Categoria: Arte e Cultura

  • La Gaia Età

    Alla Galleria Marconi di Cupra Marittima proseguono gli appuntamenti della stagione 2010/2011. Domenica 24 ottobre alle 19.00 infatti si inaugura la collettiva La Gaia Età. La mostra che si avvale della cura e del testo critico di Renato Bianchini presenta l’esperienza di quattro giovani artisti catanesi raccolti intorno a Francesco Insinga, già noto presso lo spazio marchigiano. Gli artisti, che costituiscono il cast dell’esposizione, sono Roberto D’Alessandro, Marco Incardona, Francesco Insinga, Lidia Tropea, e Fabrizio Spucches.
    L’artista Marco Incardona si avvale della collaborazione del performer Salvatore Di Gregorio.
    La Gaia Età è organizzata in collaborazione con la Galleria White Project di Pescara ed è il secondo appuntamento della rassegna Troppo (la Galleria Marconi esagera).

    Programma dell’evento domenica 24 ottobre

    Ore 17:00 inizio proiezione video presso Cinema Margherita
    Ore 18:00 inizio performance presso Piazza della Libertà
    Ore 19:00 inaugurazione mostra alla Galleria Marconi

    “Il contesto paesaggistico etneo diventa lo sfondo di una realtà giovanile che fa da baricentro ad una iconografia dalla qualità compositiva classica e di gusto pittorico, pur se i linguaggi utilizzati dagli artisti sono derivanti da altre discipline.
    Così fotografie, video e performances offrono una molteplicità di immagini che diventano rappresentazione di un meraviglioso scenario, di derivazione arcadica, che si porge gradevolmente allo sguardo degli spettatori.
    In mostra le emozioni sono il modello principe dell’eloquente esaltazione della giovinezza, anche quando con la forza della modernizzazione tratta argomenti dell’attualità contemporanea raccontati attraverso le immagini della video arte con realismo e ironia per fare, in questo caso, da preludio al susseguirsi di fatti improvvisi”. (Renato Bianchini)

    Una nuova rassegna per il sedicesimo anno di attività, in una Galleria Marconi rinnovata nella forma ma fortemente radicata nella sostanza del proprio percorso di ricerca, già questo sembrerebbe Troppo. Ma non ci può bastare. La speranza è lavorare ancora con la coerenza, la testardaggine e la voglia di crescere, restando sempre al passo con i tempi, cogliendo idee e mutamenti della nostra epoca, e anche questo sembrerebbe Troppo. Non c’è arroganza, né immodestia, ma la rassegna 2010 2011 si intitola proprio Troppo (la Galleria Marconi esagera), perché in un mondo dove la crisi è presente e tocca purtroppo la vita di milioni di persone, dove tutti noi siamo sottoposti a tagli e a restrizioni dei diritti fondamentali, abbiamo avvertito il desiderio di debordare, non solo fisicamente.

    scheda tecnica/technical card

    curatore/curator by Renato Bianchini
    testo critico/art critic by Renato Bianchini

    ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
    traduzione di/translation by Patrizia Isidori

    relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
    fotografia/photography Marco Biancucci©
    riprese video/video shooting Stefano Abbadini
    allestimenti/preparation Marco Croci
    progetto grafico/graphic project maicol e mirco
    webmaster http://www.siscom.it

    dal 24 ottobre al 21 novembre
    from 24th october to 21th november
    orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
    opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63012 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703
    e-mail [email protected]
    web http://www.siscom.it/marconi

  • A Bologna una mostra su Dino Gavina, il designer “sovversivo”

    Se col pensiero abbinate “case di Bologna” e “design” non può che risultare il nome di Dino Gravina, il famoso designer italiano cui Bologna dedica la mostra “Lampi di design”, aperta fino al 12 dicembre.

    Nato a Bologna nel 1922, Gavina negli anni Quaranta inizia un’attività che lo porterà, nel 1960, a fondare la Gavina spa, con l’intento di portare nel campo del mobile il concetto del ready-made.

    Vittorio Sgarbi ha scritto di lui: “Estetica e funzione sono i due principi costitutivi, necessari e

    indissolubili, del disegno industriale; e su questo si è mosso l’interesse di Gavina, perfettamente cosciente della nostra incolmabile distanza dall’arte del passato, suo conforto e ossessione; e per questo interprete non inerte o passivo del mito del moderno. (…) Con la parola “moderno” si è legittimato sia l’orrido che il sublime. Gavina ha subito difeso la possibilità che il sublime potesse esprimersi sotto apparenze moderne, razionalistiche.”

    Il percorso espositivo della mostra, che si tiene al MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, è strutturato in sezioni dedicate ai temi e al rapporto con gli autori che più hanno lavorato con Gavina, come Lucio Fontana, Marcel Duchamp, Man Ray, Sebastian Matta, i fratelli Castiglioni, Marcel Breuer, Carlo e Tobia Scarpa, Kazuhide Takahama, Luigi Caccia Dominioni.

    Alla mostra si affianca, presso l’Urban Center Bologna, un’esposizione antologica dei progetti per la città di Bologna di cui Gavina è stato promotore, come piazza Santo Stefano, l’aeroporto Marconi, le luminarie natalizie, le pensiline del trasporto pubblico.

  • Sala Umberto Card: per andare a teatro a Roma quando vuoi e con chi vuoi

    La Sala Umberto inizia una nuova stagione teatrale ricca di appuntamenti presentando, anche quest’anno, un interessante programma all’insegna del divertimento e della cultura.

    Sala Umberto calendario completo della stagione 2010/2011

    Dopo il grande successo riscosso in campagna abbonamenti, la Sala Umberto invita il mondo della rete a scoprire una formula flessibile e conveniente: la SalaUmberto Card per andare a teatro quando vuoi e con chi vuoi. Con una semplice telefonata di conferma della prenotazione si possono utilizzare i tagliandi della card tutti in un’unica soluzione o su più spettacoli.
    In alternativa prosegue la formula di abbonamento tradizionale a giorno e posto fisso, da 7 a 10 spettacoli, a partire da 150 euro.
    Per gli under 25 è disponibile la Giovani Card.
    Per maggiori info: [email protected]

    La Sala Umberto si consolida inoltre come punto di riferimento per tutta la famiglia, dedicando la rassegna teatrale “Un teatro tutto per me” ai bambini dai tre agli 11 anni. Ogni domenica alle ore 11.30 genitori e figli potranno immergersi nel mondo delle fiabe, ascoltare ed assistere a nuove storie realizzate con musiche, clownerie, maschere e magie. Un modo divertente per far conoscere il teatro. Da domenica 17 ottobre “Mostry”, una storia su come vincere la paura.
    Per calendario e maggiori info: [email protected]

    Fino al 24 ottobre è in scena uno dei maggiori successi degli ultimi anni a New York: “Cena a sorpresa” di Neil Simon, con Giuseppe Pambieri, Giancarlo Zanetti e Lia Tanzi, diretti da Giovanni Lombardo Radice.
    Al centro di questa commedia il rapporto di coppia: tre coppie di ex si ritrovano ad una cena al buio, anzi “a sorpresa”, organizzata a loro insaputa dall’avvocato che ne ha curato i divorzi. Meccanismi imbarazzanti e comici si alternano a momenti di riflessione sulla vita di coppia, sull’amore e sulle scelte che hanno portato alla rottura.

    Dal 26 ottobre ritorna Francesca Reggiani con il nuovo spettacolo “Quello che gli uomini (ci) dicono” di Lupo, Reggiani, Giugliarelli. Ironiche riflessioni sull’universo maschile e al tempo stesso uno sguardo lucido e spietato sulla realtà che ci circonda. Che cosa ci dicono gli uomini?…Quali parole usano per sedurci, per amarci?…Quali per giustificare debolezze, paure, ambiguità?…Quali per comandare?…Le parole e i discorsi degli uomini…Mariti, amanti, single incalliti e fobici vari…E poi ancora, politici, imprenditori, uomini di potere…Uomini che gravitano nella nostra sfera personale, e uomini che dettano l’agenda del Paese.

    Per saperne di più, vi invitiamo a navigare sul nostro sito www.salaumberto.com dove troverete tutte le info relative agli spettacoli e agli e artisti come Carlo Giuffré, Rodolfo Laganà, Tullio Solenghi, Maurizio Micheli, Lillo & Greg, Paolo Ferrari, Andrea Giordana, Carlo Buccirosso e molti altri.

    Sala Umberto calendario completo della stagione 2010/2011

    Clicca sull’ immagine per visualizzare il calendario completo della stagione 2010/2011

    Teatro Sala Umberto
    Filippa Piazza
    Tel. 06/97274066
    [email protected]

  • favole personalizzate

    Dall’amore per i bambini e dalla voglia di scrivere e raccontare fiabe ai più piccini nasce Libellus Italia. Libellus è una giovane azienda che realizza favole per bambini con la particolarità, però, che queste favole sono personalizzabili, cioè favole dove un bambino ma più in generale una persona, può diventare il protagonista del racconto.

    Alla Libellus, attraverso il loro sito: www.libelluscollection.com , si realizzano dei veri e propri libri di favole personalizzabili, cioè favole scritte su misura in modo che voi possiate esserne protagonisti; ogni libro è unico, prodotto solo per voi e consegnato in meno di una settimana.
    Libellus propone una collana di 8 favole che ripropongono alcuni grandi classici come ad esempio: “ Il mio amico gigante”; Il mio amico orsetto”; “ La mia avventura di Natale”; “La lampada magica”, “I miei amici dinosauri”; “La mia avventura con il Re Leone”; “La mia avventura con le sirenette”e “ Il Re del calcio”.

    Ordinare una favola è molto facile. Vi basterà andare sul sito: www.libelluscollection.com e seguire delle semplici indicazioni che vi porteranno a scegliere innanzitutto la vostra storia preferita; successivamente indicherete il nome del protagonista, il nome dei suoi amici preferiti, il luogo dove vorrete che venga ambientata la storia e una fantastica dedica che rimarrà per sempre nel cuore di chi riceve questo originalissimo prodotto Libellus collection.

    Il successo nel regalare un libro di favole Libellus è sempre garantito.

    Libellus propone anche altri prodotti sempre divertenti e originali quali le cartoline di auguri parlanti, gli orsetti personalizzabili o l’abbigliamento per i cagnolini, tutti articoli che possano lasciare sempre e comunque un bel ricordo nel tempo.
    Libellus Italia è anche impegnata in un progetto di scrittura creativa per le scuole, chiamato “piccoli scrittori”, atto a far si che siano stesso i bambini a scrivere il libro prendendo spunto da una serie di pagine illustrate e, stampando e consegnando poi la favola prodotta ad ognuno dei partecipanti al progetto. Libellus Italia sostiene il principio che leggere e scrivere è un’attività importantissima che aiuterà tutti i giorni i bambini nel loro percorso di crescita, cercando così di valorizzare il media per eccellenza …. Il libro.

  • Realizzare le Maschere Veneziane tra culrura e arte

    Intervista ad un artigiano veneziano sulla passione nel realizzare maschere veneziane per mantenere viva la tradizione e la storia di Venezia.

    Per cercare di capire le origini e la tradizione delle maschere veneziane abbiamo intervistato un maestro artigiano che da anni produce con passione le maschere in cartapesta.

    Gentile maestro artigiano, da quanto tempo realizza le maschere veneziane?
    Non saprei dirle con precisione, credo che già da bambino vivendo il carnevale di Venezia nacque in me il desiderio di riprodurre quelle affascinanti e misteriose sagome in cartapesta che ricoprivano il volto di gente che ai miei occhi apparivano fatate. Vivere a Venezia e non coltivare la passione per l’arte non è concepibile, in ogni angolo di questa città antica e unica al mondo, riecheggia l’eco di epoche passate. In ogni luogo l’arte travolge il visitatore con le bellezze gelosamente custodite nelle chiese, tra le calli i palazzi manifestano un’architettura dove le forme ricordano influssi di culture medio orientali.
    Il desiderio che nutrivo da fanciullo poco a poco ha cominciato a prendere forma, guardando, osservando ho incominciato a realizzare le mie prime maschere. Ogni volta che realizzo una maschera si concretizza l’amore che nutro per Venezia e la sua storia.

    Per realizzare una maschera ben fatta quanto tempo ci vuole?
    Dipende dal soggetto della maschera e dal tipo di decorazione. Preparare la carta, stenderla per darle la forma desiderata e farla asciugare prima di iniziare il lavoro di decorazione occupa qualche giorno. Le fasi di decorazione sono procedimenti molto delicati dove l’errore può pregiudicare la buona riuscita di una maschera e vanificare tutto il lavoro fatto precedentemente.

    Cosa pensa del fenomeno delle imitazioni che sempre più si trovano in vendita nei negozi ed anche in internet?
    Sono molto preoccupato non solo per quanto riguarda il lato economico, che certo ha la sua importanza, ma specialmente perché rischiamo di perdere la memoria storica su cui si fondano le radici della tradizione delle maschere veneziane. Le imitazioni sono maschere senza anima, per non parlare della qualità dei materiali impiegati, della lavorazione e decorazione.

    Lei crede si possa bloccare questo fenomeno?
    Temo non sia possibile a meno che il governo italiano non voglia prendere dei seri provvedimenti per imporre determinate regole commerciali per impedire che prodotti non realizzati secondo precise regole di produzione vengano spacciati come originali. Per non parlare poi del luogo di produzione, se una maschera proviene dalla Cina deve riportare la dicitura “Made in China” almeno così chi acquista può fare una scelta più consapevole di quello che va comprando, è libero di scegliere se acquistare una maschera veneziana originale od un semplice souvenir turistico a basso costo, in sostanza l’acquirente deve poter effettuare un acquisto consapevole al di là della convenienza economica.

    Le più belle ed originali maschere veneziane le trovate nel sito della Italian Styles, ove è possibile acquistare le maschere di Venezia originali ad un prezzo ragionevole.

  • “Il Grande Blu”, sabato 16 s’inaugura una collettiva di arti visive

    Siracusa – “Il Grande Blu” è il titolo di una mostra collettiva di arti visive, inserita nel progetto “Segni del Mare”, curata e organizzata da Nino Portoghese presidente dell’Associazione culturale “L’Arco e la fonte”, che sarà inaugurata sabato 16 ottobre alle ore 18.30, nelle sale del Monastero del Ritiro (Via Mirabella, n. 31)

    Il tema della mostra, è il rapporto tra l’uomo e il mare, visto sia negli aspetti della tutela ambientale con riferimento ai danni causati dall’industrializzazione e al depauperamento delle sue risorse naturali, sia negli aspetti antropologici e culturali con riferimento al fascino che il “Grande blu” ha sempre esercitato sull’immaginario collettivo come simbolo del desiderio di viaggio e di mistero.

    Saranno esposte opere di pittura, scultura e fotografia di Lawrence Buttigieg, Roberta Conigliaro, Andrea Decani, Luca Di Martino, Diana Forassiepi, Giovanni Garipoli, Giuseppe Giardina, Enzo Giurdanella, Fredinando Greco, Jano Lauretta, Francesco Rinzivillo, Jano Sicura, Davide Tito, Adriano Urbano, Annibale Vanetti.

    L’inaugurazione sarà accompagnata da una degustazione di prodotti ittici del pescato siracusano.

    Saranno presenti l’on. Giambattista Bufardeci, il sindaco di Siracusa Roberto Visentin, l’assessore alle Politiche culturali del comune di Siracusa Cesare Alessandro Speranza.

    “Il Grande Blu” è realizzato con il patrocinio dell’Assessorato regionale delle Risorse agricole e alimentari e la collaborazione dell’ Assessorato comunale ai Beni e Politiche culturali, Spettacolo e Turismo .

    La mostra resterà aperta fino al 7 novembre e potrà essere visitata dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00, nei giorni festivi dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 21.00. Ingresso gratuito.

    Info e Contatti:

    Associazione culturale L’Arco e la Fonte

    Via Francesco Mortellaro, 6 – 96100 Siracusa

    Tel. 347-4935914 / 335-1534680

    Fax: 0931-22143

    e-mail: [email protected]

    sito web: www.larcoelafonte.it

  • Atmosfera Italiana: il nostro tessile per la tavola

    Quando abbiamo chiesto a TELAE MAGISTER, nostro fornitore per l’area tessile, di presentarsi, parlandoci della sua attività e della passione per il suo lavoro, lui ha voluto inviarci questo scritto.

    Abbiamo deciso di riportarlo integralmente per lasciare intatta la sua forza espressiva, per rispettare il suo legame con la sua terra e per rinnovare a lui la stima che gli riserviamo, stima riserviamo a tutti i nostri fornitori-partner che mettono cuore e slancio nel loro fare.

    “Il posto da cui veniamo è fatto di pietra ed acqua, la sua gente è forte e determinata, resistente e chiusa. Lavora, e quasi tutti lavorano nel tessile.

    Le fabbriche, telerie o lanifici che siano, sono il paesaggio di un luogo che ha fatto di un mestiere un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo e che chiunque sia nato qui, coinvolto o no che fosse, ha respirato fin da bambino.

    Non è quindi per pigrizia, ma per rispetto, che ci siamo rivolte al nostro territorio per cercare l’eccellenza italiana nel tessile e, nel nostro Territorio, il Biellese, abbiamo rivisitato i maestri tessitori, viste le loro produzioni di oggi ed assaporato la genuinità di un prodotto che fa parte della loro vita da secoli.

    Telae magister perché ognuno dei tessuti di questa piccola collezione, dal più umile al più pregiato, arriva al terzo millennio portandosi dentro la storia di uomini e donne, il loro lavoro, le loro vittorie, le loro invenzioni, il loro progresso, le loro gioie ed il loro successo.

    Perché alcune di queste tele erano strumenti di lavoro, altre raffinati manufatti di lusso, ma tutte venivano prodotte da persone che, generazione dopo generazione, hanno fatto di ciascuna delle fasi di produzione una specializzazione per ottenere da ciascuna di esse il massimo dei risultati, l’eccellenza.

    Non importa se si parla di lino, lana, cashmere o cotone, l’amore con cui questi tessuti vengono prodotti è lo stesso di ieri e noi ve li proponiamo nella convinzione che nulla possa essere più moderno ed attuale di ciò che ci appartiene da sempre;”

    Elena e Chiara

    Vieni a conoscere TELAE MAGISTER su Atmosfera Italiana!

  • Forme e Riforme: il nuovo numero di Cultumedia

    Cultumedia questo mese dedica il suo speciale alle Forme e Riforme. Cultumedia tratterà delle nuove forme di design ecosostenibile e comunicativo, dei nuovi modi di tradire nell’epoca del web e di come, a causa, dei social network si sta deformando il concetto di socializzazione. Su Cultumedia potete trovare tante notizie di cronaca, attualità, spettacolo, interviste e imperdibili rubriche. Naturalmente Cultumedia affronta tutte le tematiche più calde del momento, parleremo del nuovo Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e dei principali problemi che dovrà immediatamente affrontare, del professore negazionista della Shoah, e della nuova tendenza che sta nascendo, in alcune scuole italiane, di utilizzare degli sponsor privati per avere dei finanziamenti. Queste solo alcune anticipazioni, se volete saperne di più collegatevi su Cultumedia.it. Che aspettate correte a leggerlo!!!

  • Un intrigante viaggio attraverso i sensi alla ricerca del piacere nel booktrailer de “L’APOSTOLO SCIAGURATO” di Maddalena Lonati

    E’ in distribuzione in questi giorni in tutta Italia il nuovo romanzo della scrittrice Maddalena Lonati, “L’APOSTOLO SCIAGURATO”. Acquistabile anche su www.ibs.it www.bol.it www.webster.it e molti altri siti di vendita online.

    Qui si può vedere il sensuale booktrailer dell’ultima opera:

    http://www.youtube.com/watch?v=nSrssJfvIts

    Un’attrazione morbosa.

    Una relazione fuori dalle convenzioni.

    Un amore infinito.

    Un intrigante viaggio attraverso i sensi alla ricerca del piacere.

    Qui si può ascoltare la prima intervista radiofonica rilasciata in proposito:

    http://www.ciaocomoradio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2034&Itemid=26

  • In-Differenze mostra d’arte sul tema del razzismo

    Sabato 16 ottobre 2010 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (zona Colosseo) a Roma, la mostra In-Differenze degli artisti Giovanna Appodia, Cosimo Massimo Cavallo, Elena Copetti, Tania De Gregorio, Vanessa Franzella, Nilo Furlan, Anno Matthias Henke, Jndj, Annamaria Maisto, Francesco Padovani, Miki Pedro, Shura, Anna Maria Staccini. La mostra è centrata sulle problematiche legate alla diffusione del razzismo nell’attuale società multietnica.

    Soqquadro & Vista
    Presentano
    In-Differenze
    Mostra collettiva

    DURATA: 16-29 ottobre 2010
    INAUGURAZIONE: sabato 16 ottobre ore 18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì 14.00-19.30 sabato 17.00-19.30
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICE: Marina Zatta
    COLLABORAZIONI: Gloria Ceschin, Gemma Guirado Robles, Yasmin Mohamed Samir,
    Alessandra Parrella, Mara Valente
    INFO: tel. 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
    [email protected] [email protected]
    www.soqquadro.eu

    “Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo. In questo luogo Soqquadro espone la collettiva In-Differenze, un progetto di Marina Zatta sulle difficoltà legate al razzismo nell’attuale società multietnica.

    La società in cui viviamo si sta delineando sempre più come multiculturale e multietnica, ed al contempo le paure delle persone nei confronti dell’Altro, del Diverso si stanno amplificando. Ciò crea delle tensioni sociali esasperate da una politica qualunquista, xenofoba e populista, che anziché elaborare un percorso di socialità condivisa e dell’accoglienza, spinge le persone a rinchiudersi nel proprio recinto.

    Questa gara tra civiltà “evolute” e altre “inferiori” rischia di far diventare l’Italia una polveriera etnica, la barbarie di ciò che è accaduto a Rosarno ed altri episodi preannunciano questo rischio, che ci sta spingendo verso una guerriglia urbana etnica che altri paesi, già conoscono; la Francia degli scontri nelle banlieue parigine o l’America delle gang etniche sono due esempi di tensioni etniche sfociate nella violenza che la storia dell’emigrazione conosce.

    In quest’ottica la costruzione di una società capace di accettare e inglobare al suo interno le differenze culturali e religiose è il modo migliore per non gettare benzina sul fuoco, e quindi la creazione di una società Indifferente alle Differenze è ciò che Soqquadro auspica e desideriamo, con questa mostra, dichiarare quest’auspicio con chiarezza attraverso l’esposizione di opere che, anche simbolicamente, raccontino la necessità/opportunità di realizzazione di un mondo aperto alla tolleranza e non all’esclusione razzista.

    I quadri di Giovanna Appodia sono un “fermo-immagine”; hanno la pretesa di catturare lo sguardo di chi li vede e di indurre a pensare, a fantasticare tanto da avere l’impressione di sentir parlare o di veder muovere i protagonisti delle opere. Rappresentano la quotidianità, al fine di rendere immortale il nostro modo di essere e per regalare ai posteri le immagini del nostro tempo.

    Cosimo Massimo Cavallo ci fa entrare nella difficoltà di essere dei bambini del continente. Il loro è uno sguardo che incede, che fruga nel futuro, in ricerca della speranza di un mondo che li liberi dalle dipendenze del passato.

    Elena Copetti ci parla della sua opera attraverso i versi di una poesia, ma in questo caso redatta da lei stessa: Dolce Perla d’Oriente / a te dedico il mio estro / per creare un ponte d’amore, di rispetto e di amicizia. / Il tuo sguardo nel mio sguardo / il mio cuore nel tuo cuore. / Questo è ciò che so fare… / Questo è ciò che ti offro… / per creare il ponte…

    Per Tania De Gregorio il quadro prende forma al di là e prima di ogni gesto pittorico intenzionale. Linee e colori si fondono, prendono corpo in un gioco che porta in posti sognati, diventano specchio di emozioni, stati d’animo, pensieri. La forma finale non è un pensiero dato ma lo spunto per chi guarda, l’inizio di un percorso, una storia, un viaggio; la tela diventa realtà parallela, i colori e le linee sono la controparte artistica di stati d’animo, emozioni che, sfuggendo al controllo razionale, danno vita a luoghi e immagini sospesi tra realtà e sogno. Nel silenzio del fare pittorico le emozioni diventano gesto che emerge sulla tela.

    Nell’opera di Vanessa Franzella il filo spinato è la rappresentazione della sofferenza in questo mondo, che è difficile distruggerla….si viene giudicati per il colore della pelle..ma nessuno sa quanto nell’animo siamo tutti uguali…

    L’immagine del quadro di Nilo Furlan vuole esplorare il mondo inconscio dell’immigrato, del suo credo. Molte volte immerso violentemente in una modernità di schemi e di comportamenti a lui incomprensibili e dove lo scandire del tempo e il significato dell’esistenza stessa, non coincidono con quelli che l’artista ha conosciuto fino ad ora.

    La tecnica pittorica di Anno Matthias Henke è di un cronista che fissa quello che succede o che vede attorno a sè con il suo linguaggio, dando vita a tele che sono una specie di ” eventogramma”, lastre sulle quali è scritto ciò che succede, codificato e filtrato attraverso la sua concezione di forma e cromaticità. Una pittura istintiva e dal forte gesto, non rivolta alla perfezione del disegno, ma al gesto, la postura delle figure che parla di come stanno e cosa vivono, spesso condita da elementi onirici.

    Restando sul versante letterario possiamo spiegare il ciclo di Jndj con i versi de “La luna e la morte” di Garcia Lorca: La luna ha comperato quadri alla Morte. / In questa notte buia /la luna è pazza! /Nel mio cuore cupo apro /una fiera senza musica /con le baracche d’ombra”.

    Volver, di Annamaria Maisto, é un ritorno, un flusso di coscienza. Esprimere sulla tela opinioni e stati di fatto, ci dice, non le è facile, cancellare, ripassare, ricoprire innumerevoli volte le linee di demarcazione, i contorni dei suoi soggetti é un modo per riflettere, ogni passaggio in più é un pensiero aggiunto… e poi nella mente il cerchio si chiude, nell´opera no, i contorni vengono ad un tratto lasciati aperti, si uniscono col fondo in una fusione che libera il soggetto, ma nello stesso tempo lascia entrare il buio.

    Francesco Padovani ci consegna un’immagine che intende evocare in uno il binomio sensuale/sacrale. Una dimensione dove é presente, al tempo stesso, il rapporto tra Eros e Thanatos, inteso come l’essenza e la base dell’esistenza umana, o meglio, come i due poli, quello generativo dell’Eros e quello distruttivo del Thanatos indissolubilmente concatenati”

    C’è invece un parallelo letterario e si parla ancora di donne nell’opera di Miki Pedro, ispirata alla figura shakespeariana di Ofelia; un viso di donna quasi del tutto cancellato, grigio, un volto in cui il colore della Vita e’ stato sostituito dal grigiore della Morte. Un volto-non volto di cui possiamo solo intuire l’originaria bellezza, che ci inquieta per la sua indefinitezza di lineamenti; un viso scomparso, sommerso dall’acqua, in Ofelia così come in tutti i casi delle donne che, pur di raggiungere le nostre spiagge, rischiano e perdono la vita su imbarcazioni di fortuna.

    E’ in questo senso che possiamo collocare l’opera di Shura, partendo dalla triste verità che la violenza sulle donne non ha colore, religione, o confini territoriali. E’ una violenza che accomuna molte donne. E’ una catena che affligge il corpo e la mente. Il corpo della donna trasformato in oggetto del desiderio o schiavizzato. Un corpo incatenato a stereotipi culturali. Una violenza che non ha differenze etniche, ma spesso, solo indifferenze culturali.

    Anna Maria Staccini ci parla invece di Africa. Un’Africa che è l’eterna lotta per la sopravvivenza, è fame sete e povertà, è occhi scuri profondi come la notte, è pelle d’ebano, è tramonti infuocati ed albe dorate, terra riarsa e mari cristallini. In una parola, è semplicemente l’Africa.