Categoria: Musica

  • BEATO BIAGIO: VAI VIA è il singolo dell’omonimo album

    La voce unica di un cantante e tenore eccezionale. Un talento lirico prestato al pop – classico

    “Vai via” è un disco ricco di contenuti di vita quotidiana. Uno sguardo sulla vita “non naif”, con la particolare attenzione ad osservare ed ascoltare anche di chi ci sta accanto. Vai via è anche un’esperienza particolare, una massima espressione verso l’amore. Un tocco di poesia nel descrivere le maschere che usiamo quotidianamente nascondendo spesso le nostre vere esigenze e i nostri difetti. Una sorta di preghiera moderna contro i mali che affliggono la terra.


    Beat Biagio Pisa è un tenore dalla voce potente e allo stesso tempo morbida e dolce. Nasce nella soleggiata Sicilia dove passa i primi tre anni della sua infanzia con i suoi nonni! I suoi genitori emigrati in Svizzera lo portano poi nella sua seconda e futura patria dove a quattro anni scopre il suo strumento preferito e compagno ancora oggi nella vita quotidiana: il pianoforte!

    Fonda una band mentre il suo tempo è impiegato nei lavori più disparati, in aziende di servizio pubblico, istituti assicurativi e bancari, come anche in centri di ricerca in cui tuttora opera come informatico.

    Il suo amore, i suoi sogni e desideri, sono comunque legata al la musica.


    Nel 1995 Biagio reincontra il sassofonista della sua band giovanile ritrovando nuovamente la sua passione, questa volta tuttavia non come pianista e tastierista come allora, ma piuttosto come cantante e interprete. Da lì in poi si dà il nome d’arte Beato Biagio. Da subito le lezioni di canto diventano d’obbligo e presto tutti si accorgono che il suo organo vocale deve essere qualcosa di veramente speciale. Nel suo profondo sente che questa voce straordinaria è il suo futuro! Nel 1998 inizia a studiare canto classico e già tre anni più tardi è ammesso con successo al suo primo corso magistrale. “Il rampante trasversale“ : così lo chiamano i suoi compagni di corso, perchè da subito riceve una valutazione straordinaria. Grazie al suo grande e straordinario talento, e ai suoi progressi negli anni seguenti egli può frequentare numerosi corsi di perfezionamento di alta classe in canto classico e musica, in tutta Europa!


    La sua formazione consolidata porta presto i suoi frutti e Beato Biagio diventa ospite gradito sui palcoscenici di Germania, Austria e Svizzera, continuando a incantare il suo pubblico come cantante straordinario. Nella sua presenza scenica il poliedrico e acclamato artista mette tutto il suo amore per il canto classico e le canzoni di successo tedesche. Beato Biagio è sempre pronto a dare il meglio di sé per il suo pubblico.


    Nel 2009 incontra il produttore e compositore italiano Dante Brancatisano. Il professionista riconosce subito il potenziale del tenore svizzero e nello stesso anno viene firmato un contratto discografico.

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  • “L’INVASIONE DEI TORDOPUTTI”, IL PRIMO DISCO DI INEDITI DEI TUAMADRE, È FINALMENTE DISPONIBILE SUGLI STORE DIGITALI E SU CD

    Dopo anni di lavoro “matto e disperatissimo”, i Tuamadre escono con il loro primo disco interamente composto da brani inediti, “L’Invasione dei Tordoputti”. Un concept-album carico di mistero, dove non vengono meno lo stile tuamadresco, ricco di citazioni musicali e calembours, i featuring importanti (Fabrizio Casalino e Mr. T-Bone) e parti recitate che proiettano l’ascoltatore nella storia portante dell’LP. Il disco sarà disponibile sui principali store digitali e su CD fisico

    Genova – Dopo un lungo periodo di lavoro compositivo e di labor limae, dopo esser passati dallo Ska-jazz al successo dello spettacolo ed omonimo omaggio ai Fab4 “Tuamadre plays the Beatles”, i Tuamadre presentano finalmente il loro primo disco interamente composto da brani inediti, “L’Invasione dei Tordoputti”, disponibile sui principali store digitali e su supporto fisico (CD). Il titolo si riferisce a un mistero che esiste dalla notte dei tempi, celatamente presente nelle mitologie apocrife dei popoli fin dall’antichità. Chi sono i tordoputti? O meglio, cosa sono? A cosa si riferiscono le profezie sulla loro imminente venuta? Interrogativi a cui è stata cercata di dare una risposta nel concept-album tuamadresco, disseminato di indizi, allusioni e contenuti speciali. Protagonisti della storia un esploratore britannico al limite dell’allucinazione e il suo fedele sherpa etiope, un po’ burlone. I due, raccogliendo testimonianze e scovando tracce fra i popoli del mondo, si avvicineranno al disvelamento del’antico mistero, tra improbabili avventure e surreali colpi di scena. Ma spetterà all’ascoltatore trovare la chiave dell’enigma e pervenire alla soluzione finale. Fra le pieghe del CD, infatti, alberga uno strano codice, che darà accesso a un mondo di contenuti inediti… per chi lo saprò decifrare.

    Lo stile – Dal punto di vista musicale, l’LP è improntato allo stile fresco e sbarazzino tuamadresco, caratterizzato da una solida base rocksteady infarcita di citazioni musicali, calembours e inaspettati cambi di genere, dallo ska, alla dance, al caraibico, al pop-rock. Dieci brani originali, quattro interventi recitati per catapultare l’ascoltatore nella storia e altre sorprese. Gli otto ragazzi genovesi, capitanati dal carismatico frontman Naim Abid, hanno sfornato un disco orecchiabile, emozionale e divertente, caratteristiche che storicamente sono “nelle corde” della band e che anche questa volta non sono state tralasciate. “L’Invasione dei Tordoputti” contiene anche importanti featuring dal mondo dello spettacolo: come quello del noto comico Fabrizio Casalino o di Mr. T-Bone, storico trombonista di Africa Unite e Giuliano Palma & the Bluebeaters. A impreziosire il disco “Up & Down”, singolo estivo dei Tuamadre che ha riscosso ottimo successo in termini di download digitali e sul web rimanendo in testa alle classifiche reggae italiane di iTunes, Amazon e Google nella settimana di esordio, e “She Don’t Know Me”, ultimo videoclip rilasciato dalla band. Anche la copertina e il libretto dell’album rispecchiano l’enigma dei tordoputti: alle grafiche Matilde Martinelli, che ha realizzato un lavoro che richiama vagamente la mitologia Atzeca e Maya.

    ATTENZIONE: Rimandiamo all’altro comunicato stampa per la tracklist dettagliata dell’album corredata di descrizioni.

    Chi è Mr. T-Bone – Mr. T-Bone, nome d’arte di Luigi De Gaspari (Milano, 1973). In attività dai primi anni novanta, è ormai considerato tra i massimi esponenti della scena ska e reggae internazionale contemporanea; in questi anni ha pubblicato sette dischi solisti in tutto il mondo ed è perennemente in tour tra USA, Canada, Europa e Giappone, moltissimi i festival di cui è stato ospite. Parallelamente alla sua attività solistica Mr.T-Bone ha anche collaborato con artisti del calibro di Derrick Morgan, Willie Williams, Mikey Dread, New York ska Jazz Ensemble, David Hillyard and the Rocksteady 7, Victor Rice, The Slackers, Tokyo Ska Paradise Orchestra, Caroloregians, Dr.Ring Ding, Casino Royale, Mau Mau. Ex membro dei Giuliano Palma & the Bluebeaters, dal 1999 è membro della reggae band italiana Africa Unite.

    Chi è Fabrizio Casalino – Fabrizio Casalino (Genova, 18 novembre 1970) è un comico e cantautore italiano. Una lunga carriera alle spalle, ha creato numerosi personaggi come il cantautore brasiliano Giginho, Mirko e ha imitato tantissimi cantanti: famose le sue interpretazioni di Gianluca Grignani, Carmen Consoli, Fabio Concato, Jovanotti, tra Mai dire Martedì e Colorado Café (ha anche un passato in Rai su “Bulldozer”). Conosciuto anche per gli sketch con il sodalizio comico Ceccon-Balbontin, tra cui “Turismo in Liguria” e molti altri. Nel 2012 vince, come cantautore (attività che non ha mai tralasciato del tutto, nel 2011 ha collaborato anche con Mario Biondi), il Premio Bindi a Santa Margherita Ligure.

    Attuale line-up della band: Naim Abid (voce), Pietro Martinelli (basso, contrabbasso cori), Gigi Magnozzi (chitarra, viola violino, cori), Eugenio Ruocco (batteria, voci), Lorenzo Bergamino (tastiere, vibrafono, marimba, percussioni), Francesco Mascardi (sax), Stefano Bergamaschi (tromba), Tony Carvelli (trombone).

    Ulteriori informazioni su www.tuamadre.it e sulla pagina facebook dei Tuamadre

    Per ulteriori informazioni o interviste:

    Ufficio Stampa Tuamadre

    Eugenio Ruocco – [email protected]

    Mob. 3493611073

    Management & Booking Tuamadre

    Naim Abid – [email protected]

    Mob. 3470515887

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  • RAFFAELE VASQUEZ: il nuovo singolo è ARTICOLO 832

    Il cantautore rivelazione 2013, ospite al Premio Tenco, esce con un brano tratto dal suo album d’esordio “Senza bastoni fra le ali” che vuole essere una riflessione sul diritto di proprietà

    L’articolo 832 del codice civile – il diritto di PROPRIETA’:

    “Il proprietario ha diritto di godere e di disporre delle COSE in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico.”

    E quando non sono le COSE ma le PERSONE a diventare oggetto di discussione?

    Un filo rosa s’intreccia ai tessuti preziosi e mai leziosi dei brani contenuti nell’esordio solista di Raffaele Vasquez: la donna e la necessità invincibile di avere a che fare con lei, nonostante l’impossibilità di starle dietro e la certezza matematica di finire a gambe all’aria nel vano tentativo di tenerne il passo. “Senza bastoni tra le ali” è un auspicio ironicamente fiducioso e insieme un “disco ricco di sentimenti, sensazioni e sogni della vita quotidiana, raccontati con una poesia che supera lo stile decisamente prosaico di molti cantautori dei nostri tempi” (Outsiders Musica, 23 giugno 2012). I testi giocano con il paradosso, il non sense e il disincanto dolce-amaro, adagiati su ritmiche in cui sono riconoscibili le raffinate radici jazz di Vasquez, alle prese per la prima volta con la canzone d’autore e il pop.

    BIOGRAFIA: RAFFAELE VASQUEZ, leccese, classe ’77, istrionico ed eclettico nello spirito, raffinato nelle scelte artistiche. Esordisce discograficamente nelle vesti di pianista jazz, con la pubblicazione di Giuliano (autoprodotto, 2008) e Nicotina 0,6 (Jazz Daily, 2009). Si dedica alla composizione di colonne sonore cinematografiche (fra cui le musiche del backstage del film “Come tu mi vuoi” con N. Vaporidis e C. Capotondi, e “L’ultima osteria”, selezionato per il Film Festival di Londra) e nel 2010 viene insignito del premio Eolo Awards per la colonna sonora dello spettacolo “Storia di un uomo e della sua ombra- Mannaggia’a mort”. Approda allo Zelig Lab di Bari in qualità di cabarettista, supportato dalla personalità acuta e comunicativa. Il 28 giugno 2012 la pubblicazione dell’album “Senza bastoni tra le ali” (Goodfellas, con Puglia Sounds) segna l’inizio di una nuova esperienza musicale per Raffaele Vasquez, che imbraccia la chitarra per muoversi nei territori di un cantautorato ironico e brillante.

    www.facebook.com/RaffaeleVasquezGiuliano?fref=ts

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  • Il Quartetto di Cremona in concerto

    Il prestigioso Quartetto di Cremona aprirà la rassegna “Il Quartetto d’Archi”, esibendosi in concerto domenica 26 gennaio, alle ore 17.00, nella Loggia di Palazzo Vitelleschi (Piazza Cavour) di Tarquinia. Composta da Cristiano Gualco, violino, Paolo Andreoli, violino, Simone Gramaglia, viola, Giovanni Scaglione, violoncello, la formazione proporrà Quartetto in do maggiore op. 59 n. 3 e Quartetto in mi bemolle maggiore op. 127, di Ludwig van Beethoven.

    Nato nel 2000 presso l’Accademia Stauffer, il Quartetto di Cremona si afferma in breve come una delle realtà cameristiche più interessanti sulla scena internazionale. È invitato a esibirsi nei principali festival e rassegne di Europa, Sudamerica, Australia e Stati Uniti. Dalla stampa specializzata internazionale è definito l’erede del Quartetto Italiano. Dal 2011 è “artist in residence” presso la Società del Quartetto di Milano per un progetto che culminerà quest’anno con il completamento dell’esecuzione integrale dei quartetti di Beethoven. Emittenti radiotelevisive di tutto il mondo quali RAI, WDR, BBC, VRT, SDR, ABC, ne trasmettono i concerti, in un repertorio che spazia dalle prime opere di Haydn alla musica contemporanea. Importanti appuntamenti sono previsti per il Quartetto di Cremona nelle prossime stagioni: i debutti in Giappone, in Cina e una tournée negli USA che culminerà con un concerto al Metropolitan Museum di New York.

    Curata dal maestro Leandro Piccioni, la rassegna “Il Quartetto d’Archi” è organizzata dalla Fondazione Etruria Mater in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e con il Comune di Tarquinia.

    Per assistere ai concerti è obbligatoria la prenotazione all’Ufficio Informazioni Turistiche (Barriera San Giusto) chiamando il numero di telefono 0766/849282 o inviando una email a [email protected].

  • PANICO è il secondo album de laMalareputazione

    Concepito come un concept album, esplora le contraddizioni della vita, che si incastra in una routine, uno schema di gesti ripetuti quasi a diventare ossessivo compulsivi, come a voler scacciare il pericolo di un attacco di panico, dovuto proprio all’incapacità di avere tutto sotto controllo.


    PANICO è uscito il 3 giugno 2013 per l’etichetta Altipiani Factory di Paolo Panella ed è stato presentato in anteprima al Circolo degli Artisti di Roma il 22 maggio.

    L’album è stato anticipato da quattro video teaser (pubblicati a distanza di una settimana a partire dal 10 aprile) che introducono il pubblico nel concept e nell’atmosfera del disco e dal singolo “La folle corsa”, pubblicato sui canali digitali il 6 maggio e per più di due mesi nella classifica Indie Music Like del MEI, stessa sorte che toccherà, dal 15 luglio, al secondo singolo estratto “Odio l’estate” che si attesta nella classifica indipendente per circa un mese e mezzo.

    Il disco si appoggia sulla distribuzione fisica di Audioglobe e di quella digitale di BelieveDigital.

    Il Panico è l’elemento che incombe su ogni momento di questa routine, non necessariamente verificandosi o concretizzandosi. Di fronte a questo potenziale “pericolo” la reazione inconscia è il rifiuto, le mani sugli occhi. Anche chi, grazie alla propria sensibilità, intuisce tutto ciò lo tiene comunque sotteso e nascosto agli altri.

    Proprio questa “attesa del Panico” o “incoscienza della concretizzazione imminente del Panico” è il filo rosso che lega le canzoni dell’album. Il gioco che laMalareputazione pone in essere è quello di raccontare la continua dialettica delle tensioni opposte, supponendo che tutte le tensioni si incontrino nel “momento di quiete” appena precedente alla “tempesta del Panico”.

    Questi brani raccontano un’instabilità talmente forte da non riuscire più ad essere costretta nella routine; ad una goccia dal traboccare,anche se non necessariamente, nel Panico.

    TRACK BY TRACK

    01. Panico – è la sintesi strumentale, in poco più di un minuto, del concetto di Panico espresso in tutto l’album, una sorta di intro concettuale.

    02. Balla (la canzone della vita) – Il brano racconta il rapporto irrequieto con la vita. Da qui il sottotitolo che gioca sul doppio senso di canzone della vita e dei passi che nella vita si è costretti a ballare “come fosse un dovere”. Vivere insomma tra il “perdersi negli occhi” e il “perdere il momento della scelta”, disporsi in maniera dialettica ma di fatto rendersi consapevoli dell’incomunicabilità, che alla fine non concede altre alternative se non “dover ballare” con la vita.

    03. La folle corsa – primo singolo estratto dall’album, la canzone parla della vita quotidiana, ridotta ad una velocità inumana che fa perdere le cose veramente essenziali: il respiro vitale, la persona adorata, l’intesa interpersonale, fino alla coesione sociale. Proprio questi elementi quasi persi sono la chiave per “resistere” all’imposizione di questi ritmi e, soprattutto, al vuoto che la velocità cieca e incondizionata genera.

    04. Ora che è semplice – ballata che descrive la sensazione irresistibile di attrazione tra due amanti. L’attrazione è sempre in bilico tra la bellezza, l’incapacità di arrivare a cambiare le cose per un tempo migliore. Questa sensazione irresistibile è la chiave di volta per annullare quei beni e quelle cose ritenute fonte di utilità meramente materiale.

    05. Odio l’estate – l’estate è intesa come vacanza dagli impegni della vita, ma in questo testo viene narrato il gioco, di attrazione e ricatto, di due amanti . L’estate come qualcosa di volgare, di triviale e superficiale, capace di tirar su da ognuno la parte peggiore. Su questo sfondo una storia d’amore che rimbalza tra l’impossibilità di continuare un rapporto fatto di piccolezze, subdolo e prepotente, ma capace di rende una felicità autentica nello stare insieme.

    06. Irene e il suo cavallo – visione onirica che racconta una “storia sognata”. La protagonista è Irene, dal nome greco Ειρήνη (Eirene) che vuol dire “pace”, pensata nello splendore, eleganza e nella regalità, sopra un Cavallo, simbolo invece del potere di comando nella guerra. La canzone sviluppa il rapporto perverso tra pace e guerra, come complementari in una dialettica, incapaci di trovare una sintesi ma di volersi imporre l’un sull’altro.

    07. Conosco il tuo segreto – ballata che racconta la volontà di non dover scegliere tra le alternative che la vita pone davanti agli occhi. Nel brano viene usata una provocazione: dover scegliere tra due vite alternative, quella di Wall Street o quella della Nouvelle Vague. La soluzione sembra poter essere prendere il proprio tempo nella società con gli altri, in particolar modo “sedendosi accanto” appunto, stando vicini, senza fretta.

    08. Il talento di Modigliani – vuole omaggiare, insieme alla traccia seguente Parigi, il Maestro Amedeo Modigliani, sottolineando il principale talento del pittore capace di sprigionare un fascino talmente magnetico da “condizionare tutto ciò che gli sta intorno” e di “spogliare l’anima che sta più a fondo” di tutti i soggetti della propria pittura.

    09. Parigi – al paio con Il talento di Modigliani, è dedicata al pittore Amedeo Modigliani. In particolare narra il rapporto che Modigliani aveva con la città di Parigi fin dal primo trasferimento nel 1906. Un rapporto contorto e meraviglioso, tra due fascini assoluti, quello della capitale francese e del pittore livornese.

    10. La parte più sana – racconta il lavoro costante e lento da intraprendere per salvare la parte più sana di ogni persona, piccola, nascosta e difficile da trovare, dagli assalti quotidiani del buio che incombe sulle nostre vite.

    MINIBIO

    laMalareputazione è un gruppo rock d’autore italiano che nasce nel 2005, anno in cui si aggiudica la prima edizione del concorso nazionale “Musica in cortile”.

    Il nome del gruppo è legato al primo lavoro del francese Georges Brassens, La Mauvaise Réputation del 1952.

    Da subito il gruppo comincia a lavorare su brani originali e a proporli dal vivo. La pre-produzione dei pezzi attira l’attenzione di diversi musicisti, che successivamente parteciperanno alla stesura del prodotto finale, il CD “L’arena instabile”. Fra questi: I Ratti della Sabina (in particolar modo Roberto, Carlo e Alessandro), Andrea Ra, che partecipa con basso e voce al pezzo “Ma Petite”, e altri artisti della realtà romana (Daniele Iacono, Andrea Ruggiero, ecc.).

    L’album riscuote un buon consenso tra la critica e le radio indipendenti che iniziano a trasmettere alcuni dei singoli e a seguire laMalareputazione nei concerti in giro per l’Italia.

    Dopo un periodo di pausa, nel 2012 il gruppo ritorna a calcare le scene con concerti, alcuni dei quali tenuti insieme a illustri nomi del panorama indipendente (Giorgio Canali & Rossofuoco, Offlaga DiscoPax), presentando in tali occasioni i nuovi pezzi, dal taglio decisamente più rock e, al contempo, dal consueto sapore cantautorale e melodico.

    Il 3 giugno 2013 esce il secondo lavoro del gruppo, PANICO, per l’etichetta Altipiani.

    Ufficialmente presentato in anteprima il 22 maggio al Circolo degli Artisti di Roma, in una serata che ha decretato un successo sia per la forma dello spettacolo (interazione tra le arti) che per il pubblico che ha riempito il locale, l’album è stato anticipato da quattro video teaser e dal singolo “La folle corsa”, in rotazione su decine di radio nazionali e regionali e per più di due mesi nella classifica Indie Music Like del MEI, stessa sorte che toccherà, dal 15 luglio, al secondo singolo estratto “Odio l’estate” che si attesta nella classifica indipendente per circa un mese e mezzo.

    All’uscita del disco segue la promozione live (con diversi concerti anche come spalla a big della musica italiana, tra cui spicca il concerto con i Perturbazione) e quella radiofonica (ricordiamo la partecipazione ai palinsesti di Radio Rock e Radio Rai).

    Sito ufficiale: www.lamalareputazione.it

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  • Agenzia Promoter – Il manager Salvo Nugnes parla del grandioso “Amo tour” di Renato Zero e della sua dedizione nella campagna contro la violenza sulle

    Il manager produttore Salvo Nugnes, agente di importanti personaggi in ambito cultura e spettacolo, rintracciato telefonicamente per un’intervista sui grandi nomi della musica nazionale, ha parlato del trionfale “Amo Tour” di Renato Zero commentando anche il suo impegno attivo nella campagna contro il femminicidio e la violenza sulle donne.

    Nugnes afferma “Renato Zero è un maestro di indiscusso talento e radicata esperienza, un capostipite della tradizione musicale italiana. Ho assistito alle sue coreografiche performance durante alcune tappe del suo travolgente -Amo tour- in cui emergono tutta l’energia e la carica vitale, che da sempre lo contraddistinguono. Zero ripercorre la lunga carriera con le canzoni di vecchia data e i brani più recenti mentre il pubblico dei suoi adorati -sorcini- lo incalza nell’accompagnamento canoro. Sul palco si scatena affiancato da un folto gruppo di ballerini mentre la grande orchestra crea una suggestiva sonorità”.

    Sulla canzone “Nessuno tocchi l’amore” che ha ispirato il nuovo video dice “Un brano di intenso significato e forte patos emozionale. Davvero lodevole la sua spiccata sensibilità nell’affrontare i temi così delicati e di scottante attualità del femminicidio e della violenza sulle donne, che ne dimostrano il concreto impegno etico sociale“.

  • SEI LA VITA MIA è il nuovo singolo di MIANI

    Era “Tu vivi nell’aria”, il brano che rilanciava le quotazioni di una delle migliori voci della musica leggera italiana, Giovanni Miani. Il brano, pubblicato soltanto in rete, ha totalizzato milioni di click in tutto il mondo, anche grazie all’importante lavoro di Gabry Ponte degli Eiffel 65, che ne ha curato un remix di successo. L’interesse suscitato in Europa ha convinto i discografici a mettere in piedi un progetto senza precedenti, tutto dedicato a quella che viene definita la italo-dance, un genere che ha rilanciato gli anni ottanta di marca peninsulare in tutto il pianeta.

    MIANI ritorna ora con il singolo “Sei la vita mia” dedicato al difficile rapporto tra figli e genitori separati. Un importante ritorno ed una gradita sorpresa di questo inizio 2014.

    Il “pedigree” di Miani è di quelli da ricordare. Nel 1983, giovanissimo, debutta a Castrocaro con la canzone “Mentre te ne vai”, giunta senza difficoltà sino alle finali. Erano gli anni della televisione e di “Disco Estate” e l’anno successivo lo ritroviamo a Saint Vincent con il suo primo 45 giri dal titolo “Stella tra noi”. Nel 1985, conquista Sanremo con il brano techno-pop dal titolo “Me ne andrò”, secondo classificato tra le giovani proposte, ma vera rivelazione della più famosa manifestazione canora italiana. Oltre ai tanti passaggi radiofonici e televisivi, riceve il consenso del pubblico, entrando in classifica in Italia e in Europa, oltre ad Asia, Israele e tutta la Scandinavia. La tourneè che ne consegue si rivela un successo, anche grazie alla grande verve espressa dal cantante.

    Miani, torna a Sanremo l’anno successivo con il brano “Ribelle su questa terra”. Non è un vero successo, ma rilancia le sue quotazioni a livello internazionale.
    Questo gli permette di partecipare a “Sanremo – Mosca” a fianco dei celebri Eros Ramazzotti, Zucchero, Renzo Arbore e molti altri nomi noti. Nell’allora mercato sovietico, il suo 45 giri vende quasi due milioni di copie, una cifra oggi impensabile per qualunque nome noto. La sua attività è frenetica e 1987 torna a Saint Vincent con il brano “Nuove frontiere” che gli dà l’opportunità di andare in America esibendosi a Toronto, davanti a più di settantamila persone. L’entusiasmo del pubblico gli consente di partecipare a questa manifestazione per diverse edizioni consecutive. Finalmente, nel 1988 esce il suo primo disco a lunga durata dal titolo “Miani”. Un successo di critica, grazie alle soluzioni adottate, che gli apre la strada di una manifestazione continentale come l’Eurofestival.

    Gli anni novanta lo vedono protagonista in tutte le città dell’ex Unione Sovietica. Riempie stadi, palazzetti dello sport, circhi e teatri che segnano sempre tutto esaurito, grazie alla fama acquisita. Allo Stadio di Kiev riesce a riunire 180.000 persone in due giorni. Un vero record.
    L’emozione è tale che Miani scrive una canzone appositamente per le genti russe, “Eastern man” (uomo dell’est). Nel 1992, esce il suo secondo CD “Qualcosa di pulito” dove compare come autore esclusivo di testi e musiche.
    Nel nuovo millennio dedica un album completamente all’Italia, riarrangiando vecchi pezzi e componendo un singolo inedito dal titolo “La musica del mare”, che piace molto a tutte le radio italiane. Ma ricorda anche la sua terra d’origine, il Friuli e riprende vecchie villotte friulane arrangiandole in chiave pop. L’entusiasmo per questo progetto lo porta a comporre alcune canzoni in lingua friulana (quella del primo Pasolini) che sono contenute in un CD, “Musiche friulane”, oggi oggetto di culto. Ma oltre a questo s’è distinto anche come animatore e presentatore in tutta Italia, con delle puntate in Canada e negli Stati Uniti, dove è conosciutissimo nell’ambito della popolosa comunità italiana, fruendo di notevoli passaggi radiofonici nelle emittenti di New York, Toronto e Montreal.

  • Agenzia Promoter – Il manager Salvo Nugnes parla di Gianni Morandi

    Il noto manager Salvo Nugnes, produttore e agente di rinomati personaggi in ambito cultura e spettacolo, raggiunto telefonicamente per rilasciare un’intervista sui nomi più rappresentativi della canzone italiana nel mondo, citando Gianni Morandi afferma “Quando si pensa ai volti storici della musica leggera italiana, non si può prescindere dal menzionare Morandi, l’eterno evergreen intramontabile interprete conosciuto e apprezzato a livello internazionale, una vera icona musicale per la nutrita schiera dei suoi tantissimi estimatori“.

    E aggiunge “Le sue canzoni si mantengono sempre vive nella memoria popolare e negli anni hanno racchiuso più generazioni diffondendo un linguaggio universale, che ha conquistato i fans da padre in figlio. Straordinaria la sua recente performance nello spettacolo all’arena di Verona, uno show da record di ascolti tv, con Morandi accolto e acclamato da una platea gremita di spettatori entusiasti. Molto significativo il suo fervido impegno di solidarietà, che da lungo tempo lo lega alla Nazionale Cantanti e alle famose partite del cuore, nelle quali mette la sua notorietà al servizio di importanti iniziative con finalità benefiche“.

  • Agenzia Promoter – Ornella Vanoni: Il manager Salvo Nugnes parla della cantautrice in occasione del nuovo album

    L’affermato manager produttore Salvo Nugnes, agente di rinomati esponenti della cultura e dello spettacolo, nel commentare il grande successo dell’ultimo album di Ornella Vanoni dal titolo “Meticci (io mi fermo qui)” che coincide con la conclusione simbolica della sua strepitosa carriera dichiara “La Vanoni è un vero mito musicale, i suoi brani hanno segnato la storia della musica italiana con 52 anni di trionfale carriera internazionale“.

    E aggiunge “Davvero accattivanti e coinvolgenti le canzoni inserite nel nuovo album, molto significativo l’omaggio speciale a Lucio Dalla con -4 marzo ’43- e le straordinarie collaborazioni con Franco Battiato e Nada. Il brano -basta poco- è intriso di positivi messaggi di speranza e testimonia la preziosa eredità artistica, che questa carismatica e virtuosa signora della musica ci ha regalato nel tempo“.

    Sul fortunato tour teatrale, che la vede protagonista in giro per l’Italia e ha fatto tappa anche a New York dice “Ho avuto la piacevole opportunità di assistere più volte alle sue spettacolari performance canore dal vivo. I suoi concerti sono sempre accolti dal caloroso affetto del pubblico, che la segue da tanti anni con entusiastico trasporto. Sarebbe bello vederla come ospite tra le presenze d’eccezione nel contesto sanremese a febbraio. Io certamente non mancherò al suo ultimo concerto, che sancisce il termine ufficiale della sua strabiliante carriera, il 7 marzo nel prestigioso teatro civico di La Spezia“.

  • 2ª rassegna “Il Quartetto d’Archi”

    La Fondazione Etruria Mater presenta la 2ª rassegna “Il Quartetto d’Archi”. A Tarquinia, nella Loggia di Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico Nazionale (Piazza Cavour), alcuni dei più importanti e conosciuti quartetti italiani daranno vita a straordinari concerti gratuiti. Si esibiranno il 26 gennaio, alle ore 17.00, il Quartetto di Cremona; il 23 febbraio, alle ore 17.00, il Quartetto di Torino; il 30 marzo, alle ore 17.00, il Quartetto Noûs; e il 13 aprile, alle ore 17.00, il Quartetto Bernini. Curata dal maestro Leandro Piccioni, la manifestazione è realizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e con il Comune di Tarquinia.

    «Nella primavera del 2013 abbiamo dedicato a questa formazione una prima rassegna, cui hanno preso parte i Quartetti Prometeo, delle Marche, Bernini, Pessoa e Arquà. – dichiara la Fondazione Etruria Mater – L’intento era di offrire alla città un’esperienza di ascolto di straordinario valore tecnico e artistico, in un luogo di eccezionale fascino e valore: la Loggia di Palazzo Vitelleschi. Il felice esito di questa esperienza e la grande partecipazione di pubblico ci hanno indotto a proporre la 2ª edizione, sempre curata dal maestro Piccioni».

    Nato nel 2000, all’Accademia Stauffer, il Quartetto di Cremona si afferma in breve come una delle realtà cameristiche più interessanti sulla scena nazionale ed estera. È invitato a esibirsi nei principali festival e rassegne in Europa, Sudamerica, Australia e Stati Uniti. La stampa specializzata internazionale lo considera l’erede del Quartetto Italiano, sottolineandone le qualità artistiche e interpretative. Le emittenti radiotelevisive di tutto il mondo ne trasmettono regolarmente i concerti.

    Il Quartetto di Torino è presente da oltre venticinque anni nelle più importanti stagioni musicali. Si esibisce nei più rinomati eventi concertistici o festival internazionali. Le sue interpretazioni sono trasmesse in Italia e all’estero. La notorietà presso il grande pubblico è arrivata grazie all’esecuzione della colonna sonora del film di Gabriele Salvatores Io non ho paura, composta da Ezio Bosso.

    Il Quartetto Noûs si forma nel 2011 al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Dopo pochi mesi, vince il primo premio nella sezione di musica da camera del Concorso Internazionale “Luigi Nono” di Venaria Reale e viene invitato a suonare per la stagione “I Concerti del Quirinale” a Roma, in diretta radiofonica su Radio3. Si è esibito per importanti stagioni concertistiche italiane.

    Fondato nel 1992, dopo molteplici esperienze maturate, dalla musica antica a quella contemporanea, il Quartetto Bernini ha sentito sempre più la necessità di concentrare la propria attività intorno al grande repertorio classico. Ha svolto tournée in Nord e Sud America, Europa, Medio ed Estremo Oriente, e si è esibito nelle più insigni stagioni concertistiche anche al fianco di musicisti di fama internazionale.

    Per assistere ai concerti è obbligatoria la prenotazione all’Ufficio Informazioni Turistiche (Barriera San Giusto) chiamando il numero di telefono 0766/849282 o inviando una email a [email protected].