Categoria: Arte e Cultura

  • Art of England presenta Anna Paola Cibin alla Fiumano Fine Art Gallery

    Art of England è una rivista anglosassone specializzata in arte che si rivolge in particolare a collezionisti, mercanti d’arte, galleristi e a tutti quegli appassionati attenti alle ultime tendenze e alle mostre più interessanti.

    Sul numero di Aprile 2013 la redazione dedica una pagina alla presentazione delle opere di Anna Paola Cibin con la pubblicazione dell’immagine di un’opera – “Fantasia d’Acqua” – tratta dallo studio “VelvetLagoonVelvet”, ispirato alla vita della Laguna Veneziana. Una scelta importante per il magazine di arte britannica, che è riuscito a descrivere il lavoro di Anna Paola in modo superlativo definendo gli arazzi come un’esperienza tattile portata all’estremo.

    Intervistata la stessa artista racconta il percorso di colorare il velluto con le antiche tecniche veneziane rivisitate, dove ogni risultato è sorprendente e unico e dove la luce, che sia artificiale o naturale, crea ogni volta un effetto diverso sugli arazzi.

    Le parole non possono descrivere appieno la sensazione che danno le opere di Anna Paola Cibin, quindi chi si trovasse a Londra può vedere esposte alcune sue creazioni presso la Fiumano Fine Art Gallery, 27 Connaught St. W2 2AY.

    www.annapaolacibin.it
    https://www.facebook.com/annapaola.cibin?ref=ts&fref=ts

    Novella Donelli – Ufficio Stampa Jit
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  • Master in Austria: una scelta di qualità

    I master in Austria sono molto ambiti non solo dagli studenti italiani ma anche dai laureati di altri Paesi europei. L’Austria ha un sistema educativo eccellente
    ed è anche un Paese molto accogliente. Situata nel cuore dell’Europa,
    permette di conciliare la vita cittadina con quella all’aria aperta. Le
    sue splendide città ospitano importanti atenei universitari con
    un’offerta formativa che va dalle discipline artistiche, alla legge, alla medicina e alla scienza.
    Questa vasta opportunità di scelta e la bellezza del Paese, fanno
    dell’Austria una meta desiderata da molti studenti che ricercano un
    master.

    Master a Vienna: le università

    Chi vuole fare un master in Austria ha molte possibilità di scelta. L’Austria ospita sei università pubbliche. La più grande è l’Università di Vienna che, con 70.000 studenti, è anche la più antica università di lingua tedesca. Le altre università statali austriache sono

    • la Karl Franzens University di Graz
    • l’University di Klagenfurt
    • la Leopold Franzens University di Innsbruck
    • la Johannes Kepler Universty di Linz
    • la Paris Londron University di Salisburgo

    In aggiunta a questi atenei ci sono anche numerose università specializzate di riconosciuta qualità e professionalità. A Vienna, Graz, Linz e Salisburgo ci sono rinomate facoltà di ambito tecnico/scientifico e di ambito artistico come musica, teatro, design, pittura o scultura. Altri importanti atenei specializzati sono:

    – la Leoben University di Miniera, Metallurgia e Materiali
    – la Vienna University di Scienze Agricole
    – l’Università di Medicina Veterinaria di Vienna
    – la Vienna University di Amministrazione Economica e Business
    – le scuole di medicina a Graz, Innsbruck e a Vienna

    Questa ricca offerta universitaria si riflette anche nelle numerose possibilità post-laurea. I master in Austria sono rivolti sia a chi ha frequentato facoltà umanistiche, sia per chi ha avuto una formazione scientifica. Gli studenti che decidono di fare un master in Austria posso approfittare anche del fatto che l’Austria è un Paese molto ricco e con ottime possibilità di lavoro. Un master in Austria è dunque una garanzia dal punto di vista della qualità formativa e può rappresentare anche un primo trampolino di lancio per il mercato del lavoro europeo.

  • INTERVISTA AD AMERIGO IACONELLI IN OCCASIONE DEL PREMIO TERAMO CHE LAVORA 2013

    Qual è l’importanza di questo premio per Lei?

    E’ un premio che rivolto agli imprenditori e per questo è importante per me, perché dimostra che l’imprenditoria dedica attenzione alla medicina e alla ricerca medica. E’ assolutamente importante l’attualità del premio. E’ dedicato agli imprenditori ma viene assegnato a un medico, che non è un imprenditore ma piuttosto un imprenditore della salute.

    Quali sono i fattori che secondo Lei conducono all’obesità?

    Sono fondamentalmente uno stile di vita non congruo, ossia un’alimentazione troppo abbondante o un’alimentazione sregolata, con una mancanza di attività fisica. E’ una carenza da parte dell’uomo, da parte nostra, di gestire la nostra alimentazione, associata a un modo di vivere che è completamente sconclusionato. Se una persona lavora 12 ore al giorno, difficilmente può dedicarsi all’attività fisica e difficilmente segue un percorso dietetico regolare. Non c’è un unico fattore che conduce all’obesità, è plurifattoriale.

    Secondo Lei come posso fare le persone obese ad eliminare le conseguenze dell’obesità?

    Dimagrire. Non c’è altro modo per ridurre i fattori di rischio dovuti all’obesità se non togliere l’obesità.

    Una persona normopeso come può prevenire l’obesità?

    Per prevenire l’obesità occorre seguire un regime dietetico controllato, non troppo ricco di carboidrati o fast food, evitando cibi già pronti, e facendo attività fisica. E’ come un bilancio, fatto di entrate ed uscite: se mangio dieci e consumo due, ingrasso. Mantenendo un giusto bilancio fra introiti e consumi, si riesce a prevenire l’obesità.

    I costi sostenuti per curare l’obesità quanto influiscono sul Sistema Sanitario Nazionale?

    Tanto, troppo. Il problema non è tanto il prezzo attuale ma il prezzo che pagheremo in futuro. L’Italia è uno dei Paesi che ha l’obesità infantile più alta d’Europa e i costi sostenuti per curare le patologie causate dall’obesità di questi ragazzi sarà molto più alto. E’ una curva esponenziale, in salita. Si prevede che entro il 2020 saranno quasi insostenibili per il Sistema Sanitario Nazionale. Ora è già difficile, perché la situazione economica la conosciamo bene, è abbastanza critica, si tende a tagliare tutte le spese. Fra dieci anni sarà una cosa impressionante e i costi sono estremamente esponenziali.

    Quindi un problema da risolvere il prima possibile.

    Il problema si risolve prevenendolo. Bisogna applicare politiche di prevenzione, e in questo modo la patologia diventerebbe più gestibile. Se un paziente ha la pressione alta, io prescrivo la pasticca e la pressione si abbassa. Se un paziente è obeso, non serve una pasticca, ci vogliono anni di terapie dietetiche, motorie e psicologiche, spesso associate. Non è una situazione che si risolve facilmente. Per l’ipertensione, io prescrivo la compressa, la pressione si abbassa perché è un fatto meccanico. Se io tolgo il cibo a un paziente non è detto che lui dimagrisca, perché si sviluppano problemi metabolici dovuti all’obesità che impediscono un normale dimagrimento. Vorrei vedere un soggetto di 150 kg che si mette a far attività fisica, mi sembra alquanto difficile visto il gran numero di kg in eccesso.

    Com’è nata in Lei la passione per la medicina? Perché ha scelto di diventar endocrinologo?

    Questa passione è nata in famiglia, visto che sia mio padre sia mio nonno sono medici. Siamo una famiglia di medici.

    Quindi è stato naturale scegliere questo ramo. Nei casi di obesità medio grave, che interventi chirurgici vengono effettuati sui pazienti?

    Le indicazioni per interventi chirurgici si basano sul BMI. Il BMI è un numero che utilizziamo per calcolare il grado dell’obesità e si riferisce all’indice di massa corporea. Le indicazioni sono indice di massa corporea superiore a 35 con morbilità ossia con ipertensione, diabete, patologie respiratorie, disturbi osteoarticolari oppure un indice di massa corporea superiore a 40 e in questo caso basta solo l’obesità per procedere con l’intervento. Gli interventi che si possono fare sono diversi: il bendaggio gastrico, il bypass gastrico, la diversione biliopancreatica. Tantissimi insomma.

    Ha notato l’aumento di altre patologie nel mondo occidentale, direttamente collegate all’obesità?

    Assolutamente si. L’obesità è un fattore di rischio per tutti quanti gli organi: dal cuore ossia patologie cardiache, patologie polmonari, patologie osteoarticolari (un peso eccessivo sulle ossa, prima o poi, crea dei problemi), patologie epatiche (acetosi epatica, cerrosi epatica), tumori dell’intestino. Diciamo che tutti i compartimenti del corpo umano sono fondamentalmente danneggiati dall’eccesso di peso. Diabete ed ipertensione sono le patologie più diffuse.

    Secondo Lei la scienza riuscirà fare passi avanti per curare e eventualmente prevenire i disturbi metabolici come diabete e ipertensione?

    Con alcuni interventi chirurgici si parla di remissione di queste problematiche perché’ perdendo peso si toglie la causa e di conseguenza diminuiscono gli effetti. Stiamo studiando per questo. I pazienti sono tanti, teoricamente in Italia sono papabili per l’intervento circa 3 milioni di persone, numeri grandissimi. Hanno l’indicazione all’intervento circa 2-3 milioni di persone; ovviamente è impossibile operarle tutte dato che in Italia si fanno circa 15-16 mila interventi l’anno, quindi ci vorrebbero cent’anni per poterle operare. Più si va avanti e più la cosa è difficile. Gli interventi chirurgici sono l’extrema ratio, per questo dicevo che la prevenzione di questa malattia è la vera soluzione. L’intervento chirurgico è la soluzione di chi le ha provate tutte e si ritrova magari a quarant’anni col diabete, con l’ipertensione ed è una situazione che difficilmente cambia col variare dello stile di vita. Il nostro corpo si è sviluppato in sessantamila anni mangiando poco e consumando tanto e negli ultimi trent’anni la situazione si è capovolta. Un giusto stile di vita è la soluzione. E’ vero pure che la politica e le istituzioni non fanno niente, o meglio, non applicano dei programmi di prevenzione. Lo posso fare io con i miei diecimila pazienti, ma è ai bambini che bisogna insegnare a mangiare, partendo dalle scuole. Se ci sono le macchinette che vendono cioccolatini dentro la scuola elementare, il bambino con un euro le compra e le mangia ogni giorno. Torna a casa e invece di giocare a pallone o fare un giro in bicicletta, gioca con i videogiochi. Si abitua da bambino a non far niente, e sicuramente sarà un obeso in futuro. L’80-90 % dei bambini fa questo. Bisogna reimpostare lo stile di vita dei bambini, partendo dalle scuole materne. La vera cura è questa. Avremo i risultati fra vent’anni, ma se mai iniziamo, mai avremo dei risultati.

  • IL PROFESSOR GILLO DORFLES PRESENTA IN ANTEPRIMA IL LIBRO “POESIE” A “CULTURA MILANO.IT” E RICEVE AMPI CONSENSI ALLA “MILANO ART GALLERY”

    Un nutrito pubblico ha accolto il Maestro Gillo Dorfles, ospite a “Cultura Milano.it” con l’inedito libro “Poesie” (Campanotto Editore) presentato nell’esclusivo contesto della “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in Via Alessi 11, nel cuore di Milano, la sua città d’adozione. Il Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” è organizzato dall’agente Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, con l’intento di rendere la cultura accessibile a tutti, con eventi aperti al pubblico ad ingresso gratuito che, alternano cicli di conferenze e presentazioni editoriali di noti personaggi, tra cui Francesco Alberoni, Bruno Vespa, Umberto Veronesi, Corrado Augias, Margherita Hack, Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini.

    Il Prof. Dorfles è stato affiancato da Luca Cesari, curatore della prefazione del libro, dall’Assessore alla Cultura di Milano Stefano Boeri e dal Prof. Stefano Verdino. A sorpresa, sono intervenuti anche Elio Fiorucci e Giorgio Forattini per assistere alla presentazione, poiché sono da sempre grandi estimatori e ammiratori del Maestro. In particolare il noto stilista Fiorucci ha dichiarato entusiasta “Tra gli infiniti incontri della mia vita, Gillo mi ha affascinato e continua a sorprendermi per la vastità, vivacità e raffinatezza del suo pensiero“.

    In riferimento alla pubblicazione di questa sua prima opera di lirismo aulico dice “Anche in Italia come in altri Paesi europei, la lingua parlata e scritta subisce dei rivolgimenti linguistici oltre che semantici che, conducono a un incredibile invecchiamento del linguaggio, non solo delle espressioni correnti, ma della stessa sonorità delle parole. Ecco, perché pubblicare oggi dei testi di alcuni decenni or sono rischia di comprometterne l’attualità, non solo poetica, ma persino semantica. Ma, nella speranza che, almeno un imprinting atmosferico rimanga aldilà di ogni aspetto, letterario e stilistico, mi auguro tuttavia che, possa destare una curiosità nel lettore odierno, per il quale si situa come l’opera prima di un intempestivo e attempato versificatore“.

    Cesari spiega “E’ difficile dare una collocazione cronologica, esatta e precisa, riguardo la nascita della vena poetica di Dorfles. Certamente la formazione letteraria, è stata molto corposa e robusta, non tanto a livello d’indottrinamento scolastico, quanto attraverso le frequentazioni di contesti e di figure particolarmente rilevanti, tra gli studiosi, intellettuali e letterati dell’epoca. Penso comunque che, abbia sviluppato prima la vena pittorica e artistica“.

  • ANTEPRIMA DI PRESENTAZIONE DEL NUOVO ROMANZO “IL LEONE DI TERRACOTTA” DI SILVANA GIACOBINI PRESSO “MILANO ART GALLERY”

    Evento particolarmente atteso, è la presentazione in anteprima dell’avvincente romanzo giallo “Il leone di terracotta” (Cairo) di Silvana Giacobini che, si terrà nel contesto di “Cultura Milano.it” in data Giovedì 28 Marzo 2013, alle ore 18.00, presso “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in Via Alessi 11, a Milano. “Cultura Milano” è il Festival Artistico Letterario, ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, con il motto di “rendere la cultura accessibile a tutti” attraverso incontri ad ingresso libero che, ospitano nomi illustri, tra cui Margherita Hack, Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Corrado Augias, Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Vittorio Feltri, Antonino Zichichi.

    Ad affiancare la Giacobini sono stati designati due relatori d’eccezione, il Direttore Claudio Brachino e la Showgirl Valeria Marini che, intavoleranno con lei un vivace dialogo. Nel libro si racconta un’intensa storia d’amore, ambientata nelle Langhe, sullo sfondo di problemi molto sentiti, come la violenza e le ombre che, spesso si celano dietro i rapporti famigliari. E’ una narrazione coinvolgente che, trasmette anche un importante messaggio sociale e stimola interessanti riflessioni sull’intreccio dei legami parentali, dove come dice la Giacobini, citando William Shakespeare, nel Macbeth “Nulla è tranne ciò che non è”.

    Il 16 Marzo, Silvana Giacobini, accompagnata da Salvo Nugnes, è intervenuta durante la cerimonia di conferimento del rinomato “Premio Teramo che lavora” che, si è svolto a Tortoreto. La serata, condotta da Amedeo Goria e Veronica Maya ha premiato il mondo dell’imprenditoria italiana e i proventi ricavati sono stati devoluti alla “Fondazione Umberto Veronesi”.

  • Marco Bettin alla Milano Art Gallery

    Giovedì 28 Marzo 2013, inaugura la mostra personale “Suggestioni” di Marco Bettin, presso “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in Via Alessi 11, a Milano, con l’organizzazione di Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte. L’esposizione, durerà fino all’11 Aprile 2013 e raccoglie una vasta produzione di Bettin, artista per passione e pranoterapeuta di professione che, ha saputo coniugare l’amore per l’arte al dono della pranoterapia, concepite entrambe come forme pure e assolute di espressione e manifestazione energetica positiva, per supportare i fruitori a scoprire il loro ego interiore, penetrando nella dimensione intima e spirituale.

    Il motto simbolico di Bettin, diventato il suo stile di vita è “Fai del bene e non voltarti mai per sentirti dire grazie“. Bettin spiega “Questo è il mio mondo: uno studio continuo sulla vita quotidiana, sul corpo e sulle cose più banali e piccole di ogni minuto della giornata. Vorrei far capire alla gente che, bisogna cercare di comprenderci l’un l’altro, perché siamo tutti uguali, bisogna amarci e bisogna rispettare le idee del prossimo“.

    La dedizione per l’arte nasce in lui fin dall’infanzia, come autodidatta, senza intraprendere studi specifici, in ambito artistico. L’arte deve penetrare l’anima, avvolgere e coinvolgere l’osservatore, per esternare il suo significato sostanziale ed illuminare la mente di ciascuno. Bettin sottolinea “Attraverso le mie creazioni voglio offrire la massima libertà interpretativa, affinché ogni osservatore possa recepire un suo personale messaggio, intrinseco in essa, in profonda sinergia. Ognuno è destinatario di un’opera, in modo esclusivo, che personalizza con tale legame“.

    Insieme alla moglie Katia, ha fondato l’Associazione benefica “Nosea-Amici di Marco Bettin” che svolge delle importanti attività, di volontariato no profit, finalizzate ad aiutare i bambini bisognosi e occuparsi delle problematiche territoriali. L’obiettivo principale è il progetto di realizzare un centro, in cui l’esperienza dell’anziano, possa essere di aiuto al giovane e la forza del giovane possa essere a sostegno dell’anziano.

  • INTERVISTA A MARCO BETTIN IN OCCASIONE DELLA MOSTRA PERSONALE “SUGGESTIONI” CHE SI TERRÀ DAL 28 MARZO ALL’11 APRILE 2013 PRESSO “MILANO ART GALLERY”

    1) COME CONCEPISCE L’ARTE E CHE FINALITÀ ASSUME?

    L’arte è totalità, è amore assoluto ed incondizionato. Fin da piccolo ero appassionato d’arte. Mi considero un autodidatta, perché non ho mai fatto degli studi specifici. L’arte deve coinvolgere i fruitori, deve trasmettere percezioni emotive, è come un filtro, fluttuante e in continuo divenire, se rimane a livello statico, non può penetrare a fondo nella sfera interiore. L’arte, intesa come rappresentazione fotografica, non ha significato, non emoziona l’osservatore e non permette la libera interpretazione personale. L’arte deve avvolgere, permeare e trasferire intenso pathos.

    2) COSA SI PROPONE DI TRASMETTERE ATTRAVERSO LE SUE CREAZIONI?

    Innanzitutto, la massima libertà interpretativa, desidero stimolare una riflessione meditativa svincolata da blocchi e barriere psicologiche. Poi, desidero che, ciascuno personalizzi le mie opere su se stesso, per sentirle appieno nella dimensione interiore spirituale. A ognuno è destinata una propria creazione, come in un percorso virtuale, in cui si intreccia un legame inconscio, ma potente. Chi acquista le mie opere, è consapevole della sinergia profonda che instaura con esse. Ogni opera nasconde un peculiare messaggio, intrinseco e subliminale che, il fruitore deve carpire e accogliere nella sua anima.

    3) COME CONCILIA LA PASSIONE PER L’ARTE AL DONO DELLA PRANOTERAPIA CHE, LEI POSSIEDE?

    C’è grande coesione sinergica, perché l’arte è energia. Ogni forma di espressione artistica è avvolta da un mistero particolare e c’è un progetto concettuale preciso di elaborazione da seguire. Ogni pennellata deve essere ben mirata e calibrata. I colori e le sfumature cromatiche devono essere ben amalgamati e in perfetto e armonioso equilibrio di tonalità. La pranoterapia è anch’essa energia, allo stato puro, da mantenere e conservare sempre pulita e in condizioni di ottimale equilibrio, per corpo e mente.

    4) DA QUANTI ANNI SVOLGE LA PROFESSIONE DI PRANOTERAPEUTA?

    Da venticinque anni, ho un nutrito e affezionato gruppo di persone che, si affidano a me con piena e totale fiducia. Io non obbligo mai nessuno a tornare da me, non mi permetto mai esprimere giudizi su nessuno. Ognuno ha la sua coscienza personale e la propria consapevolezza nell’agire. Le persone prima, bisogna conoscerle nel loro ego introspettivo, nella sfera più intima, poi si riesce ad interagire e a creare un contatto costruttivo e positivo. Ho scritto un libro, in cui racconto il mio percorso e spiego le teorie, applicative e meditative che mi guidano. Vi ho inserito anche quattro misteri, da scoprire attraverso un’attenta lettura riflessiva.

    5) QUALI FINALITÀ HA LA SUA ASSOCIAZIONE “NOSEA”?

    L’Associazione “Nosea-Amici di Marco Bettin” è no profit, composta da volontari, è una comunità fraterna, a scopo benefico. L’obiettivo prioritario è aiutare i bambini più deboli e gestire i problemi legati al territorio. Il nostro simbolo distintivo è lo scoiattolo, perché è un animale veloce, agile e con un dinamismo insito nella sua natura, ma al contempo è uno scrupoloso conservatore. Poi è una creatura tenera e amorevole. Per noi lo scoiattolo ha una valenza simbolico metaforica che, ci rappresenta al meglio nelle caratteristiche costitutive.

    6) COME È NATA L’IDEA DELLA MOSTRA “SUGGESTIONI” E COME È AVVENUTO L’INCONTRO CON SALVO NUGNES?

    La mia mostra personale “Suggestioni” che si terrà dal 28 Marzo all’11 Aprile 2013 presso “Milano Art Gallery Spazio Culturale” con l’organizzazione di Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte, è come un bramato sogno che si avvera e si realizza in concreto. Sono molto compiaciuto da questa importante opportunità che, mi viene offerta. Con Salvo Nugnes l’incontro è stato davvero positivo, da subito mi ha conquistato la sua carica energetica e l’entusiasmo. Stiamo lavorando al meglio e certamente, questa mostra è, soltanto l’inizio di una lunga e proficua collaborazione.

  • TORINO PARATOUR: ITINERARIO SU MISURA PER I DIVERSAMENTE ABILI ALLA SCOPERTA DEI FANTASTICI DECORI ARCHITETTONICI SUBALPINI

    L’itinerario turistico Torino Paratour è suddiviso in due percorsi. Il primo si sviluppa esternamente alle arcate del centro storico, utilizzando marciapiedi privi di barriere architettoniche e usufruendo delle isole pedonali.

    La visita inizia da via Carlo Alberto angolo Corso Vittorio Emanuele, direzione centro città. All’incrocio con via Dei Mille si devia per via Pomba, proseguendo per via Maria Vittoria e via Accademia delle Scienze, sino ad arrivare in Piazza Castello. In caso d’improvvisa pioggia ci sono i vicinissimi portici di via Roma e Piazza Castello, ma anche durante il tragitto si può trovare riparo sotto i porticati di via Pomba angolo via Giolitti e di Palazzo Carignano, in piazza Carlo Alberto. Il tempo di percorrenza è due ore circa.

    Tutti i decori proposti all’attenzione dei partecipanti sono ad “altezza di ragazzo”: si tratta di volti grotteschi, musi d’animali e fregi di vario tipo, assai plastici, cosicché anche i non vedenti possano toccarli e capirne forma e uso.

    Questo itinerario comprende il passaggio tra edifici storici, quali Palazzo Dal Pozzo della Cisterna (Provincia), Palazzo Asinari di San Marzano (Carpano), Palazzo Madama ed altre strutture. Il secondo tragitto, in caso di mal tempo, quasi interamente sotto le arcate di corso Vittorio Emanuele e corso Vinzaglio (ad eccezione di due piccole deviazioni esterne in via Donati e corso Matteotti).

    La visita inizia da corso Vittorio Emanuele angolo via Bellini, prosegue in corso Vittorio Emanuele, corso Vinzaglio con direzione centro città e termina in via Ottavio Revel; il tutto senza barriere architettoniche. La durata di questo percorso è più breve, circa un’ora. I decori sono assai simili a quelli del primo tragitto: molto plastici, interessanti per forma e diversificati per funzione (paracarro, battaglio, maniglia, ecc).

    Raffaele Palma, dedica questo inedito “ TORINO PARATOUR” all’amico Gianni Pellis, recentemente scomparso. Per gli accompagnatori: è possibile esaminare i due tragitti nella mappa allegata (primo percorso linea giallorossa, secondo linea verdeblù) e scaricare i due PDF con immagini e numeri civici.



    Maggiori Informazioni: cell. – 3396057369 mail – [email protected] Scarica i PDF dei percorsi all’indirizzo: http://www.caus.it/torino-paratour.shtml

  • LE INCREDIBILI AVVENTURE DI MISTER FOGG

    Rivisitato per le scene dall’abile mano di Marco Marzi, compositore, clarinettista e direttore di coro ed orchestra, che ne ha adattato il testo e creato le musiche, lo spettacolo, della durata di 50 minuti circa, non manca di sorprendere gli adulti pur essendo perfettamente adatto ad un pubblico di bambini.

    A calcare le scene è Pierfrancesco Ambrogio alias Mr. Phileas Fogg, gentiluomo londinese di epoca vittoriana che per scommessa si cimenta nella fantastica avventura della circumnavigazione della Terra accompagnato dal suo fido cameriere francese Passepartout. Ma i nostri eroi non sono “soli” nel loro viaggio: ad accompagnarli c’è la musica, pensata per otto fiati ed un percussionista, che segue il rocambolesco viaggio evocando le caratteristiche atmosfere di culture e paesi diversi.

    Melodie orientali, antichi suoni arabi, marce tradizionali americane, portano lo spettatore a viaggiare per il mondo insieme al nostro eroe.

    La composizione si innesta su quel ramo della musica classica di ispirazione drammaturgica nota come teatro da camera. Un genere che nel ‘900 ha destato l’interesse di diversi compositori: emblematico è l’”Histoire du soldat” di Igor’ Stravinskij.

    Mr. Fogg e Passepartout:

    Pierfrancesco Ambrogio

    Fogg Orchestra:

    Flauto Luca Lombardi

    Oboe – Milena Marra

    Clarinetto – Silvio Aloisio

    Clarinetto Basso Carmine Scura

    Corno – Remo Izzi

    Tromba – Francesco Catania

    Trombone – Luigino Leonardi

    Tuba – Pierluigi Ausili

    Direttore D’Orchestra:

    Fernando De Santis

    Nuovo Teatro Colosseo

    Via Capo d’Africa 29/a – 00184 Roma – Tel. 06.7004932

    Orario spettacoli: sabato 23 marzo ore 18,00 ed ore 21,00

    Biglietti: Adulti € 10,00 (€ 07,00 biglietto +€ 03,00 tessera). Bambini € 04,00.

    Prenotazioni: Tel. 335.1670345 – [email protected]

    Ufficio Stampa: Fabiana Carucci – 339.1439632

    http://www.italianbabylon.net/

  • GILLO DORFLES ALLA MILANO ART GALLERY PARLA DI “POESIE” – Agenzia Promoter

    Gillo Dorfles, ospite a “Cultura Milano.it” Venerdì 22 Marzo 2013 alle ore 18.00 presenterà in anteprima il suo nuovo libro dal titolo “Poesie” (Campanotto Editore), che raccoglie i componimenti inediti dal 1941 al 1952. Gillo Dorfles è decano ultracentenario dei critici italiani e maestro d’arte. “Cultura Milano.it” ha lo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti, con incontri ad ingresso gratuito che, coinvolgono esponenti di spicco, del panorama attuale, come Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Margherita Hack, Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, Katia Ricciarelli, Umberto Veronesi; tutto questo grazie all’organizzatore del Festival Artistico Letterario Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter.

    Il modo con cui ha affrontato le differenti esperienze del suo essere filosofo estetico, critico delle forme dell’arte e del gusto, non meno che artista, è il “carattere di totalità” dell’espressione artistica del Professore.

    Nel 1948 fonda a Milano il MAC, da cui si identifica la storia del pittore. Come attento e scrupoloso studioso della materia, la sua produzione saggistica e teoretica è proiettata al presente, anzi al fluire continuo, individuabile in tutti i suoi libri. Questo testo di aulico lirismo, rientra nel peculiare “carattere di totalità” che introduce Dorfles, nella cultura poetica del Novecento, non soltanto per le arti visive.

    Il curatore del testo Luca Cesari, spiega “L’edizione di questa raccolta di versi, avendo il carattere, come scrive l’autore, di opera prima, non assume la veste dell’edizione critica. Peraltro, il curatore che, ha compulsato i cartigli affidatigli dall’autore, ha potuto constatare più redazioni di singoli testi e sostanziose varianti, in molti di essi. Ma, la decisione, è stata di varare la volontà autonoma dell’autore e di non mettere le mani, su questi oggetti, tuttora terreno di riconsiderazioni, da parte di chi la prodotti“.

    Vittorio Sgarbi ha dichiarato “Gillo Dorfles è il ricordo, la storia che continua, il suo sguardo è carico di tempo e di esperienza“, egli infatti considera indiscutibile e imprescindibile, il contributo dell’illustre mentore.