Tag: flavio cattaneo

  • Flavio Cattaneo (Terna): Dopo i tralicci le nuove piante nel Parco nazionale del Gran Sasso

    Si è concluso il progetto realizzato da Terna, guidata da Flavio Cattaneo, in collaborazione con il Wwf, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, per ricomporre la continuità paesaggistica e vegetazionale in luoghi interessati dalle linee elettriche. Al centro dell’intervento otto tralicci per la trasmissione dell’energia elettrica, lungo una fascia larga 200 metri e lunga 29 km della tratta Bolognano-Bussi (linea Popoli-Alanno) in prossimità delle suggestive Gole di Popoli, recentemente ricostruita per ragioni di sicurezza. Messi in atto interventi di ingegneria naturalistica, come l’utilizzo di “biostuoie” in fibra di cocco e tela di juta.

    Un’equipe specializzata ha ricreato con tecniche di ingegneria naturalistica la copertura vegetazionale delle aree interessate dai sostegni, una zona quanto mai impervia caratterizzata da pendenze elevate in condizioni di rischio di erosione e dissesto idrogeologico. Oltre all’intervento effettuato con il Wwf sono stati montati, nei tratti che potevano interessare delle rotte migratorie dei volatili, dei dispositivi per l’avifauna, per impedire la collisione degli uccelli con la linea.

    «L’ambiente rupestre oggetto dell’intervento», come riporta il quotidiano il Centro da una nota di Terna, «è uno dei più sfavorevoli alla vita vegetale, per le condizioni micro-climatiche dei luoghi, per le sollecitazioni esercitate dal movimento superficiale dei detriti e per l’accentuato dilavamento che le acque di origine piovana possono arrecare su suoli non più integri. Per questo, le specie vegetali utilizzate sono state selezionate in base alla loro capacità di colonizzazione del suolo e anzi derivate appositamente da piante del Parco». Su indicazione dell’ Ente Parco è stato infatti eseguito uno sfalcio delle piante già presenti nell’area e nelle zone attigue, per raccogliere i semi e mettere a dimora nuove piccole piante autoctone, come rosa canina, ginestra, ginepro, fusaggine, terebinto e albero di Giuda «Per facilitare l’attecchimento delle nuove piantine», aggiunge Terna, «sono stati messi in atto interventi di ingegneria naturalistica, come l’utilizzo di “biostuoie” in fibra di cocco e tela di juta, per proteggere il substrato dal dilavamento e favorire l’accumulo di terra necessario per la semina e il successivo attecchimento delle giovani piante».

    FONTE: Terna

  • Europa, Cattaneo Flavio, Terna sarà l’hub elettrico del Mediterraneo

    Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana sarà l’hub elettrico del Mediterraneo. «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa e questa è una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia» – ha dichiarato l’AD della società Flavio Cattaneo. Il piano per la realizzazione di questo progetto è già partito e prevede, al momento, la costruzione di un cavo che collegherà l’Italia al Montenegro e la realizzazione di una centrale sulla costa della Tunisia sia l’interconnessione con le coste siciliane.

    E’ una delle pochissime società della Borsa ad aver non solo recuperato quanto perso dopo il crollo del 2008, ma ad aver raggiunto una quotazione addirittura superiore. Una corsa verso l’alto stoppata solo dalla Robin Hood Tax, l’aumento delle aliquote volute dal governo Berlusconi nel 2011 – e confermato dall’esecutivo Monti – che ha colpito le società dell’energia. Ma fino a un certo punto, visto che dopo la presentazione dei conti del 2012, Terna “vede” ormai riavvicinarsi i massimi raggiunti nel maggio del 2011 a quota 3,47 euro. Non per nulla, il gruppo nato da uno spin off dell’Enel nel 2005, è uno dei titoli che più piace agli analisti. Soprattutto per la sua capacità di ripagare gli investitori: ecco spiegato perché Terna si è aggiudicata per il terzo anno consecutivo il premio delle utility europee dall’americano Edison Electric Institute per il miglior rendimento totale del titolo: nell’ultimo triennio, tra andamento di Borsa e dividendo, gli azionisti hanno visto il loro investimento salire del 24%, un livello più alto sia dei titoli di settore sia dell’indice italiano (nello stesso periodo il Dj Stoxx ha perso il 10% e il Ftse Mib il 21%). Numeri che piacciono al mercato: degli ultimi 22 report, 14 consigliano di acquistare il titolo, 6 suggeriscono di tenerlo in portafoglio e solo due pensano che sia da vendere.

    Convincono i conti, ma soprattutto convince il modello impostato dall’AD Flavio Cattaneo con il piano industriale 2017, che garantisce un payoutal 60% e dividendi in crescita. Ma quanto potrà crescere ancora la società e garantire rendimenti così elevati? E cosa c’è nel futuro di Terna, dopo che avrà completato il piano di investimenti al 2017 in cui verranno spesi oltre 4 miliardi. Serviranno per “sbottigliare” la rete e rendere più efficiente il sistema, e per realizzare 300 milioni di batterie dove immagazzinare l’energia prodotto dalle rinnovabili che altrimenti andrebbe sprecata. Terna è pronta a realizzarne per 75 Mw, l’authorty ne ha autorizzati 51Mw. Così come sta già accadendo per Snam, l’altra grande rete di proprietà pubblica tramite la Cassa Depositi Prestiti, anche Terna dovrà uscire dai confini nazionali.

    Come spiega l’AD Cattaneo: «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa e questa è una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, e solo quando l’energia in Italia costerà meno, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia, molto più di quanto non lo sia ora con un importante beneficio ai generatori italiani. Ad esempio la Francia, avendo molta produzione nucleare, fatica di più tecnicamente ad inseguire i picchi di freddo e l’energia dei cicli combinati italiani potrebbe essere usata a supporto. Stessa cosa potrebbe avvenire per motivi diversi in Germania. Del resto, l’Italia è già oggi esportatore nelle ore di massima richiesta di energia».

    Un progetto su cui Terna, di fatto, ha già cominciato a lavorare. Con due cantieri: uno già partito, l’altro ancora molto di prospettiva. Nel primo caso, si tratta del cavo che collegherà l’Italia al Montenegro, 415 chilometri, di cui 390 sottomarini per un costo di 800 milioni. Servirà sia per importare energia a basso costo, vista l’alta componente di idroelettrico presente nel paese balcanico, dove l’ex monopolista è controllato al 42 per cento dall’utility lombarda A2a. Il secondo progetto si chiama, invece, Elmed e prevede sia la realizzazione di una centrale sulla costa della Tunisia sia l’interconnessione con le coste siciliane. Quando entrambe le opere saranno in esercizio, l’Italia potrà replicare il ruolo che vuole giocare anche nel settore del gas: diventare una sorta di hub del Mediterraneo per la trasmissione dell’energia elettrica, ponendosi come ponte sia verso l’est Europeo, sia collegandosi ai vari progetti delle rinnovabili che nasceranno in Africa. Una prospettiva per i prossimi anni, s’intende.

    Prioritario per Terna è realizzare le opere che ancora fanno della rete italiana un sistema incompleto. A cominciare dalla priorità numero uno: il nuovo cavo tra Sicilia e Calabria, denominato Sorgente-Rizziconi. Per un costo di 700 milioni, farà risparmiare al sistema 600 milioni all’anno, visto che ora la Sicilia ha un prezzo dell’energia nettamente superiore al resto d’Italia, a causa dell’arretratezza dei collegamenti. Con la differenza che viene pagata però da tutti i consumatori italiani. Perché se un’accusa viene mossa a Terna, non è di investire poco sulla rete. Anzi. Ma di non concentrarsi abbastanza sulle opere strategiche. Per rassicurare gli operatori, l’Autorità per l’energia ha previsto un tasso di remunerazione maggiorato del 2% «per accelerare la realizzazione di interventi particolarmente rilevanti ». Mentre si lavora per la rete italiana, però, nulla vieta, di lavorare all’espansione nel resto del continente. E anche su questo Cattaneo sembra avere le idee chiare: «Non credo che Terna debba crescere tramite acquisizioni in giro per l’Europa ma attraverso una crescita organica. Credo che in futuro debba, innanzi tutto candidarsi a un ruolo centrale nel “sistema Europa” sfruttando la posizione geografica naturale dell’Italia, al centro del Mediterraneo. Come ponte da una parte verso i Balcani, dall’altra verso il continente africano. Se, invece, guardiamo al progetto di Bruxelles per la creazione di una rete europea, è chiaro che la spinta decisiva non debba venire dalle società che gestiscono le reti, ma dai governi, che, tra l’altro, in molti casi ne sono anche azionisti diretti o indiretti di riferimento».

    FONTE: Repubblica

  • Flavio Cattaneo, a Terna l’International Utility Award 2013

    Terna incoronata, per la seconda volta, miglior utility d’Europa degli ultimi tre anni. A ritirare il prestigioso “International Utility Award 2013” dell’Edison Electric Institute di Washington, l’AD Flavio Cattaneo: “Il premio ottenuto rappresenta un grande riconoscimento, non solo per me ma anche per tutta la squadra di Terna, per il lavoro svolto a beneficio del sistema elettrico, del Paese e dei nostri azionisti”.

    Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna, ha ricevuto il prestigioso «International Utility Award 2013» dell’Edison Electric Institute (EEI) di Washington (USA). Il premio ha incoronato la Spa dell’alta tensione come la migliore tra le utilities europee per rendimento totale del titolo (Total Shareholder Return o TSR) degli ultimi tre anni. Nel triennio 2010-2012 il rendimento di Terna si è infatti attestato al 24%, contro rendimenti medi del settore e dell’indice italiano decisamente negativi (DJ Stoxx -10%, Ftse Mib -21%).

    Il premio di quest’anno consente così a Terna – che già nel 2010 aveva ottenuto lo stesso riconoscimento per il triennio 2007-2009 – di attestarsi in cima alla classifica delle utility elettriche europee nel periodo 2007-2012, avendo consolidato negli ultimi 6 anni un rendimento complessivo di circa il 73%, sovraperformando, nello stesso arco temporale, del 97% il settore europeo (DJ Stoxx -24%) e di oltre il 120% il mercato italiano (Ftse Mib -49%).

    «Il premio ottenuto – ha commentato l’AD Flavio Cattaneo – rappresenta un grande riconoscimento, non solo per me ma anche per tutta la squadra di Terna, per il lavoro svolto a beneficio del sistema elettrico, del Paese e dei nostri azionisti. Ci è stato riconosciuto che il nostro azionista, per sei anni consecutivi, è stato tra quelli remunerati meglio. Tutto ciò grazie ad una competenza unica nel settore e ad una gestione strategica orientata alla creazione di valore, affiancando al business tradizionale uno spirito imprenditoriale che ha consentito lo sviluppo di nuovi progetti in attività non tradizionali». Il Presidente di EEI Thomas Kuhn, già Presidente dell’American Energy Council ha commentato che «Terna si è aggiudicata l’International Utility Award per la seconda volta in quattro anni. Un successo che testimonia la capacità di creare valore per gli azionisti di Terna, oltre a un’eccellenza nella gestione della Rete di Trasmissione Elettrica in Italia. Congratulazioni all’AD Flavio Cattaneo e a tutti i 3.500 dipendenti della Società per l’impegno e la dedizione dimostrata nel loro lavoro».

    FONTE: La Stampa

  • Flavio Cattaneo, Terna 2012, ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto

    Terna chiude il 2012 con risultati da record. Ad una crescita dei profitti del 5,5% rispetto al 2011, si somma un aumento dei ricavi del 10% ed un dividendo complessivo pari a 20 centesimi. Flavio Cattaneo, AD di Terna, dichiara: “Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi) e il dividendo 2012 confermano l’attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”.

    Crescono i profitti di Terna, che nel 2012 ha realizzato un utile netto di gruppo pari a 464 milioni, il 5,5% in più rispetto al risultato 2011. Due anni fa, inoltre, nel risultato erano inclusi 113 milioni di euro derivanti dalle attività operative cessate.

    In linea con la politica dei dividendi, il consiglio di amministrazione ha annunciato che proporrà all’assemblea degli azionisti (convocata per il 14 maggio) l’approvazione di un dividendo ordinario complessivo per l’intero esercizio 2012 pari a 20 centesimi di euro per azione e la distribuzione dei rimanenti 13 centesimi per azione (24 giugno stacco cedola, 27 giugno pagamento) dopo l’acconto da 7 cent pagato a fine novembre.

    Nelle righe più alte del conto economico, dati per la verità già resi noti con il preconsuntivo, i ricavi sono cresciuti del 10% a 1,8 miliardi e il risultato operativo del 15,9% a 969 milioni. Quanto al fatturato, Terna ha specificato che la crescita di 170 milioni rispetto al 2011 è riconducibile al “corrispettivo per il trasporto di energia sulla rete di trasmissione nazionale” e ai risultati conseguiti dalle “attività non tradizionali.

    “Chiudiamo anche il 2012 con risultati molto buoni, che testimoniano l’eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna”, ha commentato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo. “Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi) e il dividendo 2012 confermano l’attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”. In Borsa l’azione Terna si muove in terreno positivo, seppure con variazioni frazionali. Pochi giorni fa la società italiana controllata dalla Cdp è stata premiata con l’International Utility Award: in sei anni ha battuto il mercato del 97%.

    FONTE: Repubblica

  • Terna Hub Elettrico: Il futuro dell’energia italiana è rivolto all’Europa

    Terna, hub elettrico del Mediterraneo. Nei prossimi anni la società si pone come ponte sia verso l’est europeo, sia verso progetti in Africa per le energie rinnovabili. Flavio Cattaneo, AD di Terna, dichiara: «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa, una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia, con un importante beneficio ai generatori italiani. L’Italia è già oggi esportatore nelle ore di massima richiesta di energia».

    E’ una delle pochissime società della Borsa ad aver non solo recuperato quanto perso dopo il crollo del 2008, ma ad aver raggiunto una quotazione addirittura superiore. Una corsa verso l’alto stoppata solo dalla Robin Hood Tax, l’aumento delle aliquote volute dal governo Berlusconi nel 2011 – e confermato dall’esecutivo Monti – che ha colpito le società dell’energia. Ma fino a un certo punto, visto che dopo la presentazione dei conti del 2012, Terna “vede” ormai riavvicinarsi i massimi raggiunti nel maggio del 2011 a quota 3,47 euro. Non per nulla, il gruppo nato da uno spin off dell’Enel nel 2005, è uno dei titoli che più piace agli analisti. Soprattutto per la sua capacità di ripagare gli investitori: ecco spiegato perché Terna si è aggiudicata per il terzo anno consecutivo il premio delle utility europee dall’americano Edison Electric Institute per il miglior rendimento totale del titolo: nell’ultimo triennio, tra andamento di Borsa e dividendo, gli azionisti hanno visto il loro investimento salire del 24%, un livello più alto sia dei titoli di settore sia dell’indice italiano (nello stesso periodo il Dj Stoxx ha perso il 10% e il Ftse Mib il 21%). Numeri che piacciono al mercato: degli ultimi 22 report, 14 consigliano di acquistare il titolo, 6 suggeriscono di tenerlo in portafoglio e solo due pensano che sia da vendere.

    Convincono i conti, ma soprattutto convince il modello impostato dall’AD Flavio Cattaneo con il piano industriale 2017, che garantisce un payoutal 60% e dividendi in crescita. Ma quanto potrà crescere ancora la società e garantire rendimenti così elevati? E cosa c’è nel futuro di Terna, dopo che avrà completato il piano di investimenti al 2017 in cui verranno spesi oltre 4 miliardi. Serviranno per “sbottigliare” la rete e rendere più efficiente il sistema, e per realizzare 300 milioni di batterie dove immagazzinare l’energia prodotto dalle rinnovabili che altrimenti andrebbe sprecata. Terna è pronta a realizzarne per 75 Mw, l’authorty ne ha autorizzati 51Mw. Così come sta già accadendo per Snam, l’altra grande rete di proprietà pubblica tramite la Cassa Depositi Prestiti, anche Terna dovrà uscire dai confini nazionali.

    Come spiega l’AD Cattaneo: «Il futuro dell’energia italiana e di Terna sono rivolti all’Europa e questa è una richiesta che arriva da tutto il sistema nazionale e internazionale. Quando saranno realizzate maggiori interconnessioni con il resto d’Europa, e solo quando l’energia in Italia costerà meno, il Paese potrà diventare un esportatore strutturale di energia, molto più di quanto non lo sia ora con un importante beneficio ai generatori italiani. Ad esempio la Francia, avendo molta produzione nucleare, fatica di più tecnicamente ad inseguire i picchi di freddo e l’energia dei cicli combinati italiani potrebbe essere usata a supporto. Stessa cosa potrebbe avvenire per motivi diversi in Germania. Del resto, l’Italia è già oggi esportatore nelle ore di massima richiesta di energia».

    Un progetto su cui Terna, di fatto, ha già cominciato a lavorare. Con due cantieri: uno già partito, l’altro ancora molto di prospettiva. Nel primo caso, si tratta del cavo che collegherà l’Italia al Montenegro, 415 chilometri, di cui 390 sottomarini per un costo di 800 milioni. Servirà sia per importare energia a basso costo, vista l’alta componente di idroelettrico presente nel paese balcanico, dove l’ex monopolista è controllato al 42 per cento dall’utility lombarda A2a. Il secondo progetto si chiama, invece, Elmed e prevede sia la realizzazione di una centrale sulla costa della Tunisia sia l’interconnessione con le coste siciliane. Quando entrambe le opere saranno in esercizio, l’Italia potrà replicare il ruolo che vuole giocare anche nel settore del gas: diventare una sorta di hub del Mediterraneo per la trasmissione dell’energia elettrica, ponendosi come ponte sia verso l’est Europeo, sia collegandosi ai vari progetti delle rinnovabili che nasceranno in Africa. Una prospettiva per i prossimi anni, s’intende.

    Prioritario per Terna è realizzare le opere che ancora fanno della rete italiana un sistema incompleto. A cominciare dalla priorità numero uno: il nuovo cavo tra Sicilia e Calabria, denominato Sorgente-Rizziconi. Per un costo di 700 milioni, farà risparmiare al sistema 600 milioni all’anno, visto che ora la Sicilia ha un prezzo dell’energia nettamente superiore al resto d’Italia, a causa dell’arretratezza dei collegamenti. Con la differenza che viene pagata però da tutti i consumatori italiani. Perché se un’accusa viene mossa a Terna, non è di investire poco sulla rete. Anzi. Ma di non concentrarsi abbastanza sulle opere strategiche. Per rassicurare gli operatori, l’Autorità per l’energia ha previsto un tasso di remunerazione maggiorato del 2% «per accelerare la realizzazione di interventi particolarmente rilevanti ». Mentre si lavora per la rete italiana, però, nulla vieta, di lavorare all’espansione nel resto del continente. E anche su questo Cattaneo sembra avere le idee chiare: «Non credo che Terna debba crescere tramite acquisizioni in giro per l’Europa ma attraverso una crescita organica. Credo che in futuro debba, innanzi tutto candidarsi a un ruolo centrale nel “sistema Europa” sfruttando la posizione geografica naturale dell’Italia, al centro del Mediterraneo. Come ponte da una parte verso i Balcani, dall’altra verso il continente africano. Se, invece, guardiamo al progetto di Bruxelles per la creazione di una rete europea, è chiaro che la spinta decisiva non debba venire dalle società che gestiscono le reti, ma dai governi, che, tra l’altro, in molti casi ne sono anche azionisti diretti o indiretti di riferimento».

    FONTE: Repubblica

  • Flavio Cattaneo: “Il Sole 24 Ore” rimarca Bilancio 2012 ricavi e profitti in aumento

    Terna, un’azienda da record da ben 8 anni. “Il Sole 24 Ore” rimarca il bilancio 2012 chiuso con ricavi e profitti in aumento. Flavio Cattaneo: “Sono risultati molto buoni, che testimoniano l’eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna. Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi di euro) e il dividendo 2012 confermano l’attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”.

    Un’azienda italiana che di questi tempi chiude il bilancio 2012 con ricavi e profitti in aumento è sicuramente una perla rara. Soprattutto se si tratta poi dell’ottavo esercizio consecutivo in crescita. Si tratta di Terna, l’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale guidata da Flavio Cattaneo, la cui performance è stata ben sottolineata da un articolo del “Sole 24 Ore”. Nel dettaglio si tratta di cifre davvero importanti. Terna ha infatti archiviato l’anno passato con un incremento del 5,5% a quota 464 milioni e ricavi in linea con quanto annunciato con il preconsuntivo di inizio febbraio, a 1,806 miliardi di euro, a fronte degli 1,6 miliardi registrati a fine 2011 (+10,4%). Crescita anche per l’Ebitda, che tocca gli 1,39 miliardi di euro con un +12% rispetto al dato dell’esercizio precedente (1,23 miliardi di euro). Risultati che consentono alla spa dell’alta tensione di proporre un dividendo di 20 centesimi, di cui 7 centesimi già pagati come acconto e 13 di saldo a giugno prossimo.

    “Sono risultati molto buoni, che testimoniano l’eccellenza professionale raggiunta dalla squadra di Terna – ha commentato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo -. Questo ottavo anno consecutivo di crescita ci gratifica del lavoro svolto, i cui obiettivi sono stati e restano una rete elettrica sempre più efficiente e sicura e la creazione di valore, con un approccio strategico che affianca al core business lo sviluppo di progetti in attività non tradizionali. Il livello record degli investimenti (1,235 miliardi di euro in crescita dell0 0,5% sul 2011, ndr) e il dividendo 2012 confermano l’attenzione di Terna verso il sistema elettrico e gli azionisti”.

    Un aspetto importante arriva anche dai giudizi positivi degli analisti finanziari. Sia Jp Morgan che Kepler parlano di risultati finali migliori delle aspettative e di quando annunciato nei preliminari. Un successo derivante questo anche dalla solida struttura finanziaria del Gruppo. Il patrimonio netto del gruppo è del resto di ben 2,79 miliardi di euro (a fronte dei 2,75 miliardi di euro del 2011), mentre l’indebitamento netto che ha toccato i 5,855 miliardi di euro (a fronte dei 5,123 miliardi di euro segnati a fine 2011) non desta preoccupazione in quanto il rapporto debito fisso e variabile è a 78-22% considerando anche una maturità di esposizione che è di 8 anni.

    E poi c’è ottimismo per il futuro, dove Terna prosegue il piano strategico presentato a febbraio che punta ad aumentare gradualmente il “peso” delle attività non tradizionali e mira a consolidare il suo business di riferimento investendo ancora sulla rete per ridurre le criticità (da segnalare l’of definitivo del ministero per lo Sviluppo economico per la realizzazione dell’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia), proseguendo la realizzazione dell’interconnessione con l’estero (Francia e Montenegro) e sviluppando i progetti sui piani di accumulo.

    FONTE: Terna

  • Cattaneo Flavio: Terna, il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi

    “I risultati in crescita premiano l’eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna”. Lo dichiara l’ad della società, Flavio Cattaneo, sottolineando che il nuovo piano “continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero”. Terna chiude il bilancio 2012 con fatturato in crescita del 10%, un margine operativo lordo in aumento del 12%, ed un piano di investimenti di 4,1 miliardi di euro nei prossimi 5 anni per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica.

    Terna ha chiuso il 2012 con ricavi consolidati di oltre 1.800 milioni di euro, con una crescita del 10% rispetto ai 1.636 milioni di euro del 2011. Migliora il margine operativo lordo, ebitda, che sale del 12% a 1.380 milioni di euro (il 76% dei ricavi). Risultati che sono andati oltre le attese degli analisti, ma in linea con la strategia del gruppo per il piano strategico al 2016. Gli investimenti sono saliti a circa 1.240 milioni di euro (anche in questo superiori alle attese), mentre l’indebitamento finanziario netto è a quota 5.900 milioni di euro (5.123 milioni di euro nel 2011).

    “Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile con risultati in crescita che premiano l’eccellente lavoro svolto dalla squadra di Terna” ha detto l’amministratore delegato, Flavio Cattaneo sottolineando che il nuovo piano “continua ad avere obiettivi ambiziosi: completare il rinnovo e il potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”.

    Terna conferma per il 2013-2017 la politica di dividendi annunciata lo scorso anno: nel periodo il piano strategico prevede un dividendo base dalle attività tradizionali pari a 19 centesimi di euro ad azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività non tradizionali (con un pay out del 60%).

    L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi, si legge ancora nel piano, dovrebbero tradursi in un’ulteriore crescita della profittabilità. L’ebitda margin a fine piano si stima superi l’80%. Cattaneo ha quindi assicurato che Terna continuerà a creare valore per gli azionisti, dando loro “molte soddisfazioni”.

    La società investirà nei prossimi 5 anni 4,1 miliardi di euro per la manutenzione e lo sviluppo della rete elettrica: circa 300 milioni saranno destinati alla realizzazione di sistemi di accumulo. Guardando all’orizzonte di medio-lungo termine, cioè a 10 anni, gli investimenti previsti ammontano a 7,9 miliardi.

    FONTE: Repubblica

  • Cattaneo Flavio: Terna Dolo-Camin, continua il restyling hi-tech

    Terna prosegue il suo impegno a favore dell’innovazione e della sostenibilità ambientale. Per la prima volta in Veneto a Dolo-Camin, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, mette in campo la linea high tech con pali monostelo a basso impatto ambientale. Un investimento di 290 milioni di euro, che produrrà notevoli benefici economici per l’intero sistema con un risparmio complessivo per cittadini e imprese di oltre 40 milioni di euro l’anno. Inoltre saranno emesse nell’aria 35 mila le tonnellate di CO2 in meno.

    Continua il restyling hi-tech della rete elettrica in alta tensione. E l’operazione nel caso dell’elettrodotto Dolo-Camin, tra Venezia e Padova, prosegue all’insegna dell’innovazione e della massima sostenibilità ambientale. Sono stati infatti avviati i lavori delle fondazioni per la realizzazione dei primi sostegni monostelo a ridotto impatto ambientale in Veneto, che permetteranno la demolizione di oltre 100 chilometri di vecchie linee (oggi interferenti con 275 abitazioni) e l’interramento di oltre 60 km di tracciato a fronte di soli 33 km di nuova rete in linea aerea. Si tratta di un’opera prevista sin dall’inizio della Dolo-Camin del 10 dicembre 2012.

    Con questo intervento, per un investimento di 290 milioni di euro, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, conta di produrre notevoli benefici economici per l’intero sistema con un risparmio complessivo per cittadini e imprese di oltre 40 milioni di euro l’anno. Inoltre, la bonifica ambientale dell’area legata all’intervento permetterà di liberare 720 ettari di terreno e 1.800 edifici dagli elettrodotti che verranno smantellati. Infine, ammonteranno a 35 mila le tonnellate di CO2 in meno annualmente emesse nell’aria.

    Nello specifico, questi sostegni monostelo, permetteranno di ridurre di 15 volte l’area di territorio occupata dalla linee e l’ingombro al suolo (da 150 mq di un traliccio tronco-piramidale a 10 mq). La collocazione avverrà lungo i terreni demaniali già asserviti all’Idrovia. Per quanto concerne i terreni privati su cui insisterà il resto della linea Dolo-Camin, proseguono i contatti con i proprietari per le procedure di asservimento ed esproprio. Nelle prossime settimane, inoltre, verrà avviato anche il cantiere per l’interramento delle linee esistenti nel Vallone Moranzani, parte integrante dell’intervento “Razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione tra Venezia e Padova” a cui appartiene anche l’elettrodotto Dolo–Camin. L’interramento delle linee rientra nell’accordo con la Regione Veneto, il cosiddetto “accordo Moranzani”, che prevede la realizzazione da parte della Regione Veneto di una discarica debitamente isolata per smaltire “in loco” i fanghi scavati dai canali e dai terreni di Porto Marghera.

    Da ricordare poi che l’elettrodotto a 380 kV Dolo-Camin, rientra nelle 6 ‘opere top’ (elettrodotto 380 kV Sorgente-Rizziconi, tra Sicilia e Calabria; elettrodotto 380 kV Foggia-Benevento, tra Puglia e Campania; elettrodotto 380 kV Trino-Lacchiarella, tra Lombardia e Piemonte; interconnessioni con Francia e Montengero) alle quali sta lavorando Terna, per un investimento complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro, che prevedono il coinvolgimento di 210 imprese e 340 lavoratori mediamente impegnati nelle attività di cantiere. E una volta realizzate, queste infrastrutture, produrranno minori costi per il sistema di 340 milioni di euro l’anno.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo: arrivano i tralicci “ecosostenibili” (Quotidiano del Molise)

    In Molise arrivano i tralicci “ecosostenibili” di Terna. Per la prima volta, infatti, nella regione sono stati installati dei tralicci monostelo a basso impatto ambientale. “La linea costruita nel 1939 cambierà aspetto trasformandosi in un’infrastruttura hi-tech a basso impatto ambientale” ha dichiarato l’AD di Terna Flavio Cattaneo. Un progetto all’avanguardia “che porterà – prosegue Cattaneo – un significativo beneficio sia in termini energetici sia ambientali, per cui Terna ha previsto di investire circa 11,5 milioni di euro”. Entro la fine del 2014 il completamento della rete.

    Per il restyling completo si dovrà aspettare la fine del 2114. Certo, però, quella che è approdata in basso Molise ha tutto il sapore di essere una vera e propria ‘rivoluzione’. Per la prima volta, infatti, nella regione sono stati installati dei tralicci monostelo a basso impatto ambientale.

    L’opera è della Terna Rete Italia, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, che ha terminato la prima fase di restyling della rete elettrica Portocannone-San Salvo nel tratto compreso tra Guglionesi e Termoli. “I sostegni monostelo si legge in una nota stampa – permetteranno di ridurre di circa 8 volte l’ingombro a terra (da circa 25 metri quadri del traliccio a poco più di 3 metri quadri del monostelo) e di circa 4 volte l’ingombro della fondazione interrata (da circa 100 metri quadri per il traliccio a circa 25 metri quadri per I monostelo)”.
    Sostituiti anche i conduttori (i fili elettrici) con tipologie standard attuali, “che garantiscono le prestazioni, l’affidabilità e la sicurezza di esercizio previste per gli asset della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN)”, nonché la fune di guardia per la protezione contro i fulmini “con l’utilizzo di una tecnologia moderna – si legge ancora nella nota stampa – che incorpora 46 fibre ottiche da utilizzare per la trasmissione di segnali e dati”. Entro la fine del 2014 si prevede il completamento della ricostruzione dell’intero elettrodotto a 150 kV che collega Portocannone, Termoli, Sinarca e San Salvo per una lunghezza totale di circa 35 chilometri.
    “La linea costruita nel 1939 – continua la nota cambierà, così, aspetto trasformandosi in un’infrastruttura hi-tech a basso impatto ambientale”. Un progetto all’avanguardia, quindi, e con un progetto impegnativo “che porterà un significativo beneficio sia in termini energetici sia ambientali, per cui Terna ha previsto di investire circa 11,5 milioni di euro”.”

    FONTE: Terna

  • Cattaneo Flavio: Terna, approvati 4,1 miliardi di investimenti per la rete

    “La società punta a completare il rinnovo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”, ha affermato Flavio Cattaneo, AD della società, aggiungendo che su questo doppio binario strategico Terna continuerà a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, e a creare “valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni”.

    Un dividendo minimo di 19 centesimi di euro e investimenti per 4,1 miliardi. Questi i punti salienti del nuovo piano industriale 2013-2017 di Terna che non solo, come previsto dagli analisti, ha confermato la sua politica di dividendo con una cedola base derivante dalle attività tradizionali, pari a 19 centesimi di euro per azione, a cui si aggiungerà il contributo delle attività tradizionali (pay out del 60% sui risultati), ma ha anche mantenuto elevati gli investimenti: 4,1 miliardi di euro di cui l’83% sarà destinato allo sviluppo della rete. Gli analisti si aspettavano investimenti minori a 3,6 miliardi.

    Solo lo scorso anno Terna ha realizzato investimenti record per 1,240 miliardi di euro. Ora di questi 4,1 miliardi circa 300 milioni saranno destinati alla realizzazione dei sistemi di accumulo. Mentre sul fronte delle attività non tradizionali, la strategia del gruppo ha permesso di consolidare una pipeline di circa 400 milioni di euro, sviluppando attività nell’ambito dell’ingegneria, dell’operation and maintenance e dell’housing di fibra ottica, a cui si potrebbero aggiungere ulteriori 900 milioni potenziali, attualmente non inclusi nelle previsioni di piano.

    E’ chiaro quindi che il dividendo base di 19 centesimi di euro potrà essere migliorato grazie al contributo delle attività non tradizionali. Piano che in un orizzonte di medio-lungo termine, ovvero 10 anni, prevede investimenti per 7,9 miliardi di euro. Le priorità saranno l’incremento della capacità di interconnessione con l’estero e la riduzione delle congestioni nazionali. Attualmente, infatti, Terna ha oltre 150 cantieri aperti su tutto il territorio nazionale, per un valore di 3 miliardi di euro.

    Tra gli obiettivi dell’utility quello più ambizioso è sicuramente il raggiungimento di un ebitda margin a fine piano a oltre l’80%, dall’attuale 76% grazie all’aumento dei ricavi e al controllo dei costi che si tradurranno in un’ulteriore crescita della profittabilità. Lo stesso ad di Terna, Flavio Cattaneo, ha ammesso che il nuovo piano continua ad avere obiettivi ambiziosi.

    “La società punta a completare il rinnovo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale ed esplorare nuove opportunità di business in attività non tradizionali, in Italia e all’estero, che stanno già dando un loro importante contributo”, ha affermato Cattaneo, aggiungendo che su questo doppio binario strategico Terna continuerà a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti, e a creare “valore per i nostri azionisti ai quali, ne siamo convinti, daremo ancora molte soddisfazioni”.

    Il piano dovrebbe anche consentire di ridurre di 600 milioni l’incremento dell’indebitamento finanziario rispetto al precedente piano (un miliardo contro 1,6 miliardi). La struttura del capitale rimarrà dunque solida: il rapporto fra indebitamento netto e Rab si manterrà inferiore al 60% in tutti gli anni e si prevede che il rapporto fra indebitamento netto ed ebitda scenda sotto le 4 volte al 2017. Un aspetto, quest’ultimo, apprezzato dagli analisti che invece si aspettavano un aumento del debito dai 5,9 miliardi del 2012 a 7,1 miliardi di euro.

    Il titolo comunque a Piazza Affari resta poco mosso (+0,13% a 3,05 euro). Per Terna il 2013 “sarà un anno positivo nonostante il difficile scenario macroeconomico”, ha previsto Cattaneo, concludendo che la società finora ha “fatto quello che doveva fare e che ha promesso di fare”.

    FONTE: Milano Finanza