Roma – “Da parte nostra è assolutamente improponibile una cosa del genere”. Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha bollato il tentativo della giunta capitolina di far correre una tappa del circuito di Formula 1 nella zona dell’Eur, ritenuta dai tecnici particolarmente adatta ad ospitare la kermesse motoristica. “In primo luogo – ha continuato De Pierro – lo vedo come un escamotage furbesco per distogliere l’attenzione dai reali problemi che gravano sulla città e i suoi abitanti e che il sindaco Alemanno non ha ancora risolto. Anzi, alcuni si sono anche aggravati. Dovrebbe pensare prima a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e solo successivamente a occuparsi degli eventi ludici. In un periodo di grave crisi economica come questo invertire quest’ordine di priorità, sbandierando cifre da capogiro offerte da grandi sponsor equivale ad umiliare quelle fasce deboli di popolazione che sono costrette quotidianamente a lottare per sopravvivere, costantemente accompagnate dall’ombra dell’indigenza. Perché Alemanno non profonde lo stesso impegno nel reperire risorse economiche per l’emergenza sociale piuttosto che orientarsi verso iniziative di puro impatto mediatico? E’ davvero singolare poi che in un momento in cui la città è attanagliata dall’inquinamento ambientale si inneschi un meccanismo che va incrementare il già elevato livello di smog. In caso di insistenza su questi propositi, noi dell’Italia dei Diritti saremo pronti a rispondere con fermezza e decisione”.
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Formula 1 a Roma, De Pierro contro Alemanno
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Campi rom, De Pierro risponde a Santori
Roma – Le attività di controllo recentemente effettuate dall’VIII Gruppo della Polizia Municipale all’interno del Casilino 900 hanno condotto al rinvenimento di mezzi e materiali di provenienza furtiva e alla denuncia a piede libero di una donna abitante nel campo per ricettazione.
Fabrizio Santori, presidente della commissione sicurezza del Comune di Roma, commenta con termini entusiastici l’operazione, facendo riferimento anche ad altri interventi realizzati in questi mesi.
Dura la risposta del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro: “Fabrizio Santori è molto abile nel far redigere comunicati su temi di grande impatto e, purtroppo, spesso si sofferma su notizie già datate, spacciandole come attuali. Non è un mistero che i campi nomadi pullulino di attività illegali, ma – specifica De Pierro – i controlli delle forze dell’ordine non sono certo iniziati dopo l’insediamento della giunta Alemanno. Carabinieri e polizia, spesso con l’ausilio dei vigili urbani hanno fatto fin troppo il loro dovere in passato, pur con molte difficoltà per la scarsità di strumenti operativi e leggi spesso inadeguate, che favoriscono l’impunità. Quegli interventi sbandierati da Santori e da tutta la giunta Alemanno negli ultimi mesi sono solo ventate propagandistiche intrise di demagogia ma sterili nel contenuto”.
A proposito dell’approccio al problema scelto dall’attuale amministrazione il presidente dell’Italia dei Diritti afferma : “Si parla sempre e si interviene sui campi nomadi regolari, ma nulla si è fatto contro i numerosi insediamenti abusivi dei rom in numerose zone capitoline. Il campo abusivo di Dragona, in cui viveva Bruno Radosavljevic, che travolse tredici persone alla fermata dell’autobus non è mai stato preso in considerazione e vergognosamente si trova ancora al suo posto. Gli insediamenti di immigrati della pineta di Ostia sono ancora lì, nonostante sia Gianni Alemanno che Giacomo Vizzani, presidente del XIII Municipio, ne abbiano previsto lo sgombero entro la fine dell’ottobre scorso. C’è voluto l’incendio con due morti, una tragedia annunciata, per far dichiarare al sindaco di Roma che il problema sarà risolto entro la prossima estate, facendo trapelare manifestamente le prove del fallimento. Queste sono parole che mi fanno venire i brividi perché per provvedere a uno sgombero efficace basterebbero due o tre giorni al massimo. L’ho detto e lo ripeto, la campagna elettorale è finita da un pezzo, ora servono i fatti concreti”.
Le parole conclusive di De Pierro risuonano perentorie: “Se Alemanno e i suoi ‘compagni’ non sono in grado di gestire il problema sicurezza a Roma – suggerisce – si dimettano e lascino il posto a chi ha il polso giusto per affrontare problematiche di questo tipo”. -
Prostituzione a Roma, De Pierro spiega il fallimento dell’ordinanza Alemanno
Roma – Continua la battaglia dell’Italia dei Diritti alla prostituzione nelle strade di Roma. Il movimento, da sempre attento al preoccupante fenomeno, si è recentemente schierato in prima linea, attraverso il blog http://targheclienti.wordpress.com, creato per rendere pubbliche le targhe dei clienti.
L’iniziativa, volta a dare origine a un deterrente efficace, si sta sviluppando, sotto la spinta del presidente Antonello De Pierro, che a questo proposito dichiara: “Cominciamo a raccogliere i primi risultati. La collaborazione di numerosi volontari ci permette di essere attivi in molte zone di Roma colpite dalla prostituzione, tra le quali Porta Ardeatina, Piramide, Largo Loria, Piazza dei Navigatori e la Pineta di Ostia. Presso la nostra sede – specifica – sono già arrivate molte telefonate da parte di clienti disperati per essere stati sorpresi, e ci aspettiamo che tale effetto si intensificherà nei prossimi mesi, proporzionalmente al nostro impegno sul territorio”.Antonello De Pierro prende atto, a seguito del monitoraggio effettuato sulle strade, del fallimento della giunta Alemanno, promotrice nei mesi scorsi di un’ordinanza basata sul sistema delle multe, da far pagare a clienti e prostitute sorprese a esercitare in strada. Specificando che l’Italia dei Diritti si non si muove contro la prostituzione in sé, ma contro sfruttamento e fenomeni criminosi ad essa legati, spiega: “Le conseguenze della legge comunale sono già sotto gli occhi di tutti. Il fenomeno continua a dilagare, anche se oramai sembra circoscritto ai trans. Le ragazze, in realtà, hanno solo cambiato abbigliamento. Si sono allontanate dalla città o sono tornate in centro, distribuendo bigliettini da visita ai propri potenziali clienti”.
A proposito delle conseguenze indirette dell’ordinanza voluta da Alemanno, De Pierro spiega che il sistema dei biglietti da visita non fa che mettere chi si prostituisce nella condizione di compiere un reato, favorendo l’adescamento. “Il sistema delle multe si è dimostrato fallace. Chi esercita questo mestiere ha già trovato un escamotage”, spiega il presidente dell’Italia dei Diritti. “A chi sostiene, tra l’altro giustamente, che la sinistra non si sia interessata abbastanza del problema – aggiunge – rispondo dicendo che la destra ha solo fatto finta di prendere provvedimenti”.
De Pierro prosegue proponendo un maggiore coinvolgimento delle forze dell’ordine, in particolare di personale abitualmente delegato a ruoli d’ufficio, per non sottrarre preziosi collaboratori a questioni di maggior rilievo e impegno, come la lotta alla criminalità. Prostitute, trans e clienti dovrebbero essere condotti in commissariato se colti sul fatto, trattenuti in accertamento e rilasciati solo nei termini previsti dalla legge: “Solo così – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – si farebbe realmente uno sforzo per risolvere il problema”. -
Stazione Porta Furba sulla tratta FR4, Italia dei Diritti incontra RFI
Roma – Buone notizie per gli oltre 300.000 pendolari della FR4. Si è concluso positivamente l’incontro in merito al miglioramento del servizio che collega i Castelli con la capitale tra Antonello De Pierro, Presidente dell’Italia dei Diritti, e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), rappresentata per l’occasione dall’Ing. Ruggero Litardi, responsabile Patrimonio Immobiliare e dall’Ing. Roberto Mancini, responsabile Analisi e Specifiche Funzionali.La proposta del Movimento nazionale di creare una stazione ferroviaria a Porta Furba sulla linea FR4, che aveva precedentemente trovato il favore del Presidente del X Municipio Sandro Medici, è però stata momentaneamente scartata dai due ingegneri, che spiegano: “La fattibilità di una stazione ferroviaria a Porta Furba è stata studiata nel febbraio del 2006 con i tecnici del dipartimento VII in un protocollo d’intesa con gli enti locali, ma creare nuove fermate in zone con linee veloci causerebbe problemi al traffico locale e un dilatamento notevole dei tempi di percorrenza”.
Anche se prevista dal Piano Regolatore e tecnicamente inseribile nella tratta indicata, quindi, la creazione della fermata Porta Furba non è per ora fattibile, dal momento che vi transiterebbero linee ad alto scorrimento su cui è sconsigliabile una densa concentrazione di fermate.
Rete Ferroviaria Italiana si è comunque dimostrata molto sensibile al problema dei pendolari. Alla creazione di una fermata a Porta Furba, infatti, ha presentato una valida alternativa: “Verrà creata una zona di grande interscambio a Pigneto, dove si realizzerà un collegamento tra la linea CassinoCastelli (è allo studio la possibilità di estendere l’interscambio alla linea per Formia), il sistema ferroviario FR1/FR3 (linea Viterbo e OrteFara – Fiumicino A.) che taglia la città orizzontalmente (tratto metropolitano Ostiense – Tiburtina), la futura metro C e la rete tranviaria esistente su via Prenestina”.
Italia dei Diritti si ritiene soddisfatta dell’incontro. “Anche se abbiamo inoltrato una richiesta specifica – ha dichiarato il presidente Antonello De Pierro -, nelle linee generali quanto dichiarato dai rappresentanti di RFI ci sembra altamente condivisibile, in quanto rappresenta un giusto compromesso tra le esigenze di mobilità dei cittadini e la necessità aziendale di studiare i progetti tecnicamente più validi. Anche se la stazione di Porta Furba non rientra nelle priorità di RFI – non è infatti stata accantonata definitivamente -, accogliamo indubbiamente con grande favore la realizzazione di una stazione in zona Pigneto, che rappresenterà un importante punto di snodo per moltissimi pendolari. Salutiamo con grande ottimismo – conclude De Pierro – l’apertura di un dialogo altamente costruttivo con RFI, con cui speriamo, in futuro, di poter discutere eventuali altre problematiche, sempre nell’interesse primario e imprescindibile della comunità, alla cui tutela da sempre si ispirano le linee guida di ogni iniziativa dell’Italia dei Diritti.
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Ancora degrado in pineta, De Pierro chiederà un nuovo incontro a Vizzani
Roma – “Ancora non ci siamo”. In queste poche ma esaurienti parole si riassume la posizione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in merito alla situazione di raccapricciante degrado in cui versa tuttora, e da molto tempo, la pineta di Ostia.
Come più volte denunciato dal movimento, in modo duro e incessante, la splendida immagine dell’area verde di Castelfusano è ormai uno sbiadito ricordo. Quel che resta è una discarica abusiva a cielo aperto, spesso sede di campi nomadi illegali, focolaio di roghi come quelli divampati nei mesi estivi, zona di smaltimento clandestino e pericolosamente inquinante di rifiuti tossici, teatro indegno di prostituzione per transessuali e ragazzi di vita. Nei mesi scorsi l’Italia dei Diritti si è aspramente battuta con appelli e denuncie per ottenere dalle istituzioni maggiori controlli e sicurezza. In luglio, dopo diverse richieste, c’è stato anche un incontro ufficiale tra De Pierro e Giacomo Vizzani, presidente del XIII municipio, in cui quest’ultimo si impegnava personalmente a garantire la tutela e il risanamento del parco entro la fine di ottobre. Assicurazioni soddisfacenti. Eppure, arrivato dicembre, il problema non è stato ancora definitivamente risolto e tali assicurazioni sono state ineluttabilmente disattese.
“Ad oggi la situazione è migliorata leggermente – dichiara piuttosto deluso Antonello De Pierro – poiché in base alle nostre verifiche sul territorio c’è stata una sensibile riduzione degli accampamenti irregolari, così come apparentemente migliorato e limitato sembra essere il problema delle discariche, sulle quali comunque continueremo imperterriti a vigilare. Tuttavia – prosegue stizzito – permane purtroppo la piaga della prostituzione, contro la quale nulla ha potuto nemmeno la recente ordinanza di Alemanno. A tal proposito è già partita una nostra iniziativa, estesa a tutto il territorio di Roma, che prevede la pubblicazione delle targhe dei clienti sull’apposito blog http://targheclienti.wordpress.com”.
Da tempo l’Italia dei Diritti propone un ampio dispiegamento di forze dell’ordine esigendo l’uso a tempo pieno dei vigili urbani anche per debellare questo fenomeno della prostituzione maschile. “Invece – incalza De Pierro – ancora oggi si vedono trans in abiti succinti oppure seminudi, che sfidano il freddo presumibilmente imbottiti di alcool e stupefacenti, e che esercitano liberamente la loro promiscua professione senza alcuna forma di controllo delle autorità competenti. A questo punto – conclude – la nostra battaglia va avanti senza soste. Pertanto chiederemo al presidente Vizzani un altro incontro per avere valide spiegazioni su queste promesse disattese. L’oasi naturale della pineta va salvaguardata a tutti i costi al fine di evitare una catastrofe ambientale ampiamente annunciata”. -
Meno cortei in centro, De Pierro risponde ad Alemanno
Roma – Regole per i cortei nel centro di Roma. Le chiede il sindaco di Roma Gianni Alemanno, rilanciando l’idea di una sorta di codice di regolamentazione.
Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, commenta così la notizia: “Sono assolutamente contrario a un’iniziativa di questo tipo. Si tratta di un attacco diretto alla libertà di espressione, di pensiero e di opinione, sancita in maniera lapalissiana dalla Costituzione. Il sindaco Alemanno farebbe bene a fare un passo indietro, anche se in questi mesi gli riconosco di aver avuto un margine di tolleranza maggiore rispetto alla linea canonica della destra a cui ci ha abituati il governo centrale”.
Il sindaco di Roma ha riferito di aver scritto al prefetto per rilanciare il protocollo d’intesa firmato nel 2004 dai partiti e dai sindacati per una autodisciplina in tema di manifestazioni. Obiettivo dichiarato, limitarne il numero. “E’ impensabile imporre una limitazione agli atti di protesta – replica De Pierro – perché automaticamente si imbavaglierebbe l’espressione democratica. Ciò avviene in genere all’inizio delle dittature, e sarebbe un percorso che viaggerebbe verso un pericoloso orizzonte sempre più ristretto in tema di libertà”. “Se uno manifesta – spiega il presidente dell’Italia dei Diritti – vuol dire che ha qualcosa per cui protestare. In questo senso l’imposizione di una limitazione sarebbe negativa, qualunque sia l’orientamento politico dell’esecutivo al potere. E’ chiaro che in questo momento particolare di leggi impopolari, a chi governa farebbe comodo, dopo aver cercato di addormentare le coscienze, cucire la bocca e soffocare la voce dei pochi che hanno la capacità e la lucidità necessarie per reagire”.
Secondo De Pierro, per evitare le manifestazioni che stanno creando disagio ai cittadini romani, ci sarebbe una sola soluzione: “Imparare a legiferare andando incontro alle esigenze del popolo e non bloccando chi esprime in maniera dissenziente il proprio pensiero”. -
Rotazione vigili, De Pierro si prepara all’incontro con Cavallari
Roma – “Apprendiamo con grande piacere che, dopo un lungo silenzio, la questione da noi sollevata tempo fa e inerente alla necessità di applicare il metodo della rotazione periodica intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici, è stata demandata dal sindaco Alemanno all’assessore al personale Enrico Cavallari”.
Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, esprime la propria soddisfazione per la risposta inattesa pervenuta stamane dalla segreteria del primo cittadino.
“Ora – dice – non ci resta che attendere l’incontro con l’assessore Cavallari. Le manifestazioni di protesta a catena, gli slow working e gli scioperi della fame che stavano per iniziare in seguito all’indifferenza manifestata dal sindaco di fronte alla nostra richiesta di incontro, saranno momentaneamente sospesi”.
D’altra parte l’iniziativa, promossa dal movimento Italia dei Diritti, era stata già plaudita, nei mesi scorsi, da esponenti politici e non. A condividere, tra gli altri, un progetto che garantisca maggiore trasparenza e imparzialità nell’espletamento delle funzioni istituzionali e tuteli l’integrità morale e professionale delle categorie dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici, il presidente del X municipio Sandro Medici, il presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani e il comandante dei vigili del XIII municipio Marco Giovagnorio. Lo stesso Diego Porta, vice comandante generale del corpo dei vigili urbani di Roma, aveva manifestato la disponibilità del comando a valutare un’ipotesi di mobilità dei vigili “a livello di quadranti territoriali”. Non sono mancate poi, in seguito all’incatenamento di De Pierro davanti al comando generale della polizia municipale il 3 luglio scorso, altre iniziative volte a sensibilizzare un’opinione pubblica che sembra essere già molto attenta e interessata alla questione. “La petizione – dice il presidente De Pierro – indetta a luglio dal movimento Italia dei Diritti, dopo pochi mesi, ha raggiunto quota circa 30mila firme. Mentre il sondaggio sul sito Italymedia.it supera ormai l’85% dei favorevoli alla rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici. Non credo molto nelle petizioni perché non possiedono di fatto alcun valore legale, tuttavia ritengo che esse siano degli ottimi indicatori dell’orientamento dell’opinione pubblica”.
Poi conclude: “Apprezziamo la decisione del sindaco Alemanno e attendiamo fiduciosi di incontrare l’assessore Cavallari. Riteniamo, inoltre, che questa sia una soluzione dalla quale non si può prescindere qualora il comune voglia continuare a salvaguardare la serietà morale e professionale dei suoi dipendenti, a garanzia di massima chiarezza e neutralità nello svolgimento dell’attività amministrativa”. -
Abusivismo edilizio, De Pierro plaude alla nomina di Di Maggio
Roma – “Accolgo molto positivamente la notizia della nomina di Antonio Di Maggio come responsabile per la lotta all’abusivismo.
La sua fermezza e il suo impegno sono risaputi, anche contro cellule deviate dello stesso apparato istituzionale”. Così si esprime Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in merito alla scelta del Comune di affidare al comandante dell’VIII Gruppo dei vigili urbani, Antonio Di Maggio, la direzione del nuovo ufficio di coordinamento contro l’abusivismo. “Tra l’altro – denuncia De Pierro – intorno all’abusivismo edilizio ruota spesso un sistema omissivo-clientelare che viene favorito da alcuni elementi compiacenti dei vigili urbani e degli uffici tecnici. Di conseguenza si creano gravi casi di parzialità attuativa nell’espletamento delle funzioni da parte di chi dovrebbe garantire la legalità, in aperta violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione. E’ soprattutto per questo che la nomina di Di Maggio, a cui faccio i migliori auguri di buon lavoro, mi rende felice, soddisfatto e più tranquillo”.
“Tengo a precisare – prosegue il massimo esponente dell’Italia dei Diritti – che la gran parte dei dipendenti appartenenti alle categorie della polizia municipale e degli uffici tecnici svolgono sicuramente con abnegazione e impegno il proprio lavoro. Ed è per questo che bisogna stroncare inesorabilmente quelle unità deviate che mettono in discussione il buon nome del corpo di polizia municipale. In particolar modo auspico che il nuovo responsabile metta fine a questa situazione di soprusi e di omissioni che vengono perpetrate a danno di alcuni cittadini per favorirne altri che figurano sotto una sorta di ala protettiva, con gravi conseguenze sugli stessi. Fenomeno particolarmente diffuso nel XIII municipio (Ostia e zone limitrofe), cosa che più volte abbiamo denunciato e puntualmente ci è stato opposto il silenzio e l’immobilismo istituzionale, eludendo anche i casi di particolare gravità”.
Infine De Pierro rivendica orgogliosamente i principi di una battaglia sociale iniziata da tempo che lo ha spesso visto protagonista in prima persona: “Soprattutto per questo da tempo sosteniamo la necessità dell’attuazione di un trasferimento periodico dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici da un municipio all’altro, proprio per garantire trasparenza e imparzialità nell’espletamento delle funzioni di istituto”. -
De Pierro contro i fascisti in azione alla Rai di Via Teulada
Sullo stile del ventennio, nella nottata di lunedì, un drappello di militanti di estrema destra, ha scatenato l’inferno alla sede Rai di via Teulada, per sfogarsi contro la trasmissione, “Chi l’ha visto?”, condotta da Federica Sciarelli.
“Sono sconvolto da una notizia di questo tipo. È la prima volta che accade una cosa del genere contro la Tv di stato.” Tuona il presidente del movimento dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro,
il quale prosegue portando alla luce le magagne, che sono all’ordine del giorno dell’attuale esecutivo:
“Non è un caso che sia avvenuto dopo l’avvento della destra al potere, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Ma soprattutto a Roma, subito dopo l’elezione di Gianni Alemanno. E non dimentichiamo, che il giorno del suo insediamento, il gesto del saluto romano era più una consuetudine che un’eccezione. Da allora – prosegue il presidente De Pierro – si sono moltiplicate le aggressioni squadriste di tipo razzista e xenofobo. Con una frequenza che non ha precedenti nelle statistiche della storia capitolina recente.”
Sentendo parlare ancora di questi fatti la memoria scivola nel passato, per cui anche le parole di Antonello De Pierro, puntano il dito verso quel periodo:
“Cose di questo tipo proiettano inevitabilmente la memoria, in un periodo storico che tutti noi pensavamo fosse confinato solamente nei libri di storia. Ma invece dobbiamo constatare che le manifestazioni amarcord di quella tragica epoca, talaltro aborrita dalla costituzione, continuano a trovare spazio ancora oggi. Non dimentichiamo – prosegue il presidente dell’Italia dei Diritti – che anche Mussolini condannava gli episodi violenti ufficialmente, ma poi la mente pensante, si trovava sempre nel suo entourage.”
Il presidente De Pierro conclude i suoi pensieri con un auspicio e una speranza:
“Mi auguro che le compagini politiche a cui questi elementi si riferiscono ideologicamente, si muovano in modo efficace, per fugare ogni dubbio su eventuali responsabilità e che la magistratura si muova con decisione, sfoderando il pugno di ferro. Perché episodi del genere, da qualunque orientamento politico provengano, non trovano nel modo più assoluto alcun margine di giustificazione. Anche se qualcuno – puntualizza De Pierro – come ad esempio, Alessandra Mussolini, ha avuto addirittura l’ardire, di accampare qualche elemento di difesa.
Se non si interviene immediatamente, – auspica il presidente – si rischia di tornare se non proprio alla dittatura fascista, certamente agli scontri ideologici, che caratterizzarono la storia degli anni ’70.”