Gentile redazione,
segnalo che lo scrittore
Alain-Gérard Slama sarà a Roma martedì 27
febbraio (Gran Palace Hotel, ore 20.00) e a Milano mercoledì 28 febbraio
(Palazzo delle stelline, ore 20.45) per presentare il suo ultimo libro,
La regressione
democratica, pubblicato dalla casa editrice
Spirali.
Si tratta di
un’attenta analisi sugli sconvolgimenti
socio-istituzionali generati dalla deriva mondializzatrice, lo scrittore ha
definito l’opera “la mia battaglia contro
l’ideologia politicamente corretta”.
L’agenzia stampa
Adnkronos ha scritto:
La crisi
della democrazia in Europa
Roma, 17 feb. – (Adnkronos/Adnkronos Cultura)
– L’evoluzione politica dell’Italia e della Francia, soprattutto in questi
ultimi decenni, presenta dei tratti in comune. I due paesi, infatti, sembrano
investiti da una crisi democratica molto profonda. Le loro vicende istituzionali
si sono sviluppate su basi diverse. L’Italia ha trovato la sua Unita’ in tempi
recenti. La Francia, al contrario, ha fondato tutta la sua forza sullo Stato. E’
da qui che inizia la sua analisi degli scenari politici europei il docente
dell’Istituto di Studi Politici di Parigi ed editorialista del ”Le Figaro”
Alain- Ge’rard Slama, nel saggio ”La regressione democratica”, pubblicato
dalla casa editrice Spirali.
”Oggi – afferma nelle prime pagine del suo
libro – sono centrali gli interrogativi sulla rappresentanza parlamentare e
sindacale, sul dialogo sociale, sul ruolo della societa’ civile, sul
federalismo, sul multiculturalismo, sui confini di memoria, sulle
discriminazioni positive, sulla laicita’, sull’esclusione e sulla penalizzazione
dei rapporti sociali”. La prima edizione del libro risale al 1995, all’inizio
del primo settennato di Jacques Chirac. L’autore del saggio noto’ allora che il
sistema democratico manifestava alcune carenze. Impressioni suffragate dalla
convinzione che esso mostrava di aver smarrito il senso della sua missione. Le
tre grandi speranze che la democrazia europea ha incarnato nella sua storia si
sono infrante di fronte alla realta’. ”La prima speranza – ricorda Slama – e’
stata scalzata dalla caduta della politica di equilibrio dei blocchi in seguito
all’esplosione dell’impero russo”. Ma non solo. La speranza che le sinistre
europee si convertano alle regole del capitalismo, accettandone le dinamiche, e’
naufragata una volta per tutte. Le forze che fanno riferimento al comunismo
rilanciano la loro ”ispirazione egualitaria, dirigistica e distributiva”. In
questa prospettiva, la politica riformista di Gerhard Schroder e di Romano Prodi
e’ stata svuotata notevolmente. ”Questo piu’ o meno fondato ritorno alle fonti
ha intralciato in Germania le riforme di Gerhard Schroder, in Italia spinge
verso il fallimento la politica di Romano Prodi”.
Allo stesso tempo, anche
la democrazia liberale mostra alcuni segni evidenti di una netta involuzione.
Alcuni fenomeni ne hanno minato i possibili sviluppi. I valori liberisti sono
stati indeboliti dal ricorso al populismo, verificatosi in Italia durante il
periodo di Mani Pulite, e dall’attacco dell’individualismo e del razionalismo.
L’Europa intera, e in particolare l’Italia e la Francia, attraversano una
stagione difficile. Una stagione in cui tutte le certezze sembrano disarticolate
richiedendo delle soluzioni convincenti. Soluzioni che potrebbero essere attuati
attraverso il recupero dei principi della separazione degli organismi politici e
tramite il recupero della laicita’.
Invio il comunicato
stampa e la scheda libro.
Resto a disposizione per
ogni informazione e porgo cordiali
saluti.
Esther Linz
SPIRALI
Edizioni
Corso Vittorio Emanuele, 38 33170 Pordenone
Tel: 0434
– 520000 Fax: 0434 – 248531
E-mail: [email protected]
COMUNICATO
STAMPA
LO SCRITTORE ALAIN GERARD SLAMA A ROMA PER PRESENTARE
“LA REGRESSIONE
DEMOCRATICA”: SE L’
INDIVIDUALISMO TRIBALE FERMA IL PROCESSO DI CIVILIZZAZIONE
ILLUMINISTA
Milano –
Alain-Gérard Slama sarà a Roma martedì 27 febbraio
(Gran Palace Hotel, ore 20.00) e a Milano
mercoledì 28 febbraio (Palazzo delle stelline, ore 20.45) per presentare il suo ultimo libro,
La regressione
democratica, pubblicato dalla casa editrice
Spirali. Si tratta di un’attenta
analisi sugli sconvolgimenti socio-istituzionali generati dalla deriva
mondializzatrice, lo scrittore ha definito l’opera
“la mia battaglia
contro l’ideologia politicamente corretta”.
Il volume è un séguito ideale di
L’angélisme exterminateur dello
stesso autore francese, docente di Scienze politiche, che aveva acutamente
fotografato la messa in discussione dei riferimenti repubblicani transalpini a
partire dai primi anni ’90. Allargando l’orizzonte su scala planetaria, qui la
tesi dell’autore è che quel fenomeno stia proseguendo nella sua virulenza:
«tutte le componenti di questa nuova ideologia, che chiamo
“individualismo tribale”, modellano giorno dopo giorno un nuovo ordine
politicamente, socialmente e moralmente corretto»
Slama afferma che il suo libro vuole essere una
battaglia ideale che avrà raggiunto il suo scopo se permetterà al lettore di
resistere alla normalizzazione in corso, tanto più evitabile quanto più essa è
prevedibile e tanto tanto più grave quanto più essa si svolge nella più assoluta
indifferenza. Nel saggio si affrontano temi che l’autore definisce come il
discredito della legge, la tirannia del diritto, il dominio del potere
giudiziario, la cancellazione del politico di fronte all’esperto, il rilancio
dei “comunitarismi” a base identitaria, la banalizzazione delle discriminazioni
positive, lo sfruttamento “clanico” dei processi di memoria, l’ossessione
preventiva, l’invasione delle misure di controllo sociale, lo sfruttamento
populistico del tema dell’esclusione.
In un’intervista a “Figaro”,
Slama ha dichiarato: «È difficile non stabilire una correlazione fra
l’attacco che ha fatto tremare dalle fondamenta la Mecca del capitalismo
mondiale» (l’attacco alle Twin
towers, ndr) «e il consolidamento dei movimenti
anti-global, autonomisti, tutti oppositori dello stato democratico liberale.
Bisogna essere ciechi per non vedere come il male si stia propagando». E più recentemente – stando ad un episodio
riguardante il suo paese, a proposito della legge che riconosce concretamente il
contributo che fu dato alla nazione dai rimpatriati e dagli Algerini arruolati
nell’esercito- ha ribadito che ormai vede la Storia presa in ostaggio da un
pericoloso “conflitto di memorie”: «L’intellighenzia, che con gli anni aveva
dovuto più volte aggiustare il tiro, col pretesto di condannare il ritorno ad
una storia ufficiale ora cade nella trappola simmetrica: al posto del “ruolo
positivo” essa contrappone un quadro tutto nero del periodo coloniale».
Se sullo sfondo il tema posto
dall’autore è quello del ruolo stesso degli
intellettuali, in primo piano risulta l’importante questione circa l’eredità ideologica dell’illuminismo e
la conservazione dei valori laico-repubblicani; argomenti per propria natura
delicati e complessi, che spaccano trasversalmente gli schieramenti e che
riguardano in particolare i depositari della tradizione illuminata
dell’individualismo universalista. Querelle peraltro non del
tutto estemporanea, se è vero -per esempio- che già Pierpaolo Pasolini a suo
tempo non aveva nascosto la diffidenza nei confronti di certi giovani,
militanti, femministe mondane, società di consumo, subendo per questo un vero e
proprio linciaggio mediatico da parte di tanta gente progressista dalla quale
avrebbe dovuto semmai aspettarsi solidarietà e comprensione. Dibattito per altri
versi tutt’ora in corso in Francia, riguardo la questione dell’attività di
taluni presunti intellettuali “nuovi reazionari” che vorrebbero tagliare i ponti
con la tradizione dei diritti dell’uomo; “Non esiste né in cielo né in
terra”, dice Slama: “il fatto
è che ad essere messa sotto
accusa è la difesa di diritti particolaristici e quasi privati delle minoranze e
delle identità sessuali, etniche o religiose in nome di una concezione
pervertita, rivoltata contro sé stessa, dei diritti dell’uomo. I principi
fondatori della costruzione politica dei Lumi non sono infatti strumenti
adattabili e utilizzabili a piacimento a seconda della natura dei problemi da
risolvere. Non si possono separare i diritti dell’uomo dalla distinzione tra Dio
e Cesare, tra la legge e il diritto, tra il diritto e la morale, tra lo spazio
pubblico e la sfera privata, tra la politica e il sociale, tra il sociale e il
culturale…”
CON PREGHIERA DI CORTESE DIFFUSIONE
Per info:
Esther Linz SPIRALI Edizioni
Corso Vittorio Emanuele,
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