Dal 4 al 7 ottobre Rovigo Fiere ospita “Mens Sana in Corpore Sano”, evento internazionale a Rovigo dedicato a Turismo, Fitness e Alimentazione. La manifestazione avrà luogo presso il Cen.Ser in Viale Porta Adige 45 del capoluogo polesano, caratteristico quartiere fieristico frutto del mirabile recupero architettonico di un antico zuccherificio del 900′. L’evento punta a fare chiarezza e dare visibilità ad un comparto in crescita, che tocca diversi ambiti e settori merceologici che spaziano dalla nutrizione alla cura del corpo, al turismo dedicato.La manifestazione è destinata a tutti, grande pubblico e operatori di settore, prevede infatti una no-stop di appuntamenti, intrattenimenti e assaggi che coinvolgeranno i visitatori, creando un filo diretto con gli espositori e con il territorio. L’evento sarà organizzato da Rovigo Expò Spa, Ente che vede la principale partecipazione della Regione del Veneto edella Camera di Commercio di Rovigo, che da quest’anno ha il compito di organizzare e favorire lo svolgimento di eventi mirati per dare nuovi impulsi all’economia locale. L’obiettivo, pur in momenti di congiuntura generale, è quello di creare una location interattiva in cui le diverse manifestazioni “a tema” che si svilupperanno, diventino un “contenitore di contenuti”, in linea con le più moderne esigenze commerciali, andando a ritrovare quel concreto spirito di business fieristico che si è via via perso in questi anni.La superficie espositiva sarà suddivisa su tre aree tematiche distinte (all’interno dei Padiglioni A e D del Cen.Ser Rovigo Fiere): TURISMO: con un occhio attento al “turismo slow” con l’offerta agrituristica in prima linea, alla vacanza wellness, termale e alla vacanza attiva per tutti gli amanti dello sport (Padiglione A piano terra);WELLNESS: dove sono raccolte le eccellenze dell’estetica e del fitness: le palestre offriranno un ricco programma dimostrativo di corsi e le associazioni olistiche con le loro proposte di trattamenti e tecniche orientate proprio all’equilibrio corpo-mente;ALIMENTARE: con l’offerta di prodotti locali e di attrezzature specifiche.“Mens sana in corpore sano” è il primo tassello di questo nuovo percorso: un nuovo evento internazionale a Rovigo dedicato al benessere psicofisico. Sono tre i settori dell’economia qui rappresentati: Turismo, Fitness e Alimentazione. Lo scopo è quello di coinvolgere quelle nicchie di prodotti e di servizi mirati a rispondere al bisogno di uno stile di vita migliore,attraverso approfondimenti di esperti nazionali e internazionali che si confronteranno su tematiche inerenti a percorsi nutrizionali corretti, intolleranze, allergie, diete, senza dimenticare l’importanza dell’attività fisica, della cura del corpo e della mente. Non mancheranno, a contorno, degustazioni di sapori locali, proposti dai migliori professionisti della ristorazione.Si comincerà giovedì 4 alle ore 15,30, con l’inaugurazione ufficiale alla presenza delle autorità locali. Si proseguirà poi venerdì 5 con un “Open Day Workshop”, dalle 9.30 alle 16.30, realizzato in collaborazione con TTG Italia, dal titolo “Turismo natura, sport & wellness”. Le imprese turistiche incontreranno i buyers italiani e stranieri in un workshop che tratterà letematiche attuali inerenti l’offerta del nostro Paese in tema di ricettività, servizi e agenzie viaggi. Tutti gli incontri ospiteranno relatori ed esperti di fama nazionale ed internazionale su tematiche di particolare interesse. Da segnalare il Convegno Motiv’Azione che sabato 6 ottobre ospiterà l’ex allenatore della Nazionale Italiana di Pallavolo e attuale allenatore della Squadra Olimpica Polacca, Andrea Anastasi. Per finire un altro appuntamento di rilievo sportivo. Il Professor Pietro Trabucchi, psicologo della nazionale di Sci di Fondo alle Olimpiadi di Torino e della Nazionale Italiana di Ultramaratona, nonché uno dei grandi esperti in materia, presenterà il convegno “Perseverare è umano”, che prende il nome dal titolo del suo ultimo libro. “Motivazione e mente negli sport di durata e nella vita di tutti i giorni” sarà l’interessante tema al centro della discussione, che chiuderà di fatto i lavori della prima edizione di”Mens Sana in Corpore Sano”. E’ possibile registrarsi sul sito web rovigoexpo.com per entrare gratuitamente alle manifestazioni. Per ulteriori informazioni su Mens Sana e sulle prossime manifestazioni a Rovigo:Pagina Facebook Rovigo Expò.
Categoria: Salute e Medicina
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Riconoscere e affrontare l’endometriosi nel modo giusto
Molte donne si trovano a dover affrontare i problemi legati all’endometriosi o hanno parenti e amiche che ne soffrono. Si tratta di un’esperienza complessa, perché l’endometriosi richiede esami approfonditi per essere individuata, pur apportando numerosi sintomi. Fortunatamente, con il giusto iter diagnostico e curativo e un adeguato supporto anche a livello emotivo, l’endometriosi può essere superata brillantemente.Endometrio e endometriosi
Per comprendere bene come si sviluppa l’endometriosi è importante conoscere l’endometrio e le sue funzioni. L’endometrio è una mucosa che riveste la parte dell’utero destinata a custodire l’uovo fecondato nel corso della gravidanza. Poiché si prepara ogni mese ad accogliere una potenziale gravidanza, è soggetto al ciclo ormonale, andando incontro all’ispessimento ogni 28 giorni e sfaldandosi all’arrivo delle mestruazioni, con conseguenti perdite di sangue.
Si parla di endometriosi quando l’endometrio si forma in parti del corpo dove non ha utilità e dove il sanguinamento porta effetti collaterali: sulle ovaie, nelle tube, nelle pelvi, talvolta nell’intestino e nell’addome. Sono rari i casi di endometriosi nei polmoni.
Le cause dell’endometriosi
I fattori che hanno una correlazione diretta con l’endometriosi sono ancora incerti:
- ne sono colpite soprattutto le donne in età fertile, in particolare fra i 25 e i 35 anni;
- per una parente di primo grado vi è il 7% di probabilità di svilupparla;
- fra i possibili fattori ormonali, un ambiente iper-estrogenico;
- alterazioni immunitarie rientrano fra le probabili cause dell’endometriosi.
La teoria metaplastica sostiene che cellule peritoneali subiscano una trasformazione. La teoria metastatica, invece, sostiene che l’endometriosi possa essere dovuta in particolare alla mestruazione retrograda: il flusso risalirebbe fino all’addome. Tuttavia il 90% delle donne con mestruazione retrograda non soffre di endometriosi. Entrambe le teorie devono essere ancora ampiamente supportate da evidenza medica.
I sintomi dell’endometriosi
In alcune donne l’endometriosi è asintomatica e viene scoperta nel corso di operazioni chirurgiche, ad esempio la laparoscopia per indagini di infertilità. In gran parte dei casi, tuttavia, la prima spia di un possibile problema di endometriosi è il dolore localizzato, soprattutto nell’addome e nella zona pelvica. Anche la sterilità è spesso abbinata alla malattia. Fra i sintomi più diffusi:
- Dismenorrea (mestruazioni particolarmente dolorose) nel 60-80% dei casi;
- Dolore pelvico nel 30-50% dei casi;
- Infertilità nel 30-40% dei casi;
- Dispareunia (dolore durante i rapporti) nel 25-40% dei casi;
- Irregolarità mestruali nel 10-20% dei casi.
Altri sintomi dell’endometriosi sono stipsi, dolori durante la defecazione o la minzione, sanguinamento rettale o sanguinamento vaginale al di fuori delle mestruazioni.
Poiché i sintomi sono spesso riconducibili anche ad altre malattie, è importante recarsi dal ginecologo quanto prima per un’indagine accurata.
Come si cura l’endometriosi
Una volta diagnosticata l’endometriosi occorre un trattamento ad hoc in base allo stadio della malattia e alle esigenze della persona.
Non sempre una terapia equivale alla guarigione completa, ma una terapia appropriata può migliorare di molto la vita di una donna che soffre di endometriosi.
Nel caso di endometriosi asintomatica non è obbligatorio sottoporsi a terapia, sia essa medica o chirurgica. In caso contrario, le cure farmacologiche e ormonali trattano i sintomi del problema ma non lo risolvono: questo significa che sospendendo il trattamento medico i sintomi riprenderebbero. Essendo le cure mediche a base di ormoni, inoltre, queste impediscono una gravidanza.
La chirurgia laparoscopica, invece, è ritenuta ad oggi la più efficace cura dell’endometriosi, soprattutto quando la malattia causa problemi nel concepimento: dopo l’asportazione dei focolai, infatti, è stato spesso riscontrato un aumento della fertilità. La laparoscopia ha il vantaggio di essere poco invasiva e molto accurata.
Il rapporto medico-paziente
Gestire l’endometriosi richiede molta attenzione, non solo dal punto di vista strettamente medico ma anche da quello personale. Sia la patologia che le varie terapie sono legate ai cicli ormonali, per cui le complicanze a livello emotivo ci sono e sono spesso difficili da individuare, portando solitudine e tristezza alla donna che ne soffre e problemi di comprensione con le persone che la circondano. Importante, quindi, è che il medico informi la paziente e tutta la famiglia riguardo i disturbi legati all’endometriosi, e che la segua con regolarità dalla diagnosi all’iter curativo. Se si instaura un buon rapporto medico-paziente il percorso diventa più agevole.
Questo articolo è offerto dal Centro Nazionale Endometriosi del Gruppo Malzoni (http://www.centronazionaleendometriosi.it), leader nel trattamento endoscopico delle patologie ginecologiche.
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Maria Eleonora Hospital apre nuovo Poliambulatorio a Palermo
Il Maria Eleonora Hospital continua a rafforzare i propri investimenti sulla Sanità siciliana. L’ospedale, accreditato con il SSN e appartenente alla holding italiana GVM Care & Research – fondata da Ettore Sansavini – annuncia l’apertura del nuovo Poliambulatorio presso la sede distaccata di via Paolo Gili.
Il Poliambulatorio è dotato di macchinari e strumentazioni mediche di ultima generazione e diventerà uno dei punti di riferimento in Sicilia per quanto riguarda la diagnostica relativa a branche come ortopedia, neurochirurgia, chirurgia generale e oculare.
“L’apertura del Poliambulatorio di Palermo credo sia la conferma dei costanti investimenti del Gruppo nel settore Sanitario in Sicilia”, ha commentato il dottor Aldo Panci, Amministratore Delegato di Maria Eleonora Hospital. “Il personale medico a disposizione del Poliambulatorio è particolarmente prestigioso e si avvale della perfetta integrazione tra medici già operanti in Regione e esimi professionisti provenienti da tutta Italia, come il dottor Rodolfo Rocchi, il dottor Vasina e il dottor Vito Bongiorno che verrà direttamente dalla Francia, con cui sono in atto delle trattative per un suo trasferimento a Palermo in pianta stabile: si tratta di un grande esperto sulle patologie legate alla spalla”.
“I medici si avvarranno anche del Cosentino Hospital per effettuare gli interventi chirurgici. Il nostro obiettivo – continua il dottor Panci – è quello di riuscire ad abbattere il grave problema della migrazione di pazienti verso strutture extra-regionali, che crea disagi per gli spostamenti e aggravi delle spese sanitarie per la nostra Regione”.
In particolare, il dottor Piergiorgio Vasina è il massimo esperto italiano per quanto riguarda la chirurgia mini-invasiva dell’anca per via anteriore con ausilio della robotica e della navigazione.
Luciano Majelli
Consultant Barabino&Partners S.p.A.
E-mail: [email protected]
Tel.: 02/72.02.35.35
Fax: 02/89.00.519 -
Alcune note sui disturbi del sonno
Il sonno è per ogni essere vivente, e perciò pure per l’essere umano, un momento sostanziale di soddisfazione e di riacquisto delle energie disperse durante il corso della giornata. Esso invero stimola e si ripercuote su diversi processi di crescita e svariati fattori cognitivi come ad esempio la fissazione nel cervello degli avvenimenti e delle nozioni processate nel corso del dì. Il sonno è basilare per il ristoro non solo corporale, ma anche e soprattutto per il recupero delle funzionalità psico-cognitive. Nel corso di tale risolutivo momento invero si manifestano una sequela di meccanismi a livello del sistema nervoso come per esempio, e specialmente, la codificazione dei dati acquisiti nella parte mnemonica durante la veglia e l’eliminazione di quelli in più; una specie di riassetto e ripulitura dei nostri circuiti e componenti del cervello, allorché i dati essenziali e impiegati vengono mantenuti, mentre quelli ridondanti e inutili vengono cancellati. Tutto questo fa perfettamente capire l’indispensabile bisogno di avere e difendere un sonno neuropsicologicamente e realmente confortante. Il segno che può far risalire alla manifestazione di disturbi del sonno è la impressione da parte dell’individuo di un riposo qualitativamente e/o per quantità carente e/o insufficiente. I sintomi possono essere molteplici, i 10 sintomi più comuni di disturbi del sonno sono quelli più classici e caratteristici. Pertanto nel momento in cui l’individuo non riesce a ottenere giovamento dal riposo in quanto dorme troppo poco, smodatamente, scorrettamente, o con frequenti e repentini risvegli o sogni angosciosi e/o oppressivi, si può pensare sulla esistenza di un malanno del sonno. Sembra che tali malanni si manifestino dopo un’eventuale disorientamento dei meccanismi di formazione o di regolazione del ritmo sonno-veglia causato da motivi psicologici e ambientali. La razione e la qualità del sonno necessarie all’organismo sono molto soggettive, e appunto per questo cambiano da persona a persona; per di più esse possono cambiare secondo l’età e/o la esistenza di fattori soggettivi come forti stati di inquietudine, problemi socio-familiari o di fattori esterni, come ad esempio svolgere un incarico stressante o di forte responsabilità oppure dormire in un luogo percepito come pericoloso o in ogni modo inospitale. Tali situazioni possono dunque realizzare stati psico-emotivi di assillo e/o esaurimento e di conseguenza abbassare sia la quantità che la qualità del sonno. Ecco perché, alle prime avvisaglie, è opportuno ottenere una diagnosi di disturbi del sonno.
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Il Ganoderma Lucidum per l’anzianità
Il Ganoderma Lucidum nasce circa 4000 anni fa n Cina, le caratteristiche di questo fungo parassita sono molto particolari infatti esso cresce su alberi molto legnosi come il castagno o il quercio. Le proprietà benefiche del Ganoderma Lucidum sono straordinarie, infatti esso viene impiegato per più di 20 patologie che sono l’asma, l’ansia, problemi cardiovascolari e respiratori, azioni antitumorali, ipertensione, artrite, trombosi, inoltre il Ganoderma Lucidum è un adattogeno ciò vuol dire che aiuta il corpo a sollecitazioni diverse come la temperatura, lo stress, sbalzi d’umore, insonnia e tachicardia. Paesi come l’America, l’Asia e l’Europa danno grande spazio allo studio del Ganoderma Lucidum che è conosciuto e riconosciuto anche dalla Biblioteca Nazionale Americana Pubmed, inoltre il Ganoderma Lucidum è un integratore che viene somministrato sotto forma di lozioni, creme, bevande, pillole e polveri.
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Grande successo per i pazienti che si rivolgono a iDoctors.it per le visite mediche
Roma, 3 ottobre, 2012 – Il crescente successo del portale dedicato alla prenotazione di visite mediche private iDoctors.it, è costantemente rivelato, oltre che dai grandi numeri raggiunti negli ultimi mesi dal sito web, dalla altrettanto importante risposta dei pazienti che ne hanno testato personalmente la validità.
Sono, infatti, numerosi e ampiamente positivi i giudizi espressi dagli utenti che hanno prenotato tramite il portale una visita specialistica: i commenti rilasciati a seguito dell’esperienza con iDoctors, sottolineano soprattutto l’efficacia e l’utilità di questo strumento, che avvicina in modo veloce, trasparente e assolutamente gratuito il cittadino al medico di riferimento: “Ottimo servizio, chiaro, esauriente, comodo, soprattutto la prenotazione on line e la possibilità di scelta”; “Molto utile… non sapevo a chi rivolgermi e grazie iDoctors ho trovato un bravo medico”; “E’ un’iniziativa molto comoda ed efficace, soprattutto se si ha urgenza”; “Veloce, chiaro, preciso”, sono solo alcuni tra le migliaia di contribuiti dei pazienti già apparse nel portale.
Innovazione, rapidità e completezza dell’informazione rappresentano, quindi, per i pazienti, gli elementi specifici che rendono positiva e utile l’esperienza.
Ogni paziente che abbia effettuato una visita prenotata tramite iDoctors.it, e che sia quindi già iscritto al servizio, può compilare un questionario di gradimento e rilasciare giudizi, opinioni e suggerimenti: i messaggi degli utenti vengono automaticamente pubblicati sul sito in uno spazio apposito, http://www.idoctors.it/feedback, che vede attualmente oltre 1600 contributi provenienti da ogni regione d’Italia.
La pubblicazione dei commenti, riservata esclusivamente agli utenti registrati al servizio, svolge una duplice funzione: da una parte, permette a chi non abbia ancora conosciuto le potenzialità di iDoctors, di raccogliere quante più informazioni possibili sulla qualità dell’offerta, a livello nazionale e locale. Dall’altra, permette a iDoctors di rilevare eventuali cause di insoddisfazione e intervenire tempestivamente per migliorare il servizio.
Oltre ad un riscontro generale sulla qualità del servizio, il paziente ha la possibilità di esprimere il proprio giudizio sullo specialista cui si è rivolto, sia per quanto riguarda la professionalità e la prestazione medica ricevuta, sia per la puntualità e la cortesia con cui è stato accolto. I commenti vengono pubblicati sul profilo del medico, in modo da fornire agli altri utenti un ulteriore metro di valutazione nella scelta dello specialista. Solo il paziente che è stato visitato da uno specialista può, infatti, esprimere una sola volta un parere sul medico stesso.
Grazie alla dedizione dei due fondatori, Paola Conti e Pierluigi De Vittorio e dei loro collaboratori, il progetto è in continuo sviluppo nella piena soddisfazione dei pazienti che usufruiscono del servizio gratuitamente e dei medici specialistici che decidono di aderire per offrire un importante servizio.
iDoctors.it, è il primo portale italiano nel suo genere che offre, in maniera gratuita e trasparente, un servizio di prenotazione online di visite mediche specialistiche ed esami diagnostici, nei giorni e negli orari scelti dall’utente, senza complicazioni. L’incontro tra domanda e offerta è trasparente e veloce grazie alla rete di iDoctors.it: un elenco completo di medici divisi per specializzazione e città, completo di presentazione curriculare, è al servizio dell’utenza. Costantemente in crescita il numero degli utenti e dei professionisti: oltre 1.500 medici specialistici divisi per zona e specializzazione e oltre 35.000 visite prenotate.
Per ulteriori informazioni:
EDOCTOR S.R.L
Via Vigna Stelluti, 157 – 00191 Roma
http://www.idoctors.it/ [email protected]
Ufficio stampa: IMAGINE Communication
Via G. Barzellotti 9/ 9b – 00136 Roma – Tel. 06.39750290 – www.imaginecommunication.eu
Silvia Alesi [email protected] –
Per immagini in alta risoluzione e altre informazioni: www.imaginecommunication.eu/it/sala-stampa/ -
I negativi effetti del fumo
Il fumo è colpevole di tutta una sequela di perniciose malattie che minano profondamente il benessere dell’individuo. Il tabagismo è origine di un vero e proprio eccidio: si pensi che ogni anno nel nostro Paese muoiono a causa del vizio del fumo dalle 70.000 alle 83.000 persone; fra di esse una su quattro ha un’età compresa tra i 35 e i 65 anni. Questi dati sconcertanti appaiono dal rapporto 2011 sul tabagismo predisposto dal Ministero della Salute, che rammenta come il tabacco sia una causa notoria o plausibile di perlomeno 25 patologie, tra cui le broncopneumopatiecroniche ostruttive e patologie polmonari croniche (BPCO), il tumore del polmone e altre forme, le cardiopatie, e le vasculopatie. Sul focus intitolato “Attività per la prevenzione del tabagismo” si leggono dei dati a prima vista imprevisti che pongono in risalto come la letalità e l’incidenza per carcinoma polmonare sono in attenuazione tra gli uomini ma in incremento fra le donne. Fra le esponenti del gentil sesso, questa malattia ha sorpassato abbondantemente quella del tumore allo stomaco, diventando la terza ragione di decesso per cancro, dopo mammella e colon-retto. Dal punto di vista clinico l’uso continuato di sigarette e derivati, sta all’origine dei deleteri effetti del fumo come causa di rilevanti patologie. Si è visto invero negli anni un ampliamento della mortalità dei soggetti fumatori, nei confronti di chi non fuma, con sviluppo di neoplasie del polmone, della bocca e delle prime vie respiratorie, della vescica e del pancreas. Ulteriori effetti del fumo sono lo sviluppo di malattie come l’enfisema polmonare associato a un concreto inasprimento della sintomatologia dell’asma sia negli adulti che nei fanciulli. E proprio negli anni ’40 si dimostrò per la prima volta come vi sia una stretta attinenza tra tabagismo e patologie cardiocircolatorie. A dimostrazione, appunto a causa degli effetti del fumo, particolarmente della nicotina, gli studi effettuati hanno posto in risalto che questa sostanza a lungo andare provoca una restrizione dei vasi sanguigni, un accrescimento dell’adesività delle piastrine e un accumulazione di placche di grasso sulle pareti interne dei vasi sanguigni. Si è oltre a ciò documentato come ulteriori ripercussioni del fumo siano l’accrescimento della pressione arteriosa, una sequela di alterazioni del battito cardiaco (della frequenza cardiaca e delle aritmie) e si alzi, sempre come ripercussione degli effetti del fumo, il pericolo di infarto, di patologie vascolari, di ictus ed emorragia cerebrale. I fumatori più incalliti, secondo quanto determinato dal citato rendiconto del dicastero, restano gli uomini tra i 25 e i 34 anni d’età, con una percentuale del 38,9%, invece per le donne le più “accanite” sono quelle tra i 45 e i 54 anni, il 23,3%; stabile, viceversa, la prevalenza tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni con un valore di 21,4%, cioè il 26,5% i maschi e 15,9% le femmine. Inutile dire come il dato sul fumo giovanile sia particolarmente allarmante, tenuto conto di una considerazione importante: gli effetti del fumo sui giovani sono devastanti. A tutto ciò va associato un altro dato ancor più inquietante: il continuo aumento dell’abuso di marijuana la quale, fumata in combinazione col tabacco, rappresenta un cocktail micidiale in grado di minare profondamente la salute dell’individuo.
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Le malattie esantematiche
Le c.d. “malattie esantematiche” sono patologie infettive che si caratterizzano dalla comparizione di uno sfogo dermico prevalentemente diffuso a tipo maculoso (macchie di piccole dimensioni sulla cute), papuloso (cioè una sorta di rilievo compatto e rotondo della cute) e/o vescicoloso. Solitamente, non riverberano nessun rischio particolare. Oltre alla comparizione di macchioline di pigmentazione rossa caratteristicamente pruriginose, si possono mostrare ulteriori sintomi associati, per esempio tosse, mal di gola e ipertermia più o meno elevata. Questa situazione non dura per più di una settimana e va via con un idoneo trattamento a base di farmaci su supervisione del pediatra. Queste patologie colpiscono maggiormente i bimbi, anche perché essi non hanno sviluppato debitamente le difese immunitarie, e in quanto si tratta di malattie molto contagiose. La diffusione è favorita dal periodo d’incubazione di queste patologie, un periodo di latenza tra l’avvenuta infezione e la manifestazione dei sintomi. Le piccole comunità, ad esempio gli asili e la scuola, sono il posto in cui si diffondono soprattutto le più comuni patologie esantematiche (morbillo, rosolia, scarlattina, varicella, pertosse ed orecchioni), oltre a tutta una successione di patologie tipiche dell’infanzia come, per esempio, la diarrea infantile. Per certi versi è anche un fattore favorevole: queste patologie tipiche dell’infanzia, invero, se contratte in età adulta sono viceversa parecchio più serie e pericolose per la salute. Una di queste malattie, la rosolia, è particolarmente rischiosa per le mamme in stato di maternità, in quanto può recare malformazioni al feto (rosolia congenita). Il contagio di queste malattie accade alquanto facilmente, dato che gli agenti patogeni che le provocano si trasmettono per via aerea (dai colpi di tosse agli starnuti) e sono assai resistenti nell’aria e in ambiente sfavorevole. Il periodo primaverile è quello in cui si verificano il maggior numero di contagi: normalmente, se uno scolaro ne viene afflitto, ben presto tutta la classe si ammala, nel periodo di una settimana o, al massimo, di dieci giorni.
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Alcune note sui piedini dei bimbi
Essere genitori rappresenta una missione di una certa onerosità, e nessuno di noi è in linea di massima preparato a dovere. Sono tanti i problemi e le preoccupazioni che di frequente attanagliano le coppie con figli, specialmente con il primo bimbo e soprattutto quando questo inizia a fare nuove esperienze. Un caso caratteristico si osserva quando il marmocchio inizia a andare carponi e a camminare. E’ ovvio, in questa circostanza, porsi delle domande sulla postura, sulla posizione dei piedi e sull’età più appropriata in cui eventualmente ricorrere a valutazioni da parte di un medico nel caso in cui si dovessero temere problemi. Il punto nodale, come tutte le volte in tema di accrescimento, maternità ed educazione, resta il buon senso. Ma anche smitizzare qualche sospetto e tabù può essere d’aiuto a mamme e papà. I quesiti sono di continuo legati a situazioni che osserviamo e non conosciamo bene: ci si domanda se il bambino cammina bene o se è giusto che oltre l’anno non sappia ancora camminare e che cada molte volte. Oppure vediamo il bambino gattonare con una gamba sola e tirarsi dietro l’altra. È istintivo che, nel momento in cui impara a camminare, il bambino assuma comportamenti non del tutto naturali, come il tenere le gambe larghe, il tirarsi dietro i piedi, il cascare e incespicare o camminare sulle punte. Prima di sentire un medico e’ necessario considerare che i primi passi e le cadute sono imprescindibili per apprendere a muoversi in autonomia. Non ci si deve turbare troppo ed è importante far sì che il bimbo impari a cadere, cosa che deve far parte del suo bagaglio. Inoltre, occorre considerare il piede come un organo di apprendimento: esso non deve essere sempre limitato in una calzatura e tutte le volte che ci è consentito farlo deve essere fatto stare a contatto con il terreno, con l’erba o con la sabbia. Camminare a piedi nudi è un’esperienza fondamentale che favorisce l’equilibrio essendo per di più contemporaneamente una attività fisica naturale che migliora il senso di fiducia. Tutti i bambini nascono con i piedi piatti; il piede piatto in età pediatrica è perciò inizialmente naturale, ma è appunto col camminare che si può rafforzare l’arco plantare. Un possibile controllo o una eventuale valutazione può essere fatta al terzo anno di vita in caso di sospetto di difetti ai piedi: a 3 anni possono iniziare a manifestarsi problemi di piedi piatti o cavi, alluci e tallone valghi, per non dire dei primi problemi di unghia incarnita nei bambini. Comunque è lo stesso pediatra che nell’arco del primo anno di vita, con le visite fatte con la giusta ciclicità, dovrebbe sottolineare la possibile anormalità. Una visita specialistica per la valutazione dell’uso di un plantare correttivo può essere fatta nel quinto anno di età. Un eccellente modo per guarire i piedini dei bimbi, come detto, è quello di farli camminare scalzi o con delle calze, senza temere che il bimbo contragga raffreddori o altre patologie. In tutte le stagioni (compatibilmente con il tempo, ma senza indolenza) è importante che i bambini stiano all’aria aperta e al sole per favorire l’assorbimento della vitamina D. Esporre piedi e organismo al sole e all’aria è d’ausilio nella prevenzione del rachitismo e agevola uno sviluppo armonico. E’ giusto, in definitiva, tenere sotto controllo la crescita dei piedini dei nostri bimbi senza nel contempo vivere stati di particolare allarme se tutto non dovesse sembrarci a posto. Un corretto rapporto col pediatra è il modo migliore per controllare i nostri figli in maniera idonea.
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Indagine Teleserenità: raddoppiate in 2 anni le badanti italiane
“Negli ultimi due anni il numero dei contratti delle badanti italiane è aumentato nettamente: la percentuale è raddoppiata, passando dal 10% al 20%. Delle nostre circa 1000 operatrici, quindi, quasi 200 sono italiane”. E’ questo il dato sorprendente rivelato da Pierluigi Morelli, presidente di Teleserenità, franchising nel settore dei servizi per malati e anziani
Allo stesso tempo, però le italiane spesso si prestano per mansioni diverse rispetto alle straniere, servizi più leggeri e più brevi, spesso inerenti alla compagnia piuttosto che all’assistenza totale. “Le straniere sono vincolate alla ricerca di un alloggio e di un lavoro quali precondizioni imposte dalla Bossi-Fini per il rilascio del permesso di soggiorno – spiega Morelli. – Questo le spinge a cercar lavoro nelle case di anziani non-autosufficienti perché quest’occupazione risolve loro un doppio problema. Così, mosse anche dalla scarsità di alternative, accettano di prestare servizio 24 ore su 24, 6 giorni a settimana per uno stipendio che si aggira intorno alle 1000-1100 euro nette al mese”.
Le donne italiane invece non solo hanno una casa dove stare, quella in cui vivono con al famiglia, ma non sono neppure disposte a lasciarla per giorni e notti interi. “Si propongono per servizi più corti e leggeri, per lo più al fianco di anziani ancora autosufficienti e – come tutti i lavoratori che non hanno bisogno di vitto e alloggio – chiedono una retribuzione oraria un po’ più alta”.
Di solito le persone che decidono di cercare una badante si trovano con l’acqua alla gola, con parenti anziani che non sono più in grado di stare da soli, bisognosi di assistenza continua. La richiesta verte quindi su persone disponibili notte e giorno e questo è il profilo delle lavoratrici straniere. I servizi offerti dalle italiane sembrano incontrare meno domanda. “Rilevante il problema del lavoro nero svolto dalle italiane che, a differenza delle straniere, non hanno bisogno del contratto per vivere qui. Tendono poi a cercare di accumulare più ore lavorative, giostrandosi tra famiglie diverse”. Inoltre il sommerso, in questo settore, sfugge ancor più ai controlli perché resta nascosto tra le mura domestiche ed è quasi impossibile penetrare nei contesti famigliari.
Il progetto “Teleserenità Franchising” opera a livello nazionale, con centri che dal Nord al Sud Italia si occupano quotidianamente di organizzare ed erogare servizi qualificati di assistenza domiciliare, contribuendo a migliorare la qualità della vita degli ammalati ed a ridurre i casi di solitudine e di abbandono della terza età. L’organizzazione conta circa 40 centri con quasi 12 milioni di Euro di fatturato e più di 1000 operatori impiegati.