Categoria: Attualità e Società

  • Breve storia della borsa valori

    Nell’era in cui viviamo le notizie – positive o negative che siano – riguardanti la borsa valori e il mercato finanziario sono all’ordine del giorno: basta guardare un telegiornale, sfogliare un quotidiano o dare un’occhiata ai vari corsi che vengono organizzati per insegnare ad investire in borsa per rendersi conto di come le notizie riguardanti questo settore specifico siano ormai diventate di interesse pressoché generale. Gli ultimi eventi, alquanto negativi, che hanno interessato le borse di tutto il mondo nel biennio nero 2008-2009, inoltre, hanno posto questo settore ancora di più sotto i riflettori, attirando l’attenzione anche di coloro che non erano particolarmente interessati e informati a riguardo, né tantomeno esperti del settore.

    La crisi della borsa che ha sconvolto i mercati mondiali in tempi recentissimi non è stata certo l’unica della storia della borsa, una storia che ha origini molto antiche. In particolare, possiamo dire che gli antenati della borsa valori come la intendiamo al giorno d’oggi risalgono addirittura ai tempi dell’Antica Grecia, quando esisteva la figura del “trapezita”, ossia una specie di agente di cambio ed operatore di prestiti. Altri predecessori dei mercati finanziari possono essere considerati i mercati pubblici che si svolgevano in città italiane a forte vocazione commerciale come Venezia e Firenze nel XV secolo. A parte queste figure e questi mercati azionari ante litteram, possiamo però dire che la storia della compravendita di titoli per guadagnare in borsa comincia più tardi, in particolare nel XVI secolo a Bruges. Ed è proprio nella città fiamminga che venne coniato il termine borsa, che deriverebbe infatti dalla famiglia di mercanti Van der Burse, originari del Veneto, nella cui casa avvenivano le contrattazioni per la compravendita di titoli rappresentativi di crediti o merci provenienti da paesi lontani. Sulla facciata del palazzo dei Van der Burse si poteva vedere il fregio dello stemma di famiglia, rappresentante tre borse: da qui deriverebbe dunque il nome di borsa. Le contrattazioni a Bruges avvenivano anche in piazza e tra i canali della città, ma il palazzo della famiglia Van der Burse era sicuramente uno dei luoghi principali per le contrattazioni.

    La prima borsa valori della storia sorse ad Anversa nel 1531, seguita dalla nascita di molte altre borse nelle più importanti città europee ed americane, come quella di Lione, in Francia, nel 1548, e quella di Amsterdam, nel 1561, che sostituì per importanza quella di Anversa. Il mercato azionario più importante a livello mondiale, ossia la borsa di New York (il NYSE, New York Stock Exchange) venne istituito alla fine del XVIII secolo, più precisamente nel 1792, mentre in Italia la borsa di Milano vide la luce all’inizio del 1808.

    Dalla nascita della prima borsa e nei secoli successivi il settore della borsa ha sicuramente attraversato sviluppi e cambiamenti, oltre che momenti di crisi, dall’espansione dei traffici nel Settecento, che diedero un forte impulso allo sviluppo del mercato azionario, al boom speculativo nel XIX secolo, dal crollo di Wall Street nel 1929 alla recente crisi di cui ancora si sentono le conseguenze, dalle contrattazioni dal “cancello delle grida” ai corsi per diventare trader.Momenti positivi e negativi, dunque, che hanno caratterizzato la storia di una delle istituzioni più antiche di gran parte delle nostre società.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – advertising agency

  • Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane, di Sebastiano Zanolli, Franco Angeli Edizioni

    Credo che solo il fatto di appartenere al genere umano sia condizione sufficiente per non avere timori e ritrosie nell’affermare, mostrarsi e a volte chiedere.

    Quando parlo di “affermare”, mi riferisco a qualcosa di più che non al semplice “enunciare ciò a cui miro e ciò di cui mi occupo”.

    Si tratta di rendere palesi i propri valori, i propri sistemi di credenze, i propri sogni, le proprie visioni, e lasciar scorrere il proprio spirito e la propria energia.”

    “Lasciar scorrere il proprio spirito e la propria energia”. No, non siamo davanti ad una citazione fanatico religiosa, bensì davanti ad una pubblicazione che sta a metà tra saggio e manuale e che definisce le possibilità del mondo di persone con le quali ci definiamo e/o entriamo in conflitto, in poche parole siamo davanti ad una riflessione accurata sui nostri tempi e su uno congegno nuovo quale il Networking.

    Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane”, edito nel 2005 dalla casa editrice Franco Angeli Edizioni nella collana “Trend”, è la seconda pubblicazione di Sebastiano Zanolli(Bassano del Grappa, 1964). L’autore nel 2003 pubblica “La grande differenza. Una mappa utile per raggiungere le proprie mete” che arriverà a ben quindici ristampe, nel 2006 “Paura a parte. Riflessioni e suggerimenti sul lavoro, la vita e la paura in un mondo precario”; nel 2008 “Io, società a responsabilità illimitata. Strumenti per fare la grande differenza” e nel 2010 “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis. Puntare sul proprio talento quando tutto sembra non funzionare”. Ciò che sorprende di Sebastiano Zanolli è la sua capacità di osservazione della realtà ed il riuscire a dare delle soluzioni realizzabili negli ambiti prefissi dal soggetto/lettore, ambiti quali la realizzazione professionale ed artistica.

    Sebastiano gioca con titolo e sottotitolo, quale quest’ultimo esplicazione del contenuto del libro. In “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane” troviamo infatti come sottotitolo: “Creare reti di relazione per affrontare il caos di ogni giorno”.

    Il libro consta della prefazione di Mario Silvano, diciassette capitoli ed i ringraziamenti. Ogni capitolo si apre con una citazione ad hoc di scrittori, antropologi, scienziati, politici, filosofi, economisti, un’immersione a 360° per cercare di chiarire alcuni concetti madre per spuntarla in un mondo in evoluzione costante: Internet. Il Networking, così, diviene un utilizzo conscio della rete di relazione per un miglioramento personale e globale, un processo creativo, paradigma di libertà e di incontro delle necessità proprie ed altrui in una situazione di win/win (vincitore/vincitore) e non più di win/lose (vincitore/perdente).

    Esistono diversi studi che provano come l’onestà e l’integrità morale siano i veri punti di forza degli individui e delle organizzazioni.

    Il Forum Comportation di Boston, studiando 341 venditori di 11 diverse aziende, scoprì che ciò che differenziava i produttori e li faceva percepire come i migliori del mercato dai clienti finali erano l’onestà e la sincerità dei venditori.

    Non la competenza, non la simpatia, non l’astuzia.

    L’onestà.”

    Niente di nuovo? Mario Silvano, nella sua introduzione, propone una chiave di lettura abbastanza interessante: quando si prende in mano “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane” si ha l’impressione di esser davanti ad un libro che poco può arricchire la nostra conoscenza eppure le reazioni alla sua lettura saranno: “Quanto è vero!”, “Condivido questo punto”, “Questa è una rivelazione importante”, “Questo lo sapevo, ma non sapevo più di conoscerlo” ed io aggiungerei “Avevo le nozioni ma non le ho mai combinate per cercare la soluzione perché, forse, sbagliavo domanda”.

    È la forza di appartenenza che genera fiducia reciproca.

    Quella forza che abbiamo perso in tanti frangenti con l’evolversi della civiltà dei consumi. Non è importante sentirsi sicuri attraverso le persone: è importante sentirsi sicuri possedendo, comprando cose.

    Ecco la rivoluzione che ci ha disorientato.

    Ecco il grande equivoco.

    Ma le cose, i beni, da soli non aiutano. Non risolvono.

    Vi lascio il link del sito di Sebastiano Zanolli per maggiori informazioni e curiosità:

    http://www.sebastianozanolli.com/cms/

    Ed il link per ordinare “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane ” e le altre sue pubblicazioni:

    http://www.sebastianozanolli.com/cms/?page_id=144

    Link recensione “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/03/dovresti-tornare-a-guidare-il-camion-elvis-di-sebastiano-zanolli-franco-angeli-edizioni/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Sebastiano Zanolli

  • Tarquinia non ospiterà nessun gruppo di immigrati.

    «A Tarquinia non sarà trasferito nessun gruppo di immigrati giunti oggi al porto di Civitavecchia con la nave Clodia». Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola, a seguito delle comunicazioni ricevute dalle autorità che hanno supervisionato le operazioni di sbarco. «In nome dell’Amministrazione esprimo soddisfazione per l’importante risultato ottenuto. – afferma il primo cittadino – Dei 1040 tunisini a bordo, infatti, 680 saranno ospitati nella caserma “De Carolis”, 200 proseguiranno il viaggio per nave probabilmente fino al porto di Livorno e altri 160 saranno trasportati con dei pullman a Campobasso. Allo stato attuale nel territorio della città non è previsto alcun tipo d’insediamento. Rinnovo la disponibilità del Comune a cooperare con tutte le Istituzioni per un serio progetto di accoglienza che eviti la concentrazione di grandi gruppi in una sola zona. Il Comune manterrà comunque alta l’attenzione. Invito anche la popolazione a farlo».

  • Lancome inventa il colore ultra trattamento-sensazione labbra nude

    Ancora una volta Lancôme utilizza la sua esperienza e il suo talento per valorizzare la bellezza di ogni donna creando: l’Absolou Nu, un rossetto testato da molte fashion blogger, che unisce il trattamento a una texture unica e delicata, per una nuova sensazione di labbra nude. Grazie a una profonda conoscenza delle labbra, con cinque brevetti e un approccio innovativo al colore e alla luce, Lancôme ha creato un rossetto capace di riprodurre e amplificare il colore, la texture e lo splendore naturale delle labbra.

    Un racconto di eleganza e audacia che inizia nel 1990 con la creazione di Rouge Absolu, una moderna interpretazione del mitico Clé De Coquette, creato dal fondatore di Lancôme Armand Petitjean quasi quarant’ anni prima. Nel 2008 la Maison Lancôme sorprende con il lancio de L’Absolu Rouge: un rossetto che piace ai fashion blogger e che unisce una ricca varietà di colori a un design prezioso. È il primo capace di trasformare le labbra in uno strumento di seduzione.

    Molto più di un semplice pigmento, l’Opti-Carmin TM è in grado di migliorare la naturale bellezza delle labbra. Come hanno detto i fashion blogger, grazie al suo color rosso vivo, mette in risalto il naturale colore delle labbra, aumentandone l’intensità del rosso, aspetto fondamentale per apparire piene di vita. Questo pigmento è più trasparente di un pigmento rosso classico e permette alla luce di passare più facilmente, rafforzando in maniera significativa la luminosità del colore, come se la micro-circolazione fosse potenziata. Rivestendo le labbra con uno velo ultra sottile, come hanno detto i fashion blogger, questi pigmenti madreperlati permettono alla luce di diffondersi abbondantemente sulle labbra, colorandole e illuminandole. Un rossetto non è mai stato così delicato e trasparente! Ha detto una delle fashion blogger intervistate.

    La luce, assorbita in quantità inferiore rispetto alla formula tradizionale, è emessa in modo straordinario con un risultato di colore perfetto e di sensazione labbra nude.

    Giorno dopo giorno, come hanno detto i fashion blogger, le labbra risultano intensamente levigate e rimpolpate. Dal momento dell’applicazione restano idratate per 8 ore. Morbido e confortevole, L’Absolu Nu avvolge le labbra con un velo delicato come la seta, e questo, come dicono i fashion blogger, grazie al perfetto equilibrio tra gli ingredienti. Un rossetto che unisce la cura della labbra a una sensazione di leggerezza. L’Absolu Nu è disponibile in 12 diverse tonalità: Corail Evanescent 101, Rouge Nu 102, Rose Mousseline 103, Beige de Soie 201, Beige Tulle 202, Beige Feutré 203, Sienne Poudrée 204, Beige Chamel 205, Rose Subtil 301, Voile de Rose 302, Rose Caresse 303, Rose Dentelle 304. Il prezzo al pubblico indicativo è di € 30,50.

  • ENEL PREMIA GLI ALLIEVI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO DI CAMPORA S. GIOVANNI.

    L’istituto Comprensivo di Campora S. Giovanni ha tributato ovazioni da stadio ai circa 70 ex compagni di studi che hanno vinto la prova quiz a livello nazionale, nell’ edizione 2009/2010 del Concorso Playenergy.

    A ricevere il riconoscimento per l’ottimo risultato raggiunto, sono stati infatti 70 ragazzi, ormai studenti nei vari licei della provincia, che oggi si sono ritrovati di nuovo insieme per festeggiare con i loro vecchi docenti e con la dirigenza dell’istituto.

    La consegna del riconoscimento ai ragazzi è avvenuta nell’ambito di una manifestazione più ampia dedicata ai temi del risparmio energetico e della tutela dell’ambiente organizzata dall’Architetto Sergio La Carbonara, docente nell’Istituto Comprensivo, con il sostegno del dirigente e di tutti i suoi collaboratori.

    Coordinata da Manuele Fiore, Consulente didattico Campania/Calabria per La Fabbrica srl, la giornata è stata aperta dai saluti e dall’intervento del padrone di casa, il dirigente scolastico Tommaso Fazio.

    Come tenere dei comportamenti virtuosi, e quindi eco-compatibili è stato il fulcro degli interventi dei giornalisti Rino Muoio e Antonio Cima, i quali hanno anche auspicato che le nuove generazioni siano più sagge e previdenti nella gestione della loro presenza sulla terra di quanto non lo siano state le generazioni che le hanno preceduto.

    La discussione è stata impreziosita dall’amarcord del Sindaco di Amantea, Francesco Tonnara, che si è soffermato soprattutto sul percorso di sviluppo che la comunità calabrese ha realizzato negli ultimi decenni illustrando anche gli impegni che l’amministrazione comunale ha assunto per lo sviluppo e la diffusione degli impianti di produzione da fonte rinnovabile.

    A sottolineare la considerazione nella quale l’amministrazione comunale di Amantea ha tenuto la manifestazione organizzata dall’Istito Comprensivo di Campora S. Giovanni, anche la presenza del vicesindaco Luciano Cappelli.

    Di particolare rilievo l’intervento del Coordinatore Regionale di Fare Ambiente, Antonio Iaconetti, che oltre a spiegare la mission della sua organizzazione ha lodato l’iniziativa “ adotta un alberello lanciata da Enel che, già da qualche tempo, ha sostituito i gadget aziendali (cappellini, magliette ecc. ) con un kit ecologico, finalizzato a far nascere un nuovo albero.

    Enel e L’Ufficio Scolastico Regionale, diretto da Francesco Mercurio, hanno avviato all’inizio della nuova edizione di Playenergy, la consegna alle scuole che ne faranno richiesta del kit per piantumare le aiuole del plesso di appartenenza o una zona brulla della loro città.

    QUALCHE NOTA SUL PROGETTO PLAYENERGY

    L’edizione 2010/2011 del progetto è stata presentata all’assemblea dei dirigenti scolastici della provincia di CS, il 10 marzo 2011, presso l’aula magna dell’ ITIS Monaco di Cosenza.

    Anche quest’anno Enel, con il concorso PLAYENERGY PREMIA LE IDEE VINCENTI, accompagna migliaia di studenti, in Italia e nel mondo, alla scoperta del pianeta dell’energia . e degli strumenti di tutela dell’ambiente, promuovendo, d’intesa con le Istituzione Scolastiche, un concorso mediante il quale i ragazzi sono sollecitati a dar fondo al loro estro per proporre idee nuove dalle quali possa trarsi qualche soluzione ai problemi che affliggono il pianeta. L’ iniziativa mira, sempre di più, ad aumentare il grado di sensibilizzazione in tema di produzione e risparmio di energia e più in generale al rispetto per l’ambiente.

    Così come nelle altre edizioni del concorso, bambini e ragazzi potranno scegliere di partecipare a una sola o a entrambe le prove previste: potranno scegliere di cimentarsi con la sola Prova Quiz, cioè con le tante domande a risposta multipla, oppure impegnarsi con la nuovissima Prova Progetto ” E tu di che energia sei?” che chiama tutti a raccolta per trovare il giusto mix di energie.

    Il progetto promosso da Enel, è giunto alla sua ottava edizione, e come sempre ha come scopo quello di portare nella scuola i temi dell’energia sostenibile.

    In questa edizione gli studenti sono sollecitati a passare da scelte di carattere emozionale del tipo, “il sole è bello” a scelte più consapevoli, del tipo “ il sole è bello, ma da solo non basta a soddisfare il nostro bisogno di energia, magari bisogna anche pensare a non sprecare”.

    Play Energy è rivolto alle scuole Primarie, Secondarie di 1° e 2° grado.

    L’ iniziativa mira,sempre di più, ad aumentare il grado di sensibilizzazione in tema di produzione e risparmio di energia e più in generale al rispetto per l’ambiente.

    Il progetto di Enel, prevede la distribuzione gratuita dei kit didattici differenziati a seconda delle classi, per offrire un percorso in cui è possibile coniugare teoria, esperimenti, dati aggiornati sulla situazione energetica, interviste ai protagonisti della scienza e scoperte all’avanguardia.

    Ma non è finita, infatti PlayEnergy edizione 2010/2011 organizza eventi ed iniziative, 10 appuntamenti a livello nazionale con autorevoli ospiti del mondo scientifico, un Tour dell’Energia con installazioni interattive ed un master che si avvale di ricercatori universitari

    Ed ancora, a Play Energy è affiancata la quinta edizione del Master PlayEnergy, dedicata agli studenti delle classi 4a e 5a della scuola secondaria di secondo grado per approfondire alcune importanti tematiche scientifiche con l’ausilio di ricercatori universitari.


    Insieme agli studenti italiani sono coinvolti in un viaggio unico, da percorrere con le lenti dello scienziato ma anche con lo spirito del gioco,
    gli studenti di Bulgaria, Cile, Costa Rica, Grecia, Guatemala, Panama, Romania, Russia, Slovacchia e Stati Uniti.

    LE PROVE

    PROVA PROGETTO

    La prova progetto impegnerà gli studenti delle scuole primarie e le scuole secondarie di I e II grado, chiedendo loro, dai più piccoli ai più grandi, di scegliere il mix di energia che ritengono utile per risolvere i problemi Ambientali, manifestando la “simpatia ragionata ” per una fonte di produzione di energia.

    Tutti potranno tirare fuori dal cassetto le loro idee per presentarle al pubblico con piena libertà di scelta, con qualunque modalità espressiva: tutte le idee possono prendere la forma di disegni, fumetti, fotografie, video, scritti, plastici, collage, giochi in scatola, spettacoli teatrali, puzzle…
    Le prove saranno valutate da Giuria regionale: che selezionerà, per ogni Regione, il primo classificato per ciascuna categoria (Primaria, Secondaria di Primo e Secondo Grado) in base a criteri di attinenza al tema, creatività, coerenza, fattibilità.

    La giuria regionale potrà assegnare anche delle menzioni speciali che consentiranno l’accesso ala selezione nazionale.

    Una Giuria Nazionale valuterà i progetti selezionati a livello regionale e determinerà i primi tre classificati di ogni grado scolastico.

    PROVA QUIZ.

    La prova si svolge on-line e sarà assegnato un simpatico premio a tutte le classi che raggiungeranno il punteggio massimo

    Al concorso sono chiamate a partecipare anche le scuole di Bulgaria, Cile, Costa Rica, Grecia, Guatemala, Panama, Romania, Russia, Slovacchia e Stati Uniti.
    Studenti e insegnanti hanno a disposizione, on e off line, lezioni ed esperimenti su scienza ed energia, curiosità dal mondo e attività da sviluppare in classe.

    Playenergy è anche incontro con gli scienziati che gireranno le città italiane per portare i temi della scienza, della ricerca e delle nuove tecnologie agli studenti delle scuole superiori.

    Il Master è riservato a 15 classi che vi accederanno superando un test di ammissione: una batteria di 15 domande a risposta multipla con cui si dovranno cimentare nell’area riservata del sito playenergy.enel.com dal 31 gennaio al 7 febbraio 2011.

  • Assemblea pubblica sull’emergenza immigrazione, il sindaco Mazzola: «Tarquinia vuole certezze».


    Occorrono quelle certezze che fino a oggi il Governo e la Regione Lazio non hanno mai dato. Questo il messaggio lanciato nel corso dell’assemblea pubblica indetta per il 5 aprile dal sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, per informare la cittadinanza sull’evolversi dell’emergenza immigrazione. All’evento hanno partecipato il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, il presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli, gli assessori e i consiglieri del Comune e dell’Università Agraria e centinaia di cittadini tarquiniesi. «La città vuole chiarezza. – ha affermato il primo cittadino – Sono giorni che si rincorrono le notizie senza che le autorità preposte forniscano informazioni. Il Governo di fronte a una crisi umanitaria annunciata si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi non può scaricare il peso di questa responsabilità sui piccoli comuni. Piccoli comuni che come Tarquinia non hanno le infrastrutture adeguate per ospitare centinaia di immigrati. Questo non vuol dire essere razzisti ma significa essere realisti e capire che di fronte a tali problemi è necessaria la collaborazione di tutti. L’Amministrazione manterrà alta la guardia, continuando a garantire un presidio costante del territorio, ed è pronta a intraprendere azioni forti per far ascoltare la voce di un territorio da troppo tempo offeso». Parole analoghe quelle del presidente Antonelli: «Ringrazio il sindaco Mazzola per il suo impegno e per il suo essere vigile. In nome dell’Università Agraria esprimo il più assoluto dissenso all’ipotesi della tendopoli e confermo l’impegno nel sostenere il Comune nella lotta a quello definisco un’imposizione calata dall’alto, senza l’indispensabile confronto con le realtà locali». Per il consigliere regionale Parroncini «è inammissibile rimanere in questo stato di confusione. Allo stato attuale non esiste nessun serio piano di accoglienza umanitaria e il Governo brancola nel buio. Esprimo quindi forte preoccupazione per quanto sta accadendo ed è fondamentale non ripetere il grave errore commesso realizzando la tendopoli di Manduria, in Puglia».

  • Mutui al 100% del valore : entro 5 giorni online

    L’idea di dover pagare per anni un affitto per una casa che non sarà mai propria, e dalla quale il proprietario potrà sfrattare quando ne avrà voglia, spinge molte persone a comprare una casa propria, seppure con molti e lunghi sacrifici. Quasi tutti, per poter acquistare casa, sono costretti ad accendere un mutuo: in questo caso le banche erogano, solitamente, una somma pari al 70-80% del valore dell’immobile, ma non tutti hanno la possibilità di versare al venditore un acconto del 20-30%, per cui molte banche concedono mutui pari al 100% del valore della casa. Nei siti web delle maggiori banche che concedono mutui al 100% ( BNL, Unicredit, Poste Italiane, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi…) si trovano tutte le informazioni sulle condizioni di erogazione e sulle garanzie richieste.

    I mutui al 100% sono però mutui più lunghi e più costosi: in realtà, la legge non permette alle banche l’erogazione di una cifra pari al 100% del valore dell’immobile, per cui viene erogato un mutuo dell’80% con, in aggiunta, una polizza assicurativa che copre il restante 20%. Questa operazione è molto costosa per il cliente, in quanto pagare le assicurazioni, già di loro molto care, alza il costo globale del mutuo di una buona percentuale. Così, per non strozzare il cliente con rate molto alte, le banche allungano di molti anni la durata del finanziamento: rate basse diluite in 30, 40 e perfino 50 anni. Cercate nel web le banche che arrivano fino a 40 e 50 anni di mutuo e che concedono preventivi on line; confrontate on line le offerte facendo attenzione al tasso di interesse applicato.

    Nel chiedere mutui casa al 100 per cento si può scegliere se applicare il tasso fisso o quello variabile, anche se a volte le banche lo impongono a seconda della durata del finanziamento. Con il tasso fisso gli interessi sono più alti, ma non si hanno brutte sorprese con le rate che lievitano al minimo rialzo dei tassi di interesse europei. Scegliendo il tasso variabile si ha la possibilità di pagare comunque rate costanti e gli interessi, dovuti alle oscillazioni del tasso base, si pagheranno aumentando la durata del mutuo. Questo è comunque sconsigliato con mutui già molto lunghi.

    Maggiori informazioni : mutuo on line

  • Prestiti.it: il 2% di chi chiede un prestito personale lo fa per… sposarsi

    Il giorno più bello della vostra vita, confetti, velo bianco, scambio degli anelli e lancio del bouquet. Queste sono le immagini ricorrenti nella fantasia delle coppie che si preparano al matrimonio, ma per sposarsi servono anche organizzazione e denaro.

    Prestiti.it, il portale che permette di paragonare in modo rapido e veloce le offerte proposte da finanziarie e Istituti di credito per chi necessita di prestiti personali, ha analizzato oltre 300.000 richieste di prestiti personali arrivate al sito negli ultimi sei mesi scoprendo che il 2% di chi richiede questo tipo di finanziamento in Italia lo fa per sposarsi e la cifra di cui necessita è pari a 16.000 euro.

    “Le ricerche più recenti mostrano come in Italia ci si sposi sempre di meno” dice Marco Giorgi di Prestiti.it, ”ma la spesa sostenuta è sempre molto importante e sono tanti gli italiani che richiedono un finanziamento per affrontare serenamente questo passo.”

    Sposarsi è un impegno economico non indifferente: secondo le ultime statistiche, nel 17% dei matrimoni italiani il costo supera i 30.000 euro e le spese più importanti sono il ricevimento, che in media può costare, in funzione della location e del numero di invitati, dai 5.000 ai 10.000 euro, e l’abito della sposa, per il quale bisogna preventivare una spesa dai 1.500 ai 7.000 euro.

    In Italia ci si sposa sempre più tardi e la prova di questo è che l’età media di chi richiede un prestito è di 38 anni. Chi chiede un prestito personale per questo scopo si impegna per 5 anni e, a livello nazionale, sono soprattutto gli uomini a richiedere il prestito, (quasi il 73% dei casi).

    In alcune regioni si registrano differenze significative: in Puglia la percentuale degli uomini che richiedono un prestito per il matrimonio è più alta di ben dieci punti rispetto al valore nazionale (82%), mentre in Sardegna il dato è ribaltato e, nel 60% dei casi sono le donne a richiedere finanziamenti per i matrimoni. Quasi sempre sono gli sposi stessi a richiedere il finanziamento per il matrimonio, ma secondo Prestiti.it fanno eccezione alcune province dove sono invece i genitori a fare domanda del prestito, come accade a Parma, Barletta-Andria-Trani, Campobasso o Caltanissetta.

    Nelle regioni meridionali, dove le tradizioni e la simbologia del matrimonio classico sono ancora molto sentite, si richiedono cifre superiori alla media: 19.000 euro in Calabria, 18.000 in Molise e Basilicata e 17.000 mila sia in Sicilia che in Campania; scendendo in un’analisi dei dati provinciali, Prestiti.it evidenzia come le somme maggiori siano richieste a Benevento (29.500 euro), a Vibo Valentia (26.800 euro) e a Sassari (quasi 25.000 euro).

    Le regioni dove invece si richiedono finanziamenti minori sono tutte al Centro-Nord; sotto la media nazionale sono il Veneto (13.250 euro),la Lombardia (13.800 euro), il Lazio e l’Emilia-Romagna (entrambe attorno ai 13.600 euro); fermandoci ai dati provinciali, i minori prestiti richiesti sono quelli necessari a Prato (6.300 euro), Ravenna (7.300 euro), Alessandria (9.900 euro).

  • Bacan: il brand di abbigliamento made in Italy

    Bacan, il brand tutto made in Italy di abbigliamento vintage/chic dall’anima italo- argentina, di cui hanno parlato tanti blog di moda, lancia la sua nuova collezione P/E 2011 articolandola in tre capsule limited edition tutte accomunate dall’appeal fresco e dinamico di un mondo creativo che non rinuncia mai alla qualita` della migliora migliore tradizione sartoriale italiana.

    “Stile e qualita` senza compromessi” è così che molti fashion blogger sui loro blog di moda dicono sulla collezione. Come sottolinea Ariel Fabian Bac, crative director del brand: “L’ispirazione per la prossima estate e` assolutamente trasversale, pensata per accontentare dalle donne piu` romantiche a quelle piu` grintose e per incontrare il gusto di un uomo deciso e pratico ma che ama, al tempo stesso, sentirsi comodo e a suo agio nei capi che indossa. La qualita` del made in Italy – di cui parlano tutti i blog di moda – si mescola ai ricordi delle mie radici argentine, che prendono forma nei colori del quartiere piu` famoso di Buenos Aires (la Boca) o nella magica sensualita` del tango: un cocktail esplosivo di grande intensita` e modernita` in cui credo molto e che mi piace far rivivere nello stile delle nostre collezioni e nei dettagli che le caratterizzano”.

    La collezione P/E 2011 di cui molto blogger hanno parlato sui loro blog di moda esprimendo numerosi consensi, si compone di capi unici dedicati alla donna e all’uomo, ripartiti in tre capsule che mixano sapientemente stili e colori e che saranno disponibili nei monomarca Baca`n a partire da marzo, come già detto dai blog di moda che hanno parlato della linea. L’inconfondibile stile Baca´n, che si sposa con i gusti delle persone e dei blog di moda, si riflette in tre linee tematiche dalle caratteristiche molto ben delineate.

    La linea basico/sportiva e´ il progress della precedente collezione estiva: i capi piu` venduti verranno riproposti mentre altri saranno creati ex novo. Le stampe riproporranno sia la parola Baca´n, sia nuove scritte che “racconteranno” dell’Argentina.

    La linea Tango, di cui già hanno parlato i blog di moda, si ispira al tango e alla sensualita` che trasmette questo ballo argentino. E’ una linea grintosa e sensuale che veste una donna dalla personalita` ben decisa e volitiva, consapevole di se´ e del proprio corpo; la linea maschile, invece, e` pensata per un uomo forte e passionale. I colori prevalenti sono il nero e le varie tonalita` blu, con qualche contaminazione di rosa. I jersey e le felpe sono accostati a intarsi di metallo e applicazioni di borchie, grossgrain e nastri.

    La linea Boca, di cui già hanno parlato i blog di moda, dalla connotazione decisamente vintage/chic, prende invece ispirazione Dall’omonimo e variopinto quartiere di Buenos Aires. La caratteristica principale di questa capsule che piace ai blog di moda e` sicuramente il colore vivace e allegro di tutti i capi. Verranno usate passamanerie e nastri a contrasto su tessuti leggeri e freschi adatti per l’estate, come ad esempio la mussola di cotone. Per completare il look della collezione P/E 2011 anche una linea di divertenti accessori come le nuove shopping bag, le cinture e le spille alle quali i fan di Baca`n non sapranno resistere.

    La nuova collezione di Stefanel è quindi promossa a pieni voti: è completa, versatile, fresca, curata, elegante e decisa.

  • I vantaggi delle cucine in acciaio

    Non è un caso che l’acciaio venga impiegato sempre di più non solo per realizzare attrezzatura per ristoranti e cucine professionali, ma anche in tutte le altre. L’acciaio è infatti un materiale che presenta numerosi vantaggi in termini pratici, ma non solo: come sappiamo l’arredamento segue le mode, proprio come accade con i vestiti, le macchine e molte altre componenti della vita di tutti i giorni, e una delle ultime tendenze in fatto di arredo, e di arredo per le cucine in particolare, riguarda proprio l’inserimento di elementi metallici.

    Sicuramente questa caratteristica delle cucine moderne è stata mutuata dalle cucine professionali, quelle usate nei ristoranti, nelle pizzerie e nei locali in genere, e che sono costruite interamente in acciaio, ma rispetto a queste i modelli delle cucine che stanno entrando sempre con più prepotenza nelle nostre case presentano sicuramente delle differenze. La cucina infatti, al giorno d’oggi, non deve assolvere solamente ad una funzione pratica, anche se sicuramente questa rimane quella primaria, ma deve anche essere bella da vedere. La cucina non è più infatti il luogo dove si cucina e basta ma è diventata negli anni un luogo da vivere e da sfruttare anche per altre ragioni: in cucina si chiacchiera con i figli, si accolgono gli ospiti e si fanno molti altri tipi di attività. Per questo motivo chi acquista una cucina vuole che sia anche bella e accogliente, oltre che funzionale. In questo senso una cucina realizzata totalmente in acciaio, pur avendo degli innegabili vantaggi, apparirebbe per lo meno fredda, e non sarebbe adatta ad altri scopi se non a quello di cucinare.

    Per cercare di unire l’utile al dilettevole molte aziende produttrici di cucine hanno lanciato sul mercato cucine che potremmo definire ibride. In questo tipo di cucina lavelli, piani cottura e pensili il acciaio vengono affiancati a delle componenti realizzate con materiale esteticamente più pregevoli, come per esempio il legno. Tale mix tra tradizione e modernità, freddo e calore, è solo apparentemente azzardato, dato che risulta in una combinazione piacevolissima alla vista ma anche molto funzionale, in quanto riesce a coniugare la naturalezza e il calore del legno alla praticità dell’acciaio.

    Ma quali sono le tanto – giustamente – osannate doti dell’acciaio? Innanzitutto, si tratta di un materiale molto resistente, caratteristica da non sottovalutare soprattutto se si vuole vivere davvero la propria cucina, passandoci molto tempo e cucinando spesso. Bisogna tenere presente, inoltre, che quando si sceglie una cucina si tratta di una scelta, se non definitiva, sicuramente di lunga durata: i mobili della cucina, infatti, sono probabilmente quelli che in una casa vengono cambiati più di rado, ed è quindi importante che si scelgano dei materiali il più possibile resistenti.

    In secondo luogo, l’acciaio è un materiale altamente igienico, caratteristica essenziale in una cucina, soprattutto se si hanno dei bambini, ma non solo: proprio perché la cucina è diventata anche un luogo di incontro e uno spazio della casa in cui accogliere gli ospiti, infatti, è più soggetta a raccogliere impurità di vario genere, ma dato che la cucina rimane comunque la stanza in cui si conserva il cibo e si cucina, è importantissimo che si presti particolare attenzione alla pulizia e all’igiene.

    Le cucine elettriche e non in acciaio, in conclusione, sono consigliabili perché resistenti e igieniche, ma se accostate ad elementi realizzati in altri materiali possono diventare anche delle cucine esteticamente pregevoli.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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