Categoria: Arte e Cultura

  • 2013 IPA International Photography Awards

    Los Angeles, 18/09/13 – A distanza di un anno, dopo la brillante affermazione del 2012, Karim Carella emergente fotografo italiano fine art, bissa il successo della passata edizione, ricevendo quattro mezioni d’onore all’ undicesima edizione dell’ International Photography Awards (IPA 2013) nelle categorie “Architecture historic”, “Architecture bridges” e “Fine Art landscapes.”

    Il fotografo italiano si è imposto in breve tempo all’attenzione del mondo dell’arte fotografica grazie ad una ricerca di stile del tutto personale che ha portato a una coerenza formale che ha come punti fermi il bianco e nero e il formato quadrato. Accanto a questi, nelle sue opere ricorrono elementi come: il minimalismo compositivo, le lunghe esposizioni e i contrasti accentuati.

    “Anche se le menzioni d’onore ricevute in questa edizione eguagliano in numero quelle del 2012, personalmente ritengo che il risultato di quest’anno abbia un peso specifico superiore” ha affermato il fotografo. “All’edizione 2013 ho presentato in concorso tre scatti singoli e, per la prima volta, un intero progetto fotografico ‘PHOENICIAN FISHING’ premiato e riconosciuto tra i più meritevoli nella categoria ‘Architecture historic’.
    Ne sono particolarmente orgoglioso perchè, anche se solitamente non rivelo i luoghi scelti per i miei scatti, in questo caso posso dire che è un progetto al quale tengo molto perchè riguarda la mia terra d’origine” ha concluso l’artista.

    Il progetto ‘Phoenician fishing’ è stato realizzato nella seconda metà del 2012 e, come tutta la produzione fotografica di Karim Carella è un progetto fotografico in bianco e nero ed in formato quadrato. Gli scatti selezionati dall’artista sono complessivamente 24 e possono essere visti sul sito dell’autore al link sotto riportato:

    http://www.karimcarella.com/index.php/it/galleries/phoenician-fishing.html

    Karim Carella Contatti:
    [email protected]
    www.karimcarella.com
    www.facebook.com/photokappa
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    IPA Contatti
    Jade Tran
    Competition Director
    International Photography Awards
    [email protected]

  • Dralion arriva in Italia

    Dal 8 al 10 novembre e dal 15 al 17 novembre presso il Palalottomatica di Roma tornerà a gran richiesta il Cirque du Soleil, con lo spettacolo Dralion. Lo spettacolo è una contaminazione tra l’approccio multidisciplinare tipico del Cirque du soleil e la tradizione delle acrobazie cinese, che ha un background di 3000 anni. Il nome dello spettacolo Dralion deriva da due figure rappresentative il Drago ed il Leone che sono rispettivamente il simbolo dell’Est e il simbolo dell’Ovest. Nello spettacolo prenderanno vita i quattro elementi che governano la natura e ad ognuno verrà assegnato un colore rievocativo: l’aria sarà rappresentata con il blu, l’acqua di verde, il fuoco di rosso e la terra di ocra. Nelle vie dove negli anni ’50 padroneggiava la Dolce Vita raccontata dal regista Fellini, in queste strade ricche di storia c’è l’Hotel Caprice,un hotel roma centro 3 stelle. La struttura è stata ristrutturata e si presenta oggi come un hotel elegante dalle contaminazioni orientali. La tipologia delle camere si suddivide in standard, piccole e raffinate, in superior, chic e con elementi di arredo di design, e in Junior suites, da comodi spazi e sono l’emblema di uno stile moderno-romantico. Nelle vie del centro tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna c’è il b&b lusso roma Suite Valadier. La struttura dispone di suites arredate in stile minimal-chic, arredate con la massima cura e la massima attenzione ai dettagli, i materiali usati sono pregiati. C’è l possibilità di scegliere la camera superior Bamboo, dotata delle soluzioni più all’avanguardia nel settore della tecnologia. La strutture citate fanno parte del Gruppo Valadier che ha creato un blog “HelpinRome” per avvisare i propri clienti e non solo sugli eventi a Roma da non perdere.

  • Roma is music al Salone Margherita

    Il nuovo spettacolo di Elena Bonelli, attrice di straordinario carisma scenico, è frutto dei successi ricevuti nelle più grandi metropoli mondiali con il suo spettacolo “Roma in the world” accompagnato dalle più prestigiose orchestre sinfoniche del mondoTorna ora, nel suo appuntamento annuale, in una nuova versione cosmopolita, al Salone Margherita, storico tempio della romanità.

    In questa nuova edizione 2013, la Bonelli con il suo Enseble racconta la Roma di ieri e di oggi con uno spettacolo arricchito di caratteri internazionali e suggestivi scenari, fruibile da un pubblico eterogeneo. Un viaggio di 1 ora e mezzo attraverso le più belle canzoni della tradizione, riproponendo i suoi classici con sonorità provenienti dal mondo: “Chitarra Romana” diventa così un fado portoghese, “Sinno’ me moro” un appassionato canto andaluso, “Vecchia Roma” un’elegante chanson parigina, “Roma nun fa la stupida” uno swing incalzante da musical di Brodway, fino ad arrivare ai compositori contemporanei: filo conduttore un’elegante veste sinfonica data dagli splendidi arrangiamenti del maestro Pippo Caruso.

    “L’artista recita e canta con forte carica emotiva in nome di Roma (Il Messaggero) due ore di emozioni e non facili stornellate (La Repubblica) mattatrice e … nuova icona della romanità (Tg1 Rai) interprete con bella voce e grinta da vendere (L’Espresso) E nel mondo…El publico apreciò el immenso talento de esta artista (ABC Paraguay)”

    Il suo ultimo spettacolo ha potuto contare un parterre di giovanissimi che si sono divertiti apprendendo pagine di storia della musica e dello spettacolo così Elena Bonelli si rende di nuovo disponibile per avvicinare anche i più piccoli al teatro dei “più grandi”.

    Infatti tutti i bambini al di sotto dei 15 anni accompagnati da almeno un adulto potranno assistere allo spettacolo a titolo completamente gratuito.

    Una splendida iniziativa per andare a teatro con tutta la famiglia.

  • INTERVISTA ALL’ARTISTA FRANCESCO PEZZUCO SULLA MOSTRA DI AMANDA LEAR PRESSO LA GALLERIA CIVICA CAVOUR ORGANIZZATA DAL MANAGER SALVO NUGNES

    L’artista Francesco Pezzuco rilascia un’intervista in occasione della mostra collettiva con Amanda Lear, organizzata dal manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter presso la galleria Civica Cavour la quale è stata inaugurata con grande successo, mercoledì 11 settembre 2013.

    1) QUANDO NASCE LA SUA PASSIONE PER L’ARTE?

    Ho iniziato nel 1986 a formulare le prime composizioni con un primo accenno al materico sviluppando una tecnica del tutto particolare simile all’affresco. Lo speciale effetto cromatico che ne risultava rendeva erotico lo sguardo delle figure nel quadro. Negli anni poi sono riuscito ad affinare questa tecnica.

    2) UNA RIFLESSIONE SUL CONCETTO DI ARTE?

    L’uomo, diversamente dagli altri animali, ha il senso dell’arte. Trovo che l’arte consenta all’uomo di elevarsi, l’arte è un dono che ci salverà. Ma altresì ritengo che l’arte possa esser un mezzo di denuncia sociale che mi consente di affrontare temi che mi stanno a cuore.

    3) QUALI SONO LE PRINCIPALI FONTI D’ISPIRAZIONE DELLA SUA VOCAZIONE ARTISTICA?

    La Natura è la mia prima fonte di ispirazione, e anche l’uomo, visto però come deturpatore della bellezza della Natura. L’uomo dovrebbe rendersi conto che la Natura è importantissima e cambiare atteggiamento nei suoi confronti trattandola con rispetto. Io sento molto questi temi e ritengo giusto, con la mia arte, cercare di sensibilizzare la gente riguardo agli scempi che abbiamo compiuto in passato e che continuiamo a fare, purtroppo. Nell’ultimo periodo sto lavorando alla Figura Umana vista però in maniera molto complessa nella sua multi identità.

    4) CHI SONO I GRANDI MAESTRI DELL’ARTE ANTICA E/O CONTEMPORANEA CHE PREFERISCE? HANNO INFLUENZATO IN QUALCHE MODO LA SUA RICERCA STILISTICA?

    Tra gli artisti che preferisco: il tedesco Joseph Beuys, gli artisti degli anni 50, l’arte concettuale, Burri, Pistoletto. Quando sono in fase creativa però, ho una necessità interiore talmente forte di esprimermi al meglio che preferisco isolarmi. Evito di visitare mostre che potrebbero influenzarmi, preferisco confrontarmi con altri artisti solo a mostra ultimata.

    5) È COMPIACIUTO DELLA PRESTIGIOSA MOSTRA COLLETTIVA A CUI PARTECIPA, PRESSO LA RINOMATA GALLERIA CIVICA CAVOUR A PADOVA, UN IMPORTANTE CONTESTO ISTITUZIONALE, CON L’ORGANIZZAZIONE DEL MANAGER SALVO NUGNES AGENTE DI TANTI NOMI E ARTISTI DI SPICCO?

    Sono molto soddisfatto di poter esporre a Padova nella rinomata Galleria Civica Cavour. Ho conosciuto il Dott. Nugnes un anno fa, dopo esserci sentiti qualche volta telefonicamente l’ho invitato a venire da me a Sperlonga. Mi ha dato l’impressione di esser una persona attiva, capace, mi è piaciuto il suo approccio, si vede che ama l’arte e sa vedere oltre il profitto. Con lui sto anche lavorando a un nuovo catalogo.

    6) È LA PRIMA VOLTA CHE ESPONE A PADOVA?

    Sì è la prima volta che espongo a Padova, ma ne sono molto entusiasta.

    7) QUALI OPERE HA PENSATO DI ESPORRE?

    Esporrò le opere più significative che esprimono meglio il legame tra il nostro essere e ciò che ci circonda. Bisogna ripristinare il concetto di “coscienza universale”. Sono convinto che l’arte, la cultura e la sensibilità salveranno il mondo.

    8) È COMPIACIUTO DELL’OTTIMA OPPORTUNITÀ, CHE CI SIA IN MOSTRA COLLETTIVA A PADOVA ANCHE LA GRANDE AMANDA LEAR, PERSONAGGIO DI FAMA MONDIALE E MUSA DEL MITICO SALVADOR DALÌ?

    Sono felice di poter fare una mostra con Amanda Lear, devo ammettere che non la conoscevo come pittrice , ma è stata una piacevole scoperta.

    9) UN COMMENTO SU DALÌ E IL SUO POLIEDRICO PERCORSO NEL MONDO DELL’ARTE;

    Poliedrico Dalì? È l’unico artista del ‘900 che ci ha lasciato un’opera concettuale vivente del nostro tempo: Amanda Lear! Ma gli storici dell’arte sono all’estero.

  • Pubblicato il libro di Giuseppe Verrienti 

    CRIMINI E DISPERAZIONE

    In sintesi:

    Un poliziotto integerrimo, il coraggioso e scontroso Nello Santi, si ritrova a dirigere un Commissariato di Polizia a Roma insieme a una squadra di fedeli collaboratori, fronteggiando tutta la gamma possibile di reati che trovano terreno fertile in una metropoli come la Capitale. Nello Santi è un osso duro, che non riesce a sopportare le ingiustizie gratuite e le beghe di un sistema marcio, ma anche un uomo che nasconde una forza d’animo rara e un cuore grandissimo.
    Giuseppe Verrienti confeziona un romanzo attuale, crudo, scandagliando i fondali oscuri della criminalità organizzata che infesta la nostra penisola.

    ISBN: 978-88-6096-948-4
    Prezzo: € 15,00
    Categoria: Racconti
    Anno 2013, Pagine: 140

    http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=1328
    Scheda e dettagli sul libro

    www.kimerik.it
    Casa Editrice Kimerik

  • PERUGIA: CROCEVIA INTERNAZIONALE. Le Istituzioni Culturali e la Cina

    Il giorno 19 settembre 2013 alle ore 18,00 si tiene, presso l’Hotel Alla Posta dei Donini – S. Martino in Campo (Perugia), l’incontro PERUGIA: CROCEVIA INTERNAZIONALE, Le Istituzioni Culturali e la Cina.

    Introduce Franco Moriconi, Preside della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Perugia.

    Intervengono:

    Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;

    Yin Jun, Addetto Scientifico dell’Ambasciata Cinese a Roma;

    Li Ziwen, Jiling University of Chanchung;

    Antonio Bellini, Presidente del Conservatorio di Musica “Francesco Morlacchi”;

    Gianfranco Di Luzio, Generale Comandante della Scuola Lingue Estere dell’Esercito;

    Giovanni Paciullo, Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia;

    Mario Rampini, Presidente dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”.

    Modera: Corrado Attili

  • Aruba: melting-pot di culture e tradizioni

    Il mix di lingue, nazionalità e abitudini cha caratterizza la popolazione arubana ha fatto sì che, nella musica, nelle festività, nella medicina e in molti altri aspetti della vita privata e di quella comunitaria, diverse abitudini e tendenze si mescolassero.

    Abitudini e tendenze che, il popolo arubano, è sempre felice di condividere con i visitatori, a cominciare dalle sue festività. Il calendario degli appuntamenti ad Aruba è ricco e variegato, dalle festività natalizie e di capodanno, a quelle più tipiche come il Betico Day, la festa nazionale che commemora il compleanno del “Liberator of Aruba”, il leader politico che ha portato l’isola all’agognata indipendenza dalle Antille Olandesi, la giornata nazionale dell’inno e della bandiera arubana, il King’s Day, la celebrazione del giorno di incoronamento del re Olandese, il Dera Gai, San Giovanni, festeggiato ormai da molti anni con particolari pratiche folkloristiche, o Sinterklass, il Saint Nicolas olandese, una figura molto simile a Babbo Natale che però viene festeggiata il 6 Dicembre.

    Ma è soprattutto durante il famoso Carnevale che Aruba offre ai visitatori lo spettacolo più stravagante ed emozionante: un susseguirsi di festeggiamenti e parate che da Novembre alla Quaresima animano l’isola raggiungendo il culmine il week end di chiusura della manifestazione. Proprio il prossimo anno Aruba celebrerà la 60° edizione del Carnevale, e, come sempre accade in occasione dei festeggiamenti decennali, questi saranno ancora più spettacolari del solito.

    Inoltre, numerosi eventi culturali vengono organizzati sull’isola, come il Bon Bini Festival, uno spettacolo di musica e balli locali che si svolge ogni martedì alle 18:30 presso Fort Zoutman, o il Carubbian Festival, che ogni Giovedì sera a San Nicolas celebra la ricchezza culturale e il contributo che tutti gli immigrati sbarcati sulle coste di Aruba negli ultimi secoli hanno recato all’isola.

    I visitatori si accorgeranno quanto l’arte sia una componente fondamentale dell’isola già dal loro arrivo all’aeroporto di Aruba, le cui pareti sono adornate con opere d’arte locale. Allo stesso modo, anche alberghi e ristoranti supportano la cultura locale, esponendo opere e dipinti che, oltre a rendere l’atmosfera più accogliente e calorosa, permettono di scoprire l’arte arubana senza neanche uscire dal resort.

    Ma, per meglio conoscere l’arte arubana, è nelle diverse fondazioni e gallerie d’arte presenti sull’isola che bisogna recarsi, come l’Ateliers ’89, un labirinto di studios e uffici sede di esposizioni e mostre o l’Unoca, che ospita la prima collezione d’arte nazionale.

    Quest’ultima, situata nel centro di Oranjestad, è composta da due importanti collezioni di arte locale: la prima ne espone l’evoluzione dagli anni ‘50 fino agli ‘80, la seconda riporta le principali opere artistica a partire dagli anni ‘80 in poi.

    E ancora: il Museo Archeologico di Aruba, il Museo della Storia, il Museo dell’Aloe e il Museo di San Nicolas sono solo alcuni dei musei che potrete trovare sull’isola e che vi permetteranno di conoscere meglio l’arte, la storia e la cultura di questa piccola, ma molto viva e stimolante, isola dei Caraibi.

  • Roberto Lirussi a PordenoneLegge 2013 con “La regalità calò dal cielo”, dal 20 al 22 settembre, Pordenone

    Un collaboratore di Oubliette Magazine sbarca a PordenoneLegge 2013 da venerdì 20 a domenica 22 settembre. Sarà Roberto Lirussi, con il thriller storico religioso “La regalità calò dal Cielo”, che dopo sei anni dalle prime righe buttate su un foglio, scritte a matita e rinchiuse in un cassetto, arriva ad un palcoscenico importante.

    Roberto ci dice, è uno studioso/scrittore e gli piace leggere per imparare. Appassionato di Storia del Vicino Oriente Antico, origine e storia di popoli e religioni, temi sui quali sta pubblicando un importante saggio, quindi non è neanche più un esordiente, infatti ci riferisce di svariati progetti di lavoro, tra cui la poesia e l’arte sacra medievale, cristiana e mussulmana.

    Queste passioni sono alla base de “La Regalità calò dal Cielo”, che riporta come non succede spesso, luoghi, date persone, avvenimenti e situazioni vere, non inventate di sana pianta. Probabilmente questo è uno dei fatti per cui è schizzato per due settimane all’ottavo posto della classifica delle vendite tra nomi che ci dice “mi ha fatto tremare i polsi Wilbur Smith, Roberto Saviano, Patricia Cromwell, Stephen King, Dan Brown e così via…”.

    Intorno ad una precisissima base storica l’autore friulano avvolge un canovaccio romanzesco che fa arrivare all’ultima pagina sperando che ce ne siano ancora oltre.

    L’ho scritto in un mese”, ci dice sorridendo, “come se fossi ispirato dall’alto. Poi tre-quattro anni di rivisitazioni integrazioni, limature, tre edizioni fino ad arrivare a questa che è quella finale. La Regalità calò dal Cielo è una frase incisa su una stele che riporta la lista dei re sumerici. Dopo che la Regalità calò dal Cielo il Regno ebbe dimora in Eridu. In Eridu Alulim divenne Re, regnò per 28.800 anni…”.

    L’autore continua raccontandoci una cosa sconvolgente, che dà il via al viaggio romanzesco: è il fatto reale e tangibile, “perché abbiamo il testo integraleconferma Roberto, “ che 2.000 anni prima della Bibbia i Sumeri scrissero un poema con protagonista l’eroe Gilgamesh ed il racconto avrebbe similitudini incredibili con il testo biblico”.

    Capiamo che è pane per i suoi denti da come e cosa ci spiega:”sicuramente, storicamente, gli ebrei deportati in Mesopotamia da Assiri e Babilonesi assunsero molte caratteristiche del luogo, infatti molti di loro, quando gli venne dato il permesso per rientrare nella loro terra, rifiutarono e si fermarono a vivere nella valle tra il Tigri e l’Eufrate. Scorrendo le pagine di “La Regalità calò dal Cielo” ci imbattiamo in uno studioso che vuole rendere pubblica una scoperta da lui interpretata in maniera pericolosa per molti e tra rituali pagani, omicidi rituali, viaggi nelle zone dell’Anatolia dove dovrebbe essere avvenuto il Diluvio universale, il capo ispettore Marsini e l’archeologa Clarissa precipitano in un vortice che dovranno dipanare mille eventi ed indizi che confonderanno in un primo tempo i due.

    Lirussi ci spiega come La Cupola della Roccia sulla spianata del Tempio di Gerusalemme, un’abbazia di suore Clarisse in Friuli, il bunker di Hitler a Berchtesgaden, in Baviera, poco oltre il confine italiano, una biblioteca di San Daniele del Friuli ed un cimitero ebraico nel quale vi sarebbe una tomba con una scritta che non dovrebbe esserci, il primo “folio” stampato da Gutenberg, l’amicizia tra un frate amanuense ed un comandante nazista siano altri elementi che fanno divenire questo testo “un film scritto”, tale è la precisione con cui vengono descritti fatti e luoghi. Salutiamo Roberto che ci fa vedere una medaglietta vinta ad un concorso di poesia a Pordenone nel 1975. Premiazione al Teatro Verdi, Pordenone il giorno 7 maggio 1976!

    La vita fa strani scherzichiude Roberto che da Pordenone è partito quasi quaranta anni fa ed ora ci ritorna da protagonista per raccontarci i suoi “viaggi con la macchina del tempo”, come definisce lui i libri. Pordenonelegge si svolgerà dal 18 al 22 settembre 2013, con più di 300 tra eventi ed invitati e riveste un ruolo molto importante come polo di attrazione e diffusione di cultura in Italia ed in Europa.

    Un saluto a tutti e grazie per l’attenzione che mi avete riservato e che non sono sicuro di meritare” è la chiosa di questo “ragazzo” quasi cinquantenne che ci stupirà in futuro, noi ci scommettiamo.

    Roberto Lirussi recentemente ha pubblicato con Edizioni DrawUp, nella sottocollana Oubliette, il saggio storico “Dalla Svastica alla Bibbia”.

    Info

    http://oubliettemagazine.com/tag/roberto-lirussi/

    https://www.facebook.com/groups/160247187335810/

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/09/18/roberto-lirussi-a-pordenonelegge-2013-con-la-regalita-calo-dal-cielo-dal-18-al-22-settembre-pordenone/

  • Agenzia Promoter: intervista a Vittorio Sgarbi in occasione della conferenza su Mattia Preti alla “Milano Art Gallery” in data giovedì 19 settembre

    1) Quali sono le principali caratteristiche distintive dello stile pittorico di mattia preti?

    Come ho spiegato anche nel mio libro “Mattia Preti” di recente pubblicazione, lo considero un pittore di spessore internazionale, davvero molto talentuoso, un’artista autorevole e onorevole, che ha ampiamente meritato l’acclarato successo ottenuto nel suo lungo percorso nel mondo dell’arte.

    Spiccano la ricca produzione dedicata all’iconografia religiosa e l’intensa serie di ritratti femminili, che ne contraddistinguono la peculiare ricerca stilistica.

    2) In che modo Caravaggio ha influenzato lo stile di Preti?

    Preti ha vissuto e lavorato nel seicento, il secolo di Caravaggio, che era un grande maestro e mentore e ne ha assorbito l’influsso del carisma artistico come poi altri artisti vissuti in quel periodo. Dunque, nella sua evoluzione di ricerca stilistica ha applicato canoni affini all’orientamento derivante da tale influsso con anche una rivisitazione sua propria però.

    3) Elementi di affinità ed elementi di diversificazione tra Preti e Caravaggio;

    Entrambi sono accomunati da uno stile pittorico in cui emerge la commistione di vita e opere, quel senso di natura tormentata, di irrequietudine esistenziale e violenza impresso nei dipinti. Entrambi poi hanno svolto l’attività pittorica anche a Malta, diventando cavalieri dell’ordine di malta.

    In Preti però si evince una componente di suggestione teatrale e di spettacolarità della scena riprodotta molto più marcata. Ecco perché sostengo che Preti sia stato il teatro della vita rappresentata da Caravaggio e a buon conto si può definire l’ultimo vero e indiscusso caravaggista.

    4) Se dovesse allineare Preti ad una corrente moderna o ad un artista contemporaneo?

    Non è possibile fare alcun confronto a paragone con il panorama artistico attuale, non si possono trovare delle analogie e similitudini con artisti e movimenti contemporanei. Preti ha rappresentato un modo di fare e concepire l’arte suo particolare, con un’identità così ben delineata e definita, che è rimasta unica e non ripetibile.

    5) Nella recente mostra su Preti allestita a Taverna e da lei curata compare anche il riferimento a Luca Giordano, perché questa scelta in parallelo al Caravaggio?

    La mia è stata una scelta di riferimento mirata e strategica, poiché ho affiancato Preti a due nomi così altisonanti e più popolari all’opinione pubblica per dare ancora più risalto al suo percorso artistico. Attraverso il confronto stringente con il pittore napoletano Giordano si evidenzia la teatralità di Preti.

    6) Come è nato questo evento di presentazione del libro su Mattia Preti, previsto per giovedì 19 settembre, presso lo storico contesto della “Milano Art Gallery” nel calendario di “Cultura Milano.it”?

    Sono stato intercettato da Salvo Nugnes, che organizza importanti eventi e iniziative artistico culturali in questo spazio milanese e ho accolto molto volentieri il suo invito. Sono davvero compiaciuto di poter presentare questo artista anche in tale contesto.

    7) È già stato in questa galleria milanese in altre occasioni?

    Proprio alla “Milano Art Gallery” ho curato io la prestigiosa mostra personale dedicata a Gillo Dorfles, decano ultracentenario dei critici italiani ed emblematico maestro d’arte, che ha ottenuto consensi unanimi.

  • “China Dolls”, installazione fotografica di Nathalie Daoust all’ILEX Gallery di Roma

    Nell’ambito di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, ILEX presenta la nuova opera dell’artista canadese Nathalie Daoust, China Dolls. La XII edizione di FOTOGRAFIA indaga il tema della Vacatio, ovvero della sospensione e dell’assenza, attraversa la ricerca nei diversi linguaggi della fotografia contemporanea.

    China Dolls di Nathalie Daoust è un’installazione fotografica composta da ritratti – stampe in bianco e nero, dipinte a mano e poi stampate su oltre 200 piastrelle di ceramica che rivestono le pareti e il pavimento della galleria. La mostra comprende tre ritratti su larga scala ciascuno composto da un mosaico di piastrelle e oltre un centinaio di ritratti individuali installati sul pavimento della galleria.

    Fugace e delicato, il corpo di lavoro funge da punto di vista sulle giovani donne della Cina, che lottano per trovare la propria identità in un paese in rapido cambiamento. Da un ritratto a quello successivo, troviamo un’ immagine sognante impressionista, sottile e persino malinconica che serve ad illustrare, sia da un punto di vista storico che contemporaneo, le donne che ora si sradicano da ex vincoli. Camminando sulle piastrelle, sentiamo un forte senso di presenza e partecipazione ai loro mondi. Le piastrelle di ceramica impongono anche la nozione di ‘China Doll’ – fragile e delicata – sospesa – e riflette la situazione attuale per le donne della Cina, e la cura che è necessaria per garantire il loro ruolo nel futuro del loro paese.

    Nathalie Daoust – “China Dolls”

    a cura Deanna Richardson e Laura Mocci

    2 ottobre | 24 novembre 2013

    ILEX Gallery, Via in Piscinula 21, Roma (Trastevere)

    mar. – ven. 15-19 | sab. 11-19 e su appuntamento

    sabato 5 ottobre 2013 partecipazione alla “Giornata dell contemporaneo” – AMACI

    apertura straordinaria domenica 24 novembre 15-19

    + 39 333 3047434 | [email protected] | www.ilexphoto.com