Categoria: Economia e Finanza

  • Cessione del quinto dello stipendio : le caratteristiche

    Esiste una forma di prestiti personali ideata, progettata e realizzata solo ed esclusivamente per lavoratori dipendenti statali, pubblici e privati e per pensionati, e sono i finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio. Questo è un prestito personale a tasso fisso che non varia per tutta la durata del finanziamento ed è rimborsabile con un massimo fino a 120 rate mensili. È un finanziamento perfetto per tutte le famiglie che intendono pianificare al meglio ed avere sempre sotto controllo il proprio bilancio economico. La cessione del quinto dello stipendio è comoda anche perché il pagamento della rata mensile viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla busta della pensione. Questo prestito può essere definito :

    facile da rimborsare per il motivo detto antecedentemente, la trattenuta diretta dalla busta;

    flessibile in quanto è possibile rimborsarlo fino ad un massimo di 120 rate mensili;

    senza brutte sorprese poiché la rata mensile di rimborso è fissa, il suo costo non varia per tutta la durata del piano di ammortamento;

    leggero per il semplice motivo che l’importo della rata non può essere superare il quinto dello stipendio o della pensione;

    facile da ottenere poiché le banche non fanno ulteriori richieste oltre la busta paga o la pensione;

    comodo da richiedere in quanto sono sufficienti la documentazione di reddito e la firma del cliente;

    Protetto perché è garantito da un’assicurazione vita.

    Un prestito che offre garanzie al 100%.


  • Prestiti per chi lavora nelle amministrazioni statali

    Per legge i prestiti dipendenti statali sono erogabili attraverso due differenti modalità:

    1. Prestito in busta paga tramite cessione del quinto: il nome deriva dall’importo massimo della rata che è appunto pari ad 1/5 dello stipendio. È un prestito che appartiene alla categoria dei finanziamenti non finalizzati, cioè non è necessario esplicitare, per legge, la motivazione per la quale viene effettuata la richiesta di prestito.
    2. Prestito Delega : è un prestito che affianca quello con cessione del quinto e viene richiesto per ottenere maggiore liquidità. Grazie a questo è possibile oltrepassare il limite del quinto dello stipendio previsto appunto per i prestiti con cessione del quinto per i dipendenti statali. Richiedere un prestito con delega se si è dipendente statale è più sicuro, nel senso che le amministrazioni statali è difficile che gli rigettino la richiesta di finanziamento, a differenza di chi è dipendente privato.

    I vantaggi di queste due modalità di erogazione di prestito sono:

    La comodità del pagamento in quanto la rata mensile viene detratta direttamente dalla busta paga del richiedente oppure è l’amministrazione statale ad occuparsi del pagamento;

    Non sono previste ulteriori garanzie per la copertura del prestito, è sufficiente la busta paga;

    Non si deve esplicitare la motivazione di richiesta di prestito;

    Comprende un’ assicurazione di copertura del rischio vita e rischio impiego;

    È possibile decidere il numero delle rate di rimborso più adatto alle tue esigenze in quanto hanno una durata che va dai 24 a 120 mesi.

    Per maggiori informazioni : prestiti personali online


  • Moody’s assegna per il terzo anno consecutivo la classe A3 a Banca della Marca, in controtendenza con il trend nazionale.

    La prestigiosa agenzia di rating Moody’s ha confermato, nell’ultima classificazione appena pubblicata, il rating “A3 con outlook stabile” per la Banca della Marca, che si annovera quindi come uno dei pochissimi istituti di credito ai vertici del panorama del Nord Est ad aver mantenuto la valutazione dell’anno precedente nell’attuale stato di crisi.

    Banca della Marca si è sottoposta anche quest’anno all’analisi dell’agenzia internazionale di rating Moody’s, ed è stata premiata con la classe “A3 ed out look stabile”, il gradino più alto possibile, per le caratteristiche intrinseche dell’istituto trevigiano: posizione più alta anche di molte banche nazionali, tra cui il Monte dei Paschi di Siena. Senza dimenticare che solamente una manciata di Banche di Credito Cooperativo hanno scelto di sottoporsi alla classificazione, dimostrando una totale trasparenza nella gestione.

    Banca della Marca prevede una chiusura del 2011 in linea con l’anno precedente grazie anche alla diversificazione degli investimenti e alla posizione “liquida” generata dalla crescita della raccolta in controtendenza netta rispetto al sistema, che prevede di reinvestire completamente nel sistema produttivo locale e nelle famiglie, senza ricorrere a fonti e rifinanziamenti della BCE. Inoltre il Tier1 registrato per Banca della Marca è di 11.73, ben al di sopra dei valori espressi dal sistema bancario nazionale: l’indicatore così alto è sintomo di solidità patrimoniale dell’istituto, che dichiara di non aver adottato strumenti alternativi di capitale, come i prestiti subordinati.

    Non solo per le strategie di sviluppo economico sul territorio locale ma anche grazie alla tendenza all’ampliamento dei servizi forniti ai clienti, negli anni Banca della Marca ha stretto importanti collaborazioni con società estere, come Axa e Azimut, al fine di poter garantire investimenti o servizi internazionali normalmente propri di Istituti di Credito di grandi dimensioni. Questo ha favorito anche la professionalizzazione del personale, preparato oggi ad incontrare anche le esigenze più sofisticate della clientela.

    Anche per poter essere considerati quindi un solido partner italiano per investimenti fuori dal confine, si è presentata dunque la necessità di una valutazione trasparente ed inappellabile, come quella delle grandi agenzie di rating internazionali, che oggi ha premiato Banca della Marca, collocandola sui gradini più alti del rating registrato da società ed istituti italiani.

    Per il terzo anno consecutivo siamo stati valutati dall’agenzia Moody’s con la classe A3, addirittura di una classe superiore alle possibilità date alla nostra realtà, dal momento che le regole istituzionali prevederebbero una differenza di almeno 1 punto sul proprio partner centrale, per noi ICCREA e Cassa Centrale, ambedue confermate nella stessa nostra classe A3 – ha dichiarato Luigino Manfrin, Direttore Generale della Banca della MarcaMi sento quindi di poter dichiarare con molta soddisfazione che gli sforzi di questi ultimi anni sono stati ufficialmente riconosciuti e questo non potrà che servirci per continuare nei nostri progetti di sviluppo sociale ed economico, in un’ottica di migliore soddisfazione possibile della nostra clientela.”

    Nell’attuale contesto di mercato, in un momento in cui soprattutto è dilagato il downgrade generale dei Paesi europei e delle banche italiane ed internazionali, la conferma di un rating così alto assegnato a Banca della Marca non rappresenta solo un motivo di indubbia soddisfazione per la società trevigiana ma anche una rarità che l’istituto intende celebrare, pensando anche e nuove iniziative ancora più competitive per i propri clienti.

    Banca della Marca

    La storica Cassa Rurale di Orsago fonda le sue radici 110 anni fa’, dando origine nel 2001 alla Banca della Marca, sorta dalla fusione della BCC di Orsago e della BCC Altamarca. Oggi Banca della Marca conta 32 agenzie locali, di cui 26 nella sola provincia di Treviso, con la collaborazione totale di oltre 250 dipendenti e che persegue da anni una politica di sviluppo di marcata vocazione locale, grazie alle attività di tipo culturale, sociale ed economico sul territorio.

    Per ulteriori info:

    Blu Wom

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio : Laura Elia [email protected]

  • Obbligazioni: come scegliere l’investimento giusto.

    Nasce sul web il nuovo portale completamente dedicato agli investimenti finanziari. Gli utenti interessati potranno trovare schede tecniche di approfondimento su tutto ciò che riguarda le obbligazioni. La piattaforma web è il risultato di un lungo e faticoso lavoro, che ha permesso di creare, con successo, una guida semplice, efficace e piena di contenuti. Nel sito è possibile visionare quanti tipi di obbligazioni esistono al fine di scegliere di investire in nodo oculato tra: obbligazioni convertibili, cum warrant, obbligazioni multicedola, drop lock, subordinate, obbligazioni step up e step down. La navigazione risulterà piacevole grazie alle numerose immagini; il sito è in continuo aggiornamento, nella sezione news saranno pubblicate tutti i nuovi contenuti. Inviaci pareri ed opinioni sul portale per migliorare sempre più il nostro lavoro.

  • Prestiti personali: la cessione del quinto per chi desidera subito un prestito

    Appena apparsa nel settore dei mercati finanziari, la cessione del quinto, quinto di stipendio e quinto di pensione, era considerata una specie di ‘ultima spiaggia’ per risparmiatori e consumatori che non fossero riusciti ad ottenere un prestito dalle grandi banche. Nel giro degli ultimi due anni la situazione è radicalmente cambiata, anzi si è capovolta, facendo della cessione del quinto dello stipendio e della cessione del quinto della pensione il prestito personale a cui si ricorre più frequentemente oggi.
    Quali sono i motivi di questo successo? Perchè un consumatore dovrebbe scegliere di affidarsi ad una società finanziaria piuttosto che ad un istituto bancario? E’ presto detto.

    1. Nessuna finalità di spesa: la cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale senza finalità di spesa, questo significa che non è necessario indicare o specificare per quale motivo si richiede la quota di denaro.

    2. Rate e Tassi costanti: il prestito tramite cessione del quinto dello stipendio o della pensione viene rimborsato con rate mensili il cui importo non può mai superare il quinto, dello stipendio o della pensione. Questo significa che non si rischia di dover pagare cifre impreviste o di vedersi trattenute dallo stipendio quantità di denaro superiori a quelle che si aveva previsto. Le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga e la responsabilità della trattenuta è dell’Amministrazione presso cui lavora il dipendente nel caso della cessione del quinto, dell’Ente Previdenziale nel caso della cessione del quinto della pensione.

    3. Nessun controllo bancario: una sola rata non pagata alla banca e si è tagliati fuori da altri prestiti e finanziamenti. E’, infatti, sufficiente una rata non pagata per la macchina o per il mutuo per entrare nella lista dei ‘cattivi pagatori’. Lista che impedisce successivamente di chiedere un prestito a banche o grandi istituti di credito, tendenzialmente restii ad accettare richieste di finanziamento a soggetti che abbiano dimostrato anche solo in un’occasione di non riuscire a pagare gli importi per rimborsare il finanziamento. Con la cessione del quinto dello stipendio o la cessione del quinto della pensione il problema non esiste, perchè non è necessario essere sottoposti a controlli bancari di nessun tipo.

    4. Velocità e semplicità: chiedere un prestito personale tramite cessione del quinto dello stipendio o della pensione è davvero molto semplice. E’ sufficiente presentare documenti di identità e l’ultima busta paga per avviare le pratiche.

    5. Tassi più bassi per un dipendente pubblico o statale: nel caso di dipendenti pubblici o statali garanti del rimborso del prestito personale e responsabile delle trattenute sono Amministrazioni pubbliche ed Enti, per definizione più solidi ed affidabili. Ciò costituisce per i dipendenti pubblici o statali una garanzia forte che spinge le società finanziarie ad applicare tassi e condizioni più vantaggiose.

    6. Prestiti personali anche per i pensionati: con la cessione del quinto della pensione, anche i pensionati INPS, INPDAP possono chiedere un prestito personale, senza limiti d’età. Occorre, tuttavia, che la società finanziaria abbia attive le convenzioni INPS e INPDAP necessarie. A Napoli c’è il marchio Finanzio Facile, distributore di prodotti finanziari che eroga prestiti personali tramite cessione del quinto della pensione fino a 50.000 euro. E’ sufficiente registrarsi qui per essere ricontattati in due ore. Oppure chiamare il Numero Verde 800 – 818182, gratuito anche dai cellulari.

  • Noleggiare un autogru in tutte le città italiane

    Quando pensiamo alla necessità di sollevare le merci non dobbiamo rivolgere la nostra mente soltanto ai cantieri edili oppure alle realtà industriali o commerciali bensì anche semplicemente ai traslochi oppure ai lavori di giardinaggio. Ognuno di noi può quindi avere, almeno una volta nella vita, la necessità di richiedere il noleggio di autogru che possa rendere questo lavoro non solo molto più semplice e veloce ma anche molto più sicuro.
    Sono davvero molti i punti di noleggio di autogru disponibili in Italia, punti di noleggio che offrono macchinari di ultima generazione dotati di certificazione di idoneità ma anche sottoposti ad opere di manutenzione continue e a test di efficienza di varia tipologia. Richiedere un autogru a noleggio significa quindi richiedere un mezzo efficiente al cento per cento, un mezzo di cui potersi fidare ciecamente e con cui avere la certezza di riuscire ad effettuare un lavoro che possa dirsi perfetto.
    I punti di noleggio di autogru offrono la possibilità di scegliere tra vari modelli di autogru che si differenziano tra di loro per l’alimentazione che può essere sia a diesel che elettrica ma anche per la portata. La portata è infatti l’elemento indispensabile che ci aiuta a scegliere il macchinario perfetto per la tipologia di lavoro che deve essere effettuata. I punti di noleggio di autogru offrono solitamente anche il noleggio di piattaforme aeree e di piattaforme elevatrici per andare incontro alle esigenze di ogni tipologia di cliente.
    Il noleggio delle autogru può essere effettuato senza operatore oppure con operatori professionali interni alla ditta, scelta ideale quest’ultima ovviamente per coloro che non hanno alcuna dimestichezza con questi mezzi.
    Sono davvero molti i punti di noleggio di autogru disponibili in ogni città italiana. Per conoscere i principale punti di noleggio e tutti i servizi che sono in grado di offrire vistate il sito internet www.autogru.biz. Qui troverete infatti una lista dei punti di noleggio di autogru presenti nelle provincie italiane con tutte le informazioni necessarie per contattarle.

  • Nasce Prestito e Mutuo, il consulente finanziario gratuito online

    Gli utenti possono inviare domande, anche in forma anonima, tramite l’apposito modulo nel sito oppure all’indirizzo [email protected]. Le risposte vengono inviate a stretto giro via email e pubblicate, prive di riferimenti personali, nell’apposita sezione “L’esperto risponde”, per poter aiutare anche altri utenti di Internet. Naturalmente, nel caso di situazioni che richiedono un particolare approfondimento, è possibile avere una consulenza telefonica o di persona.

    Per garantire la qualità delle risposte, Prestito e Mutuo mette a disposizione esperti registrati presso l’UIF (Unità di Informazione Finanziaria, gestita dalla Banca d’Italia) che collaborano con intermediari di provata solidità ed esperienza, come Races Finanziaria e Credipass.

    Il sito permette inoltre di chiedere rapidamente un preventivo per le principali tipologie di finanziamento (mutui e prestiti personali). Il servizio non è obbligatorio ed è separato dalla consulenza gratuita. Anzi, l’esperienza che ha spinto Prestito e Mutuo a mettersi a disposizione per chiarire i dubbi degli utenti è quella opposta: a causa del periodo di difficoltà economica generale, un numero crescente di persone si rivolge alle società finanziarie senza una giusta conoscenza delle proprie possibilità, dei prodotti disponibili e delle norme che regolano il settore. Questo impedisce di ottenere le migliori condizioni e di sfruttare i propri punti di forza nella trattativa. Si viene finanziati a un costo più elevato. E in caso di importi rilevanti, come mutui e cessioni del quinto di stipendio di quadri e dirigenti, questo significa rimetterci diverse migliaia di euro (per maggiori interessi e oneri amministrativi).

    Gli esperti di Prestito e Mutuo possono affiancare anche persone che si trovano già in difficoltà, con rate non pagate e problemi debitori. Spesso il debitore non conosce tutte le garanzie che può offrire, ad esempio con l’aiuto di garanti in ambito familiare, e questo può sbloccare le somme necessarie a “rientrare in carreggiata”. Evitando così che il binomio debiti insoluti-mancanza di credito si avviti su se stesso, aggravando sempre di più la situazione.

    Chi è Prestito e Mutuo

    Prestito e Mutuo (www.prestitoemutuo.eu) è un sito Internet che offre un servizio di consulenza gratuita sulle possibilità di finanziamento gestito da professionisti del settore.

    Per informazioni: [email protected] – tel.:02.84542702

  • Cessione del quinto dello stipendio: le possibilità dei dipendenti statali e pubblici

    La cessione del quinto dello stipendio è una forma particolare di prestito personale nata, specificatamente, per venire incontro alle esigenze di liquidità dei lavoratori pubblici e di quelli statali, due categorie che offrono forte affidabilità nel rapporto di lavoro, proprio perché si ritiene che le possibilità di crisi di enti pubblici e della pubblica amministrazione siano quasi nulle. Solo successivamente, e, ad onor di cronaca, molto lentamente la cessione del quinto dello stipendio si è aperta ai dipendenti delle grandi aziende per poi rivolgersi, in tempi più recenti, anche ai dipendenti delle piccole aziende. L’ultima fase dello sviluppo della cessione del quinto dello stipendio è rappresentata dal meccanismo inverso ossia il ritorno della concessione della cessione del quinto alle categorie più affidabili ossia statali, pubblici e dipendenti privati di grandi spa.

    Già da questo breve discorso si comprende che i dipendenti pubblici e statali sono e sono stati nel corso del tempo, quelli che hanno avuto maggiori possibilità dalla cessione del quinto dello stipendio, in primo luogo perché l’anzianità di servizio richiesta è davvero minima e in secondo luogo perché gran parte dei dipendenti pubblici o statali già cessionati possono ricorrere alla delega di pagamento, visto e considerato che quasi tutte le amministrazioni pubbliche e statali hanno convenzioni per questa seconda operazione in busta paga. L’unico punto di svantaggio quindi della cessione del quinto dello stipendio a un dipendente pubblico o statale rispetto a un privato è l’obbligo di attendere almeno la copertura dei 2/5 del finanziamento prima di poter accedere a un rinnovo. Ma in ogni si tratta di uno svantaggio che negli ultimi tempi si è annullato visto la direttiva con cui Banca d’Italia ha disposto forti limiti ai cosiddetti rinnovi veloci tipici del settore privato.

    Un dipendente pubblico o statale può ottenere una cessione del quinto Roma evitando la solita trafila di preventivi ma anzi affidandosi a un sistema sicuro e senza sorprese. Parliamo di Prestifinanzia, il sito marchiato Quintogest, che ha annullato tutti i tempi biblici a cui spesso si va incontro quando si chiede un preventivo per una cessione del quinto dello stipendio. Su prestifianzia.it è sufficiente compilare il form con i dati personale e la propria richiesta e attendere, sulla propria mail un primo preventivo. Prestifinanzia.it è il modo nuovo di chiedere una cessione del quinto a Roma.

  • Osservatorio Findomestic di ottobre 2011: dimezzato il numero di italiani che pensano di aumentare i risparmi nei prossimi 12 mesi

    Fiducia degli italiani, numero d’italiani che pensano di accrescere i propri risparmi nei prossimi 12 mesi e previsioni in merito alla situazione del Paese nei prossimi 12 mesi segnano i valori più bassi mai registrati da quando sono iniziate le rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic, un appuntamento mensile della società che offre prestiti personali on line e mutui casa.

    A settembre solo il 4,6% degli italiani, contro l’8,3% del mese precedente, pensava di poter aumentare i propri risparmi nei successivi 12 mesi. Si tratta del valore più basso mai registrato, per giunta molto inferiore al minimo precedente, il 7,1% registrato a ottobre 2010.

    In calo, per il quinto mese consecutivo, la fiducia degli italiani, anch’essa mai così bassa. In una scala che va da 1 a 10, e dove la soglia positiva è 7, il dato attuale è pari a 3,7. La fiducia cala in tutte le fasce d’istruzione, mentre prendendo in considerazione le aree geografiche, i valori più bassi si registrano al Nord-Est, nel Sud e nelle Isole. Più fiduciosi gli abitanti del Nord-Ovest, pur con valori in netto calo, in controtendenza gli abitanti del Centro Italia, unica zona ove la fiducia è in crescita rispetto ad agosto.

    Crolla, infine, anche l’aspettativa degli italiani in merito alla situazione del Paese nei prossimi 12 mesi. La fiducia sul futuro dell’Italia, in calo nelle ultime quattro rilevazioni, si attesta, infatti, al valore più negativo mai registrato.

    Previsioni di acquisto a tre mesi

    Elettrodomestici: crescono i bruni (TV, video, Hi-Fi), stabili i piccoli, in calo i bianchi (freddo, lavaggio e cottura)
    A settembre la previsione d’acquisto in maggiore crescita riguarda gli elettrodomestici bruni, che si riprendono dal calo registrato nel mese precedente. Il 7,7% degli intervistati prevede infatti di acquistare un elettrodomestico bruno nei prossimi tre mesi, contro il 3,7% del mese precedente. L’andamento è altalenante fin da aprile ma se diamo uno sguardo generale la tendenza è in calo da febbraio 2010. Stabile da tre mesi la previsione d’acquisto di piccoli elettrodomestici, mentre diminuisce lievemente (a 6,1%) la percentuale d’italiani che acquisterà elettrodomestici bianchi nei prossimi tre mesi.

    Elettronica di consumo: brusco calo delle intenzioni di acquisto di prodotti informatici, in crescita quelle per l’acquisto di cellulari
    La previsione d’acquisto di pc e accessori è in forte calo rispetto al mese precedente (7% contro il 12,4% di agosto) e molto inferiore al valore di settembre 2010, quando il 15,9% degli intervistati aveva dichiarato l’intenzione di acquistare un computer o accessori informatici nei tre mesi successivi. In lieve crescita, rispetto al mese precedente, la previsione d’acquisto di telefonia, pur rimanendo il terzo valore più basso registrato dall’inizio della rilevazione. Previsioni massime di spesa in calo sia per prodotti informatici (487 euro in media, in calo di 130 euro) che per telefonia (129 euro, in calo di 15 euro).

    Auto e moto: cresce la previsione d’acquisto di auto usate, in calo scooter e moto
    Aumenta rispetto al mese precedente la previsione d’acquisto di auto usate (il 3,1% degli italiani dichiara di volerne acquistare una nei prossimi tre mesi), così come la previsione massima di spesa, che cresce di 1.700 euro a 5.787 euro di media. Sostanzialmente stabile il numero d’italiani che prevedono di comprare un’auto nuova (1,4%), un valore molto inferiore a quello registrato un anno fa (3,4%). La previsione massima di spesa per le auto nuove registra però una decisa flessione, calando di circa 2.000 euro a 14.154 euro. Continua a scendere, fin quasi allo zero (0,2%), la previsione di acquisto di motocicli e scooter. La tendenza è fisiologica in questo periodo dell’anno, ma i valori sono minimi e inferiori agli anni precedenti.

    Casa e arredamento: previsioni ristrutturazione casa e acquisto mobili in aumento
    A settembre sia la previsione di ristrutturazione della casa/appartamento, con i prestiti ristrutturazione casa, sia la previsione di acquisto di mobili sono in crescita, pur a fronte di una contrazione della cifra massima prevista per l’acquisto di mobili, in calo di quasi 2.000 euro a 3.140 euro in media. Sostanzialmente stabile la previsione di acquisto di casa/appartamento, anch’essa con valori inferiori rispetto a settembre degli anni precedenti.

    Tempo libero: in calo viaggi e vacanze, attrezzature e abbigliamento sportivo e fai da te
    La previsione d’acquisto di viaggi e vacanze continua a calare, come di norma avviene a fine periodo estivo, ma anche in questo comparto il valore si attesta a un livello inferiore rispetto a settembre degli anni precedenti. Più contenuto il calo nelle previsioni d’acquisto di attrezzature e abbigliamento sportivi e di attrezzature fai da te, che registrano anch’essi valori inferiori rispetto agli anni precedenti.

    Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:
    http://www.adhoccommunication.it – http://info.findomestic.it/

  • Compensazioni Tributarie: criticità e sanzioni

    Dopo i tanti interventi effettuati in tema di compensazioni tributarie, è venuto il momento di fare il punto della situazione – sopratutto, ora, in conseguenza del caos normativo di questa estate -sulle penalità per eventuali irregolarità commesse nell’utilizzare questo strumento.

    Una trattazione più approfondita sarà oggetto del percorso formativo accreditato per DCEC e CDL “Guida al Fisco”, ma cerchiamo ora di inquadrare meglio l’argomento.

    Con il D.L. 185/2008 è stato stabilito che l’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti risulta punito con la sanzione dal 100 al 200 per cento della misura dei crediti stessi, penalità poi elevata (con il D.L. 5/2009) al 200 per cento se l’ammontare dei crediti inesistenti utilizzati è superiore a 50.000 euro per anno solare. Da notare che la norma parla di “crediti inesistenti”, mentre, ad esempio, per il reato di indebita compensazione, l’articolo 10-quater del D. Lgs. 74/200 fa riferimento all’utilizzo di “crediti non spettanti o inesistenti”.

    La circolare 18/E del 10 maggio 2011 dell’agenzia delle Entrate ha avvalorato il principio che deriva dalla norma penal-tributaria: esistono compensazioni di crediti non spettanti e compensazioni di crediti inesistenti. In sostanza, per l’utilizzo in compensazione di crediti non spettanti si continua ad applicare la “vecchia” sanzione del 30 per cento, mentre per l’utilizzo di quelli inesistenti si applica la nuova sanzione dal 100 al 200 per cento, eventualmente elevata al 200 per cento (quando l’ammontare dei crediti inesistenti supera 50.000 euro per anno solare).

    I crediti individuati come non spettanti sono quelli che derivano dall’attività di liquidazione delle dichiarazioni, ai sensi degli articoli 36-bis del Dpr 600/1973 e 54-bis del Dpr 633/1972. Infatti, tali articoli di legge prevedono che gli uffici dell’amministrazione finanziaria possano ridurre i crediti d’imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalla dichiarazione. Va rilevato che anche l’articolo 36-ter del Dpr 600/1973, che si occupa del controllo formale delle dichiarazioni, prevede che gli uffici possono determinare i crediti d’imposta spettanti in base ai dati risultanti dalle dichiarazioni e ai documenti richiesti ai contribuenti. Ad esempio, se il contribuente ha indicato erroneamente l’entità di un credito d’imposta che va indicato nel quadro RU di Unico e tale credito è stato utilizzato in compensazione, la sanzione sarà pari al 30 per cento del credito indebitamente utilizzato. Questo perché la violazione è rilevabile sia ai sensi dell’articolo 36-bis che dell’articolo 36-ter del Dpr 600/1973.

    Nelle ipotesi non rientranti in tali articoli di legge, il credito, se utilizzato in compensazione indebitamente, si può ritenere inesistente e, quindi, si applica la sanzione “residuale” dal 100 al 200 per cento (eventualmente elevata al 200 per cento quando l’utilizzo supera i 50.000 euro).
    Va rilevato, tuttavia, che non rientra in questa ipotesi l’utilizzo in compensazione di crediti derivanti da una dichiarazione che risulta infedele. Ad esempio, si consideri il caso di una dichiarazione annuale Iva da cui deriva un credito di 100 e tale credito sia stato utilizzato interamente in compensazione. Se poi l’amministrazione finanziaria rettifica tale dichiarazione in quanto infedele, per effetto di un’indebita detrazione di 10, la sanzione si applicherà alla dichiarazione infedele e non all’indebito utilizzo del credito. In questo caso la penalità (articolo 5, comma 4, del D.L. 471/1997) va dal 100 al 200 per cento dell’imposta indicata erroneamente.

    E’ lo stesso principio che si applica quando la dichiarazione (sia dell’Iva che dei redditi e dell’Irap) infedele chiude a debito. La sanzione riguarda la violazione “prodromica” dell’infedeltà della dichiarazione e non quella “indotta” del minore versamento. In sostanza, quando la dichiarazione tributaria risulta infedele l’ufficio dell’agenzia delle Entrate applica la sanzione dal 100 al 200 per cento dell’imposta, e non anche quella del 30 per cento prevista per l’ipotesi del minore versamento eseguito.