Categoria: Salute e Medicina

  • Individuare i Danni dell’Aterosclerosi sulle Coronarie Prima che Diventino un Problema Serio

    Capire se l’aterosclerosi ha coinvolto le arterie coronarie prima di creare un problema reale è stata una delle sfide più difficili della medicina preventiva moderna, oggi è una realtà, grazie all’evoluzione tecnologica della TC multistrato di ultima generazione.

    La coronaro-TC è un accertamento diagnostico in grado di escludere una malattia coronarica significativa in percentuali comprese fra il 97 ed il 100 % dei casi esaminati.

    Questa metodica è in grado di “svelare” il cuore e di proporsi come un nuovo esame diagnostico mini-invasivo.

    E’ una tecnica è oggi in grado di affiancare, se non addirittura sostituire, esami agiografici e coronarografici che sono ben più invasivi ed impegnativi per il Paziente.

    Con la TC di ultima generazione a 64 file di detettori il cuore è esaminato in soli 10 secondi.

    Un tempo analogo a quello impiegato per visualizzare encefalo, collo, torace e addome, la cui indagine può essere opportunamente associata a completamento dell’indagine cardiologica, per accertare la presenza oltre che dell’aterosclerosi extra–coronaria, di un ampio spettro di patologie non ancora sintomatiche.

    Dott. Guidalberto Guidi
    Centro Specialistico Cardiologico Vascolare
    Corso Vittorio Emanuele II° n. 91
    10128 Torino – Italia
    tel. 011.557.4280
    tel. 331.622.750.80

  • L’importanza dell’Igiene Orale

    Lo Studio dentistico di Brescia ci illustra l’importanza di una corretta igiene orale.

    Durante una seduta dall’igienista dentale, quest’ultima valuta attentamente la salute della bocca del paziente, evidenzia la presenza di eventuali carie che devono essere curate prima della pulizia ed esamina il livello di igiene orale. Placca batterica e tartaro vengono rilevate da una sostanza che si colora in loro presenza e dopodichè il tartaro viene totalmente eliminato, per far ciò si possono utilizzare degli strumenti ad ultrasuoni oppure degli strumenti manuali. Per quanto riguarda i primi sono apparecchi che hanno una punta che con un movimento rotatorio rimuove il tartaro sia sovra che sotto-gengivale l’intervento risulta più rapido ma in alcuni soggetti può portare a sensibilità dei denti che sebbene transitoria può risultare fastidiosa per il paziente. Gli strumenti manuali invece non vibrano ma hanno una punta affilata con una forma ideale a raggiungere anche il tartaro sottogengivale, la detartarasi con questi apparecchi necessita di un tempo più lungo ma evita la sensibilizzazione dentale. Solitamente si preferiscono utilizzare entrambi gli strumenti così da limitarne gli svantaggi e accentuarne i vantaggi.

    Oltre che eliminare placca e tartaro l’igienista dentale si preoccuperà anche di illustrare le corrette tecniche per la pulizia dei denti a casa. Alcune piccole accortezze infatti possono limitare l’instaurarsi di numerose patologie odontoiatriche. I denti devono essere assolutamente lavati dopo ogni pasto, perché i resti del cibo fungono da alimento per i batteri presenti nella nostra bocca che possono così proliferare e dar luogo alla formazione della placca batterica che può poi portare alle carie.

    Ma come si devono lavare i denti?
    Innanzi tutto bisogna lavarli per almeno 2 minuti, è questo il tempo necessario al fluoro presente nei dentifrici per agire, lo spazzolino deve essere cambiato almeno ogni 3 mesi o comunque appena si osserva una deformazione delle setole; inoltre bisogna stare attenti a come vengono spazzolati, per i denti posteriori si deve fare solo il movimento che dalla parte posteriore va verso la parte anteriore della bocca, facendo “avanti e indietro” sposteremmo solamente la placca senza eliminarla. Per i denti anteriori, incisivi e canini, si deve stare attenti a spazzolare sempre dalla gengiva verso il dente, con lo spazzolino inclinato di 45° con il movimento che viene controllato dal polso e non dalla mano. Anche se si pongono tutte queste attenzioni, il solo spazzolino da denti non basta perché non riesce a raggiungere tutte le zone e gli spazi stretti, è per questo che bisogna utilizzare anche il filo interdentale che riesce a rimuovere tutti i residui di cibo. In commercio ne esistono molti tipi, alcuni sono anche fluorati e cerati, ognuno troverà quello più adatto alle proprie esigenze; anche la lingua va pulita, basta una spazzolata e una grande quantità di batteri viene eliminata con questo piccolo gesto.

    Questi piccoli gesti quotidiani possono limitare la formazione del tartaro ma non sostituiscono la periodica visita dal dentista e dall’igienista che è importantissima per la salute della nostra bocca e per mantenere sani non solo belli ma soprattutto perfettamente sani.

    Inoltre nel sito dello studio dentistico del Dr. Antonio Scala troverete utili consigli su alcune tematiche che riguardano l’odontoiatria:
    ad esempio sapete i rischi che si corrono quando si mette un piercing sulla lingua o le cause che portano ad avere un forte mal di denti.

  • Gel per l’igiene e la disinfezione delle mani: differenza tra cosmetici e gel alcolici e loro corretto utilizzo

    L’influenza A, che ha raggiunto il livello pandemico anche in Italia, ha portato con sé una confusione generalizzata anche sull’igiene delle mani e sull’utilizzo dei prodotti di riferimento, ovvero i gel per la disinfezione delle mani utilizzabili quando non si ha accesso a rubinetti o lavandini. La cura indispensabile della pulizia delle mani come veicolo primario di diffusione di germi promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (campagna Clean Care is Safer Care, http://www.who.int/gpsc/en/), si è infatti scontrata con un mercato in cui sono presenti prodotti non sempre adatti ed efficaci perché non pensati per la disinfezione delle mani (anche se promossi come tali da alcune aziende).

    I gel per le mani si distinguono in due categorie:

    – gel cosmetici: non sono Presidi Medico-Chirurgici approvati dal Ministero della Salute e quindi non forniscono alcuna garanzia di disinfezione delle mani; molto spesso è difficile riconoscere subito in etichetta il tipo di agente igienizzante contenuto in queste formulazioni.

    – Gel alcolici: sono Presidi Medico-Chirurgici approvati dal Ministero della Salute, contengono una quantità di alcool (almeno il 60%) tale da renderli efficaci per la disinfezione della cute e per questo sono usati anche in ospedale. Grazie alle loro proprietà biocide, sono denominati in etichetta come disinfettanti o antisettici per le mani e raramente (o quasi mai) come gel igienizzanti.

    Sullo scaffale della farmacia i prodotti si distinguono facilmente leggendo l’etichetta: sui prodotti che sono registrati come Presidi Medico Chirurgici è infatti indicato in vista il numero di registrazione presso il Ministero della Salute. Tutti gli altri prodotti (classificabili, ripetiamo, come semplici cosmetici) che invece non presentano tale numero di registrazione, oltre a contenere quantità modeste di principio attivo (alcool etilico), spesso possono contenere anche essenze per profumare le mani che, pur dando una illusoria sensazione di pulito, possono causare dermatiti allergiche da contatto ed irritazioni su alcune pelli particolarmente predisposte.

    E’ necessario ricordare, infine, che l’efficacia dei gel alcolici igienizzanti è strettamente correlata alla loro modalità d’uso: questa ultima infatti deve prevedere uno strofinamento (rubbing) del prodotto su tutta la superficie delle mani al fine di evitare che persistano zone non disinfettate e che quindi potrebbero ancora veicolare virus, batteri e funghi.

    A fornire la procedura corretta (utilizzata soprattutto in ambito medico), ci ha pensato ancora l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha diffuso dei veri e propri poster reminders, presenti anche in tutti gli ospedali d’Italia, utili per il corretto impiego dei gel antisettici (http://www.who.int/gpsc/5may/How_To_HandRub_Poster.pdf) e a cui tutti possono far riferimento per sfruttare al meglio le potenzialità di questi prodotti.

    Fonti bibliografiche di approfondimento Cosmetici: cosa sono?

    Presidi Medico-Chirurgici: cosa sono?

    Linee guida OMS sull’igiene delle mani http://whqlibdoc.who.int/publications/2009/9789241597906_eng.pdf%20e%20%20http://whqlibdoc.who.int/hq/2009/WHO_IER_PSP_2009.07_eng.pdf

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    http://whqlibdoc.who.int/hq/2009/WHO_IER_PSP_2009.07_eng.pdf

  • I sintomi della meningite e la diagnosi rapida

    La meningite è un processo infiammatorio a carico delle meningi cerebrali (sottili membrane che avvolgono il cervello) o midollari, di origine batterica o virale. I primi sintomi della meningite possono facilmente essere confusi con quelli dell’influenza e delle malattie di stagione in genere: si tratta infatti di febbre, vomito, mal di testa e sonnolenza, tipici di disturbi da raffreddamento. Altri sintomi assimilabili a quelli dati dall’influenza sono poi la rigidità, con conseguente dolore, dei movimenti della nuca e della colonna vertebrale.

    Ecco perché la diagnosi della meningite può essere difficile da effettuare e può essere spesso considerata una banale influenza quando invece il trattamento farmacologico andrebbe iniziato quanto prima, anche per garantire la salute di chi potrebbe contrarre (familiari ed amici) la meningite, sia essa di origine batterica (particolarmente diffusa quella legata al meningococco) o virale. Per questo oggi è stato sviluppato un nuovo test a disposizione degli ospedali, un esame diagnostico di rapida esecuzione, alta specificità e sensibilità, più economico e anche più efficiente perché ricerca direttamente il DNA del germe e quindi non viene alterato dalla terapia antibiotica.

    mIl test rapido per la diagnosi della meningite non è invasivo, in quanto effettuato su campioni di sangue o di liquor cefalorachidiano e in due ore fornisce la diagnosi, di modo da poter intervenire immediatamente per bloccare l’agente patogeno. Il nuovo test rapido per la meningitesa, messo a punto dal Laboratorio di Immunologia della Clinica Pediatrica II dell’Università di Firenze dall’ospedale Meyer di Firenze, si basa sulla biologia molecolare ed è di rapida esecuzione, alta specificità e sensibilità superiore ai tradizionali metodi colturali. Il test accorcia drasticamente il tempo necessario a esprimere la diagnosi di meningite e permette di procedere in modo più tempestivo e mirato sia nella cura dei pazienti colpiti che nella profilassi dei possibili contagiati.

  • La prevenzione nella manipolazione di chemioterapici antiblastici

    I chemioterapici antiblastici sono farmaci utilizzati nella terapia dei tumori, con il termine chemioterapia si indica appunto la terapia a base di questi farmaci, somministrati per via orale o endovenosa, che agiscono in maniera sistemica. I programmi di chemioterapia variano a seconda delle necessità del singolo paziente ed in base ai risultati ottenuti in precedenze da Gruppo ed alle esperienze di altri centri, come riportato dalla letteratura scientifica. In pratica il medico opta per un piano di cura (protocollo) che tiene conto del tipo istologico, dell’estensione del cancro e dello stato di salute generale del paziente. A causa della crescita e della diffusione delle neoplasie e dello sviluppo della ricerca, molti dei pazienti oncologici necessitano appunto dei trattamenti farmacologici con chemioterapici antiblastici: il loro uso in ambito ospedaliero è ormai routinario. L’attenzione verso il problema riguardante la corretta manipolazione di chemioterapici antiblastici è piuttosto recente in Italia. Nella preparazione della terapia, nella fase di allestimento dei farmaci CTA (chemioterapici-antiblastici) nonché durante la fase di infusione, l’aspetto primario che viene considerato è la “sicurezza” del paziente. Sottovalutata e’ invece la sicurezza degli operatori, essi manipolano farmaci chemioterapici antiblastici eseguendo un lavoro indispensabile per i pazienti, ma rischioso per la propria salute proprio a causa della diretta esposizione ai CTA. La loro produzione, preparazione e somministrazione può essere causa di esposizioni acute e croniche che possono comportare un assorbimento ed esitare in effetti sistemici. Alcuni dei farmaci CTA presentano proprietà irritanti, vescicanti, allergizzanti, responsabili di effetti tossici locali immediati di tipo acuto (su cute e mucose di parti non protette) oltre che sui pazienti anche sugli operatori sanitari. Nei soggetti professionalmente esposti l’interazione con i chemioterapici antiblastici può causare effetti acuti simili a quelli osservati in pazienti trattati. Sono gli effetti tossici tardivi a preoccupare per la loro gravità ed irreversibilità e per il fatto che risultano difficilmente evidenziabili, visto il lungo periodo che intercorre tra l’ esposizione e la comparsa delle manifestazioni morbose. Gli effetti oncogenici, mutogenici e teratogenici dell’esposizione ai farmaci CTA sono universalmente riconosciuti. Lavorando in condizioni protette, il rischio di assorbimento durante la manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici viene ridotto o annullato. La prevenzione, la riduzione del rischio e l’ adozione di tecniche di manipolazione adeguate, restano le uniche vie percorribili ad oggi. In considerazioni di tutti questi aspetti, l’obiettivo è quello di rendere l’esposizione professionale ai Chemioterapici Antiblastici entro i livelli più bassi possibile compatibilmente con le attività di lavoro dei singoli reparti. Tutte le fasi che comportano la presenza di Farmaci Chemioterapici Antiblastici costituiscono un rischio potenziale.

  • Pubblicato il numero 02/2009 della rivista specializzata Psoriasis

    Il nuovo numero della rivista è dedicato alla comorbilità della psoriasi.
    Nuove ricerche hanno appurato associazioni tra la psoriasi e malattie infiammatorie intestinali, malattie cardiovascolari, pneumopatia cronica ostruttiva.
    Un particolare approfondimento è riservato all’associazione con malattie della sfera psichiatrica, sia nelle forme più gravi di depressione – la più frequente tra i pazienti psoriasici – e disturbo bipolare, sia come disturbi in apparenza meno gravi, ma ampiamente presenti, come fobie sociali, alterazioni del comportamento alimentare, manifestazioni di autolesionismo e talvolta anche alcolismo.
    Tra gli altri argomenti un articolo sull’onicopatia psoriasica come strumento clinico di diagnosi e sull’efficacia dell’etanercept nella riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare dei pazienti psoriasici.

    Per una maggiore documentazione sulla malattia, per seguire approfondimenti e per leggere gli abstracts (in lingua inglese) degli articoli della rivista è possibile fare accesso al sito
    http://www.psoriasisonline.info
    Con la registrazione all’area privata del sito si accede all’intero archivio della rivista.

    Psoriasis
    ©Editoriale Fernando Folini
    http://www.psoriasisonline.info

    Maura Lugano

    Ufficio stampa Editoriale Fernando Folini

  • Body Shaping con Macrolane: i Consigli del Dott. Giuseppe Serpieri

    Macrolane, il primo ed unico filler riassorbibile specifico per il rimodellamento corporeo (body shaping), approvato dalla Comunità Europea, può essere utilizzato per ridare volume e forma a varie regioni del corpo: sollevare e modellare glutei, incrementare polpacci, riequilibrare irregolarità causate da liposuzione o cicatrici residue ad interventi chirurgici, ma soprattutto per aumentare le dimensioni del seno femminile senza ricorrere all’impianto di protesi e a procedure chirurgiche invasive.

    Macrolane è indicato per modellare ed aumentare il volume di seni piccoli o svuotati dalle gravidanze e dalle diete, o per correggere seni asimmetrici; risulta invece sconsigliato per seni molto svuotati e cadenti.

    Si tratta sostanzialmente di una alternativa all’intervento chirurgico classico di “mastoplastica additiva”: nessun inserimento di protesi, dunque, ma riempimento dello spazio sottoghiandolare con un gel di acido ialuronico biocompatibile che consente l’aumento, o il ripristino, del volume mammario (una taglia – una taglia e mezza).

    Dopo aver praticato una leggera anestesia locale si effettua una piccola incisione a livello del solco sottomammario e si inietta il gel, piuttosto denso e viscoso, mediante una sottile cannula smussa; la quantità iniettata varia a seconda delle singole esigenze. Al termine del trattamento, ambulatoriale e la cui durata può variare da 20 minuti ad un’ora circa, viene effettuata una medicazione e si può tornare a casa, riprendendo le proprie attività già dal giorno dopo.

    Il risultato è immediatamente visibile. Il trattamento ha una durata limitata nel tempo, da 12 a 18 mesi: il gel infatti viene lentamente riassorbito, per cui sono da prevedersi ritocchi periodici per ripristinare i volumi desiderati

    Maggiori informazioni qui

    Dott. Giuseppe Serpieri
    Specialista in chirurgia vascolare
    www.flebologia.it

  • Disposizioni ministeriali e limiti di età per la chirurgia estetica

    Di fronte alla fragilità delle adolescenti, sempre più sensibili all’ideale di bellezza trasmesso dai media, l’11 Dicembre 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che prevede, da un lato, l`istituzione del Registro delle protesi mammarie finalizzato a fissare la tracciabilità dei materiali usati e, dall’altro, vieta l’impianto ai minori di 18 anni.

    Con grande soddisfazione, il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, ritiene il provvedimento “fondamentale per la tutela della salute di tutte le donne che accedono ad un intervento di protesi mammaria per puro motivo estetico”.

    L’esigenza di porre un limite scaturisce da una reale presa di coscienza del problema. Infatti, secondo un’indagine Swg, il 36% delle teenager non accetta il proprio aspetto, il 17% non è contenta del proprio seno e il 14% si sottoporrebbe ben volentieri ad un intervento di mastoplastica.

    In questo scenario innovativo, LaCLINIQUE®-Medicina e Chirurgia Estetica, maggiore organizzazione italiana nel settore ed antesignana della regolamentazione in esame, ha espresso già da tempo la necessità di bandire gli eccessi.

    Infatti, su ordinanza della Direzione Scientifica, i chirurghi plastici de LaCLINIQUE® non intervengono chirurgicamente su minorenni, in particolare per operazioni di mastoplastica, a meno che non si presenti il caso di evidenti esigenze funzionali. La norma deriva da un moderno protocollo di responsabilità sociale, stabilito per garantire condizioni di totale correttezza e sicurezza.

    Sulla base di un profondo senso di deontologia ed etica professionale, LaCLINIQUE®-Medicina e Chirurgia Estetica intende offrirti un percorso di bellezza tutelato, da intraprendere in condizioni di totale consapevolezza e maturità, presupposto imprescindibile per la tua sicurezza e per la tua piena soddisfazione.

    Per maggiori informazioni consultare il sito www.laclinique.it

    Pubblicazione a cura di:

    LaCLINIQUE®– Medicina e Chirurgia Estetica

    Antonella Mistretta

    +39 030 8376762

  • Il reggiseno: da strumento funzionale a vero e proprio oggetto cult

    Da oggetto funzionale, finalizzato a sorreggere le dolci rotondità del corpo femminile, talvolta anche schiacciandole e deformandole, il reggiseno ha attraversato nei secoli una sorprendente evoluzione ed a scoprirne le potenzialità sono proprio gli stilisti ed i grandi designer della moda, guru dei nostri giorni in tema di fascino ed esploratori delle potenzialità del corpo femminile e degli espedienti più idonei a valorizzarle.

    L’uso di nuovi materiali e nuove concezioni hanno dato vita alla trasformazione funzionale di questo indispensabile accessorio femminile, non più relegato dietro le quinte, ma esibito in primo piano. A determinarne la ribalta sono le nuove tendenze della moda: vestiti scollatissimi, ampie aperture sul décolleté e sensuali trasparenze con contrasti di colore.

    Ma l’evoluzione procede con lo sbarco del reggiseno in passerella, fino a diventare, così, vero e proprio oggetto cult. E’ il caso di Victoria’s Secret Fashion Show in cui le top model esibiscono preziosi reggiseni tempestati di diamanti dal costo di svariati milioni di dollari.

    Alla luce di tutto ciò, è chiaro che i trend della moda esigono delle strutture fisiche al passo. Un reggiseno protagonista deve necessariamente mettere in risalto un seno che lo sia altrettanto. E’ la regola della bellezza.

    Il seno – è risaputo – è la parte del corpo maggiormente legata alla femminilità di una donna e, in quanto tale, va valorizzato. LaCLINIQUE®-Medicina e Chirurgia Estetica, operatrice leader nel settore della medicina e della chirurgia estetica, ti fornisce diverse possibilità per migliorare l’aspetto del tuo seno in relazione alle tue reali esigenze ed alla tua conformazione fisica.

    Seno troppo piccolo e poco tonico? La migliore soluzione è indubbiamente un intervento di mastoplastica additiva; se invece ad affliggerti è un seno dalle dimensioni eccessive, causa di frequenti dolori alla schiena, la scelta giusta è un intervento di mastoplastica riduttiva. Il lifting del seno (noto anche come mastopessi), invece, è la soluzione definitiva per i casi di abbassamento e svuotamento del seno, dovuto, in genere, a dimagrimento, gravidanza, allattamento ed avanzamento dell’età.

    Offrendoti la soluzione giusta per ogni tuo problema, LaCLINIQUE® ti permette di migliorare la qualità della tua vita, di acquisire un nuovo fascino valorizzando i punti giusti della tua femminilità!

    Per maggiori informazioni consultare il sito www.laclinique.it

    Pubblicazione a cura di:

    LaCLINIQUE®– Medicina e Chirurgia Estetica

    Antonella Mistretta

    +39 030 8376762