Categoria: Attualità e Società

  • La dieta del gelato per essere in forma per l’estate!

    Novità in campo di strategie alimentari : la dieta del gelato. Addio a la dieta a zona, a quella mediterranea, a quella metabolica, addio agli integratori muscolari, alimentari e vitaminici, addio al sacrificio per la perdita di peso. Attraverso la dieta del gelato è possibile coniugare peccati di gola e prova costume, un sogno diventato realtà. Questa strategia alimentare è oggi una delle più raccomandate dai dietologi, soprattutto nel periodo estivo, perché se eseguita in modo corretto non comporta grandi sforzi e quindi non interferisce sull’umore e sui suoi cambiamenti. È la dieta ideale per tutte coloro che preferiscono il dolce al salto.

    Il principio di questa dieta si basa su un’ unica e semplice regola: la colazione deve prevedere cereali, frutta e yogurt e il pranzo invece, una bella coppa di gelato di circa 200 grammi. La cena diventa il pasto integrante, cioè il pasto in cui si devono integrare i carboidrati, le proteine, i minerali che durante il giorno non sono stati assimilati. Il consiglio dei dietologi, inerente al pasto serale, è quello di optare per riso o pasta e verdure, legumi, carne o pesce. Come ogni altra dieta, anche quella del gelato, necessita la compensazione tra i nutrienti.

    Informazione importante per chi decidesse di provare questa dieta : va seguita a settimane alternate. Per sette giorni si sostiene il regime alimentare basato sul gelato e gli altri sette invece un regime alimentare leggero. Questa è una buona soluzione per vedere scendere l’ago della bilancia, mantenendo sempre un umore al top.

    Quale è il gelato migliore da inserire nella dieta? Non c’è una gelato migliore e uno peggiore, ma esistono gusti più calorici ed altri meno. La differenza quindi la fa la composizione. I gusti di gelato più calorici sono quelli alla crema con base di latte e uova; quelli più leggeri e ricchi di vitamine sono quelli alla frutta. Leggeri e poco calorici ma non varia il fatto che 100 grammi di gelato alla frutta hanno un apporto che va dalle 150 alle 300 calorie. È per questo motivo che i dietologi consigliano tale dieta perché una coppa di gelato sostituisce un pranzo. Se nell’arco della giornata, soprattutto agli inizi, sentite un certo brusio di stomaco, sappiate che potete metterlo a tacere con spuntini a base di granita o di un biscotto.

  • Crisi del settimo anno: addio!

    Le coppie italiane scoppiano già dopo 12 mesi

    Passione, emozione, batticuore, il primo anno di matrimonio dovrebbe rappresentare il coronamento dell’amore eterno, l’inizio di un cammino insieme lungo una vita intera ed invece sempre più spesso i 12 mesi, dopo il fatidico “si”, si rivelano i più difficili ed apparentemente insormontabili per la maggior parte dei neo sposini. Secondo un sondaggio del club per single di Eliana Monti il 39% dei single ritiene che le cause di divorzio maggiori vadano ricercate nei problemi che fanno scaturire la crisi durante il primo anno di matrimonio.

    “Un tempo la crisi colpiva i giovani sposini nel settimo anno”, spiega Eliana Monti, fondatrice dell’omonimo Club per Single, “oggi sempre più spesso le coppie prendono la decisione di separarsi nel corso dei primi 12 mesi di convivenza dopo il si. Anche quando il divorzio non avviene così repentinamente gli strascichi dei problemi irrisolti, nel primo anno, vengono considerati la causa delle separazioni future, come se il principio della vita a due fosse la cartina di tornasole della durata di una relazione”.

    Ma perché le coppie scoppiano già dopo il primo anno? E soprattutto come si possono superare gli screzi che nascono all’alba del matrimonio? Secondo gli esperti del Club per Single la scarsa capacità di capire l’altro è tra i primi motivi che generano i litigi e portano alla crisi. L’essere troppo presi da se stessi porta a mal gestire la relazione o comunque a non essere predisposti a fare un passo indietro per far spazio al partner.

    “I primi mesi di matrimonio per le coppie sono un duro test, spiega Eliana Monti, si passa dall’essere uno, individuo con la propria identità a divenire coppia, progetto, unione; la visione della vita dovrebbe cambiare e l’egoismo lasciare spazio all’amore inteso come progettualità comune, incontro delle diverse esigenze, accondiscendenza almeno in parte verso il partner, ma non sempre questo avviene.”

    Tra i motivi che fanno scoppiare la neo-coppia, secondo gli esperti del Club per Single c’è di sicuro l’invadenza dei genitori, in particolare delle suocere che non aiutano con i loro interventi a trovare l’equilibrio nel rapporto; diviene importante, quindi, appena convolati a nozze, allontanarsi dalle famiglie d’origine, che seppur in buona fede e piene d’amore causano non pochi litigi.

    “Sposarsi vuol dire anche crearsi una propria famiglia, commenta Eliana Monti, ma non sempre è facile staccarsi dal nido, lasciare i genitori e concentrarsi solo ed esclusivamente sui progetti futuri a due. Rimanere ancorati ad un passato da figlio può generare malumori con il partner talmente evidenti da sfociare in una separazione repentina; ecco perché una giusta distanza aiuta la donna a diventare matura e l’uomo a farsi carico del ruolo di marito.

    Infine secondo gli esperti del Club per Single è da tenere a mente che, soprattutto nei primi mesi, una unione deve essere protetta da tutto ciò che esiste al di fuori della coppia: lavoro, routine, problemi con parenti.

    “La coppia deve essere una isola felice in cui rifugiarsi per ritrovare la pace e la serenità, conclude Eliana Monti, difenderla e tutelarla dal logorio del tempo è una lezione che va imparata da subito, per evitare la crisi del primo anno… ed arrivare almeno al settimo!”.

  • CIRILLO MARCOLIN ELETTO ALLA PRESIDENZA DI ANFAO E MIDO PER IL PROSSIMO BIENNIO 2011-2013

    Milano 8 Luglio 2011 – È stato eletto ieri sera nel corso dell’assemblea dei soci, tenutasi a Belluno, il nuovo Presidente di Anfao e di Mido, Cirillo Marcolin che succede al Cavaliere del Lavoro Vittorio Tabacchi. Contestualmente sono stati rinnovati anche il consiglio direttivo di Anfao e il CdA di Mido.

    Cirillo Marcolin, che da quest’anno, e per i prossimi 2 anni è anche Presidente di Fiamp, Federazione Italiana Accessorio Moda e Persona, è un veterano del settore, avendo già ricoperto la duplice carica in ANFAO e MIDO dal 2003 al 2007. Marcolin non si è comunque mai allontanato dall’attività associativa: dal 2007 come Past President ha partecipato attivamente alla definizione dei programmi associativi e nell’ultimo anno, come vicepresidente Anfao, ha anche assunto la delega a Mido, Mostra Internazionale di Ottica, Optometria e Oftalmologia, la più importante fiera dedicata al mondo dell’occhialeria, in agenda a Milano nel mese di marzo (nel 2012 dall’11 al 13).

    Marcolin ha ora accettato di assumere la doppia Presidenza di Mido e ANFAO, spinto dal grande entusiasmo che da sempre lo lega al settore. L’unione delle due cariche si colloca, da tempo, all’interno di un disegno d’integrazione strategica volta a garantire una maggiore sinergia tra le due funzioni, al fine di permettere all’intero settore di essere più flessibile e determinato nell’attuazione dei propri piani.

    Pur inserendosi in un percorso di continuità, il cambio al vertice vuole dare una ulteriore spinta ai programmi perseguiti in questi anni «In quest’ultimo anno e mezzo, grazie all’impegno del mio predecessore, con il quale ho lavorato a stretto contatto in qualità di vice presidente Anfao con delega a Mido, penso di avere contribuito ad ottenere risultati veramente importanti per l’intero settore», ha affermato il neoletto presidente Marcolin. «Per questo proseguirò con rinnovato slancio su questa strada volta a salvaguardare l’unicità del nostro settore, frutto di un know-how impareggiabile, mix di qualità e sperimentazione, tradizione e innovazione, che ci ha reso unici nel mondo e che ha fatto sì che l’occhialeria sia il settore di punta del made in Italy, in quanto esprime le indiscusse aziende leader a livello mondiale. Ritengo estremamente importante promuovere questa eccellenza sui principali mercati internazionali, con una decisa azione di sostegno, con l’organizzazione di eventi volti ad illustrare la creatività italiana, evidenziandone la storia prestigiosa, dalle origini alle ultime tendenze, e in generale con iniziative di comunicazione sui concetti chiave del comparto, creando attenzione e cultura sull’occhialeria italiana».

    L’azione di Anfao sarà, inoltre, supportata, da un’attività di dialogo costante con le istituzioni e con le associazioni di categoria affini per portare avanti le proprie istanze che mirano a rilanciare la produzione italiana sul mercato interno ed internazionale.

    Oltre a proseguire il suo intenso programma come Presidente di EUROM, il Presidente uscente, Cav. del Lav. Vittorio Tabacchi nella veste di Past President manterrà la delega alle attività di Commissione Difesa Vista, che ha gestito negli ultimi 4 anni con grande spirito di iniziativa, e ai rapporti istituzionali.

    Con le presidenze di FIAMP e di EUROM, il settore occhialeria conferma quindi la propria preminenza a livello nazionale e continentale, un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale.

    L’assemblea ha inoltre eletto 4 vicepresidenti di Anfao con specifiche deleghe operative, oltre al Vicepresidente e Past President Vittorio Tabacchi sopra citato:

    · Maurizio Dessolis di Derigo Vision con delega alle grandi imprese

    · Callisto Fedon della Giorgio Fedon e Figli con delega a Certottica e marketing associativo

    · Paolo Pettazzoni di Optovista con delega al gruppo lenti e rapporti con la distribuzione italiana

    · Renato Sopracolle con delega alle piccole imprese e distretto

    L’Assemblea ha dato vita al nuovo consiglio direttivo ANFAO, con la nomina di 10 consiglieri:

    · Elena Berton di Arlecchino

    · Paolo Cannicci di Sover

    · Carlo Costan Dorigon di Gatto Astucci

    · Antonio De Silvestro di Diesse

    · Claudio Francavilla di Luxottica

    · Lucio Lozza di Allison

    · Paolo Seminara di Italian Style

    · Andrea Valmassoi di Trevi Coliseum

    · Gianni Vetrini di Barberini

    · Giovanni Vitaloni di Nico Design

    Il CdA Mido sarà composto dai seguenti consiglieri, oltre al già citato Presidente Cirillo Marcolin:

    · Nicola Del Din di Pramaor

    · Salvatore Galvano di Lastes Group

    · Cristiano Milone di Mirage

    · Enrico Tormen di Look Occhiali

    Per quanto riguarda l’affidamento di altre deleghe:

    · Paolo Cannicci è delegato all’internazionalizzazione

    · Enrico Tormen è delegato all’area tecnico-normativa

    · Giannino Lorenzon è delegato alle relazioni industriali e affari sociali

  • Il truccatore, l’artista del maquillage

    Truccarsi e imbellettarsi è un’operazione quotidiana, compiuta dalle donne di tutto il mondo in modo abituale. Ma il semplice trucco usato ogni giorno dalle donne è solo una parte dell’universo del maquillage, un universo che comprende moltissimi sottogruppi e che è fatto anche di professionisti che per diventare tali hanno dovuto frequentare una scuola di trucco ad hoc e che grazie a passione, esperienza, bravura e impegno sono diventati dei veri e propri artisti (non a caso i truccatori professionisti sono anche chiamati make up artist).

    L’abitudine di truccarsi, per motivi religiosi, culturali o semplicemente estetici, risale alla notte dei tempi ed era in uso anche presso antiche popolazioni (basta pensare agli Egiziani); al giorno d’oggi l’arte del make up è declinata in diversi modi. I truccatori professionisti, attivi in diversi ambiti, prestano i propri servigi al mondo del cinema, dell’arte, della televisione, della moda e della fotografia, e il loro lavoro è spesso riconosciuto anche tramite prestigiosi premi, come accade per esempio durante la notte degli Oscar di Los Angeles, il maggiore evento per quanto riguarda il mondo del cinema: accanto agli attori, ai registi e agli altri professionisti del settore che durante la serata vengono premiati dall’academy, ricevono la preziosa statuetta anche quei make up artist che si sono particolarmente distinti nella lavorazione di un dato film, contribuendo in parte al successo stesso del film. Ci sono film, infatti, nei quali la componente del make up, insieme a quella degli effetti speciali, è davvero fondamentale: basta pensare a quelle pellicole nelle quali gli attori vengono invecchiati per esigenze di copione, o ancora ai film fantascientifici o in costume, per i quali le fattezze delle star devono subire delle modifiche. In tutti questi casi, ma anche in tutti gli altri tipi di pellicole, è necessario affidarsi al lavoro di un esperto che abbia frequentato un corso trucco professionale e che sia in grado di ottenere l’effetto richiesto dal regista.

    Stesso discorso vale anche per la televisione, ambito in cui il lavoro del truccatore professionista è fondamentale per permettere alle star e alle starlette televisive di apparire al meglio (e vedendo le foto di alcuni personaggi famosi al naturale, senza un filo di trucco, si capisce subito come a volte la mano del make up artist possa fare miracoli), e ancora di più per il teatro. Come accade per il cinema, anche in ambito teatrale, per esigenze di copione, l’aspetto degli attori deve cambiare, e il lavoro del truccatore in questo senso è veramente essenziale, tanto più che a teatro non esistono filtri né la possibilità di usare effetti speciali o altri artifizi che permettano di modificare le fattezze degli attori. Opere teatrali e musical come Notre-Dame de Paris o Cats, giusto per fare qualche esempio, devono parte del proprio successo all’opera dei truccatori, che dopo aver frequentato un corso trucco teatrale sono in grado di lavorare in questo settore con competenza.

    La lista degli ambiti nei quali il lavoro del truccatore professionista è necessario è davvero infinita, e comprende anche la fotografia, il body painting e molti altri tipi di espressione artistica. Il make up, insomma, non è solo un trucco (scusate il gioco di parole) per farsi più belle, ma è una vera e propria forma d’ arte.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – motori di ricerca

  • Crisi nel mercato pubblicitario; il web va controtendenza

    Anche per le società che si occupano della promozione di eventi, aziende o attività è arrivata, puntuale, la crisi.

    Lorenzo Sassoli De Bianchi, presidente dell’UPA (Unione Pubblicità Associati), nel corso di una conferenza stampa indetta per presentare l’andamento del mercato e le proiezioni previste per la fine del 2011, ha elencato dei numeri che non ammettono repliche; tutti in negativo, con una sola eccezione.

    Radio, affissioni pubbliche e cinema calano del 7%, i quotidiani del 3%, i periodici del 2,5%.

    Anche la televisione, che comunque rimane indiscutibilmente leader del settore pubblicitario con oltre il 51% d’investimenti complessivi (4,8 miliardi di euro sui 9,3 totali), registra una perdita di 1,5%.

    La mosca bianca è ovviamente internet, che prosegue la sua crescita (18% in più) grazie anche a nuove forme comunicative; servizi di direct marketing, nuove forme di display advertising, gestione concorsi a premi.

    I concorsi a premi in particolare stanno diventando sempre più richiesti dalle aziende, per merito della possibilità di utilizzare canali comunicativi differenti. Telefonia fissa o mobile, videotelefoni, web o sms; la promozione può essere impostata in base alle preferenze dell’utenza che si desidera raggiungere, anche attraverso sistemi integrati.

    Le vincite possono essere istantanee o prevedere un’estrazione finale e si possono impostare dei sistemi di controllo georeferenziati, in grado di fornire statistiche preziose per l’azienda.

    È importante però mantenere il giusto livello di controllo dei dati personali; col crescere della pubblicità su internet aumentano anche le proteste degli utenti che vedono invasa la propria privacy e il confine tra un servizio prezioso per l’azienda e uno negativo è estremamente labile.

  • Case in legno, dubbi e perplessità per un’abitazione all’avanguardia

    Nonostante ciò sempre più numerose sono le aziende italiane che trattano questi prodotti e che propongono non solo delle abitazioni efficienti ma anche delle Case prefabbricate in legno in grado di soddisfare ogni esigenza dal punto di vista delle abitazioni di qualsiasi tipo.

    La case in legno infatti sono case che possono essere utilizzate in tutte le zone del territorio italiano, non sono quelle montane dove comunque trovano la loro massima diffusione.

    Ma quali sono i reali vantaggi di queste abitazioni se confrontate con quelle normalmente utilizzate in cemento e mattoni?! Beh, innanzitutto bisogna considerare i diversi versanti in cui si sviluppano queste differenze. Il primo senza ombra di dubbio è quello energetico.

    Le Case in legno su misura sono molto più efficienti delle normali abitazioni in quanto per loro natura hanno delle peculiari caratteristiche che ottimizzano il consumo di energia.

    Il legno lamellare utilizzato per costruire le varie parti dell’abitazione infatti ha una prestazione molto efficiente e funzionale dal punto di vista energetico visto che il suo potere isolante è molto alto e la sia resistenza a scosse sismiche o incendi è molto più elevata se paragonata a quella delle normali case in cemento.

    Altro versante in cui le case in legno sembrano essere vincenti è sicuramente quello che concerne la funzionalità.

    Queste case infatti vengono elaborate sulle esigenze dei singoli clienti che possono scegliere ogni singolo dettaglio per poi essere costruite in maniera pedissequa al progetto diventare “l’abitazione perfetta”. Il fatto di essere prefabbricate inoltre è sicuramente un plus di queste abitazioni che permette di costruirle in poco tempo e con il minimo dispendio di energia e tempo da parte del personale apposito.

    Il punto di vista della sicurezza inoltre è completamente equiparabile a quello delle normali abitazioni: per costruire una casa in legno infatti sono necessari appositi permessi per l’edificazione e piattaforme sulle quali posizionare le varie parti della Casa in legno prefabbricata che in molti casi hanno già integrato all’interno delle pareti impianti che si vanno comporre in maniera completa durante la fase di montaggio.

    Ovviamente necessario è però, ma questo anche per le normali case, appoggiarsi ad un’azienda con le adeguate certificazioni del caso che permettano di riporre la piena fiducia sotto tutti i punti di vista su chi effettuerà la costruzione della casa.

    Molti sono inoltre gli optional che possono essere installati in questo tipo di abitazioni per renderle ancora più confortevoli e adattarle in particolar modo alla zona in cui si va ad installarle, perché ormai le abitazioni prefabbricate non hanno nulla a che invidiare alle normali case, anzi, in molti casi si presentano come la soluzione adatta per arginare rischi quali quelli sismici come ha evidenziato la scelta di costruire queste case nelle zone colpite dal sisma all’Aquila.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Promozione turistica

  • Frongia Lisiapp , oramai emergenza insostenibile nelle strutture penitenziarie italiane.

    «Ormai abbiamo raggiunto il limite della capienza tollerabile», lancia
    l’allarme Franco Ionta, capo dell’amministrazione penitenziaria: che
    vuol dire 69 mila detenuti distribuiti in 206 strutture. Carnai, più
    che istituti di rieducazione e pena: sei, anche sette, reclusi per
    cella delimitano uno scenario da Terzo Mondo, in cui vengono
    calpestati i più elementari diritti della persona e le precarie
    condizioni per il personale di polizia penitenziaria. Il sistema
    penitenziario italiano è irrimediabilmente finito in un vicolo cieco:
    «Con l’amnistia o con l’indulto molta gente potrebbe abbandonare le
    celle, però se non ci sono strumenti di accompagnamento e recupero
    effettivo queste persone in carcere ci tornano di nuovo», è l’analisi
    di Ionta.
    Non tutti ce la fanno a reggere una situazione abbondantemente oltre i
    limiti della sostenibilità: 30 i suicidi di detenuti nei primi sei
    mesi del 2011 dati forniti dal dap.
    Inoltre afferma il Dr. Luca Frongia segretario Generale agg. del
    Lisiapp della polizia penitenziaria, a questi dati si aggiungono
    quelli di numerosi agenti (l’ultimo, un 35enne di Cirò Marina in
    servizio presso II.PP. di parma, si è tolto la vita il 2 luglio
    scorso), che non si conoscono le effettive motivazioni ma di sicuro
    non attraversava un momento felice. «Le strutture penitenziarie sono
    diventate delle realtà molto complesse e faticose», ammette il capo.
    A questo sottolinea il Segr.Gen. agg. Lisiapp , condividiamo il grido
    d’allarme del capo del Dipartimento, ma allo stesso tempo auspichiamo
    un suo incisivo intervento sugli organi politici , affinchè si possa
    almeno ridurre il taglio lineare che si sta eseguendo in queste ore a
    fronte della manovrina che riguarderà anche il comparto giustizia e
    inevitabilmente anche il sistema penitenziario già stremato è
    riversato sui sacrifici istituzionali degli agenti della polizia
    penitenziaria.
    A questo conclude Frongia, anche se in modo bipartisan viene chiesto a
    gran voce il provvedimento di amnistia da parte della politica ma
    anche dal mondo della società civile, e d’obbligo chiedersi se tutto
    ciò che un provvedimento come l’amnistia possa portare non servirà
    cioè a nulla se non si vorranno eliminare gli effetti nefasti di leggi
    come quelle che mandano in carcere i tossicodipendenti o i
    clandestini. Non servirà se non si deciderà di imboccare con decisione
    la strada delle pene alternative. Non servirà se i parlamentari
    italiani che condividono l’allarme per questa situazione non vorranno
    far seguire coerenti atti formali alle loro dichiarazioni.

  • Lavoro autonomo?! Si, ma in franchising!

    Il mondo dell’imprenditoria da sempre e per sua definizione equivale a rischio. Il fallimento, la crisi e molte altre variabili sono sempre in agguato ma se ci si sente in grado di poter gestire una propria attività ma non si è pronti a correre tutti questi rischi che si fa? Si rinuncia?! No di certo, si sceglie il franchising Il franchising, parola inglese usata per definire l’affiliazione commerciale, infatti offre numerose possibilità di lavoro sia per la varietà di settori di cui si può entrare a far parte sia per le garanzie che questo può offrire. Un esempio?! Basta pensare alle possibilità di fallimento. Con un’azienda propria, e di questi tempi ancora di più, è difficile riuscire ad avere delle garanzie da questo punto di vista, ci sono sempre molti rischi in particolare quando ci si vuole inserire in contesti molto competitivi. Con il franchising queste tipologie di rischio sono quasi del tutto annullate in quanto ci si appoggia ad una rivenditore, il franchisee, il più delle volte affermato che può limitare i rischi di fallimento o di insuccesso del singolo. Il tutto con un investimento nettamente inferiore alla normale richiesta necessaria per far partire un’attività.

    Inoltre i vantaggi del franchising possono essere rintracciati anche sotto altri aspetti che spaziano rispetto a quello dell’investimento iniziale. Innanzitutto la pubblicità e tutto il piano marketing. Facendo un esempio: quando si parla di abbigliamento lanciare un negozio sul mercato richiede oltre che un investimento molto cospicuo anche una grande pazienza per vedere i primi risultati. Con il franchising il ritorno dell’investimento invece risulta essere e non immediato, quasi. Si perché affidandosi ad un grande marchio di distribuzione infatti si ha anche accesso a tutte le possibilità del mercato su larga scala e alla consulenza franchising, dalla programmazione marketing, alla pubblicità fino ad arrivare a particolari espositori o arredo per il negozio. Ma è soprattutto dal punto di vista dei clienti che si può notare la differenza. Con il franchising infatti si ha a disposizione una folta platea di clienti già fidelizzati, che conoscono il marchio e che lo hanno reso un marchio affermato che ispira fiducia e….riconoscibile in ogni momento e in ogni luogo.

    Fermo restando anche il principio cardine del franchising che vede ogni rivenditore singolo un concessionario esclusivo per quella particolare zona geografica garantendo una concorrenza leale con altri marchi ma non tra rivenditori del medesimo. Quindi in definitiva con l’aprire un franchising si ha la garanzia di una crescita molto più veloce di quello che è il business in sé, che garantisce un ritorno dell’investimento ma anche un lavoro autonomo e gestibile direttamente dalla persona che decide di diventare franchisor. Un pregio non da poco se si considera che questo vuol dire non dover sottostare quotidianamente alla volontà di una altra persona ma, al contrario, avere degli ottimi strumenti e doverne gestire l’utilizzo!

    Moltissime sono le opportunità per investire in questa direzione qualsiasi sia il vostro campo di interesse. Si spazia infatti dal make up alla tecnologia per non dimenticare bar e pubblici esercizi di ristorazione che sono dei veri e propri ristoranti gestiti in questa maniera. Non resta che scegliere…e mettersi in gioco!

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Pay per click advertising

  • Case Ancona – Per il settore immobiliare è ancora crisi

    Case Ancona. Il futuro del settore immobiliare sarà molto molto negativo, Paolo Buzzetti presidente dell’associazione costruttori che ha presentato l’Osservatorio conginturale assieme al vicedirettore generale Antonio Gennari dichiara “Con l’ulteriore caduta del mercato del 4% nel 2011 e del 3,2% nel 2012, l’anno prossimo torneremo ai livelli di produzione edilizia del 1994. Ci mangiamo 18 anni di crescita in questo modo”. La cassa integrazione è cresciuta negli ultimi anni dai 40 milioni di ore annue del 2008 ai 100 milioni del 2010, ed anche nel 2011 ha segnato un’ulteriore crescita del 10,8% nei primi cinque mesi. Molto aziende sono in estrema difficoltà ed ad aggravare la situazione c’è anche il ritardato pagamento delle pubbliche amministrazioni che oramai pagano i loro debiti con una media di 114 giorni con punte di 18-24 mesi. Le previsioni sono queste: -5,9% per le nuove costruzioni, -9,7% per le opere pubbliche, -4,3% per il non residenziale privato, nel giro di quattro anni il mercato del nuovo residenziale ha perso il 35,5% degli investimenti. Nel 2012 è prevista un’altra bordata con il -5,3% nel mercato del nuovo residenziale.

  • Abbigliamento uomo: cosa indossare quest’estate

    Siamo ormai in piena estate ma le mode e le tendenze continuano a cambiare, quindi sempre bene tenere gli occhi aperti per non sbagliare. Un avvertimento, questo, che riguarda anche gli uomini i quali da qualche anno a questa parte si dimostrano molto attenti al proprio look.Quali sono quindi le tendenze per l’abbigliamento uomo per questa stagione estiva?Tra i must c’è certamente il ritorno prepotente delle righe, già da qualche anno ritornate in voga, e che quest’anno si associano ad uno stile tipicamente nautico capace di coniugare il casual e lo chic. Tra le tinte maggiormente di moda c’è certamente il blu, ma per chi ama i colori vivaci largo al rosa aragosta, al bianco al giallo limone. L’effetto nautico sarà infatti ottenuto grazie alle righe che spopoleranno su polo e t-shirt, richiamandosi a quel look tanto amato da Picasso. Ma il ritorno delle righe e del look marinaro non è la sola novità per l’estate.Tra i colori, infatti, quello che dominerà i mesi estivi sarà certamente il blu nelle sue più svariate sfumature che andranno a rivestire non solo giacche e pantaloni, ma anche t-shirt, scarpe ed accessori. Per quanto concerne invece i capi di abbigliamento, uno dei trend di questa estate saranno i bermuda, gli shorts e i pantaloncini corti che potranno essere indossati anche di sera o nelle occasioni più formali. Si perché la moda vuole i bermuda abbinati a qualsiasi altro capo, dalle semplici e sportive t-shirt alle camice, un abbinamento questo che rende i pantaloncini adatti anche alle serate. E di bermuda sulle ultime passerelle se ne sono visti parecchi, in quanto sono stati proposti nelle collezioni dei maggiori stilisti; da Dolce & Gabbana a Salvatore Ferragamo, passando per Trussardi e Corneliani. Per quanto concerne le scarpe il must dell’estate saranno le classiche stringate che si sostituiscono ai sandali e ai mocassini.