Tag: artista

  • In giro per Sorrento,cantando in carrozza

    In giro per Sorrento,cantando in carrozza

    Incanta il video del soprano Olga De Maio e del tenore Luca Lupoli, che, ispirati dal magico tramonto di Sorrento, in vacanza appunto nella meravigliosa cittadina  della costiera, durante il tradizionale giro in carrozza, intonano il ritornello della  celebre canzone Torna a Surriento, scritta e pubblicata dai fratelli Ernesto e Giambattista De Curtis, erano poeta e musicista,presso l’hotel Tramontano della cittadina sorrentina.

    Around Sorrento  singing in a carriage

    Ernesto De Curtis avrebbe tratto ispirazione per il ritornello ascoltando il canto di un usignolo che riproduceva le prime cinque note, durante il soggiorno  ospite presso l’Hotel Tramontano nella città di Sorrento.

    La canzone fu preannunciata in pubblico per la prima volta nel 1902, eseguita probabilmente proprio  da una  coppia di cantanti : Giovanni Ambrosini e Maria Cappiello.

    L’occasione fu quella in cui  il presidente del consiglio Giuseppe Zanardelli alloggiò all’hotel di Guglielmo Tramontano, allora sindaco di Sorrento. Fu annunciato che il brano era stato composto su richiesta di Tramontano, per ricordare a Zanardelli di mantenere la promessa di far realizzare una serie di opere pubbliche necessarie a Sorrento tra le quali la più importante era la rete fognaria all’epoca inesistente. Successivamente la canzone fu replicata nel concerto di musiche e canzoni napoletane nel teatro Tasso e la canzone “Torna a Surriento”, nel testo e nella musica attuali, fu cantata, per la prima volta, nel 1904 a Napoli, in occasione della Piedigrotta Garibaldi.

    Le voci dei due artisti  lirici, hanno lasciato piacevolmente colpiti gli astanti, i visitatori e quanti hanno avuto la fortuna di essere presenti alla loro performance improvvisata, creando così, sullo sfondo del fantastico tramonto del belvedere di via Correale, come venuto fuori da un quadro dell’Ottocento napoletano, quell’ atmosfera di altri tempi!

    Olga De Maio soprano e Luca Lupoli tenoreCon questa iniziativa,nata in modo molto spontaneo, segno che nella vita dei due artisti la musica ed il canto sono indissolubili, hanno voluto esprimere una testimonianza ed un messaggio di ottimismo, positività e di buoni auspici perché anche nella città del Tasso la ripresa possa avvenire in tempi rapidi !

    Vi invitiamo a seguire tutti i prossimi progetti di Olga De Maio,Luca Lupoli e dell’Associazione Culturale Noi per Napoli sulle loro pagine web e social .

    Olga De Maio soprano

    Luca Lupoli tenore

    Associazione Culturale Noi per Napoli

    https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli/https://

    https://www.youtube.com/user/LucaLupoliTenore

    Postato  da Luca Lupoli

  • L’antica tradizione del colore blu nella pittura di Roberto Re

    L’antica tradizione del colore blu nella pittura di Roberto Re

    Roberto Re olio materici oro zecchino su telaRisale alla notte dei tempi l’origine del colore blu. In particolare, si tramanda che furono gli antichi Egizi nel 2200 a.C. a scoprire il suo valore intrinseco connaturato, nel tentativo di creare un pigmento permanente, che potesse essere applicato ad una varietà eterogenea di superfici, con un utilizzo duttile e versatile. Da allora, il blu ha continuato ad evolversi e svilupparsi con svariate tonalità e sfumature affascinanti. Il blu è sinonimo di sentimenti di pace, di calma, di piacere, di beatitudine intima. Il blu associato a elementi naturali come il cielo terso e l’acqua limpida e cristallina è diventato uno dei colori preferiti e prediletti dagli artisti di ogni epoca, che lo hanno scelto come mezzo di espressione fondamentale della loro poetica comunicativa. Tra gli illustri e autorevoli maestri della storia dell’arte, anche Pablo Picasso ha avuto un cosiddetto “periodo blu” in cui tutti i dipinti erano realizzati usando la tonalità del blu e del blu-verde, per imprimere un’atmosfera particolare. Sulla scia di questa tradizione millenaria Roberto Re ha deciso di intraprendere la sua esclusiva e distintiva ricerca sul colore blu.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato la recente mostra di Re all’interno della piattaforma online da lei curata, dove sono presenti in esposizione 20 opere di grande pregio. In particolare, ha affermato: “Insieme a Roberto abbiamo designato la mostra con un titolo davvero speciale, Rhapsody in blue, per fare emergere appieno il potere evocativo musicale sprigionato dal blu, riprendendo e richiamando l’accattivante sonorità melodica del noto brano Rhapsody in blue di George Gershwin. Il blu è per Roberto un colore a se stante, che riesce a infondere allo scenario narrativo astratto lo stesso potere di una formula figurale. Il blu è personificazione, è identità, è connotazione, è preambolo e preludio di emozione pura, catalizzatore di sentimento incondizionato e incontaminato. Il blu ha una sua magia innata, che Roberto trasporta nella costruzione ed enfatizza al meglio con una propria personale e soggettiva rivisitazione e trasfigurazione. Il blu protagonista prediletto nei quadri troneggia nel suo radioso splendore illuminante, come la metafora di una rivelazione misteriosa tutta da scoprire e rivelare, che lo sguardo dell’osservatore deve saper carpire e decifrare, instaurando una coesa sintonia di complicità con Roberto e attivando una spiccata sensibilità intuitiva, che lo trasporta direttamente dentro il nucleo e il fulcro cromatico acceso e vitale“.

    Postato da elenagolliniartblogger

  • Vittorio Sgarbi inaugura la mostra artistica della professoressa Azzali al rinomato Museo Gipsoteca Canova

    La Prof.ssa Grazia Azzali, esponente di spicco dell’ambito artistico attuale, è stata tra i protagonisti più apprezzati della mostra collettiva “Riflessioni Contemporanee”, allestita all’interno della rinomata zona museale di Possagno, dedicata all’illustre maestro scultore Antonio Canova, con la gestione organizzativa del manager della cultura Salvo Nugnes. In occasione del vernissage inaugurale, il Prof. Vittorio Sgarbi ha partecipato come presenza straordinaria, esprimendo positivi elogi per la prestigiosa iniziativa.

    L’Azzali manifesta una visione dell’arte ispirata da una proiezione cosmopolita ad ampio raggio, condotta seguendo una ricerca sperimentale sempre attenta e meticolosa, dove mai niente viene lasciato al caso e all’improvvisazione. La sua è un’arte impegnata sul piano etico e sociale ed ispirata da finalità profonde, di cui ella si rende convinta portavoce. Nel parlare in merito all’Expo, ha commentato con argomentazioni di spessore, sottolineando dei concetti di fondo molto significativi. In particolare, ha dichiarato: “A mio parere l’Expo 2015 può divenire il fulcro per il futuro sviluppo dell’Italia. Un’economia ecocompatibile e più equa porrà fine agli sprechi del passato e diverrà il simbolo di una nuova alimentazione, per tutti i cittadini del mondo. Nutrire ha diversi significati, non solo fisici, ma anche intellettivi. Arte e scienza devono coesistere e collaborare insieme per creare i cittadini del futuro“.

    E ha aggiunto, in riferimento a una delle sue creazioni, collegabile ai temi portanti dell’Expo: “La mia opera d’arte dal titolo -Royal Baby- vuole essere una denuncia nei confronti di un mondo, che ha dimenticato la ricchezza della diversità biologica, in favore di una mostruosa omogeneità”. Scrive di quest’opera il critico d’arte Gianluigi Guarnieri: “L’Azzali crea una mostruosa sequenza di ibridi di -assurda generazione-, enigmi mutanti dell’io senz’anima. Nella continuità spaziale di un drammatico vuoto cosmico -Royal Baby- assurge a unico interprete di un futuribile creato, senza spazio né storia. Come corrugato oggetto radiante, fluttua nell’atmosfera oscura di una realtà ormai geneticamente modificata. Una folla di terrificanti sementi sembra, che inceda ad un passo di una drammatica danza, tramite ossessive movenze dinamiche, espresse da una ripetitiva ritmicità“.

  • Grazia Azzali riscontra grande successo presso il museo canova con la sua mostra collettiva inaugurata da Vittorio Sgarbi

    A fronte della partecipazione alla grande mostra collettiva “Riflessioni Contemporanee”, svoltasi presso la sede istituzionale del Museo Gipsoteca Canova a Possagno, la Prof.ssa Grazia Azzali ha esposto una serie di originali creazioni artistiche, che hanno riscosso forte consenso d’apprezzamento da parte del nutrito pubblico, che ha visitato l’esposizione allestita in loco. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, è stato inaugurato dal Prof. Vittorio Sgarbi, intervenuto in qualità di ospite speciale durante l’esclusivo vernissage.

    La Prof.ssa Azzali, artista a tutto tondo del panorama contemporaneo nazionale e internazionale, dal poliedrico e versatile talento creativo, nell’esprimere le sue riflessioni sulla figura del Canova e su quanto ha rappresentato nella storia dell’arte con il suo prezioso contributo, ha spiegato: “Ispirato alle teorie del -bello ideale- di J. J. Winckelmann, Antonio Canova rappresenta la personificazione scultorea del Neoclassicismo. -Nobile semplicità e quieta grandezza- erano le superiori qualità della scultura neoclassica, che trovano la loro realizzazione marmorea nel -Teseo e il Minotauro- del 1783, oggi conservata al Victoria and Albert Museum di Londra e nella sublime rappresentazione di -Amore e Psiche- conservata al Museo del Louvre di Parigi. Oltre alla mitologia greca, Canova interpretò giovanissimo il monumento sepolcrale per il Papa Clemente XIV, per la Basilica romana dei S.S. Apostoli, il successivo monumento funebre a Papa Clemente XIII Rezzonico e l’evocativo monumento funebre dedicato a Maria Cristina d’Austria, rappresentazione scultorea della corrispondenza degli amorosi sensi di Ugo Foscolo, conservata nella Chiesa degli Agostiniani di Vienna“.

    E proseguendo nelle sue interessanti considerazioni, ha aggiunto: “Con Napoleone Bonaparte, Canova creò capolavori di assoluta raffinatezza, come la raffigurazione di Paolina Bonaparte Borghese, rappresentata come Venere vincitrice e il ritratto di Napoleone rappresentato come Marte pacificatore. Il trattato tolentino imponeva alla Chiesa di Roma di cedere alla Francia preziose opere d’arte, tra cui il gruppo scultoreo del Laocoonte, conservato al Museo Pio Clementino. Caduto Napoleone, Canova si impegnò personalmente, affinché moltissime opere ritornassero in Italia, divenendo la figura artistica più rappresentativa del XIX secolo“.

  • Dopo il successo del 2013, l’artista poliedrica Vesna Pavan torna al Carrousel du Louvre

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    Vesna Pavan esporrà alcune opere appartenenti al ciclo SKIN in occasione della 14° edizione della mostra Art-Shopping presso il Carrousel du Louvre, a Parigi dal 12 al 14 giugno 2015. La giovane artista friulana era già stata protagonista della 12° edizione dell’evento nell’anno 2013, riscuotendo grande successo.

    I lavori SKIN sono il risultato dell’energia creativa, vero motore dell’opera. E’ colore colato, smaterializzato da qualsiasi supporto, cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. Nessun quadro è uguale ad un altro; come ogni donna: ciascuna è unica con la propria storia, i propri pensieri e le proprie emozioni.

    Il Carrousel du Louvre è un elegante centro commerciale, situato tra l’Arco di Trionfo e il Museo del Louvre, e comprende un ampio spazio espositivo dove si svolgono importanti mostre di arte e fotografia.

    Art-Shopping è la fiera dell’arte “accessibile” con prezzi che non superano i 5000 euro. Scultura, fotografia, design, decorazione ed arte digitale sono alcune delle discipline rappresentate all’interno della grande esposizione, che presenta le nuove tendenze dell’arte contemporanea, selezionando i migliori talenti provenienti da tutto il mondo.

    La Pavan è un’artista impegnata anche nel sociale e sta portando avanti, dal 14 Febbraio 2015, Red&Fucsia, un progetto benefico di sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne. L’iniziativa è frutto di una collaborazione con il Rotary Club di Pavia. 125 opere create appositamente dall’artista verranno vendute all’asta nelle sedi Rotary di 24 paesi, dall’Italia all’India, e il ricavato verrà interamente devoluto ad ASFI (Acid Survivors Foundation India) e ASTI (Acid Survivors Trust International), associazioni che assistono quotidianamente le donne vittime di violenza da acido.

    Le informazioni sull’intera produzione artistica di Vesna sono disponibili sui siti www.vprojects.euwww.vesnapavan.comwww.skinart.info

    Adriana Fenzi

    Via Giacosa 9, 20127 Milano

    Tel +39 328 3190032

    [email protected]

    In collaborazione con

    Studio Ornella Ruffa

    Pubbliche relazioni e comunicazione

    [email protected] Milano, Maggio 2015

  • Inaugurata da Vittorio Sgarbi, la mostra collettiva al Museo Gipsoteca Canova ospita le creazioni di Riccardo Zancano

    Mancano ormai pochi giorni all’inizio dell’attesissima mostra collettiva “Contemporary Art Expo”, allestita nel secolare contesto del Museo Gipsoteca Canova di Possagno (TV) dal 9 maggio al 2 giugno 2015. L’inaugurazione è prevista per sabato 9 maggio, alle ore 18.30, e vedrà la presenza straordinaria del rinomato Prof. Vittorio Sgarbi, nominato ambasciatore ufficiale dell’Expo, che in occasione terrà una prestigiosa visita guidata all’interno del Museo. L’organizzazione dell’evento è del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione culturale “Spoleto Arte”.

    Nell’esclusiva selezione di artisti che prendono parte all’esposizione, sarà presente anche il triestino Riccardo Zancano. Zancano è un pittore originale: soggetto principale delle sue tele è la natura, che rappresenta con colori vivaci e particolari giochi chiaroscurali, che illuminano lo sfondo pittorico, arricchito anche dall’uso di pietre preziose, applicate sulle tele in modo autentico e direttamente ricavate dall’artista dal minerale grezzo. I suoi dipinti, contraddistinti da profonda armonia ed equilibrio compositivo, affascinano lo spettatore, che rimane quasi rapito davanti alla natura rappresentata, immersa in un’atmosfera magica e incantata, perenne e senza tempo.

    A proposito dello stile distintivo di Zancano afferma la dottoressa Elena Gollini: “Tra realtà e fantasia, i quadri si trasformano in suadenti “fiabe” pittoriche con immagini pulite ed essenziali e al contempo fortemente simboliche, frutto di stimoli interiori, che sollecitano l’atto del dipingere e si congiungono alla sensibilità introspettiva e alla capacità di acuta osservazione, in un rapporto dialogico completo e articolato. Accogliendo il senso romantico e sentimentale delle cose e assaporando l’essenza della natura, Zancano ne recepisce appieno il “respiro vitale”: il volo di un uccello nel battere d’ali, lo schiudersi di un fiore, il fremito di un ramo foglioso e rugiadoso, celebrandone la bellezza sublime e l’incanto di un tempo sospeso, che trasporta le cose dalla realtà alla visione onirica”.

  • Antonio Tropiano: famoso scultore che espone alla “Pro Biennale” di Venezia inaugurata dal prof. Sgarbi

    È iniziato il conto alla rovescia per la collettiva veneziana “Pro Biennale” che vedrà la partecipazione di nomi di spicco del panorama attuale, tra cui si inserisce il noto scultore Antonio Tropiano, riuniti insieme in esposizione all’interno dell’esclusiva “Milano Art Gallery” ubicata presso Calle dei Cerchieri 1270, in zona Dorsoduro. L’iniziativa di portata cosmopolita è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte”, e vedrà la presenza straordinaria del critico Vittorio Sgarbi durante il vernissage inaugurale, fissato in data 8 maggio alle ore 18.00. L’evento resterà in loco fino al 4 giugno 2015.

    Nel multiforme campo applicativo dell’arte scultorea di moderna concezione, Tropiano si propone con soluzioni di innovativa e originale progettazione, fuoriuscendo dagli schemi più classici e tradizionalisti, per approcciare uno stile suigeneris di fantasiosa ricerca espressiva non convenzionale. Nel commentarne l’eclettico talento creativo è stato dichiarato: “La materia assemblata, plasmata, modulata, riscopre tutta la sua energica potenza evocativa e ogni componente, ogni oggetto da lui inserito all’interno dell’installazione scultorea, acquista una nuova e peculiare valenza intrinseca caratterizzante e si rigenera, si trasforma e simbolicamente -rinasce a nuova vita- e a nuova dimensione sostanziale identificativa. Le rappresentazioni si animano, si trasformano e mutano sfociando in varie e diversificate chiavi di lettura, lasciando libero chi guarda di scatenare la propria fantasia e il proprio intuito percettivo e instaurando un’interazione attiva, che diventa l’occasione per un -viaggio interiore- alla ricerca di emozioni ancestrali, spesso dimenticate o rimosse“.

  • “Spoleto incontra Venezia”: Il futurismo di Matteo D’Errico ottiene particolari consensi elogiativi

    Si è conclusa di recente con forte risonanza mediatica la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura del Professor Vittorio Sgarbi, allestita dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, nel contesto veneziano di due affascinanti edifici secolari, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Nel selezionato parterre di artisti partecipanti lo scultore di matrice futurista Matteo D’Errico ha ricevuto significativi riconoscimenti di apprezzamento.

    Sulla sua peculiare espressione stilistica di originale sperimentazione è stato commentato “Nel rispetto dell’essenza dei componenti utilizzati, squisitamente tecnica, quali l’alluminio, il rame, la bachelite, i materiali plastici e altre misteriose leghe isolanti, le opere non mostrano integrazioni cromatiche, esibite invece negli sgargianti cavi elettrici. Si tratta di arte generata dal riciclo di materiali, che rimanda ad una concezione sociale per nulla ludica, anzi contraddittoria di una società dei consumi, che produce scorie inutilizzabili e inquinanti. Arte, che si attesta come momento di denuncia, ma che ritrova in se stessa una funzione comunicativa, rinascendo a nuova vita. Archeologia e modernità, geometria e visione idealistica dell’architettura urbana convivono con esercizi di pura fantasia. È artefice di una ricerca artistica con connotati sociali, in cui lo spettatore viene chiamato in causa con la possibilità di inventare ed interpretare a sua volta la realtà immaginata”.

    D’Errico considera tra i principi ispiratori del suo eclettico modo di fare e concepire l’arte, il Minimalismo, lo Spazialismo, il Realismo e il Serialismo, dai cui trae spunti per rivisitare, riassemblare e trasformare con innata arguzia ideativa e progettuale oggetti, elementi e componenti di svariata tipologia creando delle vere e proprie “molecole d’arte” avveniristiche e innovative.

  • La spoletina Stefania Cappelletti parteciperà con le sue opere alle mostre “Spoleto incontra Venezia”

    Stefania Cappelletti farà parte del gruppo di artisti che esporranno a “Spoleto incontra Venezia”, attesissima esposizione curata dal Professor Vittorio Sgarbi. Cornice magnifica della mostra lo storico Palazzo Falier, sul Canal Grande a Venezia, aperto al pubblico dal 28 settembre al 24 ottobre 2014. Riportiamo qui un’intervista alla pittrice.

    D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

    R: Ho fatto esposizioni importanti a Roma, Parigi, Berlino, New York, poi la selezione per “Spoleto Arte”, a cura di Vittorio Sgarbi, a Spoleto, nella mia città, e lì nasce tutto.

    D: È la prima volta che espone a Venezia?

    R: Venezia è un sogno. Sì, è la prima volta che espongo lì, e spero sia la prima di una lunga serie.

    D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

    R: L’opera che espongo è parte di una serie, ispirata all’atmosfera veneziana, così magica, e unica… S’intitola S. Maria della Salute, è un olio su tela. È una delle opere, da me dipinte, dedicate a Venezia.

    D: Quando e com’è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

    R: Dipingo fin da piccola, ed ho studiato i grandi classici della pittura. Ora, semplicemente, lascio andare il pennello liberamente, e così nascono i miei quadri. La prima mostra importante è stata a Roma, subito dopo sono stata contattata per esporre in Via Margutta. Poi l’ammissione all’Accademia di San Lazzaro, presieduta da Radini Tedeschi, con cui ho partecipato a numerose mostre prestigiose come la Triennale di Roma 2014 a cura di D. Radini Tedeschi e A. Bonito Oliva. L’ammissione all’Accademia è stata una svolta, non solo per quanto riguarda il livello delle esposizioni, ma anche per il mio modo di dipingere, di affrontare la tela bianca. Tutto andava per il verso giusto, poi sono arrivata alla mostra a Parigi, poi a Berlino, infine a New York. Nella mia città, Spoleto, ho vinto il premio Spoleto Festival Art a cura del Dr. Luca Filipponi, negli anni 2012, 2013, 2014. Quando sono stata selezionata per Spoleto Arte 2014, a cura di V. Sgarbi, ho provato un’emozione fortissima…wow!

    D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

    R: Spoleto è un punto di riferimento importante, è necessario esserci; non a caso molti esperti d’arte di fama internazionale vi organizzano grandi mostre. Come lo è pure Venezia, con la sua Biennale. Sono tappe fondamentali per un artista che vuole crescere ed affacciarsi al mondo dell’arte a livello internazionale.

    D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

    R: Sono molto onorata di esporre insieme a dei BIG come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e gli altri grandi. Mi sono piaciuti molto i lavori di Dario Fo, li trovo forti, intensi…parlano di lui, del suo modo di essere.

    D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?

    R: Cos’è l’arte? Bella domanda… Comunicazione?? Forse? Ma ci sono i critici per spiegarlo, io dipingo soltanto.

    D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

    R: Ricordo di essere rimasta incantata, per lungo tempo, davanti ad un Arlecchino di Picasso, anni fa a Firenze. Ed ho visto la Gioconda al Louvre. Ma qualche tempo fa ho visitato la mostra all’Ara Pacis, sugli Impressionisti, e l’ho trovata fantastica. Avevo già visto alcune loro opere a Orsay, ma quest’ultima esposizione a Roma è stata molto suggestiva, veramente bella.

  • L’arte è un’illusione: L’artista Angelica Cioppa si esprime in questo modo nell’intervista qui di seguito

    Nel novero degli artisti partecipanti all’esposizione “Spoleto incontra Venezia” vi sarà anche la pittrice Angelica Cioppa, nota per i suoi fiori variopinti e meravigliosi. La mostra si terrà a Palazzo Falier, nobile dimora che si affaccia su Canal Grande, dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. In seguito un’intervista alla pittrice.

    D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

    R: Ho partecipato con molto piacere a “Spoleto Arte” che ha avuto luogo dal 27 giugno al 24 luglio 2014 con la curatela del Prof. Sgarbi, e la mostra è stata splendidamente diretta dal manager produttore Salvo Nugnes. Mi è stato proposto di partecipare alla mostra “Spoleto incontra Venezia” ed ho subito aderito con molto entusiasmo.

    D: È la prima volta che espone a Venezia?

    R: Sì, è la prima volta che espongo a Venezia.

    D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

    R: Esporrò quattro opere sempre sul tema dei fiori: Un girasole, un iris rosso, dei crisantemi bianchi ed una gazania blu.

    D: Quando e com’è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

    R: Sono nata in una famiglia dove l’arte è sempre stata fondamentale. Sin da piccola mi piaceva disegnare, ho studiato anche pittura a Parigi, Londra e Bruxelles. È solo da una decina d’anni, che mi dedico interamente alla pittura ed ho cominciato ad esporre.

    D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?

    R: L’arte.

    La natura è perfetta e unica ma non è eterna.

    L’arte è cercare di guardare oltre quello che solo i nostri occhi vedono, cercando un particolare

    per farlo sopravvivere, per coglierne l’attimo fuggente, perché tutte le cose belle hanno una fine.

    L’arte è cercare di creare il mondo dei sogni, ricco di colori, di magia.

    L’arte è un’illusione: ci fa vedere quello che vogliamo vedere, può rendere veri i sogni!

    L’arte è la propria interpretazione della vita, è la trasformazione della realtà.

    Abbiamo un grande privilegio, noi pittori, possiamo provare per un attimo a distogliere chi ci

    guarda dalla quotidianità e riempirgli il cuore di emozioni.

    I colori sono la natura, l’armonia, la vita, la musica dell’anima.

    Per questo dipingo fiori, sono il mio inno alla vita!

    D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

    R: I pittori fiamminghi sono i miei preferiti. Da Peter Bruegel il Vecchio a Rembrandt, con il suo “Vecchio usuraio” uno dei miei quadri preferiti, Adriaen van Ostade, David Teniers, Michiel van Musscher, passando per i fioristi Jan Davidsz. de Heem, Jan van Huysum, A. van der Ast, … “they have been my main inspiration”.