Le cicatrici da acne
Categoria: Salute e Medicina
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Orthesys, plantari di classe per il benessere della persona
Realizzare dei plantari ortopedici, per un tecnico ortopedico capace come quelli che collaborano con la Orthesys, significa saper creare, inventare, un valido e un opportuno sostegno, una vera e propria opera d’arte.
Maestri che sanno “scolpire” plantari su misura, tutori per linfedema, come sono perfettamente in grado di proporre un perfetto bracciale per linfedema e degli idonei plantari ortopedici, ma anche un valido plantare per piede piatto. Non per nulla presso la Orthesys ci si può affidare con totale fiducia a del personale altamente specializzato, motivato, professionalmente preparato, capace quindi di poter comprendere appieno le molteplici esigenze di una folta clientela.
La società Orthesys nasce nel 2007 e nel tempo ha saputo creare una solida e valida realtà, divenendo ben presto leader nel settore dei plantari ortopedici. La Orthesys pertanto offre la garanzia di valide soluzioni, e questo all’esclusivo fine di proporre dei plantari su misura come pure tutori per linfedema perfettamente studiati e realizzati.
Il plantare per piede piatto come anche il bracciale per linfedema, sono il frutto di un’attenta valutazione e di un opportuno studio. Ma oltre a questi unici e importanti requisiti, la Orthesys offre anche tutta la sua conoscenza e la sua infinita collaborazione affinché tutti possano godere di un giusto e doveroso supporto umano, in modo che ci si possa sentire come se si fosse in una grande famiglia.
Oggi, grazie ad un’attenta e professionale scelta aziendale la Orthesys è divenuta a pieno titolo e con merito un vero e proprio faro per la realizzazione di ottimi plantari su misura e di validi tutori per linfedema. Un lavoro profuso con competenza e bravura artigianale, un esaustivo supporto di assistenza, sono solo alcune delle caratteristiche della Orthesys. Tutti elementi che le hanno permesso di conseguire meritati risultati portandola quindi a divenire leader per plantare per piede piatto, come pure bracciale per linfedema.
Tutti coloro i quali pervengono, previa ovvia prescrizione specialistica, presso il centro della Orthesys, potranno così essere certi di trovare uno staff valido e preparato, una equipe che non valuta e studia solamente la diagnosi effettuata dal proprio specialista, ma vuole anche acquisire preziose informazioni. Tutto ciò perché la Orthesys non si limita a produrre elementi destinati a sopperire ai più svariati problemi afferenti l’apparato locomotore, ma vuole progettare plantari ortopedici e tutori per linfedema, che oltre ad essere artisticamente belli, siano anche tecnicamente validi, perciò una ortesi che sia un valido supporto ad una terapia fisica, antinfiammatoria, a una rieducazione posturale, alla riabilitazione di un trauma, a una riabilitazione post protesica.
Per poter avere una maggiore e più dettagliata panoramica sulla Orthesys è anche possibile visitare il suo sito www.orthesys.com nel quale si illustrano in maniera più approfondita tutti i vari servizi proposti da questa brillante, moderna e dinamica società.
Contatto:
ORTHESYS srl
Via Melchiorre Gioia 67, 20124 Milano
Telefono – 02.66.98.97.99
Fax – 02.67.48.10.07
[email protected] -
TATUAGGI CHE PASSIONE !
E finalmente .. l’estate! E con essa la voglia di esporre al sole il nostro corpo e, per chi ne è amante, (almeno un milione e mezzo di Italiani sembra ne abbia uno) esporre finalmente le “opere d’arte” che si è deciso di avere indelebili sul proprio corpo: è arrivato il momento di esporre i nostri tatuaggi !.
Abbiamo approfondito l’ argomento con uno specialista del settore, Alessandro Buscarino, titolare e tatuatore di INK TATTOO (www.inktattoostudio.com) e chiesto lui alcuni consigli su come trattare il proprio tattoo quando ci si espone al sole.
Ecco i suoi consigli suddivisi per le due tipologie di tatuaggi : nuovo o già di più lunga vita.
SE IL TATUAGGIO “E’ NUOVO”
“Il tatuaggio appena fatto va protetto in maniera molto attenta. Una buona crema solare non è, in questo caso, sufficiente.
Per prima cosa è necessario seguire attentamente le istruzioni che noi professionisti diamo soprattutto non appena abbiamo concluso il tatuaggio : ciò che si deve o non si deve fare appena tatuati va seguito in maniera meticolosa se volete avere un risultato eccellente delle “vostre opere”.
Prima di ogni cosa, aggiungere alla crema al pantenolo necessaria per rimarginare “le ferite”, una crema estremamente idratante (UNIQUEpels ALTA COSMESI ne ha di veramente efficaci) per mantenere il vostro tatuaggio più che ben protetto oltre al riservarlo dal sole per almeno 3 settimane “
Ciò significa che dopo questo periodo di tempo, consigliato anche da Alessandro, sarà possibile esporre il proprio tatuaggio al sole ma utilizzando comunque una crema ad altissima protezione (l’ SP 50+ do UNIQUEpels ALTA COSMESI fa di certo al caso vostro!) ; ma ancor meglio sarà, addirittura, tenerlo coperto…la bandana diverrà quasi sicuramente la vostra migliore amica !!!
Continua Alessandro Buscarino : “soltanto quando il vostro tatuaggio non si “spellerà” più (non c’è un periodo certo , bensì per ciascun tatuaggio e per la sua differente posizione dove siete stati tatuati diventa più o meno lunga la cicatrizzazione del primo stato di derma – ndr) , potrete utilizzare una crema solare, visto che il derma sul tatuaggio avrà riprodotto il suo primo strato nella zona tatuata.
Portate particolare attenzione anche alla sabbia se sarete in spiaggia, ad eventuali peli di animali, se siete in campagna o similari ed anche all’erba ed al cloro se sarete in piscina.
L’eposizione al sole nell’ ambito della piscina infatti, non viene mai considerata come effettiva esposizione al sole, ma spesso può essere addirittura anche più nociva del mare e del sale in esso contenuto in quanto le piscine tenute pulite anche con il cloro, rischiano di “sbiancare” il tatuaggio e rovinare quindi il lavoro del vostro tatuatore”
Consigliamo pertanto, anche su suggerimento di Buscarino, di prestare cautela che il vostro nuovo tatuaggio non solo non venga in contatto con impurità qualsiasi ma anche che non venga bagnato se non dopo le tempistiche indicate dal tatuatore ed in particolar modo in piscina se non volete che il suo colore vivo (sia esso nero o tutti gli altri colori) si sbiadisca appunto per via del cloro come prima indicato.
Diverse sono le indicazioni se il tatuaggio ha invece più lunga vita. Eccole nello specifico
SE IL TATUAGGIO E’ “VECCHIO”
Come sappiamo, il buon senso e soprattutto tutti i dermatologi consigliano di proteggere la pelle con protezioni solari più che adeguate, applicate in quantità utili anche quando non ci sono tatuaggi sul nostro corpo.
“Altrettanto importante – sostiene Alessandro da tatuatore professionista, diviene la protezione se sul nostro corpo abbiamo tatuaggi”. Quindi proteggere il nostro corpo con un solare più di alta qualità, deve essere per tutti noi un must …tatuati o meno…!
Buscarino sostiene inoltre che “se in altre parti del corpo si possono usare creme a protezione “media”, (SPF15 ndr) sul tatuaggio invece invito ad utilizzare sempre creme a protezione ALTA o MOLTO ALTA (SPF 30 e SPF 50+ rispettivamente ndr).
In questo modo, proteggerete la vostra opera anche con i passare degli anni, impedendo al sole di “imbruttirlo” facendone virare il colore, se nero, al verde oliva o al bluastro, e a differenti colori da quello che avete scelto se lo stesso è invece tatuato a colori”
Conclude Buscarino ribadendo che “se desiderate che la vostra opera d’arte sia mantenuta tale nel tempo, dovrete averne cura seguendo quanto vi ho esposto prima”.
Seguendo qualche consiglio nostro e di Alessandro Buscarino, potrete andare fieri del vostro tatuaggio e proteggerlo oltre a proteggere la vostra pelle in assoluto.
L’impegno e lo sforzo richiesti per salvaguardare il vostro tatuaggio dal sole, sono veramente minimi.
Le cure appropriate anche d’estate, contribuiranno così a mantenerlo bello per tutti gli anni a venire.
Ufficio Stampa e Social Media YOUR LAB srl
UNIQUEpels ALTA COSMESI
INK TATTOO STUDIO
Via C. Jannozzi, 48
20097 – SAN DONATO MILANESE (MI)
www.inktattoostudio.com
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Fili riassorbibili in medicina estetica
Negli ultimi anni la chirurgia estetica è riuscita a convincere anche le persone più diffidenti. La percezione di questa particolare branca della medicina è notevolmente cambiata.
Se prima un intervento di chirurgia estetica era considerato opinabile e discutibile, ora questa concezione è stata superata, offuscata dai veri benefici derivanti da questi interventi. Grazie alla medicina estetica è possibile migliorare la propria vita, il rapporto con noi stessi ed innalzare il nostro livello di autostima e sicurezza.
Con il passare del tempo e con lo sviluppo di nuove tecnologie e strumenti, anche il modo di intervenire nella chirurgia plastica si è sviluppato e migliorato. Sono nate nuove tecniche grazie alle quali è possibile intervenire nel modo meno invasivo possibile.
I fili riassorbibili rappresentano un’innovazione davvero importante nella medicina estetica. Essi vengono utilizzati per eliminare le imperfezioni del volto e per tonificare il corpo, il tutto abbassando quasi del tutto il livello di invasività dell’intervento.
I fili riassorbibili in medicina estetica sono composti in materiale biocompatibile e assolutamente antiallergico. Essendo in gradi di rilasciare le giuste quantità di collagene, elastina ed acido ialuronico, i fili riassorbibili, una volta introdotti sotto pelle, riescono a correggere le imperfezioni del viso e del corpo. Il tutto avviene in maniera davvero naturale: i fili riassorbili, composti da piccoli coni, scorrono sotto la pelle e donano autentica ed efficace azione tonificante alla nostra pelle.
L’istallazione dei fili riassorbibili in medicina estetica è davvero semplice e non invasiva. Utilizzando sottilissimi aghi, in pochi minuti, è possibile inserire questi piccoli coni adoperando sul paziente solo una piccola azione di anestesia locale. I fili riassorbili non lasciano segni e non provocano alcun dolore al paziente.
Un altro pregio dei fili riassorbili in medicina estetica è rappresentato dalla loro capacità di adattarsi nello specifico ad ogni caso clinico. È possibile soddisfare completamente ogni esigenza e richiesta di uomini o donne che vogliono migliorare la propria condizione estetica.
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I sintomi dell’incontinenza anale dopo il parto non vanno trascurati
La gravidanza e il parto sono momenti tra i più significativi nella vita di una donna, anche se purtroppo possono verificarsi problemi fisici che non permettono di godersi appieno la maternità appena iniziata.
Uno dei più gravi ma di cui purtroppo si parla ancora poco è rappresentato dall’incontinenza fecale post-partum, determinata da problematiche insorte a livello del pavimento pelvico o da altre tipologie di traumi ostetrici.
È stato calcolato a tal proposito che, in seguito al parto naturale, le donne tendono ad essere statisticamente più colpite rispetto a quelle sottoposte al parto cesareo. Altro dato interessante da ricordare è che all’incirca il 3% delle donne inizia a soffrire di questa particolare tipologia di incontinenza proprio dopo il parto vaginale.
Il disturbo può essere di natura transitoria o, nel peggiore dei casi, permanente: ecco perché ai primi sintomi di incontinenza post-partum è bene effettuare una visita proctologica atta a stabilire le cause dell’incontinenza.
Dal punto di vista delle terapie, nei casi meno seri vengono impiegate ad esempio tecniche di feedback e ginnastica riabilitativa, mentre per un intervento più incisivo può rendersi necessaria la chirurgia. Apprezzato per la sua minima invasività e per la sua efficacia sia nel breve che nel lungo periodo dimostrata scientificamente, il metodo chirurgico THD Gatekeeper è tra le migliori proposte oggi a disposizione.
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L’incontinenza di feci ti tormenta? Sconfiggila definitivamente con la chirurgia
Vi sono parti del nostro corpo che, quando per un motivo o per l’altro smettono di funzionare a dovere, causano problemi seri anche se le loro dimensioni anatomiche sono in realtà molto piccole.
Un esempio di quanto appena detto è rappresentato dai problemi di incontinenza fecale (IF) determinati dalla perdita – totale o parziale – della capacità contenitiva dell’ano, fenomeno che può essere dovuto a cause diverse.
All’origine dell’incontinenza delle feci troviamo ad esempio neuropatie, traumi fisici a livello del pavimento pelvico (es. a seguito del parto) e perdita di tono muscolare, ma anche la degenerazione dei tessuti causata dall’avanzare dell’età e diverse altre problematiche che possono essere individuate solamente mettendosi nelle mani di un medico esperto.
Medico che, eseguiti le ispezioni e gli esami del caso, potrà proporre al paziente una terapia idonea alle sue condizioni fisiche. Nel caso di fenomeni di incontinenza poco marcati e di carattere transitorio, buoni risultati si possono ottenere con terapie di biofeedback e approcci riabilitativi tramite ginnastica.
Vi sono però casi gravi in cui si rende opportuno un intervento chirurgico, come in particolare il THD Gatekeeper che sinora ha prodotto un’ottima casistica di risultati positivi. Questo approccio chirurgico, rapido e mini-invasivo, permette al paziente di ritrovare la propria serenità grazie all’inserimento di piccolissime protesi che aumentando di volume aiutano lo sfintere a rimanere chiuso a riposo.
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La cura delle emorroidi è possibile: ecco i consigli di un portale specializzato
Chi ha problemi di emorroidi spesso si chiede perché madre matura abbia deciso di collocare in un punto così delicato queste piccole formazioni, che quando danno problemi fanno vedere le stelle.
Il motivo è molto semplice: si tratta di strutture vascolarizzate, ovvero irrorate dal sangue, che grazie al loro volume aiutano lo sfintere anale a rimanere ben serrato e quindi svolgono un compito fondamentale ai fini della continenza.
Le cause dei problemi emorroidari sono le più diverse, a iniziare dall’aumento della pressione intra-addominale – comune durante i fenomeni di costipazione – e da una immancabile base di predisposizione genetica. Anche durante e dopo la gravidanza si sviluppano condizioni fisiche tali per cui è possibile iniziare a soffrire di emorroidi.
La cura più semplice è rappresentata da una maggior assunzione di fibre con l’alimentazione, associata al regolare moto e al consumo di elevate quantità di liquidi, tutti fattori che andando ad agire sulla costipazione possono dare sollievo alle strutture anali.
Esistono però anche casi in cui la situazione è talmente compromessa da richiedere un intervento chirurgico per la cura delle emorroidi, e a questo proposito è bene sapere che vi sono metodologie di efficacia comprovata (es. THD Doppler) che danno ottimi risultati.
Per maggiori informazioni su cause, sintomi e rimedi in fatto di emorroidi consigliamo una visita al portale curareleemorroidi.it, dove trovare tanti consigli utili per ritrovare il benessere fisico.
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Condizionatori e i bambini: guida per i genitori
Sopravvivere ai giorni di caldo afoso senza condizionatori è quasi impossibile. Il caldo diventa un nemico da sconfiggere a tutti i costi, sopratutto se a pagarne le spese sono i bambini. Genitori in tilt alla ricerca di refrigerio: se da un lato ci si preoccupa ad eliminare il caldo dall’altro aumentano i dubbi su i rischi o i benefici che i condizionatori possono portare alla salute del vostro bambino.
Guida all’uso equilibrato dei condizionatori
I condizionatori sono utilizzati per creare un ambiente confortevole ed offrire una sensazione di benessere: tutto ciò si può ottenere abbassando la temperatura dell’aria di max 6 gradi centigradi rispetto a quella esterna senza diminuirla in maniera sproporzionata. I condizionatori, oltre a rinfrescare l’aria, riducono anche la presenza di vapore acqueo grazie all’azione di deumidificatore, riducendo di conseguenza la sensazione di caldo opprimente che affatica i piccini.
Ricordatevi che l’utilizzo dei condizionatori deve essere rispettare una serie di abitudini corrette:
✔ fare in modo che i raggi solari non raggiungano la stanza tenendo le tapparelle chiuse almeno nelle ore più calde;
✔ fate bere tanta acqua ai piccoli;
✔ evitare i troppi sbalzi di temperatura, esempio da una stanza all’altra;
✔ effettuare una manutenzione e pulizia ordinaria sul dispositivo affinché vengano eliminati batteri, pollini o muffe che annidate nei filtri arrecano danni alla salute del vostro bambino ed anche alla vostra.
È importante che i condizionatori siano posizionati almeno ad un metro di distanza dal bimbo e con un flusso d’aria che non sia diretto verso quest’ultimo.
I condizionatori e il futuro dei vostri figli
Ci si preoccupa tanto della scelta dei condizionatori, ma spesso non ci si chiede cosa fare quando si rompono, ovvero come smaltirli.
Di recente è stata effettuata una classifica dall’ECODOM (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio elettrodomestici)sulle abitudini di utilizzo e di smaltimento delle apparecchiature elettriche e elettroniche in Italia. Da qui, con stupore, una scoperta: i condizionatori portatili si trovano alla fine della classifica posseduti solo dal 14% delle famiglie rispetto ai condizionatori fissi presenti nel 37%. L’analisi evidenzia anche che oltre il 19% del totale degli elettrodomestici presenti nelle case degli italiani non sono più utilizzati perché non funzionanti o poiché non sono più utili; al primo posto i condizionatori portatili 32%, inoltre quest’ultimo risulta essere l’elettrodomestico che è maggiormente smaltito in maniera scorretta.
Ai genitori che sono fermi sul punto dell’acquisto dei condizionatori, ricordiamo quindi che il giusto utilizzo ed il non eccesso concorreranno a non recare danni; ai genitori che non utilizzano più il dispositivo oppure l’hanno mandato in pensione per comprarne uno nuovo consigliamo di lasciare un mondo sano ai propri figli, smaltendo il “rifiuto” in maniera adeguata. -
Le apparecchiature elettromedicali più moderne le trovi da N.O.R.I.S.
Gli ospedali italiani, le strutture private e pubbliche che si occupano di ricerca e i centri che erogano servizi rivolti alla salute del cittadino possono oggi contare su un vasto assortimento di prodotti ed accessori elettromedicali in cui la tecnologia va di pari passo con la praticità.
Ma di quali dispositivi stiamo parlando? Ricordiamo, ad esempio, l’impiego diffuso di computer medicali che sono corredati di appositi sistemi di input e periferiche il cui utilizzo è pensato per le sale operatorie, oppure i display per la visualizzazione delle immagini catturate da sonde ed altre strumentazioni che oltre ad essere caratterizzati da una elevata risoluzione risultano altresì visibili dalle più differenti angolazioni.
Molti di questi dispositivi sono dotati di tecnologia touchscreen, valido ausilio per rendere ancor più veloce ed intuitivo il loro utilizzo, e vi è inoltre la possibilità di sfruttare i cosiddetti “E-View” che permettono la visualizzazione delle immagini diagnostiche attraverso una apposita stazione di consultazione.
Ma queste sono solamente alcune delle più moderne apparecchiature elettromedicali su cui possono contare i professionisti della salute, e per scoprirle tutte basterà collegarsi con il sito web dell’azienda leader in forniture N.O.R.I.S. srl.
Certificata secondo lo standard ISO 9001 ed attiva sull’intero territorio italiano, N.O.R.I.S. offre alla sua clientela un catalogo completo di proposte che sapranno soddisfare con la loro elevata qualità ogni esigenza in campo medico e chirurgico.
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Lenti Progressive, addio il doppio paio di occhiali!
Cosa sono le lenti progressive?
Sono in tutto e per tutto delle lenti multifocali, senza però la terribile linea di distacco tipica delle lenti bifocali e trifocali. Sono in grado di correggere la vista a lunga, media e breve distanza, e sono fabbricate in modo tale che il passaggio tra l’una e l’altra risulti graduale e non netta.
Nei primi anni ’70 furono messe sul mercato le prime lenti progressive, ben lontane dall’avere una qualità ottima, hanno subito nel corso degli anni miglioramenti e sviluppi che le hanno portate ad avere risultati eccezionali.
Negli anni ’80 furono introdotte una versione migliorata delle lenti progressive, le meglio conosciute lenti “RX”, ben lungi dall’essere come le attuali, risultarono un grande passo in avanti rispetto alle prime mai fabbricate.
I produttori continuarono a introdurre lenti con un design migliorato delle proprie lenti progressive, trovarono così un miglioramento, diventanto notevolmente più discrete, nonostante fossero ancora basate sul progetto delle ormai vecchie lenti “RX”. La peculiaretà di queste lenti era data dal significante ingrandimento della zona per la vsione a distanza.
Con l’arrivo del nuovo millennio le lenti progressive hanno avuto un cambiamento che si può dire epocale. Dalla germania furono introdotte delle tecniche di produzione completamente nuove, che consentì ai progettisti e ai produttori piena libertà per lavorare su design più sofisticati ed avanzati. Venne introdotto il termine freeform, per indicare questo avvenuto cambiamento.
Il potere di queste lenti sta nel fatto che la correzione viene ricavata sul lato posteriore della lente, ottenendo così un campo visivo più grande del 17%, in quanto il potere correttivo è molto più vicino all’occhio creando cosi un effetto “keyhole” (buco di serratura), cioè avvicinando la prescrizione ai propri occhi le lenti permettono di vedere molto di più rispetto alle vecchie RX, che avevo la correzione nella parte frontale della lente, come se si stesse sbirciando attraverso il buco di una serratura, più ci si avvicina più si vede.
Nel recente 2005 vennero introdotte lenti freeform completamente personalizzabili. Ciò ha permesso di creare lenti su misura per ogni cliente, in base alla prescrizione e alla montatura.