Categoria: Economia e Finanza

  • Le migliori offerte dei prestiti Compass e Ducato

    Il mondo delle società finanziarie è vasto, ma i primi posti sono occupati da quelle più serie e consolidate; tra queste Compass, una società del gruppo bancario Mediobanca, presente sul mercato dal 1960, nota per l’estrema flessibilità dei suoi finanziamenti, e Ducato, unita da qualche anno ad Agos, del gruppo Italfinco. Entrambe sono molto affermate nel settore del credito al consumo e dei finanziamenti in genere, compresi i prestiti richiesti e concessi on line, sicuri, più veloci e più vantaggiosi, in quanto meno costosi.

    Compass concede prestiti, carte revolving e carte di credito anche a stranieri ed extracomunitari. Tra le offerte dei prestiti personali Compass:

    Total Flex, fino a 30 000 euro, qualora ci fosse l’esigenza consente di abbassare la rata;

    Total, fino a 30 000 euro, consente di saltare la rata fino a cinque volte nell’arco del finanziamento;

    Leggero, fino a 9 000 euro con rata di 90 euro per il primo anno, permette di scegliere l’importo della rata per l’anno seguente;

    Young, fino a 20 000 euro, si parte con una rata bassa che aumenta gradualmente;

    Traguardo Facile, fino a 20 000 euro, con cui le rate dell’ultimo anno diventano la metà di quelle pagate nel primo;

    Bonus, fino a 30 000 euro, erogato ad un atsso molto basso che aumenta di anno in anno;

    Cifra Tonda, fino a 16 000 euro, con rate piccole a cifra tonda, facili da ricordare.

    Compass è, inoltre, convenzionata con INPS e INPDAP, per cui lavoratori dipendenti e pensionati possono ricevere prestiti vantaggiosi, con cessione del quinto.

    Tra i prestiti personali Ducato una nota meritano:

    Duttilio, il prestito che permette, una volta all’anno, di modificare l’importo della rata o saltarne una, di variare la durata del finanziamento o di estinguerlo anticipatamente senza penali;

    Personal Credit, con piani di rimborso totalmente personalizzati;

    Prestami, vantaggioso per la totale assenza di commissioni e spese di incasso della rata;

    Megliocosì, se avete il preventivo di una finanziaria, Ducato Meglio così vi permette di avere più soldi con la stessa rata o pari importo con rata più bassa;

    Mono, praticamente un prestito di consolidamento, che racchiude in una sola rata le rate di altri finanziamenti in corso, richiedendo anche una liquidità aggiuntiva.

    Sia a Compass che a Ducato, potrete chiedere dei preventivi on line da confrontare con tranquillità, al fine di operare la scelta più vantaggiosa.

    Compass e Ducato hanno anche molte offerte riguardanti le carte di credito, alcune delle quali acquistabili anche in internet, a costi molto bassi. Visitate i siti web dedicati per tutte le informazioni.

  • Mutui per lavoratori precari? E’ possibile

    Fermo restando che la sottoscrizione di mutui online rappresenta ancora quella più conveniente per qualsiasi fascia di lavoratori, marzo del 2011 passerà alla storia come un momento davvero importante per tutti coloro che precari, desiderino acquistare un immobile di proprietà. Il fondo per la casa infatti mette a disposizione un accesso facilitato al credito anche per tutti coloro che in condizioni normali potrebbero difficilmente accedere ad un qualsiasi tipo di finanziamento.

    Si tratta di una misura per il lavoratore davvero importante, se si pensa che in base all’ultimo rapporto Nomisma sulla condizione abitativa in Italia, il 7% delle famiglie con un mutuo acceso ha un capofamiglia in condizioni di lavoro precarie o in cassa integrazione. E spesso volentieri tale condizione è difficilmente compatibile non solo con l’accensione di un mutuo ma anche con il suo mantenimento anche se lo si è contratto in condizioni lavorative migliori.

    Parliamo di un dato abbastanza eloquente ed importante se si pensa inoltre che secondo le statistiche solo un mutuo su venti negli ultimi sei mesi è stato richiesto da una persona avente un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Entrando nello specifico almeno nel 4% dei casi il contratto di lavoro della persona richiedente il motore a tempo determinato, mentre un altro 2% di consumatori ha richiesto un finanziamento importante dando come garanzia un contratto di lavoro atipico.

    Sebbene ancora poco diffuso, questo trend è in costante crescita, tal punto da portare gli istituti finanziari a mettere a punto soluzioni specifiche per questa tipologia di clientela.

  • Terna, Flavio Cattaneo: arriva l’instant book di Terna per i 150 anni dell’Unità d’Italia

    Un libro di racconti brevi sulla trasmissione di energia tra le generazioni dal punto di vista di chi trasmette l’energia ogni giorno

    “In occasione dell’inaugurazione del SA.PE.I., il cavo elettrico sottomarino che unisce la Sardegna alla Penisola Italiana, Terna ha voluto contribuire agli speciali festeggiamenti del 17 marzo presentando il libro “150 ANNI: la rete che unisce l’Italia. Racconti brevi della più bella trasmissione di energia tra le generazioni” – lo ha dichiarato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna, a margine della cerimonia di inaugurazione del SA.PE.I. “150 anni: la rete che unisce l’Italia” – ha proseguito l’AD Cattaneo – è un instant book che tra storia, storie, foto d’epoca e spigolature presenta la rete elettrica come protagonista nella creazione di un’unità d’Italia “energetica” alla quale Terna contribuisce ogni giorno con il proprio lavoro”.

    Instant Book | 150 ANNI: la rete che unisce l’Italia

    Nel libro, ideato e curato da Terna, – il progetto editoriale è di Affaritaliani -, la rete di trasmissione dell’energia elettrica è immaginata come una lunga linea illuminata che percorre l’Italia, sia geograficamente sia storicamente, un filo che unisce il Nord al Sud, la produzione al consumo, l’energia allo sviluppo del nostro Paese fin dal 1861 con la nascita delle prime industrie elettrotecniche e la scoperta della dinamo di Antonio Pacinotti.

    Nel 1882 entra in funzione, tra Tivoli e Roma, la prima linea di trasmissione di energia elettrica al mondo a carattere industriale, nell’83 con una centrale di produzione nel centro di Milano vengono accese ben 2880 lampade a incandescenza. In quegli anni in Italia si produce energia elettrica dall’acqua, si cominciano a tirare le linee di trasmissione nel nord, si corre verso lo sviluppo vorticoso del secolo dell’elettricità, il 1900.

    L’illuminazione artificiale cambia radicalmente la vita del Paese: più sicurezza, più ore da vivere, nuovi mezzi di trasporto, industrie elettromeccaniche. E intanto, nel racconto “fotografico” cadenzato per decenni, la richiesta di potenza passa dai circa 22mila kW ai 100mila del 1930. Le linee elettriche si “tirano” a mano, anche nella grande ricostruzione post Seconda Guerra mondiale.

    Nel 1951 il primo grande “ponte elettrico” sullo stretto di Messina con una campata unica record di 3600 metri. Tante foto in bianco e nero che si colorano nelle istantanee degli anni ’60, con il boom economico e la nazionalizzazione dell’energia. Foto che ci raccontano gli anni della crisi energetica, delle energie alternative, delle prime grandi interconnessioni sull’arco alpino, fino ai nostri giorni con il grande impulso dato allo sviluppo e la nuova definizione del sistema elettrico che vede Terna protagonista nella gestione e trasmissione dell’energia elettrica in Alta tensione in Italia.

    (Fonte: Terna Sala Stampa)

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  • Giuseppe Nucci: In Italia è necessario mettere in garanzie i rifiuti nucleari prodotti in passato

    L’AD di Sogin, Giuseppe Nucci, in un’intervista al Velino afferma che in Italia è necessario mettere in garanzie i rifiuti nucleari prodotti in passato e che Sogin è pronta a identificare l’area dove sorgerà il deposito nazionale e l’annesso parco tecnologico.

    L’Amministratore delegato di Sogin , Giuseppe Nucci, al Velino:

    “In Italia, a prescindere da quello che si deciderà di fare sul ritorno all’energia dall’atomo, è necessario mettere in garanzie i rifiuti nucleari prodotti in passato. Noi siamo pronti a identificare l’area dove sorgerà il deposito nazionale e l’annesso parco tecnologico, non appena diventerà pienamente operativa l’Agenzia di sicurezza nucleare. Mi pare che, almeno sulla necessità di dare una sistemazione a questo tipo di materiali siamo tutti d’accordo. E del resto, la prossima consultazione referendaria non riguarda le norme che pongono in capo a Sogin (che nasce con la mission di smantellare le ex centrali nucleari), anche l’individuazione dell’area che ospiterà il deposito di superficie”.

    Giuseppe Nucci

    “La Sogin – prosegue Nucci – è una società di Stato qualificata: operiamo in assoluta sicurezza e trasparenza, tanto da pensare di aprire al pubblico i siti che attualmente abbiamo in gestione. L’interlocuzione con l’Agenzia di sicurezza nucleare è un’ulteriore garanzia che si svilupperà attraverso un contraddittorio con questo organismo composto da personale qualificato e propositivo con cui già ci sono stati contatti. Per quel che ci riguarda abbiamo ‘in pancia’ tutte le capacità per dare corpo a questo percorso anche alla luce delle previsioni internazionali e dei i criteri in base ai quali si deve procedere all’individuazione delle aree. Credo che attraverso la procedura di validazione dell’Asn, saranno possibili ulteriori e utili affinamenti”.

    “In questo momento – dice l’ad di Sogin, Giuseppe Nucci – c’è molta preoccupazione intorno a tutto quello che ha a che fare con il nucleare. Una preoccupazione, dopo quanto successo in Giappone che è legittima, anche se poi ci sono eccessi emotivi. La messa in sicurezza dei rifiuti nucleari è una scelta utile e necessaria e credo che su questo non si possa tornare indietro: l’ossatura dell’Agenzia di sicurezza nucleare è già stata individuata e vanno risolti alcuni problemi logistici, come è normale per gli organismi di nuova istituzione che hanno bisogno di uno start-up di qualche mese per la piena operatività”.

    (Fonte: Il Velino 18/03/2011)

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  • Assicurazione.it: in Italia sempre ferme al 4% le auto ecosotenibili.

    Nonostante il bombardamento mediatico degli ultimi anni, le auto elettriche o alimentate con combustibili alternativi guidate in Italia da privati sono solo il 4%. Esattamente la stessa percentuale di due anni fa. È questo il dato più eclatante dell’analisi condotta da Assicurazione.it, il principale broker online italiano di assicurazioni auto e assicurazioni moto, che ha analizzato oltre un milione e mezzo di richieste di preventivi giunte al sito negli ultimi tre mesi. È risaputo che circa il 40% dell’inquinamento urbano è causato dal trasporto privato e l’interesse dichiarato dai consumatori verso le auto ecosostenibili è molto alto. Per questo motivo tantissime case automobilistiche si stanno impegnando nella realizzazione di modelli amici dell’ambiente che, però, non riescono a trovare un vero spazio nel mercato. A frenare la diffusione delle auto ecosostenibili sono soprattutto i costi di acquisto. Per poter guidare un’auto amica dell’ambiente (specie se elettrica) si devono spendere in media più di 35.000€; meno per le auto ibride per le quali si riesce ad avere una buona resa anche con una spesa di poco superiore ai 20.000€, una cifra comunque considerevole. A differenza di quanto accade in altri Paesi europei (dalla Danimarca alla Spagna, dalla Gran Bretagna alla Francia), in Italia i contributi per l’acquisto di queste vetture tardano ad arrivare e molte auto ecologiche restano invendute. Unica eccezione il trasporto “istituzionale”; ad oggi sono soprattutto Enti pubblici o aziende ad acquistare le auto amiche dell’ambiente. Guardando ai dati dell’indagine di Assicurazione.it, la regione Italiana con il maggior numero di auto ecologiche guidate da privati è l’Emilia Romagna (7,35%), e forse anche per questo il comune di Parma ha reso noto di avere al vaglio un progetto di contributo straordinario (6.000€) per chi intende acquistare auto elettriche. Alle spalle dell’Emilia Romagna si trovano le Marche (6,69%) e il Piemonte (5,24%) che negli ultimi anni ha avviato anche importanti progetti di car e bike sharing. Fra i vincoli che ancora frenano la diffusione di questo tipo di auto c’è anche la scarsissima capillarità della rete di rifornimento. Nonostante alcuni progetti sperimentali in atto in alcune città italiane (Milano come Roma, Brescia come Pisa) poter ricaricare o rifornire veicoli alimentati con energie alternative non è semplice e anche per questo, forse, si spiegano gli ultimi posti di Calabria e Sardegna nella classifica delle regioni italiane con un parco auto “verde”. Se le case automobilistiche non sembrano essere intenzionate ad investire sull’Italia per i loro modelli “ecologici”, anche le compagnie assicurative sembrano essere in attesa di sviluppi sostanziali del mercato. Ad oggi solo alcune assicurazioni online premiano le auto meno inquinanti con tariffe più vantaggiose rispetto allo stesso modello con alimentazione diesel o benzina, mentre quasi tutte le altre riservano alle auto ecologiche tariffe più basse rispetto ai modelli diesel, ma spesso identiche (se non più care) di quelle a benzina. È probabile che i nuovi rincari dei carburanti spingano tanti italiani a riconsiderare se non l’acquisto di auto elettriche, quantomeno quello di veicoli ibridi o alimentati con gas metano o GPL, ma allo stato attuale queste sono le percentuali di auto con alimentazione a basso impatto ambientale guidate da privati nelle venti regioni italiane: Emilia Romagna 7,35% Marche 6,69% Piemonte 5,24% Umbria 4,93% Veneto 4,86% Toscana 4,67% Lombardia 4,14% Abruzzo 3,63% Campania 3,62% Molise 3,49% Lazio 3,49% Puglia 2,93% Basilicata 2,70% Liguria 2,64% Trentino A.A. 2,58% Valle d’Aosta 2,42% Friuli V.G. 2,04% Sicilia 2,02% Sardegna 1,79% Calabria 1,71%

  • “Sei nato ricco”, libro illuminante di Bob Proctor

    Un buon consiglio per chi voglia intraprendere una carriera nel Forex o semplicemente voglia affrancarsi dagli investitori istituzionali per decidere autonomamente i propri investimenti economici, è quello di leggere e studiare molto, non solo libri di finanza, ma anche contributi più strettamente volti al profilo motivazionale.

    Un libro decisamente illuminante per acquisire i principi comportamentali con i quali affrontare in modo adeguato il mercato azionario è Sei nato ricco di Bob Proctor: in questa opera, la prima delle sue pubblicazioni, l’autore spiega le strategie migliori per avere successo e per conseguire una duratura ricchezza.

    Bob Proctor, fondatore e presidente di LifeSuccess Production, è uno dei più importanti –oltre che dei più conosciuti- conferenzieri e consulenti d’affari a livello mondiale: la sua storia, che parte da un ragazzetto con un pessimo curriculum scolastico che abbandona gli studi in gioanissima età, è quella di un vero e proprio self made man.

    L’insegnamento alla base del libro Sei nato ricco è quello secondo cui la via più sicura da percorrere è certamente quella di superare i propri dubbi e le incertezze connaturate all’attività di investimento: il mercato è sempre rischioso, molto può fare affrontarlo con la necessaria sicurezza.

    Questa sorta di automotivazione, che Proctor chiama “consapevolezza spirituale”, può essere di grande aiuto anche e soprattutto per affrontare gli inevitabili momenti di difficoltà che nella carriera di un investitore possono capitare: tali momenti –se certamente non vanno enfatizzati- vanno comunque analizzati con attenzione per comprendere i propri errori ed evitare di ripeterli.

    Dunque, gli eventuali errori non vanno demonizzati, ma visti in chiave costruttiva della giusta strategia di valorizzazione di se stessi e della potenziale ricchezza, naturalmente insita in ciascuno di noi come ricchezza spirituale, ma che, se adeguatamente coltivata, può trasformarsi anche in una vera e propria ricchezza economica.

    Queste linee guida possono costituire anche un modus operandi nel mondo del Forex Trading, al quale, come a tutti i mercati, è connaturato un tasso di rischio, che bisogna trasformare in successo.
    Vale la pena, in proposito, riportare una delle frasi più celebri del libro: “La vita è come il cubo di Rubik: abbiamo tutti i pezzi giusti, tutti i colori esatti, ma è un processo interminabile e frustrante cercare di rimetterli al loro posto giusto. Quasi inevitabilmente ci sono sempre almeno uno o due pezzi che rimangono fuori”.

    Il libro Sei nato ricco è in vendita al prezzo di 12,47 euro: un prezzo molto contenuto, che getta le basi del nostro personale successo.

  • CESSIONE DEL QUINTO ENASARCO

    Sei un pensionato e hai bisogno di liquidità? Vorresti avere un piccolo aiuto economico? Appartieni all’ente previdenziale ENASARC0? Abbiamo una soluzione per te: la cessione del quinto a pensionati.

    I pensionati tra i 65 ei 75, appartenenti all’ENASARCO, ora hanno la possibilità di accedere ad un prestito personale agevolato, comodo e semplice di ottenere. Inoltre, la restituzione di questo prestito non graverà, in assoluto, nel proprio bilancio famigliare perché è un prestito riservato e pensato per la terza età e le necessità di questa categoria di persone.

    La cessione del quinto è finanziamento personale che può essere utilizzato per qualsiasi scopo e che non richiede documenti che giustifichino la richiesta di prestito. Inoltre, la cessione del quinto prevede una restituzione a carico dell’ente previdenziale attraverso la pensione del richiedente, pertanto, non esiste il rischio di dimenticare una rata oppure non poter far fronte ad alcun pagamento.

    Vantaggi della cessione del quinto a pensionati ENASARCO:

    Il tasso d’interesse è fisso per tutta la durata del contratto di prestito

    È possibile dilazionare il finanziamento fino a 120 mesi

    Le rate di rimborso sono invariabili

    È un prestito accessibile anche nel caso di altri prestiti in corso

    Prestito accessibile anche ai pensionati con segnalamenti o protesti

    Assicurazione “rischio vita” compresa nel proprio contratto di prestito

    Una delle particolarità maggiormente convenienti della cessione del quinto a pensionati è il fatto che, come abbiamo già detto, il denaro finanziato può essere utilizzato per qualsiasi spesa. Pertanto, un prestito tramite cessione del quinto permette di far fronte a problemi di salute e spese sanitarie, consolidare i propri debiti per fare in modo di pagare tutti i prestiti in corso attraverso una sola rata mensile, ma anche per realizzare un viaggio, un progetto o una vacanza.

    (Altre soluzioni finanziarie per pensionati ENASARCO: prestito vitalizio ipotecario)

    Lo Staff PrestitoaStatali.it

  • Flavio Cattaneo: Accelera il “Progetto Insula” una rete per unire l’Italia alle sue isole

    Nasce la rete di cavi sottomarini che unisce l’Italia alle sue isole.
    I progetti di Terna per unire la penisola italiana e le sue isole principali con una rete di cavi sottomarini tecnologicamente all’avanguardia.

    “Il SA.PE.I rappresenta il primo tassello del Progetto Insula, il network di collegamenti sottomarini che Terna prevede di realizzare con l’obiettivo di unire la penisola italiana alle sue principali isole: non solo Sardegna, dunque, ma anche Sicilia e alcune delle minori: Elba, Capri e Ischia”.

    Così Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna, a margine dell’inaugurazione del cavo dei record SA.PE.I. “L’ammontare complessivo degli investimenti da realizzare è di circa 900 milioni di euro, in linea con il Piano di Sviluppo. Prosegue in tal modo – ha sottolineato Cattaneo – l’impegno di Terna per rafforzare la magliatura di una rete che negli ultimi 15 decenni ha unito l’Italia da nord a sud e che continua ad essere unita anche grazie ai 300 cantieri che già ora sono attivi su tutto il territorio nazionale”.

    SA.PE.I. (approdo cavo)

    Il Progetto Insula mira a rendere più sicuro ed efficiente il sistema elettrico delle isole attraverso un sistema di cavi sottomarini tecnologicamente sofisticati “ad anello”, simile alla magliatura delle reti in linea area sulla terraferma. Oltre al SA.PE.I., gli interventi previsti dal Progetto Insula sono: l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi tra Sicilia e Calabria, i collegamenti con l’isola d’Elba e con le isole campane e il SA.CO.I tra Sardegna, Corsica e Penisola Italiana.

    L’AD Terna Flavio Cattaneo è poi tornato sul SA.PE.I., che ha definito “il punto di arrivo di un percorso di forte accelerazione per lo sviluppo della rete elettrica nazionale per il quale Terna ha investito dal 2005 ad oggi 4 miliardi di euro, il quadruplo di quanto era stato investito nei cinque anni precedenti. Un impegno – ha concluso Cattaneo – che si è tradotto in 2.200 chilometri di nuove linee elettriche realizzate, valore 10 volte superiore ai 220 chilometri costruiti nel 2005, e che ha permesso di recuperare il gap che vedeva l’Italia tra i Paesi a minor intensità di sviluppo delle reti ad alta tensione”.

    (Fonte: Terna WebMagazine)

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  • Repubblica.it: Flavio Cattaneo Video Online di SAPEI

    La storia dell’elettrodotto sottomarino più lungo e più profondo del mondo in un video online

    22 metri l’altezza degli edifici delle stazioni di conversione, 50 le tonnellate del tiro della nave posa-cavi, 177 le imprese coinvolte nel cantiere SA.PE.I., 435 i km di lunghezza, 1.000 MW di potenza, 1.640 metri la profondità max. di posa, 170.000 m³ di terreno movimentato, 200.000 giornate di lavoro, 750 milioni di euro di investimenti.


    Sono solo alcuni dei numeri da primato del nuovo SA.PE.I di Terna, il cavo dei record che unisce la Sardegna alla Penisola, inaugurato il 17 marzo in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

    Una storia di successo raccontata anche in motiongraphic, come illustra l’Amministratore Delegato di Terna Flavio Cattaneo a margine della cerimonia di inaugurazione.

    Con questo video – ha dichiarato Cattaneo – Terna vuole comunicare in modo innovativo un’operazione imponente, ambiziosa e tecnologicamente rivoluzionarie quale è stata la costruzione del SA.PE.I”.

    (Fonte: Repubblica.it)

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  • RIFIUTI: il SISTRI il MUD 2011 e le nuove regole di gestione. Come sono cambiate le norme e gli adempimenti per la gestione dei rifiuti


    Il SISTRI, sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti, dal 1° OTTOBRE 2010 ha modificato radicalmente gli adempimenti previsti dalle norme vigenti. Il nuovo sistema sostituisce l’emissione dei formulari e la tenuta dei registri di carico e scarico e prevede, a partire dal 2012, l’abolizione del MUD (che quest’anno dovrà invece essere inviato entro il 30 aprile e entro il 31 dicembre).

    Il SISTRI introduce la più rilevante modifica delle modalità di documentare la gestione dei rifiuti dell’ultimo decennio. Una novità che incide sulla quotidiana attività di oltre 500.000 imprese ed enti, se si considera che la produzione, anche occasionale e in piccole quantità, di rifiuti classificati come pericolosi (solo per citare alcuni esempi: oli minerali esausti, stracci sporchi di olio, molte tipologie di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, lampade al neon o a ridotto consumo energetico, pile o accumulatori, batterie al piombo, vernici a base solvente, ecc.) comporta l’obbligo di iscrizione al nuovo sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti.

    L’iscrizione, inoltre, è prescritta anche per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, artigianali, da trattamento o depurazione delle acque e da abbattimento delle emissioni in atmosfera.

    Infine, è necessario ricordare che anche le imprese o gli enti che non sono tenuti ad iscriversi al SISTRI dovranno fornire una serie di dati ai trasportatori professionali di rifiuti, perché saranno questi ultimi ad immettere i dati nel sistema, sostituendosi ai produttori. Per i soggetti obbligati che non provvedono all’iscrizione al SISTRI, al versamento del contributo o alla registrazione dei dati nel sistema sono previste pesanti sanzioni amministrative (a regime, nel caso di rifiuti pericolosi, almeno 31mila euro per ciascuna di queste tre violazioni).

    EcoNomos è stata la prima organizzazione ad offrire moduli formativi sul tema, maturando una specifica esperienza che consente ai partecipanti di acquisire tutte le nozioni utili a superare i problemi di passaggio al nuovo sistema SISTRI. Ai seminari, infatti hanno partecipato centinaia di aziende, e il docente ha già tenuto, per EcoNomos e altre organizzazioni, decine di seminari su questo tema.

    Il Decreto Legislativo di recepimento della Direttiva quadro sui rifiuti (D.Lgs. 205/2010) ha modificato anche le regole da seguire per assicurare una corretta gestione dei rifiuti, introducendo pesanti sanzioni per l’omesso uso del SISTRI o per gli errori nella registrazione, trasmissione o conservazione dei dati.

    Nel corso del seminario sarà riservato ampio spazio alle domande e alla risoluzione di concreti casi proposti dai partecipanti.

    L’analisi della legislazione di riferimento sarà assicurata da uno dei massimi esperti del settore, e sarà caratterizzata da un’impostazione operativa – consolidata grazie ad una ventennale esperienza di assistenza alle imprese di ogni settore e dimensione – volta alla soluzione dei concreti problemi di gestione.

    Il seminario è particolarmente consigliato ai consulenti ambientali e alle imprese certificate ISO 14001, registrate EMAS o in procinto di raggiungere questi traguardi.

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