Categoria: Economia e Finanza

  • La diffusione dei Temporary Shop

    Negli ultimi anni, quando si parla di vendite straordinarie, sempre più spesso si fa riferimento ad un Temporary Shop: ma di cosa si tratta?

    Prada, Benetton e Nike sono solo alcuni tra i marchi più noti che hanno aperto di recente i propri Temporary Store. Nati alcuni anni fa in Gran Bretagna, dal 2005 hanno iniziato progressivamente a diffondersi anche in Italia, soprattutto in alcune grandi città come Milano, Roma, Torino, Firenze e Napoli.

    Letteralmente il termine significa “negozio temporaneo” o “negozio a tempo“, ovvero la possibilità di realizzare un esercizio la cui durata può variare da alcuni giorni a qualche mese.

    Una delle caratteristiche dei Temporary Store è quella di essere situato in una zona di passaggio o con una forte affluenza di persone (ad esempio stazioni e aeroporti); spesso i negozi temporanei vengono organizzati da brand molto importanti, in concomitanza con la realizzazione di campagne pubblicitarie complete, ad esempio se si vuole lanciare un nuovo prodotto sul mercato. In alcuni casi si tratta di boutique in senso stretto, in altri di outlet o spacci che vendono campionari e fine serie.

    Ma come fare per aprire un Temporary Shop? Innanzitutto bisogna essere supportati da un’agenzia (ad esempio un’azienda specializzata in svendite) che segua passo passo la pianificazione e l’organizzazione dello shop, dalla scelta della location più idonea all’intera campagna pubblicitaria per il lancio del negozio. Il capitale necessario per iniziare è modesto cosi come i costi di gestione se l’attività viene esercitata su dimensioni medio-piccole; quindi se volete rilanciare il vostro brand o diffondere un nuovo prodotto sul mercato potreste pensare proprio di aprire un Temporary Store nella vostra città.

  • Un “Condominio da Toccare” in Fiera

    Un condominio vero e proprio sarà ricostruito a Condominio Eco, la grande fiera nazionale del condominio che si tiene a Rimini dal 5 all’8 novembre.

    Si tratta di un edificio completamente praticabile, con ingresso, ascensore, appartamenti, terrazzi, tetti e persino un piccolo giardino. Il Condominio da Toccare è arricchito dalle soluzioni tecniche messe a disposizione dalla principali aziende, che danno così la possibilità a tutti i visitatori di, letteralmente, toccare, provare, collaudare, tutto ciò che è esposto. Sperimentare le possibilità offerte dalla domotica, verificare le tecnologie che permettono risparmi energetici, collaudare i nuovi materiali che rendono una casa più confortevole, più sana e più bella. Ma anche conoscere le nuove proposte su cose che diamo per scontate, come i citofoni, le maniglie, i campanelli, la caldaia, le cassette della posta, la rubinetteria, gli accessori per il giardino, le porte, le scale. Tutto ciò sarà possibile a Rimini, dal 5 all’8 novembre, alla fiera Condominio Eco.

    Il Condominio da Toccare rappresenta un’opportunità per le aziende che vogliono far conoscere i propri prodotti, in una maniera diversa dal solito, agli amministratori di condominio e alle migliaia di visitatori che affolleranno Condominio Eco. Il salone si tiene in contemporanea a Ecomondo e a Key Energy, che lo scorso anno sono stati vistati da 93.125 persone con un incremento del 10,4% rispetto all’edizione precedente. Il Condominio da Toccare è stato ideato e progettato dal designer Fabrizio Bruni e dall’ing. Antonio Abbate, e si affianca alle altre iniziative speciali che animeranno Condominio Eco, come La Casa Sull’Albero, Il Condominio Di Giuseppina e Gli Stati Generali del Condomino.

    Condominio Eco (www.condominioeco.eu) è la grande fiera nazionale del condominio, organizzata da Ecoarea (www.ecoarea.eu) e da Federconvalido (www.federconvalido.it), che quest’anno si tiene a Rimini Fiera, in contemporanea con Ecomondo e Key Energy, dal 5 all’8 novembre 2014.

  • Salgono le domande di prestiti per ristrutturare casa: sono il 16,1% del totale

    Mentre la politica spinge per semplificare e velocizzare le procedure per la ristrutturazione – anche per dare fiato ad un settore, quello dell’edilizia, in affanno da troppo tempo – aumentano le domande di finanziamento per sistemare casa: secondo le analisi di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (http://www.prestiti.it) le richieste di questa tipologia di prestito personale rappresentano oggi più del 16% del totale.

    Il dato emerge dall’analisi condotta dai due portali sulle domande di finanziamento presentate dall’1 giugno al 31 agosto: in questo arco di tempo la percentuale di prestiti ristrutturazione sul totale dei preventivi è passata dal 14,5% al 16,1%. Segno che gli italiani stanno cominciando a progettare delle modifiche al proprio immobile, pur di sfruttare gli incentivi e le agevolazioni previste dal decreto “Sblocca Italia”.

    Mettere in ordine la propria casa, però, ha un costo spesso elevato e la richiesta media per questa finalità è tra le più alte: gli italiani alle prese con la ristrutturazione chiedono, in media, appena più di 13.000 euro (per l’esattezza 13.100 euro, cifra che, in due anni, si è ridotta del 28%), da restituire in un periodo piuttosto lungo, 75 mesi (poco più di sei anni). La rata media con cui si rimborsa il prestito ammonta a circa 220 euro mensili, da ripagare con uno stipendio medio dichiarato di 1.700 euro al mese. L’età del richiedente è di 43 anni: a ricorrere a questo tipo di prestito sono prevalentemente gli uomini (7 domande su 10 arrivano da soggetti di sesso maschile) – anche perché sono di solito loro, in famiglia, a guadagnare di più rispetto alle donne.

    Questo il prospetto a livello nazionale: analizzando i preventivi regione per regione, si scopre che gli importi più elevati sono richiesti in Calabria (17.200 euro) e nelle Marche (16.100 euro), mentre quelli più piccoli in Basilicata e Trentino Alto Adige (le uniche regioni con una richiesta media attorno ai 10.000 euro). Toscana e Sardegna sono le uniche regioni in cui si conta di rimborsare la cifra richiesta in un periodo di tempo che supera le 80 mensilità, mentre – grazie anche ad importi medi richiesti più bassi – si resta attorno ai 5 anni in Trentino Alto Adige, Basilicata e Liguria.

    «Diversamente da quanto annunciato in un primo tempo – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile della Business Unit Prestiti di Facile.it e Prestiti.it la versione ufficiale del decreto “Sblocca Italia” non contiene la proroga delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e la riqualificazione energetica degli edifici. Mentre si attende la legge di stabilità per capire se questa iniziativa sarà in vigore anche nel 2015, gli italiani si stanno affrettando a compiere i loro lavori entro il 2014: da qui l’aumento delle domande di prestito per la ristrutturazione».

  • Intervistato dal quotidiano La Repubblica, Mauro Maia fa il punto sul trend positivo dell’Aeroporto di Torino Caselle

    Mauro Maia, Senior Partner di F2i e Presidente di F2i Aeroporti, ha fatto il punto sulla situazione dell’Aeroporto di Torino Caselle, passato sotto la gestione di Sagat Spa a partire dal 2013, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

    Mauro Maia, Senior Partner di F2i

    La Repubblica intervista Mauro Maia, Senior Partner di F2i

    In un’intervista rilasciata all’edizione torinese del quotidiano La Repubblica, Mauro Maia ha analizzato la situazione dell’Aeroporto di Torino Caselle nell’ultimo anno, da gennaio ad agosto 2014. Lo scalo, passato sotto la gestione di Sagat Spa nel 2013, ha fatto registrare nell’ultimo periodo dati sensibilmente migliori, come dimostrato dai numeri relativi al traffico. L’incremento medio si è infatti assestato al di sopra del 9,1%, con punte oltre il 10% nei mesi più caldi, ovvero luglio e agosto. Tutto questo è stato agevolato dagli accordi e dagli incentivi messi in atto da Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di Sagat, che hanno permesso di arrivare a risultati in netta controtendenza rispetto alla media nazionale. Mauro Maia ha infine parlato della questione relativa alle sovvenzioni dei voli, esprimendo la sua contrarietà in tal senso, in quanto questi contributi si rivelerebbero deleteri per il mercato stesso.

    Mauro Maia, Senior Partner di F2i e Presidente di F2i Aeroporti

    Senior Partner di F2i e Presidente di F2i Aeroporti, Mauro Maia si laurea in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Torino nel 1987. Prima di entrare a far parte del fondo di investimenti infrastrutturali costituito da Vito Gamberale, lavora per quasi 20 anni in Mediobanca, dal 1992 al 2010, dove ha l’opportunità di fare esperienza nei principali rami della finanza aziendale. Sono anni particolarmente intensi, durante i quali guida alcune delle più importanti operazioni nel settore infrastrutture. La sua prima esperienza nel settore è in Credito Italiano, dal 1987 al 1990. Mauro Maia ha frequentato nel 1991 il Master in Business Administration all’Insead, prestigioso istituto con sede a Fontainebleau, in Francia.

    Visita il portale online del quotidiano La Repubblica per leggere l’intervista completa rilasciata dal manager Mauro Maia.

  • Cancellare le ipoteche? Dal 2015 sarà più semplice

    Grazie ad un nuovo provvedimento emanato il 29 luglio 2014 dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, estinguere le ipoteche su mutui e finanziamenti diviene più facile ed immediato. È infatti sufficiente richiedere tale cancellazione sfruttando le vie telematiche.

    Tale metodo, indubbiamente più semplice, diverrà obbligatorio a partire da gennaio 2015. Fino ad allora sarà possibile scegliere se procedere alla cancellazione delle ipoteche con la vecchia procedura oppure se preferire la nuova. È possibile attenersi a quest’ultima seguendo fedelmente le tecniche presentate dall’Agenzia delle Entrate.

    Con il nuovo metodo la domanda deve documentare l’estinzione del debito e deve essere presentata dall’ente creditore. Dal canto suo l’ente creditore necessita dell’abilitazione per poter portare avanti tale metodo, abilitazione che deve essere richiesta per poter presentare per via telematica i documenti all’Agenzia.

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  • Italiani? I più previdenti d’Europa

    È ormai noto come una grande crisi a livello internazionale stia mettendo in difficoltà le famiglie italiane ed europee, ma c’è da dire che tra tutti, gli Italiani sono tra coloro che hanno meno debiti in tutto il Vecchio Continente. Ciò è reso noto dai dati diffusi dalla Cgia di Mestre, che mostrano un aumento dei depositi bancari in Italia a partire dall’anno 2011 e che quindi ci restituiscono un’immagine degli Italiani come quella di un popolo attento e risparmioso, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà.

    Le famiglie italiane gestiscono con cura i prestiti a breve e a medio-lungo termine. Questa è la conclusione a cui si può giungere facendo un confronto tra il debito medio di nucleo familiare italiano con quello dalle famiglie di altri Stati Europei. Mentre in Italia il debito medio è al di sotto dei 20.000 euro, in Francia si oltrepassano i 36.000 euro, in Spagna si raggiungono quasi i 56.000 euro e in Inghilterra si superano i 63.000 euro. Le famiglia italiane dimostrano quindi di essere le più previdenti, anche se bisogna ricordare che in ogni nazione si vive in un contesto differente, con esigenze quindi diverse da parte della popolazione.

    Rimanendo in Italia, i nuclei familiari con più debiti sono quelli che vivono in Lombardia, mentre quelli che richiedono meno finanziamenti si trovano in alcune città della Sicilia, della Sardegna e della Calabria. Va inoltre rammentato che queste informazioni si basano su tutti i tipi di prestiti e includono quindi anche i mutui per le case e i finanziamenti personali.

  • Under 30: un prestito come punto di partenza

    I giovani italiani di oggi partono svantaggiati rispetto ai giovani italiani di altri tempi: il lavoro è spesso precario e insicuro e prendere decisioni definitive è sempre più difficile. Proprio per questo motivo i giovani sotto i 30 anni che richiedono un prestito per far fronte a piccole e medie spese sono sempre di più.

    Facile.it e Prestiti.it hanno stimato che circa il 15% delle richieste di prestito personale che sono state fatte nei primi sei mesi del 2013 arrivano da under 30. La maggior parte di questi ragazzi ha necessità di ottenere un finanziamento per potersi permettere l’auto, divenuta quasi indispensabile al giorno d’oggi, oppure per ristrutturare ed arredare casa. Riuscire ad ottenere un prestito ipotecario è diventato davvero complesso a causa delle molteplici garanzie richieste che i giovani non sono in grado di fornire.

    Tali prestiti sono 3 volte su 4 richiesti da giovani di sesso maschile provenienti da regioni con un basso tasso di disoccupazione, quali la Lombardia, il Trentino Alto Adige, il Veneto e il Piemonte. Il prestito medio richiesto si aggira intorno ai 10.000 euro.

  • Corso Gratuito “Tecniche e Strategie per individuare le migliori opportunità di investimento nel breve e medio termine”

    Venerdi 26 Settembre 2014 si svolgerà a Roma un interessante incontro che ha come obiettivo quello di offrire una panoramica dei mercati e delle strategie più adeguate per affrontarli proficuamente. Il taglio sarà estremamente pratico e operativo, per consentire di applicare le nozioni illustrate immediatamente sui mercati finanziari. Al corso sono abbinate dimostrazioni pratiche, delle tecniche illustrate applicate in real time sui mercati ed inoltre saranno abbinati 3 ulteriori video corsi on line (che si svolgeranno nei venerdì successivi) nei quali si aggiorneranno le strategie mostrate e si forniranno nuovi spunti di investimento.

    PROGRAMMA DEL CORSO

    PIETRO DI LORENZO

    – Le migliori Tecniche di trading a rischio contenuto

    – Strategia di trading “pomeridiane”, come investire proficuamente concentrandosi solo sugli ultimi 90 minuti di contrattazione

    – Come andare a caccia di extra rendimenti, costruendo un portafoglio diversificato

    PAOLO DAL NEGRO

    – Come utilizzare un Certificate a Leva Fissa

    – Come individuare il rapporto rischio/rendimento di un Certificate a capitale condizionatamente protetto

    – Le ultime emissioni e le novità prodotto

    SIMONA MAGLIO

    – Binck: la Banca del Trading Online offre un ampia gamma di strumenti finanziari. Panoramica sulle strategie da effettuare utilizzando Certificates ed opzioni.

    – Scalper: la piattaforma per i trader professionisti

    – Libero Trading con Unicredit

    Per iscriversi gratuitamente , compilare il modulo in questa pagina: http://www.sostrader.it/sostrader/corsi.cfm

    Per maggiori info o iscrizioni telefoniche: 081.7803598 (dal Lunedi al Vnerdì 9-18)

  • Completata la prima parte di Ecocittà, il quartiere ecologico sul Mare a Porto Potenza Picena

    Ecocittà è il progetto di un quartiere a basso consumo in fase di realizzazione a Porto Potenza Picena, nelle Marche. Il progetto del quartiere ha preso le mosse dal recupero di un’ex area industriale in stato di abbandono e degrado per la costruzione di un quartiere con edifici a basso consumo energetico che saranno destinati ad abitazioni, servizi e attività commerciali e numerose aree verdi.

    Il progetto nasce da una delle più grandi preoccupazioni dei nostri giorni che riguarda i consumi energetici delle abitazioni. Questi infatti oltre a richiedere spesso l’utilizzo ed il consumo di fonti non rinnovabili di energia, sono i responsabili del 40% delle emissioni inquinanti nelle nostre città.

    Le nostre abitazioni infatti spesso sono inefficienti dal punto di vista energetico e questo comporta delle ripercussioni sia sul nostro portafoglio che sull’ambiente.

    Il progetto di Ecocittà si muove come una risposta efficace in questo senso, in grado di andare incontro tanto alle esigenze dei clienti e futuri abitanti, quanto a quelli dell’ambiente.

    L’intero quartiere infatti sarà progettato secondo le direttive della bioedilizia che cercano di ridurre al minimo l’impatto ambientale degli edifici, ma anche ponendo massima attenzione al comfort, al benessere e alla qualità della vita delle persone.

    Il quartiere sorge dalla riqualificazione di un’area industriale dismessa a 150 metri dal mare. Attualmente è stata già completata la prima parte del quartiere Ecocittà: sono stati riqualificati ben 15 mila metri quadrati che ora ospitano appartamenti ad alto risparmio energetico, un parco di 7 mila mq e le prime vie intitolate ai premi Nobel per la pace. Tutto nel quartiere sembra guardare al risparmio delle risorse e al rispetto dell’ambiente: il parco è irrigato attraverso un sistema di raccolta dell’acqua piovana, l’illuminazione stradale e quella delle case è a basso consumo.

    Inoltre un sistema di produzione energetica tramite impianti idrotermici e fotovoltaici renderà i condomini proprietari della propria energia che sarà prodotta in maniera pulita.

    Il primo edificio realizzato ospita due piani dedicati ad attività commerciali e tre invece dedicati ad uso residenziale con 26 appartamenti.

    L’edificio è stato dotato di chiostri, giardini pensili e numerosi spazi all’aperto.

    Tutti gli ambienti dell’edificio sono in classe A ovvero ad altissima efficienza energetica e dotati di diversi sistemi isolanti per evitare le dispersioni termiche.

    Inoltre l’energia termica sarà dotata attraverso un impianto centralizzato con alimentazione a metano e caldaia a condensazione integrato al solare termico, mentre quella elettrica da un impianto fotovoltaico. In questo modo si calcola che i costi per il riscaldamento saranno ridotti di circa il 20% rispetto alle costruzioni nuove realizzate rispettando i parametri più restrittivi delle norme vigenti.

  • “Cities of Opportunity” 2014: Berlino conquista l’undicesimo posto

    A soli tre anni dalla sua presa in considerazione e comparsa nella classifica realizzata da PricewaterhouseCoopers (PWC) “Cities of opportunity” Berlino raggiunge la posizione numero 11. “Cities of opportunity” analizza la traiettoria di 30 città, tutte le capitali della finanza, del commercio e cultura e attraverso la loro performance attuale mostra quali di queste città operano meglio e come queste si stanno preparando per affrontare il futuro.

    Per redigere la classifica sono stati valutati e analizzati diversi fattori come “costo della vita”, “capitale intellettuale e innovazione”, “trasporti e infrastrutture” o “sostenibilità e condizione ambientale”, ecc. Ai primi posti della graduatoria si piazzano Londra, New York e Singapore. Ma la vera sorpresa di quest’anno è il risultato ottenuto da Berlino: undicesima posizione. Fino a poco tempo fa la capitale affacciata sulla Sprea veniva completamente ignorata dall’istituto di ricerca ed ora nel giro di tre anni è riuscita ad ottenere questo risultato eccezionale.

    Berlino, nonostante non possa concorrere dal punto di vista economico con le altre città più grandi, sbaraglia gli avversari per vivibilità, tenore di vita e gestione del tempo libero. Inoltre la capitale tedesca viene apprezzata per il suo buon trasporto pubblico e per il valido sistema sanitario e primeggia in quanto consapevolezza ambientale e smaltimento dei rifiuti. Le condizioni climatiche, a volte difficilmente tollerabili, hanno sfavorito l’eventualità di poter ottenere un piazzamento migliore.

    Secondo gli esperti che hanno effettuato tale indagine Berlino, se continua a puntare su ciò che la contraddistingue ovvero creatività e innovazione, possiede le risorse, le facoltà e i mezzi necessari per crescere e migliorarsi ulteriormente.

    Per saperne di più cliccate su www.accentro.it