Tag: ambiente

  • Gli eco-alberghi e la crescita dell’arredamento sostenibile


    La moda dell’essere green è diventata popolare già da qualche anno, ma è sempre rimasta una associazione con elementi rustici, vintage o comunque con dei tratti identificabili del riciclato o riutilizzato, soprattutto per quanto riguarda l’arredamento e i vestiti. Adesso, la tendenza è quella di integrare le tecniche di riciclaggio alla creazione di pezzi moderni, contemporanei, che possono adattarsi a veramente qualsiasi stile di decorazione e che possono passare perfettamente per dei pezzi assolutamente nuovi, nel senso più stretto del termine.

    Di conseguenza, l’applicazione di questi materiali ecologicamente sostenibili non significa già alternativo o low cost ma è concepito come la base della costruzione di articoli di arredamento di lusso. Le aziende di larga distribuzione, i designers e i venditori al dettaglio stanno di fatto incrementando il loro stock di prodotti eco-friendly per rispondere a la domanda, sempre in crescita, di questa categoria di beni durevoli.

    Pure gli hotel stanno scegliendo di acquistare dai loro fornitori di arredamento per alberghi come i contract furniture manufacturer americani dei pezzi customizzati fabbricati con tecniche e materiali rispettosi con il medio ambiente, già che non solo la materia prima è verde ma anche i processi di produzione per realizzare i vari articoli.

    Gli stabilimenti turistici che tengono a cuore la causa ambientale e che ne implementano i principi vengono oggi chiamati eco-alberghi. Per ricevere un tale appellativo, gli hotel devono aver migliorato la propria struttura, i processi e i materiali utilizzati quotidianamente per minimizzare l’impatto sulla natura. Questi accorgimenti, insieme alle abitudini di risparmio dell’energia e dell’acqua, sono la base per essere considerati un albergo ecologicamente sostenibile senza rinunciare alla five star hotel furniture.

    Alcuni di loro fanno ancora un passo in più e scelgono quasi esclusivamente articoli riciclati e arredamento fatto da materiale riutilizzati con l’obiettivo di offrire agli ospiti una esperienza diversa che permetta loro di differenziarsi dei concorrenti. Al margine del bene che fa l’adozione di queste routine al contesto naturale nel quale si trovano gli alberghi, poter chiamare il proprio hotel 100% verde è sicuramente un metodo positivo per attrarre clienti che condividono la stessa mentalità e curiosi di esperimentare un tipo di struttura turistica diversa del solito.

    In aggiunta di arredare le proprie stanze di albergo con mobili eco-sostenibilli e di adottare misure per il risparmio energetico nelle loro attività quotidiane, molti di questi stabilimenti hanno anche scelto di puntare sulla tecnologia dei pannelli fotovoltaici per ottenere energia. Queste istallazioni possono essere localizzate nei soffitti, nelle finestre e, più frequentemente ancora, nelle vicinanze delle piscine, alle quali forniscono il calore per riscaldare l’acqua.

    Si sono creati nel corso degli anni una serie di programmi di certificazione che valutano quanto eco-friendly sono gli alberghi, anche se pochi sono stati effettivamente considerati come tali in Italia. L’importante rimane, comunque, che i bar, hotel e ristoranti facciano uno sforzo per essere sempre più sostenibili ecologicamente, attraverso l’acquisto di mobili come modern sofas anche di lusso prodotti con tecniche e materiali “verdi”, il risparmio energetico e un lavoro di informazione allo staff e ai propri clienti sul ruolo fondamentale che ogni uno di noi gioca nel futuro del nostro pianeta.

    A cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – trovare clienti online

  • Cotto Novo Il Ferrone: la naturalità e praticità di un Cotto Pretrattato a Cera

    Fascino stile ed eleganza si fondono in modo armonioso con qualità funzionali di assoluta eccellenza dando vita ad un prodotto originale e naturale di vera distinzione, che realizza le fantasie abitative di chi, pur prediligendo la praticità e la facilità d’uso, non vuole rinunciare alla raffinatezza e al calore di un pavimento in vero Cotto Imprunetino.

    Il tradizionale cotto arrotato viene dunque rivisitato per adeguarsi alle tendenze più contemporanee dell’abitare che richiedono materiali, si durevoli, autentici e in armonia con l’ambiente, ma anche comodi da vivere e capaci di creare atmosfere accoglienti e di familiarità.

    Cottonovo è caratterizzato da una superficie rustica, ottenuta mediante il passaggio di spazzole in acciaio prima della cottura, la tonalità è tipicamente rosso imprunetino con sfumature naturali, le misure sono ben calibrate e rettificate in modo da facilitare l’operazione di posa.

    Tuttavia la vera particolarità di questa linea è il trattamento a cui sono sottoposte le piastrelle durante il ciclo produttivo. Una lavorazione che si attua, dopo la cottura, attraverso una sequenza di lavaggi e passaggi di cera che assicurano la completa chiusura dei pori in profondità: il risultato finale consente di velocizzare le fasi successive alla posa per realizzazioni assolutamente perfette.

    CottoNovo alle caratteristiche tipiche del cotto imprunetino di bellezza e resistenza agli urti, alle efflorescenze, alla salsedine, agli agenti atmosferici e al vivere quotidiano aggiunge alcune peculiarità davvero importanti, infatti, preservando la sua naturalità, non si macchia e consente di ridurre i tempi di attesa usualmente necessari perché il pavimento sia abitabile.

    Formati: Rettangoli 18×36 Quadrato 30×30 – Pezzi Speciali: Zoccolo, Scalino, Angolare, Scala

  • Cava a km 0 per Cotto Impruneta: un plus valore in termini di sostenibilità

    Produrre materiali edili di assoluta qualità cercando di ridurre l’impatto che queste lavorazioni hanno sull’ambiente e conseguentemente sull’uomo che lo abita è diventata una prerogativa essenziale per Cotto Impruneta. La cava a km 0 è uno dei parametri che il noto marchio mette in gioco a tutto vantaggio dell’ecosostenibilità e biocompatibilità dei suoi pavimenti in cotto, per un futuro migliore per sé e per gli altri.

    Uno dei punti di forza di Cotto Impruneta in termini di sostenibilità ambientale è la possibilità di approvvigionare la materia prima del suo ciclo produttivo nelle immediate vicinanze dello stabilimento situato a Greve in Chianti. Il sito estrattivo fornisce Galestro, l’eccellenza delle argille a livello mondiale.

    La vicinanza della cava influisce in modo marcato nell’ottenimento di sistemi produttivi ecologici: l’approvvigionamento di materie prime a km0 consente, oltre che una riduzione dei costi anche l’abbattimento del trasporto su gomme e la riduzione integrata di emissioni.

    L’accezione km0 si riferisce comunemente a quei prodotti del territorio che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere al ciclo di lavorazione. In questo modo le emissioni gas ad effetto serra provocate dal trasporto su gomma vengono limitate, contribuendo altresì ad una riduzione del traffico di mezzi pesanti.

    L’impatto ambientale è una tematica che riscuote sempre maggiore interesse da parte del pubblico. Quindi i pavimenti in cotto rappresentano di per sé una soluzione abitativa compatibile al 100% con i valori di responsabilità verso l’uomo e l’ambiente in quanto realizzati con materiale naturale, e con accorgimenti produttivi finalizzati al rispetto del pianeta e alla salvaguardia del territorio.

  • Vacanze attive: bene alla salute, bene all’ambiente!

    Avete mai pensato ad una vacanza in BICICLETTA? Questa formula consente di attraversare un’intera regione o addirittura un Paese, con un nuovo punto di vista e limitando l’impatto sul territorio. Molte sono le nazioni che hanno investito sui percorsi ciclabili, soprattutto al nord Europa e che hanno fatto della mobilità sostenibile un vero e proprio cavallo di battaglia turistico.
    Interessante anche la formula BICI E BARCA che unisce la vacanza in bicicletta alla crociera fluviale, entrambi ottimi esempi per conoscere i territori: la bicicletta per consentire la mobilità del turista-viaggiatore, quello che desidera immergersi nel territorio percorrendolo in lungo e in largo; la barca è la struttura che gli offre alloggio per la notte e per i pasti, un vero e proprio hotel galleggiante che lo segue nei suoi spostamenti.
    Impatto zero sicuramente no, ma attenzione al territorio sicuramente sì, questo è il motto che contraddistingue la formula importata da quei paesi dove l’ambiente e il rispetto per lo stesso sono le prerogative principali del cittadino.
    Le virtù di entrambe queste proposte appartengono a una forma di turismo “dolce” ancora poco nota in Italia, ma che trova largo consenso in altri paesi d’Europa. Su tutti in Olanda, percorsa da una fitta rete di canali e di piste ciclabili, ma anche in altri Paesi come il Belgio o ancora in Germania e Austria, forti queste ultime dell’invidiabile dotazione di ciclabili lungo fiume che si estendono anche per 500 km (come la famosa ciclabile del Danubio, che dalle sorgenti del fiume in Germania arriva a Vienna e segue verso Bratislava e Budapest).
    E in ITALIA? Il nostro paese non ha nulla da invidiare agli altri pesi europei quanto a bellezza del paesaggio e ricchezza del proprio patrimonio artistico (non si dimentichi il legame indissolubile che ha sempre stretto ogni civiltà ai suoi corsi d’acqua); ne’ ci mancano i fiumi: ecco allora che, nonostante il nostro difetto di reti ciclabili organiche, è nato anche in Italia il TURISMO BICI & BARCA lungo il suo maggiore corso d’acqua, il Po e lungo i suoi canali.
    Da un paio d’anni, proprio su imitazione del modello olandese, viene proposto ai turisti un itinerario di durata settimanale da Mantova a Venezia (e viceversa).
    Il percorso si snoda lungo il MINCIO e il PO, addentrandosi nelle zone ancora incontaminate del paesaggio rurale italiano, per concludersi nell’abbraccio della LAGUNA di Venezia. Questi territori, strappati da secoli alle paludi, sono incorniciati dal verde delle pinete, che offrono asilo a numerose specie di animali. La mano dell’uomo si sovrappone a quella della natura, in un continuo gioco delle parti: terreni bonificati si alternano a canali naturali, casoni dei pescatori si mimetizzano nei canneti, ponti di barche colmano le distanze tra lingue di sabbia.
    La barca accoglie i passeggeri a bordo delle sue cabine per i pernottamenti; il personale di bordo si occupa di servire la colazione, fornire un pranzo al sacco, e di “viziare” i suoi ospiti a cena con le specialità tipiche della cucina locale, preparate dal cuoco di bordo con ingredienti freschi di stagione e servite nella sala-ristorante del battello.
    Ogni mattina gli ospiti lasciano la barca, montano in sella alla bicicletta e pedalano alla scoperta della pianura Padana.
    Le tappe giornaliere variano da 28 a 55 km e sono completamente pianeggianti. Gran parte delle pedalate costeggiano fiumi e canali lungo PISTE CICLABILI asfaltate o strade a bassissimo traffico d’auto. Sono previsti tratti di navigazione il mattino, durante la colazione o la sera durante la cena, per rendere più agevole l’uscita dalle città o per accorciare le tappe.
    Ognuno potrà scegliere se seguire di giorno in giorno l’accompagnatore o pedalare in autonomia, con l’ausilio del road book che viene fornito, un efficace strumento d’orientamento con una dettagliata descrizione del percorso.
    Gli “HOTEL GALLEGGIANTI” che propongono questo percorso sono due: VITA PUGNA è un battello olandese, portato in Italia nel 2008. Conta 11 cabine doppie, una sala ristorante e un ponte esterno dove parcheggiare le bici. AVE MARIA è invece una barca 100% italiana, totalmente ricostruita partendo dallo scafo di una draga degli anni ’70. Il progetto è stato realizzato da un team di architetti italiani che ha trasformato Ave Maria in un accogliente battello fluviale con 13 cabine doppie e 4 cabine singole. A bordo si trovano anche la sala ristorante, il bar e 2 spaziosi ponti esterni.

    L’ITINERARIO
    1° giorno MANTOVA.
    2° giorno Mantova-ZELO/Castelguglielmo (38 km). La barca porta a Governolo, roccaforte dei Pirati del Mincio: qui si prendono le bici per la prima pedalata verso San Benedetto Po, sede di un antico monastero. Si segue ancora il Po fino a Revere, residenza estiva dei Gonzaga. L’ultimo tratto di strada conduce al porto di Ostiglia, sul canale Fissero/Bianco, dove si ritorna in barca. Breve navigazione fino a Zelo o Castelguglielmo, per l’ormeggio notturno.
    3° giorno Zelo/Castelguglielmo–Ferrara–ADRIA (55 km). Si parte alla volta di Ferrara, il cui centro storico è ancora circondato dall’antica cinta muraria. Le numerose piste ciclabili e la grande diffusione delle due ruote le hanno conferito il nome di “città delle biciclette”. A fine giornata, di nuovo in barca, si raggiunge Adria: la perla del Polesine, antico porto greco, noto per il commercio di ambra dal Baltico, che diede il nome al mare su cui si affacciava (pernottamento a Ferrara se il livello del Po lo consente).
    4° giorno Adria–PORTO LEVANTE (48 km). Si pedala inoltrandosi nel dedalo del Delta, paradiso incontaminato tra valli e lagune del Po, a stretto contatto con la natura. Meta della giornata è Porto Levante, piccolo borgo marinaro di antiche tradizioni.
    5° giorno Porto Levante–CHIOGGIA (34 km). La barca lascia i ciclisti sull’altra sponda del Po di Levante. Siamo alle porte di Albarella, sospesi tra acqua e terra pedalando tra il Delta e la foce dell’Adige. Da Cavanella d’Adige, estremo confine tra le province di Rovigo e Venezia, si segue poi l’Idrovia Po-Brondolo, che collega il fiume alla laguna veneziana. Pernottamento nella “piccola Venezia”: imperdibile il mercato del pesce all’alba.
    6° giorno Chioggia–VENEZIA (28 km). Navigazione fino all’Oasi di Ca’ Roman, un isolotto sabbioso circondato dalla pineta. Pedalando lungo la laguna si raggiunge Pellestrina: da qui si segue la nuova pista ciclabile fino all’imbarco del traghetto. Con una breve navigazione si risale il Lido lungo i Murazzi; tappa a Malamocco, sede dell’antico porto e pernottamento in laguna.
    7° giorno Venezia-Riviera del Brenta-VENEZIA (45 km). Dopo la sveglia con vista sulla laguna si viaggia diretti verso Padova, pedalando lungo la Riviera del Brenta, famosa per le stupende ville venete, per poi tornare a Venezia, per l’ultimo pernottamento.
    8° giorno VENEZIA. Dopo colazione ed i saluti di rito, visita in libertà di Venezia o ritorno a casa.

    CON CHI?
    L’itinerario in bici e barca da Mantova a Venezia è proposto da aprile a ottobre dai tour operator Girolibero (www.girolibero.it)
    Nel periodo invernale Girolibero.it propone anche soggiorni in barca per la durata di un week-end, alla scoperta dellla Laguna di Venezia e del mare d’inverno oppure il Capodanno in barca a Mantova.

    Elena Riatti
    [email protected]

    Girolibero: vacanze facili in bicicletta, a piedi e noleggio houseboat
    Via Manin, 14 36100 Vicenza
    www.girolibero.it
    [email protected]
    Numero Verde 800 190510
    tel. 0039 0444 323639 fax 0039 0444 167930

  • “Progettiamo un mondo sostenibile”. Il tagliaerba Ambrogio annuncia la partecipazione a Made 2011

    Dal 5 all’8 di ottobre si svolgerà a Milano Made 2011, una quattro giorni dedicata all’Architettura, al design e all’edilizia. Al suo interno è stato riservato un ampio spazio alle nuove tendenze dell’architettura green e a quelle aziende che già sono improntate allo sviluppo della sostenibilità ambientale: in questo contesto si inserisce la partecipazione del rasaerba automatico Ambrogio Robot.

    Ambrogio Robot partecipa a Made 2011 in qualità di partner di Nemeton Network, punto di riferimento del mondo del verde in relazione all’architettura, alla bio-edilizia e alla sostenibilità ambientale. Scopo primario di questa collaborazione è sviluppare l’ecosostenibilità con i fatti, creando una fitta rete di interconnessioni tra il mondo della produzione, quello degli utilizzatori e quello della ricerca attraverso la promozione di quei progetti rispettosi dell’ambiente e di aziende che già operano attivamente in questa direzione.

    Il tagliaerba Ambrogio non solo fa della tutela del verde e dell’ecosistema dei giardini il proprio lavoro quotidiano, ma è anche progettato per operare in economia energetica riducendo l’immissione di CO2 in atmosfera, dal momento che utilizza una batteria a carica elettrica, e l’impiego di concimi chimici grazie, all’effetto mulching delle sue lame rotanti.

    Il Format delle tre A di Nemeton (Agricoltura, Alimentazione, Architettura), che ospiterà il tagliaerba Ambrogio Robot in occasione di Made 2011, è stato creato proprio per fare da “interfaccia fra il mondo della produzione vegetale e le possibilità di evoluzione tecnologica sostenibile, con l’attenzione sempre rivolta al miglioramento della qualità dell’ambiente e quindi della qualità della vita”.

    Uno spazio dedicato al green di 2000 mq circa in cui Ambrogio Robot potrà far mostra delle sue qualità di perfetto giardiniere e al contempo sviluppare una rete di opportunità volte al rispetto del pianeta e del vivere bene. L’invito a partecipare a MADE 2011 da parte del piccolo rasaerba va dunque ben oltre i semplici confini commerciali, ma piuttosto evidenzia la volontà di contribuire alla creazione di una vera cultura del verde.

  • Nuovi lavori alla Vedani Carlo Metalli

    Alla Vedani Carlo Metalli di Parona sono stati realizzati nuovi interventi che hanno portato all’installazione di importanti impianti destinati a garantire una sempre maggiore tutela dell’ambiente nella lavorazione dell’alluminio.

    Tra gli interventi svolti dall’azienda riveste particolare importanza la sostituzione di un forno rotativo nel quale vengono trattati i materiali poveri di alluminio, come le scorie provenienti dal primo ciclo di lavorazione. Nel processo di riciclo dei rottami si formano degli scarti di materiale che, grazie alle particolari prestazioni del nuovo forno, possono essere recuperati e trattati anziché venire smaltiti come rifiuti. La Vedani si contraddistingue per essere una tra le poche aziende italiane che hanno adottato questo impianto, per perseguire il proprio obiettivo di mantenere una costante attenzione verso le risorse che si possono recuperare nel corso dei cicli di lavorazione dell’alluminio.

    Un altro importante intervento riguarda la sostituzione del filtro del frantoio, l’impianto dove i rottami di alluminio vengono ridotti in parti più piccole prima di essere rifusi. Il nuovo filtro permetterà di potenziare ulteriormente la capacità di assorbimento delle polveri prodotte in questa fase di lavorazione, garantendo un’attenzione ancora maggiore alla qualità dell’aria. In questo impianto inoltre i macchinari utilizzati per le due diverse fasi di macerazione e tritatura dei rottami sono stati rinnovati con nuove strutture destinate a ottimizzare la lavorazione del materiale.

    I lavori effettuati alla Vedani Carlo Metalli rispondono alla continua attenzione che l’azienda presta in tema di tutela del territorio e sicurezza dell’ambiente di lavoro, investendo in strutture che siano costantemente in grado di garantire lavorazioni responsabili e compatibili con la salvaguardia delle risorse naturali.

    La Vedani Carlo Metalli S.p.a. si occupa da più di 100 anni di recupero di metalli non ferrosi e lavorazione dell’alluminio, con risultati che la pongono all’avanguardia nel proprio settore per traguardi raggiunti ed eco-compatibilità. L’azienda ha sempre impostato la propria attività secondo i principi della qualità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente, coniugando tecnologia ed efficienza con il risparmio energetico e il recupero dei materiali.

  • Sondaggio Estate 2011

    In vacanza l’agriturista del 2011 non rinuncia a piscina, buona cucina e internet.

    Da quanto emerge da un sondaggio di Agriturismi.it di Agosto 2011, effettuato tra le strutture iscritte al portale, tra i servizi più richiesti al primo posto con un 52,4% c’è la piscina, che sembra essere diventato un must per ogni struttura da nord a sud. A sorpresa, segue internet con il 25,7%, a dimostrazione che gli agrituristi sono persone dinamiche e sempre aggiornate, anche in vacanza. Alla televisione preferiscono il web come fonte di informazioni, dove, oltre alle notizie del giorno, ci si documenta su itinerari, ristoranti o il prossimo agriturismo dove alloggiare. Non può mancare il ristorante con il 22,8%, mentre Il relax e la cura del corpo contano per l’8,3%.

    Le coppie (53,3%) tra i 30 e i 40 anni si aggiudicano il titolo di “Agrituristi doc”, ma non mancano le famiglie che con il 44,8% scelgono il soggiorno in agriturismo, anche per la possibilità di far divertire i propri figli in un ambiente sano, genuino e istruttivo. A volte basta un weekend lungo per una piccola pausa, ma la maggior parte degli ospiti (36,2%) preferisce rimanere una settimana per rilassarsi e provare le attività offerte dalle strutture, rendendo così la vacanza un’esperienza unica.

    Tra le attività preferite lo sport nella natura come il trekking (19,4%), le passeggiate a cavallo (16,2%) e le escursioni in bicicletta (9,5%), segue poi la cucina con un’interessante offerta enogastronomica nel 24,8% delle strutture e i corsi di cucina richiesti dal 15,2% degli ospiti, per conoscere le tradizioni culinarie e, una volta a casa, rivivere i sapori autentici del luogo.

    Il risultato? Una vacanza con valore aggiunto, prezzi accessibili a tutti e una diffusa passione per l’agriturismo che rimane forte tra gli italiani ed è in aumento tra i turisti stranieri.

    Secondo le statistiche relative alla stagione estiva 2011, come da tradizione, si riconferma la presenza dei vicini tedeschi (31,2%) e francesi (19,5%) mentre si consolidano gli olandesi (23,4%) specialmente nel centro Italia, considerati anche tra i più simpatici.

  • La Vedani Carlo Metalli ospita il Rotary Club della Lomellina

    La Vedani Carlo Metalli di Parona ha ospitato i membri del Rotary Club della Lomellina per una visita conviviale presso il proprio stabilimento, un’occasione per far conoscere la realtà di questa azienda che da oltre un secolo opera nel settore del recupero e del riciclo dell’alluminio.

    La visita ha avuto inizio con l’incontro tra i membri del Rotary Club della Lomellina e il direttore dello stabilimento, l’Ing. Paolo Gastaldi, che ha presentato l’attività svolta dalla Vedani. Partendo dalla storia dell’azienda, nata nel 1902 dall’intuizione di Vincenzo Vedani di lavorare l’alluminio per metterne a frutto tutte le potenzialità, l’Ing. Gastaldi ha esposto i progressi compiuti nel corso di oltre un secolo di storia nel trattamento dell’alluminio. Ai presenti è stato spiegato come avviene il processo di recupero e riciclo dei rottami di alluminio, che viene svolto nello stabilimento di Parona con impianti sempre più all’avanguardia nel rispetto del territorio e delle risorse naturali.

    L’incontro è proseguito con un giro all’interno dello stabilimento per poter vedere da vicino come si svolgono i principali procedimenti che portano il rottame di alluminio a diventare un lingotto destinato a essere riutilizzato. I membri del Rotary hanno così assistito al funzionamento di uno dei forni dove i rottami vengono rifusi e al successivo processo di colata con il quale il metallo fuso viene versato negli stampi a forma di lingotto, proseguendo con una visita ai macchinari adibiti alla movimentazione dei carichi.

    I membri del Rotary Club, dopo aver terminato il giro dello stabilimento, sono stati ospitati per un rinfresco offerto dall’azienda e preparato dallo chef Gianni Pea. A conclusione dell’incontro il presidente del Rotary Club della Lomellina Gian Luigi Baratti ha consegnato all’Ing. Gastaldi una targa onoraria, a ringraziamento dell’ospitalità offerta dalla Vedani per far conoscere ai membri dell’associazione l’importante ruolo svolto dall’azienda nel recuperare l’alluminio garantendo la massima tutela dell’ambiente.

    La Vedani Carlo Metalli S.p.a. si occupa da più di 100 anni di recupero di metalli non ferrosi e lavorazione dell’alluminio, con risultati che la pongono all’avanguardia nel proprio settore per traguardi raggiunti ed eco-compatibilità. L’azienda ha sempre impostato la propria attività secondo i principi della qualità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente, coniugando tecnologia ed efficienza con il risparmio energetico e il recupero dei materiali.

  • L’ambiente sceglie il tagliaerba automatico Ambrogio Robot

    Sin dagli esordi Ambrogio Robot, IL rasaerba, si è presentato sul mercato come il validissimo ed insuperabile amico di tutti gli amanti di giardinaggio, un aiutante insostituibile che consente di riappropriarsi del proprio tempo non rinunciando ad avere un prato bello e curato. Oggi si scopre che anche l’ambiente sceglie il piccolo robot tagliaerba automatico: grazie alle sue indiscutibili qualità fornisce un contributo essenziale all’ecosostenibilità.

    Il prato non è solo un elemento importante di fusione fra gli spazi all’aperto che crea armonia fra le varie zone del giardino. Non rappresenta esclusivamente un “ambiente” in cui muoversi con libertà, rilassarsi, camminare, correre o giocare. Infatti i manti erbosi ben curati sono una fonte inesauribile di aria pulita e ricca di ossigeno, filtrano i cattivi odori, proteggono contro smog ed inquinamento, prevengono l’erosione e riescono ad attenuano la canicola dei mesi estivi.

    La foglia dell’erba è la più evoluta ed attiva tanto che per la sua resa nella produzione di materia organica è il top del mondo vegetale. La fotosintesi rappresenta, nei manti erbosi naturali, un processo di fondamentale importanza per la cattura e la conversione dell’anidride carbonica. Tuttavia se la manutenzione dei prati non viene effettuata con regolarità e in modo adeguato se ne potrebbero annullare completamente i benefici.

    La falciatura del prato rappresenta anche in questo specifico contesto un impegno da affrontare con regolarità al fine di irrobustire l’erba, di ridurre la presenza delle erbe infestanti e di massimizzare l’eliminazione di anidride carbonica e la produzione di ossigeno, in modo da diminuire al minimo l’incidenza di malattie.

    Ambrogio Robot è dunque una scelta che l’ambiente non può che sostenere con forza, prima di tutto perché si tratta di un tagliaerba automatico alimentato con fonti energetiche rinnovabili e poi perché con il suo lavoro quotidiano opera proprio per l’ulteriore miglioramento dell’assorbimento dell’anidride carbonica. L’alta frequenza di taglio è utile in quanto riduce lo stress per il manto erboso e produce anche ritagli minimi, che vengono riassorbiti nel manto erboso in modo da ridurre la perdita di nutrienti e la necessità di concimazione.

  • Il Palagio produce pavimenti in cotto a km 0

    La tendenza attuale porta le aziende ad abbracciare sempre più frequentemente un sistema di gestione ambientale tale da riuscire ad entrare a pieno titolo nella green economy. Il Palagio si inserisce in quest’analisi, dal momento che ha investito ed investe risorse economiche, strumentali ed umane per ridurre l’impatto ambientale del suo sistema produttivo per pavimenti e rivestimenti in cotto di qualità.

    Oggi accade sempre più di frequente che le aziende reperiscano materie prime all’estero, magari da paesi in via di sviluppo perché a minor costo. Ma qual è il prezzo reale che il nostro pianeta paga per tutto questo?. “Un interrogativo che deve far riflettere. Noi di Il Palagio non rinunceremo mai all’argilla prodotta dalle cave situate nelle vicinanze dello stabilimento, sia per la qualità eccelsa del prodotto, sia per un senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente e del nostro territorio. Perché cercare altrove quello che abbiamo sotto i nostri occhi, anzi sotto i nostri piedi?”.

    Dal punto delle qualità chimico fisiche l’argilla galestro, con cui vengono prodotte le tavelle in cotto di Il Palagio, non ha eguali; è la migliore reperibile sul mercato ed è la base su cui trova fondamento l’eccellenza ed il pregio di tutta la produzione del noto marchio imprunetino. Inoltre non necessita di onerose movimentazioni, se non quelle concernenti la distribuzione al cliente del prodotto finale.

    Per tutti questi motivi il concetto km 0, che rappresenta la distanza ideale che la materia prima dovrebbe percorrere per giungere il comparto produttivo, si applica perfettamente al contesto di Il Palagio. L’azienda ha assunto la consapevolezza che accorciare le distanze di approvvigionamento significa aiutare l’ambiente e ridurre l’impatto provocato dall’emissione di gas serra dei mezzi di trasporto. Infatti questo aspetto consente a Il Palagio di contribuire in modo evidente ad una minore immissione in atmosfera di polveri sottili, ossidi di azoto e di carbonio, piombo, composti organici volatili e ossido di zolfo.

    Inoltre l’utilizzo di materie prime locali e il sostegno ad una produzione che ha luogo interamente in stabilimenti situati nel territorio sono volti a promuovere il patrimonio del territorio e a produrre lavoro e ricchezza che portino sviluppo e crescita al distretto imprunetino.