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  • CHOICE HOTELS ANNUNCIA UN NUOVO ACCORDO TECNOLOGICO PER SUPPORTARE LE STRUTTURE A LIVELLO INTERNAZIONALE NELLA GESTIONE DELL’INVENTARIO CAMERE IN VEND

    Roma, 14 maggio 2015 – Choice Hotels International (NYSE:CHH), azienda leader a livello mondiale nel settore alberghiero, ha annunciato il suo accordo con SiteMinder, fornitore di sistemi di distribuzione online e tecnologia di prenotazioni. Questo consentirà a tutte le strutture di Choice Hotels di gestire l’inventario delle camere da un unico sistema centrale.

    SiteMinder permetterà agli affiliati Choice Hotels di gestire e aggiornare facilmente sia tariffe che disponibilità di camere su vari canali, facendo risparmiare loro ore di lavoro generalmente necessarie per questi aggiornamenti. SiteMinder farà si che quando le strutture sono al completo, le varie piattaforme su cui sistema di prenotazioni Choice vende camere, come ad esempio il suo stesso sito, le applicazioni per i dispositivi mobili, le agenzie di viaggio online, siano contemporaneamente allineate sulla base della più recente disponibilità di camere, grazie ad una interfaccia tra channel manager e sistema di prenotazioni centrale di Choice Hotels.

    Inoltre, tutte le prenotazioni di canali esterni, collegati a SiteMinder, saranno riversate automaticamente nel sistema di prenotazioni Choice.

    La data effettiva di connettività tra SiteMinder e il sistema di prenotazioni Choice è fissata per il 1 luglio 2015.

    “Choice Hotels continua ad essere all’avanguardia quando si tratta di innovazione tecnologica. L’implementazione di SiteMinder, renderà il business dei nostri affiliati internazionali più efficace ed efficiente, contribuendo fondamentalmente ad eliminare le discrepanze relative alla disponibilità delle camere”, ha dichiarato Mark Pearce, Senior Vice President, International Division di Choice Hotels. “Vogliamo assicurare ai nostri affiliati internazionali che continuiamo a fornir loro tutti gli strumenti e le risorse più moderne per gestire al meglio le loro attività. Il mercato internazionale continua ad essere un obiettivo strategico per Choice Hotels ed i nostri affiliati comprendono il valore dell’appartenenza a Choice Hotels grazie anche agli strumenti di gestione che offriamo.”


    SiteMinder è attualmente utilizzato da oltre 14.000 strutture in più di 140 nazioni. Con collegamenti bidirezionali ai principali siti internet di prenotazione a livello mondiale, questo tool basato su cloud garantisce ad hotel di tutte le dimensioni, di massimizzare la loro esposizione online.

    Choice Hotels Europe™

    Con oltre 6.300 alberghi negli Stati Uniti e in oltre 30 nazioni e più di 500.000 stanze, Choice Hotels International® è uno dei gruppi alberghieri più grandi al mondo.

    In Europa Choice Hotels Europe™ è rappresentata da quasi 500 hotel dei marchi Comfort™, Quality™ e Clarion® e conta oltre 70 alberghi in Italia, Germania, Svizzera, Repubblica Ceca e Turchia.

    Choice Hotels International propone ai suoi ospiti Choice Privileges®, un programma reward ricco di premi e opportunità.

    Con i suoi oltre 20 milioni di soci in tutto il mondo è considerato uno dei programmi a premi dall’espansione più veloce nel settore alberghiero.

    Ovunque vicini a voi

    Oltre 70 alberghi in Italia, Germania, Svizzera, Repubblica Ceca e in Turchia.

    Più di 6.300 hotel in tutto il mondo.

    Choice Hotels, Choice Hotels International, Choice Privileges, Comfort Inn, Comfort Suites, Quality, Sleep Inn, Clarion, Cambria Suites, MainStay Suites, Suburban Extended Stay Hotel, Econo Lodge, Rodeway Inn, Ascend Hotel Collection e SkyTouch Technology sono marchi di proprietà e di servizio di Choice Hotels International, Inc. Tutti gli hotel sono di proprietà ed a gestione indipendente. Choice Hotels Europe è il nome commerciale di Choice Hotels Franchise GmbH, Branch Office Opera, Via dei Tigli 6/A, 20090 Opera, Milano. P.IVA 05475700968.

    Per ulteriori informazioni: Choice Hotels Italia www.choicehotels.it

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  • La buona cucina contro gli effetti collaterali della chemioterapia: trenta ricette a cinque stelle per non perdere l’appetito

    Trenta ricette firmate dalla SINU e dallo chef Max Mariola per non perdere l’appetito e la voglia di condividere i piaceri della tavola anche durante la chemioterapia: la buona alimentazione – insieme alle terapie di supporto – può aiutare i pazienti oncologici a controllare fastidiosi effetti collaterali come anemia, diarrea, nausea, stitichezza e stomatite.

    È questa la filosofia alla base di On Cooking, un progetto educazionale promosso da Salute Donna onlus e WALCE Onlus in collaborazione con la Società Italiana di Nutrizione Umana e con il sostegno non condizionato di MSD Italia, che verrà presentato nell’ambito della Race for the Cure, la manifestazione contro il tumore del seno promossa dalla Susan G. Komen Italia, che si svolgerà a Roma da domani fino al 17 maggio.

    MSD Italia, major partner dell’evento per il terzo anno consecutivo, è presente all’interno del villaggio di Race for the Cure con un proprio stand dove viene promosso anche il portale nonausea.it, interamente dedicato ai pazienti affetti da nausea e vomito indotti da chemioterapia, sul quale è da oggi disponibile la sezione On Cooking.

    «Salute Donna onlus – afferma la Presidente dell’Associazione Annamaria Mancuso ha accolto con entusiasmo “On Cooking” e ha deciso di promuovere questa iniziativa perché quando si sperimenta per la prima volta il tumore si deve imparare a conviverci nel migliore dei modi. Oggi, grazie anche alle terapie disponibili, la battaglia contro il cancro si può vincere. Il percorso di cura, però, può essere lungo e pesante anche a causa degli effetti collaterali della chemioterapia, in particolare nausea e vomito: per riuscire a controllarli, oltre alle fondamentali terapie di supporto, è importante, come evidenziano molti studi clinici, mettere in atto un corretto regime alimentare».

    I farmaci utilizzati nella chemioterapia possono esercitare un’azione tossica sull’apparato digerente dando luogo a numerosi effetti collaterali che rendono difficile alimentarsi in maniera adeguata. A volte anche piccole porzioni di cibo o di bevande non adatte per i pazienti possono procurare fastidio e aumentano l’inappetenza. Al contrario, una corretta alimentazione può mitigare gli effetti delle terapie e incidere in modo rilevante sulla qualità di vita dei pazienti.


    «Nausea e vomito, diarrea o stitichezza, mucositi e stomatiti, e stanchezza sono i principali effetti collaterali, la cui intensità cambia a seconda del paziente e del tipo di farmaco utilizzato – afferma Silvia Novello, Professore Associato presso il Dipartimento di oncologia all’Università degli Studi di Torino e Presidente di WALCE Onlus – in realtà si tratta di sintomi che possono essere ben controllati e gestiti, oltre che con le terapie di supporto, attraverso una serie di accorgimenti che vengono messi in atto con la dieta. Un’alimentazione adeguata e gustosa può migliorare il profilo di tollerabilità e l’efficacia del trattamento ed è di aiuto per non perdere peso».

    La perdita di appetito causata dagli effetti collaterali può infatti comportare anche una diminuzione di peso che non giova ai pazienti in un momento in cui hanno bisogno di tutte le loro energie per contrastare il tumore. Per questo gli oncologi considerano la gestione degli effetti collaterali parte integrante della terapia contro il cancro.

    «La nausea e il vomito sono alcuni tra gli effetti collaterali più temuti e patiti dai pazienti in chemioterapia – osserva Paolo Marchetti, Professore ordinario di Oncologia medica, Direttore di U.O.C. Oncologia medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea di Roma – rispetto alla qualità di vita, gli studi ormai sono molto chiari: ripetute evidenze scientifiche ci dicono che il vomito da chemioterapia è il sintomo che ha il più alto grado di impatto sulla qualità di vita dei pazienti e sullo svolgimento delle loro attività quotidiane. La corretta applicazione delle Linee guida nazionali ed internazionali sulla gestione di questi effetti, è molto importante non solo ai fini del miglioramento della qualità di vita dei pazienti, cosa peraltro fondamentale, ma anche rispetto alla possibilità dell’oncologo di gestire al meglio la terapia».

    Impostare un programma alimentare sano ed equilibrato sotto il profilo dell’apporto proteico, vitaminico e calorico, ma anche appetibile e gustoso, costituisce un valido ausilio nel percorso terapeutico in grado di ridurre le complicanze legate alle terapie oncologiche e contribuire al benessere del paziente, soprattutto restituendogli il piacere di condividere con i propri cari un momento importante come quello dei pasti.

    «Le evidenze cliniche dimostrano che una buona e variata alimentazione possa aiutare moltissimo i pazienti in trattamento a superare gli effetti collaterali da chemioterapia, effetti che hanno come bersaglio proprio l’apparato digerente – sottolinea Alessandro Casini, Professore di Nutrizione Umana e Gastroenterologia, Scuola di Scienze della Salute Umana all’Università degli studi di Firenze – saper regolare i vari tipi di alimenti, evitare quelli che possono acuire i disturbi, ridurre quando necessario le fibre vegetali o ricorrere ad alimenti leggeri e digeribili ma in ogni caso appetitosi, è il modo migliore per stimolare il paziente a mangiare. Integrando le conoscenze mediche agli ingredienti giusti si riesce ad ottenere la ricetta più idonea a tenere sotto controllo ogni tipo di sintomo e a soddisfare la prima domanda che i pazienti ci pongono: cosa posso mangiare?».

    Nell’ambito del progetto On Cooking sono stati identificati i 5 effetti collaterali più frequenti della chemioterapia: nausea/vomito, stomatite, stitichezza/diarrea, anemia. La Società Italiana di Nutrizione Umana, SINU, sulla base di questi effetti ha identificato ricette specifiche per ciascun sintomo. Alcune di queste ricette sono state rielaborate e realizzate dal famoso chef Max Mariola volto televisivo di Gambero Rosso Channel.

    «Mettersi a tavola, unisce e fa stare in allegria. La prima regola è cucinare gli stessi piatti per tutti i componenti della famiglia, non c’è niente di peggio che far sentire diverso chi vive già una situazione drammatica come il tumore – commenta lo chef Max Mariola la seconda regola è: cucina espressa con cotture leggere, più fresca, più gustosa, più ricca delle proprietà originali degli ingredienti. Terza regola, semplicità e fantasia per ricreare odori e sapori che ci riportino all’infanzia. Evitare gli esperimenti e gli abbinamenti non collaudati. Nella scelta dei diversi cibi seguire la stagionalità, utilizzare un olio extravergine d’oliva di qualità, pasta semi-industriale e buone conserve. Poche semplici regole ed il piatto sano e appetitoso è pronto!».

    Le video-ricette, le schede scaricabili e tutte le informazioni utili su come affrontare al meglio il periodo delle cure sono disponibili sul sito www.nonausea.it

  • Convegno Progetto Transfrontaliero _Italia/Tunisia “EquiMeDev”

    In data 16 c.m. a Catania presso i locali dell’Istituto Incremento Ippico si terrà un convegno tecnico inerente il progetto “EquiMeDev”, finanziato dal programma ENPI CT Italia Tunisia. Ne fanno parte il Libero Consorzio Comunale di Trapani (ex provincia Regionale) capofila del Progetto, i partner italiani Istituto di Incremento Ippico per la Sicilia, l’Assessorato Regionale Agricoltura e i partner tunisini Commissariat Général pour le Développement Régional e la Fondation Nationale Amélioration race chevaline.

    Nello specifico il progetto EquiMeDev mira ad unire le sinergie dell’allevamento e dell’addestramento del cavallo, attraverso l’integrazione nei circuiti turistici dei territori transfrontalieri di Tunisia e Sicilia.

    Soggetti identificati dal progetto sono: Le istituzioni locali e Nazionali pubbliche e privati, competenti nei settori specifici del cavallo e dell’agricoltura come ; allevatori, maneggi agriturismi, associazioni di categoria e agenzie di promozioni turistica.

    Saranno presenti: moderatore: il Dott. Salvatore Paladino direttore dell’Istituto Incremento Ippico di Catania, l’Assessore ali’Agricoltura e sviluppo della pesca Mediterranea Avv. Antonino Caleca; la Dott.ssa Anna Maria Santangelo in rappresentanza dell’ex prov. di Trapani promotrice dell’iniziativa, la Dott.ssa Concetta Torrisi in qualità di Commissario Straordinario del Istituto Incremento Ippico.

    Interverranno numerosi rappresentanti delle Categorie e Associazioni interessati al progetto

  • Plastica: ecco come avviene lo smaltimento

    Giornalmente, nelle nostre abitazioni, utilizziamo degli oggetti realizzati in plastica oppure contenuti in recipienti di plastica come bottiglie dell’acqua, contenitori di detersivi e molto altro. Così come avviene con ogni oggetto, quando non ne facciamo più uso e diventa inutile, lo buttiamo nel secchio di casa prima e nel secchione apposito poi. Successivamente che fine fanno i rifiuti di plastica che noi gettiamo? Oggi vi mostreremo come viene smaltita e riciclata la plastica ad opera delle aziende che si occupano dello smaltimento rifiuti Roma.

    La plastica nel dettaglio

    Probabilmente in pochi sapranno che la plastica è formata da polimeri e monomeri, che sono delle catene di macromolecole le quali, una volta unite fra di loro, formano il materiale che tutti quanti noi conosciamo come plastica. Esistono però diversi tipi di plastica, che hanno però caratteristiche uguali tra loro, con cui vengono prodotti diversi tipi di oggetti; per esempio ogni tipo di plastica può essere utilizzato per la conservazione dei cibi, ogni plastica è leggera, malleabile, lavabile e altro ancora.

    Questi tipi di plastiche che esistono, sicuramente li conoscerete, ma forse non sapete di che tipo di materia plastica si tratta. Per farvi un esempio, la materia plastica utilizzata per produrre bottiglie d’acqua o bottigliette di bibite, è il PET. Un’altra materia plastica famosa è il PE, il quale viene utilizzato per produrre sacchi, tubi, cassette e altro ancora. Il PS invece sta per polistirene o polisterolo, che viene utilizzato per la produzione di posate e piatti. Famoso è anche il PVC che viene usato per porte, finestre e tanto altro.

    Il riciclo

    E’ fondamentale che la plastica venga riciclata o smaltita, in quanto se gettata in ambiente, può impiegare oltre 1000 anni per degradarsi. Infatti la plastica può essere riciclata e riutilizzata per dare vita non solo a nuovi oggetti, ma anche per produrre nuova energia, calore ed elettricità.

    Infatti i metodi conosciuti per trattare la plastica sono fondamentalmente due: riciclaggio meccanico e riciclaggio chimico. Utilizzando il riciclaggio meccanico, la plastica verrà rilavorata termicamente e meccanicamente per far sì che possa dare vita a nuovi oggetti e si possa avere un risparmio sul materiale originale. Utilizzando il riciclaggio chimico invece, si lavorerà sulle molecole che formano la plastica, trasformando i monomeri utilizzati in monomeri vergini, rendendo così riutilizzabile la plastica.

  • Metodi per rendere i vostri vestiti convenzionali più modesto

    Le ragazze hanno molte scuse per comprare pile di vestiti più e più volte se non avere i vestiti da indossare o che hanno molti nel loro guardaroba. Lo shopping è una cosa meravigliosa e felice per le ragazze. Ma allo stesso tempo, acquistare un abito formale giusto e perfetto è anche una cosa difficile. Per quanto riguarda alcune occasioni speciali e importanti, si deve prendere cura di scegliere per gli abiti formali giusto e corretto. Alcuni partito regolarmente formale o alcune occasioni autentico bisogno di alcuni abiti formali che sono in stili modesti. Alcuni stili che stanno rivelando non si adattano alle occasioni. Così come trovare alcuni abiti formali modesti, che sono anche in sguardo brillante?

    Ancora l’abito è senza spalline o senza schienale o ha una profonda scollatura, con scollo a V basso, si può ancora fare la modesta e proprio nella vostra grande occasione. Il punto chiave è che si possono trovare i migliori abiti formali si adattano al meglio. Tuttavia, si deve essere sicuri che vi piace il colore e lo stile del vestito selezionato.

    Ho detto che, anche se il vostro abito formale è senza spalline, è possibile aggiungere alcuni accessori per nascondere la parte rivelatrice. Un avvolge o uno scialle è una buona scelta. Un brillante ma modesto scialle per le donne è meglio. Lei deve aver visto che alcune madri della sposa nella splendida cerimonia di nozze spesso indossano alcuni abiti formali modesti o abiti da ballo e aggiungere un brillante ed elegante scialle sulla spalla. Ho partecipato a una serata di nozze, la madre della protagonista, la sposa, indossare uno scialle viola, che è modesto e pieno di eleganza, che mi ha lasciato un’impressione profonda. Sì,abiti alta moda da cerimonia, a volte, riteniamo che scialle è fuori moda ora, non che accattivante, che ci impedisce di rischiare il rischio di indossare qualche vecchio vestito.

    Indossare una canotta che coordina con il tessuto e il colore del vestito formale. È necessario tenere a mente che il colore del vostro camiciola deve corrispondere con il tessuto del tuo vestito formale. Una canotta in grado di coprire la carenza del precipitare con scollo a V o un basso aperto indietro con la premessa che la canotta è costruita con lo stesso o simile tessuto come il vostro abito formale al fine di possedere i migliori risultati. Un bolero è anche una buona scelta per voi. Una spalla senza spalline o mostra molto scissione può essere coperto dal bolero perfettamente. Raccogliere questi elementi in un colore coordinato o tessuto simile per il miglior look, come ho detto sopra.

    Quando frequentare alcune occasioni assolutamente formali, alcuni abiti formali modesti sono necessari. Quindi è necessario non solo un abito formale modesto ma anche il make-up e la vostra acconciatura sono anche modeste e abbinare con il tema del momento. Si consiglia di indossare i vostri capelli giù anziché in un up-do.
    Per saperne di più, clicca qui:http://www.iabiti.it/a/abiti-da-cerimonia-vintage-d6

  • Foto d’autore e selfies, a Bari “Scatti d’energia” contro il tumore ovarico

    Un vero e proprio muro di silenzio circonda il tumore ovarico, il meno conosciuto e più insidioso dei tumori femminili che in Italia colpisce circa 37.000 donne In Puglia, secondo stime riferite alla media nazionale, circa 1.500 donne1 convivono con questo tumore e ogni anno si diagnosticano circa 3002 nuovi casi di tumore ovarico, con una sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi, di meno di una donna pugliese su due (40-50%)1. Ma secondo un’indagine promossa da ACTO onlus Alleanza contro il Tumore Ovarico, in Italia 6 donne su 10 non conoscono questa patologia, e il 70% non sa indicarne i sintomi e gli esami a cui sottoporsi2. A causa di sintomi non specifici e non riconosciuti, la diagnosi arriva quasi sempre in fase avanzata, quando le terapie hanno minori chances di successo.

    Per promuovere l’informazione che potrebbe dare un’opportunità di vita in più a migliaia di donne, ACTO onlus presenta a Bari, Scatti d’energia – Insieme contro il tumore ovarico, una campagna nazionale itinerante d’informazione e sensibilizzazione, realizzata con il sostegno di Roche, che ha coinvolto 12 personaggi famosi che hanno donato la loro immagine mostrando un messaggio di sensibilizzazione sul tumore ovarico. «Le donne non conoscono il tumore ovarico e quindi non ne parlano, i media se ne occupano ancora troppo poco e anche la maggior parte delle donne che sono guarite o convivono con la malattia preferisce non parlarne afferma Nicoletta Cerana, Presidente ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico – ma c’è chi come ACTO onlus ha deciso di lottare per rompere questo pesante muro di silenzio e impegnarsi in prima persona per sconfiggere la malattia: in questa chiave abbiamo realizzato Scatti d’energia, una campagna corale a cui partecipano personaggi celebri e cittadini comuni, perché il tumore ovarico non è solo un problema di chi ne è colpito ma un problema di tutte le donne attente alla propria salute».

    La sintomatologia del tumore ovarico è aspecifica e praticamente assente in fase iniziale, tanto che la neoplasia nell’80% dei casi dà segni di sé quando è in fase avanzata (stadio III o IV)3. Il principale fattore di rischio è la familiarità per tumore ovarico e la presenza della mutazione genica BRCA1 e BRCA2 che espone anche ad un più elevato rischio di tumore mammario.


    «Purtroppo il carcinoma ovarico è una malattia estremamente subdola. Il riconoscimento dei sintomi è molto importante ma essi sono quasi sempre aspecifici e tardivi, anche se diversi studi dimostrano che questi si presentano da 6 a 9 mesi prima della diagnosi – spiega Gennaro Cormìo, Ricercatore all’Università degli Studi di Bari, II Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari – e sovente vengono sottovalutati dalla paziente stessa e dal medico di famiglia, o scambiati per sintomi di altra natura. Quelli che la donna lamenta il più delle volte sono il senso di peso addominale, il gonfiore dell’addome, la digestione lenta e i cambiamenti delle abitudini dell’alvo. Personalmente, prima di pensare ai sintomi, raccomando sempre alle mie pazienti di sottoporsi annualmente a una visita ginecologica completa e di preoccuparsi del senso di distensione e di gonfiore addominale che è il segno iniziale di qualcosa che non va e il punto da cui partire con l’esame clinico e le indagini specifiche».

    Solo la diagnosi tempestiva può migliorare le probabilità di sopravvivenza: se il tumore ovarico viene diagnosticato in stadio iniziale la possibilità di sopravvivenza a 5 anni è del 75-95% mentre la percentuale scende al 25% per tumori diagnosticati in stadio molto avanzato3. Attualmente sono molte le strategie e le opzioni terapeutiche disponibili per il trattamento del tumore ovarico alle quali di recente si è aggiunto l’arrivo, dopo quasi 15 anni di assenza di novità, delle terapie anti-angiogeniche. «Negli anni le terapie farmacologiche per il trattamento del tumore ovarico sono migliorate e l’oncologo fa molta più attenzione che in passato alla qualità di vita della donna». dichiara Saverio Cinieri, Direttore U.O.C. di Oncologia Medica & Breast Unit dell’Ospedale Antonio Perrino di Brindisi. «Il più grande avanzamento scientifico è rappresentato dal recente arrivo dei farmaci anti-angiogenici come bevacizumab, il primo di questi farmaci biologici mirati, in grado di bloccare la progressione del tumore. Gli anti-angiogenici, che dimostrano una significativa efficacia nel ritardare la comparsa delle recidive, presentano un caratteristico meccanismo d’azione: bloccano la neoformazione dei vasi sanguigni che il tumore sostiene per nutrirsi, crescere e diffondersi. Bevacizumab si somministra associato alla chemioterapia di prima linea e, dopo, come mantenimento con un buon profilo di tollerabilità e sicurezza».

    Il tumore ovarico è poco conosciuto dalle stesse donne, non se ne parla e la sintomatologia è talmente aspecifica che nella maggioranza dei casi la diagnosi arriva troppo tardi, mentre una diagnosi tempestiva può cambiare la prognosi della malattia. Per parlare di questo tumore, per aumentare la conoscenza e l’informazione nella popolazione femminile e tra le pazienti, è nata ACTO Bari. «La donna che riceve una diagnosi di tumore ovarico cade nella più totale confusione e disperazione. Tutto diventa difficile, anche le cose più semplici come alimentarsi, aver cura di sé, l’acquisto di una parrucca o chiedere l’esenzione; ACTO Bari – sottolinea la presidente, Adele Leone è presente nella quotidianità di queste donne, siamo attive sulle cose pratiche. Consigliamo a quale Centro clinico di riferimento per questo tipo di tumore la donna deve rivolgersi, offriamo un supporto psicologico, diamo informazioni sulla malattia, sui trattamenti disponibili, sulle speranze che offrono oggi la chirurgia, la chemioterapia e le altre terapie innovative. Ci rivolgiamo anche alla popolazione femminile generale, quella che non ha avuto il tumore ovarico, per offrire informazioni sulla prevenzione primaria e sui sintomi che bisogna interpretare appena si presentano».

    Dopo il successo della tappa inaugurale di Milano, da oggi fino al 18 maggio in Piazza Libertà a Bari rimarrà allestita una mostra “open air” con i dieci ritratti di personaggi famosi che hanno accettato di farsi fotografare dal fotografo delle star Dirk Vogel: attori come Anna Bonaiuto, Jane Alexander, Lucrezia Lante della Rovere e Claudio Santamaria, cantautori come Emma Marrone e Francesco Renga, personaggi televisivi come Lorella Cuccarini, Paola Perego, Marina Ripa di Meana, archistar come Doriana e Massimiliano Fuksas e sportivi come Elisa Di Francisca, schermitrice medaglia d’oro nel fioretto alle Olimpiadi di Londra del 2012.

    «Roche è orgogliosa di sostenere questa campagna promossa da ACTO onlus, convinti che una corretta informazione e una maggiore sensibilizzazione siano la prima vera arma per riconoscere per tempo anche i tumori più silenti e sconfiggerli – afferma Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato Roche S.p.A. – grazie al nostro costante impegno in Ricerca e Sviluppo, abbiamo contribuito a riscrivere i manuali di medicina soprattutto nel campo dei tumori femminili, ed è nostra intenzione continuare a farlo. Dopo le rivoluzionarie innovazioni terapeutiche per il trattamento del tumore al seno che hanno salvato la vita di milioni di donne nel mondo, sentiamo la responsabilità di continuare il nostro impegno al fianco delle pazienti, in particolare nella lotta contro patologie, come il tumore ovarico, per le quali per anni non si sono registrate novità terapeutiche rilevanti».

    Alla campagna Scatti d’energia sono invitati a partecipare tutti i cittadini, che attraverso la pagina Facebook dell’iniziativa (www.facebook.com/scattidenergia) potranno caricare un selfie accompagnato da un messaggio e contribuire a sensibilizzare tutte le donne sull’importanza di conoscere i sintomi di questa patologia, non trascurarli e sottoporsi regolarmente a visita ginecologica.

    I ritratti dei personaggi famosi e i selfies dei cittadini, insieme a tutte le informazioni sulla campagna, saranno accessibili sul sito della campagna: www.scattidenergia.it

    Per tutte le informazioni sul tumore ovarico, i Centri di cura specialistici

    e le iniziative di ACTO onlus: www.actoonlus.it.

  • “Connettiamoci – Insieme per la cura”: medici e pazienti a confronto sui tumori neuroendocrini

    Fare luce su tumori rari come i tumori neuroendocrini e dare un supporto ai pazienti, creando occasioni d’informazione e comunicazione tra di loro e con i medici: con questi obiettivi è arrivata a Firenze “Connettiamoci – Insieme per la cura”, campagna d’informazione promossa dalle Associazioni Pazienti, e sostenuta da Novartis Oncology, che toccherà numerose città italiane.
    Ieri pomeriggio, nell’Aula Magna Ex Presidenza di Medicina e Chirurgia, Padiglione 6 dell’Ospedale Careggi in Largo Brambilla 3, l’Associazione Pazienti NET Italy, gli specialisti del Centro di Oncologia Medica 1 dell’Azienda ospedaliera Careggi e altre figure professionali del Centro si sono confrontati con i pazienti ed i loro familiari in merito alla gestione ottimale di una malattia rara come i tumori neuroendocrini, famiglia di neoplasie che richiedono un approccio multidisciplinare.
    I tumori neuroendocrini (NET – Neuroendocrine Tumours), un gruppo eterogeneo di tumori rari che ogni anno colpiscono circa 3.000 persone in Italia, attaccano le cellule del sistema neuroendocrino, specializzate nella produzione di ormoni e di neuropeptidi specifici. Le cellule da cui originano questi tumori sono presenti in numerosi organi e queste neoplasie possono quindi svilupparsi in qualsiasi distretto del nostro organismo anche se la maggioranza dei NET (circa il 60-70%) si presenta a livello del tratto gastro-entero-pancreatico (rispettivamente stomaco, intestino e pancreas).
    Nell’80% dei casi i NET non danno inizialmente sintomi e questi, quando presenti, sono aspecifici e non vengono subito riconosciuti: possono quindi rimanere a lungo silenti e il tumore viene spesso riscontrato quando è già nella fase metastatica, magari in corso di altri accertamenti medici.
    La diagnosi dei NET è quindi ostacolata dalla scarsa diffusione e dalla prevalente asintomaticità di questi tumori: per via della loro complessità, i tumori neuroendocrini rendono necessaria una conoscenza specifica e approfondita, esatte procedure nel percorso diagnostico-terapeutico e un approccio multidisciplinare che coinvolga più specialisti.
    «Ogni anno nel nostro Centro di Oncologia Medica 1 ci occupiamo di circa 130 pazienti con tumori neuroendocrini e abbiamo un ambulatorio dedicato con un team multidisciplinare e multispecialistico. Il Centro è inoltre impegnato in attività di informazione e formazione per i medici e gli operatori sanitari e segue numerosi protocolli di ricerca pre-clinica e clinica al fine di garantire a questi pazienti i farmaci più efficaci – dichiara Francesco Di Costanzo, Direttore dell’Oncologia Medica 1 dell’Azienda ospedaliera Careggi – nello specifico, siamo impegnati sul fronte della ricerca biomolecolare e nella sperimentazione di farmaci innovativi, come everolimus».

    Le strategie terapeutiche attualmente disponibili per i NET possono assicurare al paziente una buona sopravvivenza e qualità di vita, soprattutto se il tumore neuroendocrino è diagnosticato per tempo e se viene instaurata la terapia corretta. Oltre alla lenta evoluzione spontanea di molti NET, la prognosi dipende anche dalla risposta ai trattamenti. La prima opzione terapeutica è la Chirurgia, che in alcuni casi può essere risolutiva. L’altra è rappresentata dalla terapia farmacologica: il trattamento di scelta sono gli analoghi della somatostatina, che nelle forme ben differenziate, caratterizzate da una bassa attività proliferativa, offrono un vantaggio significativo di sopravvivenza, mentre nelle forme più aggressive si usano anche i trattamenti chemioterapici.
    Nuova frontiera nel trattamento farmacologico dei NET sono però i farmaci a bersaglio molecolare, in grado di migliorare la sopravvivenza nei pazienti con NET di origine pancreatica: in particolare, everolimus, raccomandato dalle Linee Guida internazionali per il trattamento dei tumori neuroendocrini di origine pancreatica in stadio avanzato, è l’unico farmaco indicato e rimborsato in Italia per la terapia dei pazienti con pNET (tumori neuroendocrini pancreatici).
    Anche alla luce delle nuove terapie disponibili, quindi, la condivisione delle informazioni tra medici, pazienti e familiari è fondamentale: la consapevolezza di essere affetti da un tumore “raro” offre ai pazienti modo di afferire a Centri di riferimento dove, grazie anche all’esperienza dei clinici e alla costante ricerca, si lavora per migliorare le terapie e il supporto umano e psicologico del paziente.
    «La figura del medico oncologo si è notevolmente evoluta in questi anni – afferma Lorenzo Antonuzzo, Vice Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica 1 dell’Azienda ospedaliera Careggi – sia in termini di preparazione nella gestione alla patologia sia nell’approccio al paziente: grazie al nostro ambulatorio dedicato, il medico oncologo è divenuto la figura centrale, poiché si interfaccia con il team multidisciplinare e lo coordina ma soprattutto è cresciuto il rapporto dell’oncologo con i pazienti che vedono in questo professionista un punto di riferimento molto forte. Per questo motivo crediamo nell’importanza degli incontri “Connettiamoci”, che offrono un’opportunità in più a medici e pazienti di parlarsi e scambiare informazioni».
    Dalla conoscenza, quindi, si deve passare all’azione e soprattutto alla partecipazione: la scarsa informazione e la rarità di punti di riferimento specializzati, al pari della difficoltà a trovare persone con cui condividere la stessa esperienza, rendono infatti più arduo il percorso terapeutico.
    «È proprio da questa consapevolezza che prende il via l’azione di NET Italy, che ha come obiettivo diventare punto di riferimento per tutti i pazienti con tumori neuroendocrini. Siamo impegnati a promuovere una sinergia tra i diversi protagonisti: clinici, ricercatori, pazienti e familiari, creando una rete con la nostra associazione Net Italy – sostiene Matilde Tursi, neo-Presidente eletta di NET Italy – i nostri obiettivi sono prima di tutto non lasciare soli i pazienti e in secondo luogo dare visibilità ai loro bisogni. NET Italy ha un ruolo chiave a livello nazionale per assicurare il continuo scambio di informazioni e di esperienze, e gli incontri “Connettiamoci” rispondono appieno all’esigenza di conoscenza e di condivisione avvertita dai pazienti e dai loro familiari. Siamo consapevoli della nostra rarità ma vogliamo che questo dialogo attivo continui e trasformi la malattia in qualcosa di positivo, in una risorsa per tutti».

  • Delizia di Rubinetterie Fratelli Frattini. Tradizione ed innovazione in perfetta armonia

    Linee essenziali, superfici lucenti e soluzioni tecnologicamente avanzate convivono armoniosamente in Delizia, la collezione di Rubinetterie Fratelli Frattini dal fascino inconfondibile interamente progettata e realizzata negli stabilimenti di San Maurizio d’Opaglio.

    Delizia rappresenta una felice sintesi di tradizione, innovazione e design contemporaneo. Infatti l’innata eleganza che caratterizza l’intera produzione della storica azienda, è qui declinata attraverso volumi sottili, che enfatizzano le piacevoli forme sinuose.

    La serie, disegnata dall’architetto Paolo Bertarelli, è estremamente versatile grazie alle sue diverse varianti che esaltano lo stile degli ambienti bagno e cucina: dal monocomando per lavabo, disponibile anche con bocca alta, ai monocomando per lavello con bocca girevole, fino alla moderna batteria lavabo per parete con bocca e leva del miscelatore disposti in verticale.

    La gamma Delizia, proposta nelle finiture cromo, nichel spazzolato e dorata, è completa di monocomando per vasca con doccia duplex, gruppo vasca incasso e di originali soluzioni come i soffioni anticalcarei ed i soffioncini laterali orientabili ed autopulenti.

    Infine, a conferma della sensibilità ecologica dell’azienda, Delizia è dotata di una cartuccia progettata in funzione del risparmio idrico.