. La ricerca su iPhone è complementare a quella del sito web; gli utenti ne prediligono l’uso nel primo mattino o la sera dopo il lavoro, e registriamo il picco delle ricerche il sabato e la domenica.” Come detto, le novità della versione 2.0 sono tante e importanti: con la nuova applicazione le informazioni degli immobili sono più ricche e dettagliate, la galleria fotografica dispone di foto in alta risoluzione e la visualizzazione su mappa ora prevede anche la vista da satellite e ibrida. Su ogni annuncio si possono inserire note o commenti personali (molto utili nella fase di revisione degli annunci preferiti) ed è ora possibile navigare anche nella sezione degli immobili di nuova costruzione. “Abbiamo ricevuto centinaia di suggerimenti inviati direttamente dall’applicazione e oltre 800 recensioni nell’App Store dove siamo stati premiati con una valutazione media di 4 su 5 stelle su 2.000 valutazioni. Un grande risultato, e vogliamo condividerlo con le persone che ogni giorno ci aiutano a capire come migliorare” conclude Carlo Giordano. La nuova versione dell’applicazione Immobiliare.it per iPhone segue il recente lancio dell’applicazione specifica per Nokia, l’applicazione per iPad e il sito mobile Immobiliare.it visibile anche su smartphone Blackberry e dotati di sistema operativo Android.