Sono presenti le opere di ben 26 differenti artisti nell’ex Ospedale di Sant’Agostino. Un modo assolutamente straordinario per narrare visivamente le tante differenze e similitudini che corrono nelle vene della fotografia conteporanea. Metodi assolutamente differenti tra loro di narare elementi standard e di fondamentale importnaza come la patria e la famiglia, insieme a tanti spunti, accenni e racconti personali che vanno a legarsi con gli scorsi di città e realtà rurali che ben conosciamo. Una esposizione che è quindi in grado di portare alla luce un vero e proprio riassunto inerente il complesso panormama che ci circonda e sovrasta non unicamente in termini materiali ma anche emozionali e di rapporto. Un rapporto con la città e le sue reltà non sempre facile e immediato, in grado di dimostrarsi un attimo prima accogliente e sicuro per poi rivelare lati oscuri e di incertezza profonda. Quel che pare essere ricercato oggi nel mondo dell’arte fotografica contemporanea è la capacità, forse illusoria, di catturare il presente con l’occhio dell’anticipazione e dare così un’idea dei possibili futuri che interessano la nostra società all’interno del tessuto urbano. Forse è questo uno dei motivi principali per cui la fotografia sta incontrando negli ultimi anni un così forte successo da parte di molti appassionati; la possibilità di testimoniare il presente presentando frammenti del passato ed insieme ad esso reglare uno spunto sul futuro che immagina per la realtà quotidiana in cui ci si trova immersi. Per ulteriori informazioni: fotografo matrimonio Bologna
Categoria: Arte e Cultura
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10 haiku
Il nuovo E-book gratuito di Davide Novello ha come soggetto 10 haiku, una forma di poesia giapponese del XVII secolo. Ma in questo caso le poesie sono alternate da spettacolari quanto semplici immagini con oggetto fiori, insetti, piante dell’orto.
Il PDF è sfogliabile a questo indirizzo: http://www.issuu.com/ortoweblog/docs/10haiku
Buona lettura
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Un sogno di libertà di Ettore Compagnino, Rupe Mutevole Edizioni
“Signore, signore, mi scusi, questi posti sono prenotati.” Ebbe un sussulto e aprì gli occhi. Una signora con due bambini reclamava il proprio posto. “Oh sì, certo, mi scusi devo aver sbagliato vagone”, mentì. Si infilò le scarpe, fece per prendere la giaccia, ma la giacca non c’era, era sparita. “Signora mi scusi non ha visto la mia giacca?” “Mi dispiace ma qui non c’era nessuna giacca.”Un modus scribendi accattivante che si delinea fin da subito per la sua repentinità nel dislocare l’attenzione del lettore, una velocità di espressione che rende la lettura piacevole ed interessante dal punto di vista della curiosità.
“Un sogno di libertà”, edito nell’aprile 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è un breve romanzo di Ettore Compagnino. “Un sogno di libertà” è diviso in venti brevi capitoli d’estensione variabile, un racconto lungo che racconta una storia appassionante, ricca di sorprese e colpi di scena che inducono, non solo i personaggi ma anche il lettore, alla riflessione e dunque al mettersi in discussione.
Il titolo preannuncia la tematica sostanziale del libro: il sogno di libertà, un sogno che noi tutti abbiamo ed incontriamo durante la vita ed in diversi aspetti di questa. Una delle domande che si porrà il lettore durante la lettura del racconto sarà di certo: ma la libertà è solo un sogno oppure durante la vita si può perseguire? Si può realmente esser liberi?
“Come erano cambiati i suoi problemi nel giro di pochi giorni. A casa non si preoccupava di nulla, all’ora di pranzo si sedeva e mangiava e così pure la sera a cena, cambiava la biancheria intima tutti i giorni, le camicie ogni due giorni se non sudava, la sera dormiva nel suo bel lettone con lenzuola pulite.”
Ed è la storia di un cambiamento, il cambiamento di un uomo che ha deciso di andare incontro al suo sogno, od alla sua vita, lasciando tutto, lasciando tutto il benessere del quale si era circondato, lasciando la sua casa per vagare ed incontrare persone diverse e, forse, con la speranza di incontrare se stesso in questo lungo viaggio.
“Era stanco dei litigi con la moglie che ormai avvenivano con una frequenza quotidiana e sempre per motivi banali. Da una settimana era afflitto dal suo normale periodo di depressione. Fin da giovane, aveva sempre avuto una alternanza di periodi allegri, spensierati, quasi felici con dei giorni, per fortuna pochi, di depressione.”
Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:
Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993
Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
Fonte:
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Scuola e corsi di recitazione a Milano
E’ ormai risaputo che l’arte del recitare è diffusa in tutto il mondo e ci sono sempre più persone, per lo più giovani, che vanno alla ricerca di corsi di teatro Milano Sono infatti sempre più numerose le adesioni alla scuola di recitazione Milano e quello dell’iscrizione è forse il momento più delicato per la carriera di un aspirante attore. Forse il dilemma maggiore è scegliere tra la carriera cinematografica o quella teatrale ma per entrambe ci sono moltissime possibilità per iscriversi a delle scuole. Bisogna seguire le proprie attitudini ed alimentarle con lo studio serio e professionale, affidandosi a persone conosciute nel settore, attenti ai molti sciacalli che non si fanno scrupoli ad alimentarsi dei sogni di ragazzi che sono disposti a tutto pur di arrivare al successo, alla realizzazione professionale e alla fama. I sogni, seppur importanti, non devono essere la sola molla scatenante, in quanto si rischia di trovarsi impreparati alle prime difficoltà: passione per la professione, amore per la cultura, per i maestri che hanno calcato i palco scenici più importanti del mondo ed hanno firmato le piecès che hanno fatto la storia del teatro, e soprattutto rispetto per il pubblico, che va guidato, educato ed emozionato, va reso partecipe e fatto impersonificare, trasformando la rappresentazione in realtà e viceversa in una catarsi tragica che fin dalla nascita del teatro anima gli attori e gli sceneggiatori. Scegliere i corsi di recitazione Milano vuol dire fare una scelta di vita, di vivere nell’arte, a stretto contatto con il pubblico, nutrirsi di cultura e degli applausi della gente: un lavoro bellissimo ma durissimo, che tutti dovrebbero conoscere, ma che solo i consapevoli e i veramente motivati dovrebbero intraprendere.
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COMUNICAZIONE ED ORGANIZZAZIONE EVENTI CULTURALI E DELLO SPETTACOLO
ULTIMI 2 POSTI. Borse di studio
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In occasione del Ventesimo Compleanno di Rolls Service, partecipa al percorso didattico in cui converge il sapere teorico con attive esperienze pratiche. Comunicazione e Attività Culturali sono protagoniste.
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Il banco sopra la cattedra ora anche in ebook
Il banco sopra la cattedra è un romanzo-documento che narra – attraverso storie di vita divertenti, amare, ironiche, a volte drammatiche – i misfatti, le assurdità e le incongruenze che gli studenti vivono quotidianamente nelle università e nelle scuole. Dall’incontro di questi racconti, frutto di uno strano intreccio tra realtà e fantasia, i cui confini sono difficilmente scindibili, prende corpo una miscela esplosiva ricca di emozioni, proteste e speranze per il nostro futuro.
Come afferma l’autore «“Il banco sopra la cattedra” nasce come un gioco, e come tutti i giochi è da prendere molto sul serio. É una provocazione scritta senza peli sulla lingua, che invita a riflettere sullo stato di salute del mondo dell’istruzione, questo gigante d’argilla senza cuore e senza ragione, che a fatica resta ancora in piedi appoggiandosi a mille bastoni. Un sistema complesso che rischia di frantumarsi o persino estinguersi come i dinosauri, e che per questo ha bisogno urgentemente di rinnovarsi da cima a fondo, di acquisire senso prima che affondi definitivamente».
Che altro possiamo dire: Silenzio! Parlano gli studenti!
E’ possibile acquistare il libro dal bookstore Edizioni Altravista all’indirizzo:
http://www.edizionialtravista.com/il-banco-sopra-la-cattedra-luigi-polito.html
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Intervista di Alessia Mocci a Rosario Tomarchio ed al suo Storia d’Amore
“Storia d’Amore”, edito nel marzo del 2012 dalla casa editrice Aletti Editore per la collana editoriale “Gli emersi – Poesia”, è la seconda raccolta poetica di Rosario Tomarchio, il cui esordio risale al 2010 con “La musica del silenzio”. Autore anche di due saggi, uno sulla storia della Chiesa ed uno sul mito della semplicità, l’autore dichiara apertamente di prediligere la stesura dei suoi pensieri in versi. In “Storia d’Amore” troviamo trentuno liriche che indagano ogni aspetto del sentimento amoroso, non solo dunque l’amore in coppia, ma anche l’amore tra amici, verso i genitori, verso l’arte e soprattutto verso la vita. La raccolta è stata recentemente presentata al Museo della Vite di Piedimonte Etneo, serata nella quale il pubblico ha accolto con molto entusiasmo le liriche lette durante la presentazione.Rosario è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sia sulla sua produzione poetica sia sulla sua idea di “amore”. Buona lettura!
A.M.: Quando nasce la tua passione per la poesia?
Rosario Tomarchio: La passione per la poesia nasce nelle scuole medie, all’età di 11-12 anni scrivo la mia prima poesia per la nascita di un bambino la poesia viene pubblicata nel giornalino della scuola e da lì è nata la passione per la poesia.
A.M.: Hai mai pensato di scrivere in prosa oppure ritieni di esser devoto ai versi?
Rosario Tomarchio: Ci ho pensato di scrivere qualcosa di diverso ed in realtà questo l’ho fatto. Infatti ho scritto due saggi il primo “Tra acqua santa e fuoco” parla di storia della Chiesa affrontata da un altro aspetto fondamentale. Come la chiesa ha influenzato la storia dell’Europa. Ultimamente ho pubblicato un saggio sul mito della semplicità, ma queste due opere restano per me un passatempo per raccontare il mio pensiero, ma il grande amore è e resta la poesia.A.M.: Tastiera da computer oppure penna e foglio?
Rosario Tomarchio: Tastiera da computer ma a volte mi è capitato di usare il telefonino per comporre al momento ed a volte per regalarla al momento a qualche amica.
A.M.: Come nasce l’idea di pubblicare “Storia d’Amore”?
Rosario Tomarchio: Nasce dal desiderio di rendere pubblico quello che secondo me è un opera composta da liriche d’amore – amore a 360 gradi e di condividere questa opera con il pubblico, con le persone innamorate e di regalare un’emozione anche a quelle persone che per qualsiasi motivo hanno smesso di credere nell’amore.
A.M.: Qual è la lirica a cui tieni particolarmente?
Rosario Tomarchio: La poesia, anzi, le poesie a cui tengo di più sono quelle dedicate a mio papà ed alla mia mamma. Il motivo è semplice. È per dire grazie alle persone che ci amano più di tutti ed a volte lo dimentichiamo di dire.
A.M.: Qual è la tua idea dell’amore?
Rosario Tomarchio: Io nella raccolta “Storia d’amore” in qualche senso ho cercato di spiegarla, infatti l’opera si apre con la poesia “Amore è”. Qui cerco di dare delle spiegazioni in base al mio pensiero, l’amore per me è qualcosa di unico che nasce dal cuore, il vivere ogni momento in amore con il compagno/a che abbiamo scelto, l’amore è anche un dolce rimprovero come una tempesta e dopo arriva il sole. Se nella coppia manca l’amore manca tutto.
A.M.: A chi dedichi questo successo editoriale?
Rosario Tomarchio: Al mio papà, alla mia mamma, ed a tutte quelle persone che mi vogliono bene, anche a qualcuno in particolare…
A.M.: Qual è, secondo te, il target di lettori che potrebbero apprezzare la tua raccolta poetica?
Rosario Tomarchio: Io credo che questa opera è rivolta a tutti, infatti nella scala dei sentimenti vengono rappresentati tutti i sentimenti dal più puro dell’amore, all’amicizia vera ai momenti tristi e bui che l’amore può portare. Non c’è un lettore ideale ma credo che è aperta a tutti. Ovviamente a tutte le persone che amano la poesia.
A.M.: Il 19 maggio al Museo della Vite di Piedimonte Etneo hai presentato la tua raccolta. Com’è andata la serata?
Rosario Tomarchio: È andata piuttosto bene. Un momento speciale è stato quando il pubblico ha fatto le loro domande. In particolare mi ha colpito la domanda di un docente di scuola superiore che mi ha chiesto chi sono Rudy e Mara e se questi due personaggi sono reali o di fantasia. Rudy è un bambino che in questo mese fa 2 anni e vede, già da ora, l’amore dei suoi genitori, quell’ amore che lo accompagnerà per tutta la vita. Mara invece può essere un personaggio reale e sia di fantasia. Tutti voi avete una persona cara che sta lì a raccogliere le vostre lacrime e le vostre gioie. Il poeta si rivolge a lei per avere il suo aiuto, il suo conforto. Si rivolge a lei per trovare l’ispirazione per quel momento che non scriverà più per questa terra ma, per cantare lodi alla mamma celeste.
A.M.: Cosa ne pensi dei social network? Hanno modificato il modo di pensare degli italiani?
Rosario Tomarchio: Il social network è un mezzo molto importante per socializzare e scambiare notizie in tempo reale. Ma anche nel momento che questa comunicazione avviene di persona si deve saper fare da filtro tra quello che ci viene detto e la realtà. Se non ha cambiato il modo di pensare degli italiani, di certo ha fatto molto per ridurre le distanze non solo fisici ma anche culturali.
A.M.: Se potessi scegliere una città nella quale abitare, dove andresti per aver maggiore ispirazione?
Rosario Tomarchio: Una città sul mare. Il mare ha quel potere di portare via i pensieri e di lasciare libera la mente di sognare.
A.M.: Salutaci con una citazione…
Rosario Tomarchio: “Non avere paura” (Giovanni Paolo II): questa frase pronunciata dal Papa l’ho riportata in una mia poesia da titolo In ricordo di un grande uomo. Questa frase ora la dico a voi: Non avere paura di amare e di esprimere il vostro amore.
Vi lascio il link diretto con il facebook di Rosario:
http://www.facebook.com/tomarchio.rosario1
http://www.facebook.com/pages/Rosario-Tomarchio-poeta/120634731315595
Alessia Mocci
Addetta Stampa
Fonte:
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Intervista di Alessia Mocci alle tre autrici de Sinfonia delle tre stelle, Rupe Mutevole
“Le donne hanno cercato la scrittura segretamente, mentre l’uomo inventava e si laureava. Era un luogo non luogo, di facile accesso, non esoso, senza spiegazioni e mortificazioni. L’hanno vissuto con il tremore di un tradimento ed hanno vinto giri di vita nuova. Cancellate ed escluse, boicottate e recluse, esse hanno usato la penna come uno scudo, riparandosi e avanzando. E oggi?”Con questa riflessione vorrei presentarvi le tre autrici dell’antologia “Sinfonia delle tre stelle”, edita nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Radici”. Federica Ferretti, Patrizia Di Donato ed Azzurra Marcozzi sono le tre protagoniste di questa raccolta che nasce improvvisamente dopo una conversazione di acceso interesse tra le tre. Un progetto, dunque, che è stato animato dalla passione di esprimersi, di portare lontano la voce di tre donne diverse tra loro ma, con una passione in comune: la scrittura.
Le tre autrici sono state molto disponibili nel rispondere ad alcune domande sul loro progetto. Buona lettura!
A.M.: Che cosa significa scrivere al giorno d’oggi?Federica Ferretti: Scrivere significa raccontare se stessi in mezzo al mondo, al suo odore ed al suo puzzo. Per una donna, però, credo che la dimensione della scrittura si amplifichi infinitamente, per cui ne scaturisce un’ espressione poliedrica, multisfaccettata, coloratissima, quasi profumata dell’odore della propria anima, che purifica cioè quello stesso mondo quando ne venga in contatto.
Patrizia Di Donato: Scrivere è chiudere la bocca. È tradurre senza tradimenti. È la lealtà ebraica, quella a cui non sappiamo dare un controcanto. Scrivere non ha oggi e neanche un domani, lo sa bene lo scriba alle porte della città e la scrittrice di jeans trasparenti, quella del nero scolpito su un foglio che certifichi il suo passo sul cemento. Né presente, né futuro conoscono il motivo di tale sudditanza. È un’autorità da cui non fuggi. Obbedisci e ti ripari all’ombra del suo mantello.
Azzurra Marcozzi: Per me lo scrivere oggi, come ieri, è un’esigenza, uno di quei primi bisogni vitali. È una testimonianza ma è anche la possibilità di rimettere in gioco fantasie, creatività e realtà. Confrontarle e confrontarsi con un “io narrante” che è dentro di noi o che, invece, è fuori e va rincorso. Scrivere ti rende nudo ma tanto vivo e consapevole.
A.M.: Ritieni che una donna abbia più difficoltà rispetto ad un uomo nel campo letterario?
Federica Ferretti: Sì, a mio dire, c’è un’atavica resistenza a concedere (anche) questa parità culturale. Non da parte di tutti, sia chiaro, c’è ancora una certa misoginia dilagante, ma che si annida in cunicoli bui di una rete ad ogni giorno un po’ più amica, per fortuna.
Patrizia Di Donato: Le donne accendono il fuoco e nutrono il mondo. Sono i cavalli nell’arte parietale delle grotte di Lescaux. Hanno la vita ed il suo segreto. Sentono l’invidia, la percepiscono dal timore che non le assale. Le donne hanno cercato la scrittura segretamente, mentre l’uomo inventava e si laureava. Era un luogo non luogo, di facile accesso, non esoso, senza spiegazioni e mortificazioni. L’hanno vissuto con il tremore di un tradimento ed hanno vinto giri di vita nuova. Cancellate ed escluse, boicottate e recluse, esse hanno usato la penna come uno scudo, riparandosi e avanzando. E oggi? Oggi la donna ha acquisito maggiore consapevolezza. Ha altri occhi e l’olio del suo gheriglio è maturo. Ma l’invidia consuma ed un Premio Strega con dieci finalisti maschi e due donne, non necessita di ciance. Dove sono le donne? Dove sono i loro libri? Devono allargare la vetrina e fare spazio. Il cielo è di tutti. Se allora, come diceva Simone De Beauvoir “femmine si nasce, donne si diventa”, chiediamo ascolto. Diventiamo donne.
Azzurra Marcozzi: Ma non saprei. Non mi sento di banalizzare dicendo che anche in questo campo veniamo screditate. Certo, leggendo i selezionati del Premio Strega di quest’anno, ed accorgendomi che son tutti uomini, ho avuto modo di rifletterci un po’.
A.M.: Quando e perché nasce il progetto “Sinfonia delle tre stelle”?
Federica Ferretti: In una mattinata di marzo, durante un’intervista radiofonica nel Salotto di Patri, presso Radio G, a Giulianova, dove ero stata invitata come Cigno Rosso… ma lascio la parola alle mie colleghe di cielo…ahahah…
Patrizia Di Donato: Questo progetto è una ricetta. Gli ingredienti sono Federica Ferretti, direttore editoriale, Azzurra Marcozzi, giornalista e poetessa e Patrizia Di Donato, scrittrice. Azzurra e Patrizia conducono una trasmissione radiofonica dal titolo “Il salotto di Patri”, un luogo virtuale dove incontrano scrittrici e scrittori e parlano di letteratura. Patrizia poi contatta o viene contattata non ricorda, Federica Ferretti, su un social network fanno amicizia e Patrizia invita Federica a presentare il suo progetto editoriale a radio G. (Giulianova). Qui fra parole, libri e musica, nasce l’idea per un libro a tre voci femminili. Le nostre. Aggiungere il sale della prosa-poesia di Federica, l’olio del racconto di Patrizia pubblicato da un quotidiano ed il vino delle belle poesie di Azzurra. Aggiungere inoltre tutto il Festival della Letteratura “Città di Giulianova” di cui Patrizia è presidente, amalgamare bene tutti gli ingredienti e leggere “ Sinfonia delle tre stelle” possibilmente in un luogo tranquillo.
Azzurra Marcozzi: Nasce come la maggior parte delle situazioni più entusiasmanti che ho vissuto. Nasce da intenti e passioni comuni, nasce da tre sguardi che si capiscono e dalla voglia comune di conoscenza. Qualche mese fa la poetessa e scrittrice teramana Federica Ferretti fu ospite nella trasmissione “Il Salottino di Patry”, un format radiofonico di radio G Giulianova, incentrato sulle novità editoriali locali e nazionali, che conduco insieme all’amica e scrittrice Patrizia Di Donato. Da quelle parole che ci siamo scambiate in quell’intervista, che aveva tutto il sapore di una chiacchierata tra amiche, c’è balenata l’idea di un antologia a tre voci. Ma mancava un titolo adeguato. Poi, nel salutarci, è saltato fuori anche quello. Abbiamo cognato insieme, in radio, un augurio da estendere a tutti gli scrittori, che avesse un qualcosa di poetico ed originale: “In bocca alla luna” era l’augurio e la risposta dei destinatari sarebbe stata “cavalcate le stelle”. Da qui “Antologia delle tre stelle”. Poi il tutto si è consolidato ancora di più con la presentazione ufficiale del volume, avvenuta all’interno degli eventi previsti per il primo Festival Nazionale della Letteratura Città di Giulianova, che si è svolto a Giulianova dal 23 al 28 aprile scorso, ad opera degli organizzatori Patrizia Di Donato ed Enzo Rapagnà.
A.M.: Quali sono i pregi delle altre due autrici?
Federica Ferretti: Una grande coerenza e forza della propria capacità artistica ed umanitaria: ci siamo trovate, ci assomigliamo molto. Infatti, e le ringrazio ancora per una volta, mi hanno voluto per aprire il loro Festival della Letteratura di Giulanova: un’occasione davvero unica al primo appuntamento!
Patrizia Di Donato: Azzurra è il suo colore. È un mare di marosi e bonaccia. La poesia deve imporsi, deve respirarle sul collo altrimenti lei, nella sua incurante quotidianità, a volte la eviterebbe. Ma Poesia la ama ed in una notte Azzurra di mare, scrive tutte le poesie contenute nel libro.
Federica, Il cigno rosso, è un’instancabile minatore. Scava nella sua miniera ed invita altri a liberare i fogli dai cassetti. Inguaribile romantica ed invidiabile promoter, farebbe arrossire anche Wall Street. Ho parlato di lei ad un giovane falconiere che nascondeva fiabe sui rapaci.
Rupe Mutevole sta già preparando il libro che sarà stampato entro luglio! Tutti i mezzi sono ottimi viatici per condurre i futuri scrittori verso la sua amata casa editrice a cui crede entusiasticamente. Rupe Mutevole deve tenersi stretta hurricane Federica (come la chiamo scherzosamente io).
Azzurra Marcozzi: Patrizia Di Donato ha un fascino ed una delicatezza che poche donne possiedono. È innato e riempie la stanza quando la condividi con lei. È una buona osservatrice di ambienti e di persone, sa leggerne all’interno e ciò traspare maturamente nella sua scrittura, puntellata di piccoli-grandi mondi interiori, di segmenti dell’anima. Federica Ferretti è una poetessa dell’amore. Lo idolatra e lo esalta oltre le vette ed i confini da lui stesso tracciati. Ci crede e ci fa credere con lei. È la volontà di spingersi sempre oltre idee prestabilite e frasi fatte. È sì ardere ma è anche accarezzare, sfiorando, mai toccando.
A.M.: Sei più da tastiera o da carta e penna?Federica Ferretti: Adoro scarabocchiare a margine dei miei fogli, i miei pensieri, che poi, il più delle volte, prendono forma in vere e proprie immagini. Sono convinta, infatti, che si possano creare dei veri e propri “quadri narrativi”. E questa mia predilezione per la realizzazione di visioni, mi ha felicemente portato a collaborare alla stesura di un soggetto cinematografico con il regista Rocco Cosentino, per un “corto” che si realizzerà tra l’Abruzzo ed il Veneto.
Patrizia Di Donato: Scrittura ama la carta e la penna e scrive sulla tastiera, sullo spazio bianco dei quotidiani, sui fogli delle agende di cucina, sugli scontrini fiscali, sulle carte igieniche e da parati. Patrizia la lascai fare. Scrittura è troppo bella.
Azzurra Marcozzi: Decisamente da carta e penna. Ho a casa, e nelle varie borse, tantissimi taccuini provenienti da tutti il mondo. Impazzisco quando qualcuno me ne regala uno nuovo magari da un viaggio altrove. L’ultimo che mi hanno regalato arriva da Madrid. Il contatto con la carte ed il suo odore è viscerale. Ti inebria.
A.M.: L’Abruzzo è …?
Federica Ferretti: L’Abruzzo è una regione che, seppur ancora ferita dopo gli avvenimenti del 6 aprile 2009, ha voglia di tornare a volare. Non a caso, appoggiata dalla sensibilità di Rupe Mutevole Amica d’Abruzzo, ho potuto inventare Radici, la nuova collana che inneggia al legame indissolubile con la terra, e dare così modo ai tanti ed eclettici autori che ne fanno già orgogliosamente parte, di narrare al meglio di una bellezza intramontabile.
Patrizia Di Donato: L’Abruzzo ci dava quello che aveva, a noi figli. Ci accarezzava con le mani callose e ferite, aride di sole e di terra, donandoci a sua insaputa, la consapevolezza dei nostri corpi. Mani, piedi, gambe, braccia, cuore, occhi, orecchie e naso. Tutto in una fantasmagoria di emozioni. Era energia, energia allo stato puro. “Non ho fatto le scuole” diceva, e si stendeva sulla terra arata per scrutare le stagioni, le lune nuove, il sussurrare dei venti ed il lento incedere delle nuvole, ora minacciose, ora schierate come orde angeliche, ora sciolte nell’azzurro. Se la cercate, la troverete mentre strappa con rabbia la perfida gramigna avviluppata agli ulivi come una sgualdrina o mentre silenziosa, accarezza il primo bocciolo sul melo. Lei vive così e si sazia di pane intriso di serenità.
Quando qualcuno la guarda e si sofferma incredulo davanti alla strabiliante bellezza del suo mare, dei laghi, delle cime innevate, dei campi fiammeggianti di papaveri, lei scuote i lunghi capelli e fugge via cantando. È timida e ritrosa ma non resta immobile quando il batacchio colpisce il suo portone. Spalanca la madia e ravviva il fuoco dell’unico ciocco fumante.
(Dal mio libro: La neve in tasca.)
Azzurra Marcozzi: Per dirla alla Giovanni Pascoli è “il nido” ma è anche fonte di ispirazioni. Sono poi molto legata a due scrittori della mia terra che ne hanno esaltato il valore pastorale e le tradizioni: Gabriele D’Annunzio ed Ignazio Silone. Spesso si fa l’errore di accantonare le proprie radici. Invece bisogna sentirsele sempre addosso come un passaporto d’identità.
A.M.: A chi dedichi questa vittoria editoriale?
Federica Ferretti: Alle donne abruzzesi che, come noi, hanno un progetto letterario nel cassetto: chi la dura, la vince!
Patrizia Di Donato: A mia figlia Laila e lei sa perché.
Azzurra Marcozzi: In primis alla mia famiglia, il mio valore innato. Poi ad alcuni amici artisti, il mio valore aggiunto. Ma anche a chi vive di giudizi e pregiudizi. Fidatevi, la loro presenza è più importante di quella degli amici. Fin quando avrai un “nemico” al tuo fianco stai pur certo che la grinta e la tenacia non ti abbandoneranno.
A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?
Federica Ferretti: Ho stimato subito positivamente la loro propensione per una letteratura di confine: il mio primo libro(Il canto del cigno rosso, edito lo scorso aprile e presentato alla Fiera Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2011) era in effetti un esperimento linguistico, un contenitore di immagini, musicalità della prosa sciolta, un romanzo epistolare che loro hanno accolto in effetti nella collana Sopralerighe. Nel mio caso, la loro fiducia mi ha portato a diventare una loro curatrice di collane prettamente rosa, un sogno che si è realizzato. Ed ora, posso aiutare i miei conterranei a realizzare il loro.
Patrizia Di Donato: Il nostro libro sta allargando le ali. Attendiamo il volo. Rupe Mutevole l’ho consigliata e con buoni risultati perché non pretende un viaggio in solitaria. Propone un punto d’incontro, dove lo scrittore e la casa editrice hanno percorso un tratto per giungere insieme ad un accordo. Non è una stamperia. Ha un progetto editoriale e questo gratifica lei e tutti gli scrittori che consegnano un testo. La Fiera di Milano sarà una bella vetrina. Speriamo. Federica l’ha caldeggiata a più non posso.
Azzurra Marcozzi: Mi sono sentita accolta e coccolata. Vedo che la casa editrice “Rupe Mutevole Edizioni” fa un ottimo lavoro sotto molti profilo: quello umano, quello pubblicitario e di comunicazione. L’autore viene seguito prima e dopo la pubblicazione, nutrito ed accudito, non lasciato solo insomma, come spesso capita in altre realtà editoriali. Colgo, quindi, l’occasione per ringraziarla.
A.M.: Hai in programma delle novità per il 2012? Ci puoi anticipare qualcosa?
Federica Ferretti: Sì, ci sono enormi novità. Siamo riusciti ad avere un fantastico stand alla Fiera Internazionale del Libro di Milano, il n.60, tra un bar e la biglietteria… insomma, siamo centralissimi… non potete mancare! Ma ciò che più conta, è che avremo modo di presentare pure Radici e di conseguenza questo magnifico lavoro di sorelle di penna abruzzesi, di raccontare cioè il nostro cielo d’Abruzzo.
Patrizia Di Donato: Io la Scrittura la amo. Quando la dileggio o la ignoro, la trovo all’alba seduta in cucina ad attendere il caffè. I miei personaggi sono vivi e con loro, discuto e mi riappacifico. In questo momento sto scrivendo una romanzo complicato e struggente. Ma è una grossa pretesa e mi auguro che Patrizia non l’abbandoni come un cane sull’autostrada estiva.
Azzurra Marcozzi: Sì, in effetti un progetto c’è. Insieme ad un’amica fotografa, anch’essa giuliese, vorrei realizzare un volume fotografico sulla città di Giulianova, con annesse alle foto nuove mie poesie. Ci stiamo muovendo scegliendo gli scatti e valutando quelli di maggior impatto visivo ed emotivo, puntando molto sui particolari.
A.M.: Salutaci con una citazione…Federica Ferretti: Un caro saluto ai lettori di Oubliette da “una donna piccola ma dall’anima ingombrante”.
Patrizia Di Donato: “Ho un urlo in gola. Sembra il gozzo di un tacchino. Stasera, al luccichio degli ulivi, libererò l’animale.” ( Patrizia Di Donato)
Azzurra Marcozzi: “Ogni uomo mente, ma dategli una maschera è sarà sé stesso” (Oscar Wilde)
Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:
Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
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Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni
Fonte:
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Tutti i vantaggi di stampare sul web
Tra le cose più belle della propria vita c’è quella di immortalare i momenti più significativi, gli istanti indimenticabili attraverso uno scatto, un gesto semplice ma che consente di conservare per sempre quel ricordo anche quando la memoria potrebbe offuscarlo.
Non a caso gli album fotografici sono sempre stati il mezzo, lo strumento principale attraverso i quali rievocare e quindi far rivivere il passato, riportando alla mente e alla memoria luoghi, persone, sensazioni ed emozioni provate in quel preciso momento.
Prima che si diffondesse e si sviluppasse la fotografia digitale, la fotografia era un’arte essenzialmente dedicata a pochi professionisti i quali, chiusi nel buio delle loro camere oscure, davano vita agli scatti.
Oggi, al contrario, grazie alle macchine fotografiche digitali, ma anche per mezzo di un semplice telefonino, ognuno di noi può divenire una sorta di fotografo più o meno professionista, non limitandosi più e semplicemente alla semplice fase di scatto ma partecipando attivamente anche alla stampa foto e alla sua personalizzazione.
Moltissimi e sempre più diffusi sono, infatti, i servizi di stampa digitale che si sono diffusi sul Web e che sembrano sempre più amati ed apprezzati dai clienti.
Il motivo deve essere ricercato nel fatto che si tratta di servizi rapidi e molto particolari in quanto consentono una maggiore personalizzazione da parte dei clienti i quali in questo modo possono contribuire attivamente allo sviluppo e alla realizzazione delle proprie foto.
Si perché il grande vantaggio e pregio della stampa digitale online è appunto quello di assicurare la partecipazione e di massimizzare la personalizzazione dei vostri prodotti fotografici che in tal modo diventano davvero unici e inimitabili.
Il tutto senza contare la grande convenienza e l’elevata qualità della stampa digitale che rispetto alla stampa tradizionale di avvale di prezzi molto più convenienti oltre che di servizi di stampa decisamente più moderni.
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29 giugno – 1 luglio 2012 Fortunago (Pavia) Workshop di Ritratto Fotografico condotto da Enzo Dal Verme
Il fotografo Enzo Dal Verme (le sue immagini sono state pubblicate da Vanity Fair, L’Uomo Vogue, Marie Claire, Elle..) propone un fine settimana intensivo dedicato allo studio del ritratto.
Non si tratta di un workshop tecnico, ma di una esplorazione pratica e divertente studiata per aumentare la capacità dei partecipanti di interagire con il soggetto e comporre le immagini con intuizione e rapidità. Il programma, dedicato a studenti avanzati di fotografia, fotografi professionisti, e fotoamatori evoluti, è molto ricco.
Il fotografo condividerà con i partecipanti trucchi e conoscenze accumulate in anni di esperienza scattando i ritratti per cui è conosciuto, tra cui quelli di tante celebrità.
“Per me”, spiega il fotografo, “l’atto di fotografare è una forma di meditazione attiva, un modo di esplorare la realtà. Ogni volta che fotografo qualcuno alla fine mi sembra di conoscere un po’ meglio anche me stesso. Nei miei workshop insegno a conoscere meglio se stessi fotografando gli altri”.
Il workshop si svolgerà nel Centro Guarinoni, una grande casa in pietra che si affaccia sulle colline di Fortunago, uno dei borghi più belli d’Italia, nell’Oltrepò Pavese a 500 metri d’altitudine. E c’è anche una bella piscina con acqua salata.
Gli studenti saranno impegnati in un percorso didattico decisamente non convenzionale ed altamente stimolante.
In tutto ci saranno 18 ore di lezione a 169,00€ più 120,00€ di pensione completa da venerdì a domenica. Ma bisogna fare in fretta a prenotare, perché dopo il giorno 8 giugno i prezzi aumentano. Il programma completo si trova sul sito workshop-ritratto.it.Autore: Enzo Dal Verme