Categoria: Arte e Cultura

  • Le macchine di Leonardo: esposizione a Villanova Monteleone

    Dal 24 marzo all’11 giugno 2012 l’amministrazione comunale di Villanova Monteleone ospiterà negli spazi espositivi di Su Palatu de Sas Iscolas la mostra “Le macchine di Leonardo“.

    Si tratta di riproduzioni fedeli di trenta modelli realizzati dalla famiglia di artigiani fiorentini Niccolai, prodotti artigianalmente utilizzando i materiali dell’epoca: legno, metallo, cordame, stoffe.

    L’intento della mostra è di esplorare il Genio di Leonardo da Vinci: pittore, ingegnere e scienziato.

    Attraverso le riproduzioni di modelli di macchine concepite nel XV secolo, il visitatore è proiettato in un percorso guidato che parte dall’intuizione scientifica sino alla materiale realizzazione del piano progettuale.

    Le macchine esposte sono interattive e invitano il visitatore a essere protagonista nella mostra; gli utenti dell’esposizione sono attratti dalla realizzazione di qualcosa che finora è sempre stato teorico e mai tangibile.

    Oltre alle macchine, saranno esposti anche undici pannelli descrittivi in italiano e in inglese relativi ai temi di interesse artistico e scientifico di Leonardo: l’anatomia, l’idraulica, la guerra, il volo.

    Ulteriori informazioni saranno reperibili attraverso video proiettori e totem digitali sistemati nelle sale espositive.

    Per i gruppi è necessaria la prenotazione, la visita della durata di circa un’ora, avverrà insieme ad accompagnatori che illustreranno le macchine esposte ed il Genio di Leonardo.

    L’esposizione sarà allestita presso i locali di Su Palatu ‘e sas Iscolas

    Orario: 09:30-13:30/15:00-19:00

    Via Papa Giovanni XXIII, 07019 Villanova Monteleone

    Info e prenotazioni: RTI Monte Baranta-S’Andira

    Contatti: Tel. Bruno 393 9666611 – Maria 328 9226392 – Roberto 380 3171712

    mail: [email protected]

    sito web: leonardoavillanova.blogspot.com

    twitter: https://twitter.com/Leoavillanova

    facebook: http://www.facebook.com/leonardoavillanova

  • LIVE PAINTING & MUSIC AL CONCORSO INTERNAZIONALE “DONNE IN RINASCITA”

    Continuano con grande successo le serate organizzate alla Passepartout Unconventional Gallery di Pero, nell’ambito del Concorso Artistico Internazionale “Donne in Rinascita” in programma fino al 21 marzo prossimo.
    LIVE PAINTING & MUSIC nella performance dell’Artista Giuseppe Ravizzotti con l’accompagnamento musicale di Andrea Fabiano di giovedì 15 marzo alle ore 20,30.
    La serata si articolerà all’insegna del colore e della musica per celebrare le quattro Donne, simbolo del concorso: Artemisia Gentileschi, Camille Claudel, Frida Kahlo, Alda Merini – Donne in rinascita.”
    La libera interpretazione delle opere delle quattro artiste, rivisitate in chiave contemporanea. Genio, follia, passione e divertimento. Tutti i visitatori potranno vedere le opere in concorso ed esprimere quattro preferenze.
    Ai partecipanti verrà omaggiato un… beh… venite e lo saprete! Vi aspettiamo!!!
    Ingresso libero.

    info line: PassepARTout Unconventional Gallery – Via Sempione 239 – 20016 Pero (MI) – tel. 02.33.90.506 – [email protected]http://www.passepartout-unconventional-gallery.it/

  • Eventi a Venezia: Punta della Dogana ospita la mostra Elogio del Dubbio

    Da qualche anno la già ampia offerta artistica e museale del capoluogo veneto è stata arricchita da un nuovo museo arte contemporanea Venezia a Punta della Dogana. Ed è proprio a Punta della Dogana che è in corso la mostra “Elogio del Dubbio”, inaugurata il 10 aprile 2011, che si protrarrà fino alla fine del 2012.

    La mostra, tesa a celebrare ed approfondire la dimensione del dubbio, ospita una sessantina di opere realizzate da circa venti artisti del calibro di Maurizio Cattelan, Sigmar Polke, Donald Judd, Runi Horn, Tatiana Trouvé ed Edward Kienholtz, giusto per fare qualche nome. Si tratta in parte di opere già viste nell’ambito di altri eventi ed esposizioni, e in parte di opere create ad hoc per la mostra veneziana. Opere diverse tra di loro, di artisti diversi, ma accomunate dal tema del dubbio, inteso come messa in discussione del concetto di identità e dubbio per quanto riguarda il rapporto tra dimensione intima, personale e dell’opera.

    Ma perché realizzare una mostra d’arte contemporanea Venezia dedicata proprio alla tematica del dubbio? La risposta ci viene da Caroline Bourgeois, curatrice della mostra, che in un’intervista rilasciata a Fabrice Bousteau ha spiegato come il concetto di dubbio sia di estrema importanza, in quanto fa parte della nostra sfera più intima e ci permette di crescere e stimolare il nostro pensiero ad evolversi. Potremmo dunque dire che porse dei dubbi significa, in senso lato, mettersi in discussione senza rimanere incatenati ad una convinzione, alle apparenze, alle credenze e così via. È mettendo in discussione quello che pensiamo essere un dato di fatto, una certezza, che riusciamo ad ampliare la nostra mente e ad espandere il nostro pensiero, e l’arte è sicuramente, e da sempre, uno dei mezzi migliori per spingere le nostre menti sempre più in là.

    Quello di dubbio è un concetto molto ampio e sfaccettato, che può riguardare diversi ambiti e avere varie accezioni. Non è dunque un caso che visitando la mostra di Venezia e soffermandosi sulle singole opere esposte si abbia l’impressione di trovarsi di fronte a varie interpretazioni del concetto di dubbio. Nell’installazione Décor: A Conquest – XIX and XX Century dell’artista belga Marcel Broodthaers, per esempio, il dubbio è da leggersi come contrasto tra apparenza e realtà, tra l’apparente serenità della scena borghese rappresentata e la realtà cruda della guerra del Vietnam. L’opera di Roni Horn è invece tesa ad indagare la dimensione del dubbio anche in senso linguistico, e l’obiettivo dell’artista è comprensibile già dal gioco di parole che caratterizza il titolo dell’opera: Well and Truly, in cui il termine inglese “well” può voler dire sia “bene” che “pozzo”. L’algerino Adel Abdessemed, presente alla mostra con tre opere raccolte in una stanza interamente a lui dedicata, interpreta invece il concetto di dubbio come incertezza ed angoscia quotidiana.

    È possibile visitare la mostra tutti i giorni, tranne il martedì e il 24 e il 25 dicembre, dalle 10 alle 19. Una buona occasione non solo per approfittare di un week end all inclusive in Veneto e per conoscere le opere di alcuni dei più importanti artisti contemporanei, ma anche per visitare Punta della Dogana, ristrutturata nel 2009 da Tadao Ando e diventata, da ex porto monumentale della città, uno degli spazi museali di riferimento di Venezia per quanto riguarda l’arte contemporanea.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – posizionare site

  • L’Alba della Libertà


    “Un brigante italiano: magro, pallido, cencioso,

    ma eloquente come la tempesta,

    ardente come un apostolo,

    astuto come un ladro,

    disinvolto come un commediante,

    infaticabile come un innamorato: Giuseppe Mazzini.”

    (Klemens von Metternich, Memorie, Ed. Bonacci, 1991)

    Roma, 1 marzo 2012

    Il 10 marzo 2012 non è una data come tante altre. 140 anni fa moriva a Pisa il ligure Giuseppe Mazzini, patriota, politico, filosofo e giornalista che con le sue idee e la sua azione politica contribuì in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario italiano e alla formulazione di un pensiero di democrazia, plasmato sulla forma repubblicana dello Stato, che nutrì i moderni movimenti europei.

    Le condanne subite in diversi tribunali d’Italia lo costrinsero, però, alla latitanza fino alla morte. Ed è in questo momento che si situa “L’Alba della Libertà”, uno short film, in fase di montaggio, dedicato alla figura di Mazzini, della giovane ed esordiente regista romana Emanuela J. Morozzi.

    In questo lavoro non viene presentato un eroe, né tantomeno un leader cospirativo e carismatico, ma un uomo stanco, malato, all’ultimo giorno della sua vita; sconfitto da un Risorgimento che non gli appartiene, a cui ha dedicato tutta la sua esistenza, ma pronto ancora a credere e a parlare di libertà e giustizia e a mettersi a nudo, forse per la prima volta nella sua esistenza, nell’amore.

    “Ho voluto dipingerlo in maniera inedita, nella sua intimità – racconta la regista – e, forse, anonima quotidianità; nella fragilità e nella verità di un soliloquio negli ultimi momenti della sua esistenza. Immaginando quali siano stati i pensieri di chi come lui ha compiuto gesta che hanno fortemente influenzato la coscienza del proprio popolo. Inoltre, mi è piaciuto riscoprire un Giuseppe Mazzini nella particolarità di un sentimento che ci accomuna tutti: la commozione. Quella commozione insita nel nostro inconscio più recondito, che viene dai primordi, che appartiene a noi dalla notte dei tempi e che ci rende, nonostante la nostra unicità, indiscutibilmente tutti Uguali. Uguali nell’ amore, nelle paure, nelle parole non dette, negli addii”.

    Il cortometraggio, della durata di 10 minuti, è stato realizzato nel Comune di Genzano (prov. di Roma), che, patrocinando l’iniziativa, ha messo a disposizione il suo palazzo più importante, lo Sforza Cesarini, con il parco antistante. È stato girato in formato digitale, recitato in Italiano, con sottotitoli in inglese, francese, spagnolo e tedesco.

    La troupe è composta da giovanissimi di 20 e 30 anni, che si sono riuniti appositamente per omaggiare Mazzini nell’anniversario della sua scomparsa. Gli attori che interpretano il patriota italiano nelle sue tre età sono: Philippe Guastella- adulto, Daniele Zappalà- giovane, Edoardo Zampini – bambino. La voce del protagonista è di Angelo Maggi, noto e pluripremiato attore e doppiatore italiano, proveniente dalla scuola di Vittorio Gassman. Fanno ancora parte del cast: Manuela Marchetti, giovane donna; Martina Fioramonti, bambina; Ninni Sciandra, madre di Mazzini.

    La colonna sonora è stata composta da Marco Valerio Antonini, che ha studiato composizione al conservatorio di Santa Cecilia, e frequentato Masterclass di musica per film con autori come N.Piovani e A.Di Pofi, collaborando con il Centro Sperimentale di Cinematografia, la NUCT e l’ACT a Cinecittà. Nel 2011 vince l’NCN Lab della Fond. Cinema per Roma, nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Roma, con la musica per il corto “La legge di Jennifer”, di A.Capitani.

    Il progetto “L’Alba della Libertà”, essendo di interesse storico- culturale, verrà presentato nei più importanti festival nazionali ed internazionali.

    Biografia Emanuela J. Morozzi

    Studia presso l’Università Tor Vergata di Roma dove si laurea in Storia Scienze e Tecniche della musica e dello Spettacolo con lode. Subito dopo inizia il suo percorso artistico nel Cinema Indipendente; muovendo i primi passi nella produzione, andrà poi ad occuparsi della parte organizzativa di corti, lungometraggi e pubblicità televisive. Dal 2009 inizia a curare la parte registica, prima come aiuto regia, ruolo che spesso ancora oggi ricopre, e poi dal 2011 anche come regista e produttrice indipendente.

    INFO

    Ufficio Stampa

    Francesca Vitalini 3393390878

    Fernanda Perri 3477898640

    Email. [email protected]

  • “Storie di Luce” Roberto Piaia Incontra i Maestri Fiamminghi del ‘600

    ‘Storie di Luce’: storie dell’Arte.

    Come nel prisma la luce si scompone offrendo all’occhio lo spettro dei colori, così l’Arte -alla luce della ricerca estetica- scompone la realtà offrendone molteplici letture, sempre attuali e sempre ricorrenti. Attraverso un percorso di circa trenta opere, viene mostrato l’arcobaleno dei nessi segreti che legano ogni opera di Roberto Piaia con una corrispettiva opera antica proveniente dalla Galleria Caretto, venendo a comporre, per mezzo di una riflessione sulla luce, un cammino di meditazione tra temi, tecniche e soggetti che mostrano l’arte non già come qualcosa di cristallizzato, ma come un’entità fluida e a tratti indefinibile, come la luce. Da qui il titolo dell’esposizione, in cui Piaia ed i maestri fiamminghi e olandesi si accompagnano a vicenda nesso dopo nesso.

    Le varie opere di entrambi sono ricche di dettagli minuziosi e mostrano un’intima attenzione al mondo: dalla cura per i drappi ai bicchieri di cristallo, dai ritratti alle scene di vita quotidiana, il tutto illuminato dalla luce che avvolge con attenzione l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, unificando così tutte le rappresentazioni. Gli artisti fiamminghi e olandesi, narratori del proprio tempo, rappresentano la realtà quotidiana delle varie classi sociali, dal popolo all’alta borghesia del “Secolo d’Oro” dei Paesi Bassi. Roberto Piaia “racconta” le sfumature della nostra civiltà e l’influenza della storia nel nostro tempo, con protagonista assoluta la donna.

    Un raffronto reso possibile grazie ai dipinti della Galleria Luigi Caretto di Torino, tra le più importanti ed antiche gallerie d’arte operanti in Italia, autentica istituzione nel settore della pittura fiamminga ed olandese. Dal 1911, anno della sua fondazione, quattro generazioni di Caretto si sono alternate nel segno di una vastissima competenza ed un profondo amore per l’Arte. Le tele fiamminghe e olandesi esposte sono una raccolta d’exempla dei numerosi filoni dell’arte nei Paesi Bassi. Si comincia con il soggetto-simbolo: la natura morta, rappresentata da importanti autori quali Jan Jans De Heem e Cornelis Kruys. Aringhe, agrumi sbucciati, molluschi, un trionfo di cibo come esibizione d’opulenza e allusione alle vanità terrene, ma soprattutto come esaltazione delle qualità evidenti della materia tramite la tecnica pittorica. Per l’occasione, verrà presentata anche una monumentale opera di Pieter Claesz, tradizionalmente considerato il più importante naturamortista olandese, che, per formato e qualità, è un “quadro-evento” all’interno della rassegna. Si proseguirà con la presenza di altri artisti, dal caravaggista nordico Adam de Coster per approdare ad una preziosa tavola di Pieter Leermans, raffigurante una giovane donna con una chitarra in mano che tenta di toccare una farfalla, il tutto incastrato in una nicchia, come nella tradizione dei pittori del “genere gentile” della scuola di Leida. Anche quest’opera ricca di dettagli, (dal drappo rosso vellutato e ricamato di fili d’oro, al libro appoggiato sul davanzale, così rifinito che è possibile leggerne il contenuto), ci riporta alla qualità artistica e lenticolare tipica delle opere di Piaia.

    Roberto Piaia, pittore e scultore di Pieve di Soligo (TV), nato il 11/04/61, artista oramai consolidato, ha ricevuto nel 2009 dal Comitato Critico del Catalogo d’Arte Moderna, (edito da Mondadori), la classificazione di AIC, vale a dire, Alto Interesse Critico e quest’anno è stato selezionato dalla Direzione Artistica per partecipare con una scultura di marmo ed un dipinto alla 54° Biennale di Venezia, pad.Italia. Nonostante sia un’inesauribile carica d’eclettismo in continua ricerca, un trasvolatore d’orizzonti che necessita dell’invenzione, dell’impossibilità della ripetizione, Piaia rimane in ogni modo legato alla tecnica degli Antichi Maestri; egli utilizza l’olio come supporto tecnico, colore adatto alla sfumatura che vincola a tempi lunghi perché asciuga molto lentamente ma permette di procedere a numerosi, tenui, fragili e trasparenti strati di velature, che donano un effetto ottico tridimendisionale. Come i vari suoni contengono i toni delle note musicali, Piaia, attraverso un suo “prisma mentale”, in molte delle sue opere avvolge o accarezza i corpi e gli oggetti di luce colorata dello spettro di base. Interessanti sono i simboli esoterici che accompagnano la firma quadricromatica di Piaia: mai eguali, ricordano un linguaggio, indecifrabile, che racconta una storia a noi ignota, caricando le immagini di mistero.

    Storie di Luce 5 maggio – 10 giugno 2012

    inaugurazione 4 maggio, ore 18,30 Casa Museo G.B.Cima

    Via Cima 24, Conegliano Veneto (tv)

    Info: Carmen De Guarda Mob. +39 339 20 64 275 Tel/fax 0438 966 528

    www.storiediluce.com [email protected] [email protected]

    orari: mar-mer-gio: 15.30/19,30 | ven.- sab – dom: 10,00/12,30 | 15.30/19.30| lunedì chiuso

    Ingresso libero

    Curatori: dott. Massimiliano Caretto, dott. Fabrizio Fantino, prof. Riccardo Millemaggi Pillonetto Palatini.

    Catalogo: in mostra Euro 25,00

    Patrocini: Regione Veneto, Provincia Treviso, Comune Conegliano,

    Comune Pieve di Soligo

    Sponsor: Energyca www.stazionienergyca.it

    Cantina “Il Colle” www.proseccoilcolle.it

    Banca Della Marca www.bancadellamarca.it/

    Inox Piave, San Fior

    Itinerario e informazioni territorio: www.storiediluce.com

    Info opere fiamminghi: Info opere Roberto Piaia Veneto: Piemonte:

    www.galleriacaretto.com www.robertopiaia.com www.galerieunique.com



  • Al via a Padova la seconda edizione di SacreArmonie

    Al via la seconda edizione di SacreArmonie, rassegna contenuta nel format Universi Diversi, che dal 21 marzo al 9 giugno 2012 porterà nelle sedi più prestigiose della città di Padova sei spettacoli innovativi e sperimentali che spazieranno tra teatro, musica e poesia. Molte le prime assolute per la regione del Veneto e il NordEst che ospiteranno personaggi di grande richiamo: Roberto Vecchioni, Fabio Gemo e Davide Ferrario, Sarah-Jane Morris, Gioele Dix, i Monaci Tibetani del Monastero di Tashi Lhunpo e Alessandro Gassman.

    SacreArmonie è organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova all’interno del format Universi Diversi, in collaborazione con Spazio Gershwin e Scuola di Musica « Gershwin » di Padova.

    La cultura è l’anima di una città, è la sua rappresentazione simbolica, la declinazione progettuale della sua identità più profonda. Questo è il filo rosso che unisce la volontà dell’Amministrazione di connotare sempre più Padova, città ad elevato grado di complessità culturale, come “Città d’arte” coniugando questa identità con lo spettacolo dal vivo e la produzione culturale cittadina.

    Tutte le proposte ruotano attorno al concetti di sacro e profano che hanno connotato nel tempo Padova per la presenza di Sant’Antonio e Galileo Galilei.

    «In quest’ottica – spiega l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio – presentiamo alla città Universi Diversi. Un contenitore idealmente unificante tra realtà storico-culturali diverse, un percorso che attraversa la storia della Città in tutte le sue espressioni. Un’opportunità per gli artisti e le istituzioni culturali di rappresentare la città con l’auspicio di dimostrare, attraverso la cultura, di essere sempre più cittadini del mondo, in rete con le esperienze culturali più innovative».

    All’interno di questo percorso si inserisce la rassegna SacreArmonie con proposte innovative e sperimentali e, per la qualità e fama degli interpreti, di grande richiamo e spettacolarità. «Una rassegna che vuole mettere in primo piano alcuni dei tratti identificativi della nostra Città e – come spiega il direttore artistico Maurizio Camardi vuole essere un momento di riflessione spirituale, scientifica, artistica a partire da queste tematiche, con uno sguardo aperto sul futuro».

    SacreArmonie si inaugura con una prima assoluta nel Veneto, mercoledì 21 marzo ore 21.15 all’Auditorium Pollini di Padova. Protagonista il “professore” Roberto Vecchioni con la magica suggestione del suo “Ex Cathedra”: una lezione-viaggio che indaga la meravigliosa lirica amorosa classica da Saffo a Catullo. Un excursus in cui ripropone, insieme alle letture poetiche, i suoi brani più famosi impreziositi dall’accompagnamento al pianoforte del maestro Patrizio Fariselli, virtuoso del jazz e della musica popolare, già protagonista della storica formazione degli Area.

    Un passaggio negli inferi danteschi con il secondo appuntamento, sabato 14 aprile ore 21.00 nella chiesa di Santa Maria dei Servi, con i Canti dall’Inferno. Lo spettacolo, a cura del centro Studi sull’Etnodramma, ideato e diretto da Fabio Gemo, è una scelta degli episodi più conosciuti della prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, presentati in un percorso pensato come una vera e propria partitura, a sottolineare parola e musicalità. L’iconografia macabra dell’opera dantesca viene affrontata attraverso spazi sonori che grazie alla voce di Fabio Gemo e alle musiche di Davide Ferrario rendono palpabili le nostre angosce nell’intento di condurre lo spettatore a percorrere un viaggio tra le pieghe più buie del nostro inconscio.

    A seguire un’altra prima assoluta per il Veneto con Sarah-Jane Morris e il nuovo album Cello songs (venerdì 20 aprile) e ancora Gioele Dix in Gioele legge Gioele, martedì 15 maggio al Teatro Verdi, unica data per il Veneto.

    Cello songs, venerdì 20 aprile, ore 21.30, nella Sala dei Giganti di Palazzo Liviano vedrà protagonista la splendida voce di Sarah-Jane Morris, alla quale si uniscono Tony Remy alla chitarra, Michael Rosen al sax ed Enrico Melozzi al violoncello, in un repertorio che spazia da Debussy a Boy George. Cello Songs nasce dall’idea di realizzare un lavoro tutto incentrato sulla vocalità “violoncellistica” di Sarah Jane Morris in uno spettacolo di taglio classico/moderno che coinvolgerà il pubblico facendo riscoprire le sonorità classiche della voce di Sarah, senza però allontanarsi troppo da quelle moderne della forma canzone e del jazz.

    Straordinario appuntamento martedì 15 maggio ore 21.15 al Teatro Verdi con Gioele Dix che, dopo la fortunata esperienza de “La Bibbia ha quasi sempre ragione”, spettacolo e poi libro di successo, riprende il filo interrotto delle sue divagazioni a sfondo biblico.

    In Gioele legge Gioele Dix legge, racconta, commenta e soprattutto si interroga sul significato di alcuni passi cruciali del prezioso Libro dei libri. Ammirazione, stupore, perplessità, molta ironia, mai per denigrare o prendere le distanze, ma al contrario per avvicinare e avvicinarsi al mistero di tanta saggezza. Gioele sarà accompagnato in questa nuova avventura da Savino Cesario, musicista sensibile ed eclettico, con il quale collabora da anni.

    Sabato 26 maggio alle ore 21.30 nella suggestiva cornice del Palazzo della Ragione, in Piazza delle Erbe a Padova, i Monaci Tibetani del monastero Tashi Lhunpo porteranno in scena suoni e danze dal Tibet nello spettacolo realizzato in collaborazione con Ponderosa, The power of compassion, in esclusiva per il Nordest.

    Protagonisti di una drammatica fuga dalle persecuzioni del suo Paese, i monaci di Tashi-Lhunpo formano un coro di voci uniche, accompagnate da balli e maschere tipiche della tradizione monastica tibetana che trasudano tutta la spiritualità e la misticità dell’Oriente. Una serata-evento unica nel suo genere che unirà il medievale “Salone” simbolo di Padova e la spiritualità scandita da canti dall’alto potere evocativo, danze sacre e rituali in maschera e da preghiere buddiste, pregne di invocazioni di prosperità e benedizioni universali.

    A completare il ciclo di appuntamenti sabato 9 giugno, ore 21.00 al Teatro Verdi, sarà la prima assoluta dello spettacolo Dio e Stephen Hawking che Alessandro Gassman ha tratto dall’omonimo testo di Robin Hawdon. Una produzione del Teatro Stabile del Veneto, con due attori di grande forza interpretativa, Manrico Gammarota e Sergio Meogrossi, a dare voce e corpo ai due protagonisti del titolo in una serie di quadri creati da una giovane artista, Simona Gandola, che lavora con le mani e usa la sabbia evocando, a seconda dei momenti, comete, pianeti, galassie, formule matematiche, esplosioni nucleari.

    Un viaggio alla scoperta dell’Universo a metà strada tra fede e scienza che affronta teatralmente una di quelle domande che ognuno di noi, credente o no, si è posto almeno una volta nella vita: com’è cominciato tutto? Com’è apparso l’universo? Esiste una volontà superiore?

    Per informazioni

    Organizzazione
    Spazio Gershwin – Scuola di Musica “Gershwin”

    tel: 342.1486878
    mail: [email protected]
    web: www.universidiversi.comwww.spaziogershwin.org

    Punto informativo e prevendita “UNIVERSI DIVERSI”
    presso Centro Culturale Altinate/San Gaetano – via Altinate, 71
    apertura dal 28 febbraio
    dal lunedì a venerdì orario 11.00-14.00

  • Cordoglio del Comune di Tarquinia per la scomparsa del poeta dialettale Compagnucci


    Se n’è andato, il 3 marzo, Spartaco Compagnucci, l’ultimo poeta dialettale cornetano. Il “poeta veritiero”, così lo chiamavano, aveva 90 anni. Tutti conoscevano quei suoi occhi vispi e intelligenti e i suoi baffoni bianchi che facevano di lui “il nonno di tutti”. Il suo segreto era la spontaneità e l’innata capacità di comunicare con la gente. «Sono nato cornetano e morirò tarquiniese», diceva. Spartaco Compagnucci è nato infatti il 6 settembre 1921, settimo di otto figli, quando Tarquinia si chiamava ancora Corneto e i panni si lavavano ancora a Fontana Nova, si prendeva l’acqua alla “fontana di piazza” e il mestiere del buttero era il più comune, oltre che meno retribuito. È stato autore di numerosi versi dedicati al suo paese natale, “ricco di cultura e tradizioni” e protagonista di diversi eventi: tra gli ultimi la mostra, nel 2007, organizzata dall’associazione culturale La Lestra su “La Maremma – Una tradizione poetica da indossare”. «Spartaco Compagnucci è stato e sarà sempre un pezzo di storia tarquiniese. – dichiara il sindaco Mauro Mazzola – Lui, come altri concittadini, ha ritratto e ritrae quella parte del nostro passato che non va dimenticata. Ci piacerebbe dedicare una data a questi grandi personaggi per renderli parte integrante del bagaglio culturale di tutti noi».


  • Macro&Still life

    Sabato 10 Marzo 2012 si inaugura alle ore 19.00 presso l’Vista Arte e Comunicazione & Atelier Vanio, in Via Ostilia 41-43 (zona Colosseo) a Roma la mostra collettiva degli artisti: Rita Badalucco, Margherita Calati, Simone Di Filippo, Adriano Ficarelli, Andrea Galluccio, Andrea Nonno, Barbara Pecoraro, Alessandro Settembrini, Angelo Solferino .

    Vista & Atelier Vanio

    Presentano

    Macro&Still life

    Mostra Fotografica

    DURATA: 10 Marzo – 4 Aprile 2012

    INAUGURAZIONE: sabato 10 Marzo 2012 h:19.00

    ORARI: martedì /venerdì 15.30 – 19.30; sabato 17.30 – 20.00

    LUOGO:Vista & Atelier Vanio, Via Ostilia 41-43, Roma (zona Colosseo)

    CURATRICE: Mara Valente

    COLLABORATRICI: Federica Camilloni, Federica Maggio e Silvia Cicio

    INFO: tel. 06.45449756; [email protected]

    Vista è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate nel panorama artistico italiano.

    L’Atelier Vanio è il nuovo spazio di Vista Arte e Comunicazione, una location minimalista dedicata prettamente all’esposizione fotografica.

    Un luogo innovativo volto alla promozione di artisti all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

    L’idea della mostra Macro&Still Life e’ nata dalla volontà di approfondire le nuove frontiere della fotografia contemporanea.

    Soggetti microscopici resi “grandi” dalla perfezione dello scatto, “nature morte” che inquadrano i più svariati oggetti di uso quotidiano.

    Tecniche fotografiche utilizzate per scrutare dettagli e per porli in evidenza.

  • Centrosoggiornistudio.it: informazioni sugli stage linguistici all’estero


    Conoscere una lingua straniera, si sa, oggi è molto importante, sia per arricchire il proprio bagaglio culturale, sia per avere maggiori possibilità in ambito lavorativo. Sì perchè, volenti o nolenti, la conoscenza di una o più lingue straniere oggi è sicuramente qualcosa di fondamentale importanza da inserire nel proprio curriculum.
    Quante più lingue si conoscono, tanto più alte saranno le possibilità di riuscita nel mondo del lavoro, ma si sa che la lingua per eccellenza che ognuno di noi dovrebbe masticare alla perfezione, o quasi, è senza dubbio l’inglese. Apprendere una lingua nuova, non significa solo limitarsi ad impararla meccanicamente tramite lo studio sui libri, poichè per quanto sia sicuramente necessario, ci sembra comunque molto riduttivo.
    Una nuova lingua non va solo studiata a livello grammaticale, ma compresa totalmente. Una nuova lingua va contestualizzata ad una nazione, ad una civiltà ben precisa, e magari ad una città specifica. Ecco perchè per esempio, per chi voglia imparare l’inglese, non è solo doveroso studiarne le regole grammaticali o la pronuncia, ma bisogna immergersi completamente e senza riserve in quella che è la civiltà inglese.
    E’ questo infatti il compito che si pone il sito www.centrosoggiornistudio.it: permettere a chiunque di apprendere una lingua straniera vivendo la città e la nazione (in questo caso Londra e la Gran Bretagna) nel miglior modo possibile.
    Gli stage linguistici a Londra, sono, senza dubbio un fiore all’occhiello di questo network, che fa della cultura il proprio punto di riferimento. Si tratta di soggiorni che permettono agli studenti o comunque a chi voglia usufruirne di studiare l’inglese e nello stesso tempo conoscere una città nuova e particolare come è la capitale inglese. La possibilità di svolgere stage linguistici in Inghilterra è sicuramente un’opportunità da cogliere al volo, irripetibile e senza dubbio molto importante poichè permette di concretizzare il proprio desiderio di apprendere una nuova lingua conoscendo usi e costumi di una nuova civiltà.

  • Le lingue diventano Social!

    Studi linguistici affermano che la metà delle 7000 lingue parlate scompariranno entro la fine del secolo a causa della globalizzazione, che sta inghiottendo le culture minoritarie.

    Ma, sempre la globalizzazione fornisce degli strumenti che permettono alle culture minoritarie di rimanere vive e diffondersi in tutto il mondo: questi sono i Social Media, potenti mezzi di comunicazione.

    Infatti, se si naviga sulle pagine di Facebook, si possono notare numerosi gruppi dedicati ai dialetti locali, dove i più anziani possono insegnare i segreti di queste lingue ai giovani; anche in Nord-America, numerose tribù utilizzano i Social Media per mantenere vive le relazioni tra le persone.

    Per alcune lingue indigene, invece, sono state addirittura create delle applicazioni per IPhone dove si insegna ai più piccoli la pronuncia delle parole ai nuovi studenti.

    Mantenere attiva una lingua o un dialetto è importante anche per mantenere vive le tradizioni e la cultura di un popolo ed è proprio questo il motivo del perché si è appena celebrata la Giornata Mondiale delle Lingue.

    La globalizzazione si può, quindi, ritenere sia un bene che un male perché ci allontana e ci riavvicina alle culture che altrimenti andrebbero perse per sempre.