Tag: acqua

  • Il paesaggio, l’architettura e l’acqua della Provincia di Varese in mostra: visita consigliata da Varese Turismo

    E’ un’iniziativa proposta dalla Provincia di Varese e dalla Città di Luino, organizzata dal Gruppo Archeazione e promossa da Varese Convention & Visitors Bureau

    Dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00, dal 6 all’11 Novembre 2010, si terrà al Palazzo Verbania di Luino (via Dante Alighieri 6) “Paesaggio, architettura, acqua”, un percorso sulla Provincia di Varese. E’ un’iniziativa proposta dalla Provincia di Varese e dalla Città di Luino ed organizzata dal Gruppo Archeazione.

    Per il ruolo di promozione del territorio di Varese e per il sostegno della Camera di Commercio di Varese, della Provincia di Varese e delle diverse Associazioni di categoria del territorio, Varese Convention & Visitors Bureau promuove questa mostra che verrà inaugurata il 6 novembre alle 17.00 al Palazzo Verbania di Luino.

    La Provincia di Varese ha un forte rapporto con l’acqua. Molti agglomerati urbani devono la loro nascita e il loro sviluppo proprio a questo indispensabile elemento. L’esposizione documenta visivamente l’impatto sul territorio dell’acqua quale preziosa ricchezza ambientale: alcuni significativi manufatti architettonici sono sorti durante i secoli lungo i bacini fluviali e lacustri, assumendo un ruolo di fondamentale importanza per le città da un punto di vista economico e sociale. Una storia che si ritiene possa interessare anche alle generazioni più giovani: proprio per questo, l’invito viene esteso alle scuole superiori, affinché la mostra diventi un piccolo percorso didattico che possa indurre i ragazzi alla comprensione di una parte importante della storia di questo territorio e introdurli all’arte dell’ ‘osservare’.

    La mostra sarà articolata in due momenti: un’esposizione di foto stampate su tela e adagiate su basamenti a forma di cubo e una piccola zona di sosta in cui verranno proiettate a volo d’uccello immagini molto suggestive, accompagnate da una musica di sottofondo. L’esposizione è a ingresso libero e un’apertura specifica su appuntamento per le scuole è prevista nella settimana dall’8 al 12 novembre.

    http://www.vareseturismo.it/it/eventi-e-manifestazioni/paesaggio-architettura-acqua#profilo

  • Agoda fa un tuffo nel Songkran, il capodanno tailandese

    BANGKOK, Tailandia (31 marzo 2010) I festeggiamenti per il Capodanno buddista culminano in Tailandia con una tre giorni di battaglie con acqua e borotalco lungo tutte le strade delle città e dei villaggi del paese, festeggiamenti noti con il termine tailandese Songkran. Questo particolare periodo dell’anno rappresenta, senza dubbio, uno dei momenti più emozionanti per visitare questa terra affascinante. Per aiutare gli amanti delle tradizioni e delle feste a sfruttare al massimo il Songkran, Agoda – sito asiatico per prenotazioni alberghiere online e membro di Pricelain.com (titolo quotato al Nasdaq) -si è assicurato ulteriori tariffe speciali in tutta la Tailandia per l’intero periodo.

    Quest’anno in Tailandia la Festa Nazionale del Songkran si celebrerà dal 12 al 14 aprile (fino al 19 aprile a Pattaya), ma per molti tailandesi e turisti i festeggiamenti proseguiranno molto più a lungo. Indipendentemente che si scelga di ritrovarsi completamente inzuppati nella capitale del regno, Bangkok, oppure di recarsi nelle province meno centrali, optando per una turbolenta settimana di ‘festival dell’acqua’ a Pattaya, Agoda è in grado di offrire la tariffa più adeguata ad ogni esigenza e richiesta.

    Songkran è tradizionalmente celebrato con ‘giochi d’acqua’. Ciò che originariamente era un rituale piuttosto semplice è diventato oggi un evento nazionale di proporzioni davvero impressionanti. La benedizione con l’acqua è un simbolo di purificazione spirituale in molte religioni e svolge un ruolo fondamentale anche in diverse cerimonie buddiste, compresi matrimoni e funerali, dove è tipicamente associata alla purificazione spirituale dai peccati del passato e dalla sfortuna.

    Per Songkran tutto questo assume un significato completamente nuovo. Fucili ad acqua, secchi e tubi per innaffiare sono i metodi più comuni per dare la ‘benedizione’, mentre molti tailandesi si organizzano per portare la manifestazione ad un livello superiore, trasformando auto fuoristrada e camioncini in vere e proprie piattaforme mobili per bagnare dalla testa ai piedi la gente. Dall’alba al tramonto, nessun pedone o veicolo che entri nel raggio di portata delle armi ad acqua è realmente al sicuro dagli assalti pacifici e allegri dei mezzi che sfilano per le strade e ricaricano le loro ‘armi’ con acqua ghiacciata.

    La doccia gelata è solitamente seguita da un’esplosione di polvere di talco a simboleggiare i marchi che comunemente i monaci usano per indicare l’avvenuta benedizione. Essere inondati di acqua e ricoperti di talco in questo modo è un vero e proprio onore e dovrebbe essere accettato con un sorriso e un saluto di Sawasdee bee mai (“Felice Anno Nuovo”in tailandese). In realtà queste docce fredde forniscono un momento di ristoro dal caldo tropicale di aprile e la cosa migliore è entrare nei festeggiamenti cercando di divertirsi il più possibile.

    Khao San Road, la famosa strada per chi viaggia ‘zaino in spalla’, ospita il più grande party di Bangkok per il Songkran – fino a cinque giorni di festeggiamenti ininterrotti. Tailandesi, immigrati e turisti si armano con fucili, pistole e secchi d’acqua e trasformano tutta l’area in un parco acquatico dal quale nessuno esce asciutto. Soi Cowboy, Soi Patpong e Silom Soi 4 sono altri luoghi di ritrovo a Bangkok per giocare con l’acqua, anche se i turisti devo aspettarsi di ritrovarsi bagnati prima o poi indipendentemente da dove decidano di trascorrere il loro soggiorno.

    Con un’ora e mezza d’auto, in direzione sud rispetto a Bangkok, si raggiunge la località balneare di Pattaya nella quale Songkran – localmente chiamato Wan Lai – può durare anche una settimana. Decine di migliaia di persone si concentrano sul lungomare per i festeggiamenti che possono prolungarsi fino a note fonda.

    La città di Chiang Mai, più a nord, ospita i festeggiamenti più tradizionali per Songkran. La circonvallazione attorno al fossato della città diventa un solido muro d’acqua. Nel giorno di Capodanno la sfilata i monaci sfilano per le vie della città trasportando le immagini del Buddha, dai piccoli templi locali attraverso le strade e la Porta Tai Pae. Le celebrazioni a Chiang Mai possono durare fino a sette giorni.

    Agoda ha una fantastica gamma di tariffe last-minute per i tutti colore che vogliano fare l’esperienza della più spettacolare battaglia con l’acqua al mondo. Controllate le tariffe di seguito, verificate le date e prenotate ora!

    Chiang Mai

    Shewe Wana Boutique – 3 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/chiang_mai/shewe_wana_boutique_resort_spa.html
    Tariffe Agoda a partire da 83 € a notte – soggiorno minimo 3 notti.

    Rachamankha – 5 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/chiang_mai/rachamankha_hotel.html
    3 notti al prezzo di 2 – Tariffe a partire da 86 € a notte.

    Ayatana – 4 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/chiang_mai/ayatana_hamlet_and_spa_hotel.html
    Tariffe a partire da 37 € a notte, risparmia il 15%.

    Pattaya

    Dusit D2 – 5 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/pattaya/dusit_d2_baraquda_pattaya_hotel.html
    Tariffe a partire da 61 € a notte – ottieni il 32% di sconto.

    Furama – 3.5 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/pattaya/furama_jomtien_beach_hotel.html
    Tariffe a partire da 27 € a notte, soggiorno minimo 2 notti. Ottieni il 20% di sconto.

    Siam Bayview – 4 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/pattaya/siam_bayview_hotel.html
    Tariffa a partire da 40 € a notte, minimo 3 notti, ottieni il 33% di sconto.

    Phuket

    Villa Zolitude – 5 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/phuket/villa_zolitude_resort_spa.html
    Tariffe a partire da 133 € a notte – Ottieni uno sconto del 20%.

    Patong Beach Hotel – 4 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/phuket/patong_beach_hotel.html
    Tariffe a partire da 67 € a notte.

    Millennium – 4 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/phuket/millennium_resort.html
    Tariffe a partire da 83 € a notte – Ottieni uno sconto del 25%.

    Hua Hin

    AKA Guti – 5 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/hua_hin_cha_am/aka_guti_resort.html
    Tariffe a partire da 114 € a notte, soggiorno minimo 3 notti.

    Pattawia – 4 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/hua_hin_cha_am/pattawia_resort_spa.html
    Tariffe a partire da 38 € a notte- Ottieni il10% di sconto.

    Privacy Beach Resort & Spa – 4 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/hua_hin_cha_am/privacy_beach_resort_spa.html
    Tariffe Last-minute – Prenota entro 14 giorni dal check-in per soli 49 € a notte.

    Bangkok

    Baiyoke Sky – 4 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/bangkok/baiyoke_sky_hotel.html
    Prenota una stanza in aprile e ottieni di un upgrade gratuito per soli 50 € a notte, soggiorno minimo 2 notti.

    Bliston Suwan Parkview – 4 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/bangkok/bliston_suwan_parkview_hotel.html
    Prenota una stanza in aprile per soli 46 € a notte, minimo 3 notti e ottieni di 10% di sconto.

    Astera Sathorn – 3 stelle
    http://www.agoda.it/asia/thailand/bangkok/astera_sathorn_hotel.html
    Prenota una stanza per soli 18 € a notte, tra oggi e il 31 ottobre 2010.

  • UNA DENUNCIA IN SOLIDARIETA’ AI BOSCIMANI DEL KALAHARI E AI POPOLI INDIGENI E TRIBALI: “TRA LA PERDUTA GENTE”DI RAFFAELLA MILANDRI

    Si terrà il 13 dicembre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente” si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.

    Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).

    “Durante la mia intervista la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo, indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:

    “Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un potere crudele contro popoli inermi”

    LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI

    I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.

    Dopo diverse deportazioni, oggi nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare i pozzi d’acqua, e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia e da radici. proibisce di La loro vita è durissima.

    “Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.

    Oggi, mentre i Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano

    nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre. Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro diritti umani.

    Nel 2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre, a usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza nulla è cambiato. Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.

    E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :

    una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento: “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa. L’appello della Milandri:

    “E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”

    I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169

    Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.

    Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino: culture e società così speciali che dovrebbero essere Patrimonio dell’Umanità, stili di vita semplici a contatto con la natura .

    Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.

    “ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film e nei documentari dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono. Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri

    L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.

    “ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU, dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”

    L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

  • La Fotografia Umanitaria : Raffaella Milandri a favore della ILO 169

    La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri al rientro dalla sua spedizione in solitaria in Botswana annuncia: “Il mio progetto immediato è mettere il mio operato e le mie opere al servizio di cause umanitarie. La Fotografia Umanitaria è uno strumento importantissimo per aiutare chi soffre. E’ uno specchio vivido e tangibile sulla realtà, senza trucchi o mistificazioni. E le potenzialità di sensibilizzazione e di aiuto concreto a chi ne ha bisogno sono tantissime, attraverso i media, mostre, proiezioni, aste di beneficenza, e collaborazioni con le ONG ( ndr Organizzazione Non Governativa, è una organizzazione indipendente dai governi e dalle loro politiche. Generalmente si tratta di organizzazioni non aventi fini di lucro che ottengono una parte significativa dei loro introiti da donazioni.)”

    Chiediamo alla fotografa : come è nato per Lei il concetto di Fotografia Umanitaria?

    Dice la Milandri, già autrice di una mostra sul lavoro minorile in India e di una mostra con asta di beneficenza a favore di un centro per anziani senzatetto del Nepal :

    “ E’ stato un percorso personale che ha amalgamato diversi ingredienti. Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria. Attenzione estrema per i Paesi in sofferenza e in via di sviluppo, le culture in pericolo, i diritti umani violati. Curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme. Ho viaggiato scomodamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho mangiato spartanamente , ho dormito in modesti alloggi -ma sempre col sorriso -mischiandomi fra la gente, adeguandomi ad un diverso stile di vita e ad una diversa mentalità, assorbendo come una spugna costumi , atteggiamenti e sentimenti. Essere donna, pur se con molti rischi, mi ha fatto accettare e giudicare inoffensiva”

    Continua la Milandri:

    “Ho raccolto foto discrete, belle, bellissime. Ma sempre e soprattutto testimonianze.

    Bambini al lavoro; donne in condizioni di sfruttamento e disagio; popolazioni indigene umiliate ed in pericolo; violenze ed ingiustizie. E’ così che approdo alla fotografia umanitaria. Ho raccolto in giro per il mondo un mare di sofferenza, ora il mio animo è greve di tanto dolore e ansioso di agire”

    Come pensa di mettere in pratica i suoi programmi, e a chi darà la priorità negli aiuti?

    “Prima di tutto sono disponibile per ONG e associazioni non profit, come dicevo, con il mio operato e le mie opere; poi ho focalizzato i primi due obiettivi precisi , per i quali agirò attraverso i media e una mostra fotografica. Il primo obiettivo è sostenere e promuovere la ratifica dell’Italia alla ILO 169, una convenzione internazionale a favore dei diritti dei popoli indigeni e tribali. Allo scopo ho anche già formato un gruppo su Facebook, stiamo inviando lettere di sollecito al Ministro Frattini.Siamo già in diverse centinaia. Il link è http://apps.facebook.com/causes/355059?m=cc366e79

    LA ILO E LA ILO 169.

    La ILO , Organizzazione Internazionale del Lavoro(International Labour Organization) è l’ agenzia delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, che si occupa di promuovere il lavoro, in condizioni di pace, libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità; gli Stati membri sono 179 , promuove i diritti dei lavoratori ed è responsabile dell’attuazione delle norme internazionali del lavoro, promuovendo pace, prosperità e progresso. L’Italia è stato membro e dal 1919 ha ratificato 111 Convenzioni internazionali. Ma non ancora la ILO 169. La ILO 169 mette per iscritto i diritti fondamentali dei popoli indigeni e “tribali” e si occupa di questioni d’importanza vitale :

    garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali; il diritto all’identità culturale e alle tradizioni comunitarie ;

    il diritto alla partecipazione dei popoli interessati alle decisioni che li riguardano;

    l’uguaglianza di fronte all’amministrazione ed alla giustizia;

    il diritto alla terra ed alle risorse , all’occupazione ed a condizioni di lavoro adeguate .

    I popoli che tuttoggi aspirano ad uguaglianza e a diritti sono : gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, i boscimani del Kalahari, gli Innu canadesi e tanti tanti altri(per non parlare della scottante situazione tibetana).

    L’Italia nel 2000 ha rifiutato di aderire alla ILO 169 come la Germania, dicendo che non ha popoli indigeni che vivono nel Paese .

    Riprende la Milandri: “Ma è molto importante che anche l’Italia, pur se non direttamente coinvolta, ratifichi la ILO 169 in quanto trattato universale a garanzia dei diritti delle popolazioni indigene. E’ una adesione doverosa e rispettosa dei diritti umani. Queste popolazioni hanno subito già stermini, abusi, privazioni, esili. Ora sono spesso tragicamente minati da alcol, AIDS, suicidi. Stanno perdendo la loro identità e hanno pieno diritto, dopo che le loro terre sono state usurpate per petrolio, oro, diamanti, uranio, legname, a recuperare la loro dignità e a mantenere le loro tradizioni, fortemente legate alla terra

    ancestrale.”

    Aggiunge la Milandri: “Non voglio che questi popoli e le loro tradizioni rimangano solo nei documentari o nei film. E’ sacrosanto fermare e combattere l’estinzione di popoli, culture, tradizioni.”

    Sensibilizzare il Governo per la ratifica alla ILO 169, dunque, è il primo obiettivo.

    E il secondo?

    “ Ho avuto modo di appurare di persona il problema dei boscimani del Kalahari. E’ una questione ampia e complessa, ma l’urgenza ora è far aprire i pozzi d’acqua per quei villaggi isolati all’interno del Central Game Reserve. I boscimani (Bushmen) hanno vissuto per più di 22.000 anni in quei territori e molti di loro sono stati recentemente allontanati sulla base di programmi governativi di reinsediamento.

    L’urgenza è far riaprire i pozzi per coloro che tuttora vi abitano, e poi permettere, a tutti coloro che vogliono, di ritornarvi. Vi è un tesoro di tradizioni e cultura in questo popolo, e va preservato: ma senza l’acqua non si vive. ”

  • Acqua e Depuratori


    Finalmente online l’unica vera guida alla comprensione
    dell’acqua e dei depuratori d’acqua, tutti i segreti e le
    verità oggi rivelati con un eBook di 130 pagine.
    Scopri come verificare la qualità della tua acqua, quale
    acqua minerale acquistare, le caratteristiche dei vari
    depuratori d’acqua e se vale veramente la pena ricorrere
    all’utilizzo di un depuratore.

    http://www.acqua-depuratori.com

  • Il Parco Federico Fellini candidato a Victory Garden, Performed Giuliano Ravazzini


    Giuliano Ravazzini – Contadini a Rimini
    (Migrazioni di Microazioni project)
    [email protected]
    con la partecipazione di Valter Aratri, Emore Bonacchi, Osvaldo Pifferi

    Rimini dal 02/05/2009 al 31/05/2009
    Parco Federico Fellini
    Viale Principe Amedeo 47900 Rimini Italy

    Ancora una meta in Emilia Romagna per le Migrazioni di Microazioni che Giuliano Ravazzini e il suo staff rappresentano in Europa e in Italia dal Dicembre 2006.
    Anche questa volta si tratta di una semina metodica, la semplicità e la assoluta non violenza di questa performance, trasmettono in modo chiaro le intenzioni dell’artista che con insistenza ossessiva pone l’attenzione sulla terra e il rapporto vitale che tutti abbiamo con essa.
    Ravazzini è un contadino che trasforma metaforicamente questo giardino in un orto. La messa a dimora dei semi nel sottosuolo, in un prossimo futuro si manifesterà, e come una preziosa opera d’arte ornerà l’impianto di questo prestigioso giardino. L’azione prevede la crescita, la trasformazione e l’obsolescenza dell’opera, affidata all’azione degli agenti naturali.
    Il desiderio di Ravazzini, non è suggestionare lo spettatore evocando miti archeologici o spettacolari monumenti, ma piuttosto è urgente il desiderio di andare semplicemente all’aperto e recuperare la dimensione rituale e preistorica, l’estetica e la poetica sono il gesto, che trasporta la dimensione mentale umana nel divenire antropico della natura così come stare nel paesaggio e riflettere sull’uomo il tempo e la natura.

    Ilario Baudanza

  • Eleonora Vallone e Antonello De Pierro “salvano”” Elena Bonelli”


    Siamo al Gilda di Roma, fiore all’occhiello del pianeta imprenditoriale di Giancarlo Bornigia.
    L’atmosfera appare quella delle grandi occasioni, con un servizio d’ordine imponente, i camerieri tirati a lucido, pronti a distribuire agli invitati il pantagruelico buffet organizzato con impareggiabile cura da Antoine Amato. L’indefesso e celebre decano dei p.r. Angelo “Ciccio” Nizzo, da sempre anfitrione indiscusso e icona emblematica del locale, storico punto di riferimento capitolino per vip internazionali, è pronto ad accogliere i numerosi ospiti previsti. Al suo fianco sfodera il suo charme la bella e conturbante Deborah Bettega, un concentrato di avvenenza e cultura, che ha impreziosito col suo ingresso nello staff il già notevole grado di qualità del numero uno dei templi della notte romana. Si festeggia il compleanno della cantante Elena Bonelli, che per l’occasione è fasciata in uno strettissimo abito nero con annessa pelliccia rigorosamente bianca, lasciata cadere appositamente dalle spalle per scoprire una spalla decisamente sexy. Si aggira frenetica tra i tavoli a cercare con lo sguardo i suoi ospiti, previsti in numero massiccio, ma che per il momento hanno disertato il locale, nonostante l’orario d’inizio sia già passato da circa un’ora. Fortunatamente ad elevare il tono della serata ci hanno pensato con la loro presenza il grande Tony Binarelli, fra i primi ad arrivare, e il noto produttore cinematografico Angelo Bassi. Tra i volti annoiati si scorgono due politici, i simpatici parlamentari Giorgio Osman e Beatrice Lorensin, visibilmente fuori habitat, certamente più avvezzi all’attività istituzionale che ai fasti mondani. Avvolto dalla noia mortale che si può tagliare a fette il frizzante don Santino Spartà, che com’è sua consuetudine prova a rendere più agevole la permanenza dei convitati più vicini, ma senza ottenere risultati soddisfacenti. Qualcuno invoca il passare del tempo, per giungere all’apertura ufficiale del Gilda e aggrappare le speranze ricreative all’invasione del popolo della notte, autentica e canonica ondata di sana allegria e divertimento nelle notti della discoteca di via Mario de’ Fiori. Ma poco prima dell’apertura del buffet, la festa cambia registro, si movimenta, una ventata di vitalità invade le eleganti sale e avviluppa gli ospiti. Giunge la splendida e conturbante Eleonora Vallone, accompagnata dal noto giornalista e leader dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, inattesi dalla festeggiata in quanto l’invito è stato loro rivolto direttamente dai p.r. Ciccio e Deborah Bettega, i veri e impeccabili padroni di casa, di cui la Bonelli è ospite, che disperatamente agitano le redini organizzative per ricondurre sui giusti binari le sorti che competono allo svolgendo evento, che incredibilmente e ingiustamente è stato probabilmente sottovalutato da invitati e addetti ai lavori. Sulla coppia si abbattono i flash dei pochi fotografi presenti, fino ad allora pressoché inoperosi, che continuano a immortalare poi per tutta la serata l’effervescente Eleonora, che animerà praticamente l’intera festa, diventandone involontariamente la protagonista. Infatti tra un ballo e l’altro, la bellissima figlia del grande e indimenticato Raf Vallone, nel privè centrale viene letteralmente assalita dai presenti, curiosi di porgerle domande su una recente iniziativa partorita del suo eclettico estro inventivo. Infatti ogni mese, da lei organizzati, si svolgono dei weekend ritempranti all’insegna del benessere, itineranti nelle più note e prestigiose località termali. Affermerà più tardi De Pierro: “Ho accettato volentieri l’invito del mio caro amico Angelo Nizzo e della meravigliosa Deborah, in quanto ho sempre considerato la Bonelli l’emblema canoro dell’unità nazionale, essendo legato mnemonicamente alla sua interpretazione dell’Inno di Mameli. Per me che ho un forte senso delle istituzioni questa cosa ha il suo valore, essendo stata tra l’altro accompagnata in quell’occasione dalla Banda dell’Arma dei Carabinieri. Evidentemente alla luce dell’esiguo numero di presenti non tutti sono in grado di apprezzare certi valori, in una nazione che purtroppo si nutre di Grande Fratello e di programmi spazzatura. D’altronde nemo profeta in patria”.
    Poi tutti a deliziarsi della succulenta cena, squisita e inevitabilmente abbondante, mentre a fare gli auguri giungono Guglielmo Marconi Giovannelli, Jocelyn e più tardi Maria Monsé con marito al seguito. Poi il canonico taglio della torta a coronare una festa che partita in sordina ha saputo ritrovare nel finale, almeno in parte, il copione stilato dalle aspettative. Dopo la mezzanotte un trionfo di musica e danze, con un locale debordante ai limiti della capienza, preso d’assalto dalla ressa degli affezionati “gildini”, ma questa è un’altra storia, una storia di successo incessante che da vent’anni continua ininterrotto, nutrito amorevolmente e con passione dai coniugi Giancarlo e Lucia Bornigia, che da sempre si divertono facendo divertire gli altri.