Tag: arte contemporanea

  • Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista

    Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista


    Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervistaÈ una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un servizio del Tgcom24. Sul format Arte in quarantena, la pittrice nota per i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo voluto farle qualche domanda.

    Cosa ne pensa del format “Arte in quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli italiani durante la quarantena?

    Certo che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca. In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.

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    Secondo lei, cosa dovrebbe fare l’arte in questo momento?

    Dal mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un coinvolgimento.

    Benedetta Trudesti - La Bimba Dormiente tecnica olio su tela 120x100 cm anno 2013E a proposito di coinvolgimento… Nelle sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi quale sia il motivo dietro a questa scelta…

    Esse vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.

    Che cosa cerca nei suoi ritratti?

    Questa è una bella domanda!

    Allora, tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire l’essenza della vita in nuovi volti.

    In questi volti ci sono tantissime espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?

    I volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.

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    C’è un quadro a cui è particolarmente legata?

    No, perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).

    Come ha conosciuto Spoleto Arte?

    Spoleto Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento così inconsueto.

    Qual è il suo prossimo progetto?

    Il mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla vita stessa.

    Postato da Ufficio stampa (Valentina Rossi)

  • EntreNous Pier Paolo Calzolari e Marco Maria Giuseppe Scifo

    Z2O Galleria | Sara Zanin è lieta di presentare EntreNous, una mostra di PIER PAOLO CALZOLARI e MARCO MARIA GIUSEPPE SCIFO.

    La mostra inaugura un ciclo di esposizioni che vede coinvolti artisti di differenti generazioni all’interno di uno spazio condiviso. Il progetto espositivo sollecita un’attenta disamina delle consonanze e dissonanze di pratiche, poetiche e linguaggi, condizione favorevole al disvelamento non solo di possibili affinità ma, e soprattutto, della specificità e unicità di ogni singolo percorso artistico presentato. Le opere esposte vanno a costituire, nello spazio della galleria, un luogo tanto fisico quanto mentale, una versione di realtà filtrata dal pensiero e determinata dal connubio tra opera, dimensione temporale e ambiente fenomenico. Proprio a questi ultimi “materiali di lavoro” è assegnato il ruolo di protagonisti del dialogo entrenous.

    Senza Titolo (2010) di Pier Paolo Calzolari, fa parte di una serie di “sculture materiche” che recano con sé le storie del loro farsi. La scultura è concepita come un organismo vivente, un coro di elementi eterogenei fortemente evocativi in dialogo e trasformazione nello spazio. L’utilizzo di un’ampia gamma di materiali semplici (piombo, ferro, legno, rame, ghiaccio e maiolica), vivi o vissuti (legno combusto), la convivialità di elementi organici e inorganici, provenienti da ambiti semantici spesso lontani e stonanti, costituisce la specificità della poetica dell’artista che “articola lo spettro dei riferimenti poetici come il vocabolario di un linguaggio reale, capace di coprire il tempo della storia, il tempo dell’esperienza, il tempo dell’espressione” (Denys Zacharopoulos).

    La realtà si confonde con la rappresentazione, in un intervallo temporale congelato e sospeso, nel quale il tempo dell’opera è esteso a un infinito presente, sottratto allo scorrere della storia. Bloccando il quotidiano flusso degli eventi, Calzolari conduce lo spettatore a una dimensione altra, a una poetica sospensione, nella quale gli oggetti sono rivestiti di una delicata e silenziosa poesia.

    Marco Scifo parte dalla presenza umana evocata da numerosi precedenti studi sullo spazio fisico occupato dal corpo, quasi a prendere le misure del ruolo che riveste all’interno dell’ambiente naturale. In Pneuma questa ricerca incontra il suo punto nodale muovendosi dal macro al micro rapporto che intercorre tra il corpo ed il pensiero; è l’intervallo di respiro a creare il ritmo dell’opera. La scelta di voler rappresentare il concetto di pensiero attraverso un’azione legata al corpo, che per sua natura rappresenta l’antitesi all’universo della mente e trascende da ogni legame con la materia, risiede nell’assoluta necessità di contaminazione tra il corpo e la mente. Nello spazio espositivo l’opera è costituita da due elementi: il ritratto di Platone realizzato in gomma nera a grandezza reale e un compressore d’aria, che gonfia ripetutamente la testa del filosofo. In Pneuma il tempo e la sua ciclicità, si specchiano nella metafora del resto storico, come icona di un tempo vissuto che attraverso la storia, continua a vivere nei giorni recenti, creando una connessione tra vissuto e presente. È nel tempo del respiro il rapporto del pensiero con la vita.

  • That ’70s Show

    Boccanera è lieta di presentare la prima mostra personale italiana dell’artista rumeno Vlad Nancă.
    La mostra sarà incentrata sul processo di assorbimento a lungo termine di cianfrusaglie, arredi, interior design, testi e materiali di propaganda degli Anni ’70. Il titolo della mostra, That ‘70s Show, preso in prestito dall’omonima sitcom americana, mostrerà questo incontro senza precedenti tra l’Arte povera e i vistosi ornamenti e sfarzi degli Anni ’70 o, ancora meglio, tra ostalgia e nostalgia.

    Non è la prima volta che Vlad Nancă utilizza la voce retrospettiva nel suo lavoro. Mentre rivede il passato – raccogliendo resti, collezionando luoghi comuni e spingendo ulteriormente il tutto contro un nuovo contesto – l’artista nutre curiosamente il presente nel modo simile in cui questa estrapolazione può essere usata per progettare il futuro. La cultura popolare, le storie personali, il folklore, le icone nazionali diventano inestricabilmente intrecciate: il corpo di un lavoro che è allo stesso tempo appropriato e giocoso. Il collezionismo viene trasformato in uno strumento creativo, poiché Nancă semiologo urbano e contorsionista ideologico, forza in esso tutte le sue antologie.

    That ‘70s Show diventa un ibrido tra un mercatino delle pulci e il Crystal Palace o, piuttosto, un giardino di sorprese decorate in stile modernista con orsi polari di porcellana (repliche del famoso “L’Ours Blanc” Art Deco di François Pompon), sculture brancusiane, lampadari di cristallo, una scultura mobile con mattonelle di ceramica (un omaggio al Padiglione Australiano di Hans Hollein alla Biennale di Venezia del 1972 e al lavoro di Jean-Pierre Raynaud) e un agrodolce slide show. Questa è la versione del presente dell’arte di Vlad Nancă.

    Vlad Nancă (1979) vive e lavora a Bucharest, Romania. I suoi numerosi progetti implicano l’utilizzo di diverse tecniche, oltre che simboli socio-culturali, includendo spesso giochi di parole, per evocare nostalgia, facendo riferimento al passato recente della Romania, e sfidare il clima culturale attuale. Tra le numerose mostre collettive, il lavoro di Nancă è stato incluso in A few grams of Red, Yellow, Blue, al Centro per l’Arte Contemporanea Ujazdowski Castle di Varsavia (2014); Image to be projected until it vanishes al Museion di Bolzano (2011); DEMOC(K)RACY 1 a La Criée, Centro per l’Arte Contemporanea Rennes (2011).

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    Boccanera is delighted to present Romanian artist Vlad Nancă’s first solo exhibition in Italy. This show will center upon Nancă’s long-term engrossment in 70’s knick knacks, decors, interior designs, texts, and propaganda materials. The exhibition’s title, That ‘70s Show, borrowed from the homonymous American sitcom, is setting the tone for this unprecedented meeting between Arte Povera and the 70’s bling and glitz or, even better, between ostalgie and nostalgia.

    It is not the first time when Vlad Nancă is using the retrospective voice within his work. While revising the past – gathering oddments, collecting clichés, and further pressing them all against a new matrix – he is actually feeding the now in a similar way extrapolation may be used to design the future. Popular culture, personal histories, folklore, national icons become inextricably intertwined, body of a work that is equally appropriate(d) and playful. Collecting is turned into a creative tool, as Nancă – the urban semiologist and ideological contortionist – forces all his anthologies in.

    That ‘70s Show becomes a hybrid Flea-Market- Crystal-Palace, or rather a garden of surprises decorated in a modernist vein – with porcelain polar bears (replicas of Francois Pompon’s famous Art Deco “L’Ours Blanc”), Brancusian sculptures, crystal light fixtures, a ceramic tiles mobile (an homage to Hans Hollein’s 1972 Austrian Pavillion at the Venice Biennial and to the work of Jean-Pierre Raynaud), and a bittersweet slideshow. It is Vlad Nancă’s version of the nowness of art.

    Vlad Nancă (1979) lives and works in Bucharest, Romania. His various projects employ different mediums, as well as diverse social and cultural symbols, often including word-play, to evoke nostalgia, reference Romania’s recent past, and challenge the current cultural climate. Among many other group shows, Nancă’s work has been included in A few grams of Red, Yellow, Blue, at the Center for Contemporary Art Ujazdowski Castle in Warsaw (2014); Image to be projected until it vanishes at Museion in Bolzano (2011); DEMOC(K)RACY 1 at La Criée, Centre d’Art Contemporain Rennes (2011).


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    Info


    That 70’s Show
    Galleria Boccanera via Milano 128/130, Trento
    14 novembre 2014 – 10 gennaio 2015 | November 14, 2014 – January 10, 2015
    Inaugurazione venerdì 14 novembre 2014 h 19.00 | Opening on Friday November 14, 2014 7:00 pm
    Orari: da lunedì a sabato 10-19 o su appuntamento | Opening hours: Monday – Saturday 10 am – 7 pm or on appointment
    www.arteboccanera.com in

  • La Caricatura Calligrafica a Torino: da Dario Fo a Lady Gaga

    LA CARICATURA CALLIGRAFICA

    Mostra a cura di Raffaele Palma

    In collaborazione con C.A.U.S. – Centro Arti Umoristiche e Satiriche

    L’esposizione sarà inaugurata mercoledì 12 marzo alle ore 17.30, presso la Biblioteca Civica Natalia Ginzburg, Sala Mario Molinari, Via Cesare Lombroso, 16, Torino. E’ previsto un simpatico intrattenimento sul tema “La caricatura nell’umorismo e nella satira”, saranno presenti alcuni tra i più affermati caricaturisti italiani. Ingresso libero.

    Gli autori in mostra: Claudio Francesco Puglia, Gianni Soria, Maria Celeste Sciani, Ugo Sajini, Riccardo Cocchi, Ornella Zen, Raffaele Palma, Irene Fornari, Roberto Mangosi, Arcangelo Carrera, Andrea Pecchia e Chiara Michelotto. Alla collettiva si affiancherà una personale di Claudio Francesco Puglia. La mostra terminerà il 12 aprile 2014.


    Il CAUS ha sviluppato un inconsueto modo di trattare la caricatura, con due metodi d’interpretazione, sintesi e volume. Nel primo la caricatura è composta esclusivamente dalle lettere formanti il nome del personaggio. Nel disegno in volume (caratterizzato da luci, ombre, profondità e rilievi) si concede struttura tridimensionale alla precedente caricatura.

    Dal latino derivano le locuzioni “conveniunt rebus nomina saepe suis” a proposito di persona che porti un nome adatto alle sue qualità fisiche o intellettuali e anche “nomen omen”: il destino di una persona è descritto dal suo nome; anche la caricatura fa emergere con l’esasperazione dei tratti fisici le caratteristiche più nascoste delle persone, mettendone in luce vizi e virtù nascoste, evidenziando così un destino legato alla fisiognomica.

    La Caricatura è affine al ritratto e si sviluppa parallelamente a quest’ultimo, sia negli ambienti accademici, sia in quelli popolari: ad esempio i disegnatori girovaghi, che spesso offrono la loro arte in strada e in locali frequentati dalla gente comune. La Caricatura Calligrafica, o Logomorfismo, è un’evoluzione stilistica della caricatura: nasce in epoca remota dai calligrafi arabi.

    In Europa muove i suoi primi passi all’inizio del secolo XX, grazie ad alcune avanguardie storiche come il Futurismo. A partire dalla metà del secolo scorso, un ulteriore avvicinamento dell’arte a questa tecnica fu operato dagli illustratori delle affiche teatrali e cinematografiche, utilizzando grafemi che componevano il nome dell’attore comico per caricaturarlo.

    Oggi, in varie parti del mondo, illustratori, calligrafi e graphic designer si cimentano con segni alfabetici e numerici creando divertenti deformazioni fisiognomica di noti personaggi.

    A Torino, invece, è andato sviluppandosi un nuovissimo e inconsueto modo di trattare la Caricatura Calligrafica, grazie al CAUS – Centro Arti Umoristiche e Satiriche patrocinato dal Comune e dell’Accademia Albertina di Belle Arti, di Torino.

    Due i metodi d’interpretazione, di sintesi e di volume. Nel primo è necessario usare, esclusivamente, le lettere formanti il nome del personaggio, disponendole in modo da crearne la caricatura. Nel disegno in volume, (caratterizzato da luci, ombre, profondità e rilievi) sì “concede” forma tridimensionale alla precedente caricatura sintetica. Francesco Claudio Puglia è sicuramente il maggiore interprete di questa tecnica, tra gli artisti più affermati.

    Gli autori in mostra: Claudio Francesco Puglia, Gianni Soria, Maria Celeste Sciani, Ugo Sajini, Riccardo Cocchi, Ornella Zen, Raffaele Palma, Irene Fornari, Roberto Mangosi, Arcangelo Carrera, Andrea Pecchia e Chiara Michelotto. Alla collettiva si affiancherà una personale di Claudio Francesco Puglia.

    La mostra sarà aperta dal 13 marzo al 12 aprile 2014. Le opere sono anche visibili sul sito:www.caus.it alla Voce Caricatura Calligrafica. Per informazioni: CAUS – [email protected] – Tel. 339 60 57 369- Ufficio Stampa: Piero Ferraris

    Biblioteca Civica Natalia Ginzburg
    SALA MARIO MOLINARI
    Via Cesare Lombroso, 16 – Tel. 0114437671/72 – Linee GTT: 9 – 16 – 18 – 67 – Metro 1 Marconi.
    Orario: lun. 15.00-22.00; mar. 14.00-19.45; mer. 14.00-22.00; da giov. a sab. 08.15-14.00.

    In collaborazione: Città di Torino – Circoscrizione 8 – Biblioteche Civiche Torinesi – Lombroso 16 – C.A.U.S.


  • L’intervento del noto manager della cultura Salvo Nugnes sul tema del mercato dell’arte al giorno d’oggi

    1) Nella sua pluriennale esperienza nel mondo dell’arte da produttore di eventi importanti e agente di illustri personaggi in ambito artistico-culturale, come valuta i dati del 2013 sulle vendite record dell’arte contemporanea?

    Direi che i dati sono decisamente positivi e assai confortanti anche nella previsione per il 2014. Nel 2013 il mercato mondiale dell’arte contemporanea è cresciuto di oltre il 15% superando per la prima volta in assoluto il tetto del miliardo di euro. Secondo la stima del rapporto annuale artprice, da luglio 2012 a giugno 2013 le vendite delle opere di artisti contemporanei nati dopo il 1945, hanno raggiunto una quotazione di 140 milioni di euro in più rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Nella complessiva valutazione del mercato -old master moderno e contemporaneo- si attesta una cifra pari a 8,1 miliardi di euro.

    2) Dunque come vede il ruolo assunto negli anni dall’arte contemporanea?

    L’arte contemporanea rappresenta attualmente il 13% delle transazioni e la sua rilevanza commerciale è ormai un dato di fatto acquisito. Teniamo conto, che fino a 10 anni fa le vendite di questo comparto totalizzavano 75 milioni di euro, poi si è giunti al boom di 979 milioni di euro nel biennio 2007/2008 per poi avere un fermo a causa della crisi finanziaria, con una netta e marcata ripresa registrata nel 2013.

    3) Una breve riflessione sul concetto di arte in generale;

    Io concepisco l’arte come un simbolico spazio in cui poter sognare e riflettere, capace di rievocare le visioni oniriche più ancestrali e introspettive, che ciascuno si porta dentro a livello inconscio. Sul piano pratico, continua ad essere un’ottima formula garantita di investimento economico mirato e strategico. Infatti, le percentuali in rialzo globale lo dimostrano e risultano incoraggianti e convincenti anche per l’opinione pubblica, che è incentivata e stimolata ad interessarsi e avvicinarsi sempre più a questo multiforme settore.

  • Il manager Salvo Nugnes intervistato sul record di vendite dell’arte contemporanea del 2013

    1) Nella sua pluriennale esperienza nel mondo dell’arte da produttore di eventi importanti e agente di illustri personaggi in ambito artistico-culturale, come valuta i dati del 2013 sulle vendite record dell’arte contemporanea?

    Direi, che i dati sono decisamente positivi e assai confortanti anche nella previsione per il 2014. Nel 2013 il mercato mondiale dell’arte contemporanea è cresciuto di oltre il 15% superando per la prima volta in assoluto il tetto del miliardo di euro. Secondo la stima del rapporto annuale artprice, da luglio 2012 a giugno 2013 le vendite delle opere di artisti contemporanei nati dopo il 1945, hanno raggiunto una quotazione di 140 milioni di euro in più rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Nella complessiva valutazione del mercato -old master moderno e contemporaneo- si attesta una cifra pari a 8,1 miliardi di euro.

    2) Dunque come vede il ruolo assunto negli anni dall’arte contemporanea?

    L’arte contemporanea rappresenta attualmente il 13% delle transazioni e la sua rilevanza commerciale è ormai un dato di fatto acquisito. Teniamo conto, che fino a 10 anni fa le vendite di questo comparto totalizzavano 75 milioni di euro, poi si è giunti al boom di 979 milioni di euro nel biennio 2007/2008 per poi avere un fermo a causa della crisi finanziaria, con una netta e marcata ripresa registrata nel 2013.

    3) Una breve riflessione sul concetto di arte in generale;

    Io concepisco l’arte come un simbolico spazio in cui poter sognare e riflettere, capace di rievocare le visioni oniriche più ancestrali e introspettive, che ciascuno si porta dentro a livello inconscio. Sul piano pratico, continua ad essere un’ottima formula garantita di investimento economico mirato e strategico. Infatti, le percentuali in rialzo globale lo dimostrano e risultano incoraggianti e convincenti anche per l’opinione pubblica, che è incentivata e stimolata ad interessarsi e avvicinarsi sempre più a questo multiforme settore.

  • “Confine”, dal 30 novembre una collettiva al Centro d’Arte Malagnini

    Saronno (VA) – Dal 30 novembre al 30 gennaio 2014 il Centro d’Arte di Michele Malagnini (Via Giuseppe Verdi, 20) ospiterà la collettiva d’arte contemporanea “Confine” a cura di Michele Malagnini (vernissage sabato 30 novembre, ore 18.00).

    Il percorso espositivo comprende le opere di sedici artisti (Enrico Bay, Antonio Bencich, Dario Brevi, Roberto Carullo, Tommaso Chiappa, Sergio Dangelo, Andrea Di Marco, Maurizio Galimberti, Emanuele Gregolin, Marco Lodola, Mahatma Marchi, Elena Merlino, Giancarlo Ossola, Concetto Pozzati, Tony Tedesco, Martin Vegas) più un collettivo (Craking Art), che offrono un significativo spaccato delle tendenze presenti nel panorama artistico contemporaneo. All’interno della mostra, infatti, saranno rappresentate varie correnti artistiche, dal surrealismo all’informale, dal nuovo futurismo, dalla pop-art alla metafisica, fino alla nuova pittura siciliana. Saranno presenti nomi “storici” dell’arte italiana, affermati maestri ma anche giovani artisti, con un ampio ventaglio di forme espressive (opere pittoriche, sculture, fotografie, installazioni).

    Il comune denominatore della collettiva sarà proprio il tema del confine, declinato nelle sue varie accezioni polisemiche e metaforiche, sia come limite dell’arte ma anche come ricerca, avanguardia, stimolo al superamento grazie alle “visioni” degli artisti.

    Al tema del confine si ispira anche l’omonima istallazione di Tommaso Chiappa, artista siciliano d’origine ma milanese d’adozione, che è l’emblema della mostra. L’opera, pensata appositamente per gli spazi espositivi del Centro d’Arte, sintetizza molteplici concetti, linguaggi e tecniche espressive, suggerendo ipotetici percorsi di senso che trasformano l’osservatore in un viaggiatore-esploratore.

    La mostra, aperta fino al 30 gennaio 2014, potrà essere visita mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 16.00 alle ore 19.00; il sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 19 (gli altri giorni solo su appuntamento).

    Info e contatti

    Centro d’Arte Malagnini

    Via Verdi 20 Saronno

    Tel. 3387654600

    mail: [email protected]

  • Silvia Camporesi. Souvenir Universo

    SILVIA CAMPORESI
    Souvenir Universo

    Inaugurazione sabato 7 dicembre 2013 alle 18

    7 dicembre 2013 1 febbraio 2014

    [Please scroll down for English version]


    Z2O Galleria | Sara Zanin è lieta di presentare Souvenir Universo di Silvia Camporesi.

    Il titolo scelto per la terza mostra dell’artista in galleria – dopo Where All Become (2012) e Sifr – La distanza canonica (2011) – nasce da un gioco di parole: i due sostantivi, uno francese e l’altro italiano, si anagrammano a vicenda. Ed è proprio la prospettiva delle permutazioni di significato, tipica del gioco anagrammatico, alla base del suo nuovo progetto. Punto di partenza è la fotografia: le opere in mostra riflettono sulle modalità concettuali e materiali in cui poter declinare il linguaggio fotografico. Così, la fotografia di un falso cielo e l’immagine in motion di un bosco notturno, animato dalle lucciole, fanno da contrappunto alle video-fotografie di un piccolo vulcano che brucia ininterrottamente, o all’enorme massa d’acqua di una cascata che scende rallentata. Il tema universo è qui inteso come scansione dei quattro elementi, rappresentati intrecciando finzione e realtà.

    Anche nella seconda parte della mostra il luogo e il suo ricordo fotografico – il souvenir – sono un pretesto per scavare nelle possibilità del linguaggio fotografico. Due grandi fotografie di interni, scenari che ricordano il film Stalker di Andrej Tarkovskij, non sono luoghi reali ma immaginari, frutto del lavoro scultoreo di Silvia Camporesi che ha fotografato in studio dei modellini creati ad hoc.

    Infine, l’antica tecnica giapponese del taglio e piega della carta viene applicata dall’artista su immagini di luoghi dismessi, azione che aggiunge una terza dimensione alla fotografia. Con questo ultimo intervento si conclude l’esplorazione immaginifica di luoghi reali e di finzione, esplorazione che sottopone la fotografia ad una riscrittura delle sue possibili esplicitazioni.

    L’artista sarà presente all’inaugurazione.

    INFORMAZIONI

    Mostra: Souvenir Universo
    Artista: Silvia Camporesi
    Durata mostra: 7 dicembre 2013 – 1 febbraio 2014
    Inaugurazione: sabato 7 dicembre 2013 dalle 18 alle 20

    Sede: Z2O Galleria | Sara Zanin
    , Via della Vetrina 21 – 00186 Roma
    Orario di apertura: da martedì a sabato 11:00 – 19:00 (o su appuntamento), ingresso libero
    Per ulteriori informazioni: +39 06 704 522 61
    [email protected]; www.z2ogalleria.it

    Z2O Gallery | Sara Zanin is pleased to present Souvenir Universo of Silvia Camporesi.

    The title chosen for the third solo show exhibition of the artist in our gallery – after Where All Become (2012) and Sifr – The Canonic Distance (2011) – arises from a wordplay: the two nouns, in French and in Italian, are each the anagram of the other one.

    Indeed, Camporesi’s new project is based on the perspective of meaning permutations, typical of the anagram play. Photography is the starting point: the artworks exhibited reflect on the conceptual and material ways in which photography can be explored. A picture of a fake sky and an image in motion of a night forest, animated by fireflies, represent the counterpoint of video-photographs of a small burning volcano, or of a huge waterfall that descends at a reduce speed. The theme universe is here intended as a distinction of the four natural elements, represented by weaving together pretence and reality.

    Also in the second part of the exhibition, the place and its photographic memory – the souvenir – are a pretext to explore the many possibilities of the photographic language. Two big pictures of interior places, reminding the film Stalker of Andrej Tarkovskij, are not real but imaginary places, outcomes of a Camporesi’s work, who took pictures of scale models in the studio, models expressly created for that aim.

    Then, the ancient Japanese technique of cutting and folding the paper is used by Camporesi on images of crumbling places, this technique adds a third dimension to the photography. With this last artistic intervention the exploration of real and imaginary places gives photography a new possibility of expression.

    The artist will be present at the opening.

    INFORMATION

    Souvenir Universo
    Silvia Camporesi
    December 7, 2013 – February 1, 2014
    Opening Saturday December 7, 2013 from 12 to 8 p.m.

    Z2O Gallery | Sara Zanin
    , Via della Vetrina 21 – 00186, Rome
    Tue – Sat, 11 a.m. – 7 p.m. (or by appointment), free entrance
    For further information: +39 06 704 522 61
    [email protected]; www.z2ogalleria.it

  • Agenzia promoter – intervista a Nicola Rossi presidente e organizzatore di Arte Padova: Amanda Lear e Francesco Alberoni saranno i protagonisti di que

    D- Da quanti anni è promotore e organizzatore di Arte Padova?

    R- Dal 1990.

    D- Quali altri importanti manifestazioni in ambito fieristico organizza dedicate al mondo dell’arte e della cultura?

    R- Arte Genova e Antiquaria Padova.

    D- Quali sono le novità previste a Padova per questa prestigiosa fiera di settore con fama internazionale?

    R- Dal 1990 ci teniamo ogni anno a fare qualcosa di nuovo. Quest’anno, per fare una battuta direi che la novità del 2013 è che si farà Arte Padova, nonostante la crisi, il calo di consumi sia nel settore alimentare (-4,2%) che del settore automobilistico ( -50%). Se si consuma meno, si spende meno. Anche il mercato dei collezionisti è un po’ in difficoltà , ma Arte Padova si fa! Ci sarà una sorta di saloncino del libro, con una cinquantina di case editrici, quaranta appuntamenti nei tre giorni previsti, abbiamo aperto alla cultura enogastronomica, avremo dei giovani artisti con performance artistico-musicali che lavoreranno in presa diretta. Ed infine avremo uno spazio dedicato a Tex Willer e abbiamo creato un forum su di lui.

    D- È compiaciuto, che tra gli illustri artisti ci sia anche una presenza altisonante come Amanda Lear? Come è nata l’opportunità di creare questa importante esposizione in chiave antologica e storicizzata dei suoi dipinti?

    R- Certo che sono soddisfatto di poter esporre in fiera le opere di Amanda Lear. La straordinaria mostra della Lear si proporrà in fiera, un contesto molto concreto e di rilievo.

    D- Durante lo svolgimento di Arte Padova, il 16 novembre, è prevista l’anteprima nazionale di presentazione di due nuovi saggi del famoso sociologo e mentore di educazione sentimentale Francesco Alberoni. Lo considera un evento simbolico di inno alle donne e al romanticismo, all’amore in un periodo di gravi violenze, stalking e femminicidi dilaganti?

    R- Si, purtroppo viviamo in un periodo in cui la violenza sulle donne è all’ordine del giorno. La presenza del Prof. Alberoni è di certo fondamentale per cercare di capire meglio tutto ciò che sta capitando e trovare una soluzione.

    D- Come nasce la sua passione per l’arte e quando è avvenuto il suo primo approccio con il mondo dell’arte?

    R- Nasce nell’85 con l’arte antica. La folgorazione per l’arte contemporanea subito dopo visitando fiere di settore.

    D- Una riflessione sul concetto di arte e sulle evoluzioni dell’arte moderna e contemporanea?

    R- L’arte moderna e contemporanea è in continua evoluzione, lenta, costante, capillare, continua con nuove tecnologie e virtualità dell’immagine.

    D- Come è cambiato l’approccio del pubblico delle fiere di settore in questa fase di crisi economica generale? C’è stato un calo di presenze? Quali suggerimenti da esperto organizzatore vuole dare in proposito?

    R- Non è previsto un calo di presenze, anzi forse un aumento. Quello che è cambiato è l’approccio all’acquisto all’opera d’arte, proprio perché la classe media si è contratta. Chi aveva tanti soldi oggi ne ha ancora di più. Mi sentirei di dire come consiglio che bisogna non smetter mai di fare ricerca di nuovi talenti, per trovare i grandi nomi del futuro.

  • Arte ed Energia incantano il pubblico

    L’originale tema di Pria 2013, “Arte ed Energia”, ha stimolato i 4 artisti, Luciano Maciotta, Daniele Basso, Mario Milano e Marco Lodola, nella realizzazione di un suggestivo percorso in equilibrio fra i meravigliosi spazi espositivi, fra luce e colore, fra arte, scienza e design.

    Le architetture industriali dell’ex Lanificio Pria, oggi sede prestigiosa di eventi dedicati alla cultura e all’arte, hanno accolto e valorizzato le opere, affascinando il pubblico ed invitandolo a ragionare su temi caldi per un futuro sostenibile, un futuro che oggi appare incerto e nascosto sotto gli strati della crisi.

    Il successo dell’evento è in parte da attribuire all’innovativa formula che ha unito mondi antitetici, come quelli dell’Arte e della Scienza, attraverso il dialogo culturale che si è innescato dalle opere in mostra: l’elemento vivente e concreto a specchio delle parole.

    Nel Dialogo con la Musa sono stati affrontati temi caldi e delicati; si è partiti recuperando vecchi brevetti per riaprire le discussioni sul concetto stesso di Energia e di Free Energy, arrivando a coinvolgere il pubblico in un ragionamento innovativo. L’arte ha invitato gli spettatori a giocare un ruolo attivo, dando valore alla capacità di scegliere in modo giusto per un cambiamento in positivo; qui entra in gioco il consumatore che può trasformare lo status quo, anche grazie ad un design sostenibile che non rinuncia al buono ed al bello.

    Le metafore nascoste dietro forme e colori e la scienza che diventa arte, nelle installazioni di Luciano Maciotta, in collaborazione progettuale con l’associazione Eunomica, hanno stimolato i visitatori ad avvicinarsi all’arte con uno sguardo diverso, in un percorso di riappropriazione della cultura e delle arti grazie ad una nuova consapevolezza.

    Arte ed Energia sono stati gli elementi chiave per creare una sinergia che ha messo la cultura al centro dell’evento, dando risalto all’arte ed alla scienza, due ingredienti fondamentali ed imprescindibili per un contesto sociale evoluto.

    Si è conclusa in positivo Pria 2013, la collettiva organizzata ogni due anni dall’Archivio Pria a Biella, inaugurata durante la 9 GDC AMACI