Tag: arte contemporanea

  • Presentazione della Storia della fotografia in Cina

    Interverranno gli autori Marco Meccarelli e Antonella Flamminii con il dott. Pasquali, bibliotecario presso la Biblioteca di archeologia e storia dell’arte della Sovrintendenza di Roma Capitale.

    Verrà presentato anche un video di Yee Wah Foo, docente di relazioni internazionali alla Lincoln University (UK) e membro onorario del Museo di Nanchino

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    Com’è nata e come si è diffusa la fotografia in Cina?

    Marco Meccarelli, orientalista e Antonella Flamminii, storica dell’arte, propongono in questovolume dal ricco apparato iconograficoun’indagine storica sulla nascita e sul divenire della fotografia in Cina fino al 1979.

    Si tratta del primo contributo italiano al dibattito internazionale, condotto mediante uninnovativo metodo critico, che affronta parallelamente l’uso dell’immagine da parte di artisti cinesi in patria e di occidentali che vi si sono recati e si sono posti in relazione con l’Oriente.

    Il volume si avvale anche di un saggio di Yee Hua Foo, erede di uno dei più importanti fotografi cinesi degli anni ’30, che offre un contatto diretto ed esclusivo con la visione cinese dell’Occidente. Si partecipa così a quel dialogo tra civiltà che ha valicato i confini tra le culture di appartenenza e si riflette sull’apparire e il dispiegarsi di un codice universale, dopo millenni di ricerca sull’immagine.

    TITOLO: “Storia della fotografia in Cina. Le opere di artisti cinesi e occidentali


    AUTORI: Marco Meccarelli, storico dell’arte orientale, cultore della materia presso la Sapienza, Università di Roma, socio fondatore di VersOriente e collaboratore della rivista Civiltà

    Antonella Flamminii, storica dell’arte occidentale, specializzata in Archeologia Orientale presso la Sapienza Università di Roma

    Yee Wah Foo, senior lecturer in Relazioni Internazionali, Università di Lincoln (UK), membro onorario del Museo di Nanchino (Cina)


    ISBN: 978-88-97339-04-5

    EDITORE: Novalogos http://www.novalogos.it

    Per dettagli: http://www.novalogos.it/prod.php?id=30

    facebook: http://www.facebook.com/pages/Storia-Della-Fotografia-in-Cina-Le-Opere-Di-Artisti-Cinesi-E-Occidentali/257860670943914

  • Viaggio a Londra alla scoperta dell’arte contemporanea

    Vola a Londra per entrare nel vivo delle gallerie d’arte contemporanea più famose della città e scoprire il mondo emergente della fotografia, anche made in Italy.

    Londra è uno dei principali punti di riferimento per l’arte moderna e contemporanea. La capitale vanta diversi centri all’avanguardia che ospitano le mostre più innovative e trendy del mondo.

    Tra questi possiamo citare l’ICA, Institute of Contemporary Art, centro avanguardistico dal calendario ricco di mostre, proiezioni, concerti, conferenze sull’arte contemporanea ed eventi esclusivi.

    Oppure il Wapping Project, uno spazio ricavato da un ex centrale elettrica e trasformato in una galleria dall’aspetto bizzarro e audace, in cui si possono ammirare mostre ed esibizioni di artre visiva.

    O ancora la famosissima Serpentine Gallery, che con le sue ricercatissime mostre di arte contemporanea attira ogni anno 750.000 visitatori, The Barbican, tempio di musica, danza, film, teatro e arte su vari supporti e la Whitechapel Art Gallery che, in passato, ha ospitato le opere di Albert Oehlen, Paul McCarthy, Hans Bellmer, Margaret Salmon e molti altri.

    Sul fronte della fotografia, invece, Londra è un mercato ancora acerbo che si sta ritagliando, giorno dopo giorno, uno spazio sempre più importante all’interno del panorama artistico d’oltremanica.

    Tra le più importanti gallerie fotografiche ci sono la Redferns Music Picture Gallery, che vi fa accedere al backstage degli eroi del Jazz, del Rock e del Punk e svela i segreti della Factory di Andy Warhol, la Hamiltons Gallery di Mayfair, fondata nel 1977 e dedicata ai maestri della fotografia e agli artisti emergenti e The Photographers’ Gallery, la prima galleria indipendente della Gran Bretagna, che ospita l’annuale Photography Prize, uno dei premi più ambiti per i fotografi di tutto il mondo.

    E per chi vuole passare una serata davvero trendy c’è il Proud Camden: bar, musica dal vivo e mostre, tutto racchiuso in un unico locale. Al Proud Camden si esibiscono le stelle del Rock emergente e si possono ammirare moltissime mostre dedicate alle leggende della musica.

    Ultima ma non ultima la Getty Images Gallery, la più grande galleria fotografica indipendente di Londra. L’archivio raccoglie milioni di negativi, dal 1850 ad oggi. Tra architettura, arte contemporanea, personaggi famosi, natura e paesaggi, sport, documentari sociali e molto altro, gli artisti contribuiscono quotidianamente a rendere davvero unica l’esperienza dei visitatori che, tra una foto e un poster, possono anche rivolgersi agli esperti di interior design per rinnovare la propria casa. La Getty Images Gallery è aperta tutti i giorni e l’ingresso è libero.

    A Londra, poi, c’è spazio anche per l’Italia. Una nuova galleria fotografica ha visto la luce nella lussuosa Mayfair: la Brancolini Grimaldi.

    Le due galleriste, Isabella Brancolini e Camilla Grimaldi , dopo aver aperto una galleria a Firenze e una a Roma, hanno deciso di sbarcare a Londra, per consolidare ed espandere il loro trend basato sulla rivalutazione della fotografia come arte vera e propria, al pari di pittura e scultura. E’ proprio questo obiettivo che spinge Brancolini e Grimaldi a mischiare continuamente epoche, artisti e materiali, creando combinazioni inusuali e promuovendo il continuo dialogo tra varie forme di arte.

    Il calendario delle mostre è davvero ricco e nonostante la galleria sia appena nata (ha aperto al pubblico l’8 aprile) il panorama artistico londinese non può che uscire arricchito da questa grande avventura tutta italiana.

    Dopo il successo della “coppia” Marie Amar e Pino Pascali, dal 25 maggio al 21 luglio le galleriste propongono la mostra “A City in the Mind” di Peter Fraser che, ispirandosi a “Le Città Invisibili” di Italo Calvino, offre una visione assai poetica di Londra, attraverso una serie di immagini intime ed enigmatiche.

    Le mostre sono davvero numerose, l’arte contemporanea delle gallerie londinesi vi lascerà senza fiato. Cosa aspettate, prenotate subito il vostro viaggio a Londra alla scoperta dei nuovi talenti della fotografia mondiale.

  • Arte programmata e cinetica – Dietro le quite

    La Galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea chiama docenti e studenti dell’Istituto Quasar a tenere una conferenza sull’esperienza che li ha coinvolti nella progettazione della comunicazione e nell’allestimento della mostra “Arte Programmata e Cinetica”, inaugurata in Galleria lo scorso 22 marzo e che si concluderà il 27 maggio.

    Martedì 15 maggio gli architetti Luca Leonori e Isabella Rességuier de Miremont, coordinatori del progetto, illustreranno la metodologia didattica utilizzata per trasmettere i contenuti della mostra e i metodi di progettazione agli studenti, che a loro volta avranno modo di condividere con il pubblico la loro esperienza presentando le varie soluzioni che hanno condotto a quella definitiva visibile in mostra.

    La collaborazione tra Galleria nazionale e Istituto Quasar ha prodotto una sperimentazione di grande rilievo coinvolgendo nella realizzazione dell’evento quanti lavorano per sperimentare metodologie “sul campo”, fornendo così l’opportunità di dimostrare, in pratica, la validità di quanto è stato elaborato, teoricamente, nelle aule dell’Istituto Quasar.

    Questo evento rientra nel programma di protocolli d’intesa che, da oltre venticinque anni, l’Istituto Quasar stringe con le più importanti realtà istituzionali italiane.

    Gli studenti coinvolti hanno partecipato all’intero ciclo di progettazione, dall’iniziale sopralluogo all’area di intervento fino al cantiere. Esperienza preziosa, fulcro della Scuola-Laboratorio e del metodo didattico dell’Istituto Quasar, per conoscere le problematiche reali del mondo del lavoro e crescere come professionisti colti.

    La partecipazione all’evento, durante il quale sarà possibile visitare gratuitamente la mostra “Arte Programmata e Cinetica. Da Munari a Biasi a Colombo e…”, è libera con prenotazione obbligatoria. Prenotati su www.istitutoquasar.com: i posti sono limitati!

    ARTE PROGRAMMATA E CINETICA.

    DIETRO LE QUINTE

    Pensare, organizzare e allestire una mostra

    MARTEDI’ 15 MAGGIO 2012 h 16

    Sala dell’Ercole, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

    Viale delle Belle Arti 131, Roma

    ingresso libero – prenotazione obbligatoria

    www.istitutoquasar.com tel. 06.8557078

  • “Il muro ha un suono” a Palazzo dei Normanni

    Palermo: dopo il successo della retrospettiva dedicata a Christo e Jeanne Claude (08.07.20111 – 08.01.2012), Palazzo Reale aprirà la stagione espositiva del 2012 con la prima personale di BIOS Vincent a Palermo dal titolo “Il muro ha un suono”, a cura di Martina Cavallarin. La mostra sarà ospitata nelle Sale Duca di Montalto dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012.

    Le più alte cariche del Parlamento Siciliano accoglieranno gli invitati a Palazzo Reale con una cerimonia d’inaugurazione venerdì 13 gennaio 2012 alle ore 19:00. Per l’occasione, un’inedita performance dal forte impatto emotivo introdurrà alla visione della prima personale di BIOS a Palermo, celebrazione dell’atteso ritorno dell’artista trapanese nella sua terra d’origine dopo le recenti esperienze artistiche in Cina, a Boston e a Berlino.

    La mostra è patrocinata dalla Regione Sicilia, dall’Assemblea della Regione Siciliana e dalla Fondazione Federico II, e promossa dall’Associazione Sicilia Promotion, con il contributo di Galleria Affiche Milano e Galleria 71 Palermo. Sponsor d’eccezione URSA Italia SrL.

    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Federico II Editore in tre lingue – italiano | inglese | cinese – con testi critici a cura di Martina Cavallarin | Micol Di Veroli | Michele Premoli Silva.


    LA MOSTRA

    Una mostra coraggiosa, da vedere e sentire, quella di BIOS, che conferma l’attenzione del Parlamento Siciliano per le dinamiche di contaminazione che i linguaggi dell’arte contemporanea sono capaci di attivare e che si pone come una sfida volta alla ricostruzione della memoria.

    BIOS costruisce per gli spazi del Palazzo Reale un percorso del tutto inusuale, tra performance e installazione, che si snoda dal piano inferiore, in cui si è accolti dai video con i gli atti performativi dell’artista, fino alla sala centrale del piano superiore, dove una labirintica installazione composta da oltre 40 opere di grandi dimensioni, 40 imponenti muri, avvolge il visitatore in spire materiche dalle forti cromie.

    BIOS indaga la dimensione del sociale concentrandosi su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche e mentali, attraverso un’arte che si avvale di performance – in cui i cacciatori sparano virtualmente sulla preda, metafora per eccellenza, o in cui l’artista impersona i “pinocchio” e ne simula crocefissioni – e di installazioni a parete, quadri che si fanno scultura nell’accogliere gettate di colore, scarnificazioni, oggetti circondati da numeri che sono un logo – come il 194, cifra che evoca la legge sull’aborto – o parole, lettere, scritte.

    Pannelli, cosparsi di cemento o lasciati quasi a vivo, perforati da proiettili di vari calibri, Magnum, piombini, Lupara, installazioni a parete con numeri, parole, lettere, segni violentati dall’uso determinato e mirato di armi da fuoco: BIOS invita a guardare il mondo dal buco inflitto dai proiettili sulle sue opere. Un’operazione artistica volta a proteggere la memoria che nella superficie di cemento – simbolo del “muro” inteso come barriera urbana o mentale, preclusione, carcerazione o difesa – s’incunea come le pallottole che la trafiggono per espandere il silenzio e non smarrire il ricordo – afferma la curatrice della mostra Martina Cavallarin.

    “Quelli di Vincent sono i muri della vita che raccontano la storia degli uomini che l’hanno vissuta. – scrive l’architetto Michele Premoli Silva che ha realizzato il progetto espositivo – Muri che, come quelli delle case nei luoghi di combattimento o di conflitto, segnati dalle raffiche dei proiettili che vi hanno inciso il loro alfabeto, restano lì a ricordare che tra quel muro e chi sparava probabilmente sono state interrotte delle vite. BIOS ha scelto di raccontare la vita del Mondo attraverso il muro”.


    LA SEDE

    Il Palazzo Reale o dei Normanni di Palermo, fu eretto durante la dominazione araba, con caratteristiche tipicamente difensive, nel luogo più alto della città, sopra un insediamento punico ubicato nella sezione sottostante le attuali Sale Duca di Montalto. Trasformato in Palazzo Reale dai Normanni, che ne fecero il centro nevralgico della città, con Federico II di Svevia diventò cuore pulsante della cultura del Regno. Oggi è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, cioè del Parlamento Siciliano. Le Sale Duca di Montalto ospitano mostre d’arte contemporanea di carattere istituzionale.


    L’ARTISTA

    BIOS Vincent

    è nato a Erice, Trapani, il 24.11.1976

    Installazioni di grande formato a parete e mixed media sono le tecniche utilizzate nella sua ricerca, che si focalizza sulla dimensione del sociale, su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche, mentali e la memoria sorda e necessaria.

    Al momento è impegnato nel processo di installazioni ambientali nelle quali è previsto l’utilizzo di sorgenti di energia rinnovabile. Dal 2000 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all’estero.

    Vive e lavora tra Milano e la Cina e collabora con diversi studi di Architettura nello sviluppo di progetti tra arte e architettura.

    SCHEDA INFORMATIVA

    BIOS Vincent | Il muro ha un suono

    a cura di Martina Cavallarin

    dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012

    inaugurazione 13 gennaio 2012 ore 19:00

    Palazzo Reale, Sale Duca di Montalto|Piazza Indipendenza, 1 – 90129 Palermo

    Con il patrocinio di:

    Regione Sicilia | Assemblea della Regione Siciliana | Fondazione Federico II

    Sponsor:

    URSA Italia Srl

    Con il contributo di: Galleria Affiche – Milano | Galleria 71 – Palermo

    Organizzazione: Associazione Sicilia Promotion

    Direzione scientifica: Scatola Bianca – Venezia

    Progetto espositivo: Studio Premoli Silva

    Concept comunicazione e progetto grafico: Tosi comunicazione

    Orario di apertura: lun-sab: 8:30-17:40; dom e festivi: 8:30-13:00 (la biglietteria chiude un’ora prima del museo)
    Ingresso: 3 euro
    Informazioni: www.federicosecondo.org

    Mail: [email protected]

    Tel: +39 091_6262833

    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Federico II Editore in tre lingue – italiano | inglese | cinese – con testi critici a cura di Martina Cavallarin | Micol Di Veroli | Michele Premoli Silva

    Ufficio stampa
    Flavia Lanza | ph. +39 340_4265760 |mail: [email protected]

  • Testimonianza diretta: Judith Gleitze alla galleria arte contemporanea, CCC Strozzina.

    L’emergenza migratoria causata dai recenti sconvolgimenti politici in Medioriente, ha innescato nuove problematiche sociali che di certo il CCC Strozzina Strozzina, sotto la direzione di Franziska Nori, attento osservatore dinamiche sociali e di arte contemporanea, non poteva lasciare inosservate.
    Si rifletterà sugli effetti dei movimenti migratori sulle relazioni e le dinamiche sociali attraverso la testimonianza diretta di Judith Gleitze, la riflessione presso il centro di arte contemporanea partirà dalle migrazioni che dall’Africa e dal Medioriente si dirigono sempre più negli ultimi tempi verso i porti del meridione d’Italia.
    Questo nuovo incontro al centro culturale di arte contemporanea, situata nell’antico Palazzo Strozzi di Firenze, si terrà il 19 gennaio 2012 e tutti i dettagli si potranno trovare sul sito web del CCC Strozzina. La partecipazione all’incontro è gratuita
    Con questa nuova “Lecture / Diritti sotto sequestro. L’Italia ai tempi della cosiddetta emergenza migratoria”, il centro di cultura contemporanea Strozzina, CCCS, promotore di arte contemporanea, continua il suo percorso di riflessione su tematiche di rilevanza sociale con l’aiuto dell’autrice Judith Gleitze, che si occupa da anni di migrazione ed è stata amministratrice del Consiglio per i rifugiati di Brandeburgo. La Gleitze è anche una ONG tedesca che si occupa dei diritti di profughi e rifugiati.
    Non perdere questo incontro e cogli l’occasione di visitare le mostre di arte contemporanea allestite nella galleria Strozzina.
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  • Scopri l’arte con la tua famiglia al CCC Strozzina.

    Il primo weekend di ogni mese non perdere l’occasione di vivere l’arte con la tua famiglia. La galleria arte contemporanea Firenze, CCC Strozzina in occasione delle mostre allestite organizza visite guidate un po’ particolari dedicate alle famiglie.
    Il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, nelle sue azioni per coinvolgere la società civile su tematiche contemporanee importanti non manca di dedicare la giusta attenzione a questo importante attore sociale: la famiglia.
    Il primo weekend del mese, la famosa galleria di arte contemporanea a Firenze, CCC Strozzina, lo dedicato all’arte per le famiglie, nello specifico alle mostre allestite nella galleria di arte contemporanea.
    Fino al 12 gennaio i visitatori potranno ammirare, nella galleria di arte contemporanea, la mostra Declining Democracy, che ha l’intento di creare una piattaforma per una riflessione critica su temi come lo scontro tra individuo e collettività, la crescente distanza tra cittadini e classe politica, il potere e l’influenza delle lobby economiche e dei mass media, il problema dell’immigrazione e della condivisione o esclusione di diritti civili e politici, ma anche le nuove possibili forme di partecipazione democratica.
    Tutto questo è rielaborato in chiave giocosa per coinvolgere l’intera famiglia attraverso due laboratori. Ogni primo sabato pomeriggio del mese, nella galleria di arte contemporanea a Firenze, c’è il laboratorio “l’uniforme del visitatore”, dove scoprire con la famiglia quali potrebbe essere i tratti distintivi dell’uniforme del visitatore del CCC Strozzina.
    La prima domenica mattina del mese, c’è “Tu come mi vedi?”, un laboratorio che coinvolge i partecipanti a fare un ritratto della persona che è con loro sulla base delle sue descrizioni. Il ritratto deve far l’aspetto del carattere che più lo rende speciale.
    Vivi l’arte con allegria nella galleria arte contemporanea Firenze, CCC Strozzina.

  • L’arte italiana invade il Mart di Rovereto

    Curato da Gabriella Belli e da Daniela Ferrari questo evento espositivo, facilmente raggiungibile da verona e dintorni in treno, si suddivide in due mostre distinte che si sviluppano su due filoni culturali autonomi portando ad una esposizione completa in tutti i sensi in grado di esplorare tutti gli aspetti della storia dell’arte recente nel panorama italiano tanto da essere un riferimento non solo per il trentino ma anche per tutta la scena lombarda e veneta in particolare per verona arte contemporanea. La prima mostra vede come tema portante quello della riscoperta di quegli artisti che sono stati protagonisti del panorama culturale dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta e che hanno saputo creare un contesto privilegiato e unico all’interno del panorama italiana con un percorso creativo autonomo ed originale ma purtroppo a volta dimenticato dalla critica e quindi passato in secondo piano rispetto ad altri filoni.

    Questa particolare sezione della mostra dell’arte 900 mira per l’appunto a documentare queste personalità artistiche che hanno sviluppato la loro attività all’interno del secondo dopoguerra con particolare attenzione per i gruppi che in questo periodo si sono formati come per esempio il “Gruppo nucleare” di cui hanno fatto parte, tra gli altri, Franco Bemporad, Enrico Baj, Roberto Crippa, Gianni Dova e Piero Manzoni, ma anche “Tempo 3” e “Sperimentale p.”. Un panorama molto variegato quindi che però riesce a trasmettere il fermento artistico dell’epoca. Interessanti sono inoltre le sezioni dedicate a quelle che sono state le correnti artistiche principali dell’epoca che sono state sintetizzate per l’occasione in Razionalismo concreto, Costruttivismo e Informale ad ognuna delle quali è dedicata un’apposita sezione che raccoglie i maggiori artisti e opere che hanno continuato sulla scia degli anni trenta il percorso relativo all’astrazione e quanti invece abbandonarono questa via per esplorare altri percorsi, in particolare quelli relativi alla libertà e all’energia del gesto.

    Nella sezione relativa all’informale sono esposte anche le opere di Agenore Fabbri, che furono collezionate da Feirebend, al quale è anche dedicata una mostra concorso biennale che proprio nel 2011 giunge alla sua quinta edizione e che mira a fare il punto sullo stato dell’arte italiana e su tutto il suo sviluppo. Le opere e il percorso artistico di Fabbri inoltre nel’ultimo periodo sono state oggetto di una retrospettiva esposta al Museo della Permanente di Milano curata dallo stesso Mart.

    Passando alla seconda parte della mostra questa mira all’esposizione delle opere degli artisti più giovani della collezione che vengono messi in dialogo con quelli della generazione degli anni Ottanta. Gli artisti sono stati selezionati dagli stessi curatori del Mart in collaborazione con Volker W. Feierabend il quale ha basato le sue scelta su motivazioni maturate nel lungo percorso da collezionista e attraverso fasi di ricerca e selezione del Premio Agenore Fabbri. Questa parte è suddivisa a sua volta in due sezioni la prima orientata alla rappresentazione figurativa e la seconda all’astrazione. La mostra si conclude poi con la sezione intitolata Concettualismo Ironico che, mentre tutto l’anno è stata una tendenza espressa con opere di artisti stranieri, viene declinata sul panorama artistico italiano. A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • FLOW – A work in Motion. Un’installazione monumentale di Pia MYrvoLD a Venezia durante la vernice della Biennale d’Arte. 3 giugno – 18 settembre 2011

    Pia
    FLOW – A work in Motion
    Zattere 417, Dorsoduro, Venezia

    Vernissage 31 maggio – 5 Giugno
    Opening 3 giugno

    Performances di Pia MYrvoLD e Bugge Wesseltoft

    Exhibition 6 giugno – 18 settembre 2011

    La settimana dell’arte contemporanea a Venezia ospita il vernissage dell’installazione ad alta tecnologia dell’artista multimedialePia MYrvoLD, norvegese emissaria di poesia visuale che utilizza interfacce interattive, sensori, suoni, video, per creare ambienti immersivi in cui le immagini in 3D, gli oggetti e lo spazio aprono nuove dimensioni sensoriali.

    L’installazione monumentale FLOW – A work in Motion sara’ esposta a Venezia, alle Zattere, durante la vernice della Biennale d’Arte 2011 e fino al 18 settembre 2011.


    Per l’opening della sera del 3 giugno sono previste performances di Pia MYrvoLD e del compositore Bugge Wesseltoft.

    Pia MYrvoLD e’ conosciuta come artista a livello mondiale per la sua produzione ibrida, multimediale e indipendente, per le sue collaborazioni con diversi musei nel mondo e per le partnership con diverse personalita’ dell’arte, del design, della moda e dell’architettura.

    Nata come pittrice, apprezzata stilista con la linea Cybercouture, Pia MYrvoLD ora dipinge con i processi digitali, con strumenti 3D e con programmi di animazione, trasportando l’osservatore in un universo virtuale di mutamenti cromatici, textures, suono bianco, immagini in movimento, fotografia e video.

    Dai primi anni Ottanta, il lavoro interdisciplinare di Pia MYrvoLD ha attraversato pittura, suono, video, le nuove tecnologie e l’arte relazionale.
    Una dei primi artisti in Europa a lavorare con le interfacce di arte interattiva e a fare ricerca con i media 3D, Pia costruisce un universo visivo di macchine del futuro intrecciate a forme organiche, microchip, infrastrutture, che trovano origine nella biochimica, nella biologia e nelle scienze.

    Con FLOW Pia MYrvoLD esplora il controllo della tecnologia, costringendo il mondo digitale a dar vita a forme organiche. La fusione di mondi cosi’ distanti crea nuove mutazioni sinaptiche, nuove porte in un vortice acido e onnicomprensivo, in cui Spazio e Tempo si combinano in una genesi nella retina.

    Il futuro della pittura e’ un’immagine statica o cambia nel tempo in relazione ai suoi interlocutori, alla loro interattivita’ e all’ambiente?
    Il suo ultimo progetto, FLOW, e’ un work in progress – un work in motion, dice Pia:

    Video multicanale interattivi riprodotti su diversi moduli espositivi – tunnel da attraversare a piedi immersi nelle immagini in movimento, multischermi, spirali – che diventano essi stessi sculture o architetture, in cui gli oggetti e lo spazio creano nuove modalita’ di fruizione e sviluppo delle nostre capacita’ sensoriali.

    Pia MYrvoLD
    FLOW – A work in Motion

    Vernissage 31 maggio – 5 Giugno
    Opening 3 giugno
    Exhibition 6 giugno – 18 settembre 2011

    Per l’opening della sera del 3 giugno sono previste performances di Pia MYrvoLD e del compositore Bugge Wesseltoft.

    ll calendario dettagliato dei diversi eventi di Flow – A work in motion durante i giorni del vernissage sara’ annunciato sul sito www.pia-myrvoLD.com/FLOW.

    Location
    Zattere 417, Dorsoduro, Venice

    Lo spazio espositivo e’ il deposito di libri antichi dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, in Fondamenta degli Incurabili, Zattere, accanto all’Accademia di Belle Arti e alla Fondazione Vedova, e a 4 minuti a piedi dalla Collezione Peggy Guggenheim e da Punta della Dogana.

    Come arrivare
    A pochi metri dall’esposizione si trova la fermata Actv “Spirito Santo” da dove parte la linea 61 che collega direttamente con la fermata Giardini della Biennale d’Arte, tutti i giorni dalle 9 alle 20 ai minuti 14, 34, 54 (da Giardini linea 62 ai minuti 0, 20, 40).
    Dalla fermata Zattere (3 minuti) la linea 51 collega con due fermate la Biennale Giardini tutti i giorni dalle 5 alle 24 ai minuti 1, 21, 41 (da Giardini linea 52 ai minuti 1, 21, 41).

    THE FLOW prossimi eventi
    L’installazione FLOW – A work in Motion sara’ presentata a Venezia durante la Vernice della Biennale d’Arte 2011.
    Una esposizione di FLOW e’ prevista per Gennaio/Febbraio 2012 presso LACDA, The Los Angeles Digital Art Center.
    Lo Stenersen Museum di Oslo presentera’ un’installazione FLOW dall’ 8 novembre 2012 al 20 gennaio 2013.

    FLOW Partner & Sponsor
    Conventor AS
    Haaland IKM
    Council Norway
    LACDA Los Angeles Center of Digital Art

    Esposizioni online:
    www.pia-myrvoLD.com/FLOW

    Press office e coordinamento a Venezia
    Fnv
    Giudecca, 212
    30133 Venezia
    Phone: +39 041 2446939
    Fax: +39 041 2446921
    e-mail: [email protected]

  • ERICA STORY: PARTE L’AMERICAN TOUR 2011

    E’ partito dalla MIAMI INTERNATIONAL ART FAIR presso MIAMI BEACH CONVENTION CENTER di MIAMI BEACH, FLORIDA l’American tour di Erica Story con la galleria BERENGO STUDIO di Venezia; proseguirà dal 20 al 24 gennaio all’ART PALM BEACH presso PALM BEACH COUNTY CONVENTION CENTER WEST PALM BEACH, si sposterà poi all’ ART NAPLES presso NAPLES INTERNATIONAL PAVILION dal 14 al 21 marzo per concludersi all’ART ON THE HARBOR-SARASOTA ABOARD SEAFAIR MAGE YACHT presso CAPTAIN JACK’S MARINA, dal 25 al 28 marzo.

    Le opere di Erica Story saranno così ospitate da importantissime fiere dell’arte statunitensi, durante le quali gallerie americane e internazionali, collezionisti e curatori si riuniscono abitualmente per definire i nuovi standard dell’arte contemporanea, con migliaia di visitatori, espositori, collezionisti, curatori.

    L’American Tour si preannuncia un momento memorabile nella carriera di Erica Story, occasione in cui faranno inoltre debutto per la prima volta le attesissime opere intitolate “Alveari”.

    “Alveari” sono opere d’arte principalmente in plexiglass che rielaborano eterogeneamente i soggetti del “marchio Story”: coccodrilli, mele, chitarre. Esiste una distinzione tra la “casa alveare” e quello che contiene, un apparente contrasto tra ciò che esiste in natura e ciò che è stato creato dall’uomo e che ha permeato, a volte soggiogato, la natura stessa. Gli “Alveari” pongono all’attenzione dello spettatore il grande quesito attuale, e cioè se il vivere secondo natura per l’uomo contemporaneo significhi vivere secondo regole primordiali o significhi invece integrarsi completamente nel mondo che lo circonda e quindi secondo i criteri dell’attuale sviluppo. Bisogna chiedersi quindi se l’habitat naturale dell’uomo di oggi sia la natura o la tecnologia delle città, dei computer e di tutto quanto serve per la vita nel nostro villaggio globale. Non c’è niente di decorativo negli “Alveari” di Erica Story, ma è tutto necessario. L’artista disegna la metafora di una società complessa perfettamente strutturata, attraverso la tassellazione di figure adiacenti, giocando fra cromie, vuoti e pieni, che incanta e appaga.

    Le opere sono visibili nel sito dell’artista: www.ericastory.com

  • Flavio Cattaneo: Terza edizione del Premio Terna 03 per L’Arte Contemporanea

    Il Premio Terna e’ una cosa concreta che lascia qualcosa di tangibile. Fino ad ora sono state catalogate complessivamente 10mila opere per 9 mila artisti e abbiamo cosi’ dimostrato come, a volte, non essere solo uno sponsor sia piu’ impegnativo ma lasci anche molto di piu’”. Cosi’ Flavio Cattaneo, ad di Terna, ha sottolineato la sua soddisfazione nel giorno della consegna dei premi ai 16 vincitori della terza edizione 2010 del Premio Terna per l’arte contemporanea ”(+150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le Generazioni”.

    Fonte (Adnkronos)

    Da oggi e fino al 14 gennaio 2011, tutti i giorni dalle 10 alle 20, ingresso libero alla mostra delle opere degli artisti vincitori della terza edizione del Premio Terna 03 per L’Arte Contemporanea “(+150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le Generazioni”. 30 opere di arte contemporanea che esprimono attraverso originali metafore una visione “energetica” sui 150 anni di storia d’Italia.

    La mostra è stata pensata come un percorso attraverso le opere degli artisti emergenti e big che hanno celebrato la forza della visione, dell’intuizione, la capacità di proiettare se stessi e gli altri nel futuro, prendendo spunto al contempo dall’esempio storico di visione, quella dei nostri padri che nel 1861 hanno intuito, originato e dato energia all’Unità d’Italia. Il tema dell’energia elettrica, infatti, presente fin dalla prima edizione del Premio, è forte, fondante e aggregante per la storia di ogni Paese. Attraverso l’elettrificazione ed i conseguenti sviluppo ed industrializzazione, l’Italia ha potuto costruire il proprio progresso, arrivando al benessere diffuso, alla crescita sociale e culturale della nazione.

    In particolare, le tre opere di Liliana Moro, Riccardo Previdi, Ciriaca+Erre saranno esposte quali riflessione intuitiva e non didascalica sulla bandiera. “alTERNAtiva” è il nome della menzione speciale loro assegnata, nome che riassume l’idea che la bandiera, a volte scontata, possa invece essere riletta e possa ritrasmettere la sua energia originaria.

    Le opere in mostra per la categoria Terawatt:

    Carla Accardi con l’opera “Ombra di castagno”, Mario Airò, con “Da cosa nasce cosa (B. Munari)”, Stefano Arienti con “ATP”, Massimo Bartolini con “Triple Loop”, Carlo Benvenuto con “Senza titolo”, Maurizio Cannavacciuolo con “Soles bostoniani”, Gianni Caravaggio con “Testimone di uno spazio antico”, Fabrizio Corneli con “Altro”, Vittorio Corsini con “Esercizio 1”, Daniela De Lorenzo con “D’altro canto”, Bruna Esposito con “Neola onlus”, Carlo Guaita con “Vuoto occidentale, vuoto orientale”, Maria Lai con “No name”, Sabrina Mezzaqui con “Iniziativa”, Maurizio Mochetti con “Fili bianchi laser”, Liliana Moro con “E lucevan le stelle”, Sara Rossi con “Otto”, Luigi Serafini con “Il ritorno dei Lu-Lumps The Lu-Lumps are back”, Gianluigi Toccafondo con “Essere morti o essere vivi è la stessa cosa”.

    Le opere dei vincitori della Terza edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea:

    Per la categoria Terawatt, Ettore Spalletti con l’opera “Torso”
    Per la categoria Gigawatt, Andrea Nacciarriti con l’opera “Boundaries”, Francesca Grilli con “Effluvia”, Marco Fedele di Catrano con “Senza Titolo”
    Per la categoria Megawatt, Giancarlo Norese, con l’opera “Precarious Home”, Davide Tranchina “Big Bang #1”, Paolo Meoni con “Unità residenziale d’osservazione”.
    Per il premio Musei, Marinella Senatore, categoria Gigawatt, con l’opera “Generation” e ZimmerFrei, categoria Megawatt, con “Tomorrow is the question”.
    Per il premio on line, Yiquian Zhao con l’opera “C’è, non c’è, il tempo”.
    Per la menzione speciale “alTERNAtiva” Liliana Moro con l’opera “E lucevan le stelle”, a Riccardo Previdi con l’opera “Test (Parrot), 2010” e Ciriaca+Erre con l’opera “Changing is natural”.

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