Categoria: Economia e Finanza

  • Più sapore alle campagne marketing di Fratelli Carli

    Milano, 27 ottobre 2010 – Fratelli Carli[1], azienda olearia di Oneglia (Imperia) che da quasi cent’anni è sinonimo di grande qualità e metodi di vendita innovativi, ha scelto SAS per ottimizzare le attività di marketing e sviluppare nuove opportunità commerciali rivolte al suo canale di vendita, che conta oltre un milione di clienti diretti, di cui 700 mila residenti all’estero.

    Il progetto, realizzato in partnership con Value Lab, ha l’obiettivo di indirizzare alle diverse tipologie di clienti – nuovi, fidelizzati, in retention e a rischio di abbandono – comunicazioni più mirate e differenziate , e sviluppare, simulare ed eseguire campagne multicanale (direct mail, e-mail, telefoniche, SMS, WAP, ecc.), monitorandone l’attuazione e la validità in tempo reale. Per ogni tipologia di cliente vengono realizzate almeno 15 campagne l’anno, per un totale di oltre 60, tutte multicanale. A questi si aggiungono campagne ad hoc per il web, che incidono per il 15% sul business dell’azienda. Raggiungere il cliente con proposte e comunicazioni su misura permette di migliorare l’efficacia dell’azione commerciale riducendo il disturbo al cliente, che oggi è sempre più sollecitato da messaggi pubblicitari.

    SAS consente di automatizzare questo processo, prima gestito manualmente dalle risorse della divisione marketing, con un notevole risparmio di tempi e costi. Grazie alla facilità di integrare e qualificare dati da fonti diverse, inoltre, è possibile seguire il cliente nelle diverse fasi del ciclo di vita proponendo sempre le offerte più adatte, massimizzando il risultato.

    Se i clienti che acquistano in modo più o meno regolare sono circa un milione, quelli che sono venuti in contatto con il mondo Carli almeno una volta, e di cui abbiamo l’anagrafica nel nostro database, sono almeno il doppiocommenta Carlo Carli, Direttore Divisione Alimentare di Fratelli Carli. A questo portafoglio così importante stiamo applicando una segmentazione sempre più accurata. Con SAS intendiamo introdurre una crescente flessibilità nel valorizzare questo patrimonio, ottenendo dai dati conoscenze utili, che vadano oltre la reportistica della business intelligence tradizionale per supportarci nelle decisioni di business”.

    “La nostra soluzione – dichiara Giacomo Lorusso, Sales Director Commercial di SAS – consente di promuovere campagne event-driven, attuate in coincidenza con un evento scatenante, come una soglia prefissata dell’indice di fidelizzazione o una data significativa per il cliente. Un approccio che permette a Fratelli Carli di fidelizzare i clienti acquisiti, sfruttando opportunità di cross-selling e up-selling e massimizzando il valore della relazione”.

    “Il supporto del team di Value Lab, formato da professional con esperienza e competenze specifiche nel settore Fast Moving Consumer Goods e nel Geo Data Mining, permette a Fratelli Carli di strutturare il progetto coerentemente con le logiche di business – conclude Marco Di Dio Roccazzella, Partner di VALUE LAB. Grazie all’accurata profilazione di ogni cliente nel suo ciclo di vita è possibile superare approcci indifferenziati in favore di strategie di marketing mirate, che consentono di sfruttare al massimo le potenzialità degli strumenti adottati”.

    [1] Nel 2009 Fratelli Carli ha raggiunto 140 milioni di euro di fatturato crescendo del 10% sull’anno precedente, soprattutto grazie all’export che ha fatto registrare un balzo del 20%.

    FRATELLI CARLI

    Fratelli Carli nasce nel 1911 quando Giovanni, uno dei fratelli, ha per la prima volta l’intuizione di vendere il raccolto dell’oliveto di famiglia in località Costa Rossa a Oneglia (oggi Imperia) direttamente ai clienti finali, instaurando con loro un rapporto di fiducia: applicando tecniche di marketing ante litteram, Giovanni Carli utilizza la tipografia famigliare per produrre le prime lettere e i primi inviti a portare nuovi amici e percorre personalmente le strade della Liguria e del Piemonte alla ricerca di nuovi clienti. Grazie a questo approccio Fratelli Carli diventa un nome di riferimento nel settore, raggiungendo il milione di clienti diretti in Italia e nel mondo e ampliando la propria offerta ai prodotti enogastronomici e prodotti di bellezza a base di olio d’oliva.

    SAS

    SAS è leader nei software e servizi di Business Analytics ed è la più grande società indipendente nel mercato della Business Intelligence. Attraverso soluzioni innovative fornite nell’ambito di un framework integrato e con oltre 45.000 installazioni, SAS aiuta le imprese a migliorare le performance e a veicolare valore aiutando i manager a prendere decisioni migliori in tempi brevi. SAS fornisce dal 1976 alle aziende di tutto il mondo THE POWER TO KNOW®.

    VALUE LAB S.r.l.

    VALUE LAB è una società di consulenza di management e IT solutions, specializzata in Marketing, CRM, Vendite e Retail. Offre Servizi professionali, Dati, Information Technology e Outsourcing a supporto delle scelte strategiche e della gestione operativa di Mercati, Consumatori, Punti Vendita e Forza Vendita. Integra Geomarketing, Data Mining, Business Intelligence

    Per maggiori informazioni:

    Valentina Fontana
    Comunicazione VALUE LAB
    [email protected]
    tel. +39.02.77.88.931
    mob. +39.338.64.17.980
    www.valuelab.it

  • Scegliere l’auto online

    Il mercato dell’auto in Italia sta subendo gli effetti della cristi e della fine degli incentivi statali che avevano dato un po’ di respiro sia a chi progettava di acquistarla, sia agli stessi produttori e venditori di automobili. L’unico dato positivo attualmente rimane l’aquisto di auto usate, che si mantiene essenzialmente sui livelli dell’anno scorso. Infatti, anche in momenti di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando, nei sondaggi l’interesse per l’auto rimane sempre alto, al punto che spesso si cambia la propria con un’altra usata. Cosa significa? Che se la nostra automobile è in cattive condizioni, ne prendiamo un’altra usata, che sia migliore di quella che possediamo ma che non abbia un prezzo troppo alto. Tutto ciò nonostante i costi da sostenere, legati al passaggio di proprietà, al check completo dell’auto e varie spese di gestione. Un’altra importante scelta da compiere è se acquistare da un concessionario o da un privato; il concessionario rappresenta una garanzia delle condizioni dell’auto (soprattutto per i vincoli legali che è tenuto a rispettare) e possiamo anche optare per un usato a Km.0, cioè un’auto praticamente nuova. Massima attenzione invece per il privato, a meno che non sia un vostro conoscente, consigliamo controllare le offerte nel dettaglio per evitare brutte sorprese, quindi verificare con cura i documenti e lo stato della vettura. Infine, per avere una panoramica di quello che c’è sul mercato e per aiutarvi a scegliere, internet offre molti strumenti per iniziare la vostra ricerca: digitate su google ad esempio auto usate a Salerno, oppure auto usate a Firenze, così potrete ricercare in base alla vostra città e rendervi conto dei prezzi e dei modelli a disposizione.

  • Il trend forex, un segnale forex da non sottovalutare

    Un buon trader sul forex deve saper seguire i trend del mercato valutario. Trend al rialzo, trend al ribasso, sono dei segnali forex che bisogna saper leggere e non sottovalutare per riuscire a sfruttare al meglio i propri investimenti.

    Uno studio approfondito dei trend sul forex è uno dei fondamentali sul forex che ogni trader di successo fa giornalmente per sapere quando e su che valuta investire, grazie al piccolo investimento ed ai grossi guadagni che si possono avere dalle fluttuazioni valutarie un investitore attento può avere degli ottimi risultati nel breve termine.

    Questi studi si possono effettuare sui grafici forex che si hanno nelle fluttuazioni orarie delle valute, il famoso zig zag in su e in giù, è sicuramente utile riuscire a capire come si comporta il mercato in modo da prevederlo e investire nel momento giusto!

  • Flavio Cattaneo: “Facciamo business per investire nelle reti” (Repubblica 25 ottobre 2010)

    Intervista all’amministratore delegato Flavio Cattaneo della società pubblica Terna che possiede le infrastrutture elettriche: “I proventi delle attività non regolamentate vanno allo sviluppo delle infrastrutture. In cinque anni gli azionisti hanno avuto un ritorno del 161 per cento. I soci esteri sono al 34 per cento”

    Non c’è un nuovo modello di business. C’è semplicemente un business che si aggiunge al nostro tradizionale ambito di operatività, che è quello di realizzare infrastrutture per il trasporto di elettricità che siano necessarie al Paese». All’indomani della vendita di Rete Rinnovabile Spa – la società del gruppo nel fotovoltaico – al fondo di private equity Terra Firma per poco meno di 700 milioni, e l’incasso di una plusvalenza effettiva di circa 200, il volto dell’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, è decisamente soddisfatto.
    E non soltanto per quello: guardandosi alle spalle, a cinque anni dal suo arrivo, Cattaneo, può vantarsi di numeri che parlano da soli: ricavi aumentati del 30 per cento, margine operativo lordo del 39 e utile netto del 159. Una performance che sembra aver premiato l’utility italiana molto più di altre. Il titolo ha prodotto un “total share holder return” (rendimento totale fra crescita dell’azione e dividendi erogati) del 161,7% dall’Ipo. La performance di Borsa è stata del 52,7% dal 1 novembre2005, mentre l’indice Dj delle utilities ha perso da allora il 3,9%. A livello europeo, tutti i principali concorrenti di Terna si sono dovuti accontentare o di performance a cinque anni negative o di poco sopra il 3-4 per cento. Soltanto l’inglese Pennon Group, che opera nel settore idrico, ha fatto meglio in Borsa (più 63,3%).

    Terna Tralicci

    Dottor Cattaneo, com’è maturata questa operazione sul fotovoltaico?
    «È semplice. Terna ha, oltre alla rete elettrica, anche delle sottostazioni e delle cabine, con ampie aree di rispetto tutt’intorno. Bene, abbiamo usato queste aree per metterci dei panelli solari e abbiamo fatto degli investimenti, concentrando questi asset in una società che abbiamo costituito e venduto in 10 mesi, realizzando una forte plusvalenza. Abbiamo fatto gli imprenditori raccogliendo i frutti di ciò che avevamo seminato».

    Ci avete preso gusto? Nel senso che avete in mente di fare altri investimenti di questo tipo?
    «Abbiamo molti altri terreni da utilizzare e abbiamo intenzione di continuare».

    Dunque possiamo correttamente parlare di un nuovo modello di business per Terna: non più soltanto investimenti in infrastrutture in Italia ma anche una sorta di imprenditorialità libera: vogliamo definirla così?
    «Sì, un ampliamento dell’esistente, però bisogna sempre ricordare che in quello che facciamo esistono delle regole, ed inoltre che in 5 anni abbiamo quadruplicato gli investimenti sulla rete».

    Quali regole?
    «Intanto ci innoviamo soltanto laddove possiamo cogliere delle opportunità nei settori che conosciamo. Io direi che più che prudenti siamo molto attenti . Ma c’è dell’altro. Il business non regolamentato produce utili che vengono sempre reinvestiti nel potenziamento della rete italiana, che è il nostro core business. Non ce ne dimentichiamo mai. Nel 2010 abbiamo investito un miliardo nella rete e quasi 5OO milioni nel fotovoltaico. In questi ultimi cinque anni gli investimenti totali di Terna hanno superato i 4miliardi».

    A quanto ammontano le vostre riserve di capitale?
    «A 2,5 miliardi. C’è inoltre un rapporto molto favorevole fra debita ed equity, pari a 1,5. E i debiti sono perlopiù a lungo termine. Siamo l’utility meno indebitata d’Europa e non abbiamo partecipazioni che si sono svalutate nel nostro bilancio».

    Continuerete ad investire nel solare?
    «Sì, ma non solo. Per questa prima operazione abbiamo utilizzato 80 siti, ma ne abbiamo 3OO».

    Può anticipare qualcosa?
    «No, perché le prossime iniziative saranno annunciate all’inizio dell’anno con il nuovo piano industriale».

    Alcuni anni fa sembrava che Terna volesse diversificarsi anche all’estero. Poi avete venduto le attività in Brasile e ora l’estero non sembra più allettarvi tanto. Perché?
    «Abbiamo venduto perché ci pagavano l’intera durata della concessione più un ulteriore premio e non aveva senso tenersi quella società. Il punto è che quando andiamo all’estero lo facciamo come imprenditori, quindi è indispensabile guadagnare non meno dì quanto guadagniamo in Italia con la nostra attività. Non possiamo e non vogliamo fare investimenti all’estero con i soldi della bolletta. Infatti utilizziamo i proventi non regolamentati. All’estero si può andare in diversi modi,ad esempio comprando una cosa piccola e facendola diventare grande, oppure valorizzando ciò che già esiste come abbiamo fatto con la partecipata brasiliana, che peraltro avevamo ereditato da Enelpower e che abbiamo poi sviluppato. Comunque tenga presente che la crescita organica vale molto di più; fare una cosa da soli o comprarla sono due cose molto diverse».

    I numeri sull’andamento della società e sulla sua capacità di produrre reddito per gli investitori parlano da soli. Ma l’obiezione che si potrebbe fare è che è facile guadagnare con una concessione pubblica.
    «Secondo noi non esiste un business aprioristicamente facile, occorre sempre fare le giuste scelte, ma questo lo devono giudicare gli altri. Bisogna vedere qual è stata la creazione di valore per gli azionisti e la crescita industriale. E senza un solo euro di finanziamento pubblico. Se gli azionisti continuano a comprare il titolo vuol dire che sono state fatte le scelte giuste. Gli azionisti esteri, ad esempio, sono aumentati».

    Di quanto?
    «Negli ultimi cinque anni sono saliti al 34%. Complessivamente, sono azionisti di Terna circa 3OO investitori istituzionali esteri».

    Dica la verità, dottor Cattaneo, si trova meglio a Terna che alla Rai?
    «Non commento mai le questioni della Rai da quando me ne sono andato. Sono contento di stare dove sto».

    (Adriano Bonafede Affari&Finanza Repubblica 25 ottobre 2010)

    (Fonte: Repubblica.it)

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  • I serramenti obsoleti sono uno spreco energetico

    L’intervento dell’ing. Valentini del gruppo Enea al meeting “La nuova direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia “ , si è concentrato sugli incentivi fiscali del 55% e sulle loro conseguenze per l’economia del paese. Enea qualche settimana fa ha consegnato in Parlamento ed ai membri interessati del governo, due relazioni sull’eventualità di proroga del 55% oltre il 2010 . La prima redatta con CRESME sull’ impatto socioeconomico delle detrazioni fiscali; la seconda scritta da Enea , sugli effetti delle detrazioni dei prodotti e dei servizi incentivati; ed attualmente sono al vaglio dei Ministero Sviluppo Economico e Economia e Finanze per essere valutate. Nel corso dell’esposizione di Valentini, si sono rivelati importanti i numeri riguardanti costi e benefici al 2015 degli interventi di risparmio energetico posti in essere nel quadriennio 2007-2010 e per i quali sono state chieste le detrazioni del 55% . A fine 2010 saranno stati realizzati complessivamente 11.1 miliardi di euro di lavoro , di cui il 55% , cioè 6,11 miliardi saranno posti in detrazione. Quindi tra risparmio accumulato sulle bollette energetiche, gettito fiscale aggiuntivo (IVA , IRPEF,IREF e aumento del potere di acquisto), e incremento del reddito immobiliare ritraibile dalla locazione , CRESME ha calcolato un ritorno monetario di 10,660 miliardi di euro. Inoltre ci sono i benefici ambientali e socioeconomici : diminuzione delle emissioni di CO2 , aiuto al tessuto produttivo (impianti e materiali sostenibili), sostegno all’occupazione, incentivo all’innovazione tecnologica, miglioramento del mix energetico nazionale. Valentini sostiene che in mancanza di proroga oltre il 2010 gli effetti negativi non saranno pochi. In caso di stabilizzazione del provvedimento, invece avremo un boom del mercato dell’efficienza energetica , dell’innovazione tecnologica , dello sviluppo dei green job e dei vantaggi in termini di energia risparmiata e di CO2 non emessa. In ultimo, l’intervento di Valentini è stato considerato positivamente, tranne che per quella frase , con la quale sostiene che si debba eseguire una “azione di rimodulazione” sulle performance che hanno dimostrato di avere un mercato maturo come per esempio la “sostituzione degli infissi “ che ha ottenuto un grande successo ai fini del 55%. Ciò non è il risultato di un mercato avviato , ma del fatto che gli infissi degli italiani sono obsoleti e necessitano di essere sostituiti. La sostituzione di serramenti esterni è un intervento poco costoso, il più facile ed il più rapido; è sempre però un passo in avanti nella lotta allo spreco energetico. Una valida azienda che si occupa della sostituzione di serramenti Serramenti è Vetreria del Chiese.

  • Flavio Cattaneo: «Aiutiamo il fotovoltaico a crescere in Italia del 10% in un colpo solo»

    Questa volta è la crescita imprenditoriale a scrivere un nuovo capitolo della storia di Terna, AD Flavio Cattaneo. Che in dieci mesi ha installato un parco di pannelli fotovoltaici con una capacità fino a 150 M Wp.

    Di solito sono gli investimenti nella rete elettrica a fa parlare di sé. Questa volta è la crescita imprenditoriale a scrivere un nuovo capitolo della storia di Terna, guidata da Flavio Cattaneo. Che in dieci mesi ha installato un parco di pannelli fotovoltaici con una capacità fino a 150 M Wp. Lo ha fatto sfruttando i terreni inutilizzati all’interno o adiacenti le stazioni elettriche. E dopo aver messo tutto in una società, con tanto di investimenti (400 milioni di euro), ha venduto l’intero pacchetto, la Rete Rinnovabile, a un fondo internazionale, Terra Firma per 620-670 milioni (il valore è legato alle opere ancora in corso).

    Per gli azionisti, è un bonus da circa 200 milioni di plusvalenza nei conti 2010. Quanto basta per incassare il favore del mercato, aspettarsi un dividendo più rotondo (mentre ieri è stato già approvato un acconto sulla cedola di 8 centesimi, in aumento del 14,3%) e scommettere su un’ulteriore spinta nello sviluppo della rete, dicono gli analisti. Gli stessi che aspettano Flavio Cattaneo, AD Terna, già oggi a Parigi per la prima tappa del nel roadshow tra Europa e Stati Uniti. Ma non è solo nei conti il senso di questa mossa.

    «Aiutiamo il fotovoltaico a crescere in Italia del 10% in un colpo solo», ci tiene a precisare Flavio Cattaneo, AD Terna. Lui, l’amministratore delegato di Terna, che guarda oltre i numeri della società e sottolinea il valore di «un investimento importante per l’Italia. Fatto «nell’economia verde e capace di attrarre investitori stranieri nel Paese per un progetto di lungo periodo». La società è stata venduta a un multiplo implicito di 9,5-10 volte l’ebitda (margine operativo lordo), ben oltre la media per operazioni di questo tipo (7,5). Deutsche bank ha stimato un ritorno dell’investimento del 40% e un incremento del dividendo dal 6,1% al 6,6%. Ma cosa rappresenta questa intesa, oltre al valore finanziario «Vale la pena di precisare che i terreni torneranno nelle disponibilità di Terna tra 20-25 anni.

    In termini di risparmio di Co2, poi, è una mossa che da stabilità ai nostri investimenti non regolamentati, visto che avremo ulteriori MWp da utilizzare nel 2011. Infine, non toglie spazio al core-business, cioè agli investimenti nelle linee. Anzi: ne accresce le potenzialità. E’ tutta qui la doppia portata di questa mossa: la creazione di valore per lo sviluppo della rete, in particolare, e l’importanza per il Paese. Senza chiedere un euro di più né agli italiani, né allo Stato. E con il supporto dell’Authority con la quale abbiamo un ottimo rapporto».

    Dopo la plusvalenza realizzata in Brasile e questa operazione il …_ mercato guarda già alle altre opportunità. E’ vero che pensate al Nord-Africa? «Crediamo di aver dimostrato di saper lavorare sulla rete e sulla gestione del sistema elettrico in Italia e non solo. Per lo sviluppo delle interconnessioni guardiamo ai Balcani, certo. Ma buone opportunità possono presentarsi anche in Nord-Africa, dove c’è già un nostro studio per un collegamento con la Tunisia, il primo di una certa dimensione tra Europa e Africa. In funzione degli sviluppi che può avere quest’area nell’utilizzo di nuove tecnologie per la produzione di energia, possiamo sfruttare il nostro posizionamento geografico e diventare noi una piattaforma dove transita elettricità che arriva anche da altri continenti».

    Vuol dire che continuerete a muovervi su questa strada di sfruttamento delle vostre infrastrutture? «E’ proprio così. Parte delle risorse raccolte saranno impiegate in altre attività opportunistiche di questo tipo nel settore energia. In modo da innescare un circolo virtuoso che ci permetta già il prossimo anno di fare un ulteriore annuncio. Si tratterà, in piccola parte di operazioni nel fotovoltaico, ma ci sarà anche dell’altro. Insomma, vorremmo che questi interventi straordinari diventino sempre più ordinari».

    Ci saranno novità anche nell’utilizzo dei tralicci per la fibra ottica per le tlc «Una parte di questi già ospita le fibre ottiche a favore di società telefoniche. Ma certamente potranno essere potenziate». In che modo quest’operazione vi spingerà a ritoccare il piano industriale «Il nuovo piano sarà presentato all’inizio dell’anno prossimo. E una delle linee guida sarà proprio quella di mettere sul tavolo forti investimenti in infrastrutture. Anche nei Balcani. Questo consentirà investimenti di imprese italiane nella generazione in loco, per poi importare energia in Italia a minor costo. Nello stesso tempo permetterà a Terna di realizzare ritorni importanti, con contrattualistica privata (cioè non dipendente dali’Authority). E con un vantaggio, anche questa volta per il Paese».

    Da Il Messaggero del 19 ottobre 2010 di Roberta Amoruso

    (Fonte: Il Messaggero)

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  • Tutto sui mutui online

    Mutuionlineok costituisce l’ultimo sito relativo ai mutui online a disposizione in rete.

    Il sito propone vari contenuti utili per chi ha bisogno di ottenere un finanziamento per acquistare casa.
    Argomenti che includono mutuo prima casa e mutuo ristrutturazione casa sono analizzati sul sito.

    Interessante risulta essere l’area dove sono spiegati concetti come Spread e Taeg e le diverse categorie di mutuo.
    Il tema è infatti abbastanza complicato. Per questo motivo risulta particolarmente importante capire i vari termini prima di riuscire a selezionare il mutuo più adatto per le proprie esigenze.

    Il sito mette a disposizione inoltre le ultime notizie relative i mutui e rappresenta quindi una fonte interessante per Gli utenti ha la necessità di manenersi sempre aggiornato su questo argomento.
    Il mondo dei muti è in continua evoluzione e quindi non sempre è semplice essere informati.

    Consultare gli articoli del sito può aiutare la scelta del mutuo migliore per le proprie necessità.

  • Informazioni Prestiti Inpdap

    E’ ora presente sul web il nuovo blog che da tutte le informazioni sui prestiti inpdap gratuitamente per poter così agevolare i dipendenti statali nella valutazione e nella scelta del prestito inpdap che può servire in differenti occasioni della vita.

    L’ultimo articolo scritto su questo blog è sul prestito inpdap acquisto casa, l’inpdap agevola i loro iscritti al fondo con un finanziamento da restituire in 10 anni per poter così dare un grosso anticipo per l’aquisto della propria abitazione.

    Ma non sono solo descritti i prestiti decennali inpdap, si possono trovare anche tanti articoli sui prestiti a scadenza quinquennale dell’inpdap, come ad esempio il prestito inpdap acquisto auto oppure il prestito inpdap per le cure mediche, essendo finanziamenti di minore entità questi vengono rimborsati in 60 rate mensili decurtate dal proprio stipendio o cedolino pensionistico.

  • La Fideiussione Bancaria

    Ha sempre maggiore successo il blog sulle fideiussioni “fideiussionebancaria.net” dove gli utenti possono trovare tutte le spiegazioni necessarie per poter accedere ad una fideiussione bancaria per la propria azienda.

    Oltre la fideiussione bancaria viene spiegato in generale la fideiussione cos’è ed anche cosa sono le cauzioni, tutti prodotti di credito che ultimamente stanno avendo sempre più successo fra le aziende italiane.

    Non esiste solo la fideiussione bancaria ma esistono molte altre forme di garanzia fideiussoria che le società possono richiedere agli istituti di credito o alle società di mediazione creditizia per ingrandire il loro volume di affari, senza bisogno di liquidità immediata ne di un prestito, ma semplicemente una garanzia sulla loro azienda o sul proprio lavoro.

  • Prestiti cambializzati anche a domicilio

    Molti cittadini italiani cercano le informazioni su come si possono ottenere, o anche concedere, i prestiti cambializzati che sono una forma di finanziamento che ha vecchie origini ma che ultimamente, forse dovuto dalla crisi che affligge la nostra Nazione, sono tornati in voga.

    Generalmente questi finanziamenti non vengono richiesti da chi ha un lavoro da dipendente visto che può utilizzare come forma di rimborso la cessione del quinto dello stipendio, ma i prestiti con cambiali vengono richiesti molto da chi ha lavori saltuari o è un lavoratore autonomo.

    Molte persone ritengono comoda questa forma di finanziamento perchè non richiede l’apertura di un conto corrente presso le banche, vengono infatti anche chiamati prestiti cambializzati a domicilio perchè una persona dalla propria abitazione può andare a versare l’importo della cambiale in qualsiasi sportello di una banca italiana senza bisogno di avere un conto corrente attivo.