Categoria: Salute e Medicina

  • Benessere e bellezza by A tu per Tu Rocchetta

    Quando si parla di benessere e bellezza si intende non solo migliorare e valorizzare il proprio aspetto fisico, ma soprattutto dedicarsi con attenzione e seguendo il parere di chi della cura del corpo ne ha fatto un vero e proprio mestiere, al proprio equilibrio psicofisico.

    La stagione estiva spinge moltissime persone, sia uomini che donne, ad intraprendere diete, massaggi e, spesso, veri e propri interventi chirurgici, per affrontare la fatidica “prova costume” senza vergogna ; ma sono in tanti quelli che, seguendo consigli sbagliati e diete dannose più che benefiche, rischiano di danneggiare ulteriormente il proprio corpo.

    Rocchetta ha inaugurato un portale tutto al femminile interamente dedicato alla cura, la salute, la bellezza e il benessere del corpo. A tu per tu Rocchetta promuove un incontro telematico fra donne di tutte le età, una pagina dove leggere e trovare consigli utili per migliorare il proprio aspetto fisico con leggerezza e senza stress.

    Rocchetta tiene alla salute di noi donne e per questo ha messo a disposizione uno spazio web dove è possibile porre domande e trovare risposte ai nostri piccoli e grandi dubbi. A rispondere sarà la competenza e la professionalità delle dottoresse dell’Associazione Italiana Donne Medico che sapranno aiutarvi, con cortesia ed efficacia, a trovare le soluzioni più giuste per i vostri problemi.

    Ma Rocchetta vuole donare un tocco in più alla vostra bellezza: dallo sport alle diete, dalla moda al divertimento, dalla salute alla prevenzione, Rocchetta vi tiene informate sulle ultime tendenze, mettendovi a conoscenza di piccole accortezze da adottare a seconda delle necessità.

    Diete, sport, prodotti di cosmetica ed erboristeria, abbronzatura, moda e salute: tutto ciò che riguarda il benessere e la bellezza seconda Rocchetta.

  • Dimagrire per apparire o per vivere meglio?


    Star beneCome ogni anno con l’arrivo della bella stagione molti cercano di correre ai ripari al fine di arrivare preparati alla tanto famigerata “prova costume”. La motivazione di fondo che spinge a cercare in tutti i modi di dimagrire (anche facendo ricorso a metodi alquanto dubbi come pillole o altre strane trovate) è evidentemente legata all’apparenza: dimagrire per apparire. I risultati nella maggior parte dei casi sono deludenti o esigui a prova del fatto che caratteristiche personali come l’apparenza e la svogliatezza (cercare di raggiungere un obiettivo senza fatica) sono tipiche di personalità perdenti.

    Ben venga l’intenzione di perdere qualche chilo di troppo ma in realtà le motivazioni che dovrebbero spingere a farlo andrebbero inquadrate in una visione salutistica: dimagrire per stare bene e vivere meglio e quindi per prevenire l’insorgenza di tante malattie legate ad un cattivo stile di vita.

    Investire in prevenzione per vivere meglio (e più a lungo) e, perché no, anche per abbattere la spesa sanitaria che ogni anno costa ai cittadini centinaia di euro. Con l’allungarsi della vita media e lo sviluppo delle cosiddette “malattie del benessere” (tra cui l’obesità) i costi che lo Stato deve sostenere per la spesa sanitaria incidono sempre più sulla collettività; in Italia è di 40 miliardi di Euro l’anno la spesa sostenuta in terapie e cure per patologie cardiovascolari, diabete e tumori: quasi 700 euro a testa.

    Negli ultimi 50 anni il progresso scientifico, l’incremento nell’aspettativa di vita, la trasformazione delle malattie e il cambiamento di abitudini alimentari e stili di vita hanno portato le patologie non trasmissibili come quelle cardiovascolari, diabete e tumori, a essere responsabili oggi del 60% dei decessi nel mondo. Il fatto che circa l’80% dei casi legati a queste malattie potrebbero essere prevenuti eliminando alcuni fattori di rischio come il fumo, le diete non equilibrate, l’inattività fisica e l’alcol, fa emergere come la prevenzione sia oggi un fattore chiave, senza il quale il peso di queste patologie sulla salute globale potrebbe aumentare del 17% nei prossimi 10 anni.

    Nella prevenzione l’alimentazione e lo stile di vita sono fattori centrali: sono molto strette le connessioni fra l’assunzione di alcuni macro e micro nutrienti e la probabilità dell’insorgere di tali patologie. Basti pensare che ridurre di soli 2 punti la pressione sanguigna riduce del 7% il rischio di mortalità coronarica e del 10% il rischio di ictus”. Inoltre, dimagrire anche solo di 4-5 chili consente di ridurre di due terzi l’incidenza del diabete, migliorando tra l’altro il benessere complessivo.

    Purtroppo la comunità scientifica fornisce, in genere, solo indicazioni di tipo qualitativo: “mangiare pochi grassi saturi, poca carne, poco zucchero e sale, molta frutta e verdura, carboidrati e pesce, camminare regolarmente almeno 30 minuti al giorno, … “.Buone e condivise le indicazioni e le intenzioni ma purtroppo queste sono destinate a fallire, nella maggior parte dei casi, senza delle precise indicazioni quantitative; non basta sapere cosa mangiare ma occorre essere coscienti anche di quanto mangiare. E riguardo all’attività fisica è abbastanza ottimistico pensare di ottenere qualche risultato con 20-30 minuti di camminata. Occorre un METODO.

    É per questo che Vitaincorsa ha impostato la sua attività di formazione su alimentazione ed attività fisica su un metodo scientifico: IL METODO ALBANESI, un percorso personalizzato e strutturato in una precisa sequenza di passi per dimagrire in modo sano, efficiente e duraturo, che insegna i principi di base dell’alimentazione (per scoprire come mangiare in modo equilibrato fornendo al nostro corpo esattamente ciò di cui ha bisogno, niente di più (per non ingrassare) niente di meno (per non soffrire) e per sviluppare una coscienza alimentare) e indica la modalità corretta per iniziare a correre (camminare) con gradualità fino ad arrivare a svolgere una adeguata attività fisica per fini salutistici.

    Dal 2010, inoltre, Vitaincorsa ha realizzato un corso di formazione a distanza fruibile tramite internet che permette di seguire il corso dove e quando si preferisce senza limiti di spazio e di tempo interagendo con il tutor e con gli altri partecipanti per mezzo dei diversi sistemi di comunicazione disponibili nell’ambiente di apprendimento.

    Per maggiori informazioni: www.vitaincorsa.it

  • Sviluppo della Vista Nel Bambino

    Nei bambini, se i primi mesi sono importanti per lo sviluppo della funzione motoria e sensoriale, il periodo che va dai sei mesi fino ai 10-12 anni è decisivo per il raggiungimento della stabilità visiva.

    I danni che si verificano all’apparato visivo nei primi sei mesi di età sono spesso irreversibili; dopo i sei mesi i danni generano un regresso delle facoltà visive acquisite, ma un trattamento tempestivo consente di far recuperare le potenzialità perdute.

    Alla nascita il neonato è in grado di captare tutti gli stimoli visivi provenienti dall’ambiente circostante ma non di elaborarli, di organizzarli in immagini e, quindi, di capirli; il bambino vede luci e forme ma non può attribuirli a cose, persone e ambienti.

    Nei primi quattro mesi di vita si sviluppano le principali funzioni monoculari e binoculari, sia sensoriali sia motorie, la convergenza, l’accomodazione e i movimenti orizzontali rapidi.

    A 15 giorni, il bambino riesce a mettere a fuoco le immagini distanti 20-30 cm dagli occhi, non riconosce ancora i colori, ma distingue la luce dal buio. Non avendo ancora il pieno controllo dei muscoli oculari si stanca presto e talvolta può sembrare strabico.

    Dopo 10-12 settimane distingue il viso umano rispondendo a sorrisi, smorfie e movimenti delle labbra; segue le immagini in movimento ruotando il capo e facendo convergere gli occhi se gli si avvicina un oggetto al viso.

    Tra il quarto e il sesto mese il bambino è in grado di fissare un oggetto, di seguirne il movimento e di volgere lo sguardo verso uno stimolo visivo. Tra il quarto e il quinto mese mette a fuoco le immagini fino a qualche metro di distanza, distinguendo chiaramente alcuni colori fondamentali quali il rosso, il verde e il blu.

    A sei mesi controlla abbastanza bene i muscoli oculari, quindi scompare l’eventuale strabismo, ed è attratto da oggetti di piccole dimensioni.

    A sette mesi vede come una persona miope, mentre a dieci acquista il senso di profondità delle immagini (acutezza stereoscopica).

    Tra gli uno e due anni il bambino raggiunge il pieno controllo dei muscoli oculari, mentre l’accomodazione gli consente di mettere a fuoco gli oggetti a qualsiasi distanza.

    A due anni raggiunge i dieci decimi di acutezza visiva e le sue strutture oculari funzionano in modo completo.

    Dott. Andrea Valli
    medico oculista
    www.andreavalli.it

    Dott. Luigi Fusi
    medico oculista
    www.luigifusi.it

  • Mastoplastica Intervento che dà Ottimi Risultati con Protesi di Qualità e Certificate

    La mastoplastica additiva consiste nell’aumentare il seno con l’inserimento di protesi al silicone. E’ un intervento che si esegue in anestesia generale è ha una durata indicativa di circa due ore.

    Si possono utilizzare diverse tecniche chirurgiche per inserire le protesi e consistono nell’eseguire una incisione, creare una tasca sotto il tessuto del seno o sotto il muscolo del torace e posizionare la protesi in questa nuova tasca in tutta sicurezza.

    Dopo l’intervento è importante passare una giornata di riposo a letto e indossare per una settimana un reggiseno particolare.

    Dopo l’intervento è possibile provare sensazioni di gonfiore e sensibilità: si tratta di sintomi che si attenuano nel giro di pochi giorni.

    I punti sono rimossi dop 7-14 giorni. La maggior parte delle pazienti riprende le proprie attività lavorative dopo la prima settimana dall’intervento.

    Le protesi

    Le aziende produttrici mettono a disposizione protesi che tra loro differiscono per la forma e il contenuto.

    Di solito si preferiscono protesi a profilo anatomico contenenti gel di silicone che conferisce un aspetto e una consistenza al seno molto naturale.

    Le protesi certificate e autorizzate in Italia sono sicure e permettono alla paziente di svolgere qualsiasi tipo di attività.

    Vari studi hanno anche dimostrato che non ci sono correlazioni tra le malattie del seno e le protesi mammarie.

    La donna portatrice di protesi può allattare e sottoporsi a tutte le indagini radiologiche ed ecografiche al seno.

    D.ssa Daniela Messori
    c. Einaudi 18/A – Torino
    tel. 011.591.388
    mobile: 347.804.7928
    www.danielamessori.it

  • Portale sulle Cellule Staminali

    Da oggi è disponibile online una nuova risorsa per chi vuole approfondire il tema delle cellule staminali. Si tratta di un sito che fin dalle sue prime pubblicazioni sfiora sia concetti di natura prettamente scentifica, come le descrizioni dei vari tipi di cellule staminali esistenti, come anche concetti di natura diversa, come la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. Sicuramente è nel tempo che tale risorsa online acquisirà valore in termini di contenuto, ma fin dalle sue prime pagine promette di non deludere chi fosse alla ricerca di approfondimenti sul tema.

  • Miopia Astigmatismo e Ipermetropia. Come Avere una Qualità della Visione Migliore con Nuove Lenti Intracorneali

    Per anni gli unici metodi per correggere permanentemente miopia, ipermetropia, astigmatismo senza fare ricorso agli occhiali era la chirurgia con il laser. Ora grazie a nuove lenti fachiche possiamo ottenere con una procedura semplice un risultato migliore che offre al paziente una visione “ad alta definizione”. Esiste una differenza fondamentale tra l’acuità visiva e la qualità della visione. Molte procedure di chirurgia refrattiva come la Lasik sono in grado di offrire un miglioramento dell’acuità visiva, ma la qualità di come si vede può differire, e anche di molto, a seconda della procedura utilizzata. Esistono delle lenti che garantiscono una correzione visiva che va oltre alla Lasik e permettono al paziente di vedere in modo più nitido, con una maggiore profondità e ampiezza di campo visivo. Queste particolari lenti intracorneali si chiamano VISIAN e sono prodotte negli Stati Uniti dalla STAAR. Scelte anche dall’esercito americano per la loro affidabilità e performance sono lenti particolarmente adatte per chi ha uno stile di vita moderno e attivo e per tutti coloro che desiderano recuperare il più alto livello di qualità visiva. Dott. Alberto Bellone Torino Milano Busto Arsizio (VA) Tel. (+39) 011.318.6318 www.albertobellone.it [email protected]

  • Nuovi casi di meningite in Italia

    Quattro nuovi casi di meningite si sono verificati negli ultimi giorni in Italia del Nord e in provincia di Latina scatenando il panico fra i parenti e i conoscenti dei pazienti. Si tratta di un bimbo di sette anni ricoverato nel reparto malattie infettive del Gaslini di Genova, di una bimba di tre anni della provincia di Brescia, e di un ragazzo di 17 anni e un bimbo di due anni e mezzo entrambi di Latina. A tutti è stata diagnosticata la meningite batterica, curata in seguito con antibiotici, mentre per salvaguardare l’incolumità di tutte le persone venute a contatto con i malati è stata avviata la procedura di profilassi antibiotica. Particolare apprensione soprattutto per i pazienti più giovani e grande timore fra i possibili contagiati: la meningite infatti, che è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono l’encefalo e del liquido cerebro-spinale, è notoriamente molto pericolosa e contagiosa. Causata nelle sue forme più gravi dal meningococco, un batterio letale che nei paesi occidentali rappresenta uno dei fattori scatenanti più frequenti della malattia, deve essere trattata immediatamente perché solo poche ore possono essere determinanti per la sorte del malato. Della meningite da meningococco muore attualmente ancora il 10 per cento dei pazienti soprattutto a causa di una diagnosi tardiva: si tratta infatti di una patologia che va individuata e curata tempestivamente perché non arrechi danni irreparabili o addirittura la morte.
    Fino a poco tempo fa l’unico sistema per diagnosticare la meningite era rappresentato dalla coltura microbiologica che dava un esito solo dopo 36 ore, a volte falsamente negativo a causa delle terapia antibiotica ad ampio spettro che viene subito praticata al paziente per contrastare l’infezione. Ora però la diagnosi della meningite e di altre pericolose malattie come la polomonite e la sepsi può essere fatta molto più velocemente utilizzando il nuovo test messo a punto dalla società Eurospital. Si tratta di un test rapido basato sulla biologia molecolare che individua la meningite in tempi brevissimi permettendo la cura tempestiva del paziente e un’azione rapida di prevenzione in tutti coloro che sono stati a contatto con il malato. Il nuovo test, denominato EusepScreen, presenta una sensibilità molto più elevata delle indagini colturali utilizzate finora per diagnosticare molte malattie infettive, è di rapida esecuzione, alta specificità e sensibilità superiore rispetto ai metodi diagnostici tradizionali ed è anche più economico. Si esegue direttamente su campioni biologici come il sangue, dà il risultato in meno di due ore (contro le 72 ore dei metodi tradizionali) e permette di intervenire con una terapia antibiotica mirata e quindi più efficace sia in caso di meningite e polmonite che di sepsi. Il test è in grado di rinoscere il DNA batterico appartenente a tutti i sierogruppi di Neisseria meningitidis (A,B,C,X,Y,W135,H,Z,29 E,NT), tutti i 92 sierotipi di Streptococcus pneumoniae, i sierotipi b, c di Haemophilus influenzae e tutti i sierotipi di Adenovirus.

  • Dieta da spot: ricca di grassi, povera di vitamine

    Sono troppi gli spot scorretti rivolti ai bambini, molti dei quali spingono a un’alimentazione sbagliata, troppo ricca di grassi e zuccheri portando a una conseguente pericolosa carenza di vitamine. Merendine, budini e gelati, primi e secondi piatti elaborati e grassi: questa dovrebbe essere, secondo la pubblicità, l’alimentazione base dei nostri figli! E in effetti le conseguenze di una simile dieta non mancano di farsi sentire. Quante volte i nostri piccoli ci chiedono e ottengono alimenti troppo ricchi di zuccheri e grassi a discapito di frutta e verdura?
    La dieta degli spot è stata messa sotto esame da una ricerca dell’Università di Savannah, diretta dal professor Michael Mink e pubblicata sul “Journal of American Dietetic Association”. Il responso finale parla di uno stile d’alimentazione poco o per nulla equilibrato: a fronte di una “overdose” di zuccheri, proteine, grassi totali e saturi, selenio, sodio, tiamina e colesterolo si evidenzia anche una pericolosa carenza di vitamine fondamentali per la crescita del bambino, come la vitamina A, la vitamine D e la vitamina E, oltre a dosi troppo basse di magnesio, potassio, fibre, ferro e fosforo.
    Come fare dunque per proteggere i nostri figli dagli effetti negativi di una dieta scorretta? Portare in tavola cibi semplici e genuini, possibilmente non industriali, tanta frutta, verdura e alimenti integrali. E, in condizioni particolari di stress fisico e mentale, consultare il pediatra per ricorrere a un integratore alimentare specifico che sopperisca all’eventuale carenza di vitamine molto comune soprattutto al termine degli impegni scolastici.
    Gli integratori alimentari più efficaci in questi casi sono principalmente a base di Vitamina A, Vitamina B, Vitamina C e Vitamina D: un mix di sicura efficacia contro gli stati di affaticamento fisico e mentale. Haliborange Fosfoenergy di Eurospital, reperibile in farmacia, è un integratore alimentare ideale in grado di aiutare i più piccoli nella vita di ogni giorno e di superare l’affaticamento fisico e la carenza di vitamine nelle condizioni di particolare impegno fisico. Oltre alle vitamine D3,A, C, B1, B2, B5, B6, B9, B12, Haliborange Fosfoenergy contiene Carnitina, Fosfoserina e Glutammina: tutti elementi che aiutano a migliorare le prestazioni e la resistenza fisica. La Carnitina, infatti, riduce l’affaticamento fisico e mentale, mentre la Fosfoserina è un fosfolipide naturale che svolge un importante ruolo funzionale di trasporto del Fosforo a livello cerebrale e permette di migliorare la concentrazione nei bambini e favorisce la capacità di apprendimento. La Glutammina riduce il senso di stanchezza perché agevola il trasporto di azoto tra i tessuti muscolari, azoto che viene utilizzato per le attività metaboliche del muscolo.
    In più, perché il gusto sia piacevole e non si debba affrontare il sapore non sempre gradito delle vitamine, Haliborange FosfoEnergy è al gusto ACE.

  • Rischio chimico: il caso delle operazioni di manipolazione dei CA

    Durante le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici la garanzia per l’incolumità e la sicurezza del personale, e quindi la prevenzione del rischio chimico legato ad un’eventuale contaminazione, è vincolata da opportune misure preventive così come previsto dalle normative.
    Le vie di contaminazione principali possono essere quella inalatoria, cutanea o per contatto delle mucose; altre vie occasionali sono costituite dalla via oculare (spruzzi accidentali) o dall’ingestione (attraverso cibi o bevande contaminati, ecc.).
    L’esposizione ai farmaci chemioterapici antiblastici può avvenire durante le diverse fasi del lavoro quali l’immagazzinamento, la preparazione, il trasporto ai reparti, la somministrazione al paziente.
    Durante la fase di preparazione in particolare, per garantire la massima prevenzione del rischio chimico è opportuno utilizzare i sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci.
    In questa fase infatti si può verificare un’accidentale esposizione al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol e/o spandimenti sotto la cappa a flusso laminare verticale. E’ quindi necessario, prima di eseguire la preparazione, verificare la funzionalita’ della cappa e dei sistemi di sicurezza, che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per quanto riguarda la somministrazione invece, a causa di stravasi di liquido dai deflussori non dedicati, dai flaconi o dalle connessioni tradizionali si possono avere contatti cutanei con i farmaci chemioterapici antiblastici. E’ quindi necessario che il personale addetto indossi i previsti D.P.I. , e segua le norme di sicurezza comprendenti le linee guida generali e particolari per la somministrazione.
    E’ opportuno l’utilizzo di set infusionali a circuito chiuso dedicati e tecnologicamente studiati per l’infusione endovenosa dei farmaci antiblastici come prima misura di prevenzione del rischio chimico.
    E’ inoltre necessario effettuare la centralizzazione delle strutture, ovvero effettuare le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici in locali appositamente predisposti con caratteristiche tali da consentire che non si abbiano veicolazioni di agenti contaminanti in altre aree. I locali adibiti dovrebbero essere sufficientemente ampi (circa 16 mq.) per mettere il personale addetto, nelle condizioni ottimali per lo svolgimento delle loro mansioni.
    Inoltre la stanza dovrebbe essere fornita di una cappa aspirante, di un piano d’appoggio, un armadio, un box di decontaminazione o meglio di un’antistanza filtro.
    Il pavimento e le pareti è necessario che siano in materiale plastico facilmente lavabili con angoli arrotondati.
    Il locale dovrà essere protetto da turbolenze d’aria che potrebbero ostacolare le misure di sicurezza; se esiste un impianto di condizionamento dell’aria dovrebbe garantire almeno 6/10 ricambi d’aria l’ora.
    Per quanto riguarda la comunicazione con l’esterno si dovrà installare un interfono a viva voce così da evitare qualsiasi tipo di contaminazione.
    Dall’analisi delle vie di contaminazione si comprende come la prevenzione del rischio chimico passi attraverso l’abbinamento delle corrette procedure e di un sistema opportuno per rendere sicura la manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, della loro somministrazione e dello smaltimento relativo ai dispositivi utilizzati.

  • [9.36.55] Paolo Luino [DeArt Torino] Web Agency scrive:Occhi Sporgenti per Iperotiroidismo: Nuove Tecniche Offrono Risultati Estetici Migliori

    L’ipertiroidismo o morbo di Basedow-Graves può scatenare a livello oculare una reazione infiammatoria autoimmune conosciuta come orbitopatia di Graves e che è caratterizzata dagli occhi in fuori (esoftalmo) e da palpebre troppo aperte (retrazione palpebrale) che conferiscono ai pazienti che soffrono di questa condizione un aspetto grandemente alterato rispetto a prima della malattia.

    Gli occhi sembrano uscire dalle orbite in modo innaturale e grottesco che determina anche un disagio estetico non trascurabile per il paziente.

    Nel corso del congresso internazionale tenutosi a Torino il 31 maggio 2010 si è parlato solo di questa malattia. “Quando gli occhi tendono a sporgere è quasi sempre sintomo di un malfunzionamento della tiroide “ ha spiegato Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico e organizzatore dell’evento.

    “E’ quindi necessario innanzitutto curare tempestivamente il malfunzionamento della tiroide, per ridurre al minimo i danni che ne possono conseguire. In un secondo tempo sarà possibile intervenire per risolvere anche per il disturbo della vista. Infatti, anche eliminando le alterazione a livello della tiroide, gli occhi non tornano al loro ed è necessario intervenire chirurgicamente.

    In passato – ha spiegato il dott. Bernardini – si trattava di un intervento non facile, in cui un caso su due aveva come effetto collaterale lo strabismo con diplopia, ossia la visione sdoppiata. Oggi invece, le tecniche mini invasive consentono di intervenire riducendo la pressione bulbare con una percentuale minima di complicazioni”.

    Grazie alle tecniche attuali i tempi di recupero sono stati sensibilmente ridotti, non restano cicatrici evidenti, ma soprattutto il rischio di sviluppare a strabismo è sceso dal 50 al 10 per cento. In ogni caso, qualora si presentasse il problema, è comunque possibile rimediare con un secondo intervento.

    Dott. Francesco Bernardini

    Genova – v. Cecchi 4/8 – tel 010.570.5845
    Torino – c. Einaudi 18/a – tel 011.591.388
    Milano – v. Marco Polo 8 – tel 02.626.94.658
    www.oculoplasticabernardini.it