Categoria: Economia e Finanza

  • Visualizza i nostri comunicatiRE/MAX ITALIA: IN AFFITTO LE VACANZE DEGLI ITALIANI


    E’ boom quest’anno per gli affitti nelle località turistiche in Italia.
    Gli Italiani scelgono la formula dell’affitto per trascorrere le propria pausa estiva ed optano per vacanze più brevi, complice la morsa della crisi che guida la scelta verso località, il più delle volte di prossimità alla propria residenza.
    In cima alla classifica le località balneari, scelte da oltre il 90% del portafoglio clienti interessati alla locazione di Re/Max Italia, come emerge dall’indagine condotta dal più diffuso network di franchising immobiliare internazionale presso il proprio circuito delle oltre 200 agenzie affiliate presenti, da Nord a Sud, sul territorio nazionale.
    A sostenere il segmento delle locazioni soprattutto i canoni d’affitto in discesa del 6 %, rispetto al 2008. Le previsioni nei prossimi 6 mesi prevedono una sostanziale tenuta dei canoni attuali e in alcune zone anche una tendenza al ribasso.
    La tipologia di abitazione più richiesta è quella tra i 50 e 80 mq. Più gettonati i bilocali, meglio se vicini alla spiaggia e con posto auto, segno che non si rinuncia alle comodità.
    Diminuisce la durata della locazione nel periodo estivo. La durata è in media di due settimane o un mese al massimo.
    Ad eleggere le vacanze in affitto soprattutto le famiglie con figli ma anche professionisti e dirigenti d’azienda.
    Ma qual è la mappa degli affitti?
    Meta scelta da molti è ancora la Sardegna. Qui la più gettonata è la costa a sud con Santa Margherita di Pula e Villasimius dove un bilocale in affitto vicino alla spiaggia costa intorno ai 3 mila euro al mese.
    Evergreen anche l’Isola d’Elba dove un bilocale a Marciana Marina è quotato intorno ai 2 mila e 500 euro al mese.
    In auge anche la Riviera Adriatica dove – complici spiagge e servizi sempre più ‘a misura di famiglia’ – l’affitto di un bilocale si aggira sui mille e 800 euro al mese.
    Genovesi e milanesi puntano alla riviera di Levante, soprattutto nella zona delle Cinque Terre, dove l’affitto di un bilocale a Lerici è quotato a partire da 2 mila euro al mese, stessa quotazione spostandosi nella più vicina Santa Margherita.
    I milanesi, pronti con le valigie, scelgono per la pausa estiva anche la Puglia, in particolare il Salento. Qui il canone di affitto mensile per un bilocale a Otranto è sui 2 mila euro.
    I napoletani e i romani si rifugiano nella costiera amalfitana. Tra le più gettonate Sorrento e Gaeta dove un bilocale in locazione costa a partire da 2 mila e 800 euro mensili.
    I siciliani riscoprono la magia di Cefalù dove un bilocale in affitto è quotato 2 mila e 500 euro al mese.
    Re/Max Italia www.remax.it
    Re/Max Italia fa capo a Re/Max International Inc., il più diffuso network internazionale di franchising immobiliare che conta 7 mila agenzie affiliate e oltre 100 mila consulenti immobiliari in 70 Paesi nel mondo. Nell’ambito del Gruppo, Re/Max Italia si è conquistata un posto di leadership, tra i Paesi dove è presente il network a livello internazionale, per la crescita annuale del network di agenzie affiliate sul territorio nazionale. Re/Max Italia conta oggi una rete di oltre 200 agenzie affiliate su tutto il territorio nazionale e 1.400 consulenti immobiliari.
    Ufficio Stampa Re/Max Italia
    RdP Strategia e Comunicazione srl
    tel. 02 7490794 – fax 02 70006596
    [email protected]

  • Flavio Cattaneo al Senato conferma il Piano di Sviluppo da 6 miliardi di euro di Terna


    “Per il sistema delle imprese la costruzione delle infrastrutture elettriche è una opportunità. Occorre che i grandi progetti di sviluppo della rete, che abbiamo pianificato, siano approvati al più presto” ha sottolineato Cattaneo che, con il Presidente Luigi Roth ha presentato oggi i dati sullo stato della rete elettrica nazionale e le sue prospettive di sviluppo alla 10a Commissione Industria del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’energia elettrica, il gas e la competitività delle imprese.

    Terna, che gestisce oltre 58.000 km di elettrodotti e circa 400 stazioni elettriche, ha illustrato il manager alla Commissione, ha un piano di sviluppo decennale (2009-2018) da 6 miliardi di euro, che comporterà una riduzione degli oneri di sistema a vantaggio di famiglie e imprese italiane, pari almeno a 1 miliardo di euro l’anno.
    L’azienda, negli ultimi 4 anni, ha incrementato del 300% gli investimenti in nuove infrastrutture, passando dai 278 milioni di euro del 2004 ai 776 del 2008 e realizzando 600 km di linee, di cui 9 nuovi elettrodotti ad alta tensione e 11 nuove stazioni elettriche.

    Per rendere più efficiente e competitivo il sistema Italia, Terna ha in corso lavori per 1,5 miliardi di euro, e sono 2 i miliardi di euro pronti ad essere “cantierati” appena ricevute le autorizzazioni necessarie. In molti casi si tratta di progetti in attesa di “sblocchi” autorizzativi da anni, alcuni dal 2006.

    È un programma di investimenti massiccio che comporterà ingenti benefici anche dal punto di vista ambientale: innanzitutto la riduzione prevista di 5 milioni di tonnellate/anno di CO2 . E poi la realizzazione del piano “10 progetti per lo sviluppo sostenibile” che prevede lo smantellamento di 1.200 km di vecchie linee a fronte della realizzazione di 450 km di nuovi elettrodotti.

    Terna ha le risorse tecniche ed economiche per realizzare i suoi piani industriali. La burocrazia, rallentando il rilascio delle autorizzazioni, ha però bloccato i benefici derivanti dagli investimenti sulla rete. Ma qualcosa si sta muovendo: con la legge energia sono stati fatti i primi passi per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi.

  • Tradingforex online e investire in borsa – sistemi e metodi per un trading vincente –


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    Un caloroso saluto a tutti gli utenti da Tradingforex

  • Oppressione fiscale: Italia prima tra i paesi Ocse


    Una delle questioni su cui si concentra il dibattito per riportare ordine nel mondo della finanza internazionale è la possibilità di cancellare i paradisi fiscali. Almeno in teoria, questo trova consensi che tendono a essere unanimi, ma meno lo sono sulla conseguenza diretta che una eventuale abolizione di tali paradisi comporterebbe, ovvero la creazione di norme che sostanzialmente regolerebbero uniformemente la materia finanziaria e fiscale riducendo, se non azzerando, la competizione fiscale tra Stati.
    L’Istitut Costant de Rebecque, con sede a Losanna – Svizzera, ha dedicato a questo tema una comparazione internazionale del peso fiscale e i diritti degli individui nei 30 paesi appartenenti all’Ocse. Lo studio, analizzato da eFinancialCareers, presenta alcuni risultati interessanti, anche se ha una visione ancora piuttosto ancorata nella finanza del passato, piuttosto che in quella che si intende costruire per il futuro – per esempio si sottolinea che una eventuale armonizzazione dei regimi fiscali depriverebbe i cittadini dei vantaggi che la competizione comporterebbe, nonché che l’esistenza di aree a bassa tassazione incentiva la circolazione e quindi la creazione di ulteriore capitale nonché la sua accumulazione, appunto tutte idee di una finanza che ormai appare francamente superata visto il collasso che ha portato.
    Lo studio sostanzialmente ruota sull’indice di oppressione fiscale e, senza sorprese, l’Italia (insieme alla Turchia) è al primo posto. L’indice creato in base a 18 parametri, che tra l’altro misurano l’attrattiva fiscale, la governance pubblica e la riservatezza (privacy) finanziaria assicurata agli individui, pone la Svizzera come modello assoluto, persino il Lussemburgo ne risulta staccato, mentre la Germania segue in negativo l’Italia a un solo punto decimale di distanza.
    Rimane, comunque, il fatto che l’oppressione fiscale italiana ha conseguenze in tutti i campi e anche quello del recruiting finanziario potrebbe subirne gli effetti scoraggiando professionisti internazionali a operare nelle nostre istituzioni. “Dal nostro osservatorio registriamo un ‘appeal’ verso il mondo bancario ancora molto alto, che supera se non sovrasta, le difficoltà del settore e le sue trasformazioni, ridimensionando, così, le differenze tra istituti italiani ed esteri, territoriali e multinazionali e riproponendo come centrale la capacità di individuare e selezionare i talenti migliori”, spiega Andrea Migliorati, Business development manager di Randstad Group Italia.
    Se di competizione per i talenti si tratta, i migliori talenti confronteranno le convenienze di lavorare in un paese piuttosto che in un altro, in fin dei conti la fortuna della City di Londra è stata assicurata fino alla attuale crisi da uno stuolo di professionisti che vi operavano in un regime di tassazione estremamente favorevole assicuratogli dal governo di Sua Maestà. Al momento, però, almeno in Italia, “dal nostro punto di osservazione, è sempre stata meno stringente la tematica ‘tassazione’”, commenta Migliorati.

    eFinancialCareers

    eFinancialCareers, società della Dice Holding,Inc., è il sito leader a livello mondiale della ricerca di professioni e carriere professionali nei settori dell’investment banking, asset management e securities. Il sito fornisce agli operatori dei servizi finanziari opportunità di lavoro, notizie e analisi del mercato del lavoro, indagini sulle retribuzioni e consulenza di carriera. I recruiters e i datori di lavoro possono segnalare le posizioni di lavoro vacanti specificando gli specifici settori all’interno del mondo dei servizi finanziari e possono consultare il database dei curricula alla ricerca di professionisti altamente qualificati e specializzati. EFinancialCareers ha un network di siti associati che rappresentano le principali pubblicazioni del settore e ha siti locali e in 18 diversi mercati e in cinque lingue a coprire soprattutto Nord America, Europa, Medio Oriente e Asia. http://www.efinancialcareers.it

  • Nuovo minisito Fineco per il trading online


    Il nuovo minisito Fineco dedicato al trading online è una piattaforma realizzata per una più semplice e rapida consultazione per chiunque voglia godere dei servizi di trading online offerti da FinecoBank.

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    Inoltre, con Fineco potrai godere di un’assistenza davvero efficace grazie alla guida di un Personal Financial Adviser che ti assisterà costantemente durante la pianificazione dei tuoi investimenti: un aiuto concreto per non lasciarti mai solo e per dare risposta ad ogni tua esigenza.

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  • Criminalità nei punti vendita durante il periodo di crisi: l’industria si trova ad affrontare una crisi?


    Milano, 17 Luglio 2009 – La recessione globale ha colpito diversi paesi in modo diverso. Ma in tutto il mondo, l’impatto del rallentamento economico si è verificato rapidamente. Il commercio al dettaglio è stato uno dei primi settori a soffrirne, e l’effetto negativo sulle vendite e la redditività è stato molto importante.
    Il nuovo White Paper su “Retail Crime in the Recession” (criminalità nei punti vendita in periodi di recessione), pubblicato dal prestigioso istituto di ricerca internazionale Centre for Retail Research, autore dell’annuale ricerca “Global Retail Theft Barometer” (Il Barometro Mondiale dei Furti nel Retail), mostra come sono cambiate le tipologie di furti nei negozi. Parallelamente al rallentamento economico che colpisce le vendite, i rivenditori si trovano ora ad affrontare un notevole incremento di quasi tutti i tipi di furti nei negozi, che hanno colpito tutti i mercati verticali. L’aumento di furti nei negozi, il furto da parte dei dipendenti, il furto con scasso, le rapine, la criminalità organizzata e la frode nei negozi hanno aumentato la pressione sui margini.
    I dati raccolti sia tra i Retailers che le forze di polizia mostrano che l’aumento della disoccupazione in alcuni paesi ha portato a un aumento della criminalità nei negozi. Le cifre raccolte dalla polizia mostrano che i furti nei negozi sono aumentati con punte fino al 22% in UK.
    Molti Retailers affermano che sono aumentati i furti da parte di ladri “amatoriali” oltre ai furti da parte della criminalità organizzata, i cui importi sono notevoli, e la violenza e l’intimidazione dei lavoratori.
    Ma il problema non è limitato al furto da parte dei clienti. Un rapporto sui furti commessi dai dipendenti in 392 imprese manifatturiere e di servizi mostra che il 18% dei Retailers ritiene che il furto di denaro contante dalla cassa da parte dei dipendenti sia aumentato rispetto all’anno precedente e quasi un quarto ha detto che sono aumentati gli altri reati contro la proprietà da parte dei dipendenti.
    Effettuare tagli al budget destinato alla prevenzione delle perdite in un momento in cui la criminalità potenziale è in aumento può essere estremamente imprudente, soprattutto perché le perdite dovute a rotture di stock e incrementi nelle differenze inventariali sono note per essere molto più elevato rispetto ai benefici ottenuti dalla riduzione dei budget per la prevenzione delle perdite.
    Anche se ci sono alcune variazioni in questa tendenza, il White Paper pubblicato dal Centre for Retail Research sostiene che non vi è un rapporto diretto tra l’aumento delle perdite causate dalle differenze inventariali e la riduzione dei budget per la prevenzione delle perdite.
    Per Salvador Cañones, Country Manager di Checkpoint Systems Italia, la correlazione tra la diminuzione degli investimenti rivolti a contrastare le differenze inventariali e l’aumento delle stesse, non dipende solo dall’entità del budget, ma dall’efficacia con cui si investe. La grande distribuzione ne è cosciente ed è alla continua ricerca delle soluzioni migliori per far fronte all’aumento dei furti soprattutto durante questa particolare contingenza economica. Questa è anche la mission di Checkpoint che è costantemente impegnata a fianco dei Retailer per supportarli nelle loro sfide con soluzioni concrete e sinergiche.

    A proposito di Checkpoint Systems Inc.
    Checkpoint Systems, Inc. è un’azienda leader nelle soluzioni per la gestione delle differenze inventariali nel settore retail e visibilità degli articoli presso i punti vendita. Il team globale di Checkpoint aiuta i retailer – e i loro fornitori – a ridurre i furti, incrementare la visibilità degli articoli e a fornire ai consumatori una disponibilità sempre maggiore di prodotti tramite l’implementazione della tecnologia RF. Grazie ad un’intensa attività di ricerca e sviluppo, Checkpoint Systems contribuisce all’evoluzione delle tecnologie per il Retail , ampliando l’offerta di soluzioni legate alla gestione delle differenze inventariali e di soluzioni legate all’etichettatura Check-Net. Quotata nella borsa NYSE (NYSE:CKP), Checkpoint opera in tutti i principali mercati e conta oltre 3.900 dipendenti nel mondo. Per ulteriori informazioni, è possibile vistare il sito: www.checkpointsystems.com

  • Flavio Cattaneo e i risultati di una crescita sostenibile: Terna traccia un bilancio del 2008.


    E’ on line sul sito istituzionale di Terna ( www.terna.it ) il Rapporto di Sostenibilità 2008. Quasi 200 pagine per descrivere strategie, scelte, scommesse e traguardi raggiunti nello scorso esercizio. Un modo per raccontare l’approccio sostenibile di Terna, pensato e redatto – spiegano in azienda – in coerenza con le linee guida e gli standard definiti dal GRI (Global Reporting Initiative) e certificato dalla società di revisione KPMG. Molti e particolarmente ambiziosi i risultati ottenuti su questo fronte da Terna nel 2008: nell’ambito della salvaguardia ambientale il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha firmato due importanti accordi di collaborazione con Lipu e WWF. Il primo finalizzato allo studio dell’interazione tra linee ad alta tensione e avifauna; il secondo con l’obiettivo di integrare criteri ambientali coerenti con la strategia di conservazione del WWF nel processo di pianificazione delle nuove linee elettriche.

    Grande attenzione, pur in assenza di obblighi derivanti dal Protocollo di Kyoto o da schemi di
    “emission trading”, al contenimento delle emissioni di CO2. I programmi riguardano in particolare il controllo delle perdite di SF6 (gas serra presente in alcune apparecchiature di stazione) e delle emissioni degli automezzi della flotta aziendali.

    Secondo il Rapporto Italia del Carbon Disclosure Project 2008, Terna è tra le 7 società italiane dell’S&P MIB che hanno elaborato una strategia di riduzione delle emissioni. Impegno confermato dal recente Patto per la lotta ai cambiamenti climatici siglato il 7 luglio tra il Ministero dell’Ambiente e 11 grandi imprese italiane tra cui Terna, il cui contributo ammonta al 15% sia del totale investimenti attivati con il Patto per l’ambiente (12 miliardi di euro) sia del totale riduzione CO2 (7,5 milioni t/anno). Con 6 opere prioritarie previste dal Piano di sviluppo, Terna contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 di 1 milione di tonnellate l’anno, per effetto di un risparmio energetico di circa 440 milioni di kWh annui grazie a minori perdite di rete.

    Cresce anche la sensibilità nei confronti dei propri dipendenti: in aumento le ore di formazione (27% in più rispetto al 2007); introdotti nuovi strumenti di comunicazione interna e migliorati quelli esistenti.

    Motivazioni che hanno consentito all’azienda di vincere il Premio Arete per la Comunicazione
    interna. Positivi i dati relativi alle pari opportunità: maggiore la presenza delle donne in Terna che dal 2005 al 2008 passano dal 9,2% al 10,5% e che per le posizioni manageriali di più elevata qualifica e responsabilità salgono dal 12% al 15% in quattro anni. Terna risulta inoltre tra le migliori aziende nella prima edizione italiana di CRF Top Employers in base al ranking stilato dall’agenzia olandese CRF che identifica le società leaders nella gestione delle risorse umane con i migliori trends e practices in quanto a cultura aziendale, condizioni lavorative, impegno sociale, innovazione, sviluppo e gestione del talento.

    In aumento l’impegno sociale e culturale di Terna anche grazie al legame tra le iniziative di solidarietà e quelle aziendali e alle segnalazioni di progetti meritevoli da parte dei dipendenti.

    Attraverso il concorso fotografico per i dipendenti CreativinTerna l’azienda ha donato una somma all’Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini e altre risorse sono state devolute a favore di associazioni no profit sul territorio per il sostegno a casi di disagio sociale.

    L’impegno di Terna per la cultura si è concretizzato nel progetto Premio Terna per l’Arte Contemporanea nato in partenership con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali con cui Terna ha firmato un Protocollo di Intesa per la promozione e la valorizzazione dell’arte contemporanea italiana. Un progetto che è stato sostenuto fin dall’inizio da un’importante collaborazione del mondo dell’arte, della cultura, delle istituzioni e che ha ottenuto anche il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, della Gioventù, del Comune e della Provincia di Roma e la medaglia del Presidente della Repubblica. Nelle iniziative legate al Protocollo vi è anche il sostegno al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – al quale è stato devoluto il primo premio della categoria dedicata agli artisti di fama, destinato alla costituzione del Centro di Documentazione del Museo.

    Per quanto riguarda i rating di sostenibilità infine, Terna ha incassato prestigiosi riconoscimenti internazionali: è stata riconfermata nel FTSE4Good, l’indice borsistico del Financial Times Stock Exchange di Londra che raggruppa le migliori aziende europee che si distinguono in tema di sviluppo economico sostenibile. Sulla base delle analisi condotte annualmente dall’agenzia di rating etico SAM – Sustainability Asset Management per l’ammissione agli indici Dow Jones Sustainability, Terna si è posizionata tra le migliori 14 utility elettriche sulle 107 esaminate a livello mondiale. Ha ricevuto inoltre la menzione speciale di Sector Mover 2008 che premia le società con maggiori progressi nelle 22 aree della sostenibilità analizzate.

    Nell’ambito dell’European Business Awards, che identifica e premia le aziende di maggior successo nei 27 Paesi dell’Unione Europea che si distinguono in ambiti come l’innovazione e l’impegno nello sviluppo sostenibile, Terna ha ricevuto il “Ruban d’honneur” per essere entrata tra le 10 finaliste del premio 2009 nella categoria Corporate Sustainability.

  • Banche italiane a rischio rating


    Arrivano un po’ da tutte le parti timidi segnali che indicano che dovremmo aver toccato (finalmente) il fondo della crisi, osserva eFinancialCareers. Contemporaneamente, però, ci si affretta a precisare che si tratta di una stabilizzazione del quadro generale e non di una ripresa, i cui primi reali effetti si potranno vedere non prima della metà del prossimo anno.

    Forse proprio questi segnali e le considerazioni su una ripresa che dovrà essere convincente per mettere mano a problemi strutturali dei conti pubblici italiani, hanno spinto ancora una volta il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi a ribadire la necessità che il credito torni “ad affluire all’economia”, se si vuole trovare una via di uscita credibile alla crisi.

    Quello che preoccupa di più il governatore è la constatazione che “il sistema bancario non è stato ancora riparato” e che quindi difficilmente un sostegno diretto alla ripresa possa realizzarsi in assenza di azioni che favoriscano i consumi anche in fase di crescente disoccupazione. E in Italia c’è un problema in più: nel 2008 sul totale dei finanziamenti erogati a imprese e famiglie ben il 5,34% era in sofferenza o irrecuperabile, con la previsione di un raddoppio nell’anno in corso.
    Questa è una delle ragioni che hanno spinto Standard & Poor’s, in un recente studio, a lanciare l’allarme di un eventuale revisione (ovviamente al ribasso) del rating per ben 27 banche italiane.

    Un panorama fosco quindi, ma che non necessariamente equivale a brutte notizie per i banker più qualificati. “La contingenza di mercato porterà al potenziamento e all’evoluzione progressiva della direzione rischi in molte realtà bancarie e finanziarie, offrendo un’opportunità alle risorse più competenti e che presentano una spiccata attitudine alla continua formazione”, ha infatti commentato Federica Frasca, manager della divisione Banking & Insurance di Antal Intenational Italy.

    eFinancialCareers

    eFinancialCareers, società della Dice Holding,Inc., è il sito leader a livello mondiale della ricerca di professioni e carriere professionali nei settori dell’investment banking, asset management e securities. Il sito fornisce agli operatori dei servizi finanziari opportunità di lavoro, notizie e analisi del mercato del lavoro, indagini sulle retribuzioni e consulenza di carriera. I recruiters e i datori di lavoro possono segnalare le posizioni di lavoro vacanti specificando gli specifici settori all’interno del mondo dei servizi finanziari e possono consultare il database dei curricula alla ricerca di professionisti altamente qualificati e specializzati. EFinancialCareers ha un network di siti associati che rappresentano le principali pubblicazioni del settore e ha siti locali e in 18 diversi mercati e in cinque lingue a coprire soprattutto Nord America, Europa, Medio Oriente e Asia. http://www.efinancialcareers.it

  • La consulenza aziendale non è mai stata così facile grazie a www.auditingconsulting.it


    Auditing & Consulting Spa, la società di consulenza aziendale situata nel cuore di Roma, è stata costituita nel 1995 per fornire servizi alle imprese ed ai privati in campo amministrativo gestionale: Elaborazione dati contabili, Bilanci e dichiarazioni dei redditi, Crisi d’azienda, Consulenza societaria, Finanza agevolata.
    Da pochi giorni a questa parte ha deciso di dotarsi di un nuovo sito internet estremamente funzionale, in perfetto stile web 2.0. Il portale è infatti dotato delle migliori tecnologie web based esistenti sul mercato, un pratico sistema di gestione interna dei dati C.M.S. ed un interfaccia grafica intuitiva e professionale, coerentemente con i valori stessi della Auditing & Consulting. Il risultato è la sintesi d’un lavoro che ha coinvolto diverse professionalità: dalla sezione tecnica di programmazione all’ideazione grafico-creativa, congiuntamente all’esperienza nel settore della comunicazione e del web marketing.
    La componente informatica ha costituito un enorme vantaggio per l’azienda che da oggi può vantare clienti dislocati su scala nazionale, grazie al supporto di sistemi multimediali web based.
    Un altro punto a segno per l’ambiente web che si dimostra anche in questa occasione un’opportunità redditizia per il business aziendale.
    Sito: www.auditingconsulting.it

  • Salvador Cañones è il nuovo Country Manager di Checkpoint Systems Italia


    Milano, 08 Luglio 2009 – Checkpoint Systems, azienda leader nelle soluzioni per la gestione delle differenze inventariali, annuncia la nomina di Salvador Cañones come Country Manager per l’Italia.
    Nato a Barcellona nel 1969, Cañones vanta una brillante carriera: la sua attività professionale inizia come socio- fondatore del gruppo MESA, società spagnola operante nel settore audio-video, dove riveste per sei anni l’incarico di Direttore Commerciale.
    Nel 1997 entra a far parte del team di Checkpoint Systems Spagna all’interno del comparto Key Accounts, dove ricopre il ruolo di Direttore Commerciale. Successivamente assume la responsabilità della divisione dedicata alle soluzioni di Protezione alla Fonte e della linea CheckNet, il servizio di etichettatura e gestione dei dati offerto da Checkpoint Systems per i Retailer che operano nel campo dell’abbigliamento e per i titolari di brand di tutto il mondo. Si occupa inoltre dello sviluppo dei mercati verticali del Sud Europa, conseguendo ottimi risultati.
    Con una carriera di oltre 12 anni all’interno di Checkpoint Systems, Salvador Cañones amplia ora ulteriormente le proprie responsabilità assumendo il ruolo di Country Manager per l’Italia.
    “Ho condiviso da subito i valori di Checkpoint Systems che mi hanno spronato a sviluppare il business con ottimi risultati – commenta così il nuovo incarico Salvador Cañones – Il mio obiettivo nel guidare l’Italia è volto a consolidare e ampliare la presenza di Checkpoint Systems sul mercato nazionale come partner affidabile, capace di offrire a Retailer e produttori di beni di largo consumo un approccio strategico legato alla gestione delle differenze inventariali e a soluzioni efficaci per una migliore visibilità degli articoli all’interno del punto vendita”.

    A proposito di Checkpoint Systems Inc.
    Checkpoint Systems, Inc. è un’azienda leader nelle soluzioni per la gestione delle differenze inventariali nel settore retail e visibilità degli articoli presso i punti vendita. Il team globale di Checkpoint aiuta i retailer – e i loro fornitori – a ridurre i furti, incrementare la visibilità degli articoli e a fornire ai consumatori una disponibilità sempre maggiore di prodotti tramite l’implementazione della tecnologia RF. Grazie ad un’intensa attività di ricerca e sviluppo, Checkpoint Systems contribuisce all’evoluzione delle tecnologie per il Retail , ampliando l’offerta di soluzioni legate alla gestione delle differenze inventariali e di soluzioni legate all’etichettatura Check-Net. Quotata nella borsa NYSE (NYSE:CKP), Checkpoint opera in tutti i principali mercati e conta oltre 3.900 dipendenti nel mondo. Per ulteriori informazioni, è possibile vistare il sito: www.checkpointsystems.com