Tag: arte contemporanea

  • “Target frattale”, al Quadrifoglio una personale di Lela Pupillo


    Siracusa – Sabato 8 giugno alle ore 18,30 nella Galleria Quadrifoglio arte contemporanea (Via Santi Coronati, 13 – Ortigia) sarà inaugurata la mostra “Target frattale”, personale di Lela Pupillo a cura di Mario Cucè.
    La mostra è organizzata in occasione delle Celebrazioni Archimedee. Il percorso espositivo comprende una ventina di opere recenti, di dimensioni e tecniche varie, in cui l’artista siracusana dà vita a un brulichio di forme che vibrano e s’attorcigliano intorno alle superficie dei target, attirando lo spettatore nel meraviglioso microcosmo dei frattali. Protagonista delle calligrafie pittoriche della Pupillo è la ricorsività della stessa forma secondo scale geometriche diverse, la cosiddetta auto somiglianza o auto similarità.

    Alla base della ricerca espressiva dell’artista vi sono gli affascinanti studi su quegli oggetti geometrici denominati frattali e sulle loro corrispondenze con la struttura della mente umana. Una corrispondenza, questa, tanto più misteriosa quanto più ci appare familiare.

    Lela Pupillo è nata a Siracusa dove vive e lavora. Ha iniziato giovanissima lo studio della pittura con le tecniche dell’olio, dell’acrilico e dell’acquarello. Le sue opere, esposte in mostre personali e collettive già nella metà degli anni Sessanta in prestigiose gallerie in Italia e all’estero, si trovano in collezioni pubbliche e private.
    La mostra resterà aperta fino al 28 giugno e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 17,00 alle 20,00.

    Info e contatti
    Quadrifoglio Galleria d’arte contemporanea
    Via SS. Coronati, 13 – Siracusa
    Tel. 0931 64443 –
    Sito web: www.galleriaquadrifoglio.it
    E-mail: [email protected]

  • “Vividirossi”, personale di Annibale Vanetti al Monastero del Ritiro

    RossoderivaSiracusa – Domenica 9 giugno alle ore 18,30 nel Monastero del Ritiro (Via Mirabella, 31) sarà inaugurata la mostra “Vividirossi”, personale di arte contemporanea di Annibale Vanetti, a cura di Nino Portoghese e Giuseppe Fornari.

    La mostra è allestita nell’ambito della IV edizione di “Tragodìa”, la kermesse artistica, teatrale e culturale organizzata in concomitanza con il XLIX ciclo di Spettacoli classici dall’associazione “l’Arco e la Fonte”, con il patrocinio dell’INDA, dell’Assessorato provinciale ai Beni culturali e del Comune di Siracusa. Sono esposte una quarantina di opere di vari formati, realizzate con tecniche miste (carta, colla, acrilico, olio su tela) tra il 2012 e il 2013 e inserite in un progetto espositivo realizzato dall’artista Jano Sicura.
    Nel testo critico della mostra (“Una discesa nei rossi”), l’antropologo e storico della filosofia Giuseppe Fornari illustra il rapporto privilegiato (“Nessun colore si è fatto osservare spontaneamente, ma si è imposto come accadimento che colora di sé il mondo”) che si instaura tra un artista e il “suo” colore.

    Nel caso di Vanetti è il rosso, colore arcaico e originario, primordiale simbolo del sangue, ad aver esercitato un potente fascino. Nella sua opera, il rosso – oscillante tra la rievocazione nostalgica della bellezza e la manifestazione del mostruoso, dell’orrore, racchiuso nel suo passato – si lega al problema della forma, della sua genesi storica e psicologica, del momento in cui dall’indistinto sorge un distinto, una figura, un paesaggio.

    “Si avverte – scrive Fornari – una grande nostalgia della Bellezza, insieme alla consapevolezza che questa Bellezza l’uomo contemporaneo la deve riguadagnare con un atto di consapevolezza storica, che non si nasconde le origini da cui questa Bellezza proviene, e non per cancellarla, bensì per renderla vera. Un’ansia di verità che rende i Rossi di Vanetti una testimonianza di autentica vocazione pittorica, di volontà di rinascita dell’arte dei colori dai colori della sua storia”. Diversamente dall’uso di spettacolarizzazione dell’orrore corporeo che certa arte contemporanea fa del rosso, conclude Fornari “i Rossi di Annibale Vanetti ci testimoniano l’esistenza e la resistenza della dignità artistica, e di una dignità umana duramente guadagnata sul terreno storico di un’arte non meno antica dell’uomo, in cui l’umano possa riflettersi e guardare a se stesso”.
    La mostra, aperta fino al 7 luglio, potrà essere visitata da martedì a domenica, dalle ore 18,30 alle 22,30.







    Info e contatti:

    Associazione culturale l’Arco e la Fonte
    cell. 39 347.4935914
    mail: [email protected]
    web: www.larcoelafonte.it

  • La figura professionale del Designer

    L’espressione Design, che dal punto di vista letterale vuol dire progettazione ed è generalmente associato al disegno industriale, nel corso degli anni si è arricchita di vari e diversi significati. Oggigiorno è comune l’utilizzo dell’espressione per riferirsi al profilo estetico di un oggetto, risultando altresì comunemente associato allo stile esclusivo applicato all’oggetto di produzione .

    Ai giorni nostri il design è radicato in tutti i settori merceologici. Il design per esempio assume un’importanza indiscutibile in settori come la creazione di accessori di moda e abbigliamento, nella progettazione di auto e nell’arredo urbano, ambiti in cui si esprime sul fronte dei linguaggi, codici formali ed espressivi, aspetti funzionali e tecnici. Il design è il punto focale nella progettazione di prodotti, servizi, comunicazione visiva, architettura d’interni, nella progettazione ambientale e mette in relazione la produzione con gli utenti occupandosi di ricerca, di ingegnerizzazione e innovazione, per offrire funzionalità, valore sociale, nonché significato culturale ai beni e ai servizi sul mercato.

    Chi si occupa di design, la figura professionale del designer, in aggiunta a innegabili competenze sul fronte tecnico e progettuale, interpreta le linee estetiche e le necessità funzionali dei suoi tempi. Svolgere il mestiere di designer usualmente comporta la necessità di avere importanti doti creative e di avere, al contempo, un notevole bagaglio di esperienza che abbia a che fare con molteplici ambiti della conoscenza umana.

    Il designer può essere specializzato in diversi ambiti quali l’editoria, automobilistico, il game designer, il fashion designer l’interior designer, l’industrial designer, il web designer, e così via.

    Considerando la crescente importanza associata al design, attorno a questo ambito si sono create varie strutture, associazioni ed esposizioni tra cui bisogna certo ricordare le associazioni AIAP , ADI (Associazione per il disegno industriale) e AGI (Associazione internazionale grafici), il Premio Compasso d’Oro (riconoscimento che premia il design del prodotto assegnato dall’ADI) e l’iF product design award, fiere quali il Salone dell’auto, il Salone del mobile.

    Fra i grandi designer italiani e internazionali non possiamo non menzionare Alberto Alessi, Andrea Branzi, Eugenio Perazza, Fabio Novembre, John Maeda, Konstantin Grcic, Martí Guixé, Nigel Coates e Ross Lovegrove. Tra i siti dedicati alle interviste ai grandi designer, invitiamo alla consultazione del web magazine su design e arte contemporanea KLAT (http://www.klatmagazine.com).

  • “Nature incontaminate”, mostra di Tommaso Chiappa all’Antica Focacceria S. Francesco

    Milano – Dal 18 aprile al 31 maggio l’Antica Focacceria S. Francesco, in Via S. Paolo 15, ospiterà la mostra “Nature incontaminate” di Tommaso Chiappa, a cura di Rita Ferlisi e Mariapia Bruno. Il vernissage si terrà il 18 aprile alle ore 18.00.

    L’evento fa parte di un più ampio progetto dell’artista siciliano, organizzato in collaborazione con l’Antica Focacceria S. Francesco. Il progetto comprende, oltre alla mostra milanese, anche una esposizione nella sede “storica” dell’Antica Focacceria in Via Alessandro Paternostro 58 a Palermo, in programma dal 27 aprile al 31 maggio.

    Un abbinamento insolito, quello tra l’arte contemporanea e l’Antica Focacceria, giocato oltre che sulla comune appartenenza siciliana, anche sulla contaminazione creativa tra tradizioni gastronomiche e nuove forme d’arte.

    Tommaso Chiappa, giovane artista palermitano trapiantato a Milano, si muove nell’ambito di una anti-poetica espressionista che predilige la dimensione metropolitana del paesaggio e dell’individuo. Il suo percorso artistico muove da una riflessione, tra ecologia ed etologia, sul senso e sulla collocazione fisica e mentale dell’uomo nell’incontro-scontro tra Natura e Cultura.

    Già nella mostra “Cambiamento della Specie” (Firenze, 2012) l’artista si soffermava sulla crisi di coscienza e di spirito avvertita dall’uomo contemporaneo nel suo rapporto con il mondo naturale. “Nature incontaminate”, che è l’ideale prosecuzione di quella mostra, sposta ora il baricentro dell’indagine dall’Uomo alla Natura.

    La Natura, ovvero la Terra-Gaia, imperiosa Dea ed essere vivente, organismo completo di un perfetto equilibrio evoluzionistico, non ha bisogno dell’uomo e, tuttavia lo accoglie, attendendosi in cambio un rispetto non sempre ricevuto. Nella visione dell’artista, l’uomo ha perduto la propria centralità e smarrito il proprio senso, così che la Natura diventa oggetto di una visione destrutturante estranea alla mimesi (colore e sfondo non sono mai realistici, ma fortemente simbolici).

    Parte integrante dell’opera è un video in 3D, realizzato dallo Studio Pixel grafica di Palermo, con cui l’artista documenta l’opera pittorica nel suo farsi, con riferimenti alle elaborazioni multimediali della Land Art o del paesaggio urbano degli anni Novanta e Duemila di artisti come Mario Sasso, Pierre Huyghe e Anri Sala.

    La mostra potrà essere visitata negli orari di apertura dell’Antica Focacceria: dal martedì al venerdì dalle ore 8.00 alle 21.30, il lunedì dalle 9.00 alle 13.00 e il sabato dalle 12.00 alle 23.00.

  • “Remake”, personale di Giuseppe Bombaci alla Galleria Quadrifoglio

    Siracusa – Giovedì 28 marzo alle ore 18.00 nella Galleria Quadrifoglio (Via SS. Coronati 13 – Ortigia) sarà inaugurata la mostra “Remake” di Giuseppe Bombaci, a cura di Mario Cucè.

    “Remake” è una sorta di antologia, nella quale l’artista presenta circa venti opere di varia grandezza incentrati sul tema della figura umana.

    “Attraverso il proprio racconto – scrive Roberto Milani nel testo critico della mostra – , descrive, indaga, esalta la condizione dell’uomo. Uomo come centro dell’universo ma allo stesso tempo creatura fragile e vulnerabile”.

    Quella di Bombaci è una pittura feroce, graffiante ma che sa essere anche dolce e tenera. E sopratutto colta e raffinata: tante le citazioni e le “apparizioni”, da Antonello Da Messina a Jusepe Ribera, da Diego Velasquez a Mimmo Paladino, Gino De Dominicis e altri.

    L’apparente disinvoltura delle sue tele è, in realtà, il prodotto di un’intima sofferenza, meditata e vinta, che si traduce in emozioni capaci di rapire e affascinare lo spettatore.

    “Il suo fare arte – scrive ancora Milani – è una eterna sfida. Vincere la superficie della tela, addomesticare un colore, gestire la composizione senza mai tralasciare la necessità impellente di trasmettere qualcosa è per lui un’esigenza. Qualcosa che arriva dal profondo, dall’anima. Ogni opera è un atto liberatorio. Ha in sé la condivisione dell’essere”.

    Giuseppe Bombaci (Siracusa, 1978), diplomatosi all’Istituto statale d’Arte di Siracusa, si è formato artisticamente tra Firenze e Milano alla scuola di Romano Garutti e Giuseppe Maraniello. Attualmente vive e lavora tra Siracusa e Milano.

    La mostra resterà aperta fino al 13 aprile e potrà essere visitata tutti i giorni, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00.

    Info e contatti

    Quadrifoglio – Galleria d’arte contemporanea

    Via SS. Coronati, 13 – Siracusa

    Tel. 0931 64443

    E-mail: [email protected]

    Web: www.galleriaquadrifoglio.it

  • Il MoMa di New York mette in mostra i videogames

    Da Pac-Man agli agli online games, i videogiochi hanno segnato generazioni di ragazzi ed è giusto che prendano il loro posto nella storia dell’arte.

    Ne sono convinti i curatori del Museum of Modern Art di New York che a partire dal mese di Marzo dedicheranno una sezione del museo a quattordici videogames, selezionati tra i più celebri degli ultimi 40 anni. In particolare, i videogiochi prescelti saranno spiegati ed esposti nella galleria dedicata all’architetto Philip Johnson. Tra i giochi selezionati ricordiamo Pac-Man, Another World, Myst, SimCity, Katamari Damacy, EVE Online, Portal, flOw, Passage e Canabalt.

    Paola Antonelli, la responsabile italiana della sezione design e architettura del MOMA ha affermato: “I giochi selezionati sono esempi eccezionali di interaction design, un campo che il MoMA ha già esplorato e collezionato estensivamente, oltre che una delle forme più importanti e discusse della creatività nel design contemporaneo”.

  • L’arte contemporanea a Milano

    Milano può vantare un patrimonio artistico notevole e vario: dalle straordinarie collezioni della Pinacoteca di Brera e della Pinacoteca Ambrosiana all’Ultima Cena, il più celebre affresco di Leonardo da Vinci, passando per le raccolte storiche e scientifiche del Museo del Risorgimento, Museo della Scienza e della Tecnica, Museo di Storia Naturale fino ad arrivare alle case-museo che si offrono al visitatore nella loro ricchezza ed originalità (basti citare il Museo Poldi Pezzoli ed il Museo Bagatti Valsecchi).

    I musei più noti si trovano nel cuore della città, sono pertanto facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici ed anche per questo accolgono ogni anno milioni di turisti e curiosi.

    Accanto ai musei più conosciuti riscontrano un consenso sempre maggiore le mostre d’arte di artisti contemporanei ed emergenti, che trovano spazio presso i numerosi spazi espositivi e le gallerie d’arte della città, Pac e Triennale in primis, ma non solo: talvolta è possibile ammirare opere contemporanee all’interno di alcuni degli hotel maggiormente frequentati.

    Un esempio? Il prossimo 6 novembre alle 18:30 il BEST WESTERN Hotel Madison di Via Gasparotto, hotel 4 stelle a pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano, ospiterà la seconda retrospettiva “I due volti del colore” di Federico Cimbelli e Roberto Folgori.

    Il vernissage della mostra sarà allietato da esposizioni fotografiche, musica dal vivo e poesie a beneficio degli invitati e degli ospiti dell’hotel, che potranno accedere all’evento, tuttavia le opere rimarranno esposte sino a metà novembre.

  • Mary Obering per la prima volta a Lecce con la personale “Architetture di luce”

    E-lite studiogallery si apre alla scena dell’arte contemporanea americana con “Architetture di Luce”, personale dell’artista newyorkese Mary Obering, a cura di Marina Pizzarelli, che inaugurerà il 31 ottobre alle ore 18:30 presso la sede della galleria leccese, dove sarà visitabile fino al 3 dicembre 2012. La mostra sarà presentata con una conferenza stampa lunedì 29 ottobre 2012 alle ore 11:00 presso gli spazi del MUST, Museo Storico della Città di Lecce; seguirà la preview stampa presso gli spazi di E-lite studiogallery. L’artista sarà presente.


    La galleria leccese, con il preciso intento di creare uno scambio continuativo tra la realtà locale e quella americana in una logica di interazione e coinvolgimento artistico, culturale e territoriale, porta, per la prima volta a Lecce uno dei più alti esempi fra gli artisti musealizzati legati alla pittura astratta. Mary Obering è, infatti, presente con le sue opere nelle collezioni permanenti di alcune tra le più importanti realtà espositive del mondo, da musei come il Museum of Fine Arts di Boston o il Whitney Museum of American Art di New York a gallerie private come la Galerie Frank Elbaz di Parigi o la John Weber Gallery di New York.

    La mostra è realizzata da E-lite studiogallery in collaborazione con il Comune di Lecce – settore Cultura e Maison de Créatife. Sponsor Vestas Hotels & Resort.

    La mostra

    “Architetture di luce” racconta una pittura che è struttura ed emozione, e che in perfetta armonia con lo spazio espositivo della galleria, uno spazio architettonicamente connotato dalla luce e dalla pietra leccese, presenta un coinvolgente percorso nell’arte della Obering, in quella sua particolare sintesi tra il rigore astratto della tradizione minimalista americana e il senso della forma, la sensualità cromatica, l’amore per la preziosità delle tecniche e dei materiali, ispirati al Medioevo e al Rinascimento italiano.

    Il percorso espositivo, composto di oltre venti opere (di cui quelle degli ultimi anni esposte per la prima volta), “come in un polittico trecentesco, crea un sistema polifonico, una percezione simultanea dei diversi elementi e della loro connessione in un’unità, che li comprende e li supera”, racconta la curatrice Marina Pizzarelli, e in un accattivante gioco di luce e di rapporti tra le contrastanti superfici opache e lucide, la griglia geometrica nella quale s’inseriscono le campiture e l’architettura in pietra leccese degli spazi di E-lite studiogallery, genera un forte impatto emozionale.

    Lo stretto legame tra la Obering e il Salento (da lei eletto luogo ideale per ispirarsi e in cui ama trascorrere la primavera e l’autunno in una quotidianità divisa tra la casa di Novaglie e lo studio di Specchia) è evidente nel ciclo di opere selezionate per la mostra, che mettono in risalto il risultato di un dialogo privilegiato fra l’artista e l’architettura salentina, con un particolare apprezzamento alla severità dell’architettura normanno-sveva, le masserie, le costruzioni povere salentine. Un dialogo che l’ha portata a mettere alla base della sua ricerca il modulo parallelepipedo del mattone di pietra leccese, elemento primario dell’architettura salentina e a giocare sul rapporto di questo stesso elemento con il colore e con l’oro.

    L’artista americana dimostra, una volta di più, di essere in grado di portare avanti una carriera artistica di alto livello, iniziata oramai da oltre quarant’anni. Un fascino visuale, una potenza espressiva e uno slancio vitale che, nella fusione tra il piacere della forma classica e mediterranea con l’alfabeto minimal della recente tradizione americana, “sembrano voler condurre per mano il visitatore a guardare le cose con gli occhi incantati dell’artista”, come afferma la curatrice nel saggio sulla Obering pubblicato nel volume “Verso Sud”.

    L’artista

    Vitale figura del panorama newyorkese, Mary Obering vive e lavora dividendo il proprio tempo tra la casa sul mare a Novaglie e il suo studio a Specchia e il suo atelier di Soho. Il suo lavoro combina le tecniche tradizionali del Rinascimento con il formalismo rigoroso, derivato dal minimalismo americano. Le opere sono un vero ibrido fra pittura e scultura e suggeriscono insieme un mistero alchemico e un’eleganza imperiale, attraverso una tecnica che privilegia l’utilizzo della tempera, dell’uovo e della foglia d’oro su pannelli di gesso. Espone in tutto il mondo dal 1971 e si trova in molte importanti collezioni pubbliche e private.

    La sede

    E-Lite studiogallery si propone come crocevia per la creatività e per la ricerca del “sé” attraverso il linguaggio dell’arte. Lo spazio, un vero e proprio “contenitore culturale”, situato nel cuore di Lecce in un’antica struttura che fa da scenario perfetto a un progetto innovativo, si propone di promuovere la scoperta di “talenti”, di ospitare mostre di artisti già affermati e di dare spazio all’Arte, in tutte le sue innumerevoli forme, colori e sfumature.

    SCHEDA TECNICA

    Titolo: Architetture di luce

    Mostra personale: Mary Obering

    Curatore: Marina Pizzarelli

    Periodo mostra: dal 31/10 al 03/12 2012

    Vernissage: mercoledì 31 ottobre ore 18:30 | ingresso libero

    Conferenza stampa e preview: lunedì, 29 ottobre ore 11:00

    Orario e giorni apertura: lun-sab | 09:00 – 20:00 | ingresso gratuito

    Sede: E-lite studiogallery | Corte San Blasio 1c | Lecce

    In collaborazione con: Comune di Lecce – Settore Cultura, Maison de Créatife

    Sponsor: Vestas Hotels & Resort

    Mary Obering: www.maryobering.com


    E-lite studiogallery

    Web: www.elitestudiogallery.com Mail: [email protected] Mobile: 338_1674879

    Ufficio stampa: FLPress

    Flavia Lanza Mail: [email protected] [email protected] Mobile: 3409245760


  • C’ero, una volta: un dialogo tra una donna e la sua innocenza. Dal 17 luglio a Milano.

    C’ERO, UNA VOLTA

    Mostra personale di Anna Caruso

    A cura di Giovanna Lacedra e Grace Zanotto

    Dal 17 al 28 Luglio 2012

    Galleria Famiglia Margini – via Simone D’Orsenigo 6 – Milano

    Vernissage: 17 Luglio ore 18.30

    [Dj Mantra + Performance]

    Ingresso libero


    La galleria Famiglia Margini di Milano conferma il suo intuito curatoriale nella scelta degli artisti e il 17 luglio 2012 alle ore 18:30 presenta, presso gli spazi di via Simone D’Orsenigo 6, la personale dell’artista milanese Anna Caruso dal titolo C’ero, una volta: un dialogo interiore ed esteriore, con l’umanità, con chi osserva, con l’arte stessa.

    Onirismi che si sbucciano tra gli spigoli della contemporaneità: sono le fiabe esplose di Anna Caruso. Fiabe in cui la trama si interrompe e l’eroina è strappata dal contesto narrativo per ritrovarsi, letteralmente teletrasportata, in una dimensione che non le appartiene. È quel singhiozzo della storia, che arriva come un sussulto sismico e la spiazza, la infrange, la disorienta.

    Anna Caruso pone come principale operazione della sua azione pittorica una decontestualizzazione di evidente matrice duchampiana, e se tra le pagine di Carroll, Perrault o dei Fratelli Grimm i buoni vincono o si salvano, e tutti finiscono per vivere felici e contenti, questo non è esattamente quello che accade nelle opere della Caruso. Alice, il Bianconiglio, Cappuccetto Rosso, Biancaneve descrivono solitudini smarrite nell’irrealtà di un mondo che ha perso la capacità di ‘sentire’. E se l’arte è soprattutto visione, come affermava Jean Dubuffet, le visioni metropolitane di Anna Caruso si animano di personaggi simbolici, per indagare i vuoti del nostro tempo. Con pennellate di colore acrilico accostate e giustapposte su tele preferibilmente serigrafiche, Anna dà vita ad un mondo dentro al mondo: una tecnica dinamica che le permette di costruire, con grande rapidità, architetture e anatomie, sovente colte in prospettive grandangolari.

    La scelta di decontestualizzare proprio le eroine di fiabe popolari, scaturisce dalla sua esperienza nel Cosplay (contrazione delle parole inglesi costume e play), gioco di origine giapponese che consiste nell’indossare costumi di personaggi della cultura manga, degli anime, o delle fiabe. Ho iniziato – racconta Anna – giocando a travestirmi da Alice. E questa Alice ha riportato a galla la bambina che un tempo sono stata e che ho ancora dentro. Nei panni di Alice ho scoperto che l’apparente dissonanza tra quel costume e il contesto urbano può invece simboleggiare l’attuale condizione dell’artista, sempre in qualche modo fuori luogo, baconianamente ingabbiato in una realtà deformante e asfissiante. Ma proprio per questo capace di raccontarla.

    E così, in un gioco creativo, si è aperto un dialogo tra una donna e la sua innocenza: la bambina delle fiabe ha parlato all’artista in divenire.

    “Una volta, io ero.

    Non un frammento, ma l’intero. Ero il sogno, compatto, che non temeva la realtà.

    Ero il cuore di una fiaba. La bambina, la principessa. L’anima. Lo specchio nascosto in ogni stagno. La voce e la visione. L’infrangibile magia di una storia senza tempo.

    Percorrevo i sentieri dell’innocenza, cercando luoghi di stupore. Poi, un giorno qualunque di un anno che non c’è, cerca, cerca… cammina, cammina… inseguendo un inganno ho smarrito la strada. Pollicino senza briciole, non l’ho più ritrovata!

    Tutt’intorno non era bosco e non era notte. E non era neppure la luce lontana di un tunnel aperto al di là di una tana. Era rumore, piuttosto. Era un eccesso di luci e colori. Un caleidoscopio di vetri e ridondanti fluorescenze. Era un tempo che non abita le fiabe. Era un’altra vastità. Sconosciuta e spaesante. Una dimensione capovolta, nella quale ero piombata all’improvviso. Come catapultata da un singhiozzo della storia. Forse per errore. Forse per capire. Forse per aprire un dialogo tra questo mondo e il mio.

    Sullo sfondo di questo frastuono, la mia voce si racconta ancora. Rotta, come un giocattolo in disuso.

    Ma tra i lacerti, ritrovo l’intatto cuore di una fiaba.”

    Anna Caruso

    Special Guest: I MOSTRI DI FILO

    Goldie, Monsieur Crabe, Madame Pelosino… Due lunghe gambe e labbra smaltate, in equilibrio sui tacchi non sono meno sensuali di una tazzina ricoperta di pelliccia.

    Parimenti impellicciati, parenti della tazza di caffè di Meret Oppenheim. “Colazione in Pelliccia”. Sembrò assurdo prendere il caffè in questa celebre opera d’arte, prima ancora che fosse internata in un Museo.

    Santo Cottolengo, Giuseppe Benedetto Cottolengo.

    Ospiti del Cottolengo sfrattati che hanno deciso di trascorrere le loro vacanze estive in galleria Famiglia Margini.

    Mostri mostruosi! Monstrum, parola antichissima per definire quell’essere meraviglioso venuto da lontano, usata dagli antichi romani con felice stupore fino al giorno dell’arrivo dei popoli barbari.

    Scherzi della natura e dinamiche interdette si mettono in scena nella triplice azione di pulsione e repulsione …suspense. Prodigiose creature da rapire con un piglio feticista.

    Filippo Corato, alias FILO, e i suoi Mostri nascono attorno ad un palloncino come i sogni di un fanciullo che recupera la magia in piccoli pezzettini di materia abbandonati, e li rende preziosi con squisiti giochi di fantasia.

    SCHEDA TECNICA

    C’ERO, UNA VOLTA

    Mostra personale di Anna Caruso

    A cura di Giovanna Lacedra e Grace Zanotto

    Dal 17 al 28 Luglio 2012

    Vernissage: 17 Luglio ore 18.30

    [Dj Mantra + Performance]

    Galleria Famiglia Margini – via Simone D’Orsenigo 6 – Milano

    Ingresso libero

    Info:

    Orari: da martedi a giovedì dalle 14 alle 20 e su appuntamento chiamando il numero 328 7141308

    Web: www.famigliamargini.com

    Mail: [email protected]

    Ufficio stampa FLPress

    Flavia Lanza

    Mail: [email protected] [email protected]

    Ph: +39 340_9245760

  • ARTISTA DANIELE BONGIOVANNI DONA OPERA PER EVENTO BENEFICO

    L’artista agrigentino Daniele Bongiovanni dona l’opera Rockstar (moderno di Pierrot) per l’evento di beneficenza in occasione del Thalassemia day. L’opera è stata in mostra per l’evento collettivo che si è tenuto presso il prestigioso Teatro Luigi Pirandello (AG)

    L’opera è attualmente in mostra all’Ex collegio dei filippini (AG)