Categoria: Attualità e Società

  • UNA COLLABORAZIONE FRA ENTI PER SENSIBILIZZARE GLI ALUNNI SUL TEMA DELLA SICUREZZA

    Il 6 aprile si conclude il progetto “Prevenzione e sicurezza nella scuola alberghiera”, promosso da INAIL e avente come destinatari gli alunni della scuola alberghiera di Rosignano

    Moby ha aderito all’iniziativa, mettendo a disposizione la sua nave Moby AKI, per offrire l’opportunità agli allievi della scuola di sperimentare l’utilizzo delle cucine di bordo

    Livorno, 04 aprile 2011 – Il progetto, attraverso il coinvolgimento di diversi enti oltre l’INAIL quali ASL, NAS, Vigili del Fuoco, Polstrada e Scuola Edile, ha come obiettivo il conseguimento di un percorso formativo-informativo rivolto agli studenti della scuola alberghiera di Rosignano.

    Ogni ente partecipante ha affrontato il tema della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro secondo la propria competenza, trattando in particolare i rischi specifici dell’attività che i ragazzi andranno a svolgere. Anche Moby ha voluto fare la sua parte e ha quindi aderito all’iniziativa, mettendo a disposizione una delle sue navi, la Moby AKI, per offrire l’opportunità agli allievi della scuola alberghiera di sperimentare anche l’utilizzo delle cucine di bordo.

    Il 6 aprile, a chiusura del progetto formativo, gli alunni si cimenteranno nella preparazione di un rinfresco da offrire agli ospiti presenti per la cerimonia conclusiva. Interverranno infatti, all’evento a bordo della Moby Aki, rappresentanti degli enti partecipanti al progetto stesso e alcune personalità in rappresentanza degli organi istituzionali della città. In questa occasione sarà anche consegnato un attestato di partecipazione.

    L’appuntamento è il 6 aprile, alle ore 11,30 a bordo della MOBY AKI.

  • Comune e Università Agraria approvano all’unanimità la mozione contro l’ipotesi della tendopoli.

    Comune di Tarquinia e Università Agraria uniti nel dire no all’ipotesi di una tendopoli all’aeroporto “Amerigo Sostegni”. I due Enti, nel corso del consiglio straordinario che si è tenuto il 1° aprile, hanno approvato all’unanimità la mozione (presentata dal consigliere Sabina Angelucci), in cui “si condanna il modo di far fronte a un’emergenza umanitaria prevedibile e attesa, con la ricerca illogica ed affrettata di siti idonei senza il minimo confronto con le comunità locali. Si conferma la volontà della Città di Tarquinia di resistere con ogni forma e modo legalmente consentito per impedire un simile ingiusto progetto. Si dà ampia delega al sindaco del Comune e al presidente dell’Università Agraria affinché venga avviata ogni utile iniziativa per acquisire tutte le necessarie informazioni atte ad impedire l’imposizione di tale scelta”. Parole dure sono state usate nei loro interventi dal sindaco Mauro Mazzola e del presidente Alessandro Antonelli. «Tarquinia è assolutamente contraria alla realizzazione di una tendopoli che ospiti centinaia o migliaia di persone, in condizioni disumane, e che creerebbe inevitabili tensioni sociali. – ha affermato il primo cittadino – È inoltre inaccettabile che decisioni di simile rilevanza vengano prese senza confrontarsi con gli Enti Locali. Il Governo di fronte a una crisi annunciata da mesi, in quanto le rivolte che hanno sconvolto i Paesi del nord Africa sono scoppiate alcuni mesi fa, si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi è all’affannosa ricerca di una soluzione che non c’è. La città resisterà con ogni forma e modo legalmente consentito per far rispettare i propri diritti». «L’Università Agraria è al fianco del Comune di Tarquinia, per un problema che riguarda l’intera collettività. – ha dichiarato il presidente Antonelli – È inammissibile che un sindaco non venga reso partecipe di scelte che avranno pesanti ripercussioni sulla vita della comunità. Occorre un nuovo modello di solidarietà che non può essere quello di concentrare migliaia di esseri umani nelle tendopoli, veri e propri lager. La città non lo tollererà ed è pronta a far ascoltare la voce di un territorio da troppo tempo sfruttato e calpestato che ha il diritto di autodeterminarsi e scegliere il proprio futuro».

  • Lettera del sindaco di Tarquinia Mazzola al presidente Napolitano per ribadire la ferma contrarierà alla tendopoli.

    Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola si rivolge al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ribadire la più assoluta contrarietà alla realizzazione di una tendopoli e la necessità che si attui un serio progetto di ospitalità, con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni. «A nome personale e del consiglio comunale, manifestando anche la volontà dell’Università Agraria, per rappresentare la ferma opposizione a quella che potrei definire una “dittatura” da parte del Governo nell’assumere decisioni, senza consultare e coinvolgere le comunità locali e soprattutto coloro che le rappresentano. – scrive il primo cittadino – Infatti, negli ultimi giorni, dirigenti della Prefettura, della Questura e dei Vigili del Fuoco, ufficiali dei Carabinieri e rappresentanti dell’Aereonautica Militare hanno effettuato una serie di sopralluoghi in varie parti del territorio comunale. Da ultimo presso l’ex aeroporto militare “Amerigo Sostegni”, una distesa pianeggiante priva di qualsiasi infrastruttura, ubicato sulla provinciale Litoranea, a circa cinque chilometri dalla città. Scopo di tali ispezioni è quello di trovare un sito idoneo all’installazione di una tendopoli per accogliere gli immigrati nordafricani. Di fronte a tali comportamenti l’Amministrazione Comunale si è da subito mobilitata, convocando, in contemporanea con l’Università Agraria, un consiglio straordinario e urgente per approvare un documento che afferma l’impossibilità di concentrare migliaia di persone in un’area priva di qualsiasi tipo di servizio primario. Con il medesimo atto si dichiara la disponibilità a realizzare, con la collaborazione di tutte le Istituzioni, un progetto di accoglienza, che tuteli la dignità degli immigrati e non crei gravi tensioni sociali, con ripercussioni negative anche sull’economia locale. Il modo di agire del Governo può essere definito un vero e proprio “abuso di potere” una “imposizione assolutamente inaccettabile”, che sembra essere la prova di una colpevole impreparazione di fronte ad una crisi annunciata da mesi. Il peso di questa responsabilità non può e non deve essere scaricato sui Comuni. Le richiedo quindi un incisivo controllo sull’evolversi della questione, nell’ottica di garantire che, di fronte a emergenze come quella che si sta vivendo in questo periodo, le scelte possano essere sempre concordate e condivise con il territorio».

  • L’alcool alla guida della tua macchina

    L’alcool è una droga pericolosa per tutti, soprattutto per chi giuda automobili o moto. In Italia è la principale causa di incidenti che nel fine settimana aumentano di numero, come dimostrano tutte le statistiche scientifiche. Da qualche anno a questa parte si è notato anche che la fascia di età in cui i giovani iniziano a bere si è decisamente abbassata. La prima birra o il primo super alcolico passava per le mani dei ragazzi, donne o uomini che fossero, per la prima volta, verso il 15/16 anni. Adesso ci si trova di fronte a casi limite come 12/13 anni.

    I principali effetti dell’alcool, considerati particolarmente pericolosi, per la guida sono :

    la sottovalutazione del pericolo a causa del senso di euforia che si avverte. Non si è in grado di concepire ad esempio le distanze dal veicolo davanti e quindi nel caso in cui quello davanti inchiodi il rischio di tamponarlo e causare dei problemi, fisici e materiali, è elevato;

    la riduzione della velocità di trasmissione degli stimoli e quindi si è meno coscienti e si hanno tempi di reazione più lunghi;

    la capacità di concentrazione è inferiore alla norma e la sonnolenza è un probabile effetto che sopraggiungerà;

    l’ alterazione del senso della velocità. Questo dato è stato rilevato anche da un test pratico : in alcuni paesi europei sono stati eseguiti esperimenti con conducenti in stato di ebbrezza. A questi è stato espressamente chiesto di marciare ad una velocità prestabilita e in media tutti procedevano ad una velocità doppia rispetto a quella richiesta. Ovviamente il tachimetro era nascosto.

    l’ alterazione delle capacità visive. È risaputo che chi beve e poi si mette alla guida ha la tendenza ad occupare il centro della strada in quanto, l’abuso di alcool, provoca la visione a tunnel;

    Maggiore sensibilità alla luce dei fari provenienti in senso opposto.

    Va detto, soprattutto per chi giuda la moto, che l’unico metodo per proteggere la propria vita è quello di essere sempre munito di tutto : casco, guanti, tuta e protezioni. Maggiori informazioni : arlen ness.


  • I vantaggi delle cucine in acciaio

    Non è un caso che l’acciaio venga impiegato sempre di più non solo per realizzare attrezzatura per ristoranti e cucine professionali, ma anche in tutte le altre. L’acciaio è infatti un materiale che presenta numerosi vantaggi in termini pratici, ma non solo: come sappiamo l’arredamento segue le mode, proprio come accade con i vestiti, le macchine e molte altre componenti della vita di tutti i giorni, e una delle ultime tendenze in fatto di arredo, e di arredo per le cucine in particolare, riguarda proprio l’inserimento di elementi metallici.

    Sicuramente questa caratteristica delle cucine moderne è stata mutuata dalle cucine professionali, quelle usate nei ristoranti, nelle pizzerie e nei locali in genere, e che sono costruite interamente in acciaio, ma rispetto a queste i modelli delle cucine che stanno entrando sempre con più prepotenza nelle nostre case presentano sicuramente delle differenze. La cucina infatti, al giorno d’oggi, non deve assolvere solamente ad una funzione pratica, anche se sicuramente questa rimane quella primaria, ma deve anche essere bella da vedere. La cucina non è più infatti il luogo dove si cucina e basta ma è diventata negli anni un luogo da vivere e da sfruttare anche per altre ragioni: in cucina si chiacchiera con i figli, si accolgono gli ospiti e si fanno molti altri tipi di attività. Per questo motivo chi acquista una cucina vuole che sia anche bella e accogliente, oltre che funzionale. In questo senso una cucina realizzata totalmente in acciaio, pur avendo degli innegabili vantaggi, apparirebbe per lo meno fredda, e non sarebbe adatta ad altri scopi se non a quello di cucinare.

    Per cercare di unire l’utile al dilettevole molte aziende produttrici di cucine hanno lanciato sul mercato cucine che potremmo definire ibride. In questo tipo di cucina lavelli, piani cottura e pensili il acciaio vengono affiancati a delle componenti realizzate con materiale esteticamente più pregevoli, come per esempio il legno. Tale mix tra tradizione e modernità, freddo e calore, è solo apparentemente azzardato, dato che risulta in una combinazione piacevolissima alla vista ma anche molto funzionale, in quanto riesce a coniugare la naturalezza e il calore del legno alla praticità dell’acciaio.

    Ma quali sono le tanto – giustamente – osannate doti dell’acciaio? Innanzitutto, si tratta di un materiale molto resistente, caratteristica da non sottovalutare soprattutto se si vuole vivere davvero la propria cucina, passandoci molto tempo e cucinando spesso. Bisogna tenere presente, inoltre, che quando si sceglie una cucina si tratta di una scelta, se non definitiva, sicuramente di lunga durata: i mobili della cucina, infatti, sono probabilmente quelli che in una casa vengono cambiati più di rado, ed è quindi importante che si scelgano dei materiali il più possibile resistenti.

    In secondo luogo, l’acciaio è un materiale altamente igienico, caratteristica essenziale in una cucina, soprattutto se si hanno dei bambini, ma non solo: proprio perché la cucina è diventata anche un luogo di incontro e uno spazio della casa in cui accogliere gli ospiti, infatti, è più soggetta a raccogliere impurità di vario genere, ma dato che la cucina rimane comunque la stanza in cui si conserva il cibo e si cucina, è importantissimo che si presti particolare attenzione alla pulizia e all’igiene.

    Le cucine elettriche e non in acciaio, in conclusione, sono consigliabili perché resistenti e igieniche, ma se accostate ad elementi realizzati in altri materiali possono diventare anche delle cucine esteticamente pregevoli.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – email marketing

  • Bloccati gli scatti stipendiali dei docenti: il ricorso è possibile!

    Per la prima volta, si è deciso in Parlamento che nel nostro Paese, una categoria di lavoratori, quella della scuola, dovrà lavorare per tre anni senza poter veder riconosciuto il merito del lavoro svolto (scatti di anzianità di carriera), l’adeguamento dello stipendio all’aumento del costo della vita (v. inflazione), il riconoscimento del lavoro per la pensione ( i maggiori contributi versati): in poche parole, si lavorerà senza alcun riconoscimento economico, e per di più, senza poter per tutta la vita recuperare il blocco previsto.
    Il fatto che il ministro Gelmini abbia promesso alle OO. SS., la cui rappresentatività è stata prorogata per legge per il 2010, di esser intenzionata a destinare tali risparmi per procedere ad un’elemosina, una tantum, in favore dei portafogli del personale di ruolo della scuola, non cancella la normativa che prevede come gli aumenti di stipendio non possono essere disposti né figurare come contributi versati ai fini della pensione. Né ci sembra legittimo il blocco del CCNL da definire per il prossimo triennio previsto dal c.17 dell’art.9.
    Questo provvedimento lede i diritti dei lavoratori docenti e ata della scuola in quanto palesemente incostituzionale per violazione degli articoli 1, 3, 35, 36 e 39 della nostra Costituzione che fonda la Repubblica sul diritto al lavoro, senza alcuna discriminazione tra i lavoratori, tutela il lavoro in tutte le sue forme e le sue applicazioni, cura l’elevazione professionale dei lavoratori, promuove e favorisce gli accordi intesi ad affermare e a regolare i diritti del lavoro, quali i contratti collettivi nazionali di lavoro che possono essere stipulati, garantisce al lavoratore una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

    http://scuolascatti.jimdo.com

    [email protected]

  • SEI NUOVI TESTIMONI DI GEOVA ALL’ASSEMBLEA DI ROSETO

    Gli oltre 1.600 presenti provenienti da Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e dintorni, sono stati particolarmente felici di dare il benvenuto ai 6 che si sono aggiunti alle loro file battezzandosi questa mattina nell’ambito del raduno di due giorni all’assemblea dal tema “Non fate parte del mondo”. I nuovi ministri cristiani, provenienti dalle province di Ascoli Piceno e Teramo, con età variabile dai 16 e 80 anni, sono fermamente convinti che la loro scelta è l’inizio di un percorso spirituale che li porterà ad applicare i principi biblici e a proteggere la propria spiritualità e la relazione con Dio. Il programma proseguirà con una serie di discorsi e trattazioni relative al significato delle parole di Gesù di “non far parte del mondo”. Sono previsti testimonianze dirette di persone che hanno beneficiato dell’applicazione dei principi biblici nella propria vita. Alle 13.40 di domani il discorso pubblico dal tema” Il Regno di Cristo non fa parte di questo mondo”. Ogni considerazione avrà come base l’uso della Bibbia. Come per tutti i raduni dei Testimoni di Geova l’ingresso è libero e non si fanno collette. Il programma ha inizio alle 9.40 e avrà fine alle ore 15.30. Tutti sono benvenuti e invitati a partecipare. In Italia i Testimoni di Geova sono oltre 243mila; alla loro adunanza principale sono oltre 440 mila, le comunità sparse nel territorio nazionale sono oltre 3 mila; nelle Marche e in Abruzzo i testimoni sono presenti e attivi sin dagli anni ’20. http://www.jw-media.org

  • Il volantino perfetto: consigli e tecniche

    Il volantino, fin dalla sua prima apparizione nel mercato, rappresenta la croce e delizia del guerrilla marketing che punta soprattutto ad un target locale, che si concentra nella ricezione in un particolare e predeterminato bacino di utenti a cui effettuare la distribuzione volantini e che quindi su di loro deve essere basato per poter sortir un effetto positivo sul business, soprattutto sul settore del commercio.

    Per poter elaborare il cosiddetto “volantino perfetto” quindi bisogna tener conto di precisi fattori che entrano in gioco in questo campo, come in tutti gli altri del mercato, affidarsi anche in questo caso a professionisti del settore in grado di calcolare ogni piccolo particolare con efficienza e qualità. Il volantino rappresenta un investimento che quindi deve essere gestito in maniera strategica attraverso anche opportune offerte stampa e deve essere noto in tutti i suoi dettagli dall’aderenza alla strategia aziendale e alle linee generali di comunicazione al ritorno monetario che tale investimento, che seppur paragonato ad altri è irrisorio, ha in termini di efficienza ed efficacia nel breve e nel lungo termine.

    Per prima cosa è importante definire il marketing che delinea la condizione del volantino: il volantino infatti è essenzialmente uno strumento effimero che vede la sua azione nel breve termine e in spazi ristretti, bacini di utenza ben definiti e delimitati che permettono quindi di delineare anche un target preciso e chiaro delle persone che andranno ad interagire con tale mezzo di comunicazione. Anche i luoghi in cui viene distribuito e viene effettuata quindi la pubblicità volantino devono essere targettizzati sul pubblico a cui si punta.

    Un calcolo preventivo è comunque da effettuare sulla validità dello strumento nell’ambito in cui si opera. Non è da sottovalutare infatti che alcuni prodotti, soprattutto quelli di uso comune e adatti alle famiglie, godono di un particolare successo da questo punto di vista. Elettrodomestici, cibo e materie di uso comune sono privilegiati se comunicati attraverso questo strumento perché hanno un’alta penetrazione all’interno del contesto familiare. In questi casi la distribuzione del volantino porta a porta è vincente e sicuramente porterà in breve tempo al ritorno dell’investimento in maniera completa.

    Ovviamente non esiste una formula per l’elaborazione del “volantino perfetto”, non avrebbe ragione di esistere una formula standard con le attuali frammentazioni del mercato, esistono però delle semplici regole che sio possono seguire per elaborare il “volantino giusto” che si adatti nella miglior maniera al nostro business ossia: la tematica del volantino che genera maggiore traffico di affari in base al target predefinito, alla categoria di interesse e alla posizione aziendale nel mercato generale, l’individuazione del prodotto maggiormente richiesto tra quelli proposti dall’azienda e l’identificazione di tale prodotto con l’aumento dei volumi di vendita e che quindi è maggiormente reattivo alle attività di comunicazione tramite volantino.

    Consigli professionali ma che, se opportunamente tradotti e seguiti in maniera pratica, possono portare grandi risultati relativi in particolar modo all’aumento dei valori di vendita di settori ben determinati con obiettivi e scopi ben precisi.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • Turisti per Caso con il Giappone nel Cuore

    Milano, Aprile 2011 – Il Gruppo Edizioni Master, attraverso il proprio brand Turisti per Caso, lancia l’iniziativa “Giappone nel cuore”: una pubblicazione no profit di 3 dvd dedicati al paese del Sol Levante il cui profitto sarà interamente devoluto alle associazioni internazionali per i terremotati del Giappone. Si tratta dei diari di viaggio contenenti le storiche puntate del programma televisivo Turisti per Caso, già disponibili in edicola: “È poco più di un atto simbolico – dichiarano i due autori e testimonial d’eccezione Syusy Blady e Patrizio Roversi – ma ha valore solo se diventa un modo per far sentire più concreto e quindi più vicino un luogo, un popolo, una situazione e soprattutto una serie di problemi che oggi non possono essere dimenticati o rimossi.”

    “Sono giorni difficili per le popolazioni del Sol Levante – ha dichiarato Massimo Sesti, amministratore delegato di Edizioni Master. Il nostro è un gesto di vicinanza – piccolo ma fortemente sentito – attraverso il quale il nostro Gruppo editoriale vuole stringersi attorno a chi, oggi più che mai, ha bisogno di percepire affetto, solidarietà e aiuto concreto per riprendersi da questa immane tragedia”.

    La Terra continua a tremare, decine di milioni di sfollati, il numero delle vittime aumenta di ora in ora e il mondo intero, chiamato in causa, non resta a guardare: “Tutto quello che sta succedendo in Giappone, dal terremoto alle esplosioni delle centrali nucleari – dichiarano Syusy Blady e Patrizio Roversi in qualità di testimonial dell’iniziativa- sta succedendo a noi. Non si tratta di caritatevole buonismo internazionalista: è oggettivamente così. Le catastrofi di queste proporzioni sono planetarie, non locali. Le conseguenze dirette sulla nostra salute – continuano i due testimonial – sono globali, non si fermano alle frontiere. E’ il nostro modello di sviluppo umano che è direttamente coinvolto. Quindi dire oggi che “siamo tutti giapponesi” non è (stavolta) una frase retorica: è la realtà.”.

    I tre dvd dell’iniziativa no profit – distribuiti in collaborazione con Parrini S.p.A.- e già disponibili in edicola al prezzo di € 9,99, ripercorrono la visita intensa ed emozionante di questo particolare paese, vissuta da Syusy Blady e Patrizio Roversi: Tokio Tamagotchi (il primo dvd) racconta le stranezze futuristiche di una nazione in bilico tra innovazione, stravaganza e tradizione millenaria, tra scuole di meditazioni zen e l’incontro con l’ideatrice del Tamagotchi, alla scoperta delle mode e le tecnologie che nascono in Giappone; Kioto Zen (il secondo dvd) ripercorre gli spostamenti di Syusy Blady e Patrizio Roversi fra Tokio e Kioto: interviste ai politici giapponesi, lezioni per imparare la scrittura Sodo, l’incontro con l’Abate del tempio di Kioto, l’esperienza ai Bagni termali di Minakhami; Sushi, Geishe e Samurai (il terzo dvd) ci porta alla scoperta della “setta” buddista Soka Gakkai che organizza una grande università internazionale, in visita al Mercato del pesce di Tokyo tra carne di balena e le tante pietanze tradizionali giapponesi, a Hiroshima per conoscere il peso delle immani tragedie del passato.

    Per garantire massima visibilità all’iniziativa, è stato realizzato un piano di comunicazione ad hoc, che prevede attività di promozione sulle properties del Gruppo (online e offline).

  • POLIZIA PENITENZIARIA : ANCORA VERA EMERGENZA E CONDIZIONI INSOSTENIBILE NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI

    SICUREZZA – LISIAPP , La situazione nelle carceri italiane, come noto, è ormai da tempo al limite del tollerabile, un problema quanto mai impellente, spesso trascurato in passato a vantaggio di altri fattori sociali e che oggi rischia di esplodere come una bomba ad orologeria. A sottolinearlo e il Dr. Mirko Manna Segretario Generale del LiSiAPP (Libero Sindacato Appartenenti PoliziaPenitenziaria) il quale rimarca che il numero attuale di detenuti è di 67.318, a fronte di un limite regolamentare che imporrebbe di non superare 45.059: Un surplus di 22.259 detenuti in più rispetto alla massima capienza che determina un indice medio nazionale di affollamento pari al 49,4 % a questo – continua Manna non bisogna dimenticare che la percentuale di stranieri è molto alta pari a 27.152 . I numeri sono impietosi, dichiara il Segretario Generale, sono un giusto specchio di una realtà problematica, e servono continua la nota – a spiegare i recenti fatti di cronaca che hanno visto l’attuale governo costretto a proclamare lo stato di emergenza carceri.

    I fatti di cronaca spiega Manna – sono sotto gli occhi di tutti dagli operatori di polizia penitenziaria che in prima persona soffrono di questa situazione di vera emergenza a tutte le figure professionali che ruotano attorno al mondo penitenziario.

    L’anno è iniziato nel peggior modo ma non tanto diverso da quello appena trascorso continua il Segr. Gen. con 14 suicidi, 201 tentati suicidi e 1087 autolesioni.

    Ad aggravare il quadro complessivo concorrono i 59 episodi di aggressioni in danno di poliziotti penitenziari, che contano 39 unità ferite che hanno riportato ferite giudicate guaribili oltre i sette giorni.

    La gravissima deficienza organica della polizia penitenziaria, stimata intorno alle 6900 unità, non solo determina carichi di lavoro insostenibili – conclude il Segretario Generale del Li.Si.A.P.P. ma produce effetti devastanti per la società civile e per l’ordine pubblico.