Categoria: Salute e Medicina

  • Il Needling, Bio-rimodellamento Meccanico per il Ringiovanimento del Viso, Cicatrici da Acne e Smagliature

    I fenomeni dell’invecchiamento sono sempre legati ad un impoverimento delle fibre collagene o ad un’alterazione delle stesse che perdono il loro orientamento spaziale. E’ pertanto, di particolare importanza, ricostituire il collagene perso o ricompattarlo, lavorando sugli organuli che lo producono, i fibroblasti, piccolissime formazioni che sono ubicate al di sotto dell’epidermide, cioè nel derma.

    Il needling conosciuta anche come micro-perforazione multipla della cute, è una tecnica innovativa che consente di stimolare a livello dermico la produzione di collagene ed elastina, riorientare le fibre collagene alterate e, soprattutto, ringiovanire le fibre mature presenti nei tessuti fibrosi o cicatriziali.

    Il trattamento consiste in micro perforazioni della pelle con un rullo sterile e monouso dove sono posizionati, in file parallele, microaghi di acciaio chirurgico di lunghezza variabile da 0,5 mm fino a 2 mm e di diametro di 0,25 mm.

    La cute reagisce al trauma ripetuto delle micro perforazioni attivando i meccanismi di riparazione, con notevole stimolazione dei fibroblasti ed incremento a livello istologico di fibre collageniche a distanza di sei-otto settimane dall’intervento.

    Il trattamento è preceduto dall’applicazione di un anestetico sulla pella trenta minuti prima ed il trattamento diventa così assolutamente indolore

    Il needling si esegue appoggiando il cilindro sulla cute e, facendolo ruotare, si esercita una modesta pressione. Si procede in direzione verticale, orizzontale e diagonale per almeno 4-5 passaggi.

    Una volta ottenuto un lieve rossore, talvolta con un microsanguinamento uniforme in tutte le aree da trattare, si termina il trattamento applicando una crema lenitiva.

    Subito dopo il trattamento compare un rossore che dura al massimo un paio di giorni ed è sicuro indice dell’avvenuta stimolazione dei fibroblasti che cominciano così a “lavorare”, fornendo quei risultati di compattamento e levigatezza della pelle che ci si attende.

    Naturalmente, il risultato visibile non è immediato ma occorre attendere circa trenta giorni per poi ripetere il trattamento, che intensifica così l’effetto estetico, per tre volte, anche se è possibile ripetere il needling anche più volte, sempre a distanza di un mesetto per avere una pelle sempre più levigata.

    Bisogna davvero dire che, con il needling, anche le cicatrici da acne, un difetto che spesso deturpa il volto sin dall’età giovanile, sono da considerare nient’altro che un brutto ricordo.

    Prof. Giuseppe Sito

    Milano – Napoli – Torino
    02.860.321
    081.402.042
    011.566.0399

    www.giuseppesito.it

  • Securmix: manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici facile e sicura

    Securmix è un Dispositivo Medico sviluppato da Eurospital SpA e studiato appositamente per ottenere un sistema chiuso durante le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici. Com’è noto, infatti, tali procedure sono altamente pericolose per l’operatore se non condotte in condizioni di completa sicurezza. I farmaci alchilanti ad esempio, impiegati soprattutto nella cura delle leucemie, possono produrre azioni irritanti, vescicanti o allergizzanti dando origine ad arrossamenti cutanei, edema delle mucose, ulcere o eruzioni orticarioidi.
    Studi recenti hanno inoltre accertato un aumento del rischio di insorgenza di tumori del sistema emopoietico in generale, e di leucemie in particolare, negli opertori sanitari impegnati nella manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici nonché un’associazione causale fra tale attività e abortività e/o infertilità nelle donne.
    Ma quali sono i reali fattori di rischio contaminazione? Durante le fasi di preparazione di questi composti, l’operatore può accidentalmente venire esposto al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol o a causa di spandimenti avvenuti sotto la cappa a flusso laminare. Prima di eseguire la preparazione è pertanto necessario verificare sempre la funzionalità della cappa e dei sistemi di sicurezza. Inoltre il personale addetto deve indossare gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per ridurre al massimo il rischio chimico, durante la fase di preparazione è dunque più che opportuno utilizzare un sistema chiuso come Securmix per la manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, il Dispositivo Medico e’ stato sviluppato da Eurospital S.p.A proprio per le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici e viene realizzato dal medesimo gruppo.
    Securmix riduce i movimenti e le operazioni rischiose, evita la contaminazione e l’esposizione con i farmaci chemioterapici antiblastici e garantisce la sterilità della soluzione ricostituita. In particolare, per la lavorazione di grandi quantità consente di semplificare la procedura di lavoro.
    Il sistema lavora con tre parti connesse contemporaneamente in circuito chiuso: una parte a cui si connette il flaconcino contenente il farmaco, una seconda per la soluzione I.V., infine vi è rubinetto girevole con connessione luer-lock al quale si connette la siringa.
    Questo rubinetto girevole chiude o rispettivamente apre i vari accessi. Vi è una freccia che indica quale accesso sia aperto in quel momento.
    La connessione che porta alla soluzione I.V. ha un attacco di sicurezza e si possono usare senza problemi anche flaconi o sacche di varie dimensioni ( per esempio soluzioni di NaCl allo 0.9% da 250 ml o 500 ml); all’interno del dispositivo è presente il sistema filtrante con membrane da 0,22 µm per garantire la sterilità della soluzione ricostituita, per bloccare l’aerosol durante la fase di diluizione e per mantenere l’isopressione tra le tre parti connesse durante tutta la fase di manipolazione del farmaco.

  • Dalla Mesoterapia alla Carbossiterapia per Sconfiggere Rapidamente la Cellulite

    Estate in avvicinamento rapido e tutte sono alla ricerca dei trattamenti che possano dare risultati efficaci in tempi rapidi contro la cellulite.

    La mesoterapia è una tecnica collaudata e sempre valida: ottima per il trattamento della cellulite, il drenaggio dei liquidi in eccesso e la rivitalizzazione della cute del volto e del corpo, si basa su micropunture di sostanze medicamentose.

    Ideata nel 1952 dal medico francese Michel Pistor utilizza sostanze medicamentose che sono iniettate nel derma e nel tessuto sottocutaneo con appositi aghi molto sottili (0,4 mm di diametro).

    Il principale vantaggio della mesoterapia consiste nel poter utilizzare dosi minime del principio attivo e somministrarlo nel punto esatto in cui si desidera agisca.

    Per chi ama un approccio total green può sottoporsi invece alla carbossiterapia che consiste nell’uso di anidride carbonica medicale somministrata per via sottocutanea e intradermica.
    Studi specifici hanno dimostrato che l’anidride carbonica ha effetti benefici sul:

    tessuto adiposo, dove agisce rompendo le membrane delle cellule grasse (effetto lipoclasico) contribuendo a ridurre gli accumuli di grasso;

    sulla pelle, dove aumenta la percentuale di ossigeno nei tessuti migliorando l’elasticità cutanea e inducendo un ringiovanimento del derma.
    Con cicli di una quindicina di sedute si ottengono ottimi risultati.

    D.ssa Patrizia Piersini
    Via Pastrengo, 20 Torino
    Tel 011.566.0399
    www.patriziapiersini.com

  • Acido Ialuronico con Microcannula Flessibile: il Soft Lifting è Più Efficace

    E’ stata messa a punto una nuova tecnica con microcannula per l’impianto di acido ialuronico.

    La novità consiste nella possibilità di impiantare l’acido ialuronico con delle specifiche microcannule invece del normale ago finora utilizzato.

    Presentata recentemente a Roma (maggio 2010) in occasione del SIME (XXXI Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica), la microcannula è realizzata in materiale morbido e flessibile.

    Ha un’apposita punta smussata che determina un minore traumatismo e dolore nella sede di iniezione rispetto all’ago tradizionale, rendendo meno frequente la comparsa di effetti indesiderati come il sanguinamento egli ematomi.

    Oltre ad una migliore facilità di penetrazione nei tessuti, la cannula ha anche una lunghezza maggiore, permettendo all’operatore esperto di raggiungere i punti più lontani per rilasciare il gel a base di acido ialuronico senza dover cambiare punto di inserzione.

    Il vantaggio che ne deriva è notevole perchè con solo quattro fori è possibile trattare tutta l’area del volto.

    Nel video innesto di acido ialuronico è possibile apprezzare la microcannula in azione nelle mani del dott. Alessandro Gennai, uno dei massimi esperti italiani di lifting endoscopico, avendone appreso negli USA i segreti dal suo padre fondatore, Nicanor Isse.

    Alessandro Gennai
    via delle Lame 98 – Bologna
    051.649.4945
    www.gennaichirurgia.it

  • La terapia di gruppo per gli attacchi di panico

    Molti psicologi psicoterapeuti ritengono che spesso la psicologia gruppi ed in particolare le terapie di gruppo possano essere molto utili a curare i disturbi da attacchi di panico, in quanto possono essere utili per riuscire ad esprimere adeguatamente quello che si prova. Gli studi dimostrano che i malati con disturbi di panico trovano difficile esprimere i propri sentimenti. Questo è causa maggiore stress e di stati d’ansia.

    Allora, che cosa è la terapia di gruppo?

    Non è sorprendente che molti si chiedano che cosa sia la terapia di gruppo per il disturbo di panico, come dice il nome, la terapia di gruppo per il disturbo di panico è un tipo di terapia psicologica che viene condotta con un gruppo di persone, piuttosto che in una sessione individuale.

    Ecco alcuni dei benefici della terapia di gruppo

    Probabilmente il più grande vantaggio della terapia di gruppo è aiutare un paziente a capire che lui o lei non è la sola – che ci sono altre persone che hanno gli stessi problemi. Questo è spesso una rivelazione e un sollievo enorme, per la persona e la aiuta ad affrontare meglio la situazione.

    Essere in terapia di gruppo può anche aiutare a sviluppare nuove competenze per relazionarsi con gli altri. Le dinamiche di un gruppo spesso rispecchiano quelle della società in generale, e imparare a interagire con gli altri membri del gruppo può aiutarvi nelle vostre relazioni al di fuori del gruppo. Inoltre, i membri del gruppo che hanno lo stesso problema si possono sostenere a vicenda, e possono offrire suggerimenti per affrontare un problema particolare a cui potresti non avere pensato prima.

    Cosa aspettarsi in una terapia di gruppo;

    Le sessioni di terapia di gruppo variano, ma la base è formata da un piccolo gruppo di pazienti (non più di dieci) che si incontrano regolarmente per discutere i loro sentimenti e problemi e fornire supporto reciproco. La sessione è guidata da un terapeuta professionista che è specializzato in terapia di gruppo. Il terapeuta agisce come moderatore e può suggerire un “tema” o argomento di discussione del gruppo. A volte il terapeuta permetterà ai membri del gruppo di scegliere il tema per la sessione.

  • Occhio Secco o Ipolacrimia: Come Riconoscerlo e Curarlo.

    L’occhio secco è un disturbo dovuto alla scarsa produzione di lacrime: le ghiandole, per un’atrofia parziale o totale o per alterazioni spesso su base ormonale, non producono più a sufficienza liquido lacrimale e l’occhio diventa, quindi, più o meno secco. Talvolta invece è il sistema di scarico ad essere troppo attivo.

    Tutto ciò causa un maggiore traumatismo dovuto al continuo movimento delle palpebre sulla superficie oculare ad ogni ammiccamento ed una insufficiente detersione della stessa da corpi estranei o germi. Inoltre, vengono a mancare anticorpi e lisozima, componenti delle lacrime ad alto potere battericida: il rischio di contrarre infezioni, anche da germi comunemente innocui, diventa quindi assai elevato.

    Normalmente i sintomi più comuni sono il bruciore, la sensazione di corpo estraneo nell’occhio, il fastidio alla luce (fotofobia), la difficoltà nell’apertura della palpebra al risveglio e, nei casi più gravi, il dolore e l’annebbiamento visivo.

    Tutti questi disturbi aumentano quando si è in ambienti secchi, ventosi o dove sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento.

    Talvolta, anche se potrebbe sembrare un controsenso, le persone affette da ipolacrimia lacrimano copiosamente (soprattutto in presenza di una cheratite, cioè di un danno alla superficie corneale).

    Molte persone affette da sindrome dell’occhio secco soffrono anche di disturbi alla gola e al seno paranasale: congestione nasale o sinusite, tosse cronica, raffreddori frequenti, allergie stagionali, congestione al centro dell’orecchio, mal di testa.

    Tra le cause più comuni della sindrome da occhio secco abbiamo:

    Età avanzata. La produzione di lacrime diminuisce con l’avanzamento dell’età per la progressiva atrofizzazione delle ghiandole lacrimali. La riduzione nella produzione basale, continua e costante, di lacrime e la conseguente irritazione degliocchi provoca spesso una eccessiva produzione di lacrime di riflesso.
    Sesso femminile. Nelle donne tra i 40 e i 60 anni di età, probabilmente a causa dei nuovi equilibri ormonali indotti dalla menopausa, le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia della loro porzione secernente.
    Ambiente. Altitudini elevate, condizioni atmosferiche soleggiate, secche o ventose, ambienti in cui sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento dell’aria provocano un aumento dell’evaporazione delle lacrime, riducendo così la lubrificazione degli occhi.
    Lenti a contatto. Il loro uso può aumentare notevolmente l’evaporazione delle lacrime, causando irritazioni ed infezioni. Sovente le soluzioni disinfettanti o lubrificanti per le lenti corneali possono indurre un’alterazione della componente ghiandolare lacrimale con alterazioni della produzione di lacrime. Se l’occhio è poco lubrificato, inoltre, la lente tende ad aderire alla cornea provocando danni in alcuni casi anche gravi ( abrasioni, cheratiti).
    Farmaci. Alcuni farmaci (ormoni, immunosoppressori, decongestionanti, antistaminici, diuretici, antidepressivi, betabloccanti, farmaci per le malattie cardiache e per il trattamento delle ulcere) possono inibire la produzione di lacrime lubrificanti.

    Un farmaco che veramente permetta di curare la ipolacrimia deve essere una sostanza che, somministrata per via orale o sistemica, stimola le ghiandole lacrimali principali ed accessorie ad una secrezione quantitativamente e qualitativamente più corretta.

    Allo stato attuale delle conoscenze questa sostanza non esiste, ma gran parte della ricerca è oggi indirizzata ad esplorare questa possibilità terapeutica. Oggi, in caso di alterazione del film lacrimale, si pratica una terapia sostitutiva e/o una terapia correttiva a base di colliri o gel (lacrime artificiali) formati da sostanze che possiedono l’azione detergente, lubrificante e disinfettante simile alle lacrime naturali.

    E’ fortemente sconsigliata l’auto-prescrizione di colliri a base di lacrime artificiali: la visita di un medico oculista permette un preciso inquadramento diagnostico ed una migliore prescrizione terapeutica anche se non sempre risolutiva.

    Se la terapia farmacologica non è sufficiente e seesiste il rischio di danni alla cornea (cheratocongiuntivite secca), si possono usare particolari lenti a contatto che proteggono la superficie oculare dall’effetto abrasivo delle palpebre, permettendo inoltre la riepitelizzazione di lesioni superficiali della cornea e della congiuntiva.

    In caso di ipolacrimia con marcata riduzione della componente acquosa, le lenti a contatto sono comunque mal tollerate: l’uso delle lenti a scopo terapeutico è quindi spesso poco attuabile.

    Nei pazienti affetti da ipolacrimia che presentino una cheratite filamentosa, l’uso delle lenti a contatto sarà invece di grande aiuto: esse ridurranno fortemente i dolori e renderanno più efficaci i farmaci lubrificanti prescritti.

    Promettenti sono le lenti a contatto monouso giornaliere: la possibilità di usare ogni mattina una lente nuova e sterile, potrebbe permettere di superare alcune delle cause di intolleranza dalle lenti a contatto nelle ipolacrimie legate all’eccesso di scorie e depositi sulla superficie della lente deteriorata o poco lavata dal flusso lacrimale.

    Dott. Andrea Valli
    medico oculista
    www.andreavalli.it

    Dott. Luigi Fusi
    medico oculista
    www.luigifusi.it

  • “Un’insolita compagna: la dislessia”: in uscita il libro-testimonianza sulla vita di un giovane con disturbi specifici di apprendimento

    Nasce da un’esperienza diretta, il libro fresco di stampa “Un’insolita compagna: la dislessia”, scritto da Filippo Barbera per Editrice Veneta (216 pagg. – 13,00 euro). L’autore racconta in prima persona, sottoforma di dialogo con l’amata maestra, il proprio percorso di crescita, dall’infanzia all’adolescenza ed oltre. Ricordi, sentimenti e riflessioni si intrecciano nelle pagine profonde ed intense del libro che svela i retroscena del vivere con un disturbo specifico di apprendimento come la dislessia e la disgrafia. Le difficoltà, le mortificazioni, ma anche la forza di volontà e i successi trovano spazio nel racconto, dove emerge l’efficacia delle soluzioni e delle strategie, anche personali, messe in atto per affrontare con determinazione gli ostacoli di ogni giorno.

    Un libro scritto da un dislessico…è quasi un paradosso. Ma proprio per questo si tratta di un’opera che dimostra concretamente, a quel 5% di bambini/ragazzi con DSA e al mondo che li circonda, che il successo formativo e l’autorealizzazione sono obiettivi raggiungibili se il percorso si avvale delle strategie opportune e di un contesto favorevole.

    L’uscita del libro è stata salutata con grande entusiasmo dal mondo delle associazioni che si battono per la tutela dei bambini dislessici.

    Il volume è disponibile in libreria o presso il sito internet dell’editore www.editriceveneta.net.

    Note sull’autore: Filippo Barbera, nato a Vicenza nel 1988, è uno studente universitario iscritto alla Facoltà di Scienze della Formazione primaria presso l’Università degli studi di Padova. Sogna di diventare un insegnante specializzato nella formazione dei bambini con disturbi specifici dell’apprendimento. “Un’insolita compagna: la dislessia” è la sua opera prima.

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    Quando si fa attività sportiva il recupero delle energie è molto importante, sia per poter affrontare altre fatiche legate allo sport, sia per meglio porsi di fronte alle attività della vita quotidiana.

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  • 31 Maggio: Giornata Mondiale Senza Tabacco


    Fumo e corsaIl 31 maggio 2010 si celebra la Giornata Mondiale Senza Tabacco, iniziativa voluta dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, importante momento di riflessione sull’impatto nocivo del fumo sulla salute. Il tema di quest’anno si concentra sul ruolo negativo giocato dal mondo del cinema e della moda che, invece di indirizzare verso un corretto e più salutare stile di vita, contribuisce a diffondere la piaga mondiale del consumo di tabacco.

    Lo slogan dell’OMS, è “moda e cinema liberi dal fumo”: una scelta di grande impatto per denunciare la strategia della pubblicità indiretta messa in atto dalle multinazionali del tabacco che, a fronte delle leggi restrittive sul fumo adottate in molti Paesi, realizzano linee di abbigliamento, concorsi per designer e inseriscono pacchetti di sigarette all’interno di pellicole di successo.

    Spesso anche tra gli sportivi (o dovremmo chiamarli pseudo-sportivi) capita di incontrare qualcuno che fuma nonostante gli effetti negativi del fumo sulla prestazione fisica. Gli effetti negativi sulla prestazione fisica sono tanto maggiori quanto si è più avanti con l’età. Tenuto conto che dopo i 35 anni, se non si adottano delle terapie antietà, si peggiora comunque mediamente di 1″/km all’anno, i danni da fumo possono peggiorare notevolmente la situazione: fumando mediamente 20 sigarette al giorno, si avrà un peggioramento della prestazione fisica in termini di perdita di velocità come riepilogato nella seguente tabella:

      • a 20 anni – 0″/km
      • a 30 anni – 2″/km
      • a 40 anni – 8″/km
      • a 50 anni – 18″/km
      • a 60 anni – 32″/km
      • a 70 anni – 51″/km.

    Come si vede la progressione è particolarmente invalidante con l’età. A questo dato occorre aggiungere il contraccolpo psicologico di molti runner fumatori che non riescono a capire come dopo i 45 anni le loro prestazioni crollino di anno in anno. Anziché dare la colpa alle sigarette la danno all’età, al naturale (secondo loro) invecchiamento e abbandonano lo sport, aggravando ulteriormente la situazione. Se si smette, già dopo 3 giorni dall’ultima sigaretta la respirazione diventa più facile e dopo soli 3 mesi la respirazione migliora del 5-10%.

  • Data Matrix: il principio attivo per la corretta tracciabilità del farmaco ad uso veterinario!

    Acme Drugs è un’azienda italiana che studia e produce prodotti per la salute ed il benessere degli animali. Presso lo stabilimento di Cavriago (RE), vengono realizzati medicinali e supplementi nutrizionali per uso veterinario, in particolare per il settore del cavallo sportivo, da competizione e degli animali d’affezione.

    Da sempre attenta alla ricerca e al rispetto dell’etica sui temi della salute pubblica, del benessere animale e del rispetto dell’ambiente, Acme ha deciso di adottare un sistema di identificazione automatica per gestire l’intera fase di produzione e ottemperare così alla normativa che richiede la tracciabilità di ogni singolo componente del farmaco e la sua rintracciabilità lungo la catena distributiva.

    Overview

    Il decreto del Ministero della Salute del 2007 sulle “Modalità d’impiego del codice a barre sulle singole confezioni dei medicinali per uso veterinario immessi in commercio” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel gennaio del 2008, stabilisce che la tracciabilità dei farmaci ad uso veterinario, al fine di controllarne la circolazione e l’abuso, nonché per contrastare l’importazione clandestina di prodotti o di principi attivi, deve essere garantita da un codice a barre a lettura ottica.

    Nel caso di confezioni di grandi dimensioni, dovrà essere un codice a barre a rappresentazione lineare che utilizza lo standard GS1 System e la sintassi GS1-128. Nel caso di confezioni piccole, dovrà essere un codice a barre bidimensionale, che impiega lo standard GS1 Datamatrix e la sintassi GS1-128.

    Entrambe le tipologie di codici devono fare perno su di un identificatore univoco di prodotto, ossia il GTIN assegnato a ciascun farmaco dal produttore e collegato al numero di AIC (autorizzazione all’immissione in commercio) attribuito dal Ministero della Salute e devono contenere due dati variabili imprescindibili: la data di scadenza e il numero di lotto.

    L’introduzione di un sistema basato su standard internazionali, regolamentato grazie ad un gruppo di lavoro istituito dal Ministero della Salute con il coinvolgimento dei referenti delle Regioni ed esperti di identificazione automatica e di standard (GS1-Indicod ECR), permette di snellire il processo di identificazione del farmaco.

    Si tratta di un importante passo degli standard GS1 in ambito farmaceutico poiché si introduce uno standard condiviso a livello internazionale in un settore nel quale, in precedenza, si faceva ricorso a sistemi proprietari diversi fra loro. Il 50% dei prodotti in commercio è infatti codificato con codici a barre standard, ma tale tecnologia non è ancora pienamente utilizzata e la maggior parte contiene dati parziali o formalmente non corretti.

    Grazie alla competenza tecnologia e alla profonda conoscenza del mercato dell’Auto ID di Unisistemi, System Integrator scelto da Acme e partner tecnologico di Datalogic Scanning, è stato introdotto in azienda un sistema di gestione automatica dei dati tramite bar code che permette di ottimizzare il processo aziendale, di ottemperare alla normativa e di assicurare al consumatore i benefici di una maggiore sicurezza, garanzia ed affidabilità nella distribuzione di tutti i prodotti farmaceutici.

    Iter produttivo

    Il processo di produzione di un farmaco è costituito da diverse fasi, ognuna delle quali sottoposta a rigorosi controlli e analisi.

    All’arrivo della materia prima, solitamente polvere chimica, Acme procede con l’etichettatura di ogni sacco e di ogni bancale con i riferimenti dell’unità di carico messo a stock. Un campione di polvere viene opportunamente etichettato con codice a barre e portato in laboratorio per i vari test ed analisi, mentre il restante lotto di materia prima viene lasciato in quarantena in magazzino.

    Dopo la delibera da parte del laboratorio, il prodotto è prelevabile e si comincia con la prima fase di produzione del farmaco. Con uno scanner si legge il codice a barre stampato sulle etichette dei bancali di materia prima ed il sistema gestisce in automatico l’ordine di produzione. Le sostanze chimiche vengono portate sulle apposite pese per cominciare a formare il mix di prodotti che generano un medicinale.

    Il semilavorato, etichettato con codice a barre con ID univoco contenente tutte le informazioni sulle materie prime utilizzate e la data di produzione, viene sottoposto ad ulteriore analisi di laboratorio per il controllo di qualità e per gli studi clinico-tossicologici adeguati.

    Il prodotto finito, che può essere in forma liquida, in granulati, in compresse o polveri e pomate per uso topico, viene a sua volta identificato con codice a barre Data Matrix stampato direttamente sulle confezioni di medicinali. Tale codice permette di gestire una serie informazioni molto più precise e complete relative al prodotto. Oltre al codice SSCC (Serial Shipping Cointainer Code), al GTIN (Global Trade Item Number), al numero di lotto di fabbricazione e alla data di produzione, confezionamento e scadenza, Acme registra nel Data Matrix anche le informazioni relative numero di serie di ogni singola confezione ed il numero di prodotti nella scatola.

    La soluzione

    Acme Dugs, sfruttando in pieno la versatilità di una codifica con codice bidimensionale, è passata da una gestione manuale ad una completamente automatizzata. L’azienda, tecnologicamente all’avanguardia, si dimostra ancora una volta attenta alle problematiche del mondo animale e mette in primo piano l’ottimizzazione dei processi che permettono di raggiungere gli obiettivi aziendali.

    Grazie al software Uni Track, realizzato da Uni Sistemi, Acme è riuscita a risolvere le problematiche di raccolta dati all’interno delle procedure di gestione dei flussi merce, a migliorare il proprio processo produttivo e a controllare alcune sue funzioni in real time. Grazie alla suite software logistica per la gestione del magazzino, della tracciabilità, dei sistemi automatici di imballaggio e fine linea di spedizione e alla suite software di produzione per i sistemi di monitoraggio e controllo dell’avanzamento produzione, Acme ha trovato una soluzione efficace in termini di praticità di installazione, affidabilità e semplicità di utilizzo.

    Con il PowerScan PM 8500, il lettore industriale high performance di Datalogic Scanning, il cliente è in grado di leggere questi codici 2D e trasferirli via radio, in tempo reale, al sistema centrale. Si cercava una soluzione cordless, in grado di garantire ottime prestazioni di lettura, che fosse semplice ed intuitiva da usare per l’operatore e che permettesse di ottimizzare il processo di input dei dati a sistema. Il PowerScan PM 8500 è inoltre scelto perché affidabile in condizioni ambientali difficili in quanto il grado di protezione IP65 dello scanner garantisce un’ottima resistenza all’acqua e alla polvere.

    I risultati

    “L’introduzione di un sistema di identificazione automatica permette di ottemperare alla normativa sulla tracciabilità del farmaco in maniera efficiente ed efficacie.” Afferma Celso Bedogni, Amministratore Delegato di Uni Sistemi Spa. “La corretta gestione delle informazioni contenute nel Data Matrix non è utile solo alle aziende produttrici, ma può essere utilizzata anche per ottimizzare i processi dei distributori farmaceutici. Per quest’ultima categoria, infatti, a partire dall’ottobre del 2010 ci sarà l’obbligo di registrazione dei lotti in entrata ed uscita. Con un sistema di identificazione automatica tramite bar code e con l’utilizzo del software Uni Matrix e alla sua funzionalità di associazione automatica dei dati con la tabella di riferimento Indicod, si possono gestire in maniera semplice ed immediata le informazioni sulla data di scadenza e sul numero di lotto di produzione del farmaco.”

    “Grazie al supporto nel progetto da parte di Uni Sistemi e alla tecnologia di Datalogic Scanning siamo riusciti ad ottimizzare la gestione del magazzino, con un risparmio del 30% dello spazio” ha affermato il Dott. Paolo Predieri– titolare di Acme Drugs – “ Inoltre, c’è stata una notevole riduzione del rischio di commettere errori: il processo di prelievo della materia prima viene automatizzato ed il rischio di utilizzare prodotti sbagliati è praticamente azzerato. Il tutto si traduce in miglioramento degli standard di omogeneità e di sicurezza dei processi lavorativi con conseguente risparmio economico per l’azienda”.

    “La rapida diffusione dei codici bidimensionali dà la possibilità di sfruttare nuove soluzioni applicative molto interessanti.” Afferma Silvia Ferrari, Resp. Marketing & Communication di Datalogic Scanning Spa “Il Data Matrix permette di contenere e consentire la registrazione con un’unica lettura di un numero maggiore di informazioni rispetto a quelle contenute in un codice lineare, ed è proprio per la sua versatilità che da una semplice identificazione numerica dei codici a barre si può arrivare ad arrivare ad un vero e proprio “database portatile”. Noi, come azienda di riferimento nel settore dell’identificazione automatica, siamo costantemente impegnati a fornire al mercato i prodotti giusti con tecnologia all’avanguardia per sfruttare al massimo queste nuove potenzialità.”

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    Informazioni su Datalogic Scanning

    Datalogic Scanning, Inc. è il leader mondiale negli scanner fissi high performance per l’ambito retail e il primo fornitore in EMEA (Europa, Middle East e Africa) di lettori di codici a barre manuali grazie alla linea più completa di lettori general purpose e per uso industriale, attualmente disponibili sul mercato.

    Con sede a Eugene, Oregon, Datalogic Scanning, azienda parte del gruppo Datalogic, è presente in più di 120 Paesi ed offre una vasta gamma di tecnologie, prodotti e servizi per l’acquisizione automatica dei dati, operando in molteplici settori: dalla vendita al dettaglio, al canale distributivo, dalla produzione, all’ambito governativo, sanitario, bancario e finanziario.

    CONTATTI: Silvia Ferrari . [email protected]