Categoria: Arte e Cultura

  • Ordine Imperfetto

    ArtIngegno è un luogo creato da un gruppo di donne designer che espongono i loro prodotti di ricerca in un ambiente ideato come un salotto/galleria. In questo luogo espongono le donne del gruppo ArtIngegno: Susanna Di Martino (ceramica d’arte), Giusi Maletta (design del feltro, macramè e pittura su stoffa), Catherine Krog (stilista di moda e accessori), Silli (gioielli in vetro), coordinate da Anna Fiorelli, storica del gioiello.

    Ad affiancare la presenza creativa di ArtIngegno, nello stesso spazio spicca la partecipazione del gruppo Bibi maglieria, formato da sei giovani stiliste di moda: Cristina Bellucci, Flavia Correani, Brunella Crovetto, Eleonora Livi, Giulia Pelissero, coordinate da Marina Zatta, docente di maglieria all’Istituto Europeo di Design di Roma.

    Le sfilate delle creazioni di Bibi maglieria sono spesso ispirate ad una corrente artistica e organizzate come un breve spettacolo in cui le modelle compiono dei gesti centrati sulla poetica della corrente artistica scelta. L’intera sfilata viene documentata, sia nella parte spettacolare della sfilata vera e propria, che nella fase preparatoria del backstage, con fotografie e video.

    La mostra che ArtIngegno e Bibi dedicano alla Giornata del Contemporaneo è una selezione delle foto più artistiche realizzate da Emanuela Celli e Silvia Pelissero dei backstage delle sfilate di Bibi, per offrire agli appassionati di Fotografia una panoramica del dietro le quinte del mondo della Moda.

    La mostra svelerà quello che in molti sarebbero curiosi di vedere sbirciando qua e là dietro le quinte di una sfilata. Le foto in bianco e nero di Silvia Pelissero ed Emanuela Celli mostreranno i retroscena dei servizi fotografici e delle passerelle attraverso la forza ineguagliabile di scatti rubati nei momenti di pausa delle modelle e di lavoro per lo staff. Tra un bigodino ed un tocco di cipria ecco svelati gli attimi preparatori e freneticamente folli che anticipano un defilé.

    DATE: dal 6 ottobre al 3 novembre 2012

    GIORNI e ORARI di APERTURA: sabato e domenica ore 16.00/20.00

    LOCATION: Showroom ArtIngegno & BB

    INDIRIZZO: Via G. Giolitti 172 – Roma (metro B Manzoni)

    INFO: cellulare 3337330045 – [email protected]

  • Elementando – Aria, Terra, Acqua, Fuoco

    Angela Scappaticci- “ ELEMENTANDO – Terra, Aria, Acqua, Fuoco”

    Sono anni che ormai noi della galleria d’arte D.E.G.A.S. lavoriamo con l’artista Angela Scappaticci e mai come in questo caso siamo felici di parlarne. E’ un’artista di una sensibilità genuina così come lo è la sua arte. Osservare le sue opere è come vedere il suo ritratto interiore dove energia e creatività si fondono dando vita ad una forza capace di plasmare e dare anima alla materia che l’artista predilige per i suoi lavori. Angela nasce in Germania nel 1965 dove ha il primo approccio all’arte frequentando lo studio di uno zio pittore. A Roma poi, dove vive e lavora, si diploma all’istituto d’arte dove matura ben presto la volontà di discostarsi dalla pittura accademica tradizionalmente intesa e prende a dar spessore alle sue creazioni affascinata dal gioco che la luce crea su di esso dando vita ad ombre e con esse all’opera tutta. L’artista ha al suo attivo numerose mostre ed ha vinto svariati premi. Approfondisce con il tempo lo studio fisico-chimico dei vari materiali via via scelti, con una sperimentazione continua ed attenta sottoponendoli ogni volta all’azione modificatrice dei 4 elementi : “ TERRA, ARIA, ACQUA e FUOCO” Ecco quindi che la materia diventa disegno e colore dove bianchi, trasparenze unitamente ad ombre, e tenui scie di colori e bruciature alla luce prendono corpo ed arrivano a raccontarci stati d’animo, riflessioni che attraggono lo spettatore coinvolgendolo in uno sciame di sensazioni ricche d’interrogativi. La scelta tecnica del cretto in questo caso si modifica dove esso non è più elemento espressivo protagonista ma semplice supporto della materia che invece diventa portatrice di un suo proprio linguaggio di narrazione emotiva. La sue ultime creazioni riassumono e completano la ricerca della Scappaticci infatti si tratta di opere create con argilla plasmata dove pigmenti liquidi ed acqua unitamente ad aria compressa e fuoco danno vita ad opere di spettacolare originalità rendendole uniche ed inimitabili quindi molto ricercate dal collezionismo d’arte. La galleria D.E.G.A.S. si pregia d’ospitare una sua personale dal 6 al 20 ottobre 2012 in via della Stazione del Lido 32 ad Ostia

  • Mirko Demattè, un’opera d’arte e un doodle per Google

    Per festeggiare l’anniversario del più importante motore di ricerca, l’artista trentino Mirko Demattè ha voluto realizzare un’opera che portasse in sé un segno distintivo comune al colosso statunitense destinatario e all’artista creatore.

    Il trait d’union si è concretizzato nell’incontro tra progresso e rispetto per l’ambiente, pensiero che sta alla base della produzione di Demattè e che rispecchia Google, sempre all’avanguardia tecnologica, ma con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale.

    Per chiudere il cerchio, Demattè ha utilizzato un materiale altamente innovativo ed ecosostenibile, frutto di anni di ricerca: il woodn, un composto di pvc e bambù, ecologico e privo di emissioni.

    L’artista trentino è il primo a utilizzare il woodn per realizzare delle opere d’arte, lavori dalle inconfondibili forme e sinuosità che connotano fortemente la sua produzione artistica.

    Chissà se con questo omaggio Demattè riuscirà ad aggiudicarsi il nuovo doodle del 27 settembre 2012.

    Mirko Demattè, percorso artistico

    Dall’action painting allo spazialismo, Mirko Demattè approda a una concezione dell’arte che annulla tutto ciò che è stato per generare un nuovo modo di creare.

    La tela bianca è il nulla, le costruzioni tridimensionali che la segnano sono il nascere e l’aggregarsi degli atomi che daranno vita al tutto.

    Le sue sculture in woodn rappresentano il “gate”, quel portale attraverso cui l’artista osserva il prendere forma delle proprie creazioni. Le due forme d’arte diventano inscindibili l’una dall’altra.

    Demattè è l’artista che abbraccia sport, letteratura, finanza e design. Premia la maglia rosa del Giro d’Italia nel 2009, espone alla Feltrinelli di Parma, apre il 2011 con una prestigiosa mostra all’UBS Banca di Lugano ed espone al Made Expo di Milano, la fiera di settore più visitata d’Italia.

  • “Impersonale” di Piero Roccasalvo Rub, dal 13 al 31 ottobre alla Galleria Quadrifoglio

    Siracusa – Sabato 13 ottobre alle ore 18.30 nella Galleria Quadrifoglio Arte Contemporanea (Via Santi Coronati 13 – Ortigia) sarà inaugurata la mostra “Impersonale” di Piero Roccasalvo Rub, a cura di Mario Cucè.

    In mostra due opere su tela di grande formato e dodici carte di medio e piccolo formato dipinte a olio. La ricerca artistica di Rub – scrive Mauro Aprile Zanetti nel catalogo della mostra – si basa su uno studio del figurale attraverso «una serie di variazioni mono-maniacali sul corpo, il ritratto, la maschera e il volto […] che segue il cammino di una pratica verso una direzione, prima che verso la forma».

    Si tratta di un processo pittorico basato sulla stratificazione del segno, dalla preparazione chimica del supporto all’incisione della superficie con un accuratissimo disegno anatomico, fino alla sapiente stesura del colore. Ispirato da una forte volontà di sperimentare e afferrare la “carne della vita” sotto forma di istinti, desideri, slanci e depressioni del sistema nervoso, Rub porta lo spettatore verso una visione silenziosa e quasi tattile del simulacro dell’opera.

    «E’ a queste latitudini – continua Aprile Zanetti – che si presenta un naufragio senza spettacolo, una visione ultramarina senza sopravvissuti e senza cadaveri, in questo senso, l’arte in persona: vale a dire, la maschera carnale di un’arte che gronda ancora tanta bellezza e potenza del falso (l’unica verità dell’arte), come in un altro Secolo d’oro, fino a compiere un assalto vero e proprio allo spettatore».

    Piero Roccasalvo, in arte RUB, (Siracusa 1974) si è diplomato nell’Istituto Statale d’Arte di Siracusa. Allievo di Giancarlo Venuto e Luigi Viola all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha completato gli studi accademici nel Middlesex University Fine Art di Londra, specializzandosi sulla pittura di Francis Bacon. Ai primi anni Novanta risale l’incontro con il film-maker e scrittore Mauro Aprile Zanetti, che si rivelerà fondamentale per la sua sperimentazione pittorica. I temi ricorrenti di questo sodalizio artistico, che si snoda da un quindicennio tra pittura e scrittura, tra segno, poesia, teatro e cinema, sono la figura (corpo e carne) e il ritratto tra maschera e metamorfosi.

    La mostra, aperta fino al 31 ottobre, potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00.

    Info e contatti

    Galleria Quadrifoglio

    Via S.S. Coronati, 13 – Ortigia, Siracusa

    Web: www.galleriaquadrifoglio.it

    Mail: [email protected]

    Tel: 0931 64443

  • L’Afghanistan è a Bergamo, dove la brace arde!

    L’ Afghanistan come non lo ha mai raccontato nessuno

    a BERGAMO, il 3 ottobre 2012

    La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità sull’Afghanistan raccontata da chi si è introdotto nel Paese dei talebani privo di credenziali, senza mansioni e scorta armata. È la sostanza di cui è fatto L’inferno chiamato Afghanistan, il nuovo libro dello scrittore Giuseppe Bresciani, in cui si raccontano tre mesi vissuti intensamente, come un viaggiatore d’altri tempi, con la sensazione di essere invisibile, per quanto sia impossibile rendersi tali in un Paese in guerra, e per essere creduto un agente segreto o un pazzo. Per cogliere il genius loci e raccontarlo senza reticenze, schierandosi dalla parte della verità e denunciando gli intrighi del potere. Per dipingere l’affresco di una realtà che conosciamo superficialmente, attraverso i reportage dei giornalisti embedded e per fondere nel crogiolo della scrittura molteplici pietre preziose. L’inferno chiamato Afghanistan è un libro difficile da inquadrare ma che si legge tutto d’un fiato. È un mosaico narrativo che prende forma in virtù di tessere vivacissime su cui sono fissati come sullo smalto le condizioni disperate e i rari attimi sereni che scandiscono la vita del popolo afghano. Ogni tessera è un’illustrazione incisiva, documentata, piena di passione, ma è il loro insieme a configurare la storia. Il racconto è attuale, coinvolgente. Ci mostra la vita e la morte e di entrambe è testimone oculare. Mette a nudo la condizione femminile e quella non meno drammatica dei bambini, la quotidianità nelle carceri e nei campi per sfollati, i retroscena delle operazioni di guerra e di pace a un tempo del nostro contingente militare e degli aiuti umanitari, il fenomeno dilagante della droga, il vuoto sanitario, la corruzione politica. Ma coglie anche gli aspetti poetici e spirituali di un popolo condannato all’inferno pur amando la vita. Le parole squarciano l’omertà e scuotono le coscienze. Come un plettro, la lettura solletica le corde del cuore e le fa vibrare, ora con vigore ora dolcemente, suscitando sentimenti di segno opposto: sdegno, rabbia e disgusto accanto alla commozione, all’empatia e al sentire più intimo, permeabile al fascino dell’Oriente misterioso e del sogno infranto. Il lettore si trova obbligato a una scelta: odiare o amare. L’indifferenza non è più plausibile.

    L’inferno chiamato Afghanistan sarà presentato a BERGAMO, presso Il Caffè letterario di via San Bernardino 53, il 10 ottobre alle ore 20,30.

    Dialogherà con l’autore, il giornalista Giorgio Gandola, direttore de L’Eco di Bergamo.

  • “I FIGLI DELL’AQUILA” PREMIATO AL FESTIVALART DI SPOLETO

    Sabato 29 settembre nel Chiostro di San Nicolò a Spoleto, nell’ambito della rassegna Letteraturart del Festivalart, Annalisa Alfano riceverà il “Premio Speciale Romanzo Storico” per il suo libro I Figli dell’Aquila (Edito da Ananke ndr), già premio Gallo d’Oro 2011. Il direttore artistico della sezione letteratura del prestigioso premio, Angelo Sagnelli, ha deciso di premiare il romanzo ritenendolo un testo letterario di notevole livello e l’autrice davvero una promessa nel panorama letterario italiano. Ambientato nel XIII secolo, I Figli dell’Aquila, narra la vita di Bonaventura Vacalebre, giullare di origine occitana che lavora alla corte di Federico II. Alla morte dello Stupor Mundi, una serie di incontri porta Bonaventura a intraprendere un cammino dalla duplice valenza, sia alla scoperta di un nuovo se stesso, divenendo cavaliere templare, sia alla scoperta dei segreti e dei misteri di una città, Aquila, che Federico II volle fortemente, per erigere simbolicamente una “nuova Gerusalemme”. Queste le note di copertina: “Federico II ha da sempre inseguito il suo grande sogno di costruire una nuova Gerusalemme. Sorge, così, Aquila, su una pianta uguale a quella della Città Santa, anche se con i punti cardinali invertiti. Così, se 66 è il numero di Gerusalemme, 99 è il numero di Aquila. Inizia, così, il viaggio di Bonaventura, giullare che diventa templare, alla scoperta dei segreti e dei misteri che la città in costruzione nasconde. Un viaggio che lo porterà alla conoscenza di un sapere ben diverso da quello essoterico al quale si è sempre dedicato. Un viaggio che lo vedrà morire in pace, entusiasta per l’elezione di Pietro da Morrone al soglio pontificio. Un viaggio che finisce e inizia il 6 aprile 2009 alle ore 03:32…” Durante la premiazione il noto attore LUCIANO DE LUCA leggerà alcuni brani tratti dal libro.

  • XVII edizione di “Tarquinia a porte aperte – Un museo nella città”

    Letteratura, cinema, musica, visite guidate, mostre e convegni: è quanto proporrà la XVII edizione di “Tarquinia a porte aperte Un museo nella città”. Organizzata dall’Assessorato alla Cultura, la manifestazione proporrà un ricco calendario di eventi tra la fine di settembre e l’inizio di dicembre. Nell’ambito delle “Giornate Europee del Patrimonio”, il 29 e il 30 settembre apertura gratuita (dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19) del Museo Diocesano e Comunale d’Arte Sacra, di Palazzo Bruschi Falgari, dell’Archivio Storico Comunale e della Sala delle Trifore di Palazzo Vitelleschi. Dal 29 settembre al 25 novembre, ogni venerdì, sabato e domenica, si terrà l’iniziativa “I Colori degli Etruschi” con le visite guidate alle tombe del Barone, degli Àuguri e dei Tori, alla Necropoli Scataglini e alla Via dei Principi. Il 30 settembre e il 14 ottobre sarà possibile conoscere i siti archeologici del santuario di Gravisca e della città altomedievale di Leopoli Cencelle. Il 20 ottobre taglio del nastro (ore 17) per la mostra di arte ceramica “Keramikòs 2012”, che sarà accolta nella Sala D. H. Lawrence e nella Galleria Entroterra. Il 24 novembre a Palazzo Bruschi Falgari sarà inaugurata (ore 17) la nuova sede della biblioteca comunale, che verrà intitolata al poeta Vincenzo Cardarelli. La sala consiliare del municipio ospiterà tanti interessanti appuntamenti culturali: dal 6 ottobre al 24 novembre, ogni sabato (ore 17) avrà luogo l’iniziativa “Incontri con l’autore Anteprima Premio Tarquinia Cardarelli 2012 ”, che vedrà la partecipazione straordinaria di importanti scrittori, giornalisti, critici e intellettuali; dal 14 ottobre al 1° dicembre, ogni domenica (ore 17), si svolgerà la rassegna “Cin’è Musica Concerto”; il 26 ottobre e il 30 novembre (ore 17) saranno presentati i libri Le Tombe dipinte di Tarquinia, vicenda conservativa, restauri, tecnica di esecuzione, di Adele Cecchini, e Graffiti templari in una tomba etrusca di Tarquinia, di Carlo Tedeschi; il 16 e il 24 novembre la musica sarà protagonista con i concerti (ore 18) Le più belle arie del mondo e CoopxVandaxTogo. Fino al 7 ottobre, la Sala Grande della biblioteca comunale ospiterà l’esposizione fotografica “Il Tumulo della Regina Immagini di una scoperta nella necropoli di Tarquinia” (visitabile dalle ore 10 alle ore 12.30, dalle ore 18 alle ore 20). Per conoscere tutti i dettagli del programma si può contattare l’ufficio informazioni e accoglienza turistica (telefono 0766/849282), la biblioteca comunale (telefono 0766/849224) e l’ufficio dell’Assessorato alla Cultura (telefono 0766/849407).

  • Malattie delle piante che segnarono la storia

    Come incisero sulla storia di intere popolazioni alcune malattie delle piante? Come portarono modifiche al modo di vivere o al paesaggio in cui viviamo? In un breve saggio il prof. Giuseppe Belli tratta, sotto un profilo essenzialmente storico, di alcune malattie delle piante che, nei secoli scorsi o in anni recenti, non solo arrecarono danni consistenti alle coltivazioni o alle essenze forestali, ma causarono direttamente o indirettamente avvenimenti che incisero sulla storia di intere popolazioni.

    Dal caso dell’ergotismo, una grave malattia dell’uomo causata dalle tossine prodotte da un fungo fitopatogeno, alla scoperta dei virus dovuta ai primi studi effettuati sul mosaico del tabacco, dalle antiche carestie alla ruggine del caffè un impasto di erudizione e senso narrativo per un testo chiaro e piacevolmente scorrevole.

    «Vi sono malattie delle piante che hanno inciso marcatamente sulla storia di intere comunità di persone ed alcune hanno segnato addirittura la storia dell’intera umanità, facilitando lo sviluppo delle conoscenze in importanti campi scientifici, compreso quello medico-sanitario. Alcune di queste particolari fitopatie e gli avvenimenti storici, che esse hanno determinato o pesantemente influenzato, costituiscono l’oggetto di questa breve trattazione.

    Il criterio seguito nello stabilire la successione degli undici casi scelti, ritenuti particolarmente significativi, è essenzialmente cronologico: si va dall’antichità quasi preistorica, con le ruggini del grano, fino ai giorni nostri, con la flavescenza dorata della vite e il cancro colorato del platano. Ovviamente, l’impatto esercitato sulla storia umana dalle diverse malattie delle piante richiamate in quest’opera non è stato sempre drammatico; talvolta si è risolto semplicemente in un cambio di abitudini, come nel caso della ruggine del caffè, o nel dover apprendere ed applicare nuove metodologie di lavoro per ottenere prodotti alimentari più sicuri sotto il profilo sanitario, come nel caso della flavescenza dorata delle vite. Tuttavia, le fitopatie qui trattate, un qualche scompiglio nel normale svolgersi delle vicende umane, certamente lo hanno determinato».

    Vai alla scheda del libro»»»

  • Fuori dalla stanza: ispirazioni da e verso la via del Tè

    Fuori dalla stanza: ispirazioni da e verso la Via del Tè

    a cura di Fabiola Ruggiero | testo di Marina Roscani

    Armonia, rispetto purezza e serenità questi i principi a cui si ispira la Cerimonia del Tè, un rito antico che si consuma in una Stanza sospesa nel tempo e nello spazio. Gesti lenti e profondo rispetto per gli ospiti e per gli oggetti, un’offerta fatta con la purezza del cuore. Una sintesi di bellezza che la Scuola di Tè Cose di Tè, seguendo il filo rosso che esce da quella stanza, ha voluto cercare nell’arte. Nell’espressione con cui tre artisti comunicano questi principi di perfetta ‘letizia’, di amore per la vita.

    Dopo Anahi Mariotti (dal 15 al 30 giugno) e Daniele Canonici (dal 14 al 28 settembre), chiude il ciclo di tre appuntamenti, dal 5 al 19 ottobre, Silvia Stucky, un’artista affermata nel panorama nazionale. Costante movente della sua ricerca, è l’assecondare le forze della natura alla scoperta di un momento di conciliazione e di completa armonia con essa.

    Il titolo della sua mostra, Tre storie di pratica senza io, fa riferimento alle tre diverse opere che l’artista presenta e all’atteggiamento che le accomuna.

    Il libro d’artista Getterò in mare il cuore che ha qualche desiderio (con un racconto di Francesco D’Alessandro, Edizioni d’arte Il Bulino di Roma) è stato realizzato in 35 esemplari dall’artista, che su ciascuna copia ha dipinto a pennello motivi decorativi asiatici; L’albero fiorito è una grande carta con un unico, snello cipresso; e Senza io è composto da frottage di foglie – una al giorno – che l’artista ha realizzato tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate 2006. La pratica ‘senza io’ è una pratica che fa un passo indietro rispetto all’idea che il contenuto dell’opera debba necesariamente essere legato alla personalità dell’artista. La pratica ‘senza io’ mira a ritrovare l’armonia che si trova nei ritmi e nelle regole della natura, per poi riportarla nella vita quotidiana.

    Silvia Stucky espone dal 1984. Il suo lavoro è stato presentato in gallerie e musei in Italia, Ecuador, Egitto, Francia, Germania, Grecia, Indonesia, India, Iran, Marocco, Olanda, Svizzera, Thailandia, Turchia. Le sue mostre personali recenti sono: Il campo del possibile, AOC F58, Roma, 2012; I giardini celesti, ArteProfumi, Roma, 2010; Il corpo pensato, Casa della Memoria e della Storia, Roma, 2009; Il sussurro del mondo, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma, 2008. Le più recenti collettive cui ha partecipato sono Viaggio in Italia – Italienische Reise, Werkschauhalle, Spinnerei, Lipsia, 2012; L’Artista come Rishi, Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”, Roma, 2011.

    Silvia Stucky

    Tre storie di pratica senza io

    inaugurazione venerdì 5 ottobre 2012, ore 18.30

    Scuola di Tè Cose di Tè

    Vicolo Ginnasio 1, 60035 Jesi (AN) (accanto a P.zza Indipendenza)

    0731 205899 | 335 7744001 | [email protected] | www.cosedite.it

    dal 5 al 19 ottobre 2012

    mercoledì–venerdì ore 18.00–20.00 | e sabato ore 10.30–12.30; 18.00–20.00 (o su appuntamento)

    Cose di Tè è un franchising nato nel 2007 con l’intento di promuovere in Italia la cultura del Tè in foglie. Sin dall’esordio si afferma con una formula originale vantando un’area di vendita virtuale, con lo shop online (www.cosedite.it) e una fisica, gli aTèlier, dove scoprire una vastissima gamma di Tè pregiati, accessori e gourmandise provenienti da tutto il mondo. L’attenzione è tuttavia rivolta anche alla Scuola di Tè; un luogo di incontro e condivisione nato per esplorare l’universo inedito di questa straordinaria pianta. Aperto a professionisti dei settori food e beverage e appassionati, rappresenta uno spazio poliedrico unico nel centro Italia. Scopo primario della Scuola è quello rendere l’esperienza del Tè occasione privilegiata di formazione e arricchimento e culturale.

  • Nel complesso di Santa Giulia, Brescia esposizione di Roberto Mangú

    La mostra propone un percorso nell’immaginario pittorico di Roberto Mangú, artista di notorietà europea, tramite un seguito di circa 25 opere di grande formato legate al suo rapporto poetico con il Mare Mediterraneo. Di origine andalusa, Mangú ha il Mediterraneo nel sangue. Cresciuto intellettualmente a Parigi, ha saputo far convivere la sua doppia natura di mediterraneo e di figlio dell’“Industria Europea”, nel suo peregrinare giunge a Milano, il posto giusto per lui dove ha infatti vissuto per anni.
    Dall’Andalusia riceve la cultura del mare, la cultura dell’oro, la cultura della notte e quella del viaggiare. Dalla cultura del Nord riceve lo spirito e la forza dell’industria.
    La somma di queste esperienze e il suo percorso umano, che lo ha portato a toccare i tre paesi mediterranei ha prodotto in lui e nella sua arte una visione poetica fortemente identitaria, nella quale l’Italia riveste la forma di un “Essere in Piedi”.
    La pittura di Roberto Mangú si esprime in uno spazio temporale che appartiene al nostro presente, ma si colloca in una prospettiva atemporale, designando un «altro attuale» che – secondo la definizione di Emmanuel Lévinas – interrompe una continuità lineare sia per inserirsi nella memoria che per proiettarsi nel futuro. Questa certezza, profondamente insita nell’artista, di provocare il destino della pittura, data per morta nel secolo passato, ci offre lo spunto per una riflessione estremamente profonda e attuale sulla nostra sorte. I dubbi e le incertezze che incombono ogni giorno sugli uomini ci obbligano a incessanti riferimenti al senso del tempo, come se quest’ultimo progredisse nell’ineluttabile conseguenza dell’istante che lo precede.
    Mar Adentro evoca anche quel rapporto particolare che l’artista intrattiene con il Mare interiore che è anche il nostro: il Mediterraneo. Il suo lavoro, da tempo, s’iscrive in una mitologia nutrita di coste luminose appartenenti a questo spazio “mitico” che ha ispirato la nostra civiltà.
    Aragon scriveva: «Ciò che è stato sarà, purché ce ne ricordiamo».
    Roberto Mangú, per le sue origini, per il suo credo, aderisce a questa eredità luminosa e tragica al tempo stesso, abbagliante e contrastata, veicolo di tanti sogni e speranze e che egli vede come un vasto territorio comprendente l’Africa e il cui centro è l’Italia, ricordandosi dei Girasoli di Van Gogh nei campi di grano della Provenza, di Picasso e di Mirò – che rivolsero il loro sguardo alle altitudini delle loro origini andaluse e catalane – e di Nicolas de Staël, quel russo divenuto mediterraneo che soccombette alla singolarità tragica di questo mare sfracellandosi sulle rocce di Antibes.
    Recentemente Mangú è stato invitato dal Musée Bonnard di Le Cannet ad illustrare in catalogo della mostra Bonnard, dans la lumière de la Méditerranée (Ed. Hazan, 2011), il suo rapporto identitario e pittorico con il maestro francese al quale si riferisce: “Noi pittori, e in particolare noi, i figli di Bonnard, sperimentiamo una singolare situazione che ci conferisce questa duplice condizione di essere, in quanto pittori, i possibili eroi che rendono visibile il mondo in potenza, e allo stesso tempo i più sospettati, per una certa doxa sulla modernità, di utilizzare mezzi retrogradi.”
    La mostra Mar Adentro è una riflessione sulla modernità, sull’idea stessa di pittura in un tempo iconoclasta.

    Il catalogo, ripropone il saggio di Roberto Mangú, pubblicato nel catalogo Hazan, contiene una introduzione di Philippe Daverio, un testo di Véronique Serrano e un testo di Dominique Stella.

    La mostra, che viene ospitata nella prestigiosa cornice del Museo di Santa Giulia di Brescia, iscritto nella del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, è realizzata con il concorso della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese e della Fondazione Brescia Musei e con il patrocino del Comune di Brescia.
    In primavera Mar Adentro di Roberto Mangù raggiungerà la seconda tappa del suo viaggio in Italia a Fano, dove sarà ospitata nella Galleria Carifano.

    Info: tel. 340.1039701
    [email protected]

    Fondazione Brescia Musei
    www.bresciamusei.com
    [email protected]
    info: tel.030.2400640

    Roberto Mangú - Mar Adentro – étude, 2011

    Roberto Mangú
    Mar Adentro – étude, 2011
    Huile sur toile, 150 x 150 cm
    foto: Katrine Baumann