Categoria: Arte e Cultura

  • Le novità editoriali per maggio 2012 della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

    Fondata nel 2004, la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni ha avuto modo di espandersi nel settore tematico e geografico. Son ben diciannove le collane editoriali della casa editrice, diciannove sono dunque le braccia che accolgono la diversità per condurre oltre i confini territoriali e mentali. La denominazione delle collane è in linea con la politica della casa editrice, troviamo infatti: “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi”, “Echi da internet”, “Radici”.

    Ecco le novità per il mese di maggio 2012:

    “Metropoli Tana” di Carla Zancanaro

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. Carla Zancanaro: una scrittura pulita. Ma non si creda, con questo, d’imbattersi in modalità narrative flebili e artefatte. Queste narrazioni di Carla Zancanaro sono severe, scandite da cambi di scena taglienti, innervate di scelte linguistiche e stilistiche pesate in modo da lasciare spazio al non detto. Sotto la superficie levigata del linguaggio si avverte il guizzo di una muscolatura pronta allo scatto, la vitalità greve di succhi trattenuti ma pronti a erompere. Uno stile posto al servizio d’intrecci sfaccettati e problematici, che chiamano in causa il lettore.
    Che la vicenda narrata abbia la concisione dell’apologo e della favola nera, l’incalzare affannoso della storia d’azione, o che si distenda in affresco popolato di figure e dislocato attraverso epoche e continenti, con rapidi ed efficaci cambi di prospettiva giocati sapientemente in poche righe, quasi una monumentalità en raccourci, che il personaggio sia poeta o topo di fogna, il denominatore comune è uno, e avvertibile. L’uomo, il senso di umanità, anche quando si tratta di umanità violata, inaridita e braccata: per quanto sia nera la favola, mai come nella scrittura di Carla Zancanaro, de te fabula narratur.

    “Nuove Canzoni” di Antonio Pelliccia

    Collana “Trasfigurazioni”. La riflessione su un rapporto sentimentale, una riflessione durevole che si evolve durante il tempo, durante gli anni. “E poi venne l’inverno/ a strapparci le ali/ con la furia/ improvvisa/ di un temporale./ Il nostro passo era / quello leggero/ di un gabbiano/ che sorvola le onde/ sereno/ e si perde nel cielo.” Una meditazione che oseremo dire “ingarbuglia” la mente, sino all’eliminazione di altri pensieri con la sua identificazione in un inizio che determina quasi una fine: un “e poi” mesto che descrive pienamente anni di raccoglimento attorno ad un concetto da esprimere, ad un verso da scrivere, ad un’immagine da svelare per coloro che riescono a percepire lo scorrere silente dei cicli della natura. La raccolta poetica “Nuove Canzoni” coltiva, al suo interno, un appezzamento di terra ordinato dalla versificazione dinamica e dalla contrapposizione di due tematiche predominanti. Il sentimento amoroso è la matrice parsimoniosa di ogni getto d’inchiostro, quell’origine ingioiellata da santuari che si fanno cielo e, da epicentri emotivi che divengono semenza. Un amore penetrante da non lasciare via di fuga, vie d’uscita dal suo torpore accattivante e confidenziale. Il percorso del Tempo, come secondo oggetto, si manifesta al pari di una cornice sensibile che non solo muta l’ambiente circostante ma, si frappone tra i dettami del possedere una delicatezza ed il vivo ricordo del trascorso precedente.

    “L’ultimo agosto per sempre” di Caterina Pomini

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. La magia di questa raccolta, sa di freschezza, di emblema, di tensioni meravigliose dell’anima, l’istintivo dolore e la capacità di esporlo con una linearità forte e una calibrata misura, che traccia modulazioni dell’essere come fossero pennellate di fatti, a colori o in bianco e nero, ma sempre piene di sfumature intriganti, vivide, che prendono, catturano e trattengono l’attenzione di chi legge dall’inizio alla fine col fiato sospeso e il pensiero colmo di spunti e di motivi per mettersi in discussione.
    Non solo: rivalutarsi, riscoprirsi come persone, esseri che possono immedesimarsi nelle storie raccontate, perché tali narrazioni possono appartenere ad ognuno di noi. Eppure c’è un lato surreale, a volte, che dona maggiore sostanza a tutti gli accadimenti. E chi, in un modo o nell’altro, non ha vissuto fatti che gli sono sembrati addirittura surreali? Pregnante dunque diventa la iterativa misura delle emozioni, tutte affinate in uno stile linguistico chiaro, con metafore lucide, che sembrano illuminare ogni scena e ogni particolare. La fantasia vola al di sopra dell’annichilimento umano, come se l’Autrice volesse smorzare le paure di noi comuni mortali col sogno, con la possibilità, e vivaddio che ce la possiamo costruire, di spaziare nel desiderio di fare quello che vogliamo con la nostra mente.

    “Sophie” di Roberto Ioannilli

    Collana “La Quiete e L’inquietidine”. La riedizione di questo romanzo, voluta dall’Autore e da tutti noi, è motivo per me di soddisfazione, infatti l’irrequieto scrittore dei sensi non poteva mancare nelle mie collane inerenti alla quiete e all’inquietudine. Si aggiunge una ulteriore opera di Roberto Ioannilli e questa volta in narrativa, la sua prima prova in qualità di scrittore, il motivo scatenante che lo ha convinto a mettersi in discussione con la scrittura. Sophie è stata una scommessa, una specie di gioco tra lo stesso Ioannilli e il mondo circostante, la sua famiglia, la sua realtà di impiegato non proprio appassionato della lingua italiana, sempre molto lontano dal mondo della cultura classica. Ma dalla sua Roberto ha sempre avuto una grande creatività, la passione per i viaggi, un camper a cui tiene molto e luoghi che per il suo animo sono poesia, sentimento, armonia e vita. E’ un uomo dai valori saldi Ioannilli e non teme di gridarli al mondo, li difende e protegge con tutta la forza di cui è capace. Forse è proprio questo motivo che lo ha spinto ad usare la penna e a buttar giù pensieri, piccole storie prese da spunti di viaggio e poi l’idea: immedesimarsi in una figura femminile. Come pensa una donna? Come vive le esperienze amorose, le amicizie? Come sarei io nei panni di una donna? La sfida con se stesso, il fatto di amare i dettagli, entrarvi dentro e descriverli. Ecco, da tutta questa storia l’Autore ne è uscito vincitore. Innanzi tutto nel libro c’è un vero e proprio itinerario di viaggio, con la descrizione dei posti, delle tradizioni, della cucina, delle caratteristiche. La Francia, meta che egli stesso ama moltissimo e che gli ha dato modo di ambientare il romanzo proprio tra quelle città, strade, colline, laghi e tanto altro.
    Ho avuto modo di conoscere il Nostro casualmente, proprio quando era appena stata pubblicata la prima edizione di Sophie (che aveva il titolo diverso) e stava riscuotendo già un discreto successo. Il mondo dei camperisti è vasto, e molti di loro hanno accolto questo evento con grande entusiasmo ed enfasi, tanto da organizzare veri e propri raduni a favore del libro. Ioannilli mi raccontò di tutto questo, ed era il mio periodo radiofonico, quello in cui analizzavo in diretta testi poetici.

    “La grande aquila” di Bruno Briasco.

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. Non è sempre facile trovarsi tra le mani un libro tanto speciale, forte e delicato nell’insieme, veritiero e foriero di fantasia. La mia collana La quiete e l’inquietudine non può che esserne fiera, devo dirlo, per tale avvincente storia in narrativa che va ad aggiungersi alle numerose già presenti, ma che certamente si distinguerà e spiccherà. C’è un silenzio meraviglioso nella stesura di tale libro, come il volo dell’aquila, appunto, che lacera l’orizzonte senza far rumore, come la neve quando cade, cattura e affascina senza suono, senza disturbo. Leggere questa favola spirituale (per dirla con l’Autore) vuol dire sospendersi tra il reale e l’irreale, con la piacevole impressione di stare dentro alle sottili fila di un sogno. Chi di noi non sente il bisogno di uno stato del genere? Quando stacchiamo e fuggiamo in vacanza, quando desideriamo qualcosa che sia più di qualcosa … e non sappiamo dire bene cosa sia. Ecco, è questo. Un buon libro e una buona storia.

    “Solo un soffio” di Monica Colli

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. Monica Colli, un’autrice dalla inquietudine coriacea, vera, pregna della spontaneità che soltanto una persona autentica fino in fondo può possedere in maniera naturale, come fosse pelle che si porta addosso dalla nascita. Una donna a tutto tondo, al cento per cento, che utilizza la propria vena poetica grazie al condotto della sensibilità, quel senso tipicamente femminile, capace di captare l’invisibile e l’inatteso, ciò che mai si penserebbe e che c’è. Il suo soffio è il leit motiv, quel cuore attorno a cui tutto pulsa, si rafforza, velocemente elabora e dona frutti. Notiamo spesso delle titubanze in questa scrittura, qualche piccolo timore, una sorta di timido incedere (vedi i ricorrenti puntini di sospensione), quasi come se Monica si vergognasse di dire, di scoprirsi totalmente, ma, precisiamolo, lei non teme giudizi, anzi, più che altro paventa il confronto con se stessa, con la propria coscienza. La Colli deve sentirsi pulita, sempre, limpida e purificata da ogni pensiero negativo, da ogni agguato alla sua integrità. Con questa silloge vorrebbe spiegare come si ama, come si dovrebbe donarsi.

    “Come le foglie in novembre” di Enrica Renata Ferreccio

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. A volte noi, uomini della modernità, scriviamo. Scriviamo nell’ultimo ritaglio di una giornata, alla luce calda di una lampada. Chiudiamo fuori dalle nostre case la vita frenetica e lavorativa delle città e ci immergiamo in mondi nascosti, luoghi segreti, personali dove le fantasie si liberano e popolano le nostre solitudini. Così in questi strani posti, che non sono altro che il rifugio estraniante della parte più sincera di noi stessi, facciamo nascere riflessioni, pensieri, idee. Si riflette sull’esistenza, sui nostri guai, sulle vicende che ci travolgono e tutto questo accade in disparte, lontano dalla società e dalle sue regole. Siamo in un posto libero, dove il sogno fa presto a diventar poesia. Ecco quindi la poesia che s’ingemma dalla vita e che prende il volo su queste pagine come le foglie d’Autunno in Novembre …

    “Spazio del sognare liquido” di Rita Stanzione

    Collana Heroides. Il poeta è memoria del proprio tempo, testimone di quanto il ricordo possa influire e condizionare presente e futuro. Ma la memoria resta, comunque, intatta, pur se il fluire degli anni arrovella e diluisce le immagini. La sensazione nel leggere la silloge di Rita Stanzione è proprio questa e direi che è magnifica, pare come neve intatta, non calpestata, piena di candore e di luce. Sono estremamente felice di inserire la nostra Autrice ne gli Heroides, la voglio fissare negli annali della storia, appunto, proprio per la distinzione importante e forte che ci regala con questi suoi componimenti, uno più convincente dell’altro. Se dovessi figurarmi un’immagine di questa donna mentre scrive, crea, pensa e riunisce parole, la vedrei accanto a un’insenatura marina, con il salino profumo dell’acqua in un moto ondoso lento, di mattina presto, coi colori ancora sporchi di notte, quindi non sbiaditi ma pennellati incantevolmente nell’arancio del primo sorgere del sole. Nel fare il consuntivo delle proprie emozioni, è difficile non sentire l’amarezza esistenziale, quella polvere sottile che rimane tra le righe, tra anfratti di memoria, appesa in minuscoli granelli che donano, comunque, un tono profondo a quel che rimane poi nella mente di chi legge e si tuffa nel contesto. Perché sfogliando le pagine di questo libro non è possibile non venirne catturati pienamente, con ogni senso ritto, pronto a recepire quelle sfumature cariche di brividi che entrano a far parte di noi, ci immedesimano, ci riempiono l’animo di indissolubili fenomeni emotivi.

    “Versi @ Versi” di Mariangela Ruggiu

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. Sono proprio diversi gli scritti di Mariangela Ruggiu, un’Autrice inquieta per antonomasia, che in tale silloge ci regala molta emozione e possibilità di allargare il raggio del pensare. Già, proprio così, molto spesso infatti non ci si sofferma, si passa oltre, magari ascoltando l’emotività che tutti da qualche parte abbiamo, la lasciamo sgorgare, ce ne innamoriamo. Però l’occhio rimane fermo. Invece in questo libro è difficile non farsi prendere dalla tentazione di volare via, non in un posto preciso poiché le tematiche sono vaste e tortuose, penetranti e insinuanti. è così che si arriva a pungolare il lettore, come se attraverso delle pagine bianche potessimo ricevere una scossa, un lampo che ci attraversa le tempie e siamo costretti a sobbalzare. Di verso in verso, appunto, si percorre una strada, che a dirla tutta, non è mai la stessa se ripartiamo dall’inizio per una seconda lettura. è l’ennesima caratteristica del poeta irrequieto? Direi di sì, ed è un grande pregio. Guardate là fuori, nei social network, nei siti delle case editrici, nei blog di scrittura e scambio di battute e finali: c’è un mondo colmo di teste che buttano giù parole e parole, abbozzano concetti, magari prendono spunto da questo o quel fatto discusso al telegiornale, oppure si lasciano andare a confessioni in terza persona per lenire qualche doloroso amore.

    “Vetro in gola” di Niccolò Stoppini

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. Vetro in gola è parte di tasselli che vanno a comporre la mia ricerca nella scrittura giovanile, di quei ragazzi che emergono e si distinguono da subito, già nelle loro iniziali stesure. Niccolò Stopponi è uno di questi. Tenace e tenero, uno che ha creduto in se stesso fin dalla prima composizione, ha tenuto duro e sacrificato molto per arrivare a far nascere questa raccolta fortemente voluta, poiché egli grida tutta la sua sana nevrosi in ciò che esprime e disarma per i picchi di candore confusa, tra la rabbia di un giovane portavoce di disagi attuali della società in cui vive. Mi è rimasta dentro, nell’immediatezza, un passaggio che troverete in una lirica appartenente a questa silloge: “ … Ma a me mancano i tuoi abbracci:/paradiso e protezione./Mi manca la tua scia divina”. Quale sarà tale, fortissima mancanza … l’amore, l’amicizia, una persona andata via … L’Autore parla di Leonardo, ma potrebbe essere Giulia, nonna Rosa, il cartolaio Antonio, e chi lo sa. L’emblema conduce agli affetti che restano nella carne, quelli che resistono alle ondate del tempo, che stanno sugli angoli degli occhi come lacrime essiccate. Il pianto, la commozione, riescono a vincere qui anni e contingenze del percorso offrendo forti messaggi di interiorità profonda.

    “Il risveglio” di Germano Tarea

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. L’opera è densa di coloriti passaggi che inducono a pensare. Cosa importa chi è l’elemento scatenante di tale amorosa follia? Sia ella donna di facili costumi o femmina giovane, bella e nuova dentro a una vita trascorsa alla dedizione nei confronti della speranza e alla domanda classica: “Ma questa sarebbe vita?”. Nuova poiché lei è. Lei porta un vento diverso, un azzurro diverso, un sentire diverso, un respirare diverso. Tutto è diverso. Voi direte che è normale quando ci si innamora, o comunque ci si invaghisce, si perde la testa per qualcuno. Forse. Ma non per un tipo come Germano. Lui è stato sempre uno irremovibile, diffidente, provato dall’esistenza, ormai rassegnato al passaggio da comune mortale a etereo ricordo dopo aver donato il suo contributo a Dio, quel Dio che tanto aveva probabilmente invocato bestemmiando e litigandoci quotidianamente.

    “Sogno antico” di Antonella Massa

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. La magia di questa raccolta variegata sta nell’aspetto pregnante delle immagini, nella descrizione costante e coerente delle sfumature. Con ogni sentimento citato, trattato, sentito, Antonella Massa ci trasmette la fragilità dei simboli, delle illusioni, spesso effimere ancor più della loro stessa definizione, spesso elevate all’ennesima potenza da quell’essere chiamato umano, persona, che non riesce a resistere al sogno. Una difesa, normalmente, per chi soffre, per chi necessita di aggrapparsi alla speranza, al futuro rinnovabile in cose migliori. E che ci sarà mai di tanto nuovo? Chiederete. Beh, il nuovo sta nell’imposizione di quel tipo di visioni, a mio avviso incantevoli, che tale penna è capace di dipingere, fotografare. Non è per nulla facile descrivere una sfumatura. Se abbiamo davanti a noi un tramonto suggestivo cercheremo di raccontarlo, no? L’Autrice in questione non descriverà mai quel tramonto, semmai andrà a scavarvi dentro, prenderà i rossi, l’arancio, il rosa, le nube che si mischia alla luce, il vento che muove il ciuffo di capelli davanti allo sguardo … Sogno Antico è un titolo sintomatico: i sogni possono essere le tracce viste come l’unica cosa che resta di ogni passaggio; l’aggettivo antico è dedicato al tempo, il contenitore degli eventi i quali, a loro volta, hanno insiti i soggetti, gli oggetti, le emozioni, i respiri.

    “Luna ed onde” di Rolando Vernaglione

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. Credo che in Rolando Vernaglione si respiri del neoplatonismo, quasi un nuovo approccio alla scrittura ellenistica. E’ ovvio che ogni autore abbia in sé e nel proprio stile delle piccole influenze che si porta dietro dal bagaglio culturale, dagli studi compiuti, dalla famiglia, dalle modalità e dal suo stesso essere come persona unica e irripetibile. Tutto ciò costruisce la persona, in questo caso colui che scrive e fa della propria inclinazione un mondo differente da ogni altro. Però qui spicca ampiamente la propensione classica e colta, approfondita, sudata, centellinata. Vernaglione appare poeta veterano e saggio, già abile, quindi potente, con una definizione precisa e, lasciatemelo dire, stupefacente, coinvolgente, di grande fascino. Non conoscendo direttamente l’uomo – Rolando, mi ritrovo di fronte a una mente piena di informazioni, di spunti, un pensiero che sa dove andare a parare e che è capace di prendere tutta l’attenzione del lettore e di tenerla fino alle ultime pagine. Innanzi tutto la forma: oserei dire perfetta, sembra studiata, rivista molte volte, coccolata e limata continuamente, cosa tra l’altro apprezzabilissima in un esperto della scrittura. Eppure lui si dice ancora alla ricerca di una perfezione che non sarà mai raggiunta (ed è qui il lato stimolante e intelligente di questa penna) poiché egli seguiterà a mettersi alla prova in nuove espressioni, nell’infinito spazio che la poesia offre. Ecco perché il ricordo di Platone mi si pone davanti. Non un titolo, non una virgola di troppo, molta tensione verso il bisogno etico – spirituale, religioso addirittura. Ma di una religione appesa, sospesa, avvelenata dalla smania che rende ancora più fonde e fondate tutte le composizioni.

    “Specchi di cielo” di Giovanni Maria Ghidetti

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. Come sostiene l’Autore stesso, la raccolta Specchi di Cielo è la traduzione di un patimento pieno di fermento, mai statico, mai fine a se stesso, anzi, un sofferto percorso d’anima, di colori, di sensazioni e considerazioni, nonché di illuminazioni che conducono questa penna a dirsi e a darsi in maniera più completa e graffiante. Inutile negarlo, l’arma della poesia emoziona, avvince, esalta. Se poi nel mezzo usato c’è anche molta metafora, beh, il passo è breve, la conquista è piena. Giovanni Maria Ghidetti sa usare le parole, arriva addirittura a sfiorare il fuoco che unisce la vita e la morte, quelle fiamme avvampanti e rivoluzionarie che tanto affascinano l’essere umano. Il confine tra dolore e appagamento sta proprio lì e a tal punto potremmo affermare che ogni uomo potrebbe poetare, ma … abbiamo detto bene, potrebbe. Nessuno è in grado di prevederlo, la scrittura è per lo più immediata, spontanea, ma poi, quando e se prende la mano, assume una personalità, una vera e propria identità. Ed è il caso di questa silloge, sfociata dalle dita di un Autore capace, che pare esser nato con la poesia addosso. Così che camminando per le vie dell’esistenza, egli ha potuto affinarne i tratti, coltivare la lingua italiana nel modo giusto, seguendo intelligentemente e con umiltà le proprie inclinazioni.

    “Tra cuore ed Eros” di Sonia Consolo Giaccotto

    Collana Heroides. Un lavoro questo che è fonte di deduzione dell’anima, in stretta connessione tra l’incessante erosione interiore in continuo fermento in rapporto con l’essenzialità del sentire. Essenzialità che diviene essenza pura, senso, sensualità, fusione di pelle e di mente. Essenza dunque che la nostra Autrice veste di parole e sfumature sempre diverse, congeniali all’identità fondamentale che Ella percepisce in tutta la silloge. Preciso che ho deciso di collocare questo libro nelle collane Heroides poiché spoglio di ogni orpello inibitorio, sia nei concetti che nella forma. Il cuore e l’eros sono i protagonisti di un connubio che si interseca nella verità metafisica combattendo il nulla asettico del non essere che imperversa nelle mancanze.

    “Il linguaggio della memoria” di Francesco Squintu

    Collana “La Quiete e L’Inquietudine”. Dall’opera poetica di Francesco Squintu, emerge senza ombra di dubbio, la singolarità della silloge stessa, il fatto che sussista da sola, come un grande edificio stabile e ricco di sostegni, fondamenta ben architettate, stile, autonomia piena, appunto. Ed è ciò che mi affascina di questo Autore, che si veste di nuove parole, producendo onde musicali meravigliose. Classicheggiante, ma mai scontato, riesce a stupire, ad ammorbare, a sedurre sublimando se stesso e il proprio vissuto, nonché la sua scrittura.
    Questo linguaggio della memoria infatti, è a mio avviso, il dialogo del futuro, della forza della vita, quella che preme forte tra le vene, pulsando ed emanando esperienza, un organismo incondizionato, potente, indistruttibile. E a modificarlo potrà essere soltanto l’ingegnere che l’ha costruito con tanta dedizione: sofferenza, patimento, riflessione, elaborazione del passato, la memoria, appunto, per farne esperto divenire.

    “Di seta fluida” di Angela Fragiacomo

    Collana “La Quiete e l’Inquietudine”. Non è possibile leggere la scrittura di Angela Fragiacomo senza tener conto del suo tormentato e inquieto, senza dubbio, mondo esistenziale, della sua combustione letteraria che si fa documento testimoniale e insieme dolente denuncia piena di patimento e di corda tesa. Meravigliosa classe che riecheggia ad ogni verso e verbo, apparentemente un tantino classica, ma poi vera e propria tortura romantica. Il connubio è perfetto, come pietra ben messa a giusta dimora, diamante che spicca sulla ghiera. Un’Autrice che sa di dover affondare le proprie radici nello spirito interiore per dare il meglio, per definire se stessa al centro dell’introspezione, offrendo a piene mani tutta la poetica che scaturisce da anfratti sconosciuti, infinitamente celati ma dall’innegabile fascino.

    “L’erba cattiva” di Noureddine El Harti

    Collana “Trasfigurazioni”. Hippy nell’altra riva del Mediterraneo

    “Erano gli anni settanta.
    Spinelli, antisemitismo e Bob Dylan.
    Eravamo adolescenti e tanti tra di noi
    lo sono ancora.”

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/06/11/le-novita-editoriali-per-maggio-2012-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

  • Le voci di Cassandra a Roma: dal romanzo di Christa Wolf

    Il 16 giugno nella cornice d’eccezione del Drugstore Gallery Portuense (Via Portuense 317) l’Accademia della Lettura dell’Associazione Donne di Carta con il patrocinio della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma presenta “Le voci di Cassandra”, dal romanzo “Cassandra” di Christa Wolf, proposto eccezionalmente per il Drugstore Gallery Portuense in data unica dal gruppo “Festina lente”.

    Si tratta di una vera e propria performance creativa che si delinea come una originale esperienza di ascolto e di condivisione dell’oralità in linea con la filosofia dell’Associazione Donne di Carta e con la nuova veste assunta dal sito archeologico del Drugstore Gallery Portuense. Un bene culturale di 2000 anni quest’ultimo, reso fruibile ai visitatori dopo un’attenta attività di scavo e di consolidamento che ha portato alla musealizzazione di un’antica area cimiteriale per decenni inglobata nell’edificio del Drugstore commerciale di via Portuense. Un intervento di recupero che assegna al Drugstore Gallery Portuense il prestigioso ruolo di nuovo polo culturale capitolino, uno spazio ancora poco conosciuto, dove la cultura può muoversi al passo con i tempi moderni attraverso eventi, attività culturali, laboratori, sempre legati alla valorizzazione del contesto storico e archeologico ospitante.


    “E’ un evento unico nel suo genere – dichiara l’archeologa Laura Cianfriglia,
    responsabile di zona (Municipio XV) della Soprintendenza Speciale per i beni Archeologici di Roma – perché “Le voci di Cassandra”, presentazione quasi sperimentale di un romanzo dal carattere intenso e suggestivo, è cucito addosso all’area storica che ospita queste voci e che è, a sua volta, un ambiente sui generis, dove non c’è distanza tra chi parla e chi ascolta, dove la bellezza di tombe e mosaici letteralmente circonda il pubblico senza vetrate o cancellate a fare da schermo. L’area archeologica del Drugstore Gallery Portuense comprende una struttura romana di cinque ambienti che sarà oggetto di visita guidata dopo lo spettacolo” .

    “Le voci di Cassandra” risuonano nella poesia di pietra rappresentata dall’area archeologica ospitante, un ambiente intimo e prezioso riservato a pochi (i posti sono limitati), e l’itinerario guidato tra gli ambienti della necropoli segna la giusta conclusione di un evento che nasce come ri-lettura non tradizionale del passato. Nella versione del romanzo presentata dal gruppo performativo “Festina lente”, infatti, Cassandra diventa il simbolo di tutti coloro che lottano contro la guerra e contro l’abbrutimento che provoca in chi la vive sia che la si vinca sia che la si perda. Come il luogo speciale che ospita le sue voci, Cassandra racchiude in sé l’antico e il moderno e mostra a chi la ascolta che la distanza tra il nostro presente e il suo passato si annulla, perché gli uomini non smettono di ripetere i propri errori.

    “Leggere non significa solo leggere un libro – specifica Sandra Giuliani, Presidente dell’Associazione Donne di Carta – ma vuol dire anche saper comprendere e interpretare sempre la realtà che ci circonda attraverso tutti i linguaggi possibili e soprattutto fuori dai circuiti tradizionali: non solo nelle librerie o nelle biblioteche come luoghi di cultura, ma nell’intero quartiere, nello spazio che viviamo tutti i giorni. Officine, tintorie, pizzerie, concessionari, agenzie, fiorai, edicole, bar e siti archeologici proprio come il Drugstore Gallery Portuense, un vero laboratorio dove sperimentare la ri-lettura del passato attraverso il presente e viceversa, una Casa dell’oralità e della bibliodiversità”.

    Al termine dell’evento buffet e visita guidata all’area archeologica del Drugstore. Posti limitati. Data unica: 16 giugno alle ore 21.00


    Per informazioni e contatti:

    Maria Rosaria Ambrogio (AssociazioneDonne di Carta):
    [email protected], tel. 3480901730
    www.donnedicarta.org

    La Necropoli della Via Portuense – “Drugstore Gallery Portuense” fa parte di un’area archeologica compresa tra via Q. Majorana, via Portuense, viale di Vigna Pia e via Giuseppe Belluzzo dove gli scavi archeologici hanno restituito già dagli anni Cinquanta il tracciato basolato dell’antica via Campana e dell’antica via Portuensis, insieme ad una vasta necropoli di età imperiale, un mausoleo e un complesso termale che si estendevano ai lati delle due grandi direttrici viarie. Lungo la via Portuense, coincidente nel tratto prospiciente l’area archeologica di Pozzo Pantaleo con l’asse stradale antico, lungo entrambi i lati sono state rinvenute un’area di impianti idraulici e una serie di tombe a camera Tra queste, il complesso archeologico del Drugstore, composto da cinque ambienti in parte ricavati nel tufo e in parte costruiti in muratura. La tomba più grande presenta resti di affreschi con motivi geometrici, floreali e nature morte. Il tutto era arricchito con decorazioni in stucco, delle quali si conserva in posto quella della nicchia centrale a forma di conchiglia. Molto ben conservato – ad eccezione di una fossa per inumato che lo ha tagliato nella parte destra – è il pavimento a mosaico bianco e nero: vi sono rappresentati lungo i lati satiri vendemmianti alternati a quattro grossi vasi (kantharoi). Al centro, una figura maschile che brandisce un’ascia è stata identificata con Licurgo, un personaggio del mito di Dioniso, mentre assale la ninfa Ambrosia la quale per difendersi si trasforma in un ramo di vite. La tomba D, un colombario di forma rettangolare, ha tre lati scavati nel tufo e il quarto in muratura: su questa parete, che presenta una decorazione floreale e alcuni graffiti, si aprono 4 file di 10-13 nicchie ciascuna con foro rettangolare sul fondo per la deposizione delle ceneri dei defunti. Il pavimento è in cocciopesto.

    L’Associazione Donne di Carta nasce a ottobre del 2008 con l’intento di costruire una rete di solidarietà tra tutti gli attori della filiera editoriale. Come formula attiva della promozione della lettura viene utilizzata l’esperienza delle Persone Libro, progetto ideato a Madrid da Antonio Rodriguez Menendez (Proyecto Fahrenheit 451 las personas libro) e di cui l’associazione diventa portavoce in Italia. Sono persone che imparano a memoria brani di libri e li portano in giro dicendoli ad alta voce tra la gente: un repertorio orale che ad oggi contempla oltre 200 brani. Il viaggio delle Persone Libro ha portato lontano, fino all’ideazione di una Carta dei Diritti della Lettura – pubblicata da Il Caso e il Vento – che ha ricevuto una medaglia di rappresentanza del Presidente Napolitano. Per accogliere un’idea di lettura sempre più ampia e interdisciplinare prende forma l’Accademia della Lettura, ultima creatura dell’Associazione, un laboratorio itinerante di proposte e di eventi culturali elaborati e realizzati in collaborazione con tutti i soggetti che credono nel valore della Bibliodiversità. www.donnedicarta.org – personelibrodonnedicarta.wordpress.com

  • Fabiola Tommaseo in classifica tra i Big


    Era il 20 aprile quando la compilation Radio Tour festival 2012 cominciò il suo percorso su Itunes. Dal quel dì i riscontri sulle vendite sono stati notevoli e soprattutto quelli riguardanti il singolo “Vivere sognando” di Fabiola Tommaseo.

    Dopo sole due settimane infatti il singolo arriva in 81° posizione in classifica TOP DIGITAL DOWNLOAD CHAT

    Il 20 maggio il suo singolo sale in 76° posizione tra i singoli più venduti.

    Il 27 maggio 2012 c’è il gran sorpasso di alcuni tra gli artisti in voga tra cui: Micaela, Marco Carta e Pierdavide Carone. Si raggiunge la 47° posizione e si punta sempre più in alto avvicinandosi ancor più alla sfera dei Big.

    Nell’ultima settimana itunes conferma Fabiola Tommaseo ancora in classifica dei singoli più venduti alla 54° posizione.

    Nel frattempo Fabiola Tommaseo si vede molto impegnata con il Tour Radiofonico che raccoglie consensi dalle radio. E’ infatti in vista un Tour Radio in studio dal 15 al 19 giugno. I prossimi appuntamenti:

    13 giugno ore 9,30: Radio Iblea/ Radio Sole vittoria in Mattina News
    15 giugno ore 18: LaWebTv, videointervista registrata in studio
    15 giugno dalle ore 23: Radio Radio Bynight sui 104.5 (RM e pv) e SKY 518 e in streaming su http://www.radioradio.it/
    16 giugno ore 11.00: Quanta Radio (RM) in Liberiamo e in streaming su www.quantaradio.it
    17 giugno ore 22 : Format Radio in “Radiochat.it” con Alex Achille e in streaming su www.formatradio.it (su ben 10 radio in fm)
    18 giugno ore 18,30: Radio Enea (96.2 in fm ) in “L’acchiappaospiti” (registrata)
    19 giugno ore 19: Radio Abracadabra in streaming su http://www.radioabracadabra.it/

    Who is Fabiola Tommaseo?

    E’ lei, Fabiola Tommaseo, una giovanissima cantante siciliana di Vittoria.
    A soli 14 anni presenta un curriculum artistico di tutto rispetto. Dallo Zecchino D’oro al teatro come protagonista in molti musical quali Madre Teresa, Caino e Abele e Forza Venite Gente; dai festival regionali ai festival nazionali come “Reginetta della Canzone 2009”, da partecipante ad ospite e parte della giuria in numerosi contesti come il Royal Tour, la I° edizione del Festival “Sanremo Junior”, “NOTTE ROSA” a Rimini, il Titanus Festival.
    Contemporaneamente e successivamente ai vari festival e concorsi, Fabiola cresce a livello professionale frequentando diversi stage mirati come:
    STAGE di FORMAZIONE per ATTORE PUBBLICITARIO FIGURANTE SPECIALE TELEVISIVO
    STAGE AVANZATO per CANTANTI, PERSONAGGI di SPETTACOLO TELEVISIVO
    MASTER DEL VILLAGEMUSICLAB

    In pochi mesi è successo molto nella sfera professionale della giovanissima…..
    Una serie di traguardi che la vedono al 1° posto al RADIO TOUR FESTIVAL 2012 e in 1° posizione al televoto per il format tv MUSIC STAR, in onda tutti i giovedì su canale sky 888, diversi canali del digitale terrestre e su numerose tv regionali sparse sul territorio italiano.

    Classifica MUSIC STAR:

    Questa piccola donna ha quindi dinanzi a sé un’estate ricca di impegni e tra questi figura questo lungo e intenso TOUR RADIOFONICO di 3 mesi e qualche altra sorpresa che non vi vogliamo ancora svelare. Rimanete in attesa e ne vedrete delle belle!!!

    Produzione Radio Tour Festival

    Ufficio stampa ELFA Promotions

  • Intervista di Alessia Mocci ad Antonio Pelliccia ed alle sue pubblicazioni poetiche

    Sono così miti/ le nostre giornate/ a passeggio/ per le strade del borgo,/ che il sole autunnale/ rischiara/ di una luce speciale./ Nelle piazzuole/ è un gioire/ di bimbi festanti / che giocano a palla,/ e nelle aiuole/ di un verde cangiante/ un fiorire/ di ragazze esultanti/ d’amore./ E anche tu sei più bella,/ se cammini al mio fianco,/ e l’azzurro del cielo/ ti dipinge sul volto/ il sereno candore/ dei tuoi giorni migliori.// […]” – “A passeggio”

    Antonio Pelliccia è nato nel 1945 a Casalnuovo di Napoli, dove vive ed esercita la libera professione di medico-chirurgo pediatra dopo aver diretto per molti anni una divisione di Pediatria di un ospedale di Napoli. Ha avuto per molti anni esperienza di impegno politico e amministrativo nel proprio comune e nel circondario.

    Nel 2012 ha pubblicato “Piccolo Canzoniere” e “Nuove Canzoni” con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni e sono in pubblicazione “Nudo d’amore” ed una piccola silloge “Canzoni d’inverno” presente in una raccolta a quattro autori.

    Antonio Pelliccia si è dimostrato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulle sue pubblicazioni. Buona lettura!

    A.M.: La poesia come via di fuga dalla vita reale. Anche per te la poesia è una via di fuga?

    Antonio Pelliccia: La forza dell’ispirazione estranea potentemente dalla vita reale pur tuttavia è sempre il dato oggettivo della realtà ( luoghi, persone, eventi, stati d’animo ecc. ) che traspare nelle forme e nell’atmosfera dei versi. Credo che la formula del “Correlativo oggettivo” di montaliana memoria sia tuttora valido in poesia.

    A.M.: Nel 2012 è uscita la tua raccolta “Piccolo Canzoniere”. Qual è la poesia al suo interno che ancora oggi ti fa tremare quando ci ripensi o la rileggi?

    Antonio Pelliccia: Amo intensamente le mie prime poesie cioè quelle degli anni 60. Sono i versi dei miei vent’anni ed hanno per me un fascino struggente anche per il mondo che esprimono.

    A.M.: A breve usciranno altre tue novità editoriali: “Nuove Canzoni” e “Nudo d’amore”. Quali sono le differenze sostanziali tra le due raccolte?

    Antonio Pelliccia: “Nuove canzoni” sono una continuazione ideale del “Piccolo canzoniere”, si rifanno agli stessi motivi di fondo ed ad una stessa ispirazione. “Nudo d’amore“ è una raccolta più intimistica, c’è un maggiore scavo interiore e si rifà ad una tematica che considero più vera ed essenziale del mio mondo poetico.

    A.M.: Hai anche in uscita una piccola silloge in una raccolta a quattro autori dal titolo “Canzoni d’inverno”. Perché hai scelto di partecipare ad una raccolta a quattro?

    Antonio Pelliccia: “Canzoni d’inverno” è una mia piccola silloge ( 10 componimenti ) molto compatta che ho composto proprio nell’ultimo duro inverno. Ho accettato di essere inserito in una raccolta a quattro soprattutto per avere l’occasione di confrontarmi con altri autori più giovani e forse alle prime prove come me.

    A.M.: Quali sono gli scrittori che più ami e che più ti ispirano?

    Antonio Pelliccia: Sono molto legato alla poetica esistenziale di Montale degli Ossi e di Satura e di Sereni degli Strumenti umani. Sia per la forma che per i contenuti mi piacciono molto Saba, Penna, Caproni e Pasolini. Non nascondo però una sorta di segreta ammirazione per la poesia civile di Luzi e Quasimodo. Anche alcuni autori del secondo Novecento come ad esempio Sanguineti Zanzotto er Erba riscuotono la mia ammirazione.

    A.M.: Tastiera oppure carta e penna?

    Antonio Pelliccia: Uso quasi sempre il computer per il mio lavoro, solo eccezionalmente mi lascio andare a carta e penna.

    A.M.: Curiosità! Se potessi scegliere una città in quale potresti aver maggiore ispirazione?

    Antonio Pelliccia: Io sceglierei Firenze, quella per intenderci della temperie culturale degli anni 30.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Antonio Pelliccia: Mi trovo molto bene. C’è una buona accoglienza ed assistenza e la consiglierei senz’altro. Solo preferirei che di volta in volta puntasse su qualche singolo autore a sua discrezione più meritevole e lo premiasse anche con pubblicazioni senza contributo dell’autore.

    A.M.: Hai in mente di presentare al pubblico le tue pubblicazioni?

    Antonio Pelliccia: Io sono di carattere molto schivo e riservato ed inoltre i miei versi non offrono particolari difficoltà interpretative. Invece mi piace molto ascoltare le reazioni e le osservazioni dei miei lettori quindi non esiterei a partecipare a un piccolo dibattito sui miei componimenti.

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/06/09/intervista-di-alessia-mocci-ad-antonio-pelliccia-ed-alle-sue-pubblicazioni-poetiche/

  • Cinquantenario scomparsa di Marilyn Monroe

    Il Biografilm Festival è giunto alla sua 8° edizione, e per celebrare un successo duraturo negli anni la formula prevede undici giorni consecutivi dedicati ad eventi culturali di ogni genere, distribuiti nella città di Bologna nelle sedi della Manifattura delle Arti, del Parco del Cavaticcio e del cinema Odeon. Dall’8 al 18 giugno infatti la rassegna di biografie e racconti di vita avrà in oggetto icone come Kurt Cobain, John Cage, Ken Kesey, Mario Mieli, ed in più un’anteprima speciale del documentario di Shannah Laumeister “Bert Stern: original madman”. Il fotografo, regista e cacciatore di icone statunitense – lanciato dalla testata Vogue negli anni Sessanta – vanta di essere stato l’ultimo ad avere fotografato Marilyn Monroe. Al mito di Marilyn sarà dunque dedicato il manifesto del Biografilm Festival del 2012 che vede nella triade “fotografo matrimonio Bologna” l’incontro tra l’artista (Bert Stern), la modella (Marilyn) e la città (Bologna).

    Lo spirito del Biografilm Festival è quello di avvicinare agli eventi culturali la maggior parte di cittadinanza possibile. Per questo sono attive molteplici convenzioni e sconti col fine di agevolare la partecipazione e rendere questo evento fruibile da tutte le categorie di persone. Le Biografilm Cards, infatti, sono acquistabili con diversi sconti da parte di chi sia Socio Coop, Abbonato Feltrinelli, Abbonato ATC o studente universitario.

  • Le Telecomunicazioni, un libro di Nicola Sgarra

    In un periodo particolare dal punto di vista politico e sociale come quello odierno, la comunicazione mass-mediatica rappresenta un elemento molto importante. La tecnologia ha certamente ampliato le forme di comunicazione ed esteso il concetto di informazione, e questo produce un’esigenza imprescindibile: la conoscenza dei mezzi a disposizione ed il loro impatto sulle persone.
    Ad affrontare argomenti cosi delicati ci ha pensato Nicola Sgarra, imprenditore e dunque scrittore che per l’occasione ha redatto un interessante lavoro proprio sulla comunicazione, con particolare riferimento alle Telecomunicazioni.
    Il libro si intitola Le telecomunicazioni. Storia, presente e futuro tra politica, impatto sociale e normativa, è edito da Efelia e consta di 220 pagine.
    Il titolo già fa presagire la complessità di questo testo, laddove complessità si eleva a sinonimo di completezza. Siamo di fronte infatti ad un testo esaustivo e chiaro sul come le telecomunicazioni siano oggi ingredienti principe della politica e della società stessa. Nicola Sgarra ci presenta dunque un excursus “enorme” dal punto di vista storico e puntuale per quel che riguarda invece l’attualità.
    Il libro di Nicola Sgarra va dunque incontro a chi vuole saperne di più sulle dinamiche della comunicazione e sulla storia che contraddistingue i mas media e la loro importanza sulle cittadinanze. Da non perdere!
    Costo: 15 Euro

  • Scopri l’opera di Takeshi, nuovo artista della TEN Collection Fotolia

    Nuovo mese, nuova opera della collezione TEN e nuovo artista internazionale, che da venerdì 8 giugno condividerà con tutti i creativi la sua opera realizzata con le immagini della banca immagini Fotolia.

    Il progetto TEN Collection arrivato al suo settimo mese, sta riscuotendo molto successo tra i creativi che per 24 ore, una volta al mese, possono scaricare gratuitamente il PSD di un rinomato artista internazionale e avere accesso gratuito ai file sorgente di lavori complessi realizzati da professionisti di successo, per contribuire alla crescita tecnica e artistica di una community globale di appassionati dell’immagine.

    Takeshi, un surrealista che segue la visione personale
    Emeric Trahand, alias Takeshi 30 anni, originario di Sant’Etienne in Francia, lavora e vive a New York.
    Ha iniziato la sua carriera creando volantini e depliant per gli amici, ha seguito sempre il suo gusto personale e le sue idee, per lui è estremamente importante focalizzarsi sulla propria visione e dare originalità ad ogni lavoro.
    Questo è probabilmente stato il punto forte del suo percorso artistico.

    Ha concentrato il suo lavoro sulla post-produzione delle immagini, e raffinando la sua tecnica ha iniziato a lavorare come freelance per diverse agenzie internazionali; ora a New York lavora per la pubblicità televisiva.

    Il nome d’arte Takeshi rispecchia pienamente il carattere dell’artista e delle sue opere, che traggono ispirazione soprattutto dalla cultura giapponese, dalla letteratura dei Samurai e dalle performance teatrali.
    E’ navigando nel database di Fotolia, che l’Emeric ha selezionato le immagini che lo ispiravano di più per realizzare il tema “Astratto”.

    Un’esplosione di oggetti, un mix di foto e immagini 3D, insieme di simboli e culture che danno a questa opera un’impronta surrealista. Takeshi ha creato e ritoccato diversi elementi dell’opera, come la maschera o le pietre, che sono molto vicini a un render 3D. Scopri la tecnica utilizzata, i vari livelli e gli effetti realizzati, scaricando gratuitamente Il file PSD dell’artista solo per 24 ore in formato A3 (150 DPI) da venerdì 8 giugno dalle 10 AM sul sito http://it.tenbyfotolia.com

    Sarà poi disponibile in vendita in A3 (300 DPI) al costo di 7 euro. L’acquisto del file abilita all’utilizzo professionale degli elementi di grafica e degli effetti di stile contenuti. Le immagini dalla collezione online Fotolia utilizzate per la creazione del PSD saranno rese disponibili gratuitamente per uso solo personale, ma potranno essere acquistate sul sito se si intende farne un utilizzo professionale.

    La TEN Collection: un progetto di formazione

    TEN come 10 artisti, 10 temi, 10 mesi e 10 PSD. Questo progetto, unico e originale, permette a tutti i creativi di scaricare gratuitamente, per 24 ore il file sorgente in PSD, incluse texture, stili, pattern e filtri dinamici, di un artista internazionale e conoscere le sue tecniche di lavorazione. Ogni mese, un artista digitale presenta una propria creazione realizzata a partire da immagini Fotolia, in formato PSD su un tema scelto tra lavoro, famiglia, viaggi, food, stile di vita, relax, mobile, drinks, arte astratta e denaro. Per ricevere notifiche sulla disponibilità di ogni nuova creazione basta registrarsi su http://it.tenbyfotolia.com

    A proposito di Fotolia Fotolia è la banca immagini leader in Europa nel mercato microstock. Fotolia rende disponibile un database di 17 milioni di immagini, vettoriali e video da scaricare in alta risoluzione con licenza Royalty Free, per uso professionale e a prezzi imbattibili (a partire da 0,75€ per immagini singole e da soli 0,15€ in abbonamento). Fotolia è stata la prima agenzia di immagini microstock a proporre insieme collezioni di artisti indipendenti e di note agenzie internazionali. Tre milioni di professionisti nel mondo scelgono ogni giorno Fotolia per le loro esigenze di comunicazione.

    www.fotolia.it

    Contatti Fotolia Italia tel. 06-916.501.625

  • Il movimento romantico di nuova generazione

    Il 2012 è l’anno dei grandi cambiamenti, proprio come è stato preannunciato dal calendario dei Maya, che spiega come vi sarà un passaggio dal mondo del quarto sole a quello del quinto: non parliamo della fine del mondo o distruzione della terra, piuttosto di un cambiamento rivoluzionario, con un movimento romantico di nuova generazione. Il Romanticismo 3.0, nonostante sia già presente da tempo ai giorni nostri, è un fenomeno che è nato inizialmente a Prato, con il brand Double Excess, e che si è poi diffuso rapidamente attraverso l’intera Europa ed il resto del mondo. Il nuovo romanticismo si contraddistingue come un vero e proprio movimento che abbraccia un po’ tutto: dall’arte alla musica e dalla cultura all’ambito letterario, contrastando così con il vecchio mondo che ci ha fatto rinchiudere in una limitazione dell’espressione. Insomma, il Romanticismo 3.0 mette a nudo la verità dei sentimenti e la riscopeta del vero amore per la vita.
    L’uomo che vive appieno il movimento romantico di nuova generazione, è un leader nella propria vita che riesce a trovare sempre qualcosa da fare che non lo annoi. L’uomo del Romanticismo 3.0 è libero di vivere dove più desidera, conciliando i suoi gusti senza rimanere in un posto per via di un’imposizione. Ma non è tutto, perché l’uomo del nuovo romanticismo ama stare con le persone scelte da lui: insomma, non si fa scegliere, bensì, è lui ad agire e decidere quale sarà la giusta compagnia con la quale condividere emozioni, passioni, scambiare i pensieri ed opinioni. Insomma, l’uomo romantico 3.0 non ama stare con la gente che disprezza la propria vita, bensì, vuole al suo fianco individui che hanno ideali e portano avanti idee motivate, piene di passioni e speranze.
    Chi decide di vivere in modo consono al Romanticimo 3.0 trascorre il suo tempo realizzando tutte le proprie ambizioni, senza rimanere a poltrire: l’uomo del movimento romantico di nuova generazione non resta a letto la mattina, non si alza perché gli viene imposto da qualcuno, bensì, lo fa perché lo des ??? ?ƒ??º?? idera e sa benissimo che quella giornata la trascorrerà facendo ciò che più gli piace, ciò che lo appassiona e gli fa vivere la vita di tutti i giorni con allegria e grinta. Con il nuovo romanticismo, gli esseri umani riscoprono l’importanza dell’arte e della musica: con l’arte anche i bambini crescono meglio, poiché riescono ad acquisire già in età precoce la familiarità con il linguaggio artistico che è ricco di valori universali.
    La musica del Romanticismo 3.0, d’altro canto, trasmette il bello del vivere, i sentimenti e le emozioni, cose che invece prima non potevano esserci soprattutto con la musica commerciale che le case discografiche hanno voluto imporre soprattutto ai giovani artisti. Questo modo, del tutto dannoso per la vera musica, è un rifiuto che il nuovo romanticismo non può accettare. Ma il Romanticismo 3.0 non è solo questo: con il nuovo romanticismo riaffiorano importanti valorizzazioni come la tutela del paesaggio, l’agricolutura biodinamica, l’agricoltura biologica ed il lavoro della green economy in grado di assicurare la crescita economica. Insomma, il Romanticismo 3.0, proprio come affermano gli esperti in materia, riporta in vita i veri valori della vita per cui vale la pena vivere!

    Autore: Romanticismo 3.0

  • Resoconto della presentazione della raccolta poetica Stagioni Poetiche, Rupe Mutevole, a Rende (CS)

    Il 26 maggio 2012 alle 18:30, presso al Sala Tokyo Museo del Presente a Rende in provincia di Cosenza, è avvenuta la presentazione della raccolta poetica “Stagioni Poetiche”. La raccolta, edita nel gennaio 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Trasfigurazioni”, presenta al suo interno quattro sillogi e quattro autori differenti.

    La presentazione del 26 maggio ha visto come protagonista Gabriele Fabiani e la sua silloge “Polvere Poetica”, una presentazione che ha visto come relatori la scrittrice, poetessa e giornalista Lucia De Cicco, l’attore teatrale e giornalista Giuseppe Lorin, la bibliotecaria Anna Canè. Lettori delle liriche Giuseppe Lorin e l’attrice e regista Susanna Camoli.

    L’autore è stato molto disponibile nel raccontarci la serata di presentazione. Buona lettura!

    A.M.: Com’è andata la serata del 26/05/2012 ?

    Gabriele Fabiani: La serata è andata benissimo. C’era molta gente e sono rimasto contentissimo per gli interventi dei relatori che hanno estrapolato la mia poetica e colto ciò che nasce dalle mie poesie. È qualcosa di indescrivibile sentir parlare gli altri delle proprie poesie, ascoltare ciò che hanno recepito, capito, interpretato, il modo in cui le mie poesie li ha catturati. Guardare il pubblico accorso e leggere sui loro visi attenzione ed interesse. Solitamente quando uno pensa ad un evento poetico lo associa spesse volte ad un evento noioso, invece, la serata è stata molto dinamica con intermezzi anche musicali e le persone presenti di certo non si sono annoiate, anzi.

    A.M.: Hai qualche aneddoto divertente che vuoi condividere con i lettori?

    Gabriele Fabiani: Aneddoti divertenti non saprei, anche perché quando parlo alla gente inserisco molta ironia ed i miei interventi riescono ad essere seri sui punti più cruciali ed allegri in quelli più tranquilli. Però mentre parlavo, e stavo per chiudere il mio discorso, mi resi conto di essere stato troppo filosofico così per tagliare la suspance ed avviarmi alla conclusione mi venne da dire: “e dopo questa perla di saggezza concludo…” e li tutti a ridere, io per primo.

    A.M.: Qual è il miglior complimento che sino ad ora ti è stato fatto sulla raccolta “Stagioni Poetiche”?

    Gabriele Fabiani: Il miglior commento che mi hanno fatto sulla raccolta è che è una raccolta che parla di poesia, di bella poesia. Avvolgente, calda, intensa poesia che abbraccia il cuore di chi legge. In particolare sulla mia silloge, è piaciuta molto la semplicità del verso che nasconde un messaggio molto più grande, un verso ermetico che apre a mille ragionamenti ed un incisività comunicativa che molti hanno definito uno stile nuovo e particolare, dicendomi di lottare per non cambiare mai il mio stile.

    A.M.: Ed il peggior commento sulla raccolta?

    Gabriele Fabiani: Per fortuna nessun commento negativo è giunto alle mie orecchie, anche se una critica l’accetterei volentieri perché la critica anche negativa aiuta a crescere a volte, ma finora nessun commento negativo è stato fatto sulla raccolta. Anzi le persone sono rimaste affascinate da “Stagioni Poetiche”.

    A.M.: Qual è la poesia che sino ad ora è piaciuta maggiormente al pubblico?

    Gabriele Fabiani: Sono tante le poesie che sono piaciute al pubblico ed ai lettori della raccolta, ma su tutte quella di cui si è parlato un po’ di più è quella mia dal Titolo “Poesia” perché viene interpretata come simbolo di vita, una vita che diventa ricca non delle cose materiali ma delle piccole cose che diventano ricchezza. “La gioia non è avere l’impossibile, ma stare insieme a te toccando l’inimmaginabile”. Questo verso spiega tutto ed è stato usato da molti dei relatori per indicare il ritrovare la vera gioia in quelle piccole cose che spesso accantoniamo.

    A.M.: Pensi di scrivere una raccolta tutta tua in futuro?

    Gabriele Fabiani: Lo spero. Da quando avevo tredici anni scrivo poesie e ne ho tantissime a casa che mi piacerebbe un giorno racchiudere in diverse raccolte. Anzi a dire il vero, sono già differenziate in tre raccolte inedite che ho selezionato io. Aspetto la giusta proposta od il momento giusto per riuscire a pubblicarne una tutta mia. Una raccolta in cui la gente possa capire ancora più affondo la mia poetica e le radici della mia poesia e condividere insieme a loro le mie emozioni.

    A.M.: La prossima mossa? Dove potremo vederti nuovamente? Puoi anticiparci qualcosa?

    Gabriele Fabiani: Posso anticiparvi che la prossima presentazione sarà insieme ai ragazzi del “Movimento culturale per il Sud” a Castrolibero e poi verso settembre oppure ottobre all’Università della Calabria grazie all’associazione “Il Sileno”.

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/06/05/resoconto-della-presentazione-della-raccolta-poetica-stagioni-poetiche-a-rende-cs/

  • A Poiesis ‘le Officine’

    Il Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Prof. Giovanni Puglisi, il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, e il Presidente della Fondazione Aristide Merloni Francesco Merloni hanno presentato Le Officine, un progetto pluriennale innovativo di formazione in cui istituzioni pubbliche e private collaborano insieme in un’iniziativa che avrà risonanza internazionale.

    Le Officine è un’idea nata dal rapporto con l’UNESCO, che a partire dal 2010 ha associato Poiesis al Festival Internazionale della Diversità Culturale di Parigi. Grazie alla partecipazione di allievi provenienti da diverse aree e culture, che garantirà uno scambio di esperienze e un’armonizzazione delle conoscenze, il progetto risponde alle politiche dell’UNESCO incentrate sul ruolo della cultura e delle industrie creative nella promozione dello sviluppo sostenibile. Le Officine è un programma di formazione che intende mettere a sistema il complesso dei saperi produttivi, artistici e culturali che il territorio fabrianese nel corso degli anni è stato capace di esprimere per avviare un percorso eccellente di recupero e sviluppo delle risorse e dei patrimoni sedimentati, fornendo stimoli a nuove forme di imprenditorialità e professioni.

    Il programma di formazione, che partirà entro il 2012, si rivolge a giovani diplomati, per metà italiani e per metà provenienti da paesi esteri, interessati a coltivare la propria propensione imprenditoriale e a sperimentare attitudini e orientamenti attorno al “sistema della carta” e alle produzioni manifatturiere tradizionali. Il percorso formativo, strutturato in collaborazione con ISTAO di Ancona, della durata complessiva di circa sette mesi, si compone di tre fasi successive: la prima comune e di base; la seconda specialistica e con periodi di project work; la terza prevede un tirocinio della durata di due mesi in azienda. I luoghi delle Officine: le lezioni si svolgeranno nelle aule multimediali del Collegio Gentile da Fabriano. La sede principale e di rappresentanza UNESCO sarà a Palazzo Chiavelli messo a disposizione dal Comune di Fabriano. Le Officine è promosso dalla Fondazione Aristide Merloni, dalla Regione Marche che lo hanno sviluppato e sostenuto con la partnership della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e con la collaborazione di Istituzioni locali pubbliche e private.

    Poiesis - le Officine

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