Tag: gianni alemanno

  • Gran Premio di Roma e Gran Premio di Monza: pace fatta?

    Dal blog di Alemanno la notizia, attesa, dell’accordo tra Bernard Charles Ecclestone, l’imprenditore britannico che, di fatto, ha definito e reso azienda l’impero sportivo della Formula 1, e la Sias, la società che gestisce l’autodromo brianzolo, accordo che garantisce l’appuntamento con il Gran Premio automobilistico di Monza fino all’anno 2016. La firma è, quindi, un segnale inequivocabile della volontà, per entrambe le parti, di mantenere il circuito nella città lombarda a prescindere dalla presenza prossima del Gran Premio per la Roma Capitale. Coesistenza possibile, quindi, e cadrebbero, così d’un tratto, qualsiasi accusa o qualsivoglia critica lanciata negli ultimi tempi all’amministrazione comunale romana, di voler mettere in discussione il Gran Premio d’Italia a Monza, allo scopo ultimo di regalare beneficio, esclusività, profitto al solo circuito romano.

    Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, lo aveva ripetuto più volte, e oggi, finalmente, le sue dichiarazioni ritrovano i riscontri e le conferme dovute: le accuse sono totalmente prive di fondamento e l’ennesimo emendamento della Lega contro il Gran Premio di Roma non ha alcuna ragione d’essere, un incomprensibile e inaccettabile tentativo di interferire nella vita interna della città. Dal 2012 o al massimo dal 2013, l’Italia potrà vantare l’invidiabile situazione di avere ben due Gran Premi di Formula 1 sul proprio territorio, manifestazioni sportive che rafforzeranno e incrementeranno la promozione turistica e la valorizzazione commerciale del nostro Paese.

    Il Gran Premio di Roma è un nuovo indotto necessario per l’economia nazionale, in termini di turismo locale, occupazione, investimenti, una condizione estremamente favorevole per risollevare l’immagine e le tasche del Paese e non un evento concorrente nato al solo scopo di fagocitare storia e successi del Gran Premio d’Italia. Roma lo sa, in tanti, purtroppo, non riescono ancora a capirlo.

  • Corruzione vigili urbani capitolini, De Pierro si incatena davanti al Messaggero

    Roma – Continua la battaglia dell’Italia dei Diritti contro il silenzio, con cui ha risposto il sindaco Gianni Alemanno alla proposta del leader del movimento, Antonello De Pierro, a favorire la rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali romani, per assicurare la massima trasparenza e legalità nello svolgimento delle funzioni pubbliche.

    Il presidente, che oggi si è incatenato dinanzi alla sede del Messaggero, ha dichiarato: “Chiedo una tavola rotonda sul tema del trasferimento dei vigili, per evitare i continui tentativi di corruzione e concussione che ledono l’art. 97 della Costituzione Italiana secondo cui si garantisce l’imparzialità e la trasparenza nell’espletamento della funzione amministrativa. Nell’attesa di una decisione manifesta e tangibile, vogliamo portare a conoscenza dell’opinione pubblica un problema da non sottovalutare”. Nonostante gli innumerevoli incatenamenti passati e la raccolta di 30.000 firme oltre alla costituzione di un gruppo di circa 4.000 persone sul social network Facebook a sostegno della lotta, il problema non è stato risolto. De Pierro ha continuato: “Continueremo le proteste estreme intraprese fino a quando il Sindaco risolva innanzitutto la questione con l’assessore al Personale Enrico Cavallari a cui aveva demandato la risoluzione del problema, il quale finora ha fatto orecchie da mercante. Se Alemanno pensa che ci fermeremo ha fatto male i suoi calcoli. Per quanto ci riguarda è l’unico modo per arginare tale odioso fenomeno, che non solo lede i diritti dei cittadini, ma inficia altresì l’immagine dell’intero apparato degli uffici comunali e quindi se egli tiene davvero alla legalità, al di là dei meri proclami elettoralistici, non potrà esimersi dall’accettare di discutere le nostre proposte”.

  • Corruzione vigili urbani a Roma, De Pierro si incatena davanti a “La Repubblica”



    Roma – Come preannunciato nei giorni scorsi, è iniziata questa mattina davanti alla sede romana del quotidiano “La Repubblica”, la serie di incatenamenti di protesta da parte del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro.

    Motivo dell’eclatante gesto del fondatore e leader del movimento, la campagna contro la corruzione di alcuni, tra membri del Corpo della Polizia Municipale e dipendenti degli uffici tecnici comunali del Comune di Roma. Una problematica, sulla quale da tempo il movimento a difesa del cittadino interroga le istituzioni, chiedendo la rotazione intermunicipale dei vigili urbani e degli impiegati delle U.O.T. dei Municipi. Duro l’attacco di De Pierro alla giunta capitolina:” Occorre prestare più attenzione nei confronti di un problema che oltre a ledere i diritti dei cittadini, minaccia l’imparzialità e la trasparenza nell’espletamento delle funzioni della Pubblica Amministrazione, principi sanciti costituzionalmente dall’articolo 97”. Numerose le iniziative portate avanti dall’Italia dei Diritti di fronte al reiterato silenzio del sindaco Gianni Alemanno e alla mancata convocazione di un tavolo di discussione con le istituzioni. Trentamila le firme raccolte a sostegno della battaglia, mentre un apposito gruppo sul social network Facebook ha raggiunto circa quattromila iscrizioni. Ma il presidente De Pierro annuncia altri incatenamenti nelle prossime settimane, davanti a siti istituzionali e sedi di altri giornali e televisioni, non escludendo in caso di persistenza di silenzio e immobilismo da parte delle autorità competenti “il ricorso a forme più radicali di lotta non violenta, per sradicare questo malcostume”.

  • De Pierro annuncia nuovi incatenamenti contro corruzione vigili a Roma


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il silenzio assordante dell’amministrazione capitolina rispetto al problema da noi segnalato più volte nel corso degli anni mi spinge a riprendere con maggior determinazione la battaglia sulla proposta di rotazione intermunicipale”

    Roma – “Non avendo ricevuto alcuna risposta dagli organi competenti, non possiamo più temporeggiare. È giunto il momento di porre maggiore attenzione rispetto a una problematica che incide negativamente sull’espletamento delle funzioni del pubblico impiego”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha annunciato una nuova serie di azioni di incatenamento per sensibilizzare sul problema della rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali romani. La protesta partirà venerdì 5 marzo, interessando diversi luoghi della città ad elevata valenza istituzionale e informativa, tra cui Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Palazzo di Giustizia, il Campidoglio, il Quirinale, il Tribunale di piazzale Clodio, gli studi Rai di via Teulada e Saxa Rubra, l’edificio della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo e le sedi romane dei quotidiani Il Tempo, La Repubblica e Il Messaggero.
    Già mesi fa Antonello De Pierro si era incatenato davanti al Comando Generale della Polizia Municipale per protestare contro il silenzio del comandante Angelo Giuliani nei confronti dell’apertura di un tavolo di discussione. Successivamente a tale episodio è avvenuto un incontro con il suo vice Diego Porta, il quale aveva manifestato la disponibilità a valutare un’ipotesi di mobilità degli agenti a livello di quadranti territoriali, e con il capo della segreteria del sindaco Alemanno Marcello Marrocco. Di fronte al reiterato immobilismo dell’amministrazione capitolina, il movimento si è di nuovo fatto sentire con le stesse modalità eclatanti mercoledì 3 giugno scorso davanti agli uffici della Rai di viale Mazzini. Il tutto non ha però portato ad una seria presa in carico del problema, in barba al sostegno di una considerevole fetta di opinione pubblica che ha apposto 30.000 firme a sostegno della battaglia e si è iscritta a un gruppo specifico sul social network Facebook, che conta alla data di oggi quasi 4.000 membri. “Da quando esistiamo, siamo sempre stati in prima linea nella tutela dei diritti dei cittadini – ha continuato De Pierro – e di fronte ad accadimenti che potrebbero lederli e conculcarli, non possiamo assolutamente tacere. Qualora la nostra proposta non venisse presa in considerazione in tempi utili, riterremo, come già precedentemente ribadito, politicamente responsabili i componenti della giunta Alemanno per qualsiasi vicenda relativa a tentate o consumate concussioni e corruzioni che potrebbero vedere protagonisti alcuni dipendenti di questi comparti, molti dei quali, è giusto dirlo, ci appoggiano con convinzione. Non si può fare strame dell’articolo 97 della Costituzione, che parla di imparzialità e trasparenza della pubblica amministrazione. Ci batteremo a difesa dei principi fondamentali del nostro ordinamento, non escludendo il ricorso a forme più estreme di lotta non violenta”.

  • Test antidroga ai parlamentari, De Pierro chiede controlli obbligatori e a sorpresa


    Montecitorio

    Roma – “Tale iniziativa, attuata in questo modo, mi suona come uno spot di propaganda. Dopo il caso Marrazzo, il centrodestra cerca di strumentalizzare la vicenda. Noi siamo favorevoli a questo provvedimento se porta a risultati concreti, ma non se produce solo una roboante e palese compagna pubblicitaria. Già il fatto che sia volontario sottoporsi al test lo trovo un aspetto alquanto negativo”. A sostenerlo è Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, il movimento nazionale extraparlamentare, riferendosi allo scandalo, non certo nuovo, della presenza di droga nei palazzi della politica e alle recenti contromisure proposte da alcuni esponenti della maggioranza, come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, promotore dell’iniziativa di sottoporre a test antidroga tutti i parlamentari. L’esame tossicologico volontario sarà presto a disposizione di quei deputati e senatori che liberamente decideranno di eseguirlo. Lo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in questi giorni ha voluto dare il buon esempio effettuando un narco-test da estendere poi ai membri della sua giunta. Non sono mancate ovviamente le polemiche, in particolare dovute al fatto che i controlli, per essere autentici, dovrebbero avvenire a sorpresa, come si verifica per esempio in alcuni sport, così da cogliere in flagranza coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti.

    “Noi chiediamo che i controlli avvengano obbligatoriamente per tutti i parlamentari – spiega De Pierro – e che, al momento di entrare in Parlamento, si autocertifichi che gli eletti non assumano droghe; se poi dovesse risultare una situazione contraria durante il corso del loro mandato si dovrebbero prevedere sanzioni penali per aver dichiarato il falso e la decadenza dalla carica. I test – prosegue – dovrebbero essere gestiti in autonomia da un ente esterno ed effettuati improvvisamente senza alcun preavviso. Queste sono proposte concrete”. Inoltre, il massimo esponente dell’Italia dei Diritti lancia una idea ancora più radicale e atta a debellare l’uso di droghe in altri settori rilevanti della società: “Noi dell’Italia dei Diritti proponiamo che le stesse serie modalità di verifica siano estese a tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, sia in fase di assunzione sia nell’esercizio delle loro cariche”.

    “Se Carlo Giovanardi vuole accattivarsi il favore dell’opinione pubblica con dei test farsa e se Alemanno vuole mostrare strumentalmente le sue qualità virtuose a mo’ di spot propagandistico, allora noi ci dissociamo. Bisogna avere il coraggio di fare le cose seriamente e non solo per buttare fumo negli occhi della gente”, chiosa deciso De Pierro.

  • Il Comune di Roma per Telethon, firmato il protocollo d’intesa: il sindaco chiama alla partecipazione le municipalizzate e i municipi

    A giugno scorso, in un convegno dedicato al ricordo di Susanna Agnelli, il Sindaco di Roma aveva annunciato il sostegno del Comune a Telethon in occasione della maratona televisiva di dicembre e dei venti anni di attività della Fondazione. A distanza di pochi mesi quell’impegno è stato oggi formalizzato con un protocollo d’intesa. Il documento è stato siglato questa mattina in Campidoglio nell’Aula Giulio Cesare dal Sindaco Gianni Alemanno e dal Presidente di Telethon Luca di Montezemolo. Alla firma hanno fatto da testimonial alcuni “romani doc” noti al grande pubblico dello spettacolo e dello sport: Livia Azzariti, Nancy Brilli, Ninetto Davoli, Christian De Sica, Giancarlo Fisichella, Lorenzo Flaherty, Max Giusti, Giovanni Malagò, Carlo ed Enrico Vanzina, Pino Wilson. Con loro, accompagnato dal padre e dalla sorella, c’era Marco Ferrazza, un ragazzo romano di 15 anni affetto sin dalla nascita da atrofia muscolare spinale e costretto sulla carrozzina, protagonista di un “corto” dal titolo “Il Campione” realizzato dal regista Mauro Mancini, anch’egli romano, che è stato proiettato nell’aula del Consiglio comunale suscitando ammirazione e momenti di commozione.

    Nella Capitale Telethon in questi vent’anni di attività ha finanziato ad oggi 358 ricercatori di eccellenza in oltre 20 istituti e centri, con un totale di 33,3 milioni di euro. Attualmente hanno un finanziamento attivo 67 ricercatori, per complessivi 10,6 milioni di euro. Per sostenere la migliore ricerca sulle tante malattie genetiche rare, il Sindaco ha chiamato ad una partecipazione attiva tutta l’Amministrazione capitolina, “in ogni sua articolazione”: dal Consiglio Comunale alle varie aziende municipalizzate, passando per le realtà territoriali dei municipi. Roma, quindi, si propone nei confronti della solidarietà e della lotta alle patologie di origine genetica come progetto pilota per le istituzioni cittadine che, auspicabilmente, potrà essere seguito in altre città.

    Quando una metropoli come Roma si mobilita, nei suoi vari segmenti sociali, imprenditoriali, culturali e sportivi, qualsiasi obiettivo diventa possibile in tempi ragionevoli – ha affermato Montezemolo – e persino il mostro delle malattie genetiche non appare più invincibile. Se organizzazioni non profit come Telethon trovano, come in questo caso, dalla loro parte la sensibilità e la lungimiranza delle amministrazioni cittadine, unite alla capacità delle imprese pubbliche e private di investire nel sociale, la solidarietà da parola si trasforma in fatto e in migliore qualità di vita per tutti. Senza mai dimenticare quanto potente può essere il ruolo della cultura e dello sport nell’orientare i comportamenti collettivi verso obiettivi positivi e solidali. Voglio ringraziare il Sindaco Alemanno per il suo costante impegno e per aver voluto far compiere alla collaborazione tra il Comune di Roma e Telethon un altro significativo passo in avanti.

    Ora – ha concluso Montezemolo – contiamo sull’effettiva disponibilità delle aziende municipalizzate e dei singoli municipi per tradurre in iniziative di informazione, di sensibilizzazione e di raccolta fondi lo spirito di questo innovativo protocollo d’intesa”.

    Alcune di queste iniziative si sono già svolte, altre sono programmate o in cantiere. Nell’occasione, il Sindaco ha ricordato il Gran Galà benefico a favore di Telethon svoltosi nell’ambito del Festival del Film con ospite d’onore Meryl Streep, evento che ha permesso di raccogliere oltre 100 mila euro da destinare alla ricerca sulle malattie genetiche. Ha poi annunciato il concerto inaugurale della Stagione dell’Accademia Filarmonica Romana che il 7 novembre sarà dedicato a Telethon con il patrocinio ed il sostegno operativo del XVII Municipio. Infine, è stata annunciata anche la corsa podistica che, sempre grazie alla collaborazione dell’Amministrazione capitolina, il 6 dicembre partirà dal Bioparco e si snoderà attraverso Villa Borghese su un percorso di 10 km: attesi circa 4 mila partecipanti, tra i quali, forse, lo stesso Sindaco. In tutta la città saranno poi 30 i punti di raccolta fondi organizzati e presidiati da volontari in concomitanza della tradizionale maratona televisiva sulle reti RAI, quest’anno l’11-12 e 13 dicembre. Roma, insomma, aspira a diventare anche la Capitale di Telethon.

  • Rotazione vigili, De Pierro attende ancora risposta da giunta capitolina


    Roma – In seguito al sit in di protesta, peraltro forte di un’approvazione manifesta da parte dell’opinione pubblica, avvenuto lo scorso 3 giugno davanti alla sede Rai di viale Mazzini, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, scende di nuovo in campo per rendere noto il proprio dissenso riguardo al persistente silenzio della giunta Alemanno sulla richiesta, inoltrata circa un anno fa e ribadita in più occasioni e più modalità in questo lungo arco di tempo, di applicare un regime di rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti tecnici comunali al fine di garantire trasparenza e legalità nell’espletamento delle funzioni attinenti al pubblico impiego, così come ricordato dall’art. 97 della Costituzione italiana.

    E annuncia: “L’amministrazione comunale così come l’assessore Cavallari, delegato da questa per occuparsi della nostra richiesta, devono dare, a questo punto, una risposta precisa: o si renderanno disponibili al dialogo o avranno il buon senso di concederci una risposta seppur negativa, ma comunque una risposta. Nel primo caso siamo disposti ad aprire immediatamente un tavolo di concertazione per giungere alla giusta risoluzione di una problematica dalla quale, come abbiamo dichiarato più volte, non si può prescindere. Altrimenti, prendendo atto di un eventuale diniego, continueremo le nostre battaglie per confortare quei 30mila firmatari della nostra petizione che chiedono a gran voce che tematiche di questo genere che potrebbero ledere i loro diritti, vengano affrontate al più presto. Noi, di fronte a tale richiesta, abbiamo il dovere di non tacere e di continuare a percorrere la strada imboccata, attraverso una serie di manifestazioni eclatanti che raggiungeranno anche il Campidoglio”.

    “Legalità senza se e senza ma: questo è il presupposto di tutte le nostre azioni e, nello specifico di quest’ultima che ci porterà a far accettare agli organi competenti l’ipotesi di mobilità dei vigili ‘a livello di quadranti territoriali’, necessaria, a nostro avviso, per garantire trasparenza e imparzialità nell’espletamento delle proprie funzioni di fronte a tutti quei cittadini che, in questo momento storico, si sentono poco rappresentati e ancor meno tenuti in considerazione” continua il presidente dell’Italia dei Diritti.

    “Ribadisco ancora una volta – aggiunge – che, qualora la nostra proposta non verrà presa in considerazione in tempi utili, penso che sia il caso di ritenere politicamente responsabili i componenti della giunta capitolina per qualsiasi vicenda relativa a tentate o consumate concussione e corruzione che vedrà come protagonisti i dipendenti del Corpo di Polizia Municipale e degli uffici tecnici della Capitale”.

    Poi conclude: “Un fatto ci consola. Dopo la nostra iniziativa e le varie manifestazioni pubbliche che l’hanno supportata, abbiamo riscontrato minore superficialità nell’affrontare i compiti istituzionali da parte delle categorie in questione. Questo a dimostrazione del fatto che, purtroppo, siamo, allo stato attuale, l’unica forza extraparlamentare che si occupa di legalità e di diritti”.

  • Gelli premiato a Ostia, De Pierro furibondo


    Roma – “Sono esterrefatto di fronte alla notizia della consegna di un premio letterario a Licio Gelli. In questi giorni un esercito di sostenitori sta bersagliando me e il movimento con messaggi di protesta chiedendoci di assumere una posizione decisa”. Questo il primo commento del presidente dell’ Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia dell’imminente premiazione di Licio Gelli il prossimo 13 giugno al teatro Nino Manfredi di Ostia. “In una nazione civile e democratica – prosegue sdegnato De Pierro – è assurdo che ci debba essere una protesta contro un evento di questo tipo perché è assurda l’esistenza stessa dell’evento. Da quanto è dato sapere la giunta e il consiglio del XIII Municipio parteciperanno in massa in maniera bipartisan salvo qualche sporadica defezione. Non riesco a comprendere il senso di ciò, posso solo attribuire il fatto a pura ignoranza: probabilmente i signori in questione non conoscono le pagine dolorose, oscure e sinistre scritte da Gelli nella storia d’Italia. Mi auguro che il motivo sia questo – polemizza De Pierro – non voglio neanche credere che questi, purtroppo rappresentanti istituzionali, si riconoscano nel piano di rinascita democratica della loggia P2 o in altre peculiarità della non certo invidiabile carriera criminale di Gelli. D’altronde non dimentichiamoci che elementi presenti nelle liste scoperte nel covo del Venerabile a Castiglion Fibocchi siedono attualmente in Parlamento o addirittura nel Governo o in altri posti di grande importanza strategica”. Amara e incisiva la conclusione del presidente dell’Italia dei Diritti: “Mi auguro che i rappresentanti politici che gestiscono l’amministrazione di Ostia e dintorni rinuncino a presenziare a questa deprecabile iniziativa altrimenti, vista la palese mancanza di senso delle istituzioni, resterebbe un’indelebile macchia sul già ampiamente criticabile governo del territorio. Comprendo che per chi è relegato ai margini della politica centrale in realtà periferiche ha obiettivamente poche occasioni per mettersi in mostra ma questo è di certo il modo e il frangente peggiori per pavoneggiarsi sotto i riflettori”.”

  • Rotazione vigili a Roma, De Pierro s’incatena davanti alla Rai


    Roma – “Quella di stamane è stata solo la prima di una lunga serie di manifestazioni di protesta nei confronti della scarsa attenzione prestata dagli organi competenti a una di quelle questioni che il nostro movimento ritiene essere di ragguardevole importanza”.
    Così esordisce Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, che si è incatenato insieme al responsabile per il Lazio Vittorio Marinelli in occasione del sit in tenutosi questa mattina di fronte alla sede della Rai di viale Mazzini, indetto dal movimento per rendere noto il proprio dissenso riguardo al permanente silenzio della giunta capitolina sulla richiesta, inoltrata circa un anno fa, di applicare un regime di rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali al fine di garantire trasparenza e legalità nell’espletamento delle funzioni attinenti il pubblico impiego, così come ricordato dall’art. 97 della Costituzione italiana.
    Centinaia di manifestanti hanno preso parte all’ennesimo sforzo promosso dal movimento per dissentire da comportamenti omertosi di chi pare non abbia orecchie per sentire.
    Una decisione, quella di valutare l’ipotesi di mobilità dei vigili ‘a livello di quadranti territoriali’, già positivamente accolta dal vice-comandante Diego Porta e, tra gli altri, dal presidente del X municipio Sandro Medici e dal presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani. Da qui la volontà del movimento nazionale di portare l’iniziativa all’attenzione del sindaco Gianni Alemanno, il quale ha prontamente demandato la questione all’assessore al personale Enrico Cavallari. La proposta, poi, è giunta sulla scrivania, per improrogabili impegni lavorativi dell’assessore, del capo della segreteria Marcello Marrocco, il quale ha deciso di ricevere De Pierro. Ma l’incontro, avvenuto in Campidoglio più di due settimane fa, non ha portato a nulla di concreto. Di fronte all’impegno dello stesso Marrocco di inoltrare la proposta a chi di dovere e di informare al più presto, cosa che non è avvenuta affatto, i fautori dell’iniziativa, il movimento aveva già divulgato la settimana scorsa una nota nella quale lo stesso De Pierro annunciava: “Non possiamo più attendere di fronte al silenzio di chi non vuole occuparsi di temi che salvaguardano tentativi di corruzione e concussione. E’ per questo motivo che, nell’attesa di una decisione manifesta e tangibile, porteremo a conoscenza dell’opinione pubblica un problema da non sottovalutare”.
    “Il sit in con incatenamento che abbiamo tenuto stamattina -dichiara Antonello De Pierro – sarà seguito, qualora non ci siano risposte nell’immediato, da altre manifestazioni sicuramente più eclatanti di questa. Il nostro è un movimento che si occupa da sempre della tutela dei diritti dei cittadini e di fronte ad accadimenti che potrebbero ledere tali diritti non possiamo tacere”.
    “A nostro avviso – continua De Pierro – la rotazione intermunicipale dei vigili urbani è una questione che va affrontata al più presto. A tal proposito, qualora la nostra proposta non verrà presa in considerazione in tempi utili, penso che sia il caso di ritenere politicamente responsabili i componenti della giunta Alemanno per qualsiasi vicenda relativa a tentate o consumate concussione e corruzione che vedrà come protagonisti dipendenti del Corpo di Polizia Municipale o degli uffici tecnici della Capitale. Vorrei, poi, far notare come la nostra proposta è stata accolta di buon grado, non solo da rappresentanti del corpo di polizia municipale e da esponenti politici locali, come ricordato poc’anzi, ma anche da una buona fetta di opinione pubblica che ha condiviso il nostro parere in merito, sostenendo la nostra raccolta di firme che, allo stato attuale, conta ben 30mila firmatari”.
    “Ed è proprio per dare voce a quell’opinione pubblica che, in questo momento storico, sembra essere poco rappresentata e ancor meno tenuta in considerazione – aggiunge De Pierro -che abbiamo deciso di inaugurare una serie di manifestazioni eclatanti con un incatenamento simbolico che altro significato non ha se non quello di ‘martoriare’ in maniera allegorica il nostro corpo per rendere maggiormente visibile il nostro diniego nei confronti di chi manifesta una superficiale, e oserei dire inesistente, propensione all’ascolto”.

  • Trasferimento vigili, De Pierro annuncia incatenamento davanti alla Rai


    Roma – “E’ da un anno che aspettiamo invano una risposta dagli organi competenti riguardo alla nostra richiesta di rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali.
    A questo punto non possiamo più temporeggiare”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha annunciato un sequela di atti di protesta che lo vedranno impegnato in prima persona insieme ai suoi collaboratori e attivisti del movimento da lui guidato. Il primo avrà luogo mercoledì 3 giugno alle ore 11 davanti alla sede della RAI in viale Mazzini 14 . Al sit in prenderanno parte, oltre allo stesso De Pierro, Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli, responsabile per la regione Lazio, Alessandro Calgani, referente romano, Giancarlo Flavi, Marco Tiberti e Camelia Di Marcantonio, responsabili rispettivamente delle province di Frosinone, Rieti e Latina. La vicenda è iniziata dodici mesi orsono con l’incatenamento dello stesso De Pierro davanti al comando generale dei vigili urbani per protestare contro il silenzio del comandante Angelo Giuliani nei confronti dell’apertura di un tavolo di discussione. Tale episodio ha portato all’incontro repentino con il vice-comandante Diego Porta, il quale aveva manifestato la disponibilità del comando a valutare un’ipotesi di mobilità dei vigili “a livello di quadranti territoriali”. La stessa apertura con la quale era stata accolta l’iniziativa, tra gli altri, dal presidente del X municipio Sandro Medici e dal presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani. Da qui la decisione, data l’importanza della questione e tenuto conto dell’accrescimento in seno all’opinione pubblica di una buona fetta di sostenitori della proposta, grazie anche a una raccolta di firme avviata dall’Italia dei Diritti, che allo stato attuale conta ben 30mila firmatari, di chiedere un incontro con il sindaco Gianni Alemanno per discutere la stesura di un eventuale provvedimento ad hoc. Ma l’iter dell’iniziativa si è protratto ancora per mesi. La richiesta è giunta poi sulla scrivania dell’assessore al personale Enrico Cavallari che ha prontamente delegato il capo della segreteria Marcello Marrocco a occuparsi della vicenda. Ma l’incontro di De Pierro con Marrocco, ancora non ha prodotto una risposta. “Non possiamo più attendere – ribadisce De Pierro – di fronte al silenzio di chi non vuole occuparsi di temi che salvaguardano tentativi di corruzione e concussione e soprattutto tutelano l’articolo 97 della Costituzione che parla della garanzia dell’imparzialità e della trasparenza nell’espletamento della funzione amministrativa. Nell’attesa di una decisione manifesta e tangibile, vogliamo portare a conoscenza dell’opinione pubblica un problema da non sottovalutare. Questo sarà solo l’inizio di una serie di azioni eclatanti che metteremo in pratica successivamente. Prima tra tutte lo sciopero della fame”.