Categoria: Attualità e Società

  • Investire nelle risorse informatiche: il segreto del successo per le pmi italiane

    che non riescono a gestire il flusso informazioni e porsi in maniera competitiva nel mercato di riferimento e di conseguenza investono poco o male nel settore della comunicazione andando a danneggiare in questo modo l’intero settore del marketing aziendale. Un business plan software può rappresentare un valido strumento per aiutare e cominciare a ragionare nell’ottica competitiva ma di certo molti sono i passi da compiere per arrivare ad una economia aziendale in grado di avviare in maniera veloce e redditizia qualsiasi tipo di business. L’investimento è necessario in questo momento iniziale perché per poter essere attrattivi agli occhi dei clienti bisogna anche ragionare secondo i loro mezzi di comunicazione. Qui diventano essenziali i dati statistici che, limitando al momento il contesto in Italia, dicono chiaramente come sia telefonia mobile che dispositivi di connessione portatili sono molto più diffusi a livello privato che non a livello di piccole aziende. Un elemento pregnante se si pensa che questi oggetti sono un veicolo fondamentale di comunicazione e quindi contatto con potenziali clienti. Certo l’investimento iniziale è impegnativo per l’economia aziendale e il suo equilibrio ideale ma di certo un loro utilizzo nella giusta direzione non può che risultare un vero e proprio investimento a lungo termine.

    Ma è nel settore dell’utilizzo delle risorse informatiche interne all’azienda che si trova la maggior pecca delle piccole medie imprese italiane: poche sono infatti le aziende che concentrano la loro azione nell’investimento a livello aziendale degli strumenti informatici che alla fine vengono utilizzati esclusivamente per la navigazione in internet, l’invio e la ricezione di posta elettronica e la costituzione di un sito web aziendale, solitamente vetrina e non interattivo. Non vengono sfruttate le potenzialità che possono essere date da strumenti facilmente utilizzabili da tutte le risorse di personale aziendali per privilegiare attività manuali e ripetitive. Un esempio su tutti è rappresentato dai sistemi crm che, complice l’avanguardia anglosassone nel settore, possono implementare e ottimizzare in maniera esponenziale qualsiasi mansione lavorativa ma in particolar modo quella di addetti marketing e comunicazione. Questi strumenti rappresentano una vera e propria risorsa per artigiani e piccoli imprenditori che però viene sottovalutata o non presa proprio in considerazione. Questa mancanza di strumentazione porta ad una conseguenza ben chiara: la non conoscenza della clientela e delle sue necessità che inevitabilmente porta ad una inefficienza di qualsiasi azione di customer retention o di customer relationship management.

    Una conseguenza grave se si pensa che già nel 2008 veniva sottolineata dagli addetti al settore la seria difficoltà delle istituzioni nel trovare il giusto mezzo per far incontrare la domanda e l’offerta del mercato delle piccole imprese che mai come in questo momento storico economico sono divenute l’anello portante dell’economia italiana. Semplificando quindi, visto che il problema merita sicuramente molto più spazio e un’analisi molto più accurata, il problema risiede nella non adozione di una contabilità semplificata che possa alleggerire molte operazioni e lasciare spazio per l’investimento e la maggiore attenzione ad una consulenza aziendale mirata ad un target ben preciso e ad una comunicazione mirata e ben gestita.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • Tende da interni e tende da esterni: come scegliere quello che fa per noi

    Uno dei complementi d’arredo che è soggetto a maggiore personalizzazione e che può essere cambiato spesso in base a mode o tendenze sono sicuramente le tende da interni che rappresentano simbolicamente il vestito della nostra casa, che conferisce stile e personalizzazione attraverso stoffe per tende da interno particolari, stili classici come la tenda a bastone o i moderni pannelli per interni che possono essere intercambiabili e ”vestire” la casa secondo il gusto e la moda del momento. La scelta della tenda da interni, ma anche quella delle tende da sole esterni che più si addice alla nostre esigenze deve però considerare, oltre all’inevitabile fattore estetico, anche le funzioni utilitaristiche che rendano la tenda adatta alla sua collocazione e all’utilizzo che si intende farne. Per esempio se le tende da interno devono essere collocate in stanze con grandi vetrate o troppo esposte al sole ci sarà bisogno di applicare dei tendaggi oscuranti o regolabili come le tende mantovane o le tende veneziane, che ad oggi si sono molto evolute e consentono personalizzazione viste le numerose varietà presenti sul mercato. In ogni caso comunque bisogna tenere in considerazione che la tenda da interni deve creare un insieme armonico con l’arredamento per interni, non deve contrastare soprattutto con lo stile. Una tenda scoordinata dal resto della mobilia risulta di cattivo gusto ma soprattutto impoverisce l’insieme e svalorizza anche la mobilia.

    Molta attenzione deve essere posta anche nella scelta di pergolati o tende da sole esterni. Anche qui oltre al fattore estetico bisogna tenere in considerazione anche l’uso che si intende farne. Come per quelle da interni anche per le tende da esterni una delle funzioni principali è quella di proteggere dal sole ma in maniera molto più evidente ed efficiente. Scegliere quindi delle tende da sole esterni richiede un’accurata valutazione sia della funzionalità che delle dimensioni della stessa in quanto essa può svolgere anche la funzione di protezione degli infissi e dei serramenti. Molto diffuse a questo scopo negli ultimi tempi sono le casette in legno per giardino e le strutture in legno per esterni che molte volte attraverso tende tecniche realizzate in materiali impermeabili e molto resistenti all’usura riescono a fornire una protezione praticamente totale all’abitazione preservandola da raggi solari troppo forti come da piogge troppo intense che potrebbero comprometterne sia l’efficienza energetica che la struttura stessa.

    Capitolo a parte va dedicato alle tende da interni utilizzate per uffici o comunque luoghi di lavoro. In questi casi la funzionalità è d’obbligo, non a caso la scelta cade abitualmente su veneziane o tende a pacchetto regolabili che consentono di orientare l’entrata della luce evitando fastidiosi riflessi su schermi o monitor. Non solo. Questo particolare tipo di tendaggio da interni consente una pulizia molto più semplice e rapida fattore da non sottovalutare per evitare allergie, ipersensibilità o altre patologie derivanti dalla presenza di acari e polvere all’interno del luogo di lavoro.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • CORPI SANITARI INTERNAZIONALI – CROCE ROSSA GARIBALDINA

    Roma 7 Maggio 2011, Piazzale del Gianicolo – Celebrazione della protettrice Santa Flavia

    Si svolgerà nella suggestiva cornice della P.zza del Gianicolo a Roma la celebrazione della festa annuale dell’Associazione d’Arma Corpi sanitari Internazionali – Forze Internazionali Volontariato di Soccorso e di Pace, nella veste di ente aderente al comitato per le celebrazioni del 150° Unità d’Italia costituito sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e del Ministro per i Beni Culturali, con il patrocinio del Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace, al fine di promuovere e diffondere la cultura risorgimentale e Commemorare solennemente il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e celebrare la protettrice del corpo.

    Per l’occasione parteciperanno delle delegazioni reatine quali autorità politiche, civili, militari e religiose tra cui l‘Unione Italiana Sostenitori MOVM Salvo D’Acquisto, l’Associazione Donne per la Sicurezza coordinamento di rieti con la dott.ssa Paola Montali, il Sindaco di Stimigliano dott. Franco Gilardi e il Sindaco di Magliano sabina dott. Alfredo Graziani, il comandante della Polizia locale di magliano sabina Mario Bernardini, Il comandante della Polizia locale dell’Unione dei comuni Magg. Onesto Armeni e altre autorità di polizia locale e amministrative provinciali .

    Alla cerimonia del 7 maggio al Gianicolo tra gli illustri ospiti sarà presente anche il presidente dell’Associazione nazionale Interforze il Dott. Luca Frongia in quanto consigliere personale del comandante generale dei corpi sanitari Internazionali.

    L’associazione d’Arma “Corpi Sanitari Internazionali, Forze Volontarie Di Pace, ONLUS”, già “Croce Rossa Garibaldina”, nasce a Roma nel Gennaio dell’anno 2001. E’ costituita, democratica e pluralistica, riunisce coloro che si ispirano agli intramontabili valori risorgimentali e intendono operare per il diritto all’ assistenza sanitaria e morale di tutti gli individui. Il CO. S. INT già gemellato con la “Youths Of The United Nations Organization” ONU – è diretta emanazione della storica e leggendaria Legione Garibaldina della quale costituiva una direzione generale, la ”Direzione Generale della Croce Rossa Garibaldina”, sigla”C.R.G., che rappresentava la versione civile dei “Servizi Sanitari Militari”della Legione
    Garibaldina ricostituita, fu assunto, nell’ordine,dai Generali Garibaldini: Golfredo Salvatore FANO, Ugo BIAGIONI GAZZOLI, e Giuliano ANTONINI. Il 29 novembre 1985 il Generale Giuliano ANTONINI, Comandante dei “CORPI NAZIONALI GARIBALDINI” e Comandante Onorario della Legione,trasmetteva il Comando al Generale di divisione Garibaldina Onorevole Principe Alliata di MONTEREALE. “I CORPI SANITARI INTERNAZIONALI – FORZE
    VOLONTARIE DI PACE”sigla “CO. S. INT.”, sono pertanto diretta emanazione dalla storica e leggendaria LEGIONE GARIBALDINA della quale costituivano una Direzione Generale,la “Direzione Generale della Croce Rossa Garibaldina”. L’ attuale comandante generale dei CO.S.INT. è il generale comandante C. d’ A. on. Alessandro Della Posta.

  • Libri da leggere: le nostre proposte

    Groucho Marx diceva: “All’infuori del cane, il libro è il migliore amico dell’uomo”. Non la pensano così molti italiani dato che, stando a quanto riportato da recenti sondaggi, sono in molti quelli che nell’arco di un anno ne leggono a mala pena uno. Già nel 2000 erano emerse statistiche sconcertanti: allora, il 52% degli italiani non aveva letto nemmeno una pagina nell’arco di un anno (dopo di noi solo la Francia, con il 61%, la Germania, con il 66%, e l’Inghilterra con il 74%). Dati confermati nel 2005 e ribaditi oggi.

    Eppure il nostro Paese è la patria di numerosi scrittori stimati e letti in tutto il mondo: Dante Alighieri, Umberto Eco, Alessandro Manzoni, Italo Calvino e via dicendo. Perché questo disinteresse? Le ragioni sono tante e non è questo il luogo per discuterne. Quello che oggi vogliamo fare e incentivare la lettura proponendo titoli di libri da leggere che noi riteniamo validi. Invece che polemizzare, abbiamo pensato di rimboccarci le maniche e persuadere gli italiani ad andare in libreria e passare una serata leggendo i libri da leggere che abbiamo consigliato, invece che guardare uno di quei programmi spazzatura che ogni giorno si vedono in televisione.

    La lista dei libri da leggere si basa su quelli che sono appena usciti e che si distinguono per simpatia e semplicità, non ci piacciono quei libri da leggere noiosi, prolissi, che vogliono parlare di tutto e poi finiscono per trattare di niente. E non vogliamo neanche proporvi i “soliti nomi” della letteratura italiana che le maestre ci hanno fatto leggere quando eravamo seduti sui banchi di scuola. Vogliamo proporvi libri da leggere freschi, vivaci, meglio se di scrittori emergenti che, in un Paese che dimostra così scarso interesse verso la lettura, hanno ancora più bisogno di pubblicità. È importante, però, sottolineare, che la nostra lista di libri da leggere è personale, se dei libri non sono stati inseriti non vuol dire che non siano interessanti e non meritino di essere letti. Non potendo proporre una lista di libri da leggere lunga un chilometro, abbiamo dovuto eseguire un’attenta selezione che, anche se a malincuore, ha portato a escludere alcuni titoli per dar spazio ad altri.

    Nella nostra lista inseriamo il libro Pigchic, il primo romanzo della scrittrice Demetra Dossi. Il libro, edito da Rizzoli Editore, collana 24/7, ci è subito piaciuto per il taglio divertente della storia, che parla di Dafne, una giovane studentessa di Giurisprudenza che sogna di diventare giornalista e si divide fra lavoretti, faccende domestiche, un micio pigro e dispettoso e un fidanzato un po’ troppo puntiglioso (non a caso ingegnere). Un libro che si preannuncia fin da subito frizzante grazie al sottotitolo: la moda, l’amore, la sfiga. Pigchic rientra fra i libri della lista che vogliamo consigliarvi. Un libro da regalare all’amica trendy ma anche al collega di cui della moda proprio non importa niente.

  • L’uomo e la ricerca del calore: dai focolari primitivi alle stufe moderne

    Dai focolari degli uomini primitivi alle stube, dai primi antenati dei caminetti ai moderni radiatori ecologici, l’uomo ha sempre trovato nuovi modi per riscaldare gli ambienti in cui vive. Naturalmente nel corso della storia l’uomo ha studiato e trovato sempre nuovi metodi per rendere più caldi, e quindi più accoglienti e vivibili, gli spazi in cui vive, e descrivere in dettaglio tutte queste evoluzioni sarebbe un’impresa quantomeno ardua, soprattutto considerando che il fuoco venne scoperto circa 400.000 anni fa, e non è difficile capire che in centinaia di migliaia di anni le evoluzioni e i cambiamenti in questo campo sono stati davvero innumerevoli. Ecco dunque solo alcune tappe fondamentali nella storia del riscaldamento.

    Come detto, la scoperta del fuoco, e quindi del primo metodo per produrre calore – ma anche per cuocere i cibi, far luce e difendersi dagli animali – , risale a 400.000 anni fa. La scoperta del fuoco, lo sanno tutti, avvenne in modo accidentale, e all’inizio l’uomo non era ancora in grado di produrlo da solo, e si limitava dunque a mantenerlo: fu solo in un secondo momento che l’uomo trovò dei metodi per riprodurre autonomamente il fuoco.

    Da questi primi focolari primitivi l’uomo ha poi sperimentato molti altri metodi di riscaldamento. Già nelle case delle civiltà pre-elleniche esisteva un antenato del camino, posizionato nella stanza principale della casa, e il fumo prodotto dal fuoco usciva da un buco prodotto appositamente sul soffitto della stanza. Questo tipo di caminetto resistette a lungo, fino a quando, anche per scongiurare i pericoli di incendi, il legno in edilizia cominciò ad essere sostituito da materiali non infiammabili, come le pietre e i mattoni, e cominciarono a farsi largo i caminetti a parete: con le pareti in pietra e non più in legno diventava infatti possibile costruire delle canne fumarie. I primi caminetti a parete fecero la loro comparsa nei paesi nordici, più freddi, e si diffusero anche nel resto d’Europa tra il XIII e il XIV secolo. Oltre ai camini, un altro fondamentale strumento usato dall’uomo per riscaldare le case è sempre stata la stufa. I primi modelli di stufe erano caratterizzati da una forma cilindrica, piramidale, compatta o a botte, ed erano costruiti in muratura con materiali refrattari. Esternamente erano rivestiti con decorazioni in ceramica, con delle maioliche o con l’intonaco. A partire dal XV secolo, le stufe cominciarono ad avere anche una funzione estetica non trascurabile, e diventarono un vero e proprio elemento ornamentale della casa.

    Al giorno d’oggi esistono molti altri metodi per riscaldare la casa, dal radiatore in maiolica al riscaldamento a pavimento, ma sia la stufa che il caminetto continuano ad essere apprezzati non solo per ragioni pratiche, ma anche per ragioni estetiche. Certamente i modelli più moderni di stufe e caminetti sono molto diversi da quelli che troneggiavano nelle case dei nostri antenati, e nel corso degli anni sono spuntati molti diversi tipi di stufe, come le stufe a pellet, particolarmente in voga negli ultimi tempi, e le stufe modulari in maiolica. E l’attenzione dei creatori di stufe, caminetti e impianti vari di riscaldamento è sempre più posta non solo sulla funzionalità dell’oggetto, ma anche sull’aspetto estetico, trattandosi di oggetti che sono diventati sempre di più parte integrante dell’arredo di una casa, e non solo strumenti per produrre calore.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – analisi della concorrenza

  • Miglioramento Wi-Fi Milano

    Prosumer-Tech è tornato a visionare la situazione attuale del wi-fi milanese.

    Pochi mesi fa segnalava che la rete wi-fi comunale, più volte annunciata, non era ancora partita ed esisteva solo in alcune aree, come ad esempio in P.le Cadorna e in zona Ortica, dove il Wi-Fi gratuito era stato fortemente voluto e realizzato da Green Geek, un’associazione di professionisti che operano nei vari settori della tecnologia, con lo scopo di diffondere la libera informazione; il libero accesso alla Rete e la crescita culturale in Italia. Ad oggi la situazione a Milano è notevolmente migliorata. Il Wi-Fi a Milano, detto WiMi, nasce dalla collaborazione fra il Comune di Milano ed ATM e permette di essere sempre connessi ai servizi del Comune di Milano e più in generale ai portali di pubblico interesse, senza limiti di tempo, e gratuitamente per un’ora al giorno su tutti gli altri siti.

    La zona coperta dal servizio attualmente si estende tra Cairoli, Duomo e P.zza San Babila (qui la mappa della copertura). E’ un servizio ancora sperimentale ma che prevede una sua estensione a Giugno 2011 nell’area di S.Siro.

    Non dimentichiamoci che alla rete WiMi si affianca la rete degli Uffici Comunali che ci permette di navigare sempre gratuitamente per un’ora all’interno degli edifici del Comune come per esempio all’interno dell’Anagrafe di Via Larga 12, al Museo del ‘900 ecc.

    Prosumer-Tech ha provato entrambe le reti che funzionano molto bene, anche se, ovviamente, essendo due reti differenti hanno due password diverse e non sono in alcun modo segnalate, con cartelli o quant’altro, all’eventuale utente di passaggio.

  • Dimmi che scarpe porti e ti dirò chi sei

    Ballerine, scarpe da ginnastica, stivali o tacchi alti? Quali sono le scarpe che preferisci e che porti più volentieri? Rispondendo a questa domanda non svelate solamente qualcosa a proposito del vostro stile e del vostro look, ma anche del vostro modo di essere. Perché se è vero che non bisogna giudicare un libro dalla copertina, d’altro canto è anche vero che l’abbigliamento è diventato una sorta di mezzo di espressione, tramite il quale possiamo dare sfogo alla nostra personalità. E quando si parla di abbigliamento femminile, una menzione speciale va fatta per le scarpe, l’oggetto del desiderio di ogni donna. I modelli di scarpa sono innumerevoli, e se le donne apprezzano tanto questo accessorio è anche perché permette loro di sbizzarrirsi e personalizzare il proprio look.

    Dimmi che scarpe porti e ti dirò chi sei, dunque! Ovviamente le generalizzazioni sarebbero sempre da evitare, ma scagli la prima pietra chi, facendo la conoscenza di una persona nuova o incontrando un ragazzo potenzialmente piacente non ha fatto cadere l’occhio, oltre che su attributi fisici sui quali è meglio non dilungarsi, anche sulle sue scarpe. Perché una donna stilosa magari inorridisce davanti ad un sandalo infradito portato di sera, mentre una ragazza giovane e sportiva si può tranquillamente far imbambolare dalle scarpe da tennis che fanno tanto bello e dannato. Certo poi le persone bisogna conoscerle, ma è innegabile che la prima impressione che una persona ci fa dipende anche dal suo look.

    Non siete ancora convinte? Provate a passare in rassegna i tipi di calzature indossate dalle vostre amiche, colleghe e conoscenti, e provate a collegare la personalità di ognuna con le scarpe che porta. Probabilmente scoprirete dei fili rossi che legano un tipo di scarpa a un tipo di persona; certo le persone non sono catalogabili in tipi, come invece si potrebbe fare con le scarpe, ma alcune affinità tra le persone che portano gli stessi tipi di scarpe si possono trovare, eccome. C’è la tipa sempre in tacco e scarpe eleganti, la donna romantica legata ad un’idea di femminilità un po’ vecchio stile, che cerca di essere il più possibile curata per sentirsi sempre a proprio agio in ogni occasione; c’è la ragazza in scarpa da corsa – anche se magari non corre – che trasmette agli altri il messaggio: “io alle apparenze non ci tengo”; ma c’è anche un altro tipo di scarpa da ginnastica, quella che alcuni potrebbero definire da centro sociale, il tipo di scarpa preferita dalle ragazze – e dai ragazzi – che vogliono far sapere agli altri di essere degli alternativi – qualsiasi sia il significato di questa parola – che evitano la musica commerciale come la peste e che amano andare ai concerti rock; c’è poi la donna in tacco a spillo, un po’ aggressiva forse, spesso sicura di sé e della propria femminilità. Sicura di voler esprimere la propria femminilità, magari in modo meno sfacciato, è anche la donna con le ballerine, che con scarpe ultrapiatte ma eleganti dà l’idea di una persona che non vuole dare troppo nell’occhio pur non rinunciando ad essere donna. Tutto il contrario della donna truzza, che ovviamente esprimerà la propria personalità con scarpe altrettanto truzze. E poi, in generale, una persona che porta un paio di scarpe molto bizzarre o ipercolorate sarà con tutta probabilità una persona che non ama le convenzioni, viceversa quelle che seguono pedissequamente le mode senza azzardare nulla di minimamente personale potrebbero essere ragazze dai gusti e dai pensieri abbastanza omologati.

    Allora, vi siete riconosciute in uno di questi tipi di scarpa, pardon, di donna?

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – aumentare le vendite

  • Blog Taormina: notizie dalla Sicilia

    Grazie a Blog Taormina ed alla sua interattività, c’è un nuovo punto d’incontro sul web per tutti gli appassionati dell’informazione sempre aggiornata sulle ultime notizie dalla Sicilia e sugli eventi nazionali ed internazionali più importanti.
    Per saperne di più sulla bellissima ed affascinante isola siciliana, oggi c’è Blog Taormina, il quotidiano di informazione online dove è possibile trovare le ultime notizie dalla Sicilia.

  • Consigli per risparmiare: outlet e spacci aziendali

    Abbiamo appena messo nei piani alti degli armadi gli alberi di Natale e si avvicina il momento di recuperare t-shirt e parei e nelle vetrine ci sono già …… per accorgersi che il nostro guardaroba per l’estate è ridotto all’osso, e la cosa non ci rallegra.

    Sono ormai pochine le famiglie che possono largheggiare andando per negozi, ma c’è ancora una via percorribile per fare qualche acquisto: scegliendo i posti giusti.

    E’ ormai da alcuni anni che stanno aprendo, un po’ in tutta Italia, gli outlet e gli spacci aziendali: sono due tipologie di negozio piuttosto diverse fra loro, ma che hanno in comune una cosa importantissima: ci fanno risparmiare!

    Gli outlet propongono di norma prodotti di marca, siano questi capi di abbigliamento, accessori, casalinghi, arredamento o complementi d’arredo, a prezzi scontati (anche del 70%) perché si tratta di articoli della stagione passata o di taglie difficilmente smerciabili o ancora perché fuori produzione o in qualche modo danneggiati o provenienti da esposizioni o sfilate; se si ha quindi un po’ di tempo e pazienza si possono fare davvero grandi affari acquistando prodotti firmati (per chi ci tiene) e comunque di ottima qualità e fattura, a prezzi ragionevoli.

    Gli outlet si trovano un po’ ovunque, nelle città e in provincia e iniziano a fare la loro comparsa persino all’interno dei centri commerciali: possono essere monomarca o raccogliere merci di diverse casa produttrici o essere tanti negozi monomarca raccolti i in un solo “Outlet center”; gli outlet centers sono assimilabili alla galleria di un centro commerciale, su cui però si affacciano solo negozi outlet di firme prestigiose.

    Diverso è il discorso per gli spacci aziendali: storicamente nascono molto prima degli outlet … il mio personale ricordo risale all’infanzia e riguarda lo spaccio di una nota fabbrica di dolciumi milanese che vendeva (e vende tuttora!) i panettoni “sgualciti” o le uova di Pasqua rotte (tanto la sorpresa c’era ugualmente e il cioccolato era buonissimo!). Ora quasi tutte le aziende alimentari di una certa dimensione hanno uno o più spacci, così come molti produttori di casalinghi e prodotti tessili per la casa.

    Lo spaccio però non è prerogativa solo delle grandi fabbriche, infatti molti laboratori artigianali, che siano alimentari, di abbigliamento, accessori o di articoli per la casa vendono anche, o solo, direttamente al pubblico la propria merce; in questo caso si tratta di prodotti molto specifici: guanti o cappelli, camicie o golf in cachemire, cravatte o articoli in cuoio e pelle o ancora mozzarelle, miele, confetture, salumi, oppure candele, soprammobili, giochi e giocattoli); in questi spacci spesso il prezzo non è particolarmente basso, ma si ha la garanzia di un prodotto fresco, genuino, di qualità e spesso anche molto originale!

  • Cessione di un quinto della busta paga..anche per i protestati

    La situazione economica e lavorativa sempre più precaria ha come conseguenza una sempre più crescente mancanza di liquidità e di risparmi, per cui dinanzi ad una spesa improvvisa o comunque necessaria molti si trovano nelle condizioni di chiedere un prestito, restituendolo attraverso piccole rate. Anche soggetti che risultano cattivi pagatori, protestati per insolvenza, possono accedere ad un finanziamento. Le finanziarie, o le banche, per erogare un finanziamento chiedono delle garanzie, ma essere un lavoratore dipendente o un pensionato permette ai cattivi pagatori di ottenere un prestito non finalizzato ( cioè non bisogna motivare la richiesta di denaro ) con cessione del quinto.

    Inoltre i lavoratori impiegati statali e della pubblica amministrazione ed i pensionati Inpdap e Inps, possono chiedere prestiti con cessione del quinto convenzionati, e quindi più vantaggiosi: cercate informazioni online più dettagliate. I prestiti con cessione del quinto sono concessi facilmente, in quanto la busta paga rappresenta una garanzia di rimborso molto alta: le rate mensili convenute ( che non possono superare il valore di un quinto dello stipendio o pensione ) vengono trattenute direttamente dalla busta paga dallo stesse ente per cui si lavora, che provvederà a versarle alla società finanziaria. Ugualmente avviene se si è pensionati: la garanzia è data dalla pensione, da cui le rate di rimborso verranno detratte automaticamente. Per legge nessuna azienda o ente può rifiutare di rimborsare un prestito attraverso cessione del quinto. Quindi anche protestati o cattivi pagatori, purchè dipendenti o pensionati, possono avere un prestito con cessione del quinto; questa possibilità non è comunque preclusa per i protestati lavoratori a tempo determinato o del settore privato. Per conoscere a quali condizioni anche questi ultimi possono ottenere un prestito con cessione del quinto fate una ricerca mirata in internet: in genere vengono chieste garanzie aggiuntive, come polizze personali o il TFR maturato e/o altro ancora.

    Online, oltre a queste informazioni, potete richiedere direttamente il prestito, abbattendo alcune spese e riducendo i tempi di erogazione.Purtroppo spesso si diventa cattivi pagatori non per proprio volere ma perché subentrano altri problemi, come la perdita del lavoro o ulteriori spese non preventivate, ma potete regolarizzare la vostra posizione in qualunque momento, pagando i debiti in sospeso e chiedendo al Crif la cancellazione dal registro: info online per cessione quinto stipendio cattivi pagatori.