Categoria: Arte e Cultura

  • “Io e i Pigmei”: un libro senza censure. Successo di pubblico e di critica.

    Una eroina dei tempi moderni, avventuriera in nome dei diritti umani.

    “Un viaggio che comincia – descrive la giornalista Adelina Zarlenga – “dove finiscono le nostre certezze”. Un libro avvincente, ricco di testimonianze e di foto, in cui è racchiusa l’essenza della scrittrice: Raffaella Milandri, una donna tenace, capace di arrivare in capo al mondo pur di difendere i popoli più deboli. ”

    Con estrema trasparenza e semplicità, Raffaella Milandri, viaggiatrice solitaria, fotografa e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, svela nel suo libro la drammatica situazione dei Pigmei. E i disagi fisici e psicologici di un viaggio nel cuore dell’Africa “vera”.

    Dice l’autrice: “Mi sono trovata di fronte ad una realtà cruda e drammatica: nessuno protegge il Popolo della Foresta, che è vittima insieme alla Foresta stessa. I popoli indigeni assurgono al ruolo di agnelli sacrificali. I Pigmei , oggetto di una sistema­tica discriminazione da centinaia di anni, ora rischiano di scomparire. Per sempre. ”

    Scrive a tal proposito Raja James Sheshardi, della American University: “I Pigmei sono sfrattati e poi sfruttati; da molti Stati africa­ni non sono considerati cittadini e viene rifiutata loro la carta d’iden­tità, insieme a terra di proprietà, assistenza sanitaria ed educazio­ne scolastica. Forzati da Governi e multinazionale del legname a lasciare le foreste, loro terre ance­strali da sempre, hanno un destino di emarginazione, impoverimento e abusi”

    Nella recensione del libro “Io e i Pigmei” , su La Stampa, scrive Irene Cabiati : “Il libro riesce ad inquadrare la situazione di un Paese, il Camerun, con 280 gruppi etnolinguistici spesso succubi della stregoneria, allegri e fieri della nazionale di football , inevitabilmente destinati a perdere la ricchezza delle foreste: sulle banconote da mille franchi qualche funzionario creativo ha pensato bene di far stampare la macchina che taglia il legname. Come segno di progresso naturalmente. “

    Si legge in una recensione su Q Libri:

    “Ma i Pigmei ? Chi tutela i Pigmei ? La loro estinzione in quanto semplici uomini e’ autorizzata ? Strano mondo il nostro.”

    Il libro “Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella foresta”, di Raffaella Milandri, è edito da Polaris . Qui il link all’avvincente booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=5sHZgaTRPOY

    La viaggiatrice, che ha visitato aborigeni australiani, boscimani, pigmei, adivasi e altri popoli, ha appena annunciato su Rai Due http://www.youtube.com/watch?v=UftvTztqXFA il prossimo viaggio che la porterà oltre il circolo Polare Artico, tra i popoli Innuit, a vivere con gli equipaggi della caccia alle balene, e a visitare la riserva degli indiani Crow, in Montana, dove la Milandri è stata adottata come sorella dal Presidente della Nazione Crow, Cedric Black Eagle. “Io sono la sorella adottiva, il fratello adottivo di Cedric invece è il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “

    Condurrà una ricerca su storia e usanze dei Crow, nonchè sulla storia di Custer e del Little Big Horn dal loro punto di vista. ” Il mio prossimo libro sarà proprio su mio fratello e sul suo popolo” dice la Milandri

  • The Green State Laboratory. Riflessioni critiche sulla decrescita e la teoria del GSL

    The green state Laboratory, edito da Edizioni Altravista, è un libro che coinvolge il lettore e stimola riflessioni sui possibili sviluppi futuri di una nuova politica energetica, culturale ed economica che possa risolvere le criticità evidenti del moderno sistema del mercato di consumo.

    Il tema è di estrema attualità e si inserisce in un vivace dibattito di interesse internazionale. Il libro teorizza con lucidità machiavellica la “fondazione” di uno stato laboratorio che possa sviluppare un nuovo sistema culturale, politico, economico e produttivo basato su una nuova concezione ecologica del vivere sociale, su diversi rapporti di forza, sistemi di produzione e consumo. Una riflessione critica sui movimenti ecologisti e sul movimento della decrescita porta alla teorizzazione di un nuovo approccio alle politiche di sostenibilità e definisce le basi necessarie alla realizzazione di un progetto rivoluzionario che possa concretizzarsi secondo equilibri economici e produttivi nuovi.

    «Individuati i concetti di massima per la creazione del laboratorio sperimentale della Decrescita, possiamo ora indicare le sue caratteristiche ottimali: piccola nazione facente parte dell’Unione europea, membro da non molti anni, con una struttura economica e impianto industriale in fase di ricostruzione, alto capitale umano, agricoltura poco avanzata e destinataria di stanziamenti strutturali» dichiara Kiril K. Maritchkov.

    Kiril K. Maritchkov, con un linguaggio moderno e immediato, critica i movimenti ecologisti contemporanei proponendo nuove soluzioni e successivamente, poste le principali linee teoriche del suo The Green State Laboratory, delinea i requisiti e le modalità d’attuazione ed infine descrive i benefici che il progetto comporterà su scala locale e globale.

    Vai alla scheda del libro»»»

    http://www.edizionialtravista.com/the-green-state-laboratory-kiril-maritchkov.html

  • Intervista di Alessia Mocci a Stella Marocci ed al suo La trama di luce, Rupe Mutevole

    Incespica il boato/ d’ombre tese/ funi/ che stringono/ il respiro/ fino alla soglia/ all’esplosa voce/ grido aperto/ sull’oceano di abissi/ vertigini/ nel cratere di/ altalenanti lune/ scivolate nel taglio deciso graffiata luce/ ululante sangue/ dita/ mozzati silenzi/ […]” – “Fotogrammi”

    La trama di luce”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Stella Marocci. Un’autrice istintiva che da lettrice appassionata ha saputo analizzare la sua coscienza poetica per arrivare a delle vere e proprie dichiarazioni letterarie. Una sorta di mezzo per poter parlare con i lettori ma anche sentire ciò che può trasmettere il pensiero.

    Stella Marocci è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Cosa vuol dire per te scrivere?

    Stella Marocci: La scrittura significa un modo personale di espressione che riguarda la mia interiorità, il senso in cui percepisco il mondo fuori e dentro me, innanzitutto. È stata da un certo punto della mia vita in poi, una “forma” del mio essere che ho sempre considerato in termini non autoreferenziali, ossia lo scrivere per me stessa al fine di far luce nell’oscurità, nei cunicoli dell’anima.
    Certamente ho vissuto anche questo aspetto per così dire riflessivo, ma comunque dal punto di vista della “comunicazione”. Così non ho mai scritto poesie od altro, racconti, forme diaristiche, senza aver presente la necessità di un ascolto. Penso che la scrittura sia in questa direzione: per me lo è senza dubbio. Sento fortemente l’esigenza di sedurre tramite la mia voce, l’ascoltatore che ho ben presente nel pensiero: colui che entra in sintonia con le identiche corde o ne condivide i moti interiori.

    A.M.: Ci sono dei poeti che ammiri in particolare?

    Stella Marocci: Amo molto Fernando Pessoa, mi sento vicina a questo poeta – narratore circa elaborazione del pensiero poetante, l’inquietudine che anima le sue poesie, la molteplicità delle sue identità declinata nella serie di eteronimi che ha un ben preciso “volto” e voce. Anche la Dickinson, per la lieve eppure profonda liricità dei suoi versi, oltre che per il lato mistico della sua stessa esistenza. L’elenco comprende in antitesi Bukowski, un autore controcorrente, e tra i poeti contemporanei, Milo De Angelis, Patrizia Valduga per le sue potenti quartine, Mark Strand alto cesellatore della forma.

    A.M.: Come nasce l’idea di pubblicare “La Trama di luce”?

    Stella Marocci: È nata per caso, sono stata contattata da Silvia Denti, critico letterario, per una selezione che la casa editrice Rupe Mutevole stava operando all’incirca un anno fa. Era lontana da me l’idea di poter pubblicare i miei testi, che sono nati su fb per la prima volta: non mi ero mai cimentata nel genere poetico prima di allora, anche se da subito ho avuto riscontri positivi. Sono stata pertanto molto lieta di realizzare questa opportunità.

    A.M.: C’è una lirica all’interno della raccolta alla quale sei maggiormente affezionata?

    Stella Marocci: Forse “Theremin”, ma anche “Lavacro”. La prima per l’eco sonora di una vibrazione interiore, la seconda per l’elemento legato ad una “liquida” ferita da lavare nel fuoco per cancellare un vuoto.

    A.M.: Se potessi cambiare città e trasferirti ovunque, in quale luogo troveresti maggiore ispirazione?

    Stella Marocci: Credo che non esista un luogo privilegiato, secondo me si tratta piuttosto di uno spazio dell’anima; quello in cui vive un Senso che è una forma d’amore per se stessi e per un Altro da sè a sè simile. È la “casa” al di là di ogni distanza, dove vive un’affezione anche, indirettamente, per un luogo fisico.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Stella Marocci: I rapporti con la casa editrice sono stati più che positivi: ho riscontrato disponibilità e cordiale “accoglienza”.

    A.M.: Hai qualche novità per il 2012? Ci puoi anticipare qualcosa?

    Stella Marocci: Mi piacerebbe poter dar voce tra le pagine di un libro, all’intensità della mia ultima produzione poetica, che mi appartiene e “sento” particolarmente, ma è un percorso in divenire, un nuovo Inizio.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Stella Marocci: Tenta la vita quando il temporale è violento;oltre le pozzanghere scure,in fondo ad un tunnel esiste la Luce. ( autocitazione)

    Recensione “La trama di luce”:

    http://oubliettemagazine.com/2012/03/29/la-trama-di-luce-di-stella-marocci-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/03/intervista-di-alessia-mocci-a-stella-marocci-ed-al-suo-la-trama-di-luce-rupe-mutevole/

  • CORSO DI PITTURA

    E’ con immenso piacere che vi informo che sono aperte le iscrizioni ai corsi a numero chiuso di PITTURA BASE e di PITTURA ADVANCED a partire da lunedì 16 aprile presso PassepARTout Unconventional Gallery di Via Sempione 239 a Pero (MI).
    I corsi saranno tenuti dal Nicola Traversoni.

    PRE-REQUISITI CORSO BASE
    Non è richiesta alcuna esperienza in campo pittorico

    OBIETTIVI
    Il corso si propone di fornire un’introduzione e una preparazione di base a chi abbia il desiderio di avvicinarsi all’esperienza del disegno e della pittura mediante:
    • L’ acquisizione di conoscenze, strumenti e tecniche. Un metodo di studio attraverso la pratica della pittura nei generi più conosciuti di rappresentazione

    PROGRAMMA:

    Il programma intende sviluppare l’abilità nell’uso delle tecniche del disegno, della pittura ad olio e acrilica con l’insegnamento delle prassi e delle ricette, moderne e contemporanee, adoperate nelle loro innumerevoli applicazioni sui supporti più diffusi. L’organizzazione del corso sarà quella del laboratorio sperimentale e ogni singolo iscritto sarà seguito individualmente

    16 APRILE: IL DISEGNO – LA MATITA
    23 APRILE: IL DISEGNO – COPIA DAL VERO
    30 APRILE: IL DISEGNO PREPARATORIO PER UN QUADRO

    7 MAGGIO: TEORIA DEL COLORE (COLORI PRIMARI, SECONDARI, TERZIARI)
    14 MAGGIO: TEORIA DEL COLORE (BIANCO E NERO)
    21 MAGGIO: COPIA DAL VERO MONOCROMATICA
    28 MAGGIO: LE OMBRE COLORATE

    4 GIUGNO: IL PAESAGGIO E LA PROSPETTIVA
    11 GIUGNO: IL PAESAGGIO E LA PROSPETTIVA 2
    18 GIUGNO: IL PAESAGGIO E LA PROSPETTIVA 3
    25 GIUGNO: IL RITRATTO

    2 LUGLIO: IL RITRATTO 2
    9 LUGLIO: IL RITRATTO 3
    16 LUGLIO: TEMA A SCELTA
    23 LUGLIO: CONCLUSIONE

    30 LUGLIO: MOSTRA FINALE DEL CORSO CON ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE
    MATERIALI CONSIGLIATI :

    • Album da disegno CM 33 x 48, F2 liscio
    • Matite 2H HB 2B
    • Olio di Lino
    • Acquaragia inodore
    • Pennelli a punta piatta pelo di bue (almeno di cinque dimensioni)
    • Stracci
    • Tavolozza di legno
    • Grembiule o camice
    • Cavalletto da campagna o da tavola
    • Tele o cartoni telati massimo 35 x 50 cm
    • Pellicola trasparente
    • Sapone e qualche vasetto di vetro con tappo
    • Colori ad olio o acrilico MAIMERI o VAN GOGH
    Giallo Primario
    Blu Cyano
    Rosso Magenta
    Nero d’Avorio
    Bianco di Zinco

    CORSO DI PITTURA
    (AVANZATO)
    tutti i lunedì dalle ore 16.30 alle ore 18.30

    PRE-REQUISITI

    Pregressa esperienza con conoscenza sostanziale delle tecniche pittoriche principali e una buona base del disegno

    OBIETTIVI:

    Il corso di pittura avanzato presuppone l’approfondimento delle tecniche base già acquisite e si differenzia dal corso base in quanto non vi è un percorso prestabilito, ma ogni allievo avrà la possibilità di scegliere lo stile e le tecniche che preferisce.
    L’allievo, inoltre, sceglierà i soggetti da realizzare in base alle sue esigenze da fotografie da riviste da libri o di pura invenzione.
    Il corso si propone di fornire agli allievi la necessaria conoscenza dei moderni mezzi di rappresentazione usati nella ricerca artistica contemporanea insieme alla comprensione dei contenuti che i linguaggi artistici contemporanei hanno messo in atto.
    L’obiettivo conclusivo sarà quello di creare o valorizzare un proprio linguaggio e una personale modalità di comunicazione attraverso il mezzo pittorico nelle sue molteplici possibilità.
    Per questo motivo non compare un programma dettagliato delle lezioni che termineranno

    il 30 LUGLIO con MOSTRA FINALE DEL CORSO CON ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

    MATERIALI:
    A discrezione dell’allievo; verranno comunque cordati assieme al docente di volta in volta.

    MOSTRE, VISITE E APPROFONDIMENTI:

    Durante il corso verranno proposte visite a mostre in zone limitrofe alla Galleria.
    Verranno anche proposte anche esperienze en plein air come approfondimento delle tematiche trattate.
    Verrà consegnato un calendario dettagliato durante lo svolgimento delle lezioni.
    Partecipazione facoltativa.

    Per info e costi: tel 347.80.83.729 – 02.3390506 email [email protected]http://www.passepartout-unconventional-gallery.it/

  • Le novità editoriali per marzo 2012 della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

    Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciassette le collane editoriali della casa editrice, diciassette sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”.

    Ecco le novità per il mese di marzo 2012:

    “Fiori d’inverno” di Fiorella Pecorale

    Collana “Radici”, letteratura abruzzese. Ed è con infinto orgoglio, che mi appresto a presentarvi una giovanissima abruzzese la quale, quasi paradossalmente, scrive fiabe tradizionali, perfetto connubio tra civiltà multimediale e riscoperta, o meglio valorizzazione di un sapere antico, quasi millenario, che non vuole però arrendersi ad essere surclassato da una tecnologia non sempre amica. Fiorella vive immersa nella contemporaneità, ride, scherza, “gioca” nella vita di tutti i giorni come tanti suoi coetanei, ma vuole comunque stringersi attorno al fuoco di emozioni incantevoli, stupire ancora con le parole, con la semplicità delle sue storie che affondano le loro Radici nella notte dei tempi, tutti coloro, grandi e piccini, che vorranno avvicinarsi al suo mondo. Il virtuale, cioè, non ha ancora vinto la sua scommessa con il futuro, in cui c’è da ben sperare che le nostre amate fiabe non verranno accantonate, o per essere precisi, cestinate in chissà quale angolo remoto della memoria. L’Abruzzo è questo, una terra variopinta di cui la piccola Fiorella può essere indicata quale emblema.

    “Sguardi incostanti” di Luca Villani, Tamara Pes, Mabadèmi e Rolando Vernaglione.

    Collana “Trasfigurazioni”. La leggerezza di uno sguardo casuale, un particolare che per un millesimo di secondo diventa l’unica partizione di veduta possibile che, pian piano, si espande ricoprendo ogni definita cognizione. Un verso, uno sguardo, uno sguardo, un verso.
    Quattro differenti percezioni che si cimentano in un’aperta comparazione poetica, eterogenei pensieri che scivolano attraverso le pagine per collimare negli anfratti dell’inconscio, sviluppando in modo parallelo un discorso sulla caducità della memoria, sull’instabilità dell’impressione, sull’incostanza dello scenario.
    Angolazioni policrome educate dalla narrazione sensibile del disporre in versi le proprietà dissimili della mente, una padronanza di riconoscimento che avviene in quell’attimo di creazione assoluta, una padronanza di visione del particolare seguita dall’obiettivo prettamente umano di universalizzare la propria concezione.
    “mutO eCo”, “Steli imperfetti”, “Ripide ombre” e “Bianca” sono i panorami finemente orditi dagli autori presenti nella raccolta: Luca Villani, Tamara Pes, Mabadémi e Rolando Vernaglione.

    “Parole dell’altro orizzonte” di Rosine Irénée Nobin

    Collana “Poesia”. Si deve ad un sostanziale trilinguismo la singolare tonalità delle liriche di Rosine Nobin, creola-francese divenuta, per scelta e per amore, italiana.

    Soggiacente a tutto è ovviamente il colorismo gemmeo del creolo. Dalle sue griffes e gradazioni discendono, in linea diretta, prima il francese e poi l’italiano, l’uno e l’altro in uno stato di traduzione e filiazione intima dal seme originario.

    La lingua franco-europea – specialmente l’italiano di queste poesie – è in sostanza l’uguale idioma plastico di base, materiato di cose e luci, intarsiato coi riflessi del sole e del cielo, profumato di zucchero e vaniglia ed aromi tropicali.

    È lo stesso idioma che arricchisce i testi di una colorita sintassi compositiva, delle figure serpentine e guizzanti, dei segni di puntuazione e di ritmica.

    (…) La radice è un pezzo di memoria, ma anche una parte di realtà concreta, attuale. I lontani territori dell’infanzia ingenerano nostalgia e visioni vaste, nelle quali si riflettono fiori policromi d’eterna bellezza e mari argentati.

    “Donne altrimenti amate” di Aldo Boraschi

    Collana “Trasfigurazioni”. Teletua è una piccola televisione privata della Riviera ligure. La redazione è scarna e si assottiglia di più un giorno di febbraio: una giornalista viene sgozzata in un carruggio a stretto ridosso della Cattedrale della Madonna dell’Orto, a Chiavari. Per gli inquirenti il caso è chiuso, l’assassino è un serial killer trovato nei pressi del luogo del delitto. Ma la tenacia del suo collega Fabio Riccò riuscirà a dare un volto al vero colpevole. Un noir che si snoda tra le località più o meno note del Tigullio. Un racconto coniugato al femminile: donne legate da un sottile, quasi invisibile, filo d’amore dato e ricevuto. Sono Donne Altrimenti Amate…

    “Il drago e le nuvole” di Claudia Muscolino

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Claudia Muscolino è briosa e multicolore, ma profonda, speciale, una penna che coinvolge e cattura nell’immediato impatto alla lettura. Una fisionomia precisa dell’autrice emerge maggiormente nei componimenti in cui il tema è di più ampio respiro, oppure laddove si sviluppano brandelli e spunti nuovi per altri significati nascosti, forse nelle erinni o nelle eumenidi, che lei cita sapientemente influenzata dagli studi classici. La particolarità di tale stile sta nella densità riflessiva, mai un verso vuoto, mai l’inezia del non dire, anzi. Ogni tema, infatti, ne annuncia un altro, il filtro è sempre l’inquietudine, il vivere acceso e ricco di situazioni, di accadimenti, di sintagmi che a volte strattonano sì il concetto, ma lo mettono ancor più a nudo, vincendolo nella sua essenza. Emotivamente molto attiva la Muscolino, sicura, femmina al cento per cento, propria della natura, donna a tutto tondo, con la sensibilità che viene data in dono ad ogni creatura che può regalare la vita a un figlio.

    “Amore che viene dal profondo” di Paolo Coscione

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Sull’oggetto di ricerca di Paolo Coscione non sussiste il dubbio: l’amore è dominante e quanto mai precario. Eppure è raro sentirlo tanto fortemente in una raccolta. E’ come quando cerchiamo di scoprire come si cucina una pietanza che non fa parte della nostra regione: sarà l’acqua, sarà l’aria, ma la farinata non è buona in Lombardia come è speciale in Liguria. Pur seguendo le giuste dosi dell’impasto. Esattamente così mi ha conquistato questa silloge prevalentemente in rima, che tra l’altro non è nemmeno una rima baciata o alternata, ma definibile in rima libera, sciolta dalle briglie delle battute e dai canoni rigidi. Bella proprio perché scritta in tal modo, capace di farci percepire quella sorta di bello inteso come benessere, piacere, soddisfazione, compiacimento e quant’altro. Ma cosa ci fa un Autore così nelle mie collane? Non è inquieto, non è dannato, non è perduto o disperato …. Ma certo, il linguaggio cambia, la sostanza no. Coscione è un quieto apparentemente inconfutabile, per disposizione d’animo, per indole, per leggi coerenti di causa ed effetto, ma grattando sotto, tra quelle righe e rime che lui anima così metodicamente, io ho scoperto un inquieto alternativo. L’amore che viene dal profondo è quel fondo, è quel movimento zitto che lacera e fa capire che questa penna non è l’assidua frequentatrice della fredda ragione, bensì la più verosimile versione della disperazione allo stato puro, onde per cui non certo cheta.

    “Un sogno di libertà” di Ettore Compagnino

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Ettore Compagnino ci regala ancora una storia tutta da respirare, da vivere nelle parole di un libro appassionante e piacevole, ricco di sorprese e di colpi di scena intimistici, di sbocchi e vie d’anima che inducono a pensare, a mettersi in discussione. Si arriva a cercare se stessi senza rendercene conto, quasi sorridendo, e poi quel sorriso si trasforma in pensieri importanti, che ci servono per dare il meglio di noi stessi. Il sogno di libertà è un po’ quello di tutti noi, l’utopia che inseguiamo quotidianamente e grazie alla quale manteniamo l’energia esistenziale, ovvero ciò che ci serve in questo percorso misterioso chiamato vita. Ma spesso non ce ne accorgiamo, i giorni si susseguono inerti e certe sfumature ci sfuggono, rimangono ai lati dei nostri occhi scivolando lontano, nel niente. Eppure basterebbe soffermarsi un poco, solo un poco, a guardare … La magia di quanto ci sta attorno è tutta lì da cogliere, mai staccata dalla nostra pelle, così come la quotidianità, i litigi, le carezze, le modulazioni che si muovono in direzioni diverse, contrarie, ma che ci fanno bene, perché tale è il nostro essere. Il senso di ciò che in realtà siamo, ma dove coglierlo? Qui, anche qui, in questo libro pieno di toni, di passi impensabili, che forse non avremmo immaginato mai di poter fare, ma i nostri piedi ci illuminano le strade. Se le sappiamo vedere. Ecco quello che ho provato leggendo Un sogno di libertà, consapevole ora di conoscerne l’essenza, l’impulso e la coralità dei valori.

    “Sogni d’armonia” di Diego Civita

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Sulle ali del sogno si staglia la raccolta di Diego Civita, sul volo di un uomo-gabbiano che è cosciente della propria paura di vivere (insita in ogni uomo) e, al tempo stesso, della propria maledetta voglia di farlo, di esistere, di appercepirsi. È così che comincia questo viaggio non viaggio, questo cammino interiore e profondo, inquieto sicuramente, veloce e lento, come ogni esperienza gratificante, pulita, piacevole da sentire addosso. Un uomo attivo, eclettico, questo autore, il quale non smette di stupire se stesso e chi gli sta attorno. Non si lascia sopraffare mai dalla malinconia distruttiva, al contrario egli cerca di renderla evocativa, capace di far indugiare il pensiero e portare alla luce il lato positivo, quello che poi va a costruire, a formare nuove idee, nuove cose. Come una vacanza dalla quale è difficile staccarsi perché piena di peripezie, di rivelazioni, di scoperte. Magari c’è intrigo, rischio, pericolo, però ci si affeziona lo stesso, anzi, la si ama di più questa vacanza, proprio per le caratteristiche sanguigne, mai banali, stimolanti, ricche. Ecco che dunque, l’autore, si avventura in un percorso estremamente complicato, avverso, durissimo, in salita. E di certo pensa una, due, mille volte, di tornarsene da dove è venuto, impigrendosi nel limbo della non conoscenza.

    “Girare intorno al vento” di Ester Donatelli

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Le emozioni, le passioni, i sentimenti sono attimi di universo, anima nuda, magma incandescente, essenza pura in cui l’io esprime se stesso, libero e padrone, non servo né servile, come forza vitale, lievitante e generatrice, che farà di noi dei “bambini eterni”, che si nutrono di quello che siamo, di quello che facciamo, che ci amano e che amiamo perché, nonostante l’avanzare degli anni, ci fanno godere del sole che brucia sulla pelle, del fiume che racconta e del mare, paladino di balene, che solo sa saziare l’incontrollabile sete dell’Universo, bambini che sempre ci consoleranno e che, pochi istanti prima di morire, ci faranno alzare la mano a salutare la terra. Questa è la poesia, la mia poesia, il modo di essere di quegli uomini che vorranno viversi e vivere la vita, innocenti e casti, come quel Dio che mosse la prima volta il mondo.

    “Certi amori non cominciano mai” di Italo Carvello

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. talo Carvello Classe 1953, calabrese di nascita e romano d’adozione. Terapista della Riabilitazione e psicomotricista, inizia la carriera artistica come attore nel 1990 e già nel ’95 esordisce come autore e regista nel teatro.
    Come attore interpreta ‘La Straniera’ di Hervè Ducrux e Gaia Bastreghi.
    Come Autore ed attore, in teatro Nobili si diventa, Claustrum Felicitatis, Opera Fratris, Opera Pueris, The Fred & Garbo Magic Show, L’autobus del Sorriso, Monelli in Biblioteca,
    Come attore, Das Goethe Kabinett in lingua originale di C. Hamp – Lo pianto della Madonna di Jacopone da Todi, regia Hervè Doucrux e Gaia Bastreghi – Notturni di H. Ducroux – Ferie Latine di Hervè Ducroux, Monelli in Biblioteca di Italo Carvello.
    Nell’editoria:
    – The Geap Lunner’s Il Fikissimo Voice
    – Il Sacrificio Inevitabile
    – Tony Iacco Story” pubblicazione periodica in testate di categoria. Oggi diversabile, funziona come le luci dell’albero di natale: Adesso si, adesso no: gli amici lo chiamano: Sua Intermittenza!
    Questo libro è stato scritto nella fase”adesso sì “.
    Quello della fase “Adesso no” Non esiste. Inutile cercarlo. Non c’è te l’assicuro! Continua la propria attività creativa come autore per l’editoria e, per il teatro, promuove l’attività della “Compagnia di Teatro Attivo” della quale è presidente. è divorziato. Vive e lavora (si fa per dire) ad Albano e nel territorio dei Castelli e della provincia di Roma. Dice di se stesso:
    “C’è il modo di dire: Chi non ha buona testa…ha buone gambe. Io non ho buone gambe, per cui ho buona testa!”

    Per le novità editoriali per il mese di febbraio 2012:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/29/le-novita-editoriali-per-febbraio-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Link utili per ordinare i libri e per visitare i siti di riferimento:

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/04/02/le-novita-editoriali-per-marzo-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

  • 4 – 6 maggio 2012 Fortunago-Pavia Workshop di Ritratto Fotografico condotto da Enzo Dal Verme

    Il fotografo Enzo Dal Verme (le sue immagini sono state pubblicate da Vanity Fair, L’Uomo Vogue, Marie Claire, Elle..) propone un fine settimana intensivo dedicato allo studio del ritratto.
    Il programma, dedicato a studenti avanzati di fotografia, fotografi professionisti, e fotoamatori evoluti, è molto ricco. Non si tratta di un workshop tecnico, ma di una esplorazione pratica e divertente studiata per aumentare la capacità dei partecipanti di interagire con il soggetto e comporre le immagini con intuizione e rapidità.
    Il fotografo condividerà con i partecipanti trucchi e conoscenze accumulate in anni di esperienza scattando i ritratti per cui è conosciuto, tra cui quelli di tante celebrità.
    “Per me”, spiega il fotografo, “l’atto di fotografare è una forma di meditazione attiva, un modo di esplorare la realtà. Ogni volta che fotografo qualcuno alla fine mi sembra di conoscere un po’ meglio anche me stesso. Nei miei workshop insegno a conoscere meglio se stessi fotografando gli altri”.
    Il workshop si svolgerà nel Centro Guarinoni, una grande casa in pietra che si affaccia sulle colline di Fortunago, uno dei borghi più belli d’Italia, nell’Oltrepò Pavese a 500 metri d’altitudine.
    Gli studenti saranno impegnati in un percorso didattico decisamente non convenzionale ed altamente stimolante.
    In tutto ci saranno 18 ore di lezione a 169,00€ più 120,00€ di pensione completa da venerdì a domenica. Ma bisogna fare in fretta a prenotare, perché dopo il 13 aprile i prezzi aumentano. Il programma completo si trova sul sito workshop-ritratto.it

    Autore:
    Enzo Dal Verme

  • Con Universita.it trovi il corso di laurea che fa per te

    Più di 800 contenuti specifici sull’offerta formativa delle Università italiane messi a disposizione da Universita.it per aiutare il giovane studente a scegliere il proprio corso di formazione.
    E’ questa la nuova sezione Orientamento del sito d’informazione universitaria più letto dai giovani studenti, uno spazio interamente dedicato ad uno dei momenti più complessi del percorso scolastico: la scelta dell’università.

    Mappe di localizzazione di tutti gli atenei presenti nel territorio italiano, schede dettagliate di presentazione e descrizione delle Università e un archivio accurato con tutte le offerte formative dei corsi di primo e di secondo livello.
    Tutto questo vestito con un nuovo look creato e pensato per facilitare l’analisi e la navigazione dell’utente/studente che vuole vivere a pieno la propria esperienza universitaria.

    Attraverso un nuovo filtro l’utente potrà decidere di effettuare una ricerca tra tutte le università italiane suddivise per città, per università oppure secondo l’area di studi che più preferisce, in modo da visualizzare i corsi più pertinenti alla propria scelta formativa.

    Una risorsa fondamentale quella creata da Universita.it che guiderà lo studente in tutto il suo iter scolastico, partendo proprio dal primo step.
    Inoltre a breve partirà anche la sezione dedicata ai test di orientamento.
    Un ulteriore servizio realizzato per aiutare i
    futuri studenti universitari a scegliere il corso di studi sulla base delle proprie attitudini.

    Non solo Orientamento, ma tante le novità di Universita.it, che ha optato per una nuova riorganizzazione dei contenuti modificandoli secondo le esigenze espresse nell’ultimo anno dagli utenti attraverso feedback e richieste.

    Ogni sezione è pensata per creare un servizio efficiente e funzionale capace di mettere lo studente in contatto reale con il mondo universitario, il tutto guarnito da una nuova interfaccia grafica fresca ed elegante che favorisce la navigazione.

    Un rinnovo perfettamente in linea con l’obiettivo primario del sito che è quello di aiutare, in modo semplice e veloce, il giovane studente ad affrontare le tante problematiche che molto spesso incontra nel suo viaggio formativo.
    Ammissione, News, Bandi e molte altre le sezioni costantemente aggiornate, diventano oggi ancor più interattive e fruibili, tutto quello che c’è da sapere del mondo universitario diventa, grazie ad Universita.it, alla portata di un semplice click.

    Per ulteriori informazioni: www.universtita.it

  • Personaggi del Settecento: i cicisbei di Venezia

    Risulta difficile credere oggi che fosse l’eccedenza di maschi in età di sposarsi a dare origine ad una delle figure più rappresentative del secolo dei Lumi in Italia e particolarmente a Venezia. Eppure, fu proprio questo il motivo che portò a l’apparizione della figura del cicisbeo: l’accompagnatore, non marito della dama che è a volte attore secondario, a volte protagonista di importanti dipinti del Settecento.

    Il cicisbeo era per regola generale uno dei figli cadetti condannati al celibato o al seminario per non essere nati primogeniti. Questi ultimi ereditando tutto il patrimonio famigliare, la scelta di questi uomini, nati comunque nelle sfere nobili della società, stava tra la via religiosa e una vita di lusso affianco ad una dama. Molti, non è da sorprendersi, sceglievano quest’ultima.

    Gli uomini identificati come cicisbei, che appaiono in dipinti di artisti come Tiepolo e Longhi, erano scelti dalla famiglia e l’intorno delle donne addirittura prima del marito. Infatti, l’abitudine era che il marito conoscesse prima del matrimonio la persona con cui sua moglie avrebbe passato la maggior parte del tempo, e non era strano che il nome figurasse nel contratto di matrimonio.

    Le scene rappresentate dalle opere d’arte del Settecento che hanno come elemento centrale il cicisbeo, sono fedeli alle mansioni delle quali questi dovevano incaricarsi, e alle circostanze in cui di solito si trovavano a vivere. Essendo il loro compito quello di assistere fedelmente le dame, i cicisbei si trovavano a presenziare la loro toeletta del mattino, ad accompagnarle a passeggiare o al Teatro Fenice, a recitare versi ed a conversare.

    Tale fu l’importanza di questa figura nel diciottesimo secolo a Venezia che i giorni di Carnevale non è strano vedere in giro una maschera proprio dedicata ai cicisbei, in particolare a quello del Decamerone di Boccaccio. Infatti il personaggio era abituale nelle satire della commedia italiana come quelle del leggendario Goldoni, ma si trova anche in opere liriche come Le Nozze di Figaro.

    I riferimenti però non si fermano qui, poiché questi gentiluomini veneziani, conosciuti anche come cavalieri serventi, sono ricorrenti in gran parte della cultura letteraria che fiorì nel Settecento come le memorie dell’Alfieri e i poemi del Parini.

    Il rapporto tra la dama ed il cicisbeo doveva essere, sopra la carta, di carattere non amoroso. La relazione creata aveva infatti il più delle volte un carattere platonico, in cui il nobile serviva di confidente ed amico alla donzella, di garante nei confronti del marito per le varie uscite pubbliche della moglie e di conversatore per lei e per il suo entourage.
    Venezia è piena di richiami a questa particolare figura che nel resto dell’Europa trovò sia supporto che forti critiche. La prossima volta che soggiornate in un albergo Venezia e visitate la città, aprite gli occhi e guardate come in tantissime opere d’arte spunta il profilo del cavalier servente.

    A cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – posizionamento mappe Google

  • Crea un regalo speciale…fotolibro personalizzato!!!!

    Da sempre la stampa foto on line rende possibile stampare tutti quei file archiviati sui nostri pc.Stanchi di conservare le foto nei soliti album,che il più delle volte occupano molto spazio,le nuovissime tecniche di stampa ci offrono più di una alternativa.In voga da molto sono i fotolibri.Crearli è semplice ,basta ricercare una tra i tanti servizi che offrono la stampa digitale on line.Iscrivendosi gratuitamente,con un semplice clik basta inviare la foto scelta comodamente seduti alla nostra scrivania.Da qualche anno è ancora più semplice,istallando gratuitamente un programma,ovviamente adatto ad ogni pc, ideato proprio per facilitare al realizzazione del fotolibro. Una volta inviati i file il programma realizzerà automaticamente l’impaginazione delle foto, se non risultasse di nostro gusto è sempre possibile cambiare tale impostazione. Nel programma troveremo disponibili tantissime grafiche a tema o personalizzabili con tantissimi sfondi, testi e didascalie per le singole foto e clip-art per dar sfogo a tutta la nostra fantasia. Inoltre è possibile applicare tanti effetti alle nostre foto come l’effetto seppia oppure il bianco e nero per dare un tocco di classe , filtri a dissolvenza per rendere le foto trasparenti, cornici a tema e standard,o ruotarle per posizionarle come meglio crediamo. Insomma sempre più facile realizzarli,non ci resta che confermare l’ordine,scegliere trai vari metodi di pagamenti disponibili e attendere la consegna comodamente a casa nostra!!!!

  • WHERE ALL BECOME

    Where All Become

    Silvia Camporesi – Michael S. Lee

    Opening giovedì 19 aprile ore 18,30

    La Galleria z2o è lieta di presentare la doppia personale di Silvia Camporesi e Michael S. Lee dal titolo Where All Become. I due giovani artisti di diversa provenienza e formazione, nonostante l’utilizzo di differenti linguaggi espressivi. affrontano il tema comune del divenire e del mutamento.

    Michael Lee pone l’accento sul tema della trasformazione dell’ambiente che circonda i singoli individui, prediligendo la rappresentazione urbana attraverso l’uso del disegno a china mentre Silvia Camporesi riflette sulle trasformazioni che interessano il paesaggio attraverso il filtro dell’obiettivo fotografico e del video.

    Camporesi e Lee si incontrano e si contrappongono nella raffigurazione delle mutazioni ambientali, proiettando nei rispettivi lavori la differente formazione culturale, che ha influenzato la loro ricerca artistica. Nel caso di Michael Lee infatti l’origine coreana e gli studi di architettura sono facilmente riconoscibili sia nella tecnica che nelle tematiche affrontate. Le opere rappresentano un fitto intrico di movimenti convulsi e veloci, una somma di azioni che ogni singolo individuo compie quando si relaziona all’ ambiente circostante. Lee riproduce un luogo in cui ogni persona fa esperienza dei singoli elementi architettonici presenti nelle città: pavimenti lastricati, riverberi oscillanti delle finestre, proporzioni tra gli edifici. Tutte forme inanimate che acquistano un dinamismo nell’interazione con l’essere umano, producendo suoni e rumori che si dissolvono nei ritmi frenetici della vita moderna fino a diventare onnipresenti ma impercettibili una sorta di “rumore bianco” come lo definisce l’artista stesso.

    Per contrasto il lavoro di Silvia Camporesi, di formazione umanistico-filosofica, scorre lento nella rappresentazione dei mutamenti che le trasformazioni impercettibili della luce naturale imprimono sull’ ambiente. I paesaggi che l’artista presenta in questa mostra sono limpidi e silenziosi, come sospesi in un’atmosfera rarefatta. La sua ricerca si concentra infatti sul divenire della materia sottoposta all’ azione di elementi transitori come la luce e le condizioni atmosferiche. L’elemento nuovo in queste opere è l’utilizzo del pop up o, per meglio dire, del kirigami. Come spiega l’ artista l’ idea è quella di lavorare sulle ulteriori possibilità di trasformazione che la fotografia offre attraverso la tecnica di intaglio e piegatura della carta fotografica – (tecnica chiamata kirigami) – generando la nascita di strutture tridimensionali all’interno dell’immagine: “Nei miei precedenti progetti fotografici ho sempre pensato alla terza dimensione della fotografia, ricercandola nella narrazione o nel concetto; con la tecnica kirigami la terza dimensione diviene

    elemento fisico e tangibile”.

    Silvia Camporesi nata a Forlì nel 1973, vive e lavora in quella città. Ha conseguito la laurea in filosofia all’Università degli studi di Bologna ed ha partecipato a numerosi premi tra cui Talent Prize, Roma,Premio spazievasi, Francavilla al mare (CH), Premio Celeste, San Gimignano (Si), oltre che ad alcuni workshop in varie città i

    Tra le mostre personali più recenti ricordiamo: La Terza Venezia, Photographica Fine Art Gallery, Lugano (2011), Sifr – la distanza canonica, z2o Galleria|Sara Zanin, Ropma (2010), RomaEravamo persone come alberi, Galleria Betta Frigieri, Modena (2010), Le ragioni del peso, Galleria dell’arco, Palermo (2009); Gradozero, Galleria Marconi, Cupra Marittima (AP). Ha esposto inoltre i suoi lavori in mostre collettive nazionali ed internazionali come Fragile: Handle with care, Lucca center of contemporary art, Lucca (2011), City limits, Close your eyes and dream, QTongij University, Shanghai (PRC) (2010), Down by the water, MiCamera, Milano (2010), Videodrome, Fabbrica delle Candele, Forlì (2010); Focus Italy, Rereading the Image, Photography as storage of meaning (Italy 1970-2009), Prague Biennale 4. Prague (2009), Art now, 1st international video art festival, Damasco (2009), Videoart Yearbook 2008, Galleria Civica Contemporanea, Trento (2008), Biennale di Alessandria videofotografiacontemporaena, Cittadella, Pavia (2008).

    Michael Lee è nato in Corea nel 1988, vive e lavora tra New York, Roma e Seoul. Esposizioni personali: (2010)This is what ours is, Pica Pica Gallery, Berlin, Germany, Here We Stand in It, Seeing it, Raum 142. Berlin, Germany, Constructing Place, Tjaden Gallery, Ithaca, NY, MULTI-MEDA, Parco Meda, Roma, La Città Che Non C’è, Palazzo Lazzaroni. Esposizioni collettive: (2010) Transience, Z2O Galleria | Sara Zanin, Roma, GIORNI FELICI, Casa Testori, Milano, Festa Dell’Architettura, Roma, Group Show, Palazzo Lazzaroni, Roma (2009) Group Show, Palazzo Lazzaroni, Roma, Component Systems Group Show, Hartell Gallery. Ithaca, NY.

    Scheda informativa

    Z2O Galleria | Sara Zanin

    Mostra: Where All Become. Silvia Camporesi – Michael S. Lee

    Inaugurazione: giovedì 19 aprile ore 18,30

    Sede: Via della Vetrina, 21 – 00186 Roma

    Durata mostra: 19 aprile – 19 maggio 2012

    Orari: da martedì a sabato 10.30 – 19.30
    Ingresso libero

    Per ulteriori informazioni: Tel.: +39 06 704 522 61 [email protected]; www.z2ogalleria.it