Categoria: Arte e Cultura

  • A “Spoleto Arte” le suggestioni pittoriche di Jole Caleffi Verzani ottengono ampio successo

    Alcune tra le più emblematiche opere di Jole Caleffi Verzani sono state inserite nella pregevole esposizione delle mostre di “Spoleto Arte” la cui curatela è affidata all’autorevole esperienza del Professor Vittorio Sgarbi, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. L’iniziativa, di forte impatto mediatico, si svolge presso il Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, zona nevralgica di Spoleto, dal 27 Giugno al 24 Luglio con ingresso libero.

    Mentre Sgarbi ha individuato un arguto paragone di somiglianza e similitudine con il maestro Pollok, l’artista di lei racconta “Avendo studiato più volte la storia dell’arte, dai graffiti ai giorni nostri, direi di essere stata influenzata da tutto e da niente, in quanto io seguo un mio percorso, ma se proprio devo citare alcuni movimenti artistici, che mi appartengono direi il movimento futurista, l’informale, l’astrattismo, anche se a volte faccio opere figurative. La mia espressione artistica si basa soprattutto sulla necessità di comunicare con i mezzi, che mi sono più congeniali: la pittura, la poesia, le performance”.

    L’estrema flessibilità la rende difficilmente collocabile all’interno di un preciso e circoscritto movimento d’arte. La sua ricerca si muove in volo fluttuante tra le avanguardie del novecento e trova l’elemento ispiratore da una voce intima, che rende la sua evoluzione assolutamente sciolta, libera e svincolata da schemi riconfigurati e regole fisse e rigide.

  • Intervista di Alessia Mocci a Rita Stanzione ed al suo Spazio del sognare liquido

    “[…] Non esisto/ non esisti/ non distinguo più i corpi,/ cremosi impasti/ in sproloqui di spasimi.// Lingue sospinte/ vene incollate/ avvolgono le emozioni/ di umori selvatici. […]” – “Il Grido”

    L’inesistenza dell’Io che avvolge emozioni antiche, un istinto selvaggio che unisce due corpi in un unico umore, suono e grido. Una poetica struggente e melanconica.

    Spazio del sognare liquido” è una silloge poetica edita nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Heroides”. L’autrice Rita Stanzione celebra l’elemento di vita, l’acqua, e la dimensione onirica, considerando la relazione di creazione che interviene nella mente, immaginata come fiume che scorrendo genera la fantasia.

    La stessa acqua come fonte di vita, è vista fonte d’amore ed eros, la silloge rappresenta un circolo di desideri di completamento fisico e mentale.

    Rita Stanzione è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica. Buona lettura!

    A.M.: “Spazio del sognare liquido”, un titolo che affascina perché spiazzante e non di semplice interpretazione. Che cosa simboleggia il sogno liquido?

    Rita Stanzione: L’acqua è elemento che scorre, è la nostra prima compagna nell’abitacolo materno e fonte di ogni vita; e tutte le sostanze per poterci nutrire hanno bisogno di sciogliersi nell’acqua. Una mia breve poesia scritta di recente chiudeva con questi versi “fiammelle d’amore sui ghiacciai: “è d’acqua/ la vita”.
    Il titolo del libro, che coincide con il titolo di una delle poesie della raccolta, è dato dal fluido che attraversa la mente e “bagna” l’immaginazione, rendendola un divenire creativo. Ecco, vedo come un fiume la fantasia e quindi il sogno-visione che trascina anche il corpo e le sue peculiarità che sono la risultante di percezione e materia insieme. La poesia “Spazio del sognare liquido” è un percorso di ricerca dell’altro in uno spazio di ricordo fluente (un momento in cui con la fantasia il compagno viene posto lì accanto e raccoglie –inconsapevolmente – le sensazioni della donna) e lei stessa è come acqua, scivola nella notte senza una forma.

    A.M.: L’amore e l’eros è una grande tematica della tua silloge. Il tuo scrivere prende ispirazione dalla tua vita reale oppure è pura fantasia?

    Rita Stanzione: Credo che ci sia sempre una parte di sé in ciò che si scrive; a volte traggo i contenuti da miei vissuti, altre volte uso dei filtri personali per raccontare non di me, ma dell’uomo e della donna (amanti e amori, conflitto o idillio, attrazione, inganno, fatalità) in un ricorrente bisogno l’uno dell’altra, vuoi per il desiderio di completarsi, vuoi per vincere la solitudine verso la quale infine veniamo proiettati.

    A.M.: Nella poesia “Addomesticami” palesi un’invocazione amorosa di grande emozione, infatti, l’Io poetico richiede di essere addomesticato. Come senti oggi questi tuoi versi?

    Rita Stanzione: L’invito “addomesticami “, adesso come quando ho scritto questa poesia, deriva da una necessità di appartenenza, per il timore di vagare nella vita come monade o metà non appaiata. Si tratta di un’appartenenza che nulla ha a che vedere con il possesso (quest’ultimo ha una valenza solo come momento di gioco amoroso!), ma è riconoscersi in un contenitore di emozioni adatto al proprio essere, quale può essere l’unione completa con altra persona.

    A.M.: Se ti dico: “E bruciano le nostre membra/ in vorticose scintille/ mai sedate.”, tu rispondi con?

    Rita Stanzione: Rispondo che amare dovrebbe essere una fiamma che mai si spegne. Può piegarsi, affievolirsi, ma quando finiscono le scintille finisce la passione. “Una notte di me e di te” è un episodio: se ha forza, si ripete ancora e ancora.

    A.M.: Qual è la tua formazione letteraria?

    Rita Stanzione: Sono stata trascinata da Gabriel Garcia Marquez: Cent’anni di solitudine è un capolavoro di bellezza che solleva dalla realtà e fa capire che un libro a volte è meglio di un viaggio. Leggevo con avidità Italo Calvino; amavo Nadine Gordimer, Elsa Morante e Marguerite Duras; ero incollata all’inquietudine di Kafka, affascinata da Dostoevskij, sofferente in Tolstoj, incantata da Tolkien. Tra i poeti che prediligevo, mi vengono in mente la Merini, Neruda, Prevért, Baudelaire. Col tempo ho conosciuto meglio e tanto apprezzato altri grandi. Per citarne alcuni: Emily Dickinson, Nazim Hikmet, Ghiannis Ritsos, Ada Negri, Sylvia Plath, Wislawa Szymborska, Marguerite Yourcenar e anche poetesse arabe contemporanee, la cui poesia è raffinatezza e coraggio. Ma l’elenco delle letture continuerebbe ed è sempre in evoluzione.

    A.M.: “Spazio del sognare liquido” è una silloge edita nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni. Hai pubblicato altre raccolte poetiche da allora?

    Rita Stanzione: Ho all’attivo altre raccolte di poesie oltre a “Spazio del sognare liquido”, ottenute come risultato di concorsi letterari a cui ho partecipato. Dello stesso anno, il 2012 “L’inchiostro è un fermento di macchie in cerca d’asilo” Libreria Editrice Urso; successivamente “Versi ri-versi” di Carta e Penna editore (novembre 2012), “Per non sentire freddo” ebook di Gds Diffusione Autori (dicembre 2012), “È a chiazze la mia bella stagione” di Libreria Editrice Urso (marzo 2013).

    A.M.: Hai qualche novità che vuoi svelare in anteprima ai nostri lettori?

    Rita Stanzione: Progetti particolari attualmente non ne ho, ma continuo sempre a scrivere -mi piace anche comporre haiku e aforismi- e partecipo a premi letterari, con i quali mi metto alla prova ( è la dimensione di ciò che altri leggono nei miei versi e anche un’ulteriore motivazione per proseguire in questa attività che mi prende molto). Sono stata più volte premiata con buoni riconoscimenti. Ne ricordo alcuni:

    1° posto poesia a tema libero al Premio Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa. L’integrazione culturale per un mondo migliore”, 2011, del Centro Ecuadoriano di Arte e Cultura in Milano.

    1° posto poesia al Premio “Lo sguardo di Eros” ed.2012

    1° posto poesia in italiano al Concorso “Poesia senza confine” 2013 La Guglia- Agugliano

    2° posto poesia a tema al Premio poesia Sacravita 2010-2011 Firenze

    2° posto poesia in italiano al Concorso “Poesia senza confine” 2011 La Guglia- Agugliano

    Tra i sei finalisti poesia in italiano al Concorso “Poesia senza confine” 2014 La Guglia- Agugliano

    2° posto poesia inedita a tema libero al Concorso Adriano Zunino 2011

    2° posto silloge poesie inedite alla selezione editoriale “Carta e penna” 2012

    2° posto raccolta poesie inedite al Premio internazionale di Poesia e Narrativa “Giovanni Descalzo”

    città di Sestri Levante Edizione 2012

    2° posto al Concorso Nazionale di Poesia “Premio Istrana 2013” XV edizione, sezione Lingua Italiana

    3° posto poesia al Premio Letterario “Spiragli di Poesia” 2012

    3° posto poesia al III Concorso Nazionale “Fame di parole” della S.I.P.S.e.C.

    3° posto al Premio Nazionale di teatro, narrativa e poesia “Citta’ di Mesagne” XI Edizione – Anno 2013 sezione Poesia

    3° posto al Premio Saffo 2013 – II Edizione Per la sezione Gabriele d’Annunzio (Poesia erotica)
    Una mia poesia è stata fra le 6 scelte del concorso di Scripta Volant “San Valenzine 2012”

    Varie volte ho aderito a raccolte di poesie di Autori Vari, perché la poesia va diffusa, sono in pochi a leggerla davvero.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Rita Stanzione: Non hai niente, se di quel niente la bellezza ti sfugge Rita Stanzione

    A.M.: Rita, ti ringrazio anche a nome di tutti i lettori per queste risposte rivelatrici. Aspetto con piacere la tua nuova pubblicazione e ti auguro di amare in questo modo profondo ad aeternum.

    Written by Alessia Mocci

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    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2014/07/01/intervista-di-alessia-mocci-a-rita-stanzione-ed-al-suo-spazio-del-sognare-liquido/

  • MoMArt Giovani:‭ ‬DOPPIA‭ ‬PERSONALE DEI GIOVANI ARTISTI LAURA ALLEGRO E MIRKO MORELLO Presentano Elisa Schiesari e Sara Cifarelli

    MoMArt Giovani: DOPPIA PERSONALE DEI GIOVANI ARTISTI LAURA ALLEGRO E MIRKO MORELLO

    Presentazione di Elisa Schiesari e Sara Cifarelli

    COMUNICATO STAMPA

    “MOMART GIOVANI”- Il progetto delle Associazioni Mosaico e MoMArt, sostenuto con 25.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Culturalmente 2013”

    Avvicinare i giovani al mondo delle arti visive è la finalità del progetto “MoMArt Giovani realizzato dalle associazioni “Mosaico e “MoMArt, operanti nellambito delle arti visive e sostenuto con 25.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nellambito del bando “Culturalmente 2013.

    Il progetto si avvale del sostegno del Comune di Padova con lAssessorato al Commercio, lAssessorato alla Cultura e Progetto Giovani e prevede la creazione di opportunità professionali per dodici artisti e quattro curatori under 35. I giovani artisti avranno la possibilità di partecipare per un anno al “MoMArt, la galleria en plein air che si svolge la prima domenica del mese in piazzetta Capitaniato, di vedere realizzata una mostra personale alla “Galleria MoMArt, in Riviera Mussato 4, accompagnata da un catalogo e dalla presentazione critica fatta dai giovani curatori. Avranno inoltre lopportunità di partecipare ad “Arte Padova, il più importante appuntamento del mercato dellarte in città, dove i giovani curatori organizzeranno un convegno dedicato al futuro e alle opportunità lavorative dei giovani artisti e curatori, che vogliono impegnarsi nel campo dellarte. Sabato 5 luglio sarà realizzato anche un grande happening, “La Notte dellArte in cui saranno presenti tutte le arti, musica, danza, conversazioni sullarte, e in cui gli artisti non solo potranno esporre le loro opere sulla passeggiata più bella di Padova, il “Liston, ma le vedranno proiettate sulla facciata di Palazzo Moroni. Tutto il materiale prodotto verrà inserito nei siti del MoMArt e del MoMArt Giovani nonché condiviso sui social network.

    Sabato 12 luglio 2014 alle ore 18,00 presso la galleria del MoMArt, in Riviera Mussato 4, Padova, sarà presentata la doppia personale dei giovani artisti Laura Allegro e Mirko Morello.

    La mostra resterà visitabile fino al 20 luglio 2014 in orario: lunedì domenica 16,00 19,30. Martedì chiuso.

    La mostra rappresenta la quarta doppia personale di giovani artisti, inclusa fra gli eventi che fanno parte del progetto “MoMArt Giovani, nuova sezione dellassociazione artistico-culturale “MoMArt.

    Ciò che accomuna i lavori dei due artisti Laura Allegro e Mirko Morello appare evidente essere la ricerca stilistica e tecnica sui materiali, aperta a sempre nuove sperimentazioni e affinamenti negli esiti espressivi. Ma anche una capacità e una volontà introspettiva ed intimistica nell’agire artistico, che porta entrambi a riflessioni profonde sulla natura dell’uomo e sull’origine dell’esistente. Questo produce opere di estrema versatilità, plastica e pittorica, in cui l’elemento spaziale della composizione fa da comprimario alla trasposizione materiale e concettuale dell’idea originaria.

    La pittura di Laura Allegro s’incentra sul concetto di «ritorno all’inizio», della storia del mondo. Come scrive ella stessa, in una sorta di «diario artistico», il suo percorso arriva ad un certo punto ad una presa di coscienza, al riconoscimento di una necessità intrinseca di indagare il «perché» e il «come» del principio di tutto: un ripercorrere, attraverso un momento di trascendenza ispirativa un istante di vita ancestrale. Sono perciò «rocce, sassi e microrganismi» – i microscopici esseri viventi del «brodo primordiale», che la pittrice in alcune opere definisce «meduse» – i soggetti principali dei suoi quadri. In essi predomina altresì la fase preparatoria del momento creativo, con tutto il corollario di procedimenti tecnici, coloristici e materici che ne consegue, per poter arrivare ad un tutto unico – il quadro finito, appunto – dove ciascuno di questi elementi concorra a contribuire alla concretizzazione della componente intuitiva.

    Per lo scultore Mirko Morello l’esperienza plastica di modellazione del legno e del marmo è innanzitutto un’esperienza sensoriale dei materiali adoperati, prima ancora che operativa. Un fenomeno visivo, olfattivo, tattile, che genera un approccio originale alla materia, il quale si evolve nel tempo: precisando e schematizzando le forme, sfruttando il rapporto pieno-vuoto come parte del prodotto finale, ricercando e ottenendo effetti luminosi, coloristici e spaziali particolari.

    Ma anche una sintesi che permette la rappresentazione di un punto di vista, una prospettiva percettiva e di pensiero massimamente personale sull’essere umano: inteso quale creatura duplice – per natura e per necessità -, possedente un «doppio volto”, che cela e nasconde, ma anche difende e protegge. L’uomo viene indagato dall’artista secondo un’intenzione che semplifica ed esplicita, al contempo, tutta la complessità e la multiformità della sua natura più profonda.

    Ingresso libero.

    Per informazioni: Associazione MoMArt MoMArt Giovani, Riviera Mussato 4, 35137 Padova.

    www.momart.padova.it

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  • La tigre e l’ermellino di Laura Malinverni

    “Quella mano sembrava non appartenere al dipinto. Isabella non riusciva a staccare gli occhi dalla perfezione di quelle dita candide in primo piano. Le belle mani. L’eredità che accomunava le donne di casa Sforza…

    Aneddoti, simboli, ritratti, segreti e magie. Questo e molto altro nel romanzo di Laura Malinverni “La tigre e l’ermellino” (Prospettivaeditrice)

    “Caterina Sforza era soprannominata Tigre per il suo coraggio e per la forza con cui reggeva il suo piccolo stato in Romagna” svela l’autrice, da sempre appassionata ai personaggi sforzeschi.

    Il romanzo, ambientato alla fine del Quattrocento, documenta il lato oscuro e magico di Caterina Sforza, dedita all’alchimia e alla magia, e la sua complicità con la giovane duchessa di Milano Isabella d’Aragona e altre donne della corte sforzesca.

    In un percorso tra Milano, Forlì e Firenze si delinea un mistero fatto di omicidi ed arte, facendo emergere una “storia” da sempre celata.

    Non manca un filo sottile ma tenace che intreccia Caterina Sforza al genio di Leonardo Da Vinci, con riferimenti storici precisi che rendono il romanzo di Laura Malinverni un vero e proprio pezzo di storia mai svelata.

    “La Tigre e l’ermellino” di Laura Malinverni
    pag.234 euro 12
    http://lauramalinverni.net/

    Il libro è in vendita in tutte le migliori libreria e su www.prospettivaeditrice.it

  • È in uscita “Verità della maschera, ovvero: in teatro non si mente!”

    Un saggio in forma di commedia giocosa, per attori in cerca di spettatori, spettatori in cerca di attori, uomini e donne che ancora credono alla magia dell’arte.

    L’uomo crea la verità o la verità crea l’uomo? L’arte è un ponte fra due mondi, il visibile e l’invisibile… Verità della maschera parla di teatro, poesia e di ricerca artistica in genere… Esistono ancora? E perché occuparsene oggi? E come occuparsene? Per rispondere a queste domande si interrogano due grandi autori, Platone e Diderot, che entrambi hanno analizzato la paradossale ed emblematica esistenza dell’attore sul palco per ritrovare il senso e il valore di verità dell’arte poetica e del teatro.

    L’autrice dell’opera ha scelto come pseudonimo Arkadij Scestlivzev, il nome di un personaggio di un’opera teatrale: “La foresta” che, con il suo carattere, rispecchia quello solare dell’autrice.

    Info:

    http://www.edizionileucotea.it/it/

    http://www.edizionileucotea.it/it/home.php?s=0,1,2&dfa=do25&pg=&diditem=1927

    https://www.facebook.com/mascheravera?fref=ts

  • Intervista a Luisa Ronconi per la seconda ristampa de Le Favole della Sera

    In un giardino pieno di fiori e di piante viveva una colonia di lumache. Erano tante, tutte portavano la loro casina sulla schiena e si davano da fare per procurarsi il cibo e per vivere comodamente. Erano sempre allegre, stavano all’ombra di grandi foglie sempreverdi e si riparavano dalla pioggia sotto vasi di coccio rotti, lasciati vicino alla recinzione del giardino.

    Lumachine che vivono in perfetta armonia e che non sospettano che da lì a poco una catastrofe cambierà le loro vite ed il loro modo di veder l’amicizia. “La lumachina senza casa” è una favola moderna che sottolinea il bisogno di accettare il diverso.

    Le Favole della Sera” edite in prima stampa nel giugno del 2013 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana Fairie, vedono la seconda ristampa in meno di un anno dalla pubblicazione e più precisamente nell’aprile 2014.

    L’autrice Luisa Ronconi è riuscita in breve tempo ad emozionare tanti lettori adulti e bambini; inoltre è stata molto gentile nel rispondere ad alcune domande sulla sua raccolta “Le favole della sera”. Buona lettura!

    A.M.: Innanzitutto complimenti Luisa per questo tuo importante traguardo. Una seconda ristampa, oggigiorno, per un’autrice emergente non è da tutti. Come spieghi questo successo?

    Luisa Ronconi: Il modo per comunicare con i più piccoli è la favola, che permette agli adulti di condividere il mondo dei bambini e di capire il loro modo di pensare, che si basa sempre e comunque sui principi universali. Infatti la strega cattiva viene sconfitta e le fatine aiutano a debellare il male. Ho pensato che le favole di quando eravamo bambini sono datate, perciò ci vogliono nuovi argomenti per comunicare con le giovani generazioni. Ho cercato di modernizzare il mondo delle favole, per comunicare nuovi messaggi più attuali, ma che trasmettano gli stessi principi.

    A.M.: Quand’è nata la tua passione per la favolistica?

    Luisa Ronconi: Quando ero piccola la sera mio padre, mia madre e mia zia mi leggevano le favole ed era un dialogo aperto ed importante. I bambini sono la parte migliore della società ed é un dovere per me tenere vivo questo dialogo, che certo migliorerà loro, ma migliorerà anche noi. Mio padre mi leggeva il Giornalino di Gianburrasca e rideva delle disavventure del protagonista. Al contrario, io provavo pena per quel bambino che non ne faceva una giusta. Mia madre mi leggeva Pinocchio e questo racconto mi faceva capire tante cose, perché ancora adesso lo giudico la più bella favola del mondo. Mia zia mi leggeva Peter Pan e le favole di Andersen, che mi commuovevano fino alle lacrime. Quando mi lesse l’episodio in cui Peter non poté rientrare in casa sua perché i genitori avevano chiuso la finestra ed accudivano un altro bambino, i miei non riuscivano a farmi smettere di piangere per la sorte del piccolo Peter.

    A.M.: “Le Favole della Sera” vedono come protagonisti animali ed esseri umani nella loro ricerca del bene comune. Hai avuto qualche fonte di ispirazione per la caratterizzazione dei personaggi?

    Luisa Ronconi: Le mie favole trattano della natura, degli animali e dei bambini, perché vorrei trasmettere ai più piccini la gioia che si prova quando si condivide il percorso della vita con passione. Da piccolina guardavo negli occhi la cagna di mio nonno e ci leggevo una tenerezza infinita, un amore non espresso a parole che arrivava fino al mio cuore.

    A.M.: Nella favola “La lumachina senza casa” si racconta di una lumaca che per un incidente in giardino perde il guscio, la sua casa. Quant’è importante nella società l’accettazione del diverso?

    Luisa Ronconi: Non è corretto pensare che le favole siano un genere letterario minore, al contrario sono l’espressione della volontà degli adulti di comunicare con i bambini e di trasmettere loro dei valori imprescindibili, che non capirebbero altrimenti. La mia è stata una scelta di campo importante che vuole prendere posizione contro una società che giudica improduttivi i bambini e gli anziani e, quindi, non meritevoli di attenzione. La storia della Lumachina senza casa vuole indurre i bambini ad accettare il diverso ed amarlo comunque. La storia della Paura del buio, è nata da una domanda che mi ha fatto mio nipote : “hai paula dei mostli, nonna “. La favola dei topini é puramente narrativa e vuole dare una spiegazione fantastica ad un fenomeno fisico.

    A.M.: Qual è la favola che senti un po’ speciale rispetto alle altre?

    Luisa Ronconi: Cito la favola di Gianni Rodari Il Semaforo blu, tratto da Favole al telefono.
    Il Semaforo di Piazza Duomo a Milano ad un tratto è diventato blu e nessuno ha capito il perché. Lui voleva dare il segnale di via libera verso il cielo. Questa favola mi ha dato un’emozione grande, ha fatto nascere in me un sentimento che vorrei suscitare con le mie favole, il sentimento di completa fiducia nella natura, negli animali e nelle cose. Da soli gli esseri umani non ce la fanno a capire il soprannaturale, direi il divino.

    A.M.: Ti consideri una fervente lettrice?

    Luisa Ronconi: Sono una lettrice accanita ed ogni circostanza della mia vita è stata sottolineata dal libro che stavo leggendo in quel momento. Quando ero all’Ospedale per partorire mia figlia, mi hanno fatto compagnia Le piccole virtù di Natalia Ginzburg e mi sono commossa al ricordo di Cesare Pavese, l’amico lasciato solo. Durante un viaggio in Gallura, stavo leggendo Un uomo di Oriana Fallaci. Ho lasciato il libro in giardino una notte e il cane del padrone di casa l’ha distrutto. Ero tanto presa dal libro che non ho dato pace a mio marito fino a che non è andato ad Olbia a comprarlo.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Luisa Ronconi: “Se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli” – Matteo 18, 1 – 5

    Written by Alessia Mocci

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    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2014/06/18/intervista-a-luisa-ronconi-per-la-seconda-ristampa-de-le-favole-della-sera/

  • Ecco i nuovi Summer Courses di Accademia Costume e Moda di Roma

    Anche in estate Accademia Costume & Moda di Roma pensa agli appassionati di fashion, comunicazione e design, proponendo i suoi corsi intensivi tramite la Summer School.

    L’offerta formativa – con corsi in partenza il 21 Luglio 2014 (tranne Comunicazione e PR, 16 luglio) e l’8 Settembre 2014 – quest’anno è articolata in ben sei corsi intensivi della durata di una settimana ognuno, che si terranno presso la sede dell’Accademia, in via della Rondinella, 2 a Roma. Ogni corso privilegia la parte pratica, e ha il vantaggio di non avere test di ingresso e di essere condotto in un ambiente creativo e stimolante, a pochi passi dagli uffici delle più grandi Maison di Moda.

    Comunicazione e Pubbliche Relazioni nel settore Moda (partenze 16 luglio / 8 settembre)è dedicato in particolare a tutti coloro che, laureati in Scienze della Comunicazione, sono appassionati di moda da sempre e desiderano acquisire maggiori competenze nella comunicazione del fashion system, imparando a gestire e dirigere un ufficio stampa, come coltivare rapporti con giornalisti e esperti di settore, come organizzare (e comunicare) un evento di moda, come creare una notizia per il fashion, e impareranno anche la strategia per la gestione dell’immagine di un brand/designer, nonché il ruolo del PR e del Digital PR.

    Fashion Drawing (partenze 21 luglio / 8 settembre): ecco il corso intensivo alla Summer School di Accademia Costume e Moda se vuoi disegnare la tua collezione di moda. Imparerai grafica con lezioni pratiche di disegno di moda, ti verranno insegnate le tecniche di realizzazioni per illustrazioni di moda, e scoprirai come presentare le collezioni di abbigliamento Uomo e Donna; ti verrà insegnato anche l’utilizzo di Photoshop e Illustrator per disegno vettoriale, impaginazione e creazione di un portfolio, col fine di sviluppare un linguaggio grafico personale.

    Il corso di Introduzione al Fashion Design (partenze 21 luglio / 8 settembre), dedicato agli studenti/diplomati/laureandi dell’area moda, permette di approfondire le proprie conoscenze nel settore con lezioni pratiche di disegno figurativo, di disegno tecnico, con lezioni sui singoli capi di abbigliamento. Le lezioni tratteranno anche la base per figurino e per messe in piano, ma anche lo studio tecnico e la trasposizione su carta dei seguenti capi: abito, camicia, T-shirt, gilet, giacca cappotto, pantalone, gonna, etc.

    Vi saranno poi lezioni sulle tecniche di illustrazione (Pantone, acquerello, tempere, matite, tombo, etc.), lezioni sull’impostazione della collezione (scelta tessuti, cartelle colori colori, forme, book), ma verranno trattati anche briefing, moodboard d’ispirazione, merchandiser grid, cartelle colori, proposte tessuti e tanti altri argomenti.

    Ti piacciono la moda e il design e hai passione per il mondo degli accessori? Allora il corso estivo di Prototipazione Borse (partenze 21 luglio / 8 settembre) è la scelta giusta per te! Grazie alla modalità laboratoriale (80% pratica, 20% teoria) imparerai a realizzare cartamodelli, a lavorare prototipi di borse in tela o salpe, a ideare una collezione di accessori, a progettare in scala 1:1, a disegnare con visuale di profilo e dall’alto, a progettare una collezione di borse e a realizzare i prototipi necessari.

    Il corso di Costume Design per Lirica e Teatro (partenza 21 luglio / 8 settembre) è invece un must per chi vuole specializzarsi in ambito teatrale. Al corso imparerai lo studio e lo spoglio di un libretto lirico, la sartoria su repertorio, la formulazione del budget, la progettazione e la realizzazione di bozzetti dei costumi, i metodi di ricerca per materiali e tessuti, nonché i metodi di ricerca storica e documentale, affinché le tue creazioni possano essere sempre in linea con lo spirito del tempo da rappresentare.

    Ti piacerebbe essere costumista nel settore del Cinema e della Fiction o lavori già come costumista e vuoi specializzarti? Proprio per chi ha queste aspirazioni Accademia Costume e Moda di Roma propone il corso di Costume Design per Cinema e Fiction (partenze 21 luglio / 8 settembre).

    Con le lezioni di questo corso imparerai a preparare un progetto cinematografico, scoprirai come avviene lo spoglio e l’analisi di un copione, ti occuperai della formulazione di un budget, della progettazione grafica dei modelli degli abiti (e ti verranno insegnate le tecniche di ricerca per documentazione, dalla pittura alla fotografia), ma le lezioni ti formeranno anche sulla sociologia e psicologia del personaggio, sui metodi di trasformazione dell’attore in personaggio.

    Per maggiori informazioni sui corsi, sulle docenze e sulle materie di studio potete visitare il sito ufficiale dell’Accademia Costume&Moda all’indirizzo http://www.accademiacostumeemoda.it/, o potrete scrivere una mail al contatto [email protected] ; in alternativa, potrete chiamare direttamente in Accademia al numero di telefono 06 6864132.

  • Progetto eCult.it – dal libro all’eBook

    La cooperativa LOGiN: lancia il progetto eCult, dal libro all’eBook

    Da qualche mese sul web è comparso il sito www.eCult.it, un contenitore di eBook di interesse culturale che ogni giorno riceve numerosissime visualizzazioni, seppure il lavoro di inserimento dei libri è appena iniziato.

    L’idea è della LOGiN:, una cooperativa che si occupa da anni di editoria elettronica, e si rivolge ad enti, associazioni e fondazioni che hanno prodotto libri sulla storia, le arti e le tradizioni dei territori di appartenenza, raggiungendo un pubblico relativamente esiguo a fronte del grande valore culturale dei testi.

    La scarsa circolazione di questi volumi è spesso dovuta al numero limitato di stampe realizzate o alla mancanza di un codice di riferimento, per cui il trasferimento dei testi dal formato cartaceo a quello digitale (eBook) rappresenta una soluzione a queste problematiche insieme a quella del deperimento del supporto.

    La trasformazione in eBook permette infatti una diffusione su larga scala e la conservazione permanente di questo tipo di libri, rendendoli facilmente fruibili su tutti i dispositivi mobili oggi disponibili (eBook reader, smartphone e tablet) e su pc.

    Non meno importante è il fatto che i testi pubblicati da quegli enti che a vario titolo si occupano di tutela e promozione del territorio, nel formato eBook, possano diventare uno strumento di attrazione turistica, riuscendo a “raccontare” ad un pubblico di utenti sempre più vasto un luogo e le sue bellezze.

    Il progetto eCult permette di salvaguardare i libri destinati a finire nel dimenticatoio e a diffondere il “culto” delle opere di ingegno, ovvero quei libri a cui il progetto si rivolge, che vengono così identificati come un’icona sociale, fortemente rappresentativa della storia della comunità.

    Alberto Musto

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  • La suggestiva arte pittorica di Giuseppe Santonocito esposta alle prestigiose mostre di “Spoleto Arte”

    I suggestivi dipinti del maestro Giuseppe Santonocito sono stati inseriti nella prestigiosa esposizione delle mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, all’interno del rinomato Palazzo Leti Sansi, nel cuore del centro storico spoletino.

    La ricca e variegata produzione di Santonocito attraversa un percorso di originale ricerca stilistica da autodidatta, che l’ha portato dapprima ad approcciare con passione lo studio degli illustri artisti dell’epoca rinascimentale, per poi approdare ad una dimensione espressiva di assoluta unicità ed esclusività, distaccandosi dal figurativo di matrice tradizionale e reinterpretando in chiave personalizzata la visione della realtà e del mondo circostante. La rielaborazione offre al fruitore un impatto emozionale davvero stimolante e coniuga il radicato talento innato alla volontà di farsi portavoce di messaggi subliminali di elevato spessore etico e sociale.

    Santonocito, che è anche virtuoso poeta, esprime attraverso versi lirici di spiccata sensibilità le sue intense riflessioni esistenziali impresse sulle tele e scrive “Perché non andiamo fuori da queste fibre false?! Siamo troppo poveri per dare vita alla ricchezza. Puntiamo i nostri occhi verso la trasparenza dei nostri pensieri e colpendo gli specchi con le nostre pupille, vergogniamoci del nostro fare“.

  • Francesca Dellera, attrice e modella in grado di conquistare le più prestigiose e autorevoli riviste internazionali

    Francesca Dellera è un’importante attrice e modella italiana, nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale grazie alle sue interpretazioni cinematografiche e televisive al fianco di attori di livello mondiale.

    Francesca Dellera

    La biografia di Francesca Dellera

    Terminato il liceo classico, Francesca Dellera si trasferisce a Roma per iniziare la sua carriera come modella: grazie alla sua bellezza e al candore della sua pelle, conquista in breve tempo le copertine di riviste nazionali ed internazionali fotografata da alcuni dei fotografi più famosi del tempo, come Helmut Newton, Dominique Issermann, Annie Leibovitz, Greg Gorman, Michel Comte e André rau. Inizia la sua carriera nel mondo del cinema grazie al regista Tinto Brass che la sceglie come protagonista per uno dei suoi film. Grazie alla sua intensa interpretazione nel remake televisivo “La romana” e all’enorme successo che questo le tributa, Francesca Dellera partecipa al Gran Premio Internazionale dello Spettacolo dove conquista il Telegatto, premio assegnato ai più grandi successi di sceneggiati televisivi. L’attrice, viene inserita all’interno del libro celebrativo creato per festeggiare i 50 anni del Festival di Cannes.

    Festival di Cannes Francesca Dellera

    Le opere di Francesca Dellera

    La prima apparizione di Francesca Dellera sul grande schermo avviene con il regista Tinto Brass. Sempre nello stesso anno partecipa al film brillante “Roba da ricchi”, con Renato Pozzetto e Laura Antonelli. Successivamente viene scelta come protagonista, al fianco di Gina Lollobrigida nella miniserie televisiva “La romana”, tratta dal romanzo di Alberto Moravia che la intervisterà in esclusiva per l’Espresso (in precedenza Moravia aveva intervistato solamente Claudia Cardinale e Sofia Loren). Grazie al film diretto da Marco Ferreri che la definirà “la pelle più bella del cinema italiano, è la protagonista de “La carne” e parteciperà al festival di Cannes ottenendo un successo internazionale e una grande popolarità anche fuori dai confini italiani. In seguito è la protagonista femminile, al fianco di Alain Delon, nel film “L’Ours en peluche” e viene scelta come modella dal noto stilista francese Jean Paul Gaultier per il lancio della sua nuova collezione. Dopo un lungo periodo trascorso in Francia, Francesca Dellera rientra in Italia per interpretare come protagonista la serie televisiva “Nanà”, ispirata all’omonimo romanzo di Emile Zola. In seguito è la protagonista nel kolossal televisivo “La contessa di Castiglione”. Nel corso di tutta la sua carriera professionale partecipa a numerose campagne e spot pubblicitari tra cui quello per la compagnia Italiana Petroli “Superoil azzurro”, ottenendo anche il premio come miglior campagna pubblicitaria dell’anno.


    Maggiori dettagli sulla carriera della modella e attrice Francesca Dellera.