Tag: arte contemporanea

  • Silvia Camporesi | SIFR – La distanza canonica

    Z2O Galleria l Sara Zanin

    presenta

    Silvia Camporesi

    SIFR

    La distanza canonica

    7 dicembre 2010 – 13 gennaio 2011

    Opening martedì 7 dicembre 2010 ore 18,30

    A cura di Valentina Ciarallo

    La galleria Z2O è lieta di presentare la prima personale dell’artista Silvia Camporesi.

    Il progetto dal titolo Sifr – La distanza canonica è la terza parte di un lavoro, portato avanti da alcuni anni, che analizza il rapporto fra corpo e spirito, tema costante della sua ricerca artistica.

    Dopo Dance dance dance-la nuotatrice e Secondo vento-la karateka, l’artista dedica Sifr alla disciplina sportiva della corsa, offrendo una personale riflessione sul modo in cui, a partire dal corpo e dallo sforzo fisico, si possa arrivare ad una evoluzione spirituale.

    La mostra si articola intorno ad un lavoro video in cui l’artista, che fatalmente in questo caso diventa anche la protagonista, si ritrova ad affrontare un percorso mettendo alla prova le emozioni del proprio essere: l’azione della corsa, con le fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione di chi la prova. La corsa come valore e strategia di sopravvivenza, la corsa che con uno scarto di qualche frazione di secondo è sufficiente a dare alle vicende della nostra esistenza uno svolgimento del tutto differente, la corsa come sorta di purificazione e rigenerazione attraverso l’eliminazione delle tossine.

    Silvia attraversa paesaggi a lei cari della provincia di Ravenna, corre tra le saline di Cervia, bianche come la neve, e i fitti boschi. Supera nebulose ciminiere e riserve naturali, affronta le difficoltà del terreno, lotta contro il vento. La sua gonna-paracadute è pesante e leggera allo stesso tempo, come pesanti e leggere sono le tappe della nostra vita. Il suo percorso, come metafora di un cammino spirituale, diventa un viaggio infinito. Di fronte a lei, sospesa, una scala composta da sette pioli che simbolicamente unisce terra e cielo.

    L’azione della corsa unitamente alla ritmica della performance ritornano come esperienza visiva anche attraverso una serie di immagini fotografiche che scorrono sulle pareti della galleria. Una sequenza di paesaggi esteriori e mentali, inquadrature fermate nella mente della protagonista, dettagli intimi che sfumano l’uno nell’altro come linea e colore in perfetta sintonia. Completano il suggestivo percorso due “foto in movimento”, presentate in piccole cornici digitali, che testimoniano quei frammenti e passaggi della propria vita memorizzati visivamente.

    Non smetteremo di esplorare. Ed alla fine di tutto il nostro esplorare ritorneremo da dove siamo partiti e conosceremo il luogo per la prima volta”. (T.S. Eliot)

    scheda informativa:

    Galleria: Z2O Galleria – Sara Zanin

    Mostra personale: Silvia Camporesi

    A cura di: Valentina Ciarallo

    Inaugurazione: martedì 7 dicembre 2010 ore 18.30

    Sede: via dei Querceti 6, 00184 Roma

    Durata mostra: 7 dicembre 2010 – 13 gennaio 2011

    Orari: da lunedì a sabato 15.00 – 19.30 (o su appuntamento)
    Ingresso libero

    Per ulteriori informazioni: Tel.: +39 06 704 522 61

    [email protected] www.z2ogalleria.it

  • Transience | Alberto Di Cesare, Olimpia Ferrari, Michael S. Lee, Ieva Mediodia, Annu Palakunnathu Matthew, Glen Sacks

    Z2O Galleria l Sara Zanin

    presenta

    TRANSIENCE

    Alberto Di Cesare Olimpia Ferrari – Michael S. Lee

    Ieva Mediodia – Annu Palakunnathu Matthew – Glen Sacks

    8 ottobre – 20 novembre 2010

    Opening giovedì 8 ottobre 2010 ore 18.00

    In occasione di Roma Art2Nights e AMACI – Giornata del Contemporaneo 2010

    la galleria rimarrà aperta nei seguenti orari:

    venerdì 8 Ottobre dalle 18.00 alle 23.00
    sabato 9 Ottobre dalle 11.00 alle 20.00

    In occasione della IX edizione di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma, di Roma Art2Nights e AMACI – Giornata del Contemporaneo 2010 la Z2O Galleria | Sara Zanin è lieta di presentare la mostra collettiva Transience di Alberto Di Cesare, Olimpia Ferrari, Michael S. Lee, Ieva Mediodia, Annu Palakunnathu Matthew e Glen Sacks.

    Transience presenta diversi modi di rapportarsi alla temporalità attraverso la memoria di ciò che è stato ed è nell’oggi, accomunati dall’implicito desiderio di mettere in prospettiva il domani per prefigurarlo, o soltanto esorcizzarlo. Anche se i singoli ricordi, i sogni e la memoria – come ci insegna Henri Bergson – non parlano soltanto di ciò che è stato o ciò che è ma attraversano una dimensione avvolta in sé stessa, dove il passato ed il presente si incontrano e si scontrano, interrogando l’avvenire.

    Le fotografie di Alberto Di Cesare vengono spogliate di ogni apparato sentimentale ed emotivo e, nella loro neutralità, mostrano il ciclo delle cose ammonendoci come un memento mori riguardo la transitorietà dell’esistenza; il concetto di tempo è qui preso in esame non sotto il profilo dello sviluppo storico bensì sotto quello instabile del passaggio, dello scorrere incessante, fragile e inconsistente.

    Nei lavori di Olimpia Ferrari le persone ritratte intrattengono un rapporto sentimentale con i luoghi nei quali vivono o hanno vissuto, all’interno dei quali si identificano o dietro cui si nascondono. Ne emerge una stratificazione degli spazi architettonici, una dimensione mentale dove la realtà che ci circonda è costantemente legata a doppio con le emozioni e i ricordi.

    Michael S. Lee presenta un intervento site specific dove elementi minimi, frammenti di memoria personale, si auto-generano dando forma a delle “città invisibili”. Una scrittura automatica di spazi fisici e mentali dove il passato ed il presente si intrecciano senza interruzione con il possibile e l’immaginario.

    I lavori di Ieva Mediodia sono rappresentazioni virtuali in cui la realtà e il sogno vengono fusi all’interno di forme circolari, delle mappe dell’immaginario sospese in una perenne condizione di transitorietà tra passato e presente.

    Annu Palakunnathu Matthew, presentata dalla curatrice Maria Teresa Capacchione, con il suo progetto a cavallo tra analogico e digitale esplora il tempo (passato, presente e futuro) e la trama che esso ordisce nelle culture. L’animazione finale è frutto della sovrapposizione di immagini di archivio e di fotografie recenti di tre o più generazioni di donne indiane che magicamente fluiscono l’una dentro l’altra. Queste animazioni portano il tempo avanti ed indietro, consentendo allo spettatore di vedere simultaneamente il passato ed il futuro e l’invecchiamento dei personaggi.

    Infine i memoriali raccolti e catalogati da Glen Sacks che dal 5 al 27 ottobre 2010 prenderà parte anche alla collettiva Brutti ma buoni, a cura di Shara Wasserman, presso la Temple University Rome non parlano soltanto di morte e ricordo, ma interrogano anche l’aspetto architettonico ed antropologico dello spazio urbano, proiettando uno sguardo verso le imprevedibili e spontanee evoluzioni del tessuto urbano, in perenne transito.

  • SEXTING – L’Arte degli autoscatti Osè

    Salvatore Melillo - olio su tela

    SEXTING

    L’Arte degli autoscatti Osé

    Mostra personale di SALVATORE MELILLO

    a cura di Angelo Cruciani & Grace Zanotto

    FAMIGLIA MARGINI

    Galleria d’Arte Contemporanea – Milano

    dal 5 al 30 ottobre 2010

    Il progresso tecnologico ha moltiplicato le realtà aprendo nuove possibilità di comunicazione. Oggi è il Sexting la rivoluzionaria forma di liberazione dal senso del peccato imposto nelle relazioni dalle ultime escrescenze bigotte di una cultura religiosa oppressiva. Una strategia per svelare ciò che nascondiamo sotto il burka del perbenismo o semplicemente un piccolo espediente per dire «vieni più vicino».

    Mostrarsi è una richiesta di attenzioni per delle verità ormonali e sentimentali che non vanno taciute né represse nel loro fiorire.

    Nel Labirinto di Freud vaga il pittore Salvatore Melillo; munito di cellulare o di PC per rintracciare le interazioni sessuali dell’ultima generazione, tramite il SEXTING.

    Rinnovando il ruolo sociale dell’artista nell’avanscoperta dell’avvenire Salvatore Melillo esplora la rete, stuzzicandosi fra tettine e altre parti anatomiche disponibili agli sguardi fugaci di chiunque, le classifica come un collezionista di farfalle e col suo agile pennello le riporta in materia pittorica. Coraggioso è il percorso che foto dopo foto, desiderio su desiderio, centimetro dopo centimetro si percorre tra le sue tele ardenti e bramose di raccontare il frenetico mondo delle «voglie».

    La delicatezza del bianco nero con cui ritrae mutandine a forma di cuoricino e seni al silicone astrae l’immagine dal tempo inserendola nel calendario delle foto erotiche. Lo scorso secolo si racconta attraverso le cartoline delle bellezze anni ‘30, le foto delle amanti strette al petto dai soldati e i ritratti fotografici prematrimoniali spediti agli immigrati oltreoceano… oggi il sexting e domani?

    Le istruzioni per l’uso alla vita, regalate dalle generazioni precedenti, risultano sempre fallate e il disagio esistenziale è reale quanto l’incalzare del numero di suicidi. Ultimo messaggio d’addio nella casella di aggiornamento dello stato d’umore su Twitter. Esiste un flusso che ci collega tutti come una «memoria archetipica» del terzo millennio. Anche il bisogno d’amore viene postato in internet; navigando non si rischia più d’incappare in un messaggio in bottiglia ma in foto esplicite di nudi adolescenziali.

    Laura spedisce un messaggio ad Andrea mostrandogli le mutandine di pizzo nuove, David invia una foto a Serena dove i boxer ospitano desideri in eruzione, Matteo e Luca abitano lontani ma tutte le sere fanno cybersex, Massimo è sempre single, ma su Cam4 trova amanti virtuali in ogni momento.

    Partecipa al nuovo «giochino» della prostituzione, dell’immagine di sé attraverso MMS.

    Spogliati e lasciami spiare attraverso l’occhio del cellulare… la Rete ti cattura e si fa bollente, diletto di una generazione viziata nel soddisfare ogni voglia «tutto e subito».

    Siamo alla soglia di un reato, già si apre un sipario di infinite possibilità di piacere, tanto che varrebbe la pena difendere la libertà d’informazione.

    L’Arte porta in superficie il lato nascosto della vita purificandolo in un’aurea di magnificenza, Francisco Goya e Salvador Dalì e molti altri artisti in ogni tempo vengono ricordati per il loro coraggio nell’aprire le porte verso l’ignoto e per aver saputo sciogliere le paure collettive.

    Navigando sull’onda delle sfumature, anche se solo per un secondo, il sesso si trasforma in AMORE.

    Salvatore Melillo propone un gioco interattivo chiedendo «il tuo Sexting» per farne materia d’arte. Inviando un autoscatto puoi partecipare all’esposizione che sarà visibile a Milano, presso la galleria Famiglia Margini dal 5 al 30 ottobre 2010.

    SEXTING L’Arte degli autoscatti Osé

    Mostra personale di Salvatore Melillo

    a cura di Angelo Cruciani & Grace Zanotto

    FAMIGLIA MARGINI – Ass. culturale e Galleria d’Arte Contemporanea

    Milano – dal 5 al 30 ottobre 2010

    Inaugurazione: martedì 5 ottobre 2010 ore 18,30

    Cocktail offerto da Masseria Felicia

    Indirizzo: Via Simone d’Orsenigo n°6, 20135 Milano.

    Orario: dal lunedì al venerdì 11,30 alle 20,00 (e su appuntamento)

    Info: tel. 02_55199449 – 328_7141308

    Sito web: www.famigliamargini.com ; www.salvatoremelillo.com;

    Organizzazione: Famiglia Margini – [email protected]

    Catalogo in mostra.

    Ufficio Stampa: Flavia Lanza – [email protected] ; 340_9245760

    Salvatore Melillo - olio su tela

  • TerreMobili: un altro sguardo su Puglia e Sicilia

    È appena nato il nuovo TerreMobili.com: storie di straordinaria ospitalità.

    Da tour operator di nicchia innamorato del Mediterraneo diventiamo magazine online curato nella grafica e nei contenuti, in italiano e inglese. Uno spazio di incontro tra viaggiatori e ospiti, completamente al di fuori dalla logica dell’intermediazione, che negli anni ha mostrato le sue debolezze. TerreMobili.com è una guida alle Persone attraverso itinerari poetici e inediti.

    Il taglio è culturale: nella sezione ISPIRATI ogni settimana compaiono nuovi articoli su letteratura, arte, musica, eventi, iniziative, mostre, attualità, cultura del viaggio. 
Parliamo di esperienze culturali, artistiche, sociali, molte delle quali “testate sul campo”, che arricchiscono e svelano le molteplici identità di ogni territorio.

    Partiamo da Puglia e Sicilia, le prime due terre in cui abbiamo cercato bagliori di straordinaria ospitalità, mettendo da parte senza rimpianto i luoghi comuni e raccontando persone che vivono il bello e l’asprezza con uguale lucidità: la Sicilia è anche un’isola che a sorpresa semina germi di sperimentazione e poetica hacker, la Puglia non è solo pizzica e taranta.
    Nella sezione VIAGGIA proponiamo percorsi per viaggiatori curiosi, che vanno anche oltre i soliti itinerari. Parliamo di musei, parchi naturali, riserve protette, ristoranti, enoteche, botteghe artigianali che non sempre trovano spazio nelle guide.
    Nella sezione DIMORA presentiamo b&b, agriturismi, masserie, art hotel, country house: solo ed esclusivamente dimore che abbiamo scelto perchè ci piacciono e ci assomigliano, pensate per essere vissute, non solo per dormirci. 
Dove si viene accolti da persone profondamente radicate nel territorio e capaci di raccontarlo nei suoi aspetti meno conosciuti.

    Aspettiamo volentieri contributi e collaborazioni di ogni genere, racconti, consigli, commenti, critiche, proposte… da viaggiatori e nomadi, ma anche da chi vive Puglia e Sicilia tutti i giorni.

    Siamo anche su Facebook, Twitter, Anobii, Youtube
    VIDEO: GUARDA IL TRAILER DEL NOSTRO VIAGGIO!

    TERREMOBILI

    +39 051 58 80 686
    [email protected]
    [email protected]

  • Arte da indossare: lo shop online di ALIVESHOES si arricchisce di nuove opere

    LE ALIVESHOES sono sneaker in serie limitata e eco-friendly che danno vita a straordinarie installazioni artistiche.

    Le ALIVESHOES possono essere acquistate sul sito www.aliveshoes.com: sono online le prime tre opere, due delle quali già in vendita.

    Through the glass: Cortometraggio/installazione artistica per ALIVESHOES

    Gli attori: Sabrina Paravicini e Francesco Martino

    Regista: Francesco Arena

    L’artista Francesco Arena si cimenta in un corto ricco di emozioni, dove una coppia divisa nella propria casa non può comunicare a causa di un vetro. I due protagonisti lasciano in giro le loro orme che rappresentano il loro amore forte ma completamente diviso.

    Ognuna di quelle orme è in vendita oggi su www.aliveshoes.com. Acquistandole ognuno può ritrovarsi nei panni dei protagonisti e riviverne le emozioni insieme a quelle del regista. ALIVESHOES rivoluziona il concetto di wearable Art, arte da indossare, e lo porta vicino all’ecologia, alla sostenibilità e alle persone.

    Francesco Arena, nato a Genova nel 1966, opera da anni nel campo della fotografia, del video e dell’installazione.

    La sua ricerca, dapprima orientata principalmente sull’esterno, sull’analisi e scomposizione del corpo e delle sue possibili alterazioni sia in senso di potenziamento (quale ad esempio il body-building), si è via via interiorizzata diventando introspettiva. La corporeità viene scandagliata nel suo lavoro come spazio di confine tra l’interiorità e l’esteriorità, diventando quasi una sorta di luogo neutrale di confronto dell’individuo con la realtà esterna. Ultimamente Arena è tornato alla fotografia e realizza grandi immagini che definisce tecnicamente “still life” ma che sono ben lontane dalla tranquillità patinata e pubblicitaria di questo stile (fonte www.francescoarena.it ).

  • L’arte e la moda si fondono: ALIVESHOES debutta a livello internazionale

    NEW YORK, LONDRA, ITALIA, OLANDA — 12 Aprile 2010

    ALIVESHOES è un progetto innovativo in costante evoluzione che coinvolge arte e moda e come questi due ambiti vengono percepiti dal pubblico. Oggi il progetto verrà lanciato contemporaneamente in USA, UK, Italia e l’Olanda.

    • Il progetto ALIVESHOES prevede la realizzazione di installazioni artistiche uniche e originali create da alcuni dei più talentuosi artisti internazionali. Ogni installazione è composta solo ed esclusivamente da scarpe – da qui il nome “ALIVESHOES”.
    • Ogni paio di scarpe ALIVESHOES onora la tradizione del Made in Italy nella manifattura delle calzature prestando particolare attenzione alla qualità dei materiali.
    • Ogni scarpa è realizzata a mano utilizzando materiali ecologici e processi sostenibili.
    • Le installazioni artistiche saranno tutte temporanee e verranno realizzate sia in contesti urbani che rurali, e comprenderanno anche video artistici. Dopo un breve periodo di vita le installazioni verranno smontate e le scarpe utilizzate per l’opera d’arte, in edizione limitata, verranno messe in vendita.
    • Parte dei proventi della vendita delle scarpe del progetto ALIVESHOES verranno devoluti a diverse associazioni benefiche e verranno utilizzate a sostegno della realizzazione di nuove opere d’arte che coinvolgano arte e moda nell’ambito del progetto.
    • Il pubblico può attribuire il valore o “Alive Value” delle scarpe in vendita aggiungendolo liberamente a un costo base di produzione.
    • Il sito ALIVESHOES.com è il cuore del progetto ALIVESHOES
    • Le installazioni artistiche sono visibili online, raggruppate in un museo o galleria d’arte virtuale su ALIVESHOES.com
    • Il sito offre un’opportunità unica di partecipare al “dietro le quinte” della realizzazione dell’opera d’arte in quanto ogni installazione è corredata di materiale video contenente immagini e interviste con l’artista.

    Dichiara Luca Botticelli, fondatore di ALIVESHOES:

    • “L’obiettivo del progetto ALIVESHOES è quello di unire il mondo dell’arte con quello della moda e della sostenibilità.”
    • “La possibilità di acquistare le ALIVESHOES che costituiscono l’installazione artistica rende il pubblico partecipe attivamente del progetto artistico.”
    • “ALIVESHOES presenta arte e moda in un’ottica nuova. Il pubblico non associa più le scarpe ad un brand o a uno stilista bensì ad un’opera d’arte. Questo innesca una reazione emotiva personale ogniqualvolta si indossa la scarpa”
    • “Oltre ad arte e moda il progetto ALIVESHOES coinvolge anche altri ambiti particolarmente importanti a livello globale: dall’ecologia alla tecnologia fino all’economia sostenibile. Le scarpe infatti sono realizzate con materiali ecologici e processi di manifattura eco-sostenibili. Il Web inoltre è il nostro mezzo principale per comunicare il nostro messaggio e mettere in comunicazione le persone di tutto il mondo. ALIVESHOES inoltre contribuisce allo sviluppo dell’economia globale con donazioni a enti benefici. “
    • “Un ringraziamento alla curatrice artistica del progetto Camilla Boemio per aver contribuito a creare una comunità artistica di altissimo livello attorno al progetto”

    * Per interviste e approfondimenti contattare Raffaella De Martini ([email protected])

    About ALIVESHOES

    ALIVESHOES è un progetto che mira ad integrare il mondo dell’arte contemporanea con quello della moda. Utilizzando le ALIVESHOES gli artisti danno vita a installazioni artistiche visionarie, sculture e storie. Il progetto mira a fondere il mondo dell’espressione artistica con quello della moda e dell’ecologia. ALIVESHOES è proprietà di Business Revolution 2.0, società fondata da un gruppo di giovani imprenditori che introducono un approccio completamente nuovo al mondo del business.

  • L’arte è un bene primario?

    “Non è tanto l’opera d’arte che si cerca quanto ‘il quadro con cui si può vivere’”. Chi dà questa illuminante definizione del collezionismo d’arte è Mario Praz, celeberrimo anglista, critico, scrittore raffinatissimo, e grande collezionista, come sa bene chi abbia letto il suo bellissimo volume “La casa della vita”, edito qualche anno fa da Adelphi. Leggere quel libro permette realmente di “entrare” nel mondo di un vero collezionista d’arte: centinaia di pagine dedicate alla amorevole descrizione del grande appartamento romano dello studioso, completamente arredato in Stile Impero. Ogni pezzo, sia esso un mobile, un quadro, un soprammobile, una tappezzeria, viene illustrato nel suo valore e nella sua storia peculiare con il gusto e l’erudizione sempre elegante e piacevolissima a cui ci ha abituati nei suoi saggi il grande Praz.
    Ma ancora più affascinante è seguire il percorso, spesso quasi romanzesco, che ha portato ogni singola acquisizione ad intercettare la vita dello scrittore, ad entrarne a fare parte, quasi come un pezzo della storia personale e familiare del collezionista. Quello che emerge con chiarezza dalla lettura è proprio questa magica consonanza tra personalità e opera d’arte, perché, per dirla con le parole stesse di Praz, “i quadri che appendiamo alle nostre pareti, non li appendiamo, siamo sicuri, perché espressioni d’arte: i quadri domestici son come i sogni, proiezioni di desideri, di aspirazioni” (M.Praz – Fiori freschi – Firenze, Sansoni, 1943).
    Il collezionismo d’arte può ovviamente significare anche semplicemente investimento economico, può essere condizionato nelle scelte dalle mode del momento, può rispondere più ad un bisogno di prestigio sociale che ad un reale interesse, ma c’è un livello in cui esso si presenta come una possibile risposta ad un profondo bisogno delle persone, quello di avvolgere la propria vita con qualcosa che sappia entrare in consonanza con la sete di bellezza, di senso, di eternità forse, che risuona in fondo all’animo di ciascuno. L’oggetto d’arte, il quadro, la statua, la ceramica, trasmettono vita, storia, atmosfere lontane che possono dire qualcosa ancora al nostro oggi, a quello che siamo. Alcuni pezzi ci parlano e collezionare arte è forse proprio questo andare in cerca di echi che mondi e uomini lontani nel tempo possono ancora far risuonare dentro di noi attraverso quello che ci hanno lasciato. C’è un bisogno dietro a questa ricerca, certamente non un bisogno “primario” in senso stretto.

    Galleria d'arte Di Mano in ManoLa Cooperativa Di mano in mano, che si pone come obiettivo quello di rispondere ai bisogni di ognuno, ha captato anche questo e ha deciso di investire lavoro e professionalità in questo settore, in modo da garantire all’interno di un mercato spesso pieno di rischi una eticità e trasparenza quali da sempre la nostra Cooperativa assicura ai nostro clienti. Per questo è da poco nata una nuova sezione nei nostri negozi dedicata specificamente al mondo dell’arte antica e contemporanea, in grado di proporre alla clientela un’ampia scelta di opere di pittura, scultura e ceramica artistica, dal ‘600 fino ai nostri giorni, con una particolare attenzione al mondo dell’Arte Contemporanea attraverso la creazione di due Gallerie Periferiche. Un nuovo spazio dunque dedicato a chi sente che il Bello, l’Arte non sono beni superflui, con in più l’attenzione e la cura di proporre pezzi per tutti i gusti ed alla portata di ogni tasca, perché l’Arte sia veramente accessibile a tutti.

  • Record di numeri e creatività per il Premio Terna 02

    Lunedì, 12 ottobre 2009 – Con 3.529 opere iscritte, ben 372 in più rispetto all’anno scorso, si è concluso sabato 10 ottobre, alle ore 8.00 in Italia e alle 23.00 ora italiana a New York, il termine di iscrizione al Premio Terna 02, un progetto di promozione degli artisti e dell’arte contemporanea integrato in un ampio accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si è quindi aperto ufficialmente il voto per il Premio Online al quale partecipano automaticamente i 3.529 iscritti in tutte le categorie.

    Ci sarà tempo di votare i propri artisti preferiti fino al 20 ottobre, entro le ore 18.00, attraverso la grande vetrina di www.premioterna.com. La rete è uno dei grandi protagonisti del PT02 come testimoniano le oltre 85.000 voci già presenti in rete sui motori di ricerca come Google. Superata in qualità e quantità la prima edizione del Premio: sono 45 i maestri dell’arte, nella categoria a invito Terawatt, ad aver aderito al progetto esprimendosi sul tema “Energia : Umanità = Futuro : Ambiente. La proporzione per una nuova estetica.”

    Le 3.529 opere iscritte in questa edizione sono così suddivise: 1.361 Categoria Gigawatt (under 35), 2.021 Categoria Megawatt (over 35), 45 Categoria Terawatt, 102 Categoria Connectivity che rappresenta la prima esperienza per italiani e non, residenti a New York, di connessione artistica con la capitale mondiale dell’arte contemporanea. Un risultato eccezionale che evidenzia l’entusiasmo e la fiducia degli artisti per un progetto che, come evidenzia uno dei curatori Gianluca Marziani, “ha superato l’ ambito del premio” per diventare con il contributo di tutti, “una piattaforma culturale fatta di idee, analisi , ricerche, eventi, mostre, convegni, progetti speciali, editoria e comunicazione evoluta”. “Una sensazione di grande sorpresa ed entusiasmo – da parte della curatrice Cristiana Collu – per tutto il lavoro fatto: una partecipazione così forte di artisti rivela la percezione di una qualità sempre più alta che mostra come siano state recepite le tante opportunità del Premio. Qualità e quantità, più iscritti e più alto livello qualitativo delle opere. Evidentemente era uno spazio dove c’è molto da fare e “mettersi all’ascolto” ha portato risultati eccezionali”.

    Le prossime tappe previste: tra il 18 e il 20 ottobre verranno decretate le opere finaliste; il 20 ottobre avrà termine il voto online; il 22 ottobre si svolgerà l’incontro della Giuria e del Comitato dei Galleristi per decretare i vincitori. Tutte le regioni d’Italia hanno aderito con entusiasmo. Il maggior numero di partecipanti, composto in totale da 1.435 donne e 2.094 uomini, è totalizzato dal Lazio (22% degli iscritti), seguito da Lombardia (14%) e Campania (7%).

    Per tracciare una mappa “dell’arte contemporanea” del nostro Paese, i portabandiera dell’espressività artistica al Nord sono rappresentati, oltre che dalla Lombardia, anche dall’Emilia Romagna che registra un buon tasso di partecipazione (6%), dal Piemonte (5%) e dal Veneto (4%). Al Centro, oltre al Lazio, anche Toscana (7%) e Umbria (2%) hanno una ricca fetta di concorrenti in gara. Al Sud le regioni più rappresentative sono la Sicilia e la Puglia con il 5% del totale dei partecipanti, seguite da Sardegna (4%) e Calabria (2%). La “terna” dei risultati rilevanti di questa seconda edizione, in sintesi:

    • cresce la voglia di partecipare su aspetti culturali, sociali ed estetici di grandissima attualità quali il futuro dell’uomo, l’ambiente e l’energia che diventano elementi di riflessione, realizzazione e creatività per artisti di tutte le età e di tutte le regioni d’Italia;
    • i grandi maestri dell’arte contemporanea italiana dimostrano fiducia nel Premio ed empatia con il tema, accettano di proporre la propria opera come faro e guida per tutti gli altri: un numero quasi raddoppiato rispetto alla prima edizione ne sono la testimonianza concreta;
    • la qualità dei lavori inviati, l’importante presenza di grandi formati, di tecniche realizzative tecnologiche e innovative, la maggiore aderenza ad un tema complesso e articolato e gli oltre 100 video arrivati (visibili nella pagina multimedia del sito).

    Straordinaria in questo senso la partecipazione di artisti affermati tra i Terawatt: un numero quasi raddoppiato rispetto alla prima edizione, con ben 45 opere iscritte, dove si scorge un panorama molto variegato e arricchito di ulteriori e innovativi linguaggi.

    Agli artisti visuali più importanti nel panorama italiano dell’arte contemporanea, infatti, i curatori, hanno affiancato le grandi star dell’Italian Design, le eccellenze della ricerca filmica, gli sperimentatori della ricerca italiana su pellicola e della fotografia, nonché artisti giovani per età, ma con passaggi museali internazionali di primissimo livello.

    La Giuria composta da Presidente e Amministratore Delegato di Terna, Luigi Roth e Flavio Cattaneo, dai curatori Gianluca Marziani e Cristiana Collu, e da Massimiliano Fuksas, Matthew Higgs, Luigi Ontani, Giuseppe Piccioni, Marco Senaldi, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Vicente Todolì, si esprimerà il 22 ottobre.

    Il comitato dei Galleristi, coordinato da Francesco Cascino, art consultant, è composto da Oredaria Arti Contemporanee di Marina Covi Celli (Roma) Studio Trisorio di Laura Trisorio (Napoli) Galleria Alberto Peola di Alberto Peola (Torino) Galleria Curti & Gambuzzi di Paolo Curti e AnnaMaria Gambuzzi (Milano) e Studio La Città di Hélène de Franchis (Verona).

  • La Galleria romana RAM radioartemobile presenta la mostra CAMERE #8: Eliasson, Paolini, Wurm


    DOVE
    RAM – radioartemobile – Roma, Via Conte Verde 15

    QUANDO
    Inaugurazione, giovedì 2 Aprile 2009, dalle ore 19
    fino al 28 maggio 2009

    ORARI
    da martedì a sabato, dalle 16.30 alle 19.30

    Olafur Eliasson
    Mirror Door (performer), 2008

    Giulio Paolini
    Ut-Op, 1966
    (Senza (più) titolo), 2009

    Erwin Wurm
    Fear, 2007
    Ich und Über-Ich (Ego and Super-Ego), 2008

    Informazioni:
    RAM radioartemobile
    Via Conte Verde, 15 – 00185 Roma
    Tel. / Fax +39 06 44704249
    Coordinamento | Felix Monguilot-Benzal
    [email protected] – www.radioartemobile.it – youtube: radioartemobile
    web radio: http://live.radioartemobile.it/

    Helmut Friedel è il curatore insieme a Giovanni Iovane dell’ottava edizione del progetto CAMERE presso la Galleria RAM radioartemobile di Roma. Helmut Friedel attualmente è il Direttore del Museo Lenbachhaus di Monaco di Baviera. Ha pubblicato una grande quantità di monografie dedicate ad artisti come Kandinsky (2008) o Gerhard Richter: Red, Yellow, Blue (2007). Inoltre ha curato recentemente importanti mostre tra le quali Franz Marc: The Retrospective (Monaco di Baviera, 2005). Giovanni Iovane, curatore indipendente e prof. Di Storia dell’Arte Contemporanea a Brera. Guest curator alla Lenbachhaus di Monaco e al Museo Cantonale d’Arte di Lugano, ha scritto (insieme a Filipa Ramos) Oggetti smarriti. Crisi della memoria nell’arte contemporanea, Silvana ed. Milano, 2009.

    Olafur Eliasson, artista danese nato a Copenaghen nel 1967, ha studiato all’Accademia Reale delle Belle Arti. Le sue opere sono installazioni che vengono di solito concepite per degli spazi specifici sia interni che esterni e per un periodo di tempo limitato.

    Giulio Paolini (Genova, 1940) . Spesso associato all’Arte Povera, il lavoro di Paolini si distingue per una rigorosa pratica concettuale, definita ed ovviamente non conclusa, a partire dalla sua prima opera realizzata nel 1960, Disegno geometrico. A partire da questa prima riflessione sullo spazio della rappresentazione e sullo statuto dell’opera d’arte, Paolini ha sviluppato una complessa ricerca sia sugli strumenti del fare artistico quanto sulla figura dell’autore; un autore complice insieme del linguaggio e dello spettatore.

    Erwin Wurm (Bruck an der Mur, 1954) è un artista austriaco che vive e lavora tra New York e Vienna. Dal 2002 insegna all’Università delle Arti Applicate della capitale austriaca. Oltre alle sue più recenti Fat Sculptures che ribaltano i parametri delle stesse (volume, peso, gravità stabilità ed equilibrio), precedentemente, alla fine degli anni Ottanta aveva già sviluppato le One Minute Sculpture.

    CAMERE è un progetto di RAM radioartemobile avviato alla fine del 2005. Il dispositivo curatoriale di Camere prevede l’invito di tre autorevoli artisti che coabitano gli spazi della galleria disponendo di una «camera» personale. Ogni stanza è intesa come luogo di concentrata affermazione dell’individualità ma anche quale strumento di una convivenza e di un dialogo necessari. Insieme al rispetto della diversità, intesa quale carattere peculiare ed essenziale all’individuazione, il progetto Camere rivendica parallelamente il valore del dialogo tra differenti posizioni di linguaggio, di pensiero e di forma. Ogni camera si sottopone al così confronto e alle influenze delle stanze attigue e la nostra possibilità di attraversarle stipula con ciascuna di esse quei legami di relazione a detrimento di ogni possibile solipsismo.
    Le edizioni passate di Camere sono: Camere #1, dicembre 2005-febbraio 2006 (Sol LeWitt, Jannis Kounellis, Franz West); Camere #2, maggio-luglio 2006 (Getulio Alviani, Carla Accardi, Lawrence Weiner); Camere #3, febbraio-aprile 2007 (Dan Graham, Gert Robijns, Donatella Spaziani); Camere #4, luglio-settembre 2007 (Giovanni Anselmo, Domenico Bianchi, Gunther Forg); Camere #5, dicembre 2007 – febbraio 2008 (Luigi Ontani, Vettor Pisani, Emilio Prini); Camere #6, maggio – luglio 2008 (Jimmie Durham, Luca Maria Patella, ManfreDu Schu); Camere #7, novembre 2008 – gennaio 2009 (Maria Thereza Alves, Gülsün Karamustafa, Cesare Pietroiusti).

  • Appuntamento con l’Arte


    APPUNTAMENTO CON L’ARTE

    dal 12 al 31 dicembre 2008
    ESPOSIZIONE DI OPERE DI
    GIANFRANCO TESTAGROSSA FABIO RONCATO

    presso il nostro mercatino di Milano – Viale Espinasse 99
    INAUGURAZIONE GIOVEDI’ 11 DICEMBRE ORE 20

    Inaugurazione giovedi’11 dicembre alle 20.00 nei locali della Cooperativa “Di Mano in Mano” di v.le Espinasse 99 a Milano.
    Parteciperanno gli artisti:
    Cristina Mirkovic (violino); Susa Zamberlan(canto) e Simone Del Baglivo (chitarra)
    DURATA: dall’undici dicembre al trentun dicembre 2008.
    ORARIO: lunedi’- venerdi’ 15.00/19.00; sabato- orario continuato- 10.00/19.00.
    CURATORE: LUCA SARTINI.
    OPERE: 5 frescograffiti (50×100; 80×80; 80×80; 70×100; 80×100)
    2 sculture (42×73 prof.10; 45×26 prof.22)
    1 colonna carta 181 (segno acrilico-tecnica mista)
    3 carte tecnica mista di Gianfranco Testagrossa
    3 acrilici di grandi dimensioni (120×181) di Fabio Roncato.
    SOGGETTI:la rinascita, l’eterno ritorno,i cavalieri del Tempo, l’essenza, la follia dell’undici settembre, la nota stonata della civiltà, il sacro, l’umanità e il suo istinto, l’ascesa verso il sole(G.T.); la lotta, la forza dei nervi, l’antimilitarismo del soldato(F.R).

    GIANFRANCO TESTAGROSSA:pittore, scultore, grafico e poeta.
    La sua arte è una vena sorgiva purissima: nato nel 1948, sente il bisogno di esprimere il suo talento quasi da subito, il suo impegno e la sua ricerca lo porteranno a fare mostre dal 1973 (partendo dalla galleria Duomo di Milano). I prestigiosi riconoscimenti che ha via via ottenuto, lo rendono conosciuto e apprezzato in Italia e in Europa.
    “Per trovare una conferma alla sacralità della vita e alla serietà dell’essere, basta saccheggiare con lo sguardo le fusioni coloristiche e materiche di Gianfranco Testagrossa, lì i vangeli dell’immaginazione trovano sim-boli, gesti, alternanze, visioni profetiche e annullamenti, che nessuno potrà mai dimenticare”.

    FABIO RONCATO:pittore, scultore, disegnatore e writer (conosciuto con lo pseudonimo Berse). Nato nel 1982, lascia la sua città Rimini per arricchire la sua visione artistica (Padova e Milano, due tappe stanziali, serviranno ad allargare gli orizzonti del suo cercare). Dopo l’esperienza collettiva della factory “The Bag” di Milano, partecipa a un’infinità di mostre, personali e collettive, trovando oltre all’originalità del segno una bella maturità espressiva.
    “La natura profonda della psiche si trasferisce alla visione in modo istintuale e netto: Fabio Roncato sa lasciare alla materia in esplosione il compito di far filosofia, perché sono le idee a formulare l’opera, traendo dalle radici lo spazio per sopravvivere e sognare”.